domenica 31 luglio 2005

Un di$co per l'e$tate

Fare $oldi - 'One Nation Under A Grande Cassa'Finalmente tornano a farsi sentire i vincitori del Best Band Name Award, i friulani Fare $oldi, con un nuovo album che cita i Funkadelic nel titolo, ma che dentro mescola Bud Spencer con Fischerspooner e l'oratorio con i Phoenix. Un album capace di portarti in vacanza a Ibiza insieme ai Tortoise, di farti rimettere ai piedi le Kronos alte per giocare come Dalipagic e che sopra ogni cosa non ti fa mancare una generosa dose di glassa Daft Punk.

Mi si dice che One Nation Under A Grande Cassa è "il disco per l'estate" di casa Riot Maker, e io sono d'accordo.
Perché me lo vedo davvero questo Ragazzo del phuturo, lo stesso che poi sarà protagonista di Primi baffi (ideale b-side di Campo minato), entrare nel bar della spiaggia tenuto per mano dal nonno, e andare a comprarsi un Calippo ed è pomeriggio e alla radio c'è questa canzone veloce che ripete "tu sai le cose che non oso chiederti", ed è strana, però fo-orte, e allora lo prende una strana euforia non proprio da bambino, e intuisce che dietro un titolo come Big in JPG non si nasconde solo un arguto gioco di parole, ma un pezzo colorato dei suoi ricordi dell'estate. Per sempre.
E sorride.
Gimme fiction

Spoon - 'Gimme Fiction'- Oddio che bello che mi hai telefonato!
- Ma perché? Dove sei?
- Perché nessuno telefona più. Sono in macchina.
- Come nessuno ti telefona.
- Ti mandano tutti dei messaggi. E pensano che basti. Si sta vicini coi messaggi, secondo te?
- Non so, ma cos'è sta musica, a sto volume?
- Gli Spoon. L'ultimo. Comunque grazie che tu invece hai telefonato.
- Perché?
- Perché ne ho bisogno adesso. Con questa musica e a questo volume. Vorrei abbracciare qualcuno, davvero.
- Ma dove sei?
- Sto andando verso Bologna, ma facendo la strada che passa per Poggetto, arriva a Primo Maggio e poi lì imbocca la via del Trebbo. Praticamente, solo sentieri di campagna. Ci passo appena con la macchina e non c'è nessuno, solo il profumo verde dei frutteti e dei fienili. Non so se puoi capire.
- Sì sì, ti sento bene infatti.
- C'è il sole bassissimo sulla destra, è tutto arancione e azzurro, a righe, e c'è questa cosa che mi sorprende ogni volta.
- Cosa?
- No, i campi di granoturco sulla sinistra.
- Allora?
- Mi stupisce come adesso le piante sembrino così piccole e fitte. Da piccoli ci infilavamo in mezzo. Come facevamo? Erano così alte che ci nascondevamo, e potevamo correrci attraverso.
- Bello.
- Andavamo in mezzo e riuscivamo a stare in piedi tra una pianta e l'altra a toccarci.
- Ma chi?
- Ma chi capitava, eravamo bambini.
- Nudi?
- Sì, un po'. Perciò doveva esserci per forza più spazio, per stare in piedi e riuscire anche a togliersi la maglietta e i pantaloncini. Forse adesso i contadini piantano più fitto.
- Come minimo. Per impedire ai bambini di fare certe robe e diventare poi da grandi come te.
- Sì, forse. Che poi si cresce e ci si trova qui a ballare da soli in macchina ascoltando cose morbose come gli Spoon.
- Morbose, adesso. Non direi.
- No, ti dico io, puoi sentirle quasi tutte cantate da David Bowie.
- E Mick Jagger no?
- Anche quello farebbe un sacco morboso.
- Tutto Anni Settanta insomma.
- Sarà perché gli Spoon hanno il pianoforte.
- Ma non in tutte le canzoni.
- Sì, infatti il resto è anche abbastnza dEUS.
- Che però fanno meno morboso.
- Ma non so, sai.
- Tipo?
- Sister Jack, una bomba.
- Uguale a cosa?
- Ma figurati se mi ricordo il titolo.
- No, infatti. E la ballavi?
- Non mi tengo. Piego le spalle sul volante e scatto indietro battendo le mani, mi sbraccio di qua e di là.
- Lì che balli mentre guidi in mezzo alla campagna. Ti vedo proprio.
- Dio, guarda che luce che c'è, dura appena un altro attimo, che bello che mi hai telefonato adesso.
- Ti faccio una foto, I turn my camera on.
The girl distracted

Ricordate la fascinosa voce d'altri tempi dentro i dischi dei Saturday looks good to me? Appartiene a una garbata signorina del Michigan che risponde al nome di Kelly Jean Caldwell.
Scopro ora, grazie a Enver, che Kelly ha anche una carriera solista abbastanza avviata. Tutte le info e alcuni mp3 qui.

venerdì 29 luglio 2005

Me and the Nineties (part VII)
Going Underworld

Don DeLillo, 'Underworld'Uno dei (non numerosi) contributi sensati che ho provato a dare alla guida sulla musica italiana Anni 90, curata da Arturo Compagnoni e allegata a Rumore di luglio/agosto (sì, anche se il cognome sul frontespizio è sbagliato un pochino c'entro anch'io), è stato segnalare nella sezione "Cronologia" l'uscita nel 1997 di Underworld di Don DeLillo: senza mezzi termini, un libro fondamentale per comprendere i Novanta.

