martedì, maggio 13, 2008

Martedì legna

- Da Genova, pronti a conquistare gli UK, tornano i Banshee. Esce ora per Suiteside questo nuovo Kicks Up EP, che anticipa Your Nice Habits, secondo album dopo Public Talks del 2006.
I ritmi sono sempre molto serrati, e l'obiettivo evidente resta quello del dancefloor, grazie anche alla produzione artistica di Luke Smith, ex Clor, già al lavoro con To My Boy, ShitDisco e Theoretical Girl.
Tra i remix del singolo, si segnala anche questo dei nostri Cool Kids Can't Die che spingono il pezzo verso una deriva parecchio ipnotica.

>>>(mp3): The Banshee - Kicks Up (Cool Kids Can't Die rmx)


Alice Glass upskirt!- Domani sera Valido (che ci ha fatto dono di questo pregevole upskirt di Alice Glass) torna a vedere i Crystal Castles per la terza volta in un mese. Segno che la loro incrocio di punk da videogioco e bassa fedeltà in qualche modo ha colto nel segno (nonostante le polemiche sulla loro onestà artistica).
Anch'io, che non sono proprio avvezzo a questi suoni, mi sono ritrovato ad apprezzare e ad ascoltare stranamente spesso il loro omonimo album d'esordio. Sulle pagine di Vitaminic trovate una recensione a sei mani e l'intero album in streaming.

>>>(mp3): Crystal Castles - Air War (Ryan Laser Remix)

lunedì, maggio 12, 2008

Just Like Monday #2

Just Like Monday
Si torna in città e si torna alla realtà giusto in tempo per un lunedì che vede finalmente in agenda il nuovo appuntamento con l'aperitivo curato da Jonathan Clancy e dal sottosocritto, in collaborazione con Città del Capo Radio Metropolitana.
Just Like Monday dovrebbe andare in onda un lunedì sì e uno no nelle stanze della Bandiga (golosissima osteria con annessa spettacolare salumeria in Via S.Isaia 6), ma le ultime settimane sono state piuttosto concitate e credo che ci siamo un po' persi nel calendario.
Anyway, eccoci qui: c'è una nuova playlist da scaricare, come al solito piena di pop, rumore e soul (qui sotto un paio di assaggi), c'è un nuovo e primaverile flyer (grazie a Giulia), e ci sono un sacco di eccellenti vini con cui questa sera si potrà brindare come si conviene. Ci vede a banco!

>>>(mp3): Fanfarlo - Harold T. Wilkins
>>>(mp3): The Monochrome Set - He's Frank

venerdì, maggio 09, 2008

Chi??



Giuro che non ho ancora visto un concerto uno da quello che vi ho raccontato due settimane fa.
Sì lo so, è una pausa insolitamente lunga per i miei ritmi abituali, ma oh.
In compenso, ehm... ho una nuova scoperta... sì, ehm, diciamo così.
Trattasi di un gruppo giovane... due inglesi e due americani, con base a New York... un gruppo, ehm, molto... molto promettente *cough *cough... da New York, quindi sono fighi, no? (datti un tono) Da New York però appunto con influenze molto inglesi, diciamo (inventa un paragone importante)... diciamo alla Jam! Ecco... i Jam, sì (boom!). Un incrocio tra le chitarre alla Jam e... e... e un tocco più moderno, tra Strokes e Arctic Monkeys (vai di stronzate random, accumula, accumula!)... accattivante ma non ruffiano, onesto, diretto eppur profondo (ora basta, le stai sparando grosse, fermati)... ehm... ecco insomma, si chiamano Five O'Clock Heroes, e questo è il video molto interessante del loro nuovo singolo, Who.
Con guest vocals d'eccezione.



Sì, sì, lo so, sono vergognoso.
Comunque sempre meglio che Scarlett Johansson.

mercoledì, maggio 07, 2008

Polaroids From the North

In questo periodo sono rimasto poco aggiornato su quel che succede in Svezia. Mi pare che da quelle parti le cose più vivaci ormai ruotino intorno all'elettronica fluorescente da party di Vice Magazine, e anche il cartellone di un festival come Emmaboda asseconda in parte tale tendenza. Da qualche stagione sembrano diradati i club e le serate indiepop, e di recente non sono state molte le uscite discografiche entusiasmanti.
Così oggi voglio segnarmi un paio di nomi che negli ultimi tempi mi hanno incuriosito e mi hanno fatto tornare voglia di vedere che succede a Nord.

