martedì 30 novembre 2004

Steal all you can motherfucker
The Hidden Cameras, live in München, 27/11/2004

The Hidden Cameras -27/11/2004 - MunichNon so se ti interessasero davvero le voci sgraziate rivolte alla bionda violista, oppure che tutti a un certo punto battessero le mani. Non c'era tempo di ascoltare quelli che gridavano da dove venivano, e nessuna risposta per quelli che chiedevano canzoni.
La Funkhouse di Monaco, piena di gente e calda all'inverosimile, non sarebbe stato il luogo del Miracle, del rito pagano raccontato tante volte e così bene da Alistair Fitchet, e che io avevo atteso e spasimato ascoltando i dischi, scalciando in una camera, saltando in una strada, avviandomi con calma e a grandi respiri per un sentiero di montagna sopra un fiordo.

Si leggeva nei tuoi occhi un po' distanti, preoccupati per una corda di chitarra quando invece stava per esplodere l'Unione Del Vino.
Si capiva dalla piega severa delle tue labbra, quasi mai un sorriso, che quello sarebbe stato solo un concerto. Un grande, normale concerto di un buon gruppo che suona buona musica pop. Una canzone dopo l'altra, per un'ora o poco più. Qualcuno avrebbe anche potuto dire che ti stavi ripetendo.

Ma tu sapevi che c'era dell'altro, che non tutte le canzoni sono innocenti e possono essere suonate senza credere, tirare in mezzo preghiere (recitarle inginocchiati), e senza metterci tutto il corpo.
Io non potevo accontentarmi del tuo coito interrotto, e così quando hai pronunciato "I found music and he found me" ho deciso di rubarti tutto quello che avevi da darmi, proprio come canti tu. Mi sono preso ogni nota, ogni parola, riempito le mani e scagliate contro il soffitto con tutta la forza delle braccia. Ho chiuso gli occhi, proprio come hai fatto tu con il solito nastro rosso, e ho ballato. Ogni goccia di sudore che scivolava già dal palco (saremo mai più così vicini?) impregnava d'odore la mia maglietta e scendeva lungo le gambe che non stavano ferme, Smells Like Happiness. Non so se t'importava, se eri lì apposta per farti derubare, se io ero soltanto un ingenuo, ma erano quelle a farmi credere, a farmi credere In The Good Of Life.
For fans only

 The Hidden Cameras - november 27, 2004 - München, Germany - Bavarian Open Festival @ BR-Funkhaus

La setlist l'ha gentilmente raccolta La Laura, che qui ringrazio.
Quando invece sono saltato sul palco io, per arraffare la bottiglietta dalla quale aveva bevuto Joel Gibb, lei si è allontanata facendo finta di non riconoscermi.

ebi + ellegi + joel gibb's bottle

Aggiungo io: mentre gli Hidden Cameras allestivano il loro circo io ero seduta sui bassi, sorbendo 25 cl di acqua San Pellegrino acquistata con la paghetta gentilmente elargita da Fabio e Fla. In quella posizione ero davvero vicina al bottino. E allora Enzo mi dice - finito il concerto tu guadagnerai il palco, come un gatto, un'ondata di mare nordico al sole. Catturare la playlist, che era proprio lì, vicino, scritta a mano, impigliata tra i fili sotto le zampe del leggio era la mia missione. Missione compiuta, un litro e mezzo di naturale era la giusta ricompensa dato il caldo assurdo e la nostra sete.

Affittasi ubiquità (3)

A proposito di date e appuntamenti interessanti, sulla mia agenda anche il prossimo fine settimana è già fitto di nomi e punti interrogativi, esclamativi e aperitivi.
Qui a Bologna ci sarà l'Homesleep Weekend (con Q And Not U, Delgados, Malcolm Middleton degli Arab Strap, Populous e Micecars fra gli altri), mentre a Londra si terrà il Mon Galà Papillons, una due giorni organizzata dalla fanzine Chickfactor. In scaletta Television Personalities, Pipas, Stevie Jackson (Belle & Sebastian), Jens Lekman e Stuart Moxham (Young Marble Giants) e altri...
E ancora, chi come noi ha lasciato un po' del suo cuore in Svezia, correrà subito a vedere se ci sono voli in offerta per Stoccolma: domenica 12 dicembre, infatti, The Concretes festeggeranno il loro compleanno tenendo un concerto insieme a Pastels, Jens Lekman e Frida Hyvönen...
(continua)
Affittasi ubiquità (2)

Superato il jet lag dopo la trasferta di Monaco, la settimana bolognese si prospetta come al solito fitta di appuntamenti, anche se un po' sbilanciata.
Già questa sera, nell'inusuale sede del BlackB saranno di scena i britannici M.A.S.S., di solito grintosi rockettari ma per l'occasione unplugged.

Domani la quantità di proposte musicali è addirittura imbarazzante: di Nikki Sudden al Covo ne ha parlato qui sotto Arturo.
In alternativa Violetta Beauregarde cercherà di fare più rumore possibile al Club 74, per la sempre più unhip rassegna Murato curata da Giovanni Gandolfi.
All'Atlantide Occupato di Porta Santo Stefano, all the way from Austin, Texas, arrivano J Church e il loro "anarco pop punk situazionista". Tra l'altro ad aprire la serata ci saranno i False Nation e Los Caramelos Negros (ovvero le nostre amate Black Candy, che ultimamente sembrano preferire questa esotica denominazione).
Tanto per aggiungere altra carne al fuoco, al Millennium in Via Riva Reno proseguono le serate del festival di musica elettronica EleCtra.Broken.