Eppure, chi ha letto le quasi 900 pagine di Underworld, sa che dei Novanta si parla abbastanza poco, almeno in termini di quantità. Molto più abbondanti sono le digressioni sul dopoguerra, per esempio, o su certi momenti cruciali dei decenni successivi. Nonostante ciò, resto convinto che Underworld faccia capire i Novanta meglio di molti altri libri tutti compresi in quel decennio.

Quello che il romanzo di DeLillo racconta degli ultimi anni del secolo scorso lo dice, in un certo senso, in controluce, ritagliandone il contorno da fuori e occupandosi apparentemente d'altro. E invece riesce a consegnarci un formidabile ritratto proprio di quello che i Novanta, come risultato o residuo, sono stati.

Ormai anche alle medie studiano Il Secolo breve e hanno imparato che il Novecento finisce con il crollo del Muro di Berlino. Da qualche tempo, da qualche altro crollo, però, abbiamo cominciato a intuire che qualcosa è cambiato, e in giro non vedi più tanti sorrisetti post moderni.
E allora i Novanta cominciano ad apparirti da qui come un'epoca laboratorio, incuneata fra due età diverse in cui, in un caso, era ben salda una Grande Paura ("the bomb, the bomb, the bomb that will bring us together"...), e un'altra in cui una Nuova si sta affermando (ditemi cosa pensate quando prendete la metropolitana oggi).

Come scrive Coupland in quella pagina che vado rileggendo da quando abbiamo aperto questo blog, all'inizio non era nemmeno chiaro se i Novanta avrebbero saputo esprimere "una loro atmosfera". Era una confusione che procedeva per tentativi. Perchè lì tutti i fili che DeLillo ha saputo distendere e dipanare per mezzo secolo si annodavano e si stringevano, qualcosa finiva e si arrestava mentre qualcos'altro cominciava e prendeva nuova forma e nuova velocità.
Inside of me a forest

Io fino all'ultimo speravo nell'happy end ma il video (diretto da Luca Lumaca) è molto bello lo stesso: è Inside of me a forest, degli adorabili Pecksniff.

Pecksniff - Inside of me a forest

Music for the critical masses

DJ Amarezza delle Black Candy ha aperto un nuovo blog, si chiama Il pieno a chinotto e documenterà l'uso (politico) della bicicletta nella terra dei motori, Modena.

"Ho 27 anni e non sono uno sportivo [...] Ho messo su questo blog per dimostrare che si può utilizzare la bicicletta ben più di quanto si creda, sia in città che per percorsi più lunghi, sui 20/40 km ed anche più, spero. [...] Parliamoci chiaro: io peso intorno al quintale e tuttora fumo un pacchetto di sigarette al giorno, non sono certo un santo, anzi. Ho cominciato a usare la bici quotidianamente perché non ne potevo più dell'inquinamento e del traffico; all'inizio avevo paura di stancarmi molto, specialmente al ritorno a casa dal lavoro e sinceramente non andavo pazzo dell'idea di allungare i tempi di spostamento (e quindi perdere tempo libero). Mi sono dovuto ricredere, e ne sono molto contento. Prima di tutto, non ho appestato l'aria per quanto mi è stato possibile; secondo, ho realizzato un fortissimo risparmio, da un pieno (50 euri circa) ogni due settimane, a uno al mese e anche meno, trovandomi un inedito bonus di 50 euri in tasca a mia disposizione e non dei petrolieri. Una gran soddisfazione! Inoltre ho scoperto che i tempi di percorrenza tra casa e lavoro non erano aumentati a dismisura..."

Fatevi un chinotto e provate a lasciare a casa la macchina anche voi come il nostro Amerezza.
Me and the Nineties (part VI)

"Non è la Rai, con il suo caos policentrico e l'inevitabile irruzione della noia e del viso fuori contesto, rimanda a certe repliche degli anni 70, dai programmi di Arbore e Boncompagni ai video di Gilles Deleuze su Fuori Orario": con inconfondibile stile, Spocchia analizza le repliche del famoso programma degli Anni Novanta che pare stiano andando in onda quest'estate.

giovedì 28 luglio 2005

My blog is better than yours

Johnny Benson's Adventure in the Blogosphere
A giudicare dal trailer, potrebbe essere il film dell'anno.
(thanks to Dave Kulp)

mercoledì 27 luglio 2005

Lupo in gabbia

Tralasciamo i giudizi sulla giustizia britannica: avevano quasi arrestato Patrick Wolf e se lo sono lasciato scappare.

Si scherza, eh, sappiamo bene che dalle nostre parti sono tutti grandi ammiratori del bell'inglesino. Comunque, da fonti attendibili si apprende che "il suo agente italiano, Luca della Locusta, ha pagato la cauzione ed il buon Patrick sarà a piede libero almeno fino al 3 agosto".
Quindi non vi perderete la data di domani all'Hana-bi di Marina di Ravenna, né quella di venerdì all'Ancona Indie Weekend.

Una ulteriore buona notizia è che prima e dopo il concerto di giovedì ci sarà a mettere i dischi Arturo Compagnoni, per quella che si annuncia come l'ennesima lunga e calda notte di festa sulla spiaggia.
Osservatorio Clap Your Hands Say Yeah (5)

- "Un-styled, simply produced and deserving of the hype": Filippo mi segnala che l'album dei Clap Your Hands Say Yeah è approdato sulle colonne di Billboard.

- La rubrica Independent Study di MSNBC.com si occupa della band newyorkese dal punto di vista delle possibili ripercussioni commerciali (mettete virgolette un po' dappertutto...)