- Joel Alme
Joel AlmeLucio in persona mi segnalava il nome già a inizio primavera, e Parker Lewis qualche settimana dopo mi confermava che "lo stanno ascoltando tutti e, conoscendoti, ti piacerà". Così è stato.
Joel Alme canta un pop che rimanda ad atmosfere Anni Sessanta, e quando dico Sessanta penso al bianco e nero di Studio Uno, cascate di violini e arrangiamenti in abito da sera. Nelle recensioni del suo album d'esordio, A Master of Ceremonies, spesso si cita Jens Lekman, ma direi che Alme non segue la stessa aggraziata ironia, quanto piuttosto quel romanticismo un po' virile e irruento da Håkan Hellström. Melodie che salgono d'impeto e che immagino cantate in coro a occhi chiusi da un gruppo di svedesi abbracciati, dopo che è finita tutta la vodka.
Nel video, che sembra proprio girato da qualche parte in Italia, Alme gioca con un certo trasporto a fare il crooner tormentato, ruolo che direi gli riesce abbastanza bene.

>>>(mp3): The Queen's Corner
>>>(mp3): So Used To Be Saved


- You Say France & I Whistle
You Say France & I WhistleIn attesa del ritorno dei Suburban Kids With Biblical Names (previsto per l'autunno - speriamo), mi sono divertito incontrando questi You Say France & I Whistle (come il titolo di una canzone di Van Morrison), provenienti da Stoccolman e con una curiosa fissazione per gli scoiattoli. Il tipico gruppo di ragazzi svedesi che una domenica pomeriggio si mette a suonare in cantina e che dopo tre mesi ritrovi sul palco del Frukostpop. Intanto, però, pare stiano registrando anche il primo album.
Dai demo rilasciati su myspace traspare una propensione al pop più diretto e divertente, e qualche buon pa-pa-pa e sha-la-la riescono a farlo saltare fuori in quasi tutti i pezzi. Ma l'indovinata armonia delle voci femminili e maschili, e alcune tracce scritte piuttosto bene lasciano intendere che potrebbe esserci qualcosa di più.

>>>(mp3): Convention of House
>>>(mp3): Pangea

martedì, maggio 06, 2008

And I shall be made your music

The Wave Pictures - We Dress Up Like Snowmen (single version)

lunedì, maggio 05, 2008

Nostalgia delle bionde

The Long Blondes - ''Couples''Qualche settimane fa su Vitaminic ho cercato di scrivere perché l'ultimo album dei Long Blondes non mi è piaciuto.
Probabilmente un paio di anni fa ci eravamo sbagliati sul conto di Dorian Cox e soci, e questa è la vera direzione che la band ha sempre voluto intraprendere. Nulla di male. Meno interessante, forse, ma comunque di buon livello.
Dentro "Couples" (virgolette comprese, scoprite perché), in mezzo a nuove canzoni che quasi non riconosco, restano però alcuni riflessi del gruppo che aveva saputo stupirmi e scuotermi. Dopo svariati ascolti, credo che il prisma sia Nostalgia, traccia lasciata in fondo alla tracklist e a prima vista piuttosto spoglia (Drowned In Sound chiama in causa un suono alla Chromatics). Appena una drum machine, un pianoforte e la voce di Kate Jackson tra i riverberi:

It was the shock of the new that got the latest tune
at the top of the charts or so
it must have been something like eleven weeks running
that it spent up there but still
that was then and this is now
that was then and this is now
that was just nostalgia

[...] I want to move into the future, move into the future,
move into the future with you...


Insomma, la classica "sindrome da secondo album" messa in versi.
Non è una coincidenza che anche il comunicato stampa di presentazione di "Couples" usi la stessa espressione, quel "shock of the new" che i Long Blondes hanno senza dubbio rappresentato per un buon periodo e che poi li ha fatti aspettare allo specchio il comparire della prima ruga.
Ma quella era nostalgia, sostengono i Long Blondes. La nostalgia ci ha portati qui. E ora abbiamo bisogno di un futuro.

