venerdì 28 ottobre 2005

Getting ready for Losing My Badge #1

                  Getting ready for Losing My Badge #1
Covo Club, Gate 3
Viale Zagabria 1, Bologna
Saturday, October 29th - 11pm/4am
Arturo Compagnoni & Enzo Baruffaldi

Affittasi ubiquità
Ho fatto tardi anche stavolta

Quando non ho tempo di mettere ordine sul calendario, le giornate mi passano troppo in fretta e poi mi sembra sempre d'aver dimenticato qualcosa. Per esempio, ieri c'erano i Baustelle al Renfe di Ferrara e io me ne sono reso conto all'ora di cena.
Ecco quindi alcuni degli appuntamenti per la prima parte di questo fine settimana lungo qui in zona.

Questa sera, per la gioia di grandi e piccini, finalmente arrivano al Covo gli scozzesi Zephyrs a presentare il nuovo album Bright Yellow Flowers On A Dark Double Bed, pubblicato da Acuarela. Ad aprire per loro, i nostri Three In One Gentleman Suit, ormai una garanzia.
A Villa Serena c'è Vic Du Monte (USA), ovvero Chris Cockrell, bassista e fondatore dei Kyuss al fianco di Josh Homme. Con il progetto Vic Du Monte propone crudo rock'n'roll decisamente lo-fi. Ad aprire la serata i bolognesi ALIX. Nota curiosa: dopo il concerto, al piano di sopra, potrete trovare il sottoscritto e Jonathan Clancy (Settlefish) che mettono un po' di dischi. Come da programma la selezione dovrebbe virare sull'elettronica. Vedremo cosa saremo capaci di inventare.
Anche all'Estragon serata da ballare, là con Scandella e Christopher in consolle a condurre la pista.
Fuori città, in provincia di Modena, segnalo il concerto all'Aquaragia di Mirandola degli Stop&Go, supportati da The Wives (USA), per chi li avesse persi ieri sera all'XM24.

Domani, sabato 29 ottobre, succede un po' il finimondo.
Dopo essersi esibiti come support act per i Black Rebel Motorcycle Club ieri a Milano arrivano al Covo gli Staff, il nuovo supergruppo side-project dei Fuck che coinvolge fra gli altri anche membri di Quickspace, Grifters e Yuppie Flu. Presenteranno If it Ain't Staff it Ain't Worth a Fuck, il nuovo album appena pubblicato da Homesleep.
Dopo il concerto, nel Gate 3, ovvero la stanzetta piccola con il bar nel sottoscala, avrà luogo la première di una delle cose più divertenti che mi è capitato di fare negli ultimi tempi: Arturo Compagnoni e il sottoscritto inaugurano Losing My Badge, una serata a quattro mani dietro il mixer, nata dalla voglia di suonare tutti quei dischi che di solito i dj dalle nostre parti non mettono. Twee, pop, indie, new wave e dance saranno i territori lungo i quali ci muoveremo. Sono previste bolle di sapone, spillette in edizione limitata, Lomo di Lucio, cartelli per i cori, tambourines e maracas a tutto spiano.
Al Link arriva Mark Stewart, storica voce di Pop Group, The Maffia e Tackhead, in compagnia di nomi come Adrian Sherwood, Doug Wimbish, Keith Le Blanc e Skip Mc Donald. A seguire dovrebbe esserci anche Bobby Gillespie in veste di dj. Calcolando gli orari del Link, come suggeriva Fabio Merighi ieri in radio, si può fare in tempo a vedere quasi tutto.
Al Bronson di Ravenna c'è una serata con tre delle migliori band indie rock italiane: Settlefish, Redworm's Farm e Three In One Gentleman Suite. E da mezzanotte all'una c'è pure l'happy hour.
I Black Rebel Motorcycle Club, citati in precedenza, sono domani al Velvet di Rimini per presentare il nuovo album Howl. Ad aprire, gli Small Jackets.
Al Calamita di Cavriago (RE) i Valentina Dorme in concerto presenteranno il loro ultimo lavoro Il coraggio dei piuma. Di spalla per loro i Reflue.
All'Ekidna di Migliarina di Carpi (MO) serata come sempre piuttosto challenging e interessante: Lady Tornado (hc, IT) + Susan Acid (industrialdark, UK) + Djevara (post rock, UK).

Sono un po' di fretta, dimentico di sicuro qualcosa ma, come sempre, per tutto il resto c'è Italy Gig List.
Ci si vede a banco.

giovedì 27 ottobre 2005

Quando essere giovani è roba da vecchi

Who am I kidding, I'm getting old
Let's take it slow, let's have a few drinks
Worry tomorrow, my friend, it's all so strange


  Lucknow Pact, 'Youth Is For The Old'  Si può riassumere con questi versi da A Few Drinks, A Few Laughs il filo conduttore di Youth Is For The Old, album d'esordio dei Lucknow Pact, band proveniente da Gothenburg ma che curiosamente prende il nome da un episodio della storia coloniale britannica (Lucknow è una città dell'India settentrionale).

