lunedì 30 giugno 2003

L'amore è una cosa meravigliosa: rubiamola!

 Alice Liddell ritratta dal reverendo Dodgson Cara L.,
sono venuti i ladri qui a casa dai miei, giù in campagna. Hanno trovato poco o nulla, com'era da immaginare, e se la sono presa comoda, accendendo l'aria condizionata e un paio di sigarette, senza fare altri danni.
Siamo stati fortunati, ha commentato il brigadiere, che ha visto di peggio. Secondo lui, si è trattato del lavoro di una sola persona.

Nella mia vecchia camera, il ladro ha indugiato su quelle scatole che custodivano i tuoi primi regali. Una ad una, ha controllato le tue opere di carta cinese, colori a pennarello, filo di ferro, ragazze manga e tazze da tè. E dalla più piccola di quelle, si è portato via un ciondolo di plastica rosa a cui avevi appeso una conchiglia raccolta in Sicilia.
Io non so come spiegarmelo. L'oggetto non poteva avere nessun valore, per nessun altro. E sulla scrivania ha dimenticato il portatile, le sterline avanzate dall'ultimo viaggio e la radio.

Poi mi è tornato in mente quando rubarono a te la macchina con le valigie dentro, anni fa.
E quando la ritrovarono, di tutte le tue cose mancava soltanto la maglietta che ti avevo regalato io, quella che avevo stampato con il ritratto di profilo sulla sedia della seconda sorellina Liddell.

Ho avuto un brivido. Mi è venuto il pensiero, stupido, comico e inquietante, che il ladro sia lo stesso. E che da tempo, paziente e nascosto, vada raccogliendo frammenti e distrazioni nostre, e ci sottragga quel che può, senza che noi ce ne accorgiamo.
E che da qualche parte, in uno scantinato, mentre un nastro suona le nostre voci, una gelosia abbia ricostruito una simulazione della nostra vita, fatta di tutto quello che ci manca, come se questo bastasse.
Ci sono troppe cose.

La La Love You
You're a real romantic, and a genuinely kind person. You're not too quick on the uptake, but you have a heart of gold. A person of few words, you instead express your emotions through whistles and dance. Some people would call you mentally stunted, but your friends know better- you're just being yourself.
Which Pixies song are you?



ma io mi sento molto di più Ana
(indovina da dove arriva il link ;-)

sabato 28 giugno 2003

The Great Complotto

Oggi ho acquistato Non Disperdetevi (1977-1982 San Francisco, New York, Bologna le zone libere del mondo). E' un libro uscito per i tipi di Arcanapop, curato da Oderso Rubini ed Andrea Tinti.
Da quel poco che ho potuto vedere sfogliando rapidamente le sue 346 pagine, potrebbe essere un modo per riassumere e fare chiarezza su quel periodo esplosivo ed assolutamente seminale per musica e cultura che furono gli anni a cavallo tra la fine dei settanta e l'inizio del decennio successivo.
Mi pare ci sia dentro tutto, magari troveremo anche la spiegazione del perchè siamo quello che siamo, magari a qualcuno verrà in mente di ristampare il catalogo Italian Records e qualcun'altro scoprirà che Sick Soundtrack dei Gaznevada è stato uno dei dischi migliori usciti nel 1980.
Just like everybody else does

Il muro di televisori allineati uno sopra all'altro, a coprire completamente la parete in fondo alla Coop del Centroborgo, era sintonizzato su di un unco canale, come spesso accade. Così per testare la diversa qualità delle marche e giustificarne i divari di prezzo.
L'ora era quella di pranzo, la giornata quella di venerdì, la stazione tv quella di Deejay Tv.
La canzone che stava passando era il nuovo, almeno credo, singolo delle Tatù.
Le Tatù sono quelle due adolescenti che indossano sempre gonne scozzesi e camicie bianche e si baciano tra loro.
La canzone era una cover di How Soon Is Now degli Smiths.
A me riascoltare quella canzone in un contesto del genere ha fatto un certo effetto.

venerdì 27 giugno 2003

Metti il tuo blog in una piadina

Blog Out alla piadineria SgurzMatteo Valido, un blog "seminale", uno di quei blog che verranno riscoperti tra un paio di decenni in un inserto di Rumore mentre all'epoca presente nessuno se lo ricorda mai tra le vere e più influenti celebrità, organizza una presentazione di Blog Out, l'antologia curata da Biccio che raccoglie dodici blog più quello che state leggendo.

"Venerdì 4 luglio a Carpi, tutto quello che avreste sognato per la presentazione di un libro ma che non vi è mai stato offerto: si ride, si parla, si mangia alla stragrande e si cazzeggia ancor di più".

L'happy hour, per la precisione, comincerà la sera prima in radio, intorno alle venti: Biccio sarà gradito ospite di polaroid, e dato che porterà su da Roma uno scatolone di libri: 1) è esentato da procurare le birrette indispensabili per combattere la temperatura della radio, 2) siete tutti invitati a passare in Via Masi 2 ad accaparrarvene una copia, altrimenti vi facciamo ascoltare da qui alla fine del programma soltanto Liz Phair (mentre noi ci guardiamo le foto).


ps: tutte le info e gli appuntamenti di Blog Out li trovate qui.
Aspirapolvere e Godspeed You Black Emperor!