>>>(mp3): The Long Blondes - Nostalgia
>>>(read): un lungo e articolato post che cerca di spiegare il rapporto tra le recenti iniziative urbanistiche della città di Sheffield e il nuovo disco dei Long Blondes.

venerdì, maggio 02, 2008

Handmade headache

Immagino che questa sera sarete tutti al Bronson di Ravenna per il concerto di Adam Green. A chi rimane in città segnalo l'aperitivo nelle storiche stanze del Disco d'Oro (via Galliera 23) organizzato da Zuni & Juta Cafè. Ci sarà un concerto acustico di The Calorifer is very Hot! e a seguire i dj set di SoneekMx, Phil e Anais. Il tutto a partire dalle 19.
Polaroid alla radio andrà in onda come di consueto, e dopo il programma sarò al Locomotiv Club a mettere un po' di dischi.
Ci si vede a banco, ma un po' più tranquilli di ieri.

Bonus track:
Glenn Miller - Where Is the Love?

mercoledì, aprile 30, 2008

Could it be the start of something?

Due prime fondamentali segnalazioni per il lungo fine settimana che si avvicina. Le prossime arriveranno in corso d'opera, o come passatempo durante gli hangover:

The Lodger- Questa sera il primo tour italiano dei britannici The Lodger fa tappa al Mattatoyo Club di Carpi. La band di Ben Siddal, dopo l'ottimo esordio Grown Ups dell'anno scorso, viene a presentare l'ultimo contagioso singolo The Good Old Days, e ci sarà da ballare.
In questi anni il trio di Leeds, pur cambiando varie formazioni e sempre con quest'aria da outsider, non ha mai smesso di sfornare piccole perle di pop, muovendosi con competenza e sincera passione tra influenze classiche come Smiths, Wedding Present e TV Personalities. Il nuovo pezzo ha un umore un po' eighties, vedremo che combineranno dal vivo.
Ricordo che l'ingresso è gratuito con tessera Arci. A seguire, insieme a SoneekMX, ci sono anchio a mettere un po' di dischi.

>>>(mp3): The Good Old Days
>>>(read): L'intervista di Indiepop.it


Handmade Festival- Dopo un anno esatto si torna sulla scena del crimine. L'Handmade Festival giunge alla seconda edizione e alza la posta. A questo giro, infatti, sono in scaletta anche due ospiti stranieri di tutto rispetto: Hot Club De Paris, in data unica italiana, a presentare in anteprima le canzoni dell'imminente nuovo album Live at Dead Lake, e poi Costa Music, in prima assoluta per l'Italia, nuovo progetto per Joseph Costa dei L'Altra.
Davvero un bel colpo per un festivalino tutto DIY, o meglio, "fatto a mano".
Anche la scuderia delle band di casa nostra è davvero notevole: Redworms' Farm, Le Man Avec Les Lunettes, Nuccini, Seebha, Clever Square, Leggins, Claim e Phidge.
Lasciatemi citare a parte gli A Classic Education, che proprio all'Handmade l'anno scorso debuttarono ed emozionarono tutti con un memorabile set. Sarà una bella occasione per festeggiare tutti assieme il loro primo compleanno.
Anche in questo caso, non c'è biglietto d'ingresso, e ai giradischi avrò il piacere di accompagnare MarinaP, per uno speciale Vitaminic Back 2 Back dj set, prima dei padroni di casa Le Casio.
Ci si vede a banco!

>>>(mp3): Hot Club De Paris - Hey! Housebrick
>>>(mp3): A Classic Education - Badlands & Owls

lunedì, aprile 28, 2008

The Wave Pictures, I love you like a madman


Vorrei scrivere che quello dei Wave Pictures è per me l'esordio più importante dell'anno, ma non sarebbe corretto. Il trio del Leicestershire esiste da quasi una decina d'anni e, nonostante la Moshi Moshi presenti il loro nuovo Istant Coffe Baby come un "debut album", ne ha già realizzati altri sei, tutti più o meno in casa.
Quello che potete aspettarvi dalle loro folgoranti canzoni credo stia nella riga della loro biografia che spiega come "the band learned to play together by covering Jonathan Richman". E poi ci sono dentro i Velvet Underground e gli Hefner, il Bob Dylan verboso a rotta di collo e la schiettezza di Ballboy, il nonsense dei Pavement e le chitarre graffiate dei Television.
Tra i loro sostenitori si contano già Herman Düne, Jeffrey Lewis e Darren Hayman, per il quale hanno fatto anche da backing band, così come per John Darnielle dei Mountain Goats. Darren ha ricambiato dirigendo questo assurdo video e partecipando alle registrazioni del nuovo disco.
Credo che scriverò e suonerò canzoni dei Wave Pictures ogni settimana fino a quando qualcuno non si deciderà a portarli in Italia. Per cominciare vi lascio qui sotto il primo loro singolo che pubblicò la Moshi l'anno scorso. Era davvero da un pezzo che non rimanevo così frastornato da una canzone d'amore.
Amateli come matti anche voi.

