lunedì 31 luglio 2006

AWOO! Arrivano gli Hidden Cameras!

 The Hidden Cameras - 'AWOO' La buona notizia per cominciare alla grande la settimana è quella delle tre date (in attesa di conferma) che a fine ottobre gli Hidden Cameras faranno per la prima volta in Italia. E il concerto inaugurale dovrebbe essere proprio qui a Bologna, il 30/10 al festival Gender Bender.

Gli Hidden Cameras verranno a presentare il nuovo Awoo, il loro terzo album, in uscita per Rough Trade e Arts&Crafts tra agosto e settembre.
Devo ammettere che all'inizio Awoo aveva lasciato spiazzato anche un fan innamorato perso come il sottoscritto, ma a poco a poco Joel Gibb e compagni mi hanno conquistato ancora una volta.
È cambiato qualcosa nella direzione degli Hidden Cameras: la tensione tra inni per sacrestie licenziose e colonne sonore da film western, che si risolveva in una incontenibile gioia del corpo, dentro Awoo si è in qualche modo ammorbidita (con un netto prevalere delle seconde). E questo proprio quando Gibb dichiara di aver voluto realizzare un album più rock, sottraendo alcuni pilastri al tradizionale "muro del suono" degli Hidden Cameras, come arpe, fiati e cori.
Death Of A Tune, la liberatoria She's Gone e la sfrenata Lollipop sono già tra le cose migliori che il collettivo canadese abbia mai suonato. Ma a brani più toccanti (Fee Fie o Follow These Eyes) sembra mancare quella luce che mi dava i brividi nei primi due album. Altrove invece la magia si ripete, come in Wandering, un abbraccio che trabocca di ritrovata felicità.
Nella title track, nella conclusiva The Waning Moon, o in Learning The Lie (con un attacco davvero velvetiano) prende il sopravvento il gusto per la filastrocca alla Beach Boys, in una versione se possibile ancora più intellettuale.
Insomma, sembra che dalla scostumata euforia degli inizi gli Hidden Cameras siano maturati a una invidiabile condizione di serenità. Non vedo l'ora che ne portino un po' anche dalle nostre parti, il prossimo 30 ottobre.

>> mp3: Death Of A Tune
>> video: Awoo

giovedì 27 luglio 2006

Affittasi Ubiquità
Ma non dovevamo vederci più? edition

Non so dalle vostre parti, ma qui sono sere in cui è più facile stipulare un mutuo che prendere sonno. Tanto vale uscire, camminare e perdere tempo. Questa città di notte, d'estate, soprattutto via dal centro, sa regalare ancora qualche momento Ecce Bombo fuori dal tempo. Compaiono baracchine degli Anni Settanta, tavoli improvvisati sopra casse dell'aranciata San Pellegrino, seggiole di un bar sulla spiaggia, e a me bastano due birre per addormentarmi contento come un bambino.
I prossimi giorni però riservano anche ben altri appuntamenti.

Questa sera al Chiostro di S.Cristina, per la rassegna Julive ci sono i Baustelle. Il concerto è gratuito ma bisogna ritirare gli inviti presso l'Estragon Shop (Via Zamboni 53/c) oppure all'Emporio della Cultura in Piazza Maggiore. Gira voce che sia già sold out, ma il programma ufficiale non ne dà ancora notizia.
In alternativa, al Parco di via dello Scalo ci sono i New Hyronja con il loro progetto "Old", mentre a Vicolo Bolognetti, nel Cortile del Pozzo, c'è la rassegna di science fiction italiana con Hypnos - Follia di un massacro (Paolo Bianchini, 1968).
Per chi va in Rivera a prendere il fresco, all'Hana-bi di Marina di Ravenna c'è il garage rock'n'roll del duo Mojomatics. Poco distante, al Boca Barranca di Marina Romea il folk rock dei Ronin e al Loco Squad di Milano Marittima il rock acustico di Lu Silver degli Small Jackets in versione due chitarre e voci.