Di ritorno da Viterbo, fermi in coda in galleria a Roncobilaccio con Leonardo che gli vengono paranoie.
Il mezzo convegno che abbiamo potuto vedere è stato piuttosto interessante (ringrazio qui Gino Roncaglia per l'eccellente organizzazione) ma, come dire, noi i blog li preferiamo al buffet, sennò che fuffa saremmo :-)

La sorpresa di incontrare Cesare e Marcello e Massaia, che si è rivelata persona dai raffinatissimi gusti indie rock, e chiacchierando scoprire che si erano scaricati i Radio Dept. grazie a qualche post particolarmente entusiasta del sottoscritto.
Non so, è questo che mi piace del blog, è quello che vorrei tutti i giorni.
Potrei avere ancora del vino bianco, per cortesia?

Peccato solo che il vivace dibattito su blog e giornalismo sia stato fin troppo "beneducato" (mancavano controparti), e che a Leonardo (uno che il blog a volte l'ha usato davvero per fare giornalismo: qualcuno si ricorda della scuola Diaz?) è stato chiesto di parlare per pochi minuti delle strategie di "appropriazione" dei blog da parte del Foglio. Capirai.
Ma come dice lui, "la vita è fatta di istanti, milioni e miliardi di istanti, e in qualsiasi istante potrebbe scapparci detta l’unica parola che ci sopravviverà". Non vorrei che a lui toccasse con la querelle con Christian Rocca.
Fuck to the music

Come finisco dentro le situazioni.
Di solito con tre telefonate fatte e zero ricevute, una corsa in bici dall'altra parte della città e poi mi ritrovo in macchina su qualche statale della Bassa.
Al momento, da solo.
Braccio fuori nella notte e cassette del 1997 a girare l'aria calda, profumo di erba tagliata.

Forse avrei potuto trovare il tempo l'altra sera di scrivervi due parole a proposito del concerto di Ex Models a Finale Emilia (Mo), ma francamente non so quanti di voi sarebbero venuti.
Neanche dicendovi che di spalla c'erano le nostre amate Black Candy (from Olympia, Modena) con parrucche e lustrini e forse un pezzo nuovo.
Neanche a descrivervi con parole ispirate la cornice del Cortile del Cinema, uno scenario rubato a qualche film di Tornatore.
Neanche a buttarvi lì tutto d'un fiato Post-Punk Matematico No Wave Atonale Catartico Rumore Rosa Rock'n'Roll Simulator.
Neanche citandovi I went on tour with Les Savy Fav and all I got was that stupid t-shirt scritto a pennarello (quale dei due fratelli Motia: Shahin o Shahryar?)
Neanche a rompere tutte le corde della chitarra canzone dopo canzone, lì in faccia a noi, sulle mattonelle sgretolate, e l'energia che letteralmente schizzava dal quartetto newyorkese (voglio solo concerti senza palco).

Poi è inutile, io questa roba su disco non l'ascolterei (forse) mai, ho bisogno di esserci, di sentirne l'odore, di vedere la gente contenta intorno, di accorgermi che le gambe seguono spontaneamente il ritmo frenetico.
Peccato per le magliette del merchandising, decisamente poco convincenti.
Saluto Mr. Bernocchi from Seconda Visione, faccio in bocca al lupo a DJ Amarezza per l'esame e ringrazio ancora una volta la Fooltribe per l'organizzazione.
Torno verso Bologna per una strada diversa e cambio cassetta.
(thanx Dave for the picture)

mercoledì 25 giugno 2003

Read me

E' partito Blogout.it, il blog dedicato al libro Blog Out - 13 diari dalla rete, pubblicato dall'editore Novecento di Roma, e curato da Biccio e Alessandro Marzi.
C'è anche polaroid, e soprattuto c'è anche Emergency :-)
E' troppo facile essere crudeli oggi

Ancora proposito della Pizia (e non del link segnalato da Gianluca Neri), questo esercizio di autoironia è davvero notevole.
Body guard

Domani la redazione di polaroid avrà l'onore di accompagnare Leonardo in persona qui.
Gli impegni mondani del celebre blog, però, impongono un rapido rientro.
Noi ne approfitteremo per tornare in radio in tempo e non saltare la puntata numero trentotto (pensavate di scamparla questa settimana, eh?), che purtroppo non avrà ospite La Pizia, come invece annunciamo da alcuni mesi.

martedì 24 giugno 2003

( )

 Sigur Ros Erano nuvole pallide in fondo alla pianura vuota, era luce che distinguevi tra le foglie mosse degli alberi, e tu disteso aprivi il palmo della mano e sfioravi fili d’erba, era l’acqua di una fontana che ricominciava daccapo il suo gioco tra i raggi del sole, mentre alle spalle dei ragazzi che suonavano un volto di bambina sfuggiva in continuazione, sfuocato nei toni accesi di rosso e di giallo.