>>>(mp3): Now You Are Pregnant

(I don't have any bad memories, only bitter regrets)

sabato, aprile 26, 2008

Parer Lewis back in Italy!

Parker LewisRubo la prima pagina all'ultimo fantastico Londonwatch soltanto per due righe di una rapida segnalazione, che in realtà è abbastanza affine alle sonorità di The European. Questa settimana è tornato in tour in Italia Parker Lewis, il giovane cantautore svedese che da un paio d'anni ci siamo presi a cuore.
Non ripeterò quello che le sue piccole, indolenti e dolci canzoni sanno regalarmi. Ricordo però che questa sera Parker Lewis sarà in concerto all'Edera di Codroipo (UD) e domani, per l'ultima data, al Mattatoyo Club di Carpi. Presenterà il suo nuovo ep Written and Directed By, liberamente scaricabile dal sito della net label Madforit. Non mancate.

>>>(mp3): Wasting Time
>>>(mp3): Risky Dancing by Alvy Singer
(foto: Lucio)
Primo! (ci riprovo)



Stavolta ho fatto un giro preventivo sia su Google che su Hype Machine e non ho trovato un tubo, per cui sono abbastanza convinto.
Siamo al Windmill di Brixton, serata Stolen Recordings.
Il primo a salire sul palco è un tizio vestito da gelataio.
Anzi no: eccolo che tira fuori una vestaglia Luigi XIV, appiccia il laptop e imbraccia un synth a tracolla, mentre al resto pensa il ciuffo spostato. È un dandy coi controfiocchi.
Si chiama Simon Break: prima era negli Icebreaker International (tra il '99 e il 2003 sotto l'etichetta di Andrew Lloyd Webber - gulp) e poi brevemente nei The Temporary Shelters (un singolo su una compilation Stolen Recordings); ora e' da solo e si fa chiamare The European.
Quello che propone è un pop elettronico minimalista dai testi ironico-malinconici: lui sta fermo, attende che le basi partano da sole e racconta le sue piccole storie, permettendosi giusto un paio di brevi assoli di synth che tradiscono la sua quasi decennale esperienza nel campo.
E le sue melodie, a metà tra un modesto Jens Lekman e dei Pet Shop Boys lo-fi, sono di quelle che catturano e si incollano subito senza pietà.

>>>(mp3): The European - Wet Dream

Poi io in realtà ero lì per gli Screaming Tea Party, ma sono stati una discreta delusione. I pezzi soft e melodici che occupano mezzo ep e che tanto mi avevano incantato, dal vivo vengono strangolati da continui assalti di rumore, pose da terroristi del rock, caos, distruzione ed esecuzioni svogliate e scollatissime. E allora di roba così ce n'è già tanta in giro, e fatta meglio. Mi dispiace, stavolta non basta essere giapponesi.

giovedì, aprile 24, 2008

Welcome to the Jingle!


Venerdì 25 e sabato 26 aprile il club For Sale di Piacenza ospiterà la prima edizione del festival Welcome to the Jingle: due palchi, tanti nomi che suoniamo spesso anche da queste frequenze, un botto di simpatici banchetti del merchandising e pure un biglietto dal prezzo decisamente basso.
Ci si vede a banco!