Giovedì si parte presto per Rimini: al Velvet tornano gli Interpol. La serata è ancora più interessante perché di spalla avranno i Bloc Party. Il biglietto costa 18 euro, ma poi vi danno anche un invito gratuito per il concerto dei The Belles di sabato.

Venerdì ricco cartellone al Libera di Modena, con Three in One Gentleman Suit, Il Giorno Del Pou, Irma Vep e i Draft.
Altrimenti, visto che non passa settimana senza che non si vada a vedere qualche ragazza un po' malinconica che suona la chitarra, Polly Paulusma è di scena al Covo.
Stessa location nella quale, la sera dopo, arrivano i Bellini (ex Uzeda), per scuoterci un po'.

domenica 28 novembre 2004

L'Ultimo Bandito

Nikki SuddenSono passati più di tredici anni dal giorno in cui Cesare ed io decidemmo di imbarcarci per quel viaggio alla volta di Monaco di Baviera. Era la fine di giugno del 1991 e lo scopo della spedizione era un concerto dei Pixies.
Naturalmente ancora non sapevamo che quella sarebbe stata l'ultima volta che avremmo visto i Pixies suonare dal vivo.
Certo poi si sono riuniti quest'anno e siete tutti andati a vederli all'autodromo. Cesare ed io no.
All'epoca noi due eravamo molto amici. E certo lo saremmo ancora oggi se qualche volta riuscissimo a vederci, o anche solo a sentirci. Ma non è mia intenzione occupare questo spazio per scrivere della nostra antica amicizia. Anche se forse a qualcuno, come mi è capitato di leggere recentemente anche su questo blog, interesserebbe sapere che fine ha fatto Cesare. Uno che quando parlava di musica di cose ne aveva da dire, e spesso si impuntava su certi gruppi che nemmeno io riuscivo a capire come potessero piacergli sul serio, e ne discutevamo per giornate intere, pure di fronte ai microfoni aperti di Radio Città 103.
Ma alla fine, a conti fatti, non ha mai sbagliato un giudizio.
E quando ne scriveva, e ne scriveva spesso, ti appiccicava addosso passione vera, mica quei surrogati che ti rifilano oggi.

Tornando alla fine di quel giugno del 1991, sulla strada per Monaco deviammo verso un paesino austriaco chiamato Ebensee. A guardarci oggi sull'atlante, quel paese non è che fosse poi così in strada per Monaco. Però vi si teneva un festival rock, uno di quelli che in Italia allora proprio nessuno pensava di organizzare. Noi eravamo lì per Babes in Toyland, per Lydia Lunch e Kid Congo Powers, ma soprattutto per Thin White Rope, vecchio pallino nostro, soprattutto di Cesare.
Ad un certo punto, sotto il tendone da circo, a metà pomeriggio uno dei ragazzi dell'organizzazione salì sul palco e annunciò che a sorpresa si era presentato un loro vecchio amico e che ora avrebbe suonato. Da solo, lui e la sua chitarra. Quel vecchio amico era Nikki Sudden, e quando sentimmo pronunciare il suo nome Cesare ed io rovesciammo gli sgabelli di legno sui quali eravamo seduti, afferrammo i bicchieri di plastica da litro colmi di birra che qualcuno ci aveva appena spinato e ci precipitammo sotto al palco. E presenziammo ad una mezzora di rock malandato e classico, di quello con ginocchia e gomiti sbucciati, unghie smozzicate, abiti impregnati di fumo e fiato all'aroma di bourbon. Suonato con il cuore e cantato con l'anima. E se ancora oggi mi voglio figurare fisicamente la parola loser, non potrebbe venirmi in mente nient'altro che la faccia di Nikki Sudden quel pomeriggio sul palco di fronte a me.

Quando qualche sera addietro Daniele mi ha comunicato che Nikki Sudden avrebbe suonato al Covo, mercoledì 1 dicembre, mi sono venute in mente tante storie da raccontare su di lui. Tutte avevano a che fare con alcool, droghe, storie d'amore andate a male, e una etichetta indipendente milanese che si chiamava Crazy Mannequin e che è stata una delle cose migliori che quella città noiosa abbia mai prodotto. Ecco si, quella della Crazy Mannequin e di Crown of Thorns, il live di Sudden registrato a Milano, sarebbe stata un'altra storia da raccontare. Magari la prossima volta, chissà.

Di quanto gli Swell Maps abbiano influenzato tutti i gruppi che molti di noi sono soliti ascoltare, o di quanto Nikki Sudden ami certi dischi di Rolling Stones e Bob Dylan trovate senz'altro notizie precise ed ordinate sulla all music guide, almeno credo.
Una bella intervista l'ha curata invece Mimì Clementi, e l'ha pubblicata niente meno che Musica di Repubblica lo scorso giovedì.

sabato 27 novembre 2004

Sua Maestà, Andrew Weatherall (Old School Rules)

Ha l'età giusta per cominciare ad interessarsi di musica nel momento storico in cui a tutti sarebbe piaciuto iniziare ad ascoltare musica, scarabocchia fanzine assieme all'amico Alan McGee, competenti entrambi di football quanto di musica. Decide di riprogrammare una banda di debosciati scozzesi su frequenze screamedeliche, mai ascoltate prima. E come dj imbrocca i due migliori remix di sempre. Poi comincia a fare uscire in proprio una serie di dischi elettronici e warpiani, suonati e composti in prima persona. E ad un certo punto stabilisce che è arrivato il momento di cantare. E quel momento coincide con l'intenzione di reinterpretare una canzone di Jeffrey Lee Pierce, e quella canzone è Sex Beat.