Come faccio a raccontarti il concerto dei Sigur Ros di ieri sera a Ferrara?
C’era del ghiaccio, d’accordo, ma anche del vapore bollente, e molto vento, soprattutto.
Come faccio a dirti che la prima parola che ho pensato è stata, banalmente, “liturgia”?
Non ci riesco, perché fino alla fine delle quasi due ore di spettacolo per me è rimasto un mistero come questi ragazzi islandesi riescano a far ascoltare un tale genere di musica alla mia generazione. Era facile scherzare, mentre suonavano i Sigur Ros, ma come è facile scherzare durante un rito religioso: un po’ meschinamente, parlando con una mano davanti alla bocca.

Perché la musica che suonano è musica sacra, lo si capisce presto, molto meglio che su disco. E la loro “classicità” è qualcosa che va oltre il quartetto d’archi che li accompagna, oltre l’inchino finale al pubblico tutti per mano, oltre i pianoforti prestati da lontane avanguardie, oltre (l’encomiabile) silenzio degli spettatori come neanche a teatro.

Dal vivo, per paradosso, i Sigur Ros utilizzano in misura ancora maggiore parte del linguaggio (post)rock: qualche cavalcata mogwaiana (di quelli vecchi) c’è stata e ha fatto battere i piedi e stringere i pugni a noi lì, seduti composti nella Piazza del Castello di Ferrara.
E anche qualche giro di basso lontano parente dei Joy Division si è riconosciuto e ha permesso che ci si potesse finalmente scambiare qualche commento, come se fossimo a un qualsiasi concerto.

Ma sono state digressioni, fughe in picchiata verso terra concesse soltanto per risalire presto verso il vento che scuoteva e placava la notte d’estate. La musica aveva a che fare con l’intera volta celeste, non soltanto con l’altra faccia della luna, come qualcuno sostiene. La musica aveva a che fare con il tempo, quello stabilito e sospeso dai Sigur Ros, che richiamava alla mente altri secoli e mondi, e pace senza vincoli, e le canzoni (se così si possono ancora chiamare) avevano forme che facevano sembrare le leggi della fisica bizzarre eccezioni.
Andate a vederli dal vivo, è tutto quello che posso dirvi. E per una volta non siate troppo scettici.
Frenglish!

Curlee WurleeFabio, il nostro inviato in DDR, giudica l'appuntamento di stasera al festival della Scandellara, semplicemente imperdibile.
Del resto, se un gruppo comincia una biografia con "It all starts with the Girls" merita tutta la nostra stima.

Se avete voglia di una serata Sixties Sexy Frenglish Girlee Action Beat Punk Powerpop Surf Garage non potete perdervi i Curlee Wurlee, dalla leggendaria scena di Düsseldorf / Solingen Hypecity (dove?).
For once, be on time dudes!
Senza ricevuta di ritorno

Ho cominciato a domandare a tutti i giornalisti musicali che conosco se si ricordano quale fu primo disco promozionale che ricevettero da un'etichetta senza aver chiesto niente, e quale fu la loro reazione.
Finora non ho avuto risposte molto illuminanti.
Agosto A Go Go


Dentro Agosto, nuovo singolo per i Perturbazione, oltre a una cover dell'American Music Club (già presentata varie volte dal vivo), c'è anche un remix ad opera di Populous, Agosto-Points & Distorsions.
Buonanotte Giulia

Julie's Haircut - 'Stars never looked so bright'Ancora a proposito di Julie's Haircut, forse a loro interesserà tantissimo sapere che da un paio d'anni c'è il poster del loro tour "Stars never looked so bright" dietro al mio cuscino.
Non so, mi sembrava bello addormentarsi ogni notte pensando che le stelle non avevano mai brillato così tanto.
L'immagine, ho scoperto in seguito, è tratta da un'opera di Mario Schifano.
Vuole far ingelosire La Laura?

Meglio che a Urbino abbia pronta una buona scusa...

lunedì 23 giugno 2003

Hot line

Sabato pomeriggio mi ha telefonato C. mentre si stava facendo portare in macchina per il centro di Palermo da Mr. FFWD in persona.
E io lì, in boxer e ciabatte che tentavo di fare le pulizie, un po' per l'imbarazzo un po' per l'invidia, un po' per il caldo che mi cuoceva, non ho saputo dire praticamente nulla.
Peccato.
Vabbè, ci si vede régaz, alla prossima ;-)
I wanna be a pop blog star
(io voglio essere una pop blog stella)

Pure i Julie's Haircut si sono fatti il blog (anche se non proprio aggiornatissimo).
Uh, so cool, lo scrivono in inglese coi sottotitoli...
(Link via Andrea)
Il batterista dei Velvet Underground

Wu Ming sconsiglia caldamente l'edizione italiana della biografia di Lester Bangs, "scazzata dalla prima all'ultima riga".

venerdì 20 giugno 2003

Passami l'agenda

Per questo fine settimana servirebbe una versione quanto meno tridimensionale del Calendario che Frederic ha messo in piedi, tante sono le cose sull'agenda nel raggio di un'ora di macchina.
Provo a ricapitolare, poi se ho cinque minuti vedo se riesco a caricare tutto anche con Mozilla.