Qualche bonus tracks per il ripasso:
Annie Hall - Ghosts' Legs (live on MAPS)
Ex-Otago - Amato the Greengrocer (live on polaroid)
Isabel At Sunset - Meet the Gang (live on polaroid)
København Store - We Came Down From the North
My Awesome Mixtape - The Giant Squid (live on polaroid)
Fall like fireflies / riot like rats

Hatcham SocialHatcham era il nome medievale del distretto di New Cross, zona sud est di Londra, e da qui provengono gli Hatcham Social, trio che vede in formazione anche Finnigan Kidd, ex batterista dei Klaxons.
Hanno registrato già tre sette pollici, tutti sold out, e rivelano una passione per le raccolte su cassetta, tanto che ne hanno già realizzate due. In studio hanno potuto contare anche sull'assistenza di un personaggio come Tim Burgess dei Charlatans, band che proprio in queste settimane accompagnano in tour in Gran Bretagna.
Il mese scorso è uscito il nuovo singolo So So Happy Making e il suono degli Hatcham Social si è definito in maniera ancora più nitida. Abbandonate certe radici post-Libertines, qui siamo dalle parti degli Anni Ottanta degli Smiths (vedi il falsetto di Till the Dawn o i languori della b-side Pocket Sized) e della Scozia degli Orange Juice. Non a caso Alan McGee li suona nei suoi dj set e li ha passati alla nuova label del figlio Dan.
Non mancano poi le dichiarate influenze Sixties, visto che nei concerti sono frequenti gli omaggi a Byrds e Beach Boys. A dire il vero, però, sembra che dal vivo gli Hatcham Social si divertano anche a essere parecchio più aggressivi, e una cronaca del Guardian tira in ballo addirittura le ruvidezze dei primi Pavement.
Al momento sono in studio a registrare il prossimo singolo con Faris Badwan, cantante della garage band The Horrors, ma io non vedo l'ora che finalmente si decidano a mettere insieme un bell'album come si deve.

>>>(mp3): Penelope (Under My Hat)
>>>(mp3): So So Happy Making

mercoledì, aprile 23, 2008

"Everyone who walks through our door is a motherfucker"

Club Motherfucker - London
Seguite la redazione di polaroid avventurarsi insieme a una guida d'eccezione nei più torbidi scantinati di Londra...


>>>(mp3): Lonely Ghosts - The Unpopular Future
>>>(mp3): Partyshank - Kids of the Future (demo)

martedì, aprile 22, 2008

I can't see if things are getting any better


Ringraziamo la redazione del fan-site ufficiale di Valido per questo nuovo esaltante video dei Let's Wrestle, il gruppo al quale più di ogni altro quest'anno associo la parola "esaltante".

>>>(mp3): Let's Wrestle - Tanks (live - Huw Stephens session)

sabato, aprile 19, 2008

I know that you want the candy


Da Bologna a Siena, da Siena a Portland, semplicemente alzando il volume e spingendo sui feedback.
Le redazioni di Radio Blow-Up su Radio Facoltà di Frequenza e La Belle Epop, ovvero quegli sciagurati di Courtney, Gina, Fede e Cat, hanno organizzato questa meravigliosa festa, e se stasera siete nella zona del Chiantishire il consiglio è di raggiungere il Cambio (in Via Pantaneto 48, a Siena) e di fiondarvi in pista.
Io non posso che ringraziare dell'invito e cercare di ricambiare portando tutta la balotta che la valigia dei dischi può tenere.
Ci si vede a banHo!

>>>(mp3): The Raveonettes - You Want the Candy
>>>(mp3): The Mourning Reign - Satisfaction Guaranteed

venerdì, aprile 18, 2008

A polaroid from Milan
("For zombies" wannabe)

MDW 2008Lunedì notte, passando in taxi lungo Via Tortona vedevo le gallerie aperte piene di operai alle prese con gli allestimenti del Salone del Mobile, alla vigilia dell'inaugurazione. Era un cantiere sotto la pioggia. Tutti correvano come pazzi scaricando casse da imballaggio, allacciando cavi, spostando scale, tirando teloni, montando grappoli di neon. Rumeni, africani, vietnamiti in tuta la lavoro. Corrieri senza più pazienza si sbracciavano dai finestrini dei furgoni in doppia fila. Dall'altra parte, luminosi cubi bianchi, smaltati caratteri Helvetica alti due metri, sinuosi legni scandinavi, fari ovunque. Lì c'erano operai di notte, di là quella che chiamiamo arte o design, e poi sono casse, cavi, camion e bolle di consegna. Mi ha fatto tornare in mente la riapertura un po' surreale del Museo d'Arte Contemporanea di Sarajevo, nell'estate del 2000.