- Sul sito della band sono comparsi i testi dei tre pezzi scaricabili. Io qui sotto vi ricopio quello della canzone che la prossima stagione sarebbe bello riempisse la pista del Covo e di ogni club che si rispetti. Intanto mi è arrivato il pacchetto da Insound, domani o dopodomani chiudo questo osservatorio, aspettando che dopo le vacanze escano i mensili.


THE SKIN OF MY YELLOW COUNTRY TEETH

Once - The dogs have quit their barking
"Son," - my neighbor said to me
"Know the emptiness of talking blue the same old sheep."
Run - I'll do no more this walking
Haunted by a past I just can't see anymore
Anymore

But let me tell you I never planned
to let go of the hand that has been
clinging by its thick country skin
to my yellow country teeth

Far - Far away from West Virginia
I - Will try on New York City
Explaining that the sky holds the
wind the sun rushes in and a child
with a shootgun can shoot down honeybees that sting
BUT THIS BOY COULD USE A LITTLE STING!

Who - Will get me to a party?
Who - Do I have yet to meet
You - You look a bit like coffe
and you taste a little like me
How - Can I keep from moving?
Now - I need a change of scenery
Just listen to me I won't pretend to
understand the movement of the wind
or the waves out in the ocean or how
like the hours I change softly slowly
plainly blindly oh me oh my!
Howl Howl, T-shirt!

Guardate The comeback, il nuovo video dei nostri amati svedesi Shout Out Louds, e prendete ispirazione per disegnare una t-shirt. Potreste vincere un iPod, vari gadget e, a quanto pare, dollari contanti.

martedì 26 luglio 2005

Se sapessi scrivere poesia

If I could write poetry - A tribute to Television PersonalitiesSe sapessi scrivere poesia vorrei farvi appannare gli occhi e saltare per la stanza cantando Where's Bill Grundy now?
Vorrei farvi sorridere mentre ascoltiamo If I could write poetry - A tribute to Television Personalities, e passiamo il pomeriggio a cercare notizie su adorabili band sconosciute e improbabili.

Questo disco nasce da un progetto talmente sconsiderato che non può che avere all'istante tutto il mio appassionato supporto: 10 album di cover dei TVP nei prossimi 10 anni. Duecento canzoni per dire a Dan Treacy e ai suoi Television Personalities quanto amiamo quello che hanno scritto, sin da quando nel 1978 cominciarono a cantare di quei Part time punks.

L'iniziativa si deve alla Beautiful Music, piccola etichetta con base a Ottawa, Canada. L'entusiasmo e la tenacia del promotore Wally Salem ha contagiato personaggi del calibro di Nikki Sudden (che ha scritto anche le note del cd) e Alan McGee (qui presente con gli storici Biff Bang Pow), ed entrambi hanno regalato piccole e rare perle alla raccolta.
Ma è molto divertente fare la conoscenza anche di nomi mai sentiti prima (almeno da me) come gli agguerriti Mandervilles o i leggerissimi Thanes. Ed è piacevole ritrovare anche vecchi amici come i Baskervilles o i Lovejoy, e soprattutto i nostri italiani Sixtynine & The Continuous People (sono convinto che da queste parti molti si siano avvicinati ai TVP proprio grazie a loro e alla loro memorabile apparizione bolognese).

Ascoltando queste canzoni viene da pensare che difficilmente arriverà un revival per Dan Treacy. I cicli delle mode musicali e il ritorno dei decenni sembra non toccare certe figure, e non c'entrano i maledetti o i perdenti, l'alcol o la droga. È soltanto l'amore per la musica pop, quella che non ha uno straccio di coolness e resta lontana dalle copertine, ma non perde il sorriso, che ti taglia proprio fuori.
Se sapessi scrivere poesia, lo farei. Oppure vi suonerei ancora le canzoni dei Television Personalities.

lunedì 25 luglio 2005

Campo minato

«è un campo minato, i dischi che ascolti, i libri che leggi, a volte i film che guardi, spesso penso di aver già ascoltato tutte le frasi leggere che anche oggi hai preparato, arriverà anche per noi il momento di uscire la sera, perdendo tempo, provando i vestiti davanti allo specchio, tu scegli i dischi, li canti alle volte, davanti allo specchio mi fissi, probabilmente anche stasera usciremo sbattendo la porta. È un campo minato, due passi in avanti e un piede indietro, è un campo minato, se solo sapessi camminare sulle punte. I tuoi discorsi uguali che dovrò concludere io, intento a schivare vecchie mine seppellite, smentirci, sorprenderci, stupirci, quante partite giochiamo prima di accorgerci che ogni volta che si cade è farsi male in modo nuovo. Che faremo quando finiranno i vestiti nuovi? Gli abbinamenti che fai, quando li provi?»

Amari, Campo minato
from the forthcoming album "Grand Master Mogol"

(cacchio, anche gli Amari hanno aperto un MySpace)
Clap your hands say Ikea

Lekman

Ormai LEKMAN te lo ritrovi pure all'Ikea.
(Una preziosa segnalazione da Mondo Oltro)
Polaroids from the web
Un titolo citazionista per un po' di letture domenicali

- Grazie a Um Anuvem recupero un lungo articolo di qualche settimana su Pitchfork (ci voleva proprio una domenica sera per leggerselo con calma): "The Lost Generation: how UK post-rock fell in love with the moon, and a bunch of bands nobody listened to defined the 1990s".