Oggi alle 18 al Cinema Odeon c'è l'anteprima di La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, i due atti completi, il cast e il regista, più il buffet nell'intervallo.
Per restare in Via Mascarella, alle 22 alla Libreria Modo, "Bifo" Berardi, Wu Ming 4 e Marco Trotta (Carta) presenteranno American nightmare, il saggio appena pubblicato da Sbancor, nome ben noto a chi è iscritto alla mailing list di Wu Ming. Pare che Sbancor, per preservare l'anonimato, sarà presente in collegamento telefonico.
Più o meno alla stessa ora, a Scandellara, il festival indipendente e gratuito, ci sono i 3000 Bruchi dal vivo.
Infine, sempre questa sera, al Club 22 di Via Pirandello Radio Città 103 inaugura la Festa dei Popoli e delle Culture, una settimana di concerti e spettacoli all'insegna del multiculturalismo.

Domani è una giornata altrettanto impegnativa.
A Modena c'è la Festa Della Musica, organizzata dalla SUB (Suoni Unti & Bisunti), da segnalare per il ritorno sulle scene dei Lomas. La Festa comincia verso le 17: se qualcuno dei ragazzi di Modena sa qualcosa di più preciso ci fa un fischio?
A Bologna si terrà la Street Rave Parade. L'anno scorso polaroid c'è passato in mezzo, eppure abbiamo sfiorato appena quel grande carnevale antiproibizionista. Se restiamo in città non sarà difficile finire nel vortice.
Anche a Ferrara pare abbiano poca voglia di dormire, ma là cercheranno di tenersi svegli con altre musiche, arte, cinema e poesia. Date un'occhiata al programma di "Dal tramonto all'alba" e decidete se aspettare il nuovo giorno ciondolando sulle Mura.

Unico, imperdibile, appuntamento di domenica: il pomeriggio hardcore a Bazzano, sulle colline vicino a Bologna.
Al Parco 1° Maggio di Via Carducci, dalle 16:30 concerto di False Nation, Free A.P.N., Sumo e soprattutto delle irresistibili Black Candy, i "nostri" Beat Happening :-)
Happy loro...

A me il disco nuovo dei Mogwai non era piaciuto, questa recensione sì.
(Pitchfork allunga un 7,1 a Happy songs for happy people, e va bene. E' quello 0,1 che mi dà da pensare e mi fa dire che forse non ho capito...)
Se l'era cercata

Strelnik e Leonardo rispondono per le rime a Tiziano Scarpa.

"Ti potrà piacere o no come scrivo, ma sappi che tutte le volte che lo faccio o è perché mi vien da ridere o da piangere - e prima di censurarmi mi taglierei un dito".

"In ogni autore di blog c’è la stoffa di un borghese onesto. E sotto quella stoffa, l’anarchia di un vero libertino".

mercoledì 18 giugno 2003

Losing My Loser?

Loser My Religion #3Finalmente Loser My Religion #3, la compilation curata da Andrea, è uscita e si può scaricare qui.
Solo che occorre una connessione Tiscali... e questo Andrea non ce l'aveva detto.
Credo che la scelta (probabilmente imposta da Tiscali che ospita la radio) sia abbastanza penalizzante: per molte persone gli mp3 sono ormai un secondo lavoro (cioè, ne sono pieni i computer negli uffici); d'altra parte, non tutti hanno voglia di scaricare un doppio cd con modem analogico da casa.
E' un peccato, perché alcune canzoni della raccolta sono parecchio interessanti (Eva Kant e Tigerwood quelle che colpiscono al primo ascolto). Che facciamo? Le passiamo tutte noi dal promo domani sera in radio così le registrate?

martedì 17 giugno 2003

Piove: stasera andiamo al cinema

Avete già scritto ai ragazzi di Seconda Visione quali film dell'ultima stagione vi sono piaciuti e quali vi hanno fatto rimpiangere i soldi buttati via? (l'ultimo in ordine di tempo per me: il nuovo Danny Boyle).
Sbrigatevi, che loro vanno in onda alle otto!
SentireAscoltare e leggere

SentireAscoltareRestyling funzionale per l'aggiornamento di SentireAscoltare.
Il logo tutto nuovo è opera dell'artista contemporanea Karin Andersen e, nelle parole di Edoardo Bridda, "personalizza la nostra idea di ascolto musicale alieno".
Tra gli articoli, si segnala la bella doppia recensione all'ultimo Giardini di Mirò, che oscilla tra la sufficienza rosicata e il settemmezzo, corredata da (un'altra) intervista a Jukka.
Speriamo non le spari grosse anche lui

Qualcuno ben informato (?) fa i primi nomi per Frequenze Disturbate: oltre a Beck, Notwist, I am Kloot e Broadcast...
Peggio di Don Chisciotte

Tiziano Scarpa sfida i blog.
Dice che ci vuole più coraggio.
(e a voler essere un po' maligni, anche più autorizzazioni)
Ora capisco cosa si prova ad ascoltare i Looper quando non si conosce l'inglese

Devo ammettere che quando ho letto queste parole in italiano su Pitchfork m'è preso un colpo.
Blog nel fango