>>>(mp3): The Pink Rays - Modern Life
>>>(mp3): The Bloody Beetroots - Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

ps: da Andrea, intanto, è in corso un'interessante discussione.
pps: e alla faccia di Milano, sabato allo Juta Cafè di Modena c'è Massimo Coppola in reading + dj set.
A hot mess in a designer dress



Dopo una riunione di redazione si è deciso di cedere l'accoppiata Twee As Fuck / Club Motherfucker a Vitaminic, per cui, visto che fondamentalmente ho passato il resto della settimana a ribeccarmi, questo venerdì vi beccate a mo' di intervallo la top ten di Agyness Deyn:

- Moldy Peaches - Lazy Confessions (video)
- The Clash - This Is Radio Clash (video)
- The Paddingtons - Mr.Crackers
- Adam Green - Blue Birds (video)
- Tourismo - Eskimo
- X-Ray Spex - Identity (video)
- The Holloways - Happiness And Penniless (video)
- Mariah Carey - All I Want For Christmas Is You
- Nancy Sinatra - These Boots Are Made For Walking (video)
- Elastica - Vaseline (video)

Trivia: il vero nome di Agyness Deyn è Laura Hollins. Poi ha deciso che era troppo facile, troppo memorizzabile, quasi bello, e allora l'ha cambiato gettando il gatto sulla tastiera.

Trivia 2: i Paddingtons sono in classifica perchè Aggy esce col chitarrista

Trivia 3: no, non lo so perchè è in classifica anche Mariah Carey, e non mi interessa

giovedì, aprile 17, 2008

We build today

Three In One Gentleman Suit
325 copie numerate per 180 grammi l'una: queste le cifre del nuovo vinile sfornato dai Three In One Gentleman Suit che esce ufficialmente oggi. Il loro terzo album, intitolato We Build Today, pubblicato da Black Candy, li vede alle prese con un suono più diretto, quasi aggressivo, meno legato a quei caldi stilemi post-rock che che da ormai più di cinque anni li ha fatti conoscere, dalle nebbie della Bassa fino a mezza Europa.
La maturità quindi come processo di semplificazione? È quello che verificheremo con il concerto di questa sera, sul palco del Locomotiv Club di Bologna.

>>>(mp3 - solo per oggi): A Transition Era
>>>(mp3): La sessione acustica a MAPS

mercoledì, aprile 16, 2008

Polaroids from London
No to pop culture

No to pop cultureA Londra, dove i Vampire Weekend sono musica da centro commerciale, i ragazzini portano papillon o cravatte sottili sopra polo di seconda mano, meglio se con il colletto rigido.
In certi scantinati molte cose sembrano fluire senza alcun nesso: pallidi e giovani gruppi post-punk ritagliati da una foto in bianco e nero del 1979 elettrificano un pubblico pronto per una serata Ed Banger, e sembra del tutto coerente trovare in prima fila un tizio con la maschera da lottatore messicano.
Si avverte la mancanza del negozio Rough Trade di Neal's Yard. Quello nuovo in Brick Lane, "the largest record shop in the UK", è troppo silenzioso e pulito, troppo deferente verso la gentrificazione equosolidale della zona.
Ci si diverte di più a lasciarsi guidare da Valido per le sporche strade di Dalston la notte, quando i treni della Overground hanno smesso di passare e si cammina sperando che qualche double-decker bus conceda la grazia di investirci ancora.
La domanda che mi resta al ritorno è: ma da quando la Peroni è di moda?

>>>(mp3): Factory Floor - Francis Francis

lunedì, aprile 14, 2008

Patient one
Intervista agli Yuppie Flu

Come molti di voi già sapranno, Fragile Forest, il nuovo album degli Yuppie Flu è uscito ed è disponibile in diversi formati, fra cui anche quello del download dal sito della band con la possibilità di decidere il prezzo, e quindi anche zero euro.
Si tratta di un segnale e di un esperimento importante per la scena musicale indipendente italiana, e così ho pensato fosse il caso di rivolgere qualche domanda a Matteo Agostinelli, voce della band, per fare un po' il punto della situazione.
Per quanto riguarda la vera e propria recensione del disco vi rimando a quella collettiva che sarà presto pubblicata su Vitaminic.



Partiamo dalla notizia principale che riguarda il nuovo disco, e cioè la sua distribuzione. La possibilità del free download era stata pianificata sin dall'inizio della sua lavorazione, o negli ultimi mesi la mossa dei Radiohead ha modificato il vostro punto di vista sul mercato discografico?