Ieri sera Andrew Weatherall aveva una camicia bianca, maniche arrotolate fino alla spalla su avambracci tatuati. Pantaloni neri, brillantina nei capelli, metà Ian Curtis, metà Elvis Presley. Una bottiglia di brandy dalla forma strana, davanti alla cassa della batteria.
Gli amici suoi sono uligani sulla soglia di Bollini il sabato pomeriggio, indecisi tra la Piazzola ed il chiosco delle piadine.
Due chitarre, basso e batteria, Keith Tenniswood, che di Two Lone Swordsmen è l'altro cinquanta per cento, sembra un bambino uscito da un grande magazzino di giocattoli. Con una chitarra in mano.
E sono tuoni, fulmini e saette.

giovedì 25 novembre 2004

San Joel Gibb, pensaci tu

I commenti ai post pare non funzionino più, questa sera l'IngegnIere si perderà i Broken Social Scene, domani polaroid non andrà in onda, non vedremo nemmeno i Two Lone Swordsmen e i maschi australiani non sono più tanto maschi.
Questo blog ha bisogno di un po' di riposo.
Soldi spesi bene...

Secondo Popbitch, Alan McGee avrebbe fatto un'offerta da cinquantamila sterline per far firmare un contratto all'ex Libertines Pete Doherty.
Sembra quasi primavera

The Galactic Heroes - 'every sidewalk'Prendono il nome dai top scorer di Galaga (classico arcade anni 80), hanno cominciato scrivendo canzoni per bambini con dentro mostri in ordine alfabetico, uno abita in Giappone l'altro nella Carolina del Sud ma riescono comunque a fare dischi per la benemerita etichetta di Portland Magic Marker.

Stiamo parlando dei Galactic Heroes, stiamo parlando del loro ultimo album Every sidewalk e stiamo parlando di indiepop suonato e cantato con un sorriso così, e con tutti gli sha-la-la che occorrono a ricordarci che mentre siamo sempre lì a correre dietro alla prossima novità, da qualche parte ci aspettano care vecchie e semplici melodie. Primaverili, scanzonate, da cantare in coro, melodie che non tramontano mai, ci fanno stare bene e battere le mani. Melodie per camminare su "tutti i marciapiedi di questa città / ognuno ha la storia", tanto per rendere l'idea di quanto sia profondo il discorso...

Musicalmente, chi non bazzica nomi come Of Montreal, Marbles o Apples In Stereo, può farsi un'idea pensando a una specie di Housemartins appena più folk (sì, allora proprio tipo i primi Lucksmiths) con quei bei vocalizzi alla Beach Boys. Qui potete ascoltare Coffee and pastries, dal nuovo album. Altri mp3 nella sezione audio del loro sito (in mezzo ad assurdi jingle per Pizza Hut e Nike).
"He rules"

Fidelio, con i complimenti di Eric Olsen, partecipa a un "foreign language pilot project" di Blogcritics.
A mangiare dalla zia di Alex Kapranos

I Franz Ferdinand visti dalla Grecia.
(grazie a Benty)

mercoledì 24 novembre 2004

Affittasi ubiquità

Comincia il solito lungo weekend e io sono già senza fiato, tra doppi e tripli appuntamenti ai quali non si vorrebbe proprio mancare.
Si parte questa sera, dove al Club 74, per la rassegna Murato, c'è la cantautrice statunitense Diana Darby.
Al Covo invece passano i Colour Of Fire, di cui non so nulla se non che va a sentirli Fabio.
Al Qasi Club di Modena scenderà per un dj set Mani, storico bassista di Stone Roses e Primal Scream.

Domani c'è uno dei concerti dell'anno: Broken Social Scene finalmente al Covo. E di spalla avranno pure lo spin off Apostole Of Hustle.
All'Aquaragia di Mirandola (MO) è di scena un'altra cantautrice americana, Amanda Rogers from Syracuse, NY.
A Villa Serena c'è Riccio Bianco, per una serata dedicata al Giappone che vedrà pure la presenza di Renato Barilli.
In alternativa, se vi sentite più emo, il Vagrant Tour è di passaggio all'Estragon.

Stessa location, la sera di venerdì, per l'attesissimo concerto dei Two Lone Swordsmen di Andrew Weatherall.
Non si farà al TPO perché avevano già in calendario Vallanzaska, sai com'è...
Al Covo invece saranno di scena i paladini locali Cut.
Tra l'altro, giovedì e venerdì sarebbe a Bologna pure Paolo Conte (biglietti a partire da 33 euro).
Chi si sposta un po', non può perdere Shout Out Louds all'Atomic Café di Monaco di Baviera (locale che ha recentemente promosso anche un'ottima compilation di indie rock svedese).

Sabato chi avesse perso i BSS li può ritrovare al Velvet di Rimini, ma tanto sarete tutti a Faenza al MEI e quindi che ve lo dico a fare.
Infine, se tutto va bene, i polaroidi al gran completo saranno ad annusare The Smell Of Our Own.
I'd Rather Dance With You

Qui trovate un po' di concerti dei Kings Of Convenience, tra cui anche quello del Brancaleone a Roma del 2001.
Non c'è neanche bisogno di dirlo

Questo mese (almeno a me) non è arrivata la solita newsletter di indiepop.it. Non vorrei che qualcuno si fosse dimenticato di dare un'occhiata all'ultimo aggiornamento di una delle migliori webzine nostrane.
In questo numero, oltre alla solita valanga di recensioni, c'è una bella intervista agli Spearmint e ai Non Voglio Che Clara, una retrospettiva sui Ride, uno dei pezzi migliori dedicati a Smile di Brian Wilson mai scritti in italiano, e persino un racconto Andrea "Loser" Girolami.
Basta lo dico io

Dopo Zazie, anche Gecco si prende una pausa dal blog.
Ma dico io, come si fa?
Uno che ti segnala un film come How to be emo da scaricare, come fa a chiudere?