Dei Lucknow Pact conservo un ricordo smagliante del loro concerto al Debaser per la presentazione del disco. Mi sembravano tirati quanto i Maximo Park, ma con in più il vantaggio di avere alla batteria Tammy Karlsson, la bionda che avete visto in piedi dietro i tamburi in tour con Jens Lekman. Nei Lucknow Pact sta seduta, pesta come una forsennata e sembra divertirsi parecchio.

L'album invece mi restituisce una band più misurata, in qualche caso forse anche troppo, meno irruenta e più attenta a levigare i suoni.
Se il riferimento principale sono chiaramente gli Smiths e i Jam, non di rado si va a parare dalle parti dei Gene piuttosto che, per tornare ai giorni nostri, di quelle dei Kaiser Chiefs.
Il che non va affatto male, intendiamoci, è solo che mi sembrava d'aver ballato molto di più quella sera.
Ma del resto, come dichiarano loro stessi, "A sad melody gives us happy feelings. It makes us wanna dance".

(Guarda il video di A Few Drinks, A Few Laughs)


ps: per la gentile ascoltatrice che chiedeva informazioni, questo è quel che so, domani sera magari mettiamo un'altra canzone.

mercoledì 26 ottobre 2005

Trovare robe a Bologna

Magazzeno BisDomenica di fine ottobre, tardo pomeriggio, Piazza di Porta Mascarella, a pochi passi dal centro.
Suono un citofono, si apre un cancello e scendo in un piccolo garage ristrutturato a studio di registrazione.
La prima stanza è occupata da un palco e da sedie alla rinfusa che presto vengono occupate, l'altra da mixer, svariati computer e parecchia gente indaffarata sotto le lampade e con un sacco di fogli in mano.

Qualcuno qui sta per mettere in piedi un talk show "a metà strada tra John Peel e Renzo Arbore", allo scopo di "rinverdire i fasti dell'anarchia via etere".
E chi lo sapeva che nei garage di Bologna succedevano ancora cose del genere?

  Rosolina Mar live @ Trovarobato Sono ospite di Magazzeno Bis, un programma che viene registrato dal vivo qui, montato a Padova e poi diffuso nelle due settimane successive da una ventina di radio su tutto il territorio nazionale (e non solo: c'è anche Radio Capodistria!).
Il format prevede un gruppo che suona live, un presentatore non convenzionale che tra una canzone e l'altra conduce una breve e squinternata intervista, alcuni interventi telefonici per alzare il tasso di surrealtà, e un pubblico ristretto e pigiato che partecipa e viene coinvolto nella performance.

 Michele Orvieti intervista Mirko Spino Questa domenica mi trovo ad assistere a un caldissimo (anche per la poca aria nella stanzetta) concerto dei sempre monumentali Rosolina Mar, mentre sul piccolo palco sono già passati e passeranno Marco Parente, Marta sui Tubi, Valentina Dorme, Aidoru, Zen Circus e altri.
Tra una telefonata lampo di "Albano" e due chiacchiere con Mirko Spino (della Wallace Records) "presente in sala", ho la sensazione di trovarmi di fronte a un vero e proprio spettacolo, cosa non frequente per gli standard "indie" che di solito frequentiamo.

Buona parte del merito si deve alla conduzione sicura di Michele Orvieti, già tastierista dei Mariposa. Sì, perché l'idea di Magazzeno Bis, è proprio opera di Trovarobato, ovvero quei mattacchioni dei Mariposa, la band bolognese d'adozione che all'inizio di quest'anno ha pubblicato l'album Pròffiti Now!
Dopo più di un'ora di musica e parole termina la registrazione e c'è anche il rinfresco con pane e salame e le torte fatte in casa. Versando il lambrusco, affratellati dalla sudata e dalla soddisfazione, c'è tempo di fare conoscenza.
Un'iniziativa del genere non può che suscitare simpatia, consigliabile quindi cercare Magazzeno Bis sulle frequenze vicine a voi.
Tremendamente belli

FedeMC intervista Il Pasta (Amari, Fare $oldi) a proposito del nuovo album Grand Master Mogol: qui (in real audio).
Lo speciale è andato in onda oggi anche su Popolare Network.
Tra giovani marmotte e i pirahna volanti, quattro chiacchiere aspettando la discesa dei friulani in città per il concerto del Covo del 17 dicembre.
Businessman

"The indie rock/indie label thing has been kind of lionized into being something a lot more pure than it can be at times... I have far more friends who have been screwed out of money on indie labels than have been screwed out of money on majors. Bad business is bad business no matter where it is".

(Ben Gibbard intervistato dal Washington Post)

martedì 25 ottobre 2005

I was twee before you were twee
A proposito di indiepop

SarahHave you ever organized a show?
Have you organized or DJed an indie dance night?
Have you ever had a touring indie band stay by your house?
Have you ever gone to an indie dance night? (I'm not gonna take off points if you didn't dance, but you really should).

Test your indiepop credibility

lunedì 24 ottobre 2005

Twee As Fuck
ovvero, come Pitchfork ci sta tirando a meraviglia la volata per sabato prossimo

  Television Personalities, 'And Don't the Kids Just Love It'  Tre dense pagine di Pitchfork raccontano la storia dell'indiepop dai Television Personalities a oggi, e spiegano perché oggi sia importante raccontarla.