Quando abbiamo cominciato a lavorare al disco, due anni fa circa, ovviamente non abbiamo pensato ad aspetti diversi dalla creazione delle canzoni. Non sapevamo nemmeno se saremmo riusciti a finirlo il disco. Dopotutto l'abbiamo finito di mixare e masterizzare il giorno prima di quando è stato messo sul sito in distribuzione digitale.
Posso dire però che da circa un anno stavamo pensando di metterlo online gratuitamente in mp3 e di vendere la versione fisica direttamente dal nostro sito. Non era necessario essere dei geni per capire che la gente l'avrebbe comunque scaricato dai peer2peer.
Sicuramente l'evento Radiohead ci ha aiutato a focalizzare e sviluppare la modalità del fai-tu-il prezzo. La nostra idea iniziale era mettere un pulsante per una donazione.

Questo esperimento anticipa le prossime strategie di un'etichetta "storica" come Homesleep, o pensate che essere un gruppo con una base consistente e una storia importante come gli Yuppie Flu sia in qualche modo necessario per poter distribuire un nuovo album anche in "free download"?

Homesleep non ha ancora piani ben precisi su come affrontare il futuro. Dovremo anche verificare come andrà questo esperimento, cioè se alla fine ci saranno dei margini per almeno ripagare le spese sostenute.
Quello che è certo è che la discografia vecchio stampo è stata da noi abbandonata ormai definitivamente. Con essa, tutto quello che vi stava intorno, cioè pensare che una label possa pagare registrazioni in studi megagalattici o pagare anticipi o spendere migliaia di euro in promozione, pubblicità, video ecc.
Tutto questo ovviamente è da dimenticare se si vuole approcciare il sistema di download ad offerta e packaging speciali a bassa tiratura. Di questi tempi sarebbe impossibile coprire tali le spese con i ricavati delle vendite dei cd.
Urge quindi tagliare i costi ormai inutili, a mio parere, e puntare sul web, sul passaparola, sulla qualità della musica stessa, mandando in pensione l'aspetto puramente estetico e di marketing.

Il disco come oggetto - che sarà disponibile tra un mese - come sarà concepito? Chi ha curato grafica e contenuti? Sono previsti degli extra per la versione "fisica" dell'album?

Il disco è un cd in un packaging cartonato di dimensione simile ad un libro rettangolare che noi abbiamo chiamato "kids book", 18x13cm. La grafica è stata interamente disegnata da Francesco [bassista degli YF] e contiene un booklet con illustrazioni realizzate a mano e tutti i testi delle canzoni, che sarà presto visibile sul nostro sito.
L'unica plastica presente è quella del cd stesso. La versione fisica non contiene extra al momento, ma ci sarà una sorpresa più avanti per chi avrà acquistato quella versione.
C'è anche una terza versione che sarà disponibile in un semplice e poco costoso jewel box. Sarà realizzata e distribuita da Audioglobe nei negozi da maggio in poi.

Veniamo alla musica di questo nuovo disco. La prima impressione è che il mood generale sia molto più rilassato e dilatato rispetto a Toast Masters, tornando in parte a certe atmosfere di Days Before The Days. Come sono gli Yuppie Flu del 2008? Oltre a un nuovo cambio di formazione, ci sono altre differenze?

Per quello che riguarda l'organico è lo stesso di Toast Masters ma con un nuovo batterista, Simone.Il nostro batterista originario Otto ci ha aiutato a registrare una parte delle batterie, mentre Simone ha registrato le batterie di 3 brani praticamente una settimana prima dell'uscita del disco sul nostro sito.
Questo è il bello di questo esperimento: il disco è stato finito venerdì 28 marzo, e sabato 29 è uscito. Ancora ricordo che Days Before the Day fu finito a metà del 2002 ed uscì circa 9 mesi dopo, nel 2003, per motivi di scheduling promozionali e distributivi (di cui al tempo si occupava una major).
Riguardo al mood generale dell'album io personalmente lo trovo vicino alle atmosfere di At the Zoo, il nostro secondo disco, ma l'utilizzo così massiccio di strumenti acustici è piuttosto inedito per noi.

Come mai avete scelto Cold Device, forse una delle tracce più psichedeliche dell'album, come singolo per anticipare Fragile Forest? È conseguenza degli ascolti che hanno influenzato la lavorazione del disco? E se sì, quali sono stati?