Dopo un paio di settimane di annunci, anche Golem cavalca l'onda e apre il suo blog.
Speriamo funzioni meglio di quello di Dispenser :-)

venerdì 13 giugno 2003

Polaroid n°36: le state sparando grossissime

Gli altri avevano disertato la radio, per via del caldo.
Nessuno a trasmettere prima nessuno a trasmettere dopo.
Io, che ero ancora triste e arrabbiata volevo soltanto cantare a testa bassa Paint a vulgar picture degli Smiths e The swimmer delle Sleater Kinney.
Poi sono arrivate le prime mail di Andrea e di Simone che ci stavano ascoltando dal sito di Radiocittà103 da Macerata e Milano, rispettivamente.
Sapere che qualcuno ti sta a sentire, mentre tu trasmetti altrove, per noi sbarbi è una cosa esaltante e, strano o no, del tutto inusuale.
Non abbiamo più sentito tanto caldo e nemmeno quel freddo (il ribaltamento metereologico dei Perturbazione e di Pedro the lion).
E poi anche Fabrizio ha certificato la sua presenza, per le vie convenzionali, dai tetti di bologna.
Ci siamo scambiati mail mentre suonavamo i nostri tre dischi e il programma, sbandando e ridendo è andato avanti per più di due ore, manco fossimo la e-street band.
Grado zero di professionalità: lascivi e scurrili, magnifico.
Abbiamo anche registrato in diretta un jingle pro-loser: questo era quello sbagliato e questo quello "corretto". Uno funzionale, invece, non siamo stati capaci.
Magnifique: davvero.
Grazie a tutti.

update: Per i più audaci, e thanx to Simone, la surreale puntata di giovedì si può eccezionalmente ascoltare qui. Anche in mono sono sedici mega: un certo spreco di banda. Ma noi ci siamo divertiti :-)
lui verrebbe a prenderti stasera
ma tu trovi ancora un'altra scusa
lui viene ma la porta e' sempre chiusa
bussa ma nessuno gli aprira'

gira l'auto e a casa tornera'
gira l'auto e a casa tornera'

Questo per dire:
a. che ieri ho suonato invano al campanello del portone signorile che apre sulle torri di Bologna e che ho tempestato di chiamate il cellulare dell'amico che vive nell'appartamento in cui, nella piu' totale desolazione, suonava il campanello che io azionavo premendo sul tasto senza scritte che stava di fianco al portone incriminato
b. che i Lomas stanno per pubblicare un nuovo cidi' e che lo presenteranno (o ne presenteranno una parte consistente) alla Festa della musica di sabato 21 - Parco della Repubblica, Modena 41100, forse.

giovedì 12 giugno 2003

Emo is a four letter word

Al professionale Emo kit, segnalato da FFWD, aggiungerei anche questo articolo di Kate Guay (i cui vecchi archivi sono una miniera), apparso su Seventeen Magazine, nonché la relativa foto-mappa generazionale (so passé: IngegnIere, era questa che ricordavi?).
Loser, letter
10000 surfers can't be wrong

E poi grazie al cielo, stamattina nella buchetta della posta c'era una di quelle buste imbottite.
E dentro la busta c'era il terzo volume di Loser, my religion, la compilation di mp3 (tutti inediti!) dei migliori gruppi indie italiani che nei prossimi giorni si potrà scaricare dal sito di Loser.
E dietro la busta, il mittente: Mr. Loser in persona, ovvero quel poco di buono di Andrea, che adesso ha pure aperto un blog tutto suo.

Noi qui si ringrazia molto, anche perchè è giovedi, e stasera c'è Polaroid, e faremo un'inaugurazione coi fiocchi (e soprattutto con gli aperitivi).
Non mancate: alle venti, sul confortevole mono dei centotre punto cento di Radio Città 103, in modulazione di frequenza per Bologna e provincia.
Ieri: mercoledì al sole

E visto che sono melodrammatica:

But you could have said no if you'd wanted to you could have walked away couldn't you?

Allegate i versetti strazianti.
place to be, prima: lo studio sembra il vagone di un treno. In una casina in un giardino che solo McEwan. Con la bandiera della pace sull'alzabandiera. Con le brutte copie dei progetti per schermare il sole. Con il potus che muore sopra al suo trespolo in stile. Colore della crema. Con le vignette di Altan stampate da stampante ad inchiostro.

Giovedì

Le strade sono piene di questi trentenni con la polo verde bottiglia, con i pantaloni nocciola, con la cintura di cuoio e i mocassini. Senza sangue, senza sudare. Mi sono trattenuta molto per non investirli tutti.

mercoledì 11 giugno 2003

Sottocelebrità

Martedì

Quello che piu' segretamente temi, accade sempre. (Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)
Et voila'.
Aguascalientes al Parco Nord

BolognAlegre 2003Sicuramente Leonardo saprebbe spiegarvi e raccontarvi meglio il perché e il percome di un tale "Concilio" del Movimento proprio ora: peccato sia arenato in una specie di snervante chat pubblica con un giornalista del Foglio.
Quindi ve lo segnalo io: è cominciata ieri BolognAlegre, una settimana di incontri organizzata dal Bologna Social Forum.
Ad esempio, ieri pomeriggio alle quattro c'era un seminario sui lavori atipici, ospiti tra gli altri Bifo, Carlo Formenti di Quintostato e un rappresentante delle Tute Arancioni. Purtroppo non ho potuto andarci, il mio lavoro atipico non era abbastanza flessibile.
Pero' su Acabnews tutto rinnovato trovate servizi e aggiornamenti, nonché un sacco di roba da scoltare.
Fucking little bastard (un loop)