Domani l'appuntamento principe qui in città è il gran finale della rassegna Nuove Pulse Metropolitane, a Villa Serena. Sul palco il punk abrasivo degli Altro, preceduti dai Same Old Song, il nuovo progetto lo-fi punk di Fabrizio dei Sumo e la Mara delle Black Candy.
Alternative: Diamanda Galas (annullato) Amalia Grè in Piazza S.Stefano con uno spettacolo intitolato Guilty guilty guilty per voce e pianoforte, e Nelson Machado insieme al No Name Trio nel Cortile d'Onore di Palazzo D'Accursio. Segnalo che tutti questi eventi sono gratuiti.

Chi esce dalla città ha solo l'imbarazzo della scelta.
Al Parco di Monte Sole salgono in concerto Paolo Benvegnù e Cesare Basile.
A Medesano (Parma) prende il via la settima edizione del Medesano Indie-Rock Festival, una due giorni con Death Of Anna Karina, Rosolina Mar, Comaneci, Satellite Inn e altri.
Un po' più a nord, a Bergantino (Ro), parte anche il Festival Grande Gru. Questa l'intrigante presentazione ufficiale: "nella cornice del Parco Ballottara, completamente immerso nell'ambiente bucolico e contadino, con echi di festa dell'Unità e di Emilia Paranoica, un festival che promette relax, ambiente amichevole, lambrusco e spritz, ma soprattutto buona musica". In scaletta Super Elastic Bubble Plastic, Perturbazione, Mojomatics, Bikini the Cat, Amycambe e Devocka. Ingresso gratuito e possibilità di campeggio.

Per sabato 29, correggetemi se sbaglio, ma in agenda non c'è nulla?
Il weekend si conclude domenica all'Hana-bi per i Perturbazione in concerto con lo special guest Manuel Agnelli e a seguire Arturo Compagnoni e mettere i dischi, oppure in alternativa qui in città con Gilberto Gil gratis in Piazza Maggiore.
Se dimentico qualcosa segnalate pure con garbo nei commenti. Ci si vede, sudando, a banco.


(ps: ne riparleremo più avanti, ma è già on line il sito del Pop-Gradara Festival. Se non capite nulla è merito di Gecco. Magari qui trovate un comunicato un po' più comprensibile...)

mercoledì 26 luglio 2006

Endless Amari summer


Tiro alla fune @ Villa Serena (Bologna, 21 luglio 2006)


Le campanelle!


(e intanto qualcuno odia...)
Polaroids From The Web
And we don't care about the young folks...

- "These are bitter times indeed" scrivono i Concretes sul loro sito. La band di Stoccolma perde infatti la cantante e fondatrice Victoria Bergsman (si capiscono ora quei musi lunghi nell'ultimo video). La webzine It's A Trap! ha addirittura commentato: "Hey, maybe the The Concretes will be good now". Comunque i Concretes non si sciolgono, anzi, sono già al lavoro su un nuovo album.

- I siti internet che hanno ammazzato Top Of The Pops, secondo il Times.

- La Suicide Squeeze compie dieci anni e festeggia con Slaying Since 1996, doppia compilation piena di rarità, remix e inediti, come per esempio questo demo delle Aislers Set, What Fades First. Tra gli altri nomi in scaletta: Elliott Smith, Pedro The Lion, Unicorns, Of Montreal, Earlimart, Constantines, Black Heart Procession, Les Savy Fav, Iron & Wine, Modest Mouse...

- Tracy Campbell dei Camera Obscura intervistata da Rolling Stone a proposito del loro ultimo album (senza dubbio uno dei dischi dell'anno). Dal vivo non convincono il pubblico americano.

- Altro che ubiquità: Robert Christgau (che per la cronaca ha 65 anni) è andato a vedere un concerto ogni sera per tutto il mese di giugno (beh, immagino che a New York sia più facile e interessante che qui).