- Ancora su Pitchfork: la webzine ha curato l'edizione di quest'anno del festival Intonation di Chicago. Sul Village Voice c'è una divertente (e del tutto fuorviante) breve recensione, dove si riflette sui "live rock&roll cliches".

- Sempre dal Village, questo è interessante: "How visa procedures have blocked European musicians from the U.S. since 9-11".

- E a proposito di live visti di recente: a Valido è apparso Brian Wilson (e sono felice di poter confermare ogni sua parola), mentre a MaxCar sono toccati i Television (ed è triste aggiungere purtroppo).

- Un bell'articolo di Emmebi su come iPod, chiavette usb, fotocamere digitali, blog, gMail e supporti di memoria esterna di ogni tipo stiano cambiando la nostra vita. Piccola considerazione personale: sarà perché mi circondo di tutte queste cose che non ricordo mai niente?

- Adesso che iTunes consiglia di scaricarsi perfino il podcast di Loser, mi dovete finalmente spiegare cos'è questo dannato podcast (e se per caso noi lo stavamo facendo da anni senza rendercene conto).

- È uscito il secondo numero di Vice Magazine Italia. Meglio del precedente, però non so, forse certe cose suonano meglio in inglese. Per esempio, "se non sei passata per la fase troia, resti alle superiori per tutta la vita" fa così tenerezza. E poi ci sono ancora svatiati svarioni di traduzione. Aumentano comunque i contributi della redazione locale (tra cui spicca la firma di Fabio Battistetti).

- È da dieci minuti che non partecipate a una discussione su quale significato ha oggi la parola "indie"? Correte su Coolfer!

- Se già non ce l'avete, fatevi un favore e scaricate:

C86

venerdì 22 luglio 2005

Ancona Indie Weekend update

La notizia che non ci voleva: è saltata l'unica data italiana di Scott Kannberg, ovvero Spiral Stairs, ex chitarrista di Pavement, prevista sabato prossimo all'interno della due giorni anconetana. Non sono state comunicate motivazioni ufficiali.
Al suo posto c'è Adam Franklin, fondatore di Swervedriver nei Novanta e membro di Toshack Highway e Sophia.
Notizia leggermente migliore invece sul fronte offerte per i biglietti: chiunque si presenti con un abbonamento per il festival Frequenze Disturbate (in programma a Urbino il weekend successivo) avrà diritto a un ingresso omaggio per una serata dell'Ancona Indie Weekend a propria scelta.

Questo quindi il programma definitivo del prossimo weekend alla Mole Vanvitelliana:

VENERDI' 29 LUGLIO - ore 19, presso l´Area LAZZABARETTO Aperitivo con Enrico Brizzi + Frida X (Reading concerto del romanzo Nessuno Lo Saprà).
Dalle ore 21, presso l´Area CANALONE concerti di PATRICK WOLF (da Londra, Tomlab Records) YUPPIE FLU (da Ancona, Homesleep Records) TARWATER (da Berlino, Morr Music, unica data italiana dell'estate).
Dopo i concerti presso l´area LAZZABARETTO djset a cura di Stereoclub djs (indie soul garage sixties electro).

SABATO 30 LUGLIO - Alle ore 19, presso l´Area LAZZABARETTO Aperitivo con Emidio Clementi (reading sonorizzato del romanzo L'Ultimo Dio).
Dalle ore 21, presso l´Area CANALONE concerti di ADAM FRANKLIN (da Londra, unica data solista italiana), GIARDINI DI MIRO´ (da Cavriago, Homesleep Records, unica data estiva del 2005) ARAB STRAP (da Glasgow, Chemikal Underground, unica data italiana del 2005).
Dopo i concerti presso l´area LAZZABARETTO djset a cura del Covo Club (total rock'n'roll classic and new indie).

L'ingresso di ogni singola serata è di 12 euro. Sarà possibile acquistare abbonamenti per entrambe le serate a 20 euro. Non ci sarà prevendita.
Come detto, chi avrà già un abbonamento per Frequenze Disturbate potrà scegliere un ingresso omaggio per una delle due serate dell'Ancona Indie Weekend.
Osservatorio Clap Your Hands Say Yeah (4)

- "I was very unaware of Pitchfork. I'm not sure I had been to the site before. Apparently their opinion holds weight in some circles": su Free Williamsburg, una lunga e dettagliata intervista ad Alec Ounsworth, cantante e compositore dei Clap Your Hands Say Yeah.

- "Just as long as I can keep my mom happy I think everything will be all right": un'altra intervista (più sbrigativa) con Alec Ounsworth su Radar.

- "There's usual a critical backlash when the cool kids stick their necks out too far and later regret it when nobody can figure out a year later why everyone thought it was so good": un bell'intervento di un lettore (firmato Joe B.) a proposito delle reazioni di critica e publico tra i commenti di Metacritic.

- Un bel set di foto del concerto del 20 luglio (con la tracklist che sembra una poesia) al Southpaw di Brooklyn.

- Quello show, dopo il quale mettevano i dischi Miss Modern Age e Ultragrrrl, ha suscitato alcune reazioni non troppo positive (è risaputo che i CYHSY dal vivo sono ancora piuttosto carenti, o quanto meno non all'altezza dell'hype) e qualcuno ha aperto un blog anonimo con gli abituali toni da troll: tutto il mondo è paese.

giovedì 21 luglio 2005

Summertime?