Questa sera mi sento come quella poesia che cominciava con "Amore non ce la faccio" e che a te piaceva tanto.
Qui almeno non sono catastrofi, se non quelle della noia e della pigrizia impenitente. E peggio, tutte private, che non vale la pena davvero.
E' che non basta più un intero Hatful of hollow come tanti anni fa, anche se potrei cantarti ancora tutte le parole.
E' che ho sentito Fucking little bastard degli Arab Strap sdraiato per terra e sudato com'ero, e io non ne so nulla ma mi ha spaccato dentro quel poco che c'era, e ho premuto repeat.

martedì 10 giugno 2003

Evviva i numeri
Franco, che di sicuro conosce il Franchi meglio di chiunque altro, si incazza un pochetto, e a buon diritto, che si scriva 40000 se poi siamo in 30000.
Pur essendo ing. da quel po', non ho la benchè minima idea dell'ordine di grandezza di nulla, dato che i numeri mi stordiscono ancora come parole prima che quantità (di solito poi i problemi mi vengono fuori alla quinta cifra decimale), fino all'obnubilazione.
A me comunque è sembrata una massa di carne spropositata giusto perchè all'ultimo concerto l'incertezza era tra i 50 e i 100 ragazzini in magliettine fichissime (1000, contando anche i badges).
Percio', stanti necessità deontologiche legate a polaroid.blogspot.com, se leggete di sotto vi prego di sottrarre 10000 ogni qualvolta incontriate quel 40000. Oppure, metteteci il numero che vi pare, reale e positivo, minore o uguale a 3 e poi moltiplicate per 10^4.
E cmq viva bruce 4ever.

lunedì 9 giugno 2003

E comunque qualcuno glielo ha detto a Mario Luzzatto Fegiz che Thunder road se l'era sognata, infatti è scomparsa dall'articolo online.
Il bello dinternet. Solo che cosi' io sembro matta e secondo me non vale. Qui la scaletta.

Spirit in the night: il mio primo Springsteen a Firenze

Lo stadio Franchi, a settantadue anni, è il calcestruzzo armato che danza il suo perfetto rond de jambe à terre, a Campo di Marte.
E c'è questa sagoma snella al futuro anteriore, che ha prima promesso e poi disertato, la Torre Maratea, davanti a noi mentre dietro sfilacciano nuvole malva.
Sotto e attorno me compresa: quarantamila persone (sic).
Tra il mio scranno verde di tribuna laterale dispari e la E-street shuffle ci sono ventimilaleghe e ti serve un binocolo per vedere la faccia di lui su quegli schermi spropositati.
Sul palco (che ci sta comodamente uno qualsiasi dei nostri locali dieci volte copy&paste) vedi a malapena il riverbero d'oro del sassofono di Clarence Clemons.

E' tutto cosi' scalato che quando lui attacca, voce e chitarra: Born down in a dead man's town, The first kick I took was when I hit the ground l'emozione è traslata di quelle ventimilaleghe e sta già facendo buio e riflettori.

Lui è me-ra-vi-glio-so come non mai, o come mai più dal 1973.

E loro, suonano come dei matti, quei giovani, che manco te ne accorgi che sono vecchi come il tuono, suonano per treoreepassa di filato, con un'energia e una gioia che ti sembra di non aver mai visto su una ribalta: i sorrisi, i duetti, i duelli, i silenzi.
I pezzi nuovi hanno la serietà e l'onestà della venticinquesima ora e di ora (hic et nunc).

E poi, che non ci stai pensando, e credi che non potrai coinvolgerti in nessun modo, che stai solo vedendo uno spettacolo clamoroso e fragoroso che non puo' appartenerti più (ma nemmeno nell'84-'85, forse solo nel '78 e tu chissà dove eri) lui guarda te sola (e soli altri 39.999) e fa: The rangers had a homecoming in Harlem late last night, proprio lei, con lo strumentale ficcato nel bel mezzo lunghissimo da svenire con il piano e il sax e la sera è fresca e impalpabile Outside the street's on fire in a real death waltz/ Between flesh and what's fantasy and the poets down here/ Don't write nothing at all, they just stand back and let it all be/ And in the quick of the night they reach for their moment/ And try to make an honest stand but they wind up wounded, not even dead/ Tonight in Jungleland.

Tutto il meraviglioso resto, non importava più.