Una buona sintesi critica (cercate di arrivare fino al penultimo paragrafo) scritta con la giusta dose di passione per una scena "where the pinnacle of style was to be a nice, normal person who made some tiny, lovely thing on your own".
Teenage Fanclubber

A completare le due righe qui sotto sui Teenage Fanclub, ecco due piccole clip del concerto della settimana scorsa al Covo.
L'attacco di Radio e The Concept, due delle canzoni che mi hanno fatto più compagnia ormai un decennio abbondante fa.

  Teenage Fanclub - video 1    Teenage Fanclub - video 2

ps: Vedo che anche Fabio De Luca parla dei Teenage Fanclub, ma con toni piuttosto diversi.
De Stijl

Baby, justify the reason behind your style
Find a craze that fits and stay there for awhile

  Teenage Fanclub, 'Radio'  L'altra sera, al concerto dei Teenage Fanclub, mi sono comprato una maglietta che starebbe stretta anche a mio nipote di cinque anni. Non c'erano altre taglie, ma quella maglietta doveva essere mia comunque. Non solo perché era la prima volta in Italia della band scozzese. Ma perché aveva la stessa scritta "Teenage Fanclub" semplice e slabbrata che stava sul singolo di Radio, anno di grazia 1993.
(Io non sono certo un collezionista di vinili, ma di quella canzone mi trovo a possedere un dodici pollici che prima o poi metterò in cornice.)
Mi sono reso conto che è stato più o meno a quell'epoca che ho cominciato a comprarmi da vestire soltanto ai concerti, trasformando così il mio armadio in un banchetto del merchandising della mia tarda adolescenza, e riducendo il mio look a quello di un Oliver Twist dell'indie rock da quattro soldi.

Poi ho indossato la mia nuova maglietta dei Teenage Fanclub e mi andava così stretta che praticamente mi sembrava di essere a due dimensioni. Ho pensato che in effetti avrei potuto darla a mio nipote per davvero, ma mi sono detto che spiegargli come e perché usarla non sarebbe stato facile.
Che fine faranno tutte le leggi che regolano la fisica delle magliette rock? Quella per cui non puoi indossare la maglietta del gruppo di cui stai andando a vedere il concerto. Quella per cui, se proprio vuoi indossare una maglietta di un gruppo, deve almeno essere più figo del gruppo che stai guardando. La legge per cui certe magliette, in qualunque occasione, sono al di sopra delle parti (London Calling, Meat Is Murder, Unknown Pleasure...), meglio se consumate e ridotte alla consistenza di una Sacra Sindone. La legge per cui devi sentirti in colpa se possiedi la t-shirt di un tour a cui non sei stato. E innumerevoli altre che non sappiamo nemmeno di conoscere, ma che guidano i nostri pensieri il sabato sera davanti allo specchio prima di uscire.
E non crediate di risolvere tutto con una camicia e una cravatta...

venerdì 21 ottobre 2005

Affittasi ubiquità
"Ma non ai precisini" version

A parte che secondo me non avete proprio capito lo spirito con cui Arturo qui sotto aveva delineato una scaletta tra alcuni degli appuntamenti in agenda per le prossime settimane, passo ora a vedere nel dettaglio cosa c'è di interessante questo weekend da queste parti.

Questa sera, i White Stripes al PalaDozza hanno fatto terra bruciata intorno. Uno veramente originale potrebbe fare un salto al Teatro delle Celebrazioni ad ascoltare la Premiata Forneria Marconi, oppure al Teatro Comunale per il concerto dell'Orchestra Sinfonica Giovanile dei Conservatori dell'Emilia-Romagna (musiche di Rossini, Cherubini e Beethoven - ingresso gratuito fino a esaurimento posti).
A Villa Serena c'è una cover band funky r'n'b, e a seguire al piano di sotto la solita serata danzante da Villa Serena, mentre al piano di sopra si alternano i dj di Città del Capo Radio Metropolitana. Questa volta tocca al nostro caro FedeMC.
Sul tardi, sia l'Estragon che il Covo propongono un paio di serate denominate etimologicamente "after-show": vari dj, tra cui anche il sottoscritto (quello con la maglietta dei Tunas), cercheranno di farvi dimenticare le due ore trascorse con Meg e Jack.
Fuori città a voi risulta qualcosa?

Domani sera, sabato 22, allo Zò Cafè (in via Berti 15/b), all'interno della rassegna Murato, arriverà Chris Leo, già leader dei seminali Native Nod, Van Pelt e The Lapse. Questa volta la sua la voce sarà accompagnata soltanto dalla chitarra acustica, da un bassista e da qualche suono di tastiera. Prima e dopo il concerto, metterà i dischi Jonathan Clancy (Settlefish).

Sul palco del Covo, saliranno invece i rockettari britannici Boxer Rebellion, che hanno appena esordito sull'etichetta Poptones con l'album Exits. Dopo il concerto come sempre si balla, ma domani è un appuntamento un po' speciale: in sala grande infatti ci sarà MarinaP dividere giradischi e mixer con Ferruccio (CUT).
A Villa Serena è di scena il post rock dei Larsen, mentre all'Estragon c'è un concerto benefit per la famiglia di Laurel Aitken con Banda Bassotti, Fermin Muguruza Trio Acustikoa, Tonino Carotone & Gli Arpioni, più ospiti a sorpresa.