lunedì 22 novembre 2004

You are the light

Losing Today #3 - with a Jens Lekman interview by ebi+ellegi

È uscito il terzo numero di Losing Today e c'è questa intervista che abbiamo fatto a Jens Lekman (il ragazzo col cerotto qui sopra) e noi, che siamo dei sentimentali, ci siamo commossi.
Agli antipodi

ugg bootsCome qualcuno avrà già intuito, il 2005 sarà l'anno dell'Australia.
Se ne sono accorti anche nella redazione di Vice Magazine, dove non si vergognano a markettare quegli stivali flaccidi e pelosi che, senza riuscire a farvene una ragione, avete già visto ai piedi di svariate ragazze nella vostra città e che sono stati prontamente definiti da La Laura come "la morte della femmina".


ps: e c'è anche chi ha indetto una campagna di difesa dell'icona australiana...
Annullato il primo tour italiano degli Shout Out Louds

Non è un lunedì senza una cattiva notizia.
Purtroppo gli Shout Out Louds, i nostri nuovi beniamini svedesi, hanno dovuto cancellare le prime date nella penisola previste per il prossimo mese. Bebban (la fascinosa tastierista del quintetto di Stoccolma) si deve sottoporre a una delicata operazione al piede proprio negli stessi giorni.
A questo punto è tutto rimandato ai primi mesi del 2005, anche in attesa della ristampa dell'album dopo la firma con la major Capitol.
Elementi

Gli elementi della coscienza contemporanea non sono più adatti alla nostra condizione mortale. Mai, in nessuna epoca e in nessun'altra civiltà, si è dedicato così tanto tempo e con tanta costanza alla propria età; ciascuno di noi ha in mente una prospettiva di futuro assai semplice: verrà il momento in cui la somma delle gioie fisiche che gli restano da godere sarà inferiore alla somma delle sofferenze (in sostanza sentiamo, nel profondo, il contatore che gira - e il contatore gira sempre nello stesso senso).

Michel Houellebecq, Le particelle elementari

venerdì 19 novembre 2004

Her Majesty The Decemberists
Our modesty the polaroids

The DecemberistsL'appuntamento imperdibile di questa sera sono The Decemberists in concerto al Covo, lo sapete tutti.
Per loccasione l'aria in città ha raggiunto una concentrazione di blog tale che riesce difficile muoversi senza linkare qualcuno.
Prima del concerto svariati di questi illustri blog andranno a intervistare Colin Meloy e compagnia.
I vostri polaroidi invece saranno in radio come sempre a partire dalle ventuno, ma se tutto va bene intervisteremo quelli che li hanno intervistati (anche per rispettare le proporzioni), ovvero: avremo ospiti in studio per la prima volta da quando siamo sulle frequenze di Città del Capo.
Sto già sudando.

Inoltre, e questo è il vero motivo per cui la band di Portland è volata fino a Bologna, prima durante e dopo il concerto il sottoscritto metterà i dischi insieme a Giovanni unhip Gandolfi. Non mancate.

mercoledì 17 novembre 2004

Happy birthday polaroid!
Three is the magic number, no?

Buon compleanno polaroidTre anni fa di questa stagione cenavamo in una osteria del centro. Dovevamo decidere che titolo avremo dato al programma in radio che stavamo per cominciare ed eravamo elettrizzati: doveva essere un nome immediato e bello come Memoria Polaroid.
Quelli di polaroid, ormai è chiaro, hanno un immaginario limitato e così il nome polaroid fu votato e approvato all'unanimità (la Memoria ce la dimentichiamo sempre da qualche parte).

Come spesso accade in questi casi, significati e interpretazioni sono giunti solo dopo, quando, per festeggiare, abbiamo redatto un manifesto illustrato a mano che adesso vale milioni. Chi lo possiede lo conserva in cassaforte.
Poi è arrivato questo blog, perché scattare polaroid in radio ci sembrava incompleto artisticamente e per la tivù era prematuro.

Il seguito lo conoscete: un successo dietro l'altro, le rotative impazzite stampavano ovunque Polaroid is cool! Polaroid rulez! Tu non capisci niente, sei come polaroid! Chi minchia siete, Polaroid è un marchio registrato!
Non mi sovviene di più ma abbiamo trovato il mezzo per sfogare i nostri entusiasmi e, di base, ciò ci ha resi meno frustrati (non è vero, ma l'idea è quella) a livello nazionale, internazionale e non solo.
Abbiamo stretto relazioni socievoli con gli amici di internet e creato un prezioso strumento di monitoraggio degli umori del panorama musicale indipendente all'interno di una sferetta di raggio duecento metri, centrata in viale Zagabria 1 a Bologna.

Grazie alla nostra ostinazione mista a grande bontà e persecutoria passione per la musica abbiamo reso note al mondo le nostre abitudini e segnato coi sassolini i nostri itinerari, rinunciando per sempre a qualunque forma di privacy (se non mi trovi a casa sicuramente sto al Covo).
Non è cambiato nulla, non capiamo di musica più di tre anni fa, non siamo finiti in un'antologia e abbiamo sempre la sensazione che dobbiamo cominciare a fare qualcosa.
Ma è una figata comunque. Il tempo passa, polaroid invecchia, ma per fortuna ha bisogno di un solo restyling all'anno.
Grazie a tutti. Prendete qualcosa da bere.
Buon Compleanno.
Radiocapitolazioni

Vinicio Capossela«Chiudete gli occhi, e accendete le orecchie, è una cosa non troppo invadente, ma inoculante. A sprazzi, a bagliori! Apparecchiatevi attorno a un apparecchio radio, trovatevi insieme a casa di qualcuno, vino e castagne, è autunno oramai, e per quanto vada in rovina il mondo, fate attenzione! L'ha dichiarato Cinaschi in persona: Sarà un bellissimo autunno, prologo di un magnifico inverno... perciò ecco Qualcosa per accompagnare la stagione, LE RADIOCAPITOLAZIONI!