Nemmeno l'ennesimo finale, con Dancing in the dark, nemmeno Born to run (con lo stadio un terremoto I wanna die with you Wendy on the streets tonight/ In an everlasting kiss), nemmeno Badlands e Promise land et cetera.
Nemmeno i fischi sommessi alla So if you're rough enough for love/ honey I'm tougher than the rest sembre scialba invidiata patrizia.
E nemmeno Thunder road (mentre tutti i piccoli explorer la acclamavano a gran voce: al piano, al piano) che, ve lo giuro, non ha fatto.
Del resto niente Mary, niente rose gettate nella pioggia o preghiere estive nel nulla o fantasmi negli occhi.
Un peccato, ma nemmeno troppo, solo non è più tempo.

giovedì 5 giugno 2003

polaroid from the radio [4]

E poi ha scritto Gecco, ha telefonato Ugo (appena tornato da NY con un hard disk pieno di meraviglie rubate dal suo Dat), e mi sono un po' perso, non riuscivo a fare tutto da solo e a finire anche la birretta.
Ho suonato un po' di fretta:
The Hunches, Same new thing (che, come si può anche leggere nel libro della Pizia metto sempre quando non c'è La Laura)
All Girl Summer Fun Band, Daydreaming (forse il loro primo pezzo davvero malinconico e per questo, almeno per me, sorprendente)
The Aislers Set, Baloon song (cover dei 14 Iced Bears...)
The Lucksmiths, Camera shy (e cosa vi aspettavate?)

Again in 1993
A Polaroid you took of me
In a long-forgotten loungeroom
A hand outstretched before my face
The nervous smile, the downcast gaze
I didn’t know myself around you
You seem surprised
And I see why:
You just realised I’m camera shy


Mentre mi avviavo alla conclusione sulle note di Catch dei Cure (una canzone che fischietti tutto il giorno credendo che siano i Velvet Underground) ha telefonato anche La Laura. E (facendo casino) come l'altra volta l'ho messa in diretta. Ciao, sei a Ferrara? Ciao, cosa hai suonato?
E' una puntata un po' così, non vogliateci male :-)
Gran finale coi Teenage Fanclub del classico The Concept e poi tutti a nanna. Domani parto per lavoro e resto via fino a martedì. Se qualcuno ha voglia di scrivere qualcosa di decente da queste parti per risollevare le sorti del blog è il benvenuto. Fine programma, fine birretta.
polaroid from the radio [3]

Restiamo in tema, in qualche modo ma cambiamo suoni che è ora.
Red Worm's Farm, visti lunedì di spalla dei Giardini (e ci vuole coraggio a suonare dopo il trio padovano), con Two ways, dall'album dell'anno scorso uscito proprio per Fooltribe.
Mai messi tre dischi italiani di fila in radio , così questa sera faccio il botto: gli Slumber e la loro Beat (your) generation.
Come si diceva, tra i rferimenti dichiarati di Slumber ci sono i Pavement: Dynamic calories dell'ultimo Malkmus me li ricorda davvero tanto.
Ooops, mi sta scappando il pezzo.
Publish!
polaroid from the radio [2]

Inizio polleggiato con birretta. Dato che manca La Laura metto Four Tet: My angel rocks back and forth è la sua preferita dall'ultimo "Rounds".
Per restare in atmosfera segue Populous (hi hat the ro:q's drns), visto e ascoltato sabato a sorpresa ma con molto piacere in zona Musica Nelle Valli grazie a una data dei Giardini di Mirò saltata all'ultimo minuto.
Ne consegue Giardini di Mirò The comforting of a trasparent life, dove mette le mani Styrofoam, e si sente, ed è un gran bel pezzo.
Nessuno telefona ma Sara manda un sms alla radio :-)
polaroid from the radio [1]

Questa sera sono qui in radio da solo... se state "ascoltando" il blog potete anche telefonare a Radio Città 103: il numero è sempre lo 051 346458... oppure mandare una mail... ecco, adesso parte la sigla: "Good evening ladies and gentlemen"...

mercoledì 4 giugno 2003

"One day you'll be cool"

Slumber - ''Never been a girl''Ricambiare la cortesia di un link questa volta è davvero facile. Infatti, segnalo ben volentieri che stasera a Loser saranno ospiti gli Slumber per presentare l'ottimo nuovo album Never been a girl.

Gli Slumber erano già passati tra i piatti di polaroid grazie alla compilation dello scorso anno curata dall'etichetta di Treviso Fosbury Records: una canzone come "Christ of the road" non si scordava facilmente. Questa volta, un intero album ci conferma in pieno il valore della band veronese.
Le coordinate musicali sono abbastanza identificabili: Grandaddy (giusto in tempo!) e Pavement i due poli di attrazione principale, mentre sulla linea dell'equatore si riconoscono Weezer e Dinosaur Jr.
Si potrebbe aggiungere qualche inclinazione della bussola verso i Nirvana (in "Brand new"), ma forse rischieremmo di prendere la strada sbagliata.