Per chi esce da Bologna, al Calamita di Cavriago (RE), all'interno della rassegna curata dalla webzine Kalporz, parte il tour con cui i Baustelle presentano il loro nuovo album La Malavita.
Al Bronson di Ravenna c'è una formidabile maratona di Dj: Dany Darko da Londra, il nostro Arturo Compagnoni, più i padroni di casa Vins, Chris, Len e Trinity. Si parte alle 23, happy hour fino a mezzanotte, ingresso gratuito.
"Ore 22. Kate dj set." è quanto recita il laconico messaggio della mailing list dell'Ekidna (e forse c'è anche Many), mentre, sempre nella Bassa modenese, all'Aquaragia di Mirandola tornano in concerto i Milaus. Ad aprire la serata Duner.
Infine al Velvet di Rimini tornano i Linea77 e di spalla si portano i Super Elastic Bubble Plastic.

Se dimentico qualcosa, aggiungetelo con garbo nei commenti.
Per tutto il resto c'è la più affidabile Italy Gig List.

giovedì 20 ottobre 2005

MY NEIGHBOURHOOD GIG LIST

La sera in cui un altro cerchio si chiude e nel mio locale preferito suona uno dei miei gruppi preferiti, mi piace pensare che sono esattamente dove vorrei essere, con la gente con cui mi piacerebbe stare, a fare le cose che da sempre mi piace fare:

20/10 Teenage Fanclub @ Il Covo
21/10 The White Stripes @ Palasport Bologna
22/10 Boxer Rebellion @ Il Covo
26/10 Melt Banana @ Estragon
27/10 Marco Parente @ Il Covo
27/10 Ozric Tentacles @ Estragon
28/10 Zephyrs @ Il Covo
29/10 Staff + Losing My Badge DJ7 # 1 @ Il Covo
29/10 Redworm?s Farm + Settlefish + Three in One Gentleman Suite @ Bronson
01/11 The Evens @ Teatro Masini
04/11 Animal Collective @ Il Covo
05/11 Langhorne Slim @ Il Covo
05/11 Akron Family @ Bronson
09/11 Akron Family @ Il Covo
11/11 The Gossip @ Il Covo
12/11 Kaiser Chiefs @ Velvet
12/11 Forty Winks @ Il Covo
12/11 Mono @ Bronson
13/11 The Exploited @ Estragon
16/11 Architecture in Helsinki @ Estragon
18/11 The Death of Anna Karina (release party) @ Il Covo
18/11 Steve Wynn & the Miracles @ Estragon
19/11 Dead Meadow + Black Mountain @ Il Covo
22/11 Bloc Party @ Vox
23/11 The Constantines @ Il Covo
24/11 Mark Eitzel @ Il Covo
25/11 Maritime + Losing My Badge DJ7 # 2 @ Il Covo
29/11 Medications @ Bronson
30/11 Swearing at Motorists @ Il Covo
02/12 The Go Team! + Her Space Holiday @ Il Covo
03/12 Baustelle @ Il Covo
03/12 Swearing at Motorist @ Bronson
06/12 Supersystem @ Bronson
07/12 Supersystem @ Il Covo
07/12 Friends of Dean Martinez + Ronin @ Bronson
07/12 Juliette & the Licks @ Estragon
09/12 Settlefish @ Il Covo
09/12 Friends of Dean Martinez @ Estragon
10/12 The Hellacopters @ Bronson
16/12 Shout Out Louds @ Il Covo
16/12 The Posies @ Estraogn
19/12 Franz Ferdinand + The Rakes @ Palasport Bologna

Enzo perdonerà lo scippo al suo classico affitasi ubiquità.
Dovrei essere a dormire, dovrei essere a smaltire, ma prima voglio darvi questa notizia. Perché sono contento e questa notizia ve la devo dare a tutti i costi, anche se tra poco c'è un treno alle sette e sono giorni che c'è da lavorare:

venerdì 16 dicembre 2005
Shout Out Louds in concerto al Covo

Ci si vede qui, lo so, anche se faranno altre date, perché qui è il primo posto dove li avete sentiti, e sotto a ballare ci saremo tutti noi, e gli Shout Out Louds saranno davvero una festa. Non riuscirò a dormire.

mercoledì 19 ottobre 2005

Murato @ Zò Cafè

In questi giorni, uno degli argomenti a tenere banco tra le chiacchiere musicali in città è il forzato cambio di sede per la rassegna Murato.
Pare che il Comune, guidato - lo ricordo ai non bolognesi - dal Simpatico Cinese di centrosinistra, stia perseguendo una politica di espulsione della musica dal centro storico, e all'ultimo momento non ha rinnovato i permessi anche al vecchio Club74. Non è questo il luogo per discuterne, dispiace però vedere il centro di Bologna dissolversi ogni giorno di più.

  Zò Cafè  Ma come ha scritto Mr. unhip con la consueta lucidità, "Murato non si fa certo intimidire dai complotti e aggredisce gli spazi della città con una intensitè e una umiltè che renderebbero fiero Arrigo Sacchi (o Sacci, come lo chiamò una volta in diretta un Bearzot completamento sciabolato). Il programma di Murato si snoderà dunque su tre location (Covo, Estragon e Zò Caffè), il calendario completo è consultabile nella sezione "gatherings" del sito www.unhiprecords.com".