- "Mr. Lekman's cult can only grow": il New York Times scopre Jens Lekman dopo il suo concerto della settimana scorsa a Manhattan (dove ha suonato anche alcuni inediti).

- Buone notizie sul fronte Pavement: anche Wowee Zowee sarà ristampato in edizione deluxe, come già avvenuto per Slanted & Enchanted e Crooked Rain, Crooked Rain.

- L'etichetta Hybris per l'estate fa i saldi e vende tutti gli album a 80 corone, ovvero 9 euro.

- Su Pitchfork, una bella intervista (separata) ai due fratellini The Knife.

- Come vincere un iPod pieno di musica degli artisti di casa Barsuk.

- È facile cantare canzoni di protesta qui: andate a cantarle in Iraq, davanti alle truppe americane e nelle case degli occupati. Michael Franti lo ha fatto.

lunedì 24 luglio 2006

Un'adolescenza lunga un secolo
A Century of Covers - Belle & Sebastian Tribute (Kirsten's Postcard)


A volte mi chiedo se questo continuare a raccontarsi che siamo e resteremo una generazione di adolescenti sia, in un certo senso, un modo per convicersene, anche contro ogni evidenza. Così, giusto per metterci al riparo da questioni più importanti.
Poi mi chiedo se non siano proprio domande di questo tipo il genere di pensieri con cui un adolescente si riempie la testa, magari mentre ascolta canzoni di qualche band scozzese che poi gli farà compagnia per più di un decennio.

Per esempio, oggi: mettere in piedi una compilation con 20 canzoni suonate da musicisti di tutto il mondo, e renderla disponibile gratuitamente in rete, non mi sembra una cosa tanto adolescenziale. Decisamente Do It Yourself, forse addirittura un po' punk, questo sì. Ma adolescenziale, perché? Perché si tratta di un omaggio a quella stessa band scozzese che gli ha fatto compagnia per più di un decennio?

È finalmente uscita A Century of Covers, la compilation tributo ai Belle and Sebastian voluta dall'etichetta Kirten's Postcard che avevamo presentato in radio tempo fa.
Scavalcati quei Blue Meanies della Siae, e arrivate le note di copertina curate da Carlo Bordone (qui la versione originale), i ragazzi della meglio net label italiana hanno così compiuto un'impresa che mi fa commuovere per amore e passione.

Dentro A Century of Covers ci sono cose notevoli: i Mixtapes & Cellmates fanno loro una abrasiva e struggente Photo Jenny; i Perturbazione rendono in italiano a meraviglia Get Me Away From Here, I'm Dying; gli Austin Lace alle prese con Ease Your Feet, visto che si parla di mare, si trasformano nei Beach Boys; I'm a cuckoo sembra scritta apposta per una festa dei Billie The Vision; i nostri Le Man Avec Les Lunettes premono sull'acceleratore di Jonathan David e Bob Corn spoglia quella I'm Waking Up To Us che già aveva proposto dal vivo.
E ancora tanti altri, per un'ora e un quarto di musica, il cui valore sentimentale non risiede soltanto nella musica e nelle parole di splendide canzoni, ma nel tempo e nel tempo che abbiamo passato ad ascoltarle, riascoltarle e impararle. Quel tempo che porta proprio il nome di chi cresce.


(ps: il file compresso sul sito della Kirsten a me dava qualche problema. Finché non viene sistemato ho caricato una copia "restaurata" qui.)

venerdì 21 luglio 2006

Quello che la città si domanda oggi

Ma questa sera il concerto di Gomo al chiostro di S.Cristina comincerà abbastanza presto per fare in tempo a correre, subito dopo, a Villa Serena per vedere anche gli Amari e i Settlefish?
Pump Up The Volume
If You Ever Need A Stranger to Sing At Your Wedding

 Piddu - just married Andare a mettere i dischi a una festa di Piddu (l'uomo che ha fatto conoscere al mondo Santos, tanto per dirne una) sarà la cosa più simile all'andare a vendere frigoriferi al Polo Nord che mi capiterà nella vita. Per la precisione, venderli porta a porta.
È probabile che gli invitati abbiano qualche decina di pagine di discografia su Google, siano stati tra i fondatori di club e serate fondamentali per la scena dance internazionale negli ultimi due decenni, e che la festa cada in un day off di un loro tour mondiale.