E vi dico che n'è a Quantità, dato che è forse Dio stesso la Quantità! Bisogna Capitolare, alla Grazia, alla Bellezza, all'Epica dovunque si sia impigliata, nascosta nella rete della quantità, nella sua stratificazione tentacolare. Bisogna anzi RADIOCAPITOLARE!
Queste CAPITOLAZIONI, che abbiamo registrato in 15 puntate da 15 minuti,in onda dal 16 novembre alle 20 su Radio Rai 3, sono il nostro serial radio...»

Vinicio Capossela
(continua...)
Faking the books
Tutto il resto è desistenza

Questa sera bisognerà trovare il modo di incastrare tutti gli impegni, e riuscire anche a prendere appunti.

Al "Cortile" di Via Nazario Sauro 24a, alle 21, gradoZero non-presenta il romanzo solista di Wu Ming 2, Guerra agli umani. Ci saranno letture dello stesso WM2 e di un'attrice che dicono molto bella e brava di nome Flaminia. Non ho capito se prima, durante o dopo, comunque Kai Zen J. metterà la musica.

Solo che dopo, secondo me non ce la facciamo, perché bisogna correre al Club74 in Via Della Grada 10, dove verso le 22 per la rassegna Murato ritornano a Bologna gli acclamatissimi Offlaga Disco Pax.
Qui a mettere i dischi ci saranno Jonathan Clancy e Michele Restuccia di Radio Città Del Capo.
Indie Nederlands

Anche se mancano i Vive La Fete, sua ultima passione, potrà interessare a Fabio questa raccolta di mp3 di gruppi indie belgi.

(segnalato da Sad Pandas)
Double Decker Crusher

Per chi si fosse chiesto cosa cavolo fa Mr. Loser da quelle parti tutto il tempo, ecco a voi l'utilissima "Guida al rimorchio nei bus di Londra".

martedì 16 novembre 2004

Datti un'opportunità

La cosa peggiore del centro commerciale in questi giorni non sono le decorazioni natalizie, le belle donne che non conosci, i conoscenti che non ti salutano, i soldi che spendi, il pranzo da solo.
E' che, in mezzo a tutto questo, suonano in continuazione quella canzone di Paolo Belli per lo spot del Lotto, quella sul guardarsi le mani, e avere desideri e il darsi un'opportunità.
Ecco, non so voi, ma a me quella canzone fa venire voglia di piangere.
I giorni del rock

Giovedì sera alle nove, all'Aquaragia di Mirandola (MO), Alberto Campo presenterà il suo ultimo libro GET BACK! I giorni del Rock, edito da Laterza.
La serata è organizzata da Fooltribe, Aquaragia e Presidio del Libro di Carpi.
Oltre allo stesso Campo, storica firma del giornalismo musicale italiano, ci saranno Gigi, Elena e Tommaso dei Perturbazione, che proporranno in versione acustica classici del rock.

(tra l'altro, sul blog dei Perturbazione è possibile proporre suggerimenti per il titolo del nuovo album, da poco finito di registrare.)
Zio bo' che radio!

Zio Radio - http://zio.cavedoni.com/Antonio Cavedoni (aka Blogorroico), uno che aveva un blog quando tutti gli altri non sapevano neanche cos'era Geocities, questa settimana sta mandano in onda 24 ore su 24 Zio Radio, un esperimento di radio via web nato apparentemente come tesina per un esame di Teorie e Tecniche del Linguaggio Radiofonico e Televisivo all'università di Modena e Reggio Emilia.

L'iniziativa poi, come si può ascoltare o vedere dal palinsesto, non si è limitata a questo e ha preso un'altra piega: "Le nostre ragioni per questo progetto sono varie, ma girano più o meno attorno a quattro punti: perché possiamo, perché è l'esercizio di una libertà importante, perché è divertente, e soprattutto, perché no? Zio Radio è fatta interamente da DJ non professionisti, con attrezzature a volte di fortuna, e viene trasmessa da un ambiente piuttosto ostile per questo tipo di operazione: camera mia".
E già si pensa al futuro.
Zio Radio ha un unico difetto: manca ancora polaroid!

lunedì 15 novembre 2004

Smart bedroom pop

Evidentemente quei due di Architetture lontane sono finiti sul camion giallo di Gondrand, assieme a tutto il nostro mondo, lasciandoci una stanza vuota e un maledetto lampadario che oscilla misterioso.
Una mattina, che era davvero troppo freddo per sopportare vuoti e lampadari, un progettista di Tulsa ha bussato allo porta con il suo un algoritmo un po' complesso per ridisegnare il cuore. E' del 2003, ma bisogna riconoscergli che funziona ancora piuttosto bene. Adesso quella famosa etichetta di Seattle ne ha prodotto uno nuovo in piccolo formato, ma gli effetti non sono compatibili. Bisognerà attendere il nuovo anno, e chissà se è ancora tutto da giocare.
Bee stylish

Fanciulle, dovreste andare a comprare degli slippini con i disegni dall'Ebe. Questo è il momento. Non è necessario che li proviate. Ed è questo il bello: nella bottega con le ali in Piazza Pomposa a Modena vi sembrerà per un attimo di essere Kirsten Dunst che balla in canottiera e slippini sul sonno di un uomo immemore. E anche se non è vero è magnifico pensarlo. Alla fine, ovvio, comprerete anche una gonna e una borsetta, fa ancora un poco freddo per uscire senza.
Elegia

Paolo Conte - 'Elegia'Per una volta non sono d'accordo con EmmeBi: Elegia, ultimo album di Paolo Conte, non mi pare così magnifico.
Aggiungo subito "purtroppo", perché del post di Michele condivido (e letteralmente) la premessa biografica: in gioventù si ascoltavano Pixies e Public Enemy, "ma quando c´era da imbastire quel timido e sconclusionato spettacolo d´arte varia con le ragazze, era lui che mi forniva le parole chiave. Ok, non sempre funzionava, ma per me andava bene così".