Mi sembra notevole negli Slumber l'attitudine pop a escogitare melodie sempre molto orecchiabili, la cura per la voce (dove spesso un cantato in inglese nei prodotti italiani mortifica il risultato) e la capacità di tenere un ritmo costantemente alto senza per questo risultare monotoni.
Ma quello che credo conti di più nella musica degli Slumber è che, pur non inventando nulla, riescono a divertire e a farti venire voglia di ballare come gli altri gruppi nominati sopra. Per questo mi sarebbe piaciuto davvero vederli dal vivo in una edizione normale ed "estesa" di Musica Nelle Valli. Never been a girl ti fa dire che questo è un gruppo da festival, da festa e da cassetta mista per l'estate.
Accontentiamoci per il momento della serata di Loser (ma si può ascoltare in replica tutta la settimana), dove sarà suonato per la prima volta anche il brano inedito realizzato per il terzo volume della compilation omonima curata da Andrea.
Sui tormentoni

Amo certi fine settimana a casa dai miei in campagna: si mangia come pachidermi, si beve molto meglio di quanto possa permettermi in città, niente internet né computer, un fiume di televisione.
Soprattutto, a Bologna mi mancano i video sul divano al pomeriggio (mi manca anche un divano), col telefono e la penna appoggiati in giro, e l'epoché husserliana che ne seguiva.
Domenica stavo cullandomi beato nel vuoto del dopopranzo di mtv, quando un suono mi ha fatto immediatamente pensare a un post di Emmebi, che tempo fa si interrogava sui tormentoni dell'estate alle porte.
La canzone era di Stylophonic, definito dai comunicati stampa niente meno che "il Norman Cook italiano". Il nuovo singolo pare sia costruito su un campione degli Chic, è balearico quanto basta, e fa tanto Stardust e Basement Jaxx: insomma, un colpo sicuro per la stagione delle vacanze.
Mi è anche venuto in mente che il promo di Soulreplay (b-side con remix di All seeing I) era nell'armadietto della radio già un paio di mesi fa. Io l'avevo ascoltato nemmeno trenta secondi, poi l'avevo ributtato nel mucchio.
Mi sono depresso. Ma come? Una volta ci prendevo sempre, già all'inizio di maggio ti avrei elencato i titoli con un sorriso...
Secondo me per riconoscere un tormentone dell'estate ci devi andare a sbattere per caso, con un video al pomeriggio o mentre cerchi le stazioni guidando in macchina. Il tormentone è questione d'istinto, non devi ragionarci troppo. E gli indie kids non ci sono più abituati.
Non ci credete?

Da oggi potete testare la vostra credibilità indiepop grazie al Test di Credibilità Indiepop messo a punto dalla dottoressa Shirley Braha (proclamata dal Village Voice "The Best D.I.Y. Go-Girl Under 21", battendo La Laura giusto per una manciata di mesi).
(link trovato sul nuovo aggiornamento di Indiepop.it)

Se siete già in "spiaggia mood" e sentite il bisogno di mettervi alla prova con ulteriori test, eccone altri ordinati per categoria e genere musicale (quello di Ridethefather, l'avevamo già segnalato).
Musica per rondini

Questo maggio avaro è passato e io non ho sentito l'odore dei tigli nemmeno una volta.
Sto ingrassando: troppi pranzi al monitor, troppe birrette in giro di notte per cavarsi almeno quella soddisfazione.
La pace è tra le sette e mezza e le nove di sera. Arrivo lì di corsa, apro la porta in cima alla torre, spalanco le finestre e c'è tutto questo cielo azzurro intorno pieno di rondini.
Io mi siedo sullo sgabello a guardarle e suono per loro le Aislers Set.

The Aislers SetAmy Linton è un architetto, Amy Linton ha messo a posto il garage e ha chiamato a suonare un po' di amici della scena indie di San Francisco, Amy Linton fa durare un "la-la-la-la" due strofe e ne vorresti ancora, Amy Linton clapping hands per Comet Gain, Amy Linton fa girare al contrario la storia della musica e adesso i Beach Boys vengono subito dopo il punk, mentre la Tamla/Motown si ispira agli Smiths e alle Talulah Gosh. Amy Linton piace ai Belle and Sebastian, ai Pastels e a Stephin Merritt, ma soprattutto, vi assicuro, Amy Linton piace alle rondini.

The last match volteggia, tira vento e la città di sotto si quieta per l'ultimo attimo di luce. Le rondini restano a giocare, ora che fa più fresco, e ridono con "Way to the market station", "One half laughin" e "Baloon song". Lo stormo poi si piega leggero alle malinconie di "Chicago New York", "Lonely side of town" o "The walk".
Questo cielo costellato fino alle colline di piccole ali nere che si rincorrono lascia senza fiato.

How I Learned to Write Backwards suona meglio quando fa un po' più buio: colpa di un'eccessiva confidenza con i riverberi à la Phil Spector, si dice in giro, e ogni tanto davvero si respira un'aria più spettrale.
Le rondini nere si confondono e si perdono verso ovest, sarà per il taglio più surreale di certi versi, o per certe melodie che scartano verso inattesi semitoni, o per le voci che a volte si sovrappongono senza far perdere una sensazione di generale fragilità.
Ma come ha scritto qualcuno, le Aislers Set fanno sembrare il loro garage una cattedrale illuminata dalle stelle.

Dopo i campanelli decisamente natalizi di "Catherine says" e "Sara's song", i coretti femminili sixties di "Languor in the balcony" e "Mission bells", e l'ironico pastiche smithsiano di "Train #2", le rondini svaniscono dal cielo, il sole è ormai sceso dietro San Petronio e io resto da solo davanti alla finestra aperta:

at the end of the day, the hours seem arbitrary
after whyskey, wine and apathy had their way
will these hand ever learn
...