Pale Sunday - Summertime?L'album di debutto dei brasiliani Pale Sunday sta tutto lì, in quello spazio tra la parola "estate" e un punto interrogativo.
Dentro Summertime? ci sono dieci canzoni per poco meno di mezz'ora, tempo a sufficienza per innamorarsi, prendersi una piccola vacanza twee, e decidere che forse l'estate non c'entra nemmeno.
E dentro ogni canzone c'è una ragazza, potrebbe quasi essere la stessa, un po' Twiggy e un po' punk, che cammina sotto la pioggia, che fa venire voglia di ballare e scrivere versi talmente semplici, ingenui e sorridenti da sembrare incapaci di prendersi davvero sul serio:

Mary I know I'm not romantic
and I like all the songs you hate
but tonight I promise it will be perfect
look, I'm wearing a Pastels badge


Avevamo conosciuto il trio di Jardinopolis con la cover tutta bossanova di I know it's over, andando poi a recuperare l'ep precedente (già a suo tempo passato in radio dai ragazzi di Glamorama), ma questo album supera le nostre aspettative.
Certo, nessuna pretesa di considerare Summertime? più di quello che è, ovvero una collezione di brillanti miniature indiepop, però a volte non si può proprio fare a meno di andare a cercarsi un poco di spazio tra l'estate e un punto interrogativo.

mercoledì 20 luglio 2005

Ubiquità in saldo

Vai a un centinaio di concerti l'anno. Quei quattro o cinque che perdi, è opinione corrente, sono i più memorabili che l'essere umano abbia mai potuto vedere da quando esiste la vita sul pianeta.
Stasera salto i Liars più Asia Argento dj set @ Hana-bi, così vi divertirete un finimondo. Portate almento la digitale per eventuali nipples flashing.
Seguono alcuni altri appuntamenti di valore in calendario questa settimana.

Questa sera per chi rimane in città la scelta è fra la musica in bilico tra post rock e jazz dei Caboto a Scandellara, oppure la bella voce del cantautore Marco Parente al Chiostro di S.Cristina, a chiudere la rassegna Julive. Entrambi i concerti sono gratuiti.

Domani 21 luglio Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò si cimenterà in un dj set + laptop set al Sesto Senso (Via Petroni 9/C). Insistenti voci assicurano che proporrà anche in anteprima il nuovo 12" dei GdM (una cui b-side è il remix di Swimming season curato dagli Hood). Si parte alle 18.30 con aperitivo in happy hour e si prosegue fino alle 23.

Nella stessa location e con gli stessi orari, il giorno dopo arrivano i torinesi Disco Drive, a Bologna per girare il primo videoclip estratto da What's wrong with you people, e metteranno dischi "all'insegna dell'eclettismo e dell'ibridazione". Poco prima, tra le 16 e le 17 saranno anche ospiti a Radio Città del Capo.
Sabato sera poi i Disco Drive saranno a Vicolo Bolognetti per un concerto gratuito.

Sempre al Vicolo, nella serata di venerdì 22 tornano i Juniper Band.
Contemporaneamente, in provincia di PaVma, parte il Medesano Indie Rock Festival, che nell'arco di due giorni vedrà alternarsi sul palco Red Worms' Farm, Bob Corn, Settlefish, Fine Before You Came, Glass House e Isabel At Sunset.

Venerdì 22 è anche la data del secondo Bombanella Festival organizzato da Davide Cristiani (Franklin Delano) e dal Bombanella Studio. In cartellone quest'anno: Milaus, Three in one gentleman suit, Tua Dorna, Settlefish (da confermare) Father Murphy e appunto Franklin Delano.

Sabato 23, sul palco del Ca.Cu.Bo. (Via Santa Caterina di Quarto 50), a partire dalle 22.30 saliranno i paladini indierock bolognesi Mersenne. In apertura Flyndolly, indiepop da Piacenza.

Infine, quella sera, fuori città avrà luogo anche una festa il cui tema pare sia "PORTATE CON VOI QUALCOSA DA BERE, DAVVERO! (sennò è un casino)", e dove il sottoscritto avrà l'onore di mettere un po' di dischi assieme a Dj Amarezza delle Black Candy.
Eccovi le necessarie info: il posto è a Casalecchio Dei Conti (NO Casalecchio di Reno, mi raccomando!), prendete la Via Emilia verso est, superate S.Lazzaro e Ozzano, poi in località Osteria Grande, all'altezza del Gas Auto IES girate a destra. Qui proseguite ancora per 3 chilometri. A un certo punto sulla sinistra dovreste vedere una specie di muro medievale merlato, prendete la piccola salita di sinistra e siete arrivati! Info-line (manco fosse un rave) 333-6963918 / 339-3475216.
Definitely.

uspdate: e domenica sera si ricomincia, all'Hana-bi happy hour con arrosticini (for free!) e un sacco di gente a mettere musica tra cui, ci piace segnalarlo, anche il nostro Arturo Compagnoni.

