The Hidden Cameras, live in München, 27/11/2004
Non so se ti interessasero davvero le voci sgraziate rivolte alla bionda violista, oppure che tutti a un certo punto battessero le mani. Non c'era tempo di ascoltare quelli che gridavano da dove venivano, e nessuna risposta per quelli che chiedevano canzoni.
La Funkhouse di Monaco, piena di gente e calda all'inverosimile, non sarebbe stato il luogo del Miracle, del rito pagano raccontato tante volte e così bene da Alistair Fitchet, e che io avevo atteso e spasimato ascoltando i dischi, scalciando in una camera, saltando in una strada, avviandomi con calma e a grandi respiri per un sentiero di montagna sopra un fiordo.
Si leggeva nei tuoi occhi un po' distanti, preoccupati per una corda di chitarra quando invece stava per esplodere l'Unione Del Vino.
Si capiva dalla piega severa delle tue labbra, quasi mai un sorriso, che quello sarebbe stato solo un concerto. Un grande, normale concerto di un buon gruppo che suona buona musica pop. Una canzone dopo l'altra, per un'ora o poco più. Qualcuno avrebbe anche potuto dire che ti stavi ripetendo.
Ma tu sapevi che c'era dell'altro, che non tutte le canzoni sono innocenti e possono essere suonate senza credere, tirare in mezzo preghiere (recitarle inginocchiati), e senza metterci tutto il corpo.
Io non potevo accontentarmi del tuo coito interrotto, e così quando hai pronunciato "I found music and he found me" ho deciso di rubarti tutto quello che avevi da darmi, proprio come canti tu. Mi sono preso ogni nota, ogni parola, riempito le mani e scagliate contro il soffitto con tutta la forza delle braccia. Ho chiuso gli occhi, proprio come hai fatto tu con il solito nastro rosso, e ho ballato. Ogni goccia di sudore che scivolava già dal palco (saremo mai più così vicini?) impregnava d'odore la mia maglietta e scendeva lungo le gambe che non stavano ferme, Smells Like Happiness. Non so se t'importava, se eri lì apposta per farti derubare, se io ero soltanto un ingenuo, ma erano quelle a farmi credere, a farmi credere In The Good Of Life.

Sono passati più di tredici anni dal giorno in cui Cesare ed io decidemmo di imbarcarci per quel viaggio alla volta di Monaco di Baviera. Era la fine di giugno del 1991 e lo scopo della spedizione era un concerto dei Pixies.
Prendono il nome dai top scorer di Galaga (classico arcade anni 80), hanno cominciato scrivendo canzoni per bambini con dentro mostri in ordine alfabetico, uno abita in Giappone l'altro nella Carolina del Sud ma riescono comunque a fare dischi per la benemerita etichetta di Portland 
Come qualcuno avrà già intuito, il 2005 sarà l'anno dell'
L'appuntamento imperdibile di questa sera sono
«Chiudete gli occhi, e accendete le orecchie, è una cosa non troppo invadente, ma inoculante. A sprazzi, a bagliori! Apparecchiatevi attorno a un apparecchio radio, trovatevi insieme a casa di qualcuno, vino e castagne, è autunno oramai, e per quanto vada in rovina il mondo, fate attenzione! L'ha dichiarato Cinaschi in persona: Sarà un bellissimo autunno, prologo di un magnifico inverno... perciò ecco Qualcosa per accompagnare la stagione, LE RADIOCAPITOLAZIONI!
Antonio Cavedoni (aka
Una mattina, che era davvero troppo freddo per sopportare vuoti e lampadari, un
Per una volta non sono d'accordo con
Adesso salta fuori che li conoscevate tutti e figurati, è roba vecchia, ma dove vivi.

Immagino che in questi giorni molti siano nella mia stessa situazione.