Ma quella di domani non sarà una festa come le altre. Perché Piddu non è una persona come le altre.
I was there quando Piddu bambino comprava dischi ancora prima di possedere un giradischi sul quale ascoltarli (per la cronaca: erano gli album dei Kiss). I was there quando c'era da mettere da parte la paghetta per comprare in società il primo Sigue Sigue Sputnik (un vinile che si apriva come la scatola di un robot giapponese). I was there la prima volta che Piddu ascoltò Pump Up The Volume e Beat Dis. I was there quando "Benvenuti e buonasera" apriva le danze ogni due sabati. I was there quando ci inventammo gli after-hours DIY (suonare dischi a casa sua alle sei di mattina e poi vendere a scuola le cassettine delle registrazioni dal vivo). I was there quando, con un mixer e due puntine, Piddu spiegava che stavano per arrivare la gabber, la jungle, il big beat, la goa, il trip hop, l'electro, il breakbeat e ancora avanti, avanti...

Ma quella di domani non sarà una festa come le altre. E sarebbe troppo facile adesso usare qualche metafora sul missaggio, con le due canzoni che diventano una cosa sola, il ritmo che si fonde e si trova l'armonia, per un matrimonio come questo.
Io sarò là, non solo perché Piddu ha richiesto un set "1988-1992" (suggerimenti are welcome) e io sono stato così folle da accettare con una risata, ma perché Piddu è il mio dj preferito al mondo, lo seguo da quando avevo, uhm, diciamo quattro anni, ha sempre saputo quale era il beat giusto e questo sarà il suo live act più bello.
Per Piddu e Emanuela, alzate il volume e i calici.

giovedì 20 luglio 2006

Carousel

 Parker Lewis Parker Lewis ha pubblicato una nuova canzone sul suo myspace.
Forse non è bella come l'altra, ma ho comunque voglia di rimetterla sempre dall'inizio.
Ha quello stesso umore indolente ed estivo, come una sera che si tira tardi senza essere stanchi, quasi senza bere, perdendo l'ultimo Tram Number Seven e non prendendo nessun Black Cab, solo camminando e parlando, e quel tocco che sfiora fresco il fianco della camicia sorridendo e guardando negli occhi.

... I think this avenue could be our substitute for the 7th Street
And the forecast is sunshine that'll last for our whole lives
The city's asleep and the stores are all closed
And we don't care if it's cheating, cause we don't want to know...
Sur:reali // Laboratori creativi italo:francesi

SUR:REALI - laboratori creativi italofrancesi

Il buon Enver spinge il verbo di Sur:reali, evento che comincia domani a Villa de Reali di Dosson (TV) e che riunisce 30 artisti italiani e 30 francesi dediti alla ricerca visuale e musicale.
"Videomaker che lavoreranno al servizio di band improvvisate, musicisti che scriveranno ed eseguiranno colonne sonore di film ancora da girare, performance e istallazioni senza testate né provocazioni né calci di rigore".
Tra i nomi coinvolti: Amaury Cambuzat (Ulan Bator), Alessandro Grazian, Father Murphy, Vittorio DeMarin (Gomma Workshop), Grimoon e molti altri.
Rather ripped summer