Può darsi che Elegia mi sembri un passo indietro rispetto agli ultimi Novecento e Una faccia in prestito proprio perché non so più prendere a prestito queste parole.
Ma riesce difficile farlo di fronte a episodi che definire laconici è poco (La casa cinese, Chissà, Bamboolah: tre in un disco di Conte sono tantissimi).
Non è una questione di lingua: per fare un esempio dal passato, bastava che nell'Inno in Re Bemolle saltasse fuori quel "qui ci sei tutta tu", che più colloquiale non si può, per fare venire la pelle d'oca.

Oppure può darsi che io non sia riuscito a capire il perché di questo sottrarsi di Conte oggi, la sua scelta di abbandonare le orchestrazioni sontuose degli ultimi due album (e per non citare l'episodio Razmataz del 2000 o i due Tournée) e preferire forme più scarne.
Quasi tutte le canzoni di Elegia cominciano pianoforte e voce, in alcuni casi gli altri strumenti si aggiungono in seguito, pochissime le percussioni. Quando non succede (come in Sandwich man o La giacca nuova) si respira tutta un'altra aria.

Poi, certo, ci sono colpi magistrali di cui solo Conte è capace: la storia di Il Regno del tango, Sonno elefante o la stessa Elegia (che non può non ricordare proprio la title track dell'album precedente).
Ma mi manca qualcosa, arrivato in fondo, qualcosa a cui aggrapparmi, qualcosa da abbracciare. Dove sono finiti quei due delle Architetture lontane?
Musica Per Aperitweevi
a Paola, venerdì 5 novembre '04, Enoteca Marsalino - Bologna

01 - Tullycraft, twee
02 - Black Candy, straight to your hands
03 - 14 Iced Bears, balloon song
04 - Hefner, hello kitten
05 - Jens Lekman, you are the light (by which I travel into this and that)
06 - Stereolab, pinball
07 - Baskervilles, day one, Amanda year
08 - [ingenting], syster dyster
09 - Camera Obscura, number one son
10 - Razorcuts, sorry to embarrass you
11 - Electralane, on parade
12 - Happy Supply, theme song
13 - Shout Out Louds, shut your eyes
14 - Dealership, toujours ta fille
15 - The Lucksmiths, frisbee
16 - The Fairways, phtalo blue
17 - Saturday People, no matter where you are
18 - The Movies, she tied a rope
19 - The Parcels, Jessica pancakes
20 - Second-Hand Furniture, nice try, sunshine
21 - The Happy Birthdays, every week
22 - Comet Gain, you can hide your love forever
Comunicazione di servizio

Per errore ho cancellato l'mp3 della trasmissione di venerdì scorso.
A meno che Paolo non abbia tempo e voglia di sbattersi a rimediare qualcosa dal long recording della radio, questa settimana non riuscirò ad aggiornare la pagina dell'archivio sonoro.
Me ne scuso con i due lettori a cui interessava.

venerdì 12 novembre 2004

Avant Disco (D'Oro)

TUSSLE - 'Kling Klang'Adesso salta fuori che li conoscevate tutti e figurati, è roba vecchia, ma dove vivi.
I Tussle sono in giro da quasi un paio d'anni.
Batteria, basso, batteria e vintage synth: i Tussle evidentemente abitano a San Francisco.
Niente voci, e quindi le affinità con i !!! si fermano al comune denominatore Liquid Liquid (aggiungere krautrock, Can, ESG, Chic quanto basta).
Laddove i Tre Punti Esclamativi coinvolgevano, crescevano, spingevano, i Tussle dilatano, oscurano, sottraggono.
Sì, insomma, avete capito: tutti quesi sinonimi che trovate nelle recensioni di musica dub.

Perché, siamo onesti, un'ora di quattro quarti punky funky e slega i legamenti e balla e suda, non è che siamo tutti in grado di reggerla ogni volta. Non a caso a metà del loro debutto Kling Klang i Tussle piazzano una spaziale Decompression. E da lì in poi l'album si sfalda tutto in echi e riverberi e bassi a scandagliare.

"Stilisticamente, mi sento alla periferia di un sacco di cose" è una frase che ognuno di noi ha pronunciato innumerevoli volte, e anche il batterista Alexis Georgopoulos la usa per descrivere l'approccio musicale del quartetto.
Il quale, va aggiunto, conta anche un po' di amici giusti: Soft Pink Truth, Erase Errata, Numbers, Trans AM (se ho capito bene, Phil Manley ha prodotto l'album), nonché Devendra Banhart (se ho capito bene, coinquilino del bassista Andy Cabic: insieme hanno il progetto folk Vetiver).

Insomma, un bel giro. Si balla, si fa un pezzo intitolato Disco D'Oro (lasciando in noi bolognesi il dubbio che possa trattarsi di un omaggio a uno dei luoghi storici per il punk e la new wave italiani), si va come sempre in Giappone, si registra nello studio di Tommy Guerrero, si insonorizza una mostra al museo d'arte moderna di Frisco.
E molto meno campanaccio, in generale.

giovedì 11 novembre 2004

Bibidi Babidi Boo

E' il titolo dell'album live che i Deerhoof hanno messo in download gratuito sul loro sito.
C'è anche The Forbidden Fruits, traccia registrata a Emmaboda (Svezia), lo scorso 12 agosto.
"No copyright, no idioti"

Italy Gig List e la leggenda del Blinkatron.
Che cos'è un blog?