domenica 17 luglio 2005

sabato 16 luglio 2005

Di cosa parliamo quando parlo da solo

Lunedì finirò gli avanzi, qui sono le due del pomeriggio di un sabato di mezzo luglio, si sciolgono i poster dalle pareti, e le voci intorno sono quelle di Isoradio, viaggiare informati informa di nove chilometri di coda alla dogana di Brogeda, si affollano luoghi fantastici come la Via Pontina, il raccordo tra Sicignano e Potenza, poi c'è Sfiorivano le viole di Rino Gaetano che qui, in questo momento esploso ed immobile, è una cosa capace di scavarmi dentro una solitudine che quasi non ce la faccio, mentre io aspettavo teeeee, e mi torna alla mente come uno schiaffo il ricordo di un rumore di onde sentito da lontano, ero da solo anche quella volta, e tuuuuu prendevi la mia mano, a quel punto mi allungo a cambiare stazione, e c'è la voce di Emidio Clementi che legge un racconto, lì, sempre alla radio, dice che spesso per scrivere resta steso sul divano e allora la sua ragazza gli chiede di fare la lavatrice, e anche io sono steso sul divano, il profumo del melone troppo maturo ancora tra le dita, non scrivo e non ho una lavatrice, non mi muovo mentre cade un altro poster, fuori è tutto così illuminato che riesco quasi a vedere attraverso le tapparelle abbassate, attraverso i palazzi di fronte, oltre i Giardini Margherita, oltre le gelaterie, i benzinai, le edicole chiuse, fino alle spiagge, fino alle spiagge, fino alle spiagge.

venerdì 15 luglio 2005

Osservatorio Clap Your Hands Say Yeah (3)

- In una conversazione con il cantante dei Clap Your Hands Say Yeah Alec Ounsworth, Pitchfork ci informa che l'album di debutto, andato ben presto esaurito nelle scorse settimane, è di nuovo in stock. Gli ansiosi acquirenti come il sottoscritto erano però già stati avvertiti da un paio di giorni, grazie a una provvidenziale e-mail di Insound. Tra l'altro il disco è ora disponibile, allo stesso prezzo, anche su Other Music.

- Sono state annunciate diverse nuove date di concerti, ma per ora niente Europa. Particolare divertente per me: la band sarà in tour con i National, quasi a riprodurre dal vivo la mia C90 del momento.

- Filippo (thanks!) mi fa notare che, a mano a mano che il gruppo conquista fama e onori, emergono particolari delle attività laterali dei cinque membri della band newyorkese. Per esempio, Alec Ounsworth scrive musica anche a suo nome, e la potete ascoltare sul suo sito (c'è anche una versione demo di Details of the war). Invece Sean Greenhalgh "interpreta" addirittura Axl Rose in una cover band dei Guns'n'Roses!

- E inevitabilmente, a mano a mano che il gruppo conquista fama e onori, c'è anche chi dubita di tutta questa rapidità, li trova piuttosto antipatici e immeritato tutto questo parlare di loro. Tra questi, Jason di One Louder NYC e collaboratore di Coolfer, Tuning Fork, molti rancorosi commentatori più o meno anonimi su Brooklyn Vegan e, il più originale, Clap Your Hands Say No (accendete le casse).
Polaroids from the web
(un titolo citazionista per il solito post a punti)

- Un lungo ma interessante articolo di Jason Cherkis sul Washington City Paper sostiene con toni piuttosto duri che gente come Nick Hornby, Rick Moody e Dave Eggers hanno dato il colpo di grazia alla critica musicale sulla carta stampata (dove le recensioni di dischi ormai non superano le 75 parole). "The future of rock criticism may indeed be online" e cita il caso Pitchfork e la sua capacità di influenzare il (piccolo) mercato.

- Per il pomeriggio del 7 agosto, a Urbino, in occasione del festival Frequenze Disturbate, EnzoP, aka Il Cielo Su Torino, aka Milaus, sta organizzando una partita a calcetto Splinder VS resto dei blogger.

- Valido è andato a vedere "Peter Murphy, indimenticato leader dei mitici Bauhaus"...

- E questo link è un regalo a Valido: Steven Seagal mp3.

- S'è maritato Sondre Lerche con la tipa che c'era nel suo video.

- Enver punta la mia attenzione sugli svedesi Orchestra Real (nome preso a prestito da un brando di Grandaddy), di cui aveva già scritto su indiepop.it, ed è davvero un'ottima segnalazione. Nella sezione audio del loro sito si può scaricare il primo demo.

- A proposito di indiepop.it, è on line l'ultimo imperdibile aggiornamento double-size prima della pausa estiva.

- Dopo le Pipettes, dopo le Brunettes, ladies and gentlemen, ecco a voi i Tralala, band di NYC dalla line up di tutto rispetto: «current and former Other Music record store clerks, industry people, the guy from that band The Hong Kong, and tight/fit female voxxers who, in the words of fellow singer Stella, aren't "too fussy, too vocal-y, or too terribly talented"». Un eloquente mp3 qui.

- In 1997, Britpop was going to eclipse the Beatles, and the Prime Minister was king. What happened?

- Ho aggiornato l'archivio delle puntate fino all'ultima della stagione. Sarà stato un lapsus, ma alla fine mi sono dimenticato di dare appuntamento a settembre.

domenica 10 luglio 2005

Sixteen and pretty

Ricordo alla nutrita fanbase dei Lucksmiths, qualora la suddetta si sia rotta in bocca di ascoltare Warmer corners, il che significa che sapete a memoria la storia della ragazza di Kansas city, e che avete ascoltato almeno mille volte Music next door e siete un po' in quella fase non posso metterlo su ancora perché bóna, ma allo stesso tempo non potete farne a meno, ricordo, di nuovo, che potete ricorrere a Math And Physics Club, se proprio state a rota.
Fatevi una bella tisana, accendete una paglia alla finestra, e suonate Weekends away. Oh god only knows... Tenete inoltre presente che durerà poco, perchè è un ep, ma, tranquilli, a giorni esce il nuovo.