 Sonic Youth - 'Rather Ripped' Non dico nulla di nuovo se dico che l'ultimo album dei Sonic Youth è meraviglioso, e che lo capisce anche chi non ha dimestichezza con la discografia della band newyorkese.
Rather Ripped è il disco che mi ritrovo ad ascoltare più spesso tutte le volte che non ho voglia di ascoltare più nulla, quando penso che sia ora di finirla con tutta questa finta faccenda della musica, del blog, della radio, del mettere dischi.
C'è qualcosa in queste canzoni che riconcilia a fondo. Intendiamoci, non hanno nulla di "dolce", né di consolatorio. Ma ho la sensazione che mi dicano qualcosa del tipo "Siamo qui. Sì, le cose stanno così, potrebbe andare meglio, ma almeno siamo qui".
Uno dei pregi di Rather Ripped è senz'altro quello di aver ispirato anche ottimi pezzi di scrittura musicale. Ce ne eravamo già accorti con il post di Fabio de Luca di qualche settimana fa "Piuttosto lacerato".
Ora ci ritorna su anche Il Blog della Domenica, con "Fronte della gioventù".
Girando per i vari fogli elettronici ogni tanto ne incontro altri che si elevano dalla semplice recensione e meritano una lettura fatta con calma. Li annoterò qui man mano che li trovo (suggerite pure):
- "Nostalgic for Nothing" di Hua Hsu
- "Rather Exhilarating" di Robert Christgau

mercoledì 19 luglio 2006

Polaroids From The Web
Letture in pausa pranzo

- "Se le mie ossa si scambiassero di posto, sarei sempre io?": la fine dei Gorky's Zygotic Mynci secondo A.G.

- "Il Popaganda Festival è uno degli appuntamenti cruciali dell'anno, insieme a Emmaboda, per testare lo stato di salute della scena indipendente svedese": ce lo racconta Marco, su Indiepop.it, nella sua rubrica Stockholm Syndrome.

- Grosse novità in casa Mersenne: la band bolognese ha firmato per l'etichetta Urtovox e l'album d'esordio (registrato insieme a Giacomo Fiorenza) uscirà il prossimo ottobre: complimenti régaz!

- Valido moves to London e ha bisogno di supporto, fatevi sotto.

- "Mi chiedo segretamente se a Ibiza le zone chillout hanno i pupazzi di neve e gli slittini al posto delle palme finte e dei giochi da spiaggia": la serata di sabato scorso a Elettrowave nelle parole di Maxcar.

- Secondo USA Today, le donne professioniste nella musica sono in declino.

- "Urla 'Mamma Roma' ed attacca Panic. Così, subito, senza neanche avvertire": Colas è andato a vedere il concerto di Morrissey.

- "Louder than bombs": la musica nei Paesi di guerra ascoltata dall'inviato dell'Observer.

- Sono cominciate le riprese di Closer, il film sulla vita di Ian Curtis tratto dal libro Così vicino, così lontano, scritto dalla stessa vedova Curtis.

- "That's our goal, to hopefully jump up and become an established band, so that we don't have to have day jobs anymore": una schietta risposta di Yuki della band newyorkese Asobi Seksu, a proposito del loro ultimo meraviglioso album Citrus.

martedì 18 luglio 2006

Polaroids From The Web
Speciale "Compilation in download"

 Down to Grease on Holiday - A parte Ant, Captain Polaroid e gli International Karate Plus, ammetto di non conoscere nessuna delle oltre venti band che fanno parte del progetto Down to Grease on Holiday, compilation di mp3 della Filthy Little Angels (label britannica che già ci aveva fatto conoscere Long Blondes e Boyfriends).
L'idea è quanto meno bizzarra, ma sicuramente addatta alla stagione estiva e ai suoi palinsesti fatti di repliche e fondi di magazzino: riproporre integralmente la colonna sonora del film Grease, adattandola al verbo del pop più lo-fi che ci sia in giro. Risultati alterni, ma tutto sommato divertente.

 Indie-mp3.co.uk - C06 - Un paio di mesi fa il blog Indie-mp3 aveva invitato i propri lettori a suggerire nomi di artisti da includere