Scusate, ma da quand'è che la home page di Blogger parla italiano?

mercoledì 10 novembre 2004

Supercar For Cutie

David Hasseloff potrebbe produrre il prossimo album di Ben Gibbard?
Musica per cielo di calcestruzzo
The Concretes
Il mattino era cominciato nell'aria. Faceva venire voglia di lunghe passeggiate in montagna, quelle con i boschi al sole, scarponi e pantaloni di velluto.
Finalmente congelato e limpido, stava tutto sopra l'azzurro. Tendeva al bluescreen per i nostri andirivieni digitali molto più modesti.
Ma andava ancora bene.

All'ora di pranzo, verso la periferia a ponente, scesero nubi. Le nubi dello scazzo, dei problemi degli altri, del tedio e dell'insofferenza per sé stessi. Il colore del cielo degradò, mescolandosi a quello dei palazzi per anziani e immigrati con regolare permesso di soggiorno dietro la Via Emilia. Il calcestruzzo si assestò sotto lo sterno. La pioggia non lo scalfì.
Mi rifiutai di accendere la luce, bastava quella del monitor. Accesi invece la voce di Victoria Bergsman e dei suoi Concretes.
Un'altra band svedese, sì.

Non lasciatevi ingannare da allegre scampagnate come Seems fine o You can't hurry love (titolo che insieme a un altro come Diana Ross mette subito in chiaro po' di riferimenti). Non fatevi distarre dal desolato valzer di Warm night.
I Concretes che i passi di questo novembre invocano sono quelli dolenti di New friend e This one's for you. Arpe, sassofoni, pianoforte e tamburelli. Poco altro. Foreign country tiene il ritmo a quest'acqua che picchia sui vetri, e il soul di Lonely as can be resta trafitto di freddo scandinavo.
Dischi così dovrebbero essere proibiti in questa stagione.
Alla deriva

Matt Madden - Alla Deriva

Matt Madden, Alla deriva, Black Velvet (2004).
Un'altra piccola, cordiale mazzata di cui non avevo bisogno.
Consigliatissimo, dannazione.

martedì 9 novembre 2004

Andando a Gonzo

Ho trovato nella sezione mp3 di Pitchfork un'intera intervista a Tom Wolfe, lo scrittore del Falò delle Vanità e di Un Uomo Vero, nonché l'inventore del Radical Chic.
Davvero appropriato per Pitchfork.
"Costellazioni sonore nello spazio"

Fidelio al concerto di Stockhausen le ha viste, e per fortuna ce le racconta.

lunedì 8 novembre 2004

Qui c'è il sole. Fa più freddo.

Pausa pranzo al centro commerciale.
Ero entrato solo per la consueta spesa di pane e acqua e invece sono uscito con:
Jonathan Lethem, La fortezza della solitudine
Wu Ming 1, New thing
Paolo Conte, Elegia.

Bisogno di letteratura?
Nasce Punk... not diet!

Novità in casa Giardini Di Mirò: la band reggiana, infatti, ha deciso di ampliare il proprio raggio di azione dando vita a punknotdiet.it (anche se ancora per qualche giorno il sito sarà raggiungibile qui).

«PND! sarà un contenitore di diverse attività che al momento si concentreranno prevalentemete nell'organizzazione e nella promozione di concerti ed eventi dal vivo. Ma in futuro non è esclusa la possibilità di realizzare qualche uscita discografica e di espandersi verso altre forme di collaborazione».

Primi appuntamenti di questa nuova veste dei GDM saranno il primo tour italiano dell'artista tedesco Patrick Zimmer, in arte Finn (tour che partirà proprio da Bologna questo mercoledì all'interno della rassegna Murato), e la programmazione di alcune serate al Calamita di Cavriago (RE).
Chi si loda s'imbroda

Non dovrei dirlo, ma lo spot on dedicato a Jens Lekman sul Blow Up di novembre (così come il Facce Nuove di Pomini sul Rumore scorso) tira magnificamente la volata al prossimo numero di Losing Today...
Leccare le rane

I Muppets diventano francobolli negli Stati Uniti!
"Chiedi al '77 se non sai come si fa"

Non ho idea di cosa sia, ma mi incuriosisce parecchio Format Live, "sperimentale talk-show made in Bologna ideato e condotto da Stefano Cavedoni con Enrico Brizzi, 'Capitan Fede' Poggipollini, Braian Masotti e la resident band I Tafans".

Dopo il debutto della settimana scorsa, i prossimi appuntamenti sono: venerdì 19 novembre, venerdì 3 dicembre, venerdì 17 dicembre al Teatro del Navile, in via Marescalchi e Bologna.
L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica

La notte dei bloggerPersone dall'apparenza comune di giorno, terribili blogger di notte.

Lo sapevate che quando un branco di blogger si aggrega, gli struzzi secernono antologie dal dorso giallastro?

Sapevatelo, questa sera allo Zo Caffè.
Introdurrà il documentario Francesco.
Poi torno a sputare nel piatto dove mangio, non preoccupatevi

Invece venerdì sera al Covo mi è venuto in mente che a questa città puoi volere bene, anche se sai che sei pigro e in ritardo di almeno un decennio.
In quanti altri posti partirebbe un applauso spontaneo a metà di una canzone dei Fuck?

giovedì 4 novembre 2004

"Non è che se la tua vita è molto triste allora sei più punk degli altri"
Ritratto di una città

Segnalo questa fantastica discussione su Fastidis, tanto per far tornare con i piedi per terra quelli che da lontano, leggendo riviste o blog, si sono fatti un'idea di Bologna paradiso dell'indie, dove l'amore per la musica accomuna intere generazioni di scenester...