La seconda vita di Murato (organizzato come sempre da Unhip in collaborazione con Città del Capo Radio Metropolitana) comincia questa sera appena fuori Porta Lame, nel sofisticato e confortevole scenario dello Zò Cafè di via Lodovico Berti 15/b, con il concerto di Amanda Rogers, cantautrice ventiduenne proveniente da Syracuse, NY.
La splendida voce della Rogers, accompagnata dal suo pianoforte, ha suscitato paragoni con Tori Amos e ha già fatto innamorare alcuni bei nomi della scena "indie" come Onelinedrawing e Bright Eyes.
Prima e dopo il concerto, il sottoscritto avrà l'onore e il piacere di mettere un po' di dischi per voi.

martedì 18 ottobre 2005

Indiepop.it @ polaroid

  indiepop.it  La puntata di venerdì scorso, oltre a vedere La Laura di nuovo ai microfoni di Via Berretta Rossa, ha inaugurato anche una nuova presenza all'interno di polaroid: Salvatare "Howty" Patti è stato infatti così gentile da interrompere la visione del suo amato wrestling per presentarci il numero di ottobre di Indiepop.it, una delle migliori webzine del panorama italiano. Adesso speriamo solo di ricordarci di telefonargli ogni mese.

È successo dieci minuti prima di andare in onda, quando con la consueta disorganizzazione l'ho chiamato per avere chiarimenti al volo sulla discografia dei Chills... Mentre parlavamo e parcheggiavo mi è venuto in mente che, un po' come fanno ogni mese i Capitani con l'illustre Stefano Isidoro Bianchi, sarebbe stato simpatico se noi avessimo fatto una cosa simile con la musica che più ci piace.
Poi, giusto il tempo di rovesciare i cd sul mixer in regia, impallare il computer per gli sms, aprire di corsa le birre, dire welcome back La Laura!, ed eravamo già in diretta, quinta puntata della quinta stagione.
Ecco un po' come si mette in piedi polaroid...

ps: tra le tante cose belle di questo numero di indiepop.it segnalo il primo appuntamento di Stockholm Syndrome, rubrica curata da Marco, un ragazzo italiano a Stoccolma, innamorato della musica che ci fa innamorare.

pps: e un saluto anche a un altro fortunato Marco, che ci ascolta e ci scrive da Göteborg. Ragazzi, prima o poi avrete ospiti.

venerdì 14 ottobre 2005

"Fraudulent superfluity"

Sebbene non mi trovi affatto d'accordo, mi pare interessante segnalare la lunga recensione con cui Popmatters stronca il nuovo album dei Broken Social Scene, evidenziando carenza di idee e analogie fiacche con il precedente You Forgot It In People.
(Stanchezza che poi sarebbe indirettamente confermata dalla band stessa in questa intervista al Montreal Mirror, dove si parla anche del produttore David Newfeld).

A me sembra invece che il collettivo canadese riesca dentro ogni canzone a dimostrare una totale libertà e la capacità di poter fare della propria musica qualunque cosa.
Superfluo forse è soltanto il secondo cd-bonus contenuto nella prima tiratura del nuovo disco, ma mi pare eccessivamente spocchioso anche solo notarlo.
Affittasi ubiquità
"Let's call it the comeback" version

Il primo appuntamento che voglio segnalare questo fine settimana è la quinta puntata di polaroid, in onda questa sera dalle 21 sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (diretta in streaming qui). Dopo dopo svariati mesi si riunisce dietro i microfoni la coppia dei conduttori, e c'è da scommettere che il format Thermos ne risentirà (si pensava a una sit-com tipo Casa polaroid, con Enzo al cardigan e La Laura dietro enormi occhiali vintage).
Non mancate!

Per passare alla fitta agenda della musica dal vivo, al Covo di Viale Zagabria 1 arrivano i simpatici tedeschi Stereo Total per presentare l'ultimo album Do the Bambi. Ad aprire la serata per loro ci sarà il chiacchierato Final Fantasy, nuovo progetto del canadese Owen Pallet, già violinista negli Arcade Fire.
All'Estragon cartellone interamente dedicato all'indie tricolore: sul palco di Via Calzoni 8/h saliranno infatti Three Second Kiss, Rosolina Mar e Let's Get Lost.
Il Link invece presenta la prima data europea del progetto Flanger curato da Atom Heart e Burnt Friedman.
Fuori città si può fare un salto all'Io Street Club di Rimini a (ri)vedere i Dirty Pretty Things insieme a The Others, per una serata sicuramente movimentata all'insegna delle sonorità british.

Sabato 15 ottobre è uno di quei giorni in cui non sai dove sbatterti.
Proprio The Others arrivano al Covo, per presentare il loro ruvido debut album omonimo pubblicato da Poptones, mentre a Villa Serena sono di scena i nostrani Franklin Delano.