Non è stata una scelta propriamente calcolata. Di base non esistono singoli su Fragile Forest o almeno non ci abbiamo ancora pensato. È l'album più istintivo e sincero che abbiamo mai realizzato, noi allo stato puro, quello che siamo e quello che sentiamo dentro. Cold Device lo abbiamo scelto fra quelli che erano già pronti e finiti e anche perché volevamo introdurre Fragile Forest con qualcosa di non convenzionale, un brano che il nostro pubblico non si sarebbe aspettato.
Riguardo gli ascolti durante la lavorazione io personalmente ho davvero ascoltato poca musica nell'ultimo anno, devo anche dire che fra la musica recente c'è poco che mi ha colpito.
Per quello che posso ricordare... aspetta che do un occhiata al contatore degli ascolti di itunes... ah ecco qua, ho ascoltato i Wilco, Bob Dylan del periodo 65-66, David Pajo, John Lennon, Sparklehorse, Spinto Band, Vetiver.

Di cosa parlano le canzoni di questo disco? I testi degli Yuppie Flu spesso procedono più per immagini che per narrazioni lineari e immediate, questa volta come sono nati?

I testi sono molto personali, guardano molto dentro di noi, alle nostre esperienze presenti e passate. Anche quando procedono per immagini hanno un significato che scava nel nostro profondo, una sorta di confessione verso noi stessi.
In Fragile Forest la parte relativa alle liriche è molto istintiva più vicina alla poesia che alla narrativa se vuoi, senza pretese però, non siamo scrittori, non ci interessa.
I testi si trovano qua: http://www.yuppieflu.net/blog/testi-copertina-tracklist

sabato, aprile 12, 2008

What else have I to spur me in to love

 fagottismi


Sospesi tra giornate così, sembra davvero impossibile iniziare a raccontare una qualsiasi cosa senza precipitare nella contestualizzazione stagionale, quasi d'obbligo. Perché la primavera ti risucchia, si insinua nei polmoni e si scioglie come un veleno dolce nel sangue. E vorrei scampare a questo ineluttabile destino, almeno per parlare di una voce che nella storia del cantautorato italiano ha incarnato più spesso i primi brividi dell'inverno, con un timbro caldo e un modo di intendere la musica che pur partendo dalla Sicilia è proiettato sempre più verso il nord.
Quando si accenna a Cesare Basile i primi riferimenti sono Catania e subito dopo Berlino. Uno strano ponte che attraversa la penisola e finisce lassù dove probabilmente la primavera non è ancora arrivata. Eppure le canzoni di Basile potrebbero raccontare di tantissimi altri posti, è come se le tante mani accorse ad aggiungere tasselli in queste 12 storie di mancanza e attesa infinita avessero davvero scardinato ogni riferimento spaziale. Eppure -ancora- spazio e tempo si accavallano, e l'atteggiamento folk blues che fa capolino in Storia di Caino, in uscita in questi giorni, paradossalmente sembra di primavera vestito, più solare di quel nerissimo Hellequin Song che lo ha preceduto.
Si parla d'amore, del resto. Senza più tempesta.

Cesare Basile verrà a presentare Storia di Caino domenica 13 marzo, all'Arteria, in Vicolo Broglio 1.


>>>(mp3): Cesare Basile feat. Robert Fischer (Willard Grant Conspiracy), What Else Have I to Spur Me in to Love

venerdì, aprile 11, 2008

Clamoroso al Cibali



Caso forse unico nella storia, Repubblica arriva prima di Polaroid (ma dopo Valido TV, che oh, c'è un limite a tutto) e lancia il fenomeno Soko.
La redazione del qui presente blog promette che rimedierà prestissimo con un probabile eccezionale post a quattro mani, a seguito della data di domani della suddetta cantantattrice francese al Barden's.
Se fa Gatto Rognoso aziono la videocamera.

Soko
Niente, Londonwatch oggi va in onda così, in edizione ridotta, in quanto il sottoscritto è ancora fuso da tre ore di concerto dei Black Crowes (di cui due di assoli) e non crede che sia il caso di ripetervi che quando in città arrivano Shout Out Louds e Brunettes insieme (visti alla Bush Hall) bisogna CORRERE.

>>>(video): Soko - I'll Kill Her

P.S.: urgh, ho detto "Black Crowes" su Polaroid