In questa città ai concerti ci vanno sempre i soliti quattro gatti, poco o nulla legati all'università (gli studenti preferiscono i pub), sempre meno giovani e sempre pronti a farsi i dispetti.
Per quanto ne so, la Scena è una bella invenzione di chi la scrive, buona giusto per farci qualche battuta al banco del bar del vostro locale preferito il sabato sera. Chiedetelo a chi vende dischi.


(per la cronaca: su Fastidis c'ero finito cercando notizie a proposito di questo: pare infatti che anche FdL si stia interessando ad Aiki, vedi ad es. l'articolo su Le Tigre nell'ultimo Rumore)


ps: il bel titolo è di Emilio.
House of music lovers

A person who only listens to rock goes off, does a mountain of E, and gets converted to dance music.

Mentre esce nei negozi la seconda compilation della DFA, il Village Voice racconta in una lunga intervista a James Murphy e Tim Goldsworthy il passato e il presente dell'etichetta di culto neyorkese.
"La rivincita dell'apparenza dimessa"

Bella recensione di Daneel del concerto dei Kings Of Convenience a Roma, nonostante qualche delusione.

E a Torino, come racconta atrocityexhibition, non hanno dimenticato di suonare Winning a battle, losing the war.

mercoledì 3 novembre 2004

How to empty the dance floor of your favourite indie rock club

Il progetto risale quasi a un anno fa ma io l'ho scoperto solo ora*.
Gli iscritti al forum del sito di Frank Black hanno realizzato un intero album di tributo ai Pixies composto da cover realizzate da loro stessi.

Buona parte del materiale mi pare abbastanza trascurabile, ma la canzone d'apertura merita una segnalazione.
Si tratta della versione di Debaser realizzata da Mo' Universe, ovvero la viennese Martina, già nei Technologic, duo di eletropop austro-polacco.

La traccia è poco più di un gioco, una specie di Postal Service da discount, per dare un'idea, ma riesce comunque a strappare un sorriso e a trattare la difficile materia con la giusta ironia.
Chi avrà il coraggio di tentare la prova "su pista"?



* = Come spesso accade, il merito di dare una spolverata ai neuroni della redazione di polaroid spetta a Zazie e ai suoi preziosi cd.
Kerry alla Casa Bianca

No, ditemi che è un fake.

martedì 2 novembre 2004

Date

Novembre duemilaquattro: sul programma del Covo compare per la prima volta la parola "blog".

E a proposito del club bolognese, anche questa settimana si preannuncia necessario staccare un abbonamento o qualcosa del genere.
Giovedì 4, infatti, i Tunas rimessi in salute recupereranno il concerto saltato (e ad aprire per loro dovrebbero esserci di nuovo le Black Candy, ormai con una residenza fissa come solo i Ramones al CBGB negli anni d'oro).
Venerdì 5 ci saranno i Fuck: impossibile perdere un'esibizione dal vivo della folle band di Tim Prudhomme, mentre sabato 6 sarà la volta degli Enon, che da queste parti aspettiamo dai tempi dell'ultimo ottimo album Hocus Pocus. Tra l'altro, di supporto a Enon, ci saranno i fenomenali Rosolina Mar.

Precede queste date, domani al Club 74, la serata inaugurale di Murato, rassegna curata da Giovanni Gandolfi, aka mr. unhip records.
Il primo appuntamento è con lo slow-core acustico dei Rivulets e con il lo-fi minimale di Drekka.
Il resto del programma e le info su come raggiungere il Club 74 le trovate qui.
Rinnovare forever

Perfect Sound Forever, forse la più longeva webzine musicale (in circolazione dal 1993), compie un deciso restyling.
Ora la grafica è tutta in bianco e nero (anche la pubblicità, "as with newspapers") ma, sopratutto, si è rinnovata la redazione.
Accanto al fondatore, Jason Gross, compare Chris Ott, firma già nota ai lettori di Pitchfork e penna piuttosto agguerrita.
I due editoriali sono molto interessanti e "programmatici", ma mi pare siano spariti gli strepitosi archivi della vecchia edizione (tranne per un Greatest Hits).
Are teenage dreams so hard to beat?

In ricordo di John Peel, gli Snow Patrol hanno messo sul loro sito una cover di Teenage Kicks (la canzone preferita del dj della BBC) da scaricare gratuitamente.
La tristissima versione acustica del pezzo degli Undertones è stata registrata lo scorso anno al festival SXSW.
Proprio questa settimana gli Snow Patrol pubblicano il quarto singolo estratto dal loro ultimo album Final Straw: il titolo è... ehm... How to be dead.


ps: Gli Undertones invece non ripubblicheranno il brano per questa occasione. Grazie al cielo.
Oggi, 2 novembre 2004

Pitchfork invita i lettori ad andare a votare invece di leggere il proprio sito.

pitchfork vote



update del giorno dopo: vedo solo ora che anche la Sub Pop faceva lo stesso, ma a quanto pare ormai i giochi sono chiusi...
Safe + broken

Styrofoam - 'Nothing's Lost'Immagino che in questi giorni molti siano nella mia stessa situazione.
Ho l'influenza. Sono comunque al lavoro.
Ascolto prevedibilmente Nothing's lost di Styrofoam e un po' meno prevedibilmente funziona.
Non è come nimesulide ma potete ascoltarlo anche voi, quasi per intero, sul sito della Morr Music.