Chi vuole fare un po' di strada ha solo l'imbarazzo della scelta.
In provincia di Modena riflettori puntati sui suoni italiani meno consueti. All'Aquaragia di Mirandola è di scena il post rock dei Mashrooms e dei Flap, mentre all'Ekidna di Migliarina arrivano da Milano Daniele Brusachetto, Ashtool e Ludmilla.
Poco più in là, a Cavriago (RE), ricomincia anche la programmazione live del Calamita e si parte con i suoni duri dei Super Elastic Bubble Plastic.

Volgendosi a est, verso la Romagna, al Bronson di Ravenna saliranno sul palco i Buattitime, presentati come un incrocio tra Primal Scream, A Perfet Circle e DJ Hell.
Sempre a Ravenna, al Centro Sociale Spartaco (segnalatomi dal buon FedeMC) c'è una serata decisamente abrasiva: El Thule + Infarto Scheisse in concerto a partire dalle 22 (ingresso libero).
Al Velvet di Rimini, infine, arriva la storica band inglese dei Mission.

Per puro edonismo vi segnalo anche che al Vox di Nonantola c'è Jimmy Somerville.
Di sicuro dimentico qualcosa, voi aggiungete pure nei commenti, ci si vede a banco.
In the city

"Every autumn, scores of Voice writers, occasionally after hours of research, cast votes about the top shelf of our unfair city, in categories they themselves invent"...
E ogni autunno io perdo una mattina di lavoro a leggermi la guida del Village Voice al meglio New York. Date un'occhiata non solo alla categoria Music, come sempre c'è da perdere la testa.

giovedì 13 ottobre 2005

Did you see the stylish kids in the riot?

Probabilmente lo spettacolo offerto ieri sera da Carl Barat 15 euro non li valeva.
Troppi per perdonare all'ex Libertines le parole dimenticate di Time For Heroes suonata senza voglia e unplugged in apertura di concerto, e troppi per sopportare ancora manici di chitarra usati come portasigarette e sorsi da star alla bottiglia di whisky per riempire le pause tra un pezzo e l'altro.
Troppi per poter credere davvero che l'irruenza disordinata di quattro ragazzi sopra un palco sia sempre sinonimo di energia e rock'n'roll (meglio allora andarsene una sera all'Atlantide), e per poter tollerare che una certa aria di sufficienza sia praticamente dovuta se sei un cocco di NME, nonostante la sala in fiamme davanti a te stia saltando e sudando, e ti adori e conosca le parole delle tue canzoni meglio di te.

Perché ieri sera il pubblico dei Dirty Pretty Things il prezzo del biglietto lo valeva tutto.
Bisognava essere lì solo per tutti quei kids che al Covo non avevo mai visto e che temo non vedrò prima di qualche anno.
Erano tanti, non me l'aspettavo, e tanti erano inglesi o americani, che ai concerti fanno sempre la loro figura.
Esausti dopo il ballo e bellissimi per quello, con i vestiti giusti e la grazia spontanea dell'adolescenza, si abbracciavano e avevano perso la voce a cantare, spensierati come chi non sa che certe parole mandate a memoria a quell'età poi non si dimenticano più, anche se ormai sembrano valere così poco per chi le ha scritte.

Insomma, diciamo che ieri sera mi sono divertito nonostante i Dirty Pretty Things.
Una recensione migliore la trovate da Valido.
John Peel Day @ Glamorama!

  John Peel Day  Polaroid sarà in onda domani, tra l'altro in formazione di nuovo completa, e quindi questa sera ci penseranno Arturo Compagnoni e Fabio Merighi, da anni colonne sonore portanti dell'etere bolognese, a festeggiare sulle frequenze cugine di Radio Città Fujiko la prima edizione del John Peel Day.
L'iniziativa, promossa dalla BBC per ricordare uno dei più grandi DJ radiofonici di tutti i tempi, nasce dalla voglia di coinvolgere "as many venues as possible staging gigs across the UK under the banner of Peel Day".

Qui non siamo negli UK, ma la classe di Glamorama è internazionale, e così negli studi di Via Masi 2 arriveranno Kyle Statham (Fuck/Yo Herve) e Matteo Agostinelli (Yuppie Flu) con un live acustico appositamente preparato per la serata.
Per l'occasione saranno trasmessi anche brani dalle Peel Sessions che hanno visto i Fuck protagonisti per ben tre volte.
Saranno ospiti di Glamorama anche i Julie's Haircut, con i quali si farà quattro chiacchiere per ricordare e celebrare l'idea di radio creata da John Peel.
Tutti i presenti porteranno un po' dei propri dischi preferiti, e non mancheranno sorprese a cura dello staff di Homesleep Records.
Il programma comincia alle 21 e si può ascoltare anche in streaming.

domenica 9 ottobre 2005

Utilizzo del blog per scopi personali
Tipo speed dater insomma

Arrivo a Milano lunedì sera, all'ora dell'aperitivo: se ci siete, fatevi sentire.
Per la serie "io li conoscevo prima che diventassero famosi"

La band bresciana dei Le Man Avec Le Lunettes è finita sul celebre m-blog americano You Ain't No Picasso.
(Grazie a Daniele per la segnalazione.)