sabato 9 luglio 2005

Bolognetti 4x4
(un paio di mail fra scenester wannabe)

hello,
a proposito della telefonata di ieri e di come chiamare la serata in cui metteremo i dischi, domenica a Vicolo Bolognetti, non è che ci abbia pensato molto o che mi sia venuto in mente qualcosa di particolarmente geniale, però, tenendo conto che proporrei di escludere dal nome della serata la parola blog e la parola indie (controproducenti dal punto di vista marketing, e poi che noia) stavo girando intorno a:
1. cercherei di infilare Bolognetti nel nome (così, per caratterizzare serata e posto)
2. aperitivo ballabile (orario lungo)
3. quattro e quattr'otto oppure quattro meno meno? scontati sì, ma li preferisco a 4 Many Djs (calembour già usato)
4. a questo punto scatta "quattro per quattro" (ah ah, mi viene subito in mente un logo con la macchinina colorata chiamata Bolognetti 4X4)
5. 4 per 4 potrebbe anche essere la dimensione del cortiletto di Bolognetti
6. direi niente fantastici quattro
7. l'espressione "siamo sempre i soliti quattro gatti" ma con un sinonimo di gatti
8. a questo punto ti metto anche "eravamo quattro amici al bar"
Ora basta sparare cazzate, dimmene un po' tu :-)

> posso copiaincollare (con minimo editing)
> la tua mail e farci un post?
> Così problema segnalazione risolto...

Le coordinate:
Quando - Domenica 10 Luglio dalle 20 alle 2.
Dove - Vicolo Bolognetti, Cortile del Pozzetto, Bologna.
Chi - il sottoscritto, MarinaP, Inkiostro e Arturo.
Cosa - Aperitivo molto danzante.

Quando mai vi ricapita? Siateci.
Lasciate un messaggio in segreteria

Mi dispiace non aver potuto avvertire prima che l'ultima puntata in radio sarebbe saltata. Sono giorni un po' strappati e difficili per tanti motivi e ieri sera non me la sentivo proprio di andare lì a mettere dei dischi. Ringrazio Nevio che ha tempestivamente coperto la diretta.
Se sarà possibile con il calendario del network si recupera lunedì 11, sempre alle nove, per salutarci come si deve, altrimenti vedo di mettere on line una puntata speciale solo per il web.
Mi scuso anche con tutte le persone che mi hanno scritto questa settimana e a cui non ho ancora risposto. Sto arrivando.

mercoledì 6 luglio 2005

Polaroids from the Web

- È cominciata venerdì scorso con Elliot Murphy l'edizione 2005 di Strade Blu - Percorsi nel Folk contemporaneo, rassegna che si svolgerà in vari luoghi della Romagna e della Riviera e che vede in cartellone nomi del calibro di Hugo Race, M Ward (unica data italiana), Devendra Banhart, Friends of Dean Martinez, Bonnie Prince Billy, Howe Gelb, John Parish e Marc Ribot.

- Sì, è vero, ho scritto che quella di M Ward è l'unica data italiana. Però mi consigliano comunque di non fare tardi al concerto di sabato delle Cocorosie a Bologna...

- "Loro giocano forte": Maxcar sui New Order live a Torino.

- "Living out my dream probably won't calm me down": Eddie Argos degli Art Brut dice il vero a Pitchfork.

- Non state tutto il tempo sui blog, trovatevi un hobby, datevi al fai da te, costruitevi un iPod di legno.

- "Il linguaggio è ancora un virus": Fidelio racconta Laurie Anderson in Piazza Santo Stefano a Bologna.

- I Flaming Lips hanno pubblicato il mese scorso Fearless Freak, un dvd con un documentario sulla loro carriera (proiettato anche in alcune sale cinematografiche americane). Qui trovate il bootleg bonus cd (con tanto di artwork in pdf).

- Andando a zonzo per la Rete vedo una certa eccitazione per: 1) l'uscita dell'album di Sufjan Stevens rimandata per problemi di copyright con la copertina; 2) una valanga di mp3 del Live8 dopo che si era detto che i concerti facevano cagare; 3) mille classifiche dei dischi di metà anno (!?). Sono abbastanza confuso.

- Mi confondo ancora di più ascoltando questo inquietante mash-up: Green Day vs. Oasis vs. Travis vs. Eminem, Boulevard of Broken Songs, in cui tutto si mostra per quel che è.

- Infine, segnalo con dispiacere che Diario di Bordo (ripassate la storia dei blog in Italia) è in "animazione sospesa".


ps: venerdì 8 luglio ultima puntata di polaroid alla radio.
La prova su strada

The National - 'Alligator'In questi giorni, mio malgrado, devo passare molto tempo in auto. Mi sono fatto una cassetta come ai vecchi tempi.
È estate, devo guidare, andare per le strade basse della pianura, e mi sono fatto una cassetta che mi faccia compagnia.
Come altre cassette, altre estati, in una macchina diversa, lungo le stesse strade.

Su un lato ho messo Alligator dei The National, restano fuori due minuti ma non importa. Quando finisce io riavvolgo sempre e la voce profonda di Matt Berninger ricomincia da Secret Meeting, una canzone che (so di dire un'eresia) continuo a immaginare cantata dai Modest Mouse. Mi succede anche in altri passaggi di questo disco, Abel per esempio, o Friend Of Mine.
Il resto è cromato rock americano, innamorato del folk e della provincia, che riesce a suonare americano e carveriano anche quando ricorda da vicino certi Arab Strap.
È la voce di un "medium-sized American heart", rotto da amori e sbagli e tenuto insieme dall'alcol.
Una voce che può pretendere "Karen, put me in a chair, fuck me and make me a drink".
Una voce che può reclamare "all the wine is all for me" e i cui racconti, nella migliore delle ipotesi, vanno a finire che "I pull off your jeans, and you spill jack and coke in my collar".
Perché, in fondo, quello che sta dicendo è che "I wouldn't go out alone into America", ed è una cosa che posso capire anch'io lungo queste strade.