A proposito: Empty linka il nuovo video delle Pipettes Dirty Mind. Non so perché, a me fa tornare in mente Il Tempo Delle Mele.
E non posso fare a meno di ripetere

I'm gonna sing a song with all of my friends
And we're all from Barcelona
Love is a feeling that we don't understand
But we're gonna give it to you
We'll aim for the stars, we'll aim for your heart
When the night comes
And we'll bring you love, you'll be one of us
When the night comes...

venerdì 7 ottobre 2005

La corrente del Fiume
Okkervil River live at Covo, 6 ottobre 2005

"Era una tastiera progettata per creare suoni che avrebbero aperto i cancelli del cielo e fatto scendere angeli bellissimi che ci avrebbero rivelato il significato della vita e tutto sarebbe andato benissimo. Ma purtroppo si è rotta. La vigorosa corrente elettrica europea ha bruciato una robusta tastiera elettronica europea paradossalmente adattata per funzionare con la corrente elettrica degli Stati Uniti. Così questa sera non suoneremo un nostro vero show. Ci dispiace. This is the place where the cool bands play e noi non possiamo fare il nostro vero show, I'm sorry".

Will Sheff, frontman di Okkervil River va avanti così per un pezzo, e riprende il discorso diverse volte tra una canzone e l'altra, e chiede ancora scusa.
Primo concerto della stagione, giovedì notte con temporale buio di quelli che non incoraggiano a uscire di casa, nonostante tutto la sala è piena, e quando sali sul palco la tua preziosa tastiera da modernariato non si accende più. Venti minuti per rassegnarsi a cominciare il concerto voce e slide guitar mentre mezza formazione resta a guardare sconsolata bevendo birre tristi.

Hanno cambiato la scaletta in corsa, gli Okkervil River, decidendo momento per momento cosa potevano fare, e cosa avevano voglia di provare (tra i bis, anche una cover di Big Star). Will Sheff chiedeva sempre scusa e a un certo punto, dopo pure una corda di chitarra rotta, non sembrava più così chiaro se era il pubblico, totalmente conquistato e caldissimo, che stava sostenendo la band e la spingeva a continuare, o se erano i texani che ci stavano trascinando tutti avanti con loro, contro il fato, la sfortuna, la notte e i cuori di pietra che si sbriciolano. E lo stavano facendo con un sorriso, sudore e fasci di nervi ben stretti intorno alle canzoni più tirate.

Dev'essere stato su For real, se davvero era quella, o su Song of our so-called friend, mentre c'era un assolo di quella cosa che non so se mandolino o ukulele, e tutto nella musica degli Okkervil River si stava tendendo e tendendo ancora più in alto (per contrasto ai silenzi e alle parole urlate fuori dal microfono), e c'erano queste luci nuove intorno ai muri neri, io lì sulle mattonelle rosse ho pensato sono di nuovo qui, a un concerto qui. Ed ero contento che un altro anno cominciasse.
E quella corda strappata danzava dal manico della chitarra, si contorceva come una frusta, si lanciava sul pubblico luccicando, ed era un filo elettrico impazzito, sul punto di toccarci con la corrente del Fiume.

giovedì 6 ottobre 2005

Affittasi ubiquità
Vernissage di una stagione

Clima orribile, caldarroste sotto i portici, calzettoni pesanti e un calendario di concerti già davvero fitto: facciamocene una ragione, con questo fine settimana si apre definitivamente la stagione 2005/2006.

Inaugura questa sera il Covo di Viale Zagabria 1, Bologna. Da Austin, Texas, arriva il cantautorato folk degli Okkervil River, che presenteranno l'ultimo album Black Sheep Boy (Jagjaguwar Records).
All'Estragon invece si suona reggae, con il sound system jamaicano Stone Love.
All'XM24 sono di scena i veterani Sabot, "duo basso/batteria da combattimento", per presentare il loro settimo album D.I.O. - Doing It Ourselves.
A Ferrara, al centro sociale Dazdramir, serata rumorosa con Greg MacPherson Band, Zann, La Quiete e Lady Tornado.

L'evento principale di venerdì 7 qui in città sarà il live benefit pro Disco Drive (info qui) organizzato da unhip records, che si terrà a Villa Serena. Sul palco di Via della Barca 1 saliranno The Tunas ("il punkrockgarage del gruppo felsineo + promettente") e Maledetto/Ottave ("lo sciabolamento elettronico-ambientale del progetto collaterale dei With Love"). Indovinate di chi sono queste presentazioni.

All'Estragon suoneranno i Jennifer Gentle, reduci dal successo del loro ultimo album Valende, pubblicato da Sub Pop, mentre al Covo c'è un live set di elettrodub curato da Deadbeat (dal Canada).
All'Atlantide, serata hardcore con I Shot Cyrus (BRA), Discarga (BRA) e Repulsione.
Fuori città, riparte la programmazione dei concerti dell'Ekidna, nella sede di Migliarina di Carpi (MO) con Slings Hot Dakota (emo indie da Long Island, NY) e Maserati (con membri di Turing Machine, da Athens, GA).

Segnalo anche l'iniziativa "Le città viste dal basso" che avrà luogo al Teatro Storchi di Modena (h.21, ingresso gratuito), dove i Perturbazione metteranno in scena uno spettacolo accompagnati da ospiti come Manuel Agnelli (Afterhours), Francesco Bianconi (Baustelle), Emidio Clementi (Massimo Volume, El Muniria) e Offlaga Discopax. Il tema del singolare appuntamento sarà raccontare come sono state interpretate le città italiane dalle canzoni degli ultimi 30 anni.

Sabato 8 ottobre il sottoscritto non si perderà gli Spoon dal vivo al Covo, soprattutto dopo aver ascoltato il loro ultimo Gimme fiction (Merge Rec.) anche nei sogni.
A Villa Serena in contemporanea (ma via, si fa in tempo a fare un salto dopo il concerto) Città del Capo Radio Metropolitana festeggia il suo diciottesimo compleanno: dj set e bolle di sapone a cura di Elisa Graci, Morra, FedeMC, Francesco Locane e Michele Restuccia.
Dj set anche per il Charles Bronson di Ravenna, che riapre con una serata in collaborazione con il Ravenna Nightmare Festival.

[ RIMANDATO al 22/10 ] Chi va fuori città forse può essere interessato anche al TONYESPOSITO NIGHT SHOW dell'Ekidna: "impressionante sfida di batteristi, il primo contest con giuria con le palette, presentatore e onorificenze finali". Queste le categorie in gara:
#1_buio pesto__2 min
#2_metronomo__4 min
#3_rullata più figa__...
#4_improvvisazione__...


Altrimenti ci sono i Morcheeba al Vox di Nonantola (MO), i Turin Brakes al Velvet di Rimini o i Satanic Surfers al Rock Planet di Pinarella di Cervia, fate voi.

Se dimentico qualcosa, segnalate pure nei commenti. Per tutto il resto c'è Italy Gig List. Ci si vede a banco.

mercoledì 5 ottobre 2005

Polaroids from the web
I'm From Barcelona edition

- Qua sotto sui Franz Ferdinand si scherzava. Invece Maxcar, sull'ottovolante di Coney Island, è capace di trovare ben altro.

- Sempre i Franz Ferdinand se la tirano un po' e temono che il loro successo possa rovinare la scena musicale di Glasgow. Maddai...

- Il download come legittima difesa secondo Zoro (via QP).

- Primo annuncio ufficiale per l'All Tomorrow Parties 2006: due weekend (12-14 e 19-21 maggio) curati da sei gruppi: Mudhoney, Yeah Yeah Yeahs, Sleater Kinney, Shins, Ween e uno special guest ancora non annunciato. Quest'estate girava voce che avrebbe potuto essere un gruppo "obliquo e incantato", in odore di reunion per l'occasione. Qualcuno ha notizie più fresche?

- Jens Lekman cambia indirizzo web, anche se il suo sito continua ad avere l'aspetto tremendo che amiamo: www.jenslekman.com

- I Broken Social Scene costretti ad assumere un allenatore per tagliare un po' il roster... (ma com'è che in Canada riescono anche a fare della satira sull'indie rock?)

- Il bambino a forma di iPod.

- Da tempo volevo segnalarlo, mi sembra una delle iniziative che meglio esprimono le potenzialità della Rete e dei blog in particolare: The Blog Counter - il blog della gente che conta.

- E per finire, la canzone che mi sta aiutando a non perdere il sorriso in queste giornate di pioggia e micidiali hang over: We're From Barcelona degli I'm From Barcelona, affollatissimo collettivo definito un incrocio di Polyphonic Spree e Arcade Fire in salsa svedese, e consigliati da Hello Saferide in persona. Sing along!

lunedì 3 ottobre 2005

You could have it so much better ten years ago

  Franz Ferdinand - 'You Could Have It So Much Better' Dopo dieci anni tornano i Menswear! E lo fanno alla grande!
Le mosche bianche del brit-pop, fra i migliori talenti inespressi della terra d'Albione, ci regalano finalmente un degno seguito a quel Nuisance del 1995 che non abbiamo mai smesso di amare.
Questo nuovo You Could Have It So Much Better raccoglie l'eredità della brillante stagione della musica britannica di metà Novanta e la aggiorna al suono dell'oggi, senza perdere la propria natura.
Anzi, facendo dei Menswear i paladini di quel revival del decennio scorso ormai imminente e inesorabile.

I Nuovi Ottanta cominciano a mostrare la corda? Le riviste di moda stanno per annoiarsi? Riportate in soffitta di corsa le scatole coi dischi dei Duran Duran e del post-punk e scendete quelle con Parklife, Definitely Maybe ed Elastica. Sembrerete subito molto più stylish!
Ed ecco quindi l'apertura di The Fallen che riprende il discorso interrotto ai tempi di I'll Manage Somehow. Ecco la scoppiettante Do You Want To, così ossessiva da poter diventare la Boys & Girls degli Anni Duemila. Ecco Walk Away, piena di reminiscenze di Inspiral Carpets.
E poi ancora You're The Reason I'm Leaving (il singolo che i Supergrass non indovinano da anni), la beatlesiana Eleanor Put Your Boots On (che immaginiamo presto in una cover dei fratelli Gallagher) e la splendida title track (Graham Coxon deve essere impallidito quando l'ha ascoltata).

Insomma, You Could Have It So Much Better ci riconsegna dei Menswear in grandissima forma, irresistibili sulla pista da ballo e sempre al passo coi tempi.