(I National sono in concerto questa sera all'Hana-Bi, sulla spiaggia di Marina di Ravenna, proprio mentre a Bologna si esibiscono i Piano Magic e a Ferrara ci sono i Kraftwerk: dove si va?)

lunedì 4 luglio 2005

The rat with the hat and a crocodile

Quando ero bionda giocavo a tennis al Mare e Pineta, in estate. Sono passati quasi vent'anni e non so bene se il Mare e Pineta sia ancora così come una volta, con l'obbligo del bianco e tutte quelle siepi verdi a separare i campi. Milano Marittima è diversa adesso e al posto della mia casa c'è un grazioso condominio di otto mini appartamenti e quindi può darsi che la gente vada a giocare a tennis coi vestiti colorati o con il costume da bagno. Non mi ricordo se ero felice quando giocavo con le altre bambine bionde figlie degli amici di Bologna dei miei, eravamo tutte bravine e mio papà giocava bene e mia mamma era abbronzata e sorridevamo tutti molto, ma mi ricordo che era tutto molto bianco, molto verde, e che andando a scuola dalle suore non avevo proprio un'idea di niente. E poi mi ricordo che avevamo tutti delle lacoste bianche. Non è colpa mia se ero ricca da bambina, e adesso, che le mie finanze sono una mia responsabilità sono meravigliosamente povera e felice. E poi in appartamento ci siamo messi a guardare il tennis questo fine settimana, e la gente andava e veniva o si addormentava perchè non capiva il tennis e poi dovevamo decidere per chi tenere e io non seguo il tennis da un bel po' e poi c'erano lattine e vetri di vino e un sacchetto di Hungry Jack's sulla moquette beige e tutti questi mobili pieni di polvere e di centrini e di cestini di vimini con le penne che non funzionano e io ho gli stessi pantaloni da tuta verde bottiglia rifiniti in ciniglia con la scritta tigerlily sulle chiappe da mesi, e la ponytail, e me ne sto rannicchiata su un divano anni settanta enorme con la tappezzeria ruvida e beige come la carta vetrata e mangio la cioccolata al caramello cadbury che qualcuno mi ha regalato. E quindi dobbiamo scegliere per chi tenere alla finale degli uomini e io sono molto tipo per Roddick, e gli altri sono molto tipo ma è uno yankee, con la faccia da topo e il cappello. E una lacoste bianca però (e come si fa a tenere per Federer, cioè non è un tantino inutile?). C'è qualcosa di più elegante di una lacoste bianca? Maybe, verrebbe da dire, giocare la finale di Wimbledon con una lacoste bianca, e perdere e magari non leversi il cappello quando premiati, perchè si è troppo giovani per capire che bisogna levarsi il cappello ogni tanto (anche se lacoste). E comunque credo di essermi un po' innamorata dello yankee con la lacoste anche se è una frana a rete. Ma avete visto il rovescio? E ancora aggiustarsi la maglia che finisce sempre troppo indietro? O vedere la pancia o la schiena al servizio? Non ero più stata così innamorata dai tempi di Ivanisevic. Bello. Davvero.

domenica 3 luglio 2005

Polaroids from the web

- Ieri non potevo stare davanti a una tivù o a un pc per guardare il Live8. Recupero oggi leggendo cronache e commenti di: Fabio De Luca, Mr. Loser, Emmebi, Shoegazer (resuscitato!), Desperate Youth, Non è niente (con mp3!), Mondo Oltro...

- Fa la sua comparsa in rete un secondo fansite dedicato a Jens Lekman: questo si chiama Maple Leaves e sembra partito bene.
Intanto su If you ever need a stranger è scomparso l'mp3 di Clap your hands, un vecchio inedito di Lekman che avevo anche passato in radio. Ve lo rimetto qui, la vostra estate ne trarrà giovamento.

- The White Stripes live al Festival di Glastonbury 2005.

- "The confessions of a swedish-rock groupie".

- Pare che in realtà il video realizzato per Over and over again (lost & found) dei Clap Your Hands Say Yeah non fosse stato né richiesto né approvato dal gruppo, piuttosto attento alla propria immagine, e che ora circoli in rete senza autorizzazione.
Intanto l'album di debutto della band newyorkese,pur essendo autoprodotto, è finito su Metacritic (al momento con un punteggio di 91).

- Un intero documentario sulla storia degli Shout Out Louds! (in streaming).

- The Arcade Fire, Us Kids Know ep (ristampa del primo ep uscito nel 2003).

- Si chiamerà Super extra gravity e sarà il prossimo album dei Cardigans. Data di uscita prevista: il 17 ottobre. Il titolo del primo singolo sarà I need some fine wine and you, you need to be nicer.

- Ogni tanto questa canzone devo ripassarla. Questa volta in una versione particolare: Ballboy insieme a Laura Cantrell, I Lost You But I Found Country Music (Peel Session).

- The Je Ne Sais Quoi live al Debaser di Stoccolma il 18 giugno scorso (il filmato dell'intero concerto, 260 mega in bittorrent).

- Dagli Unicorns sono nati gli Islands.

venerdì 1 luglio 2005

Me and the Nineties (part V)

A volte ho la sensazione che continuare a leggere Rumore sia un po' come tifare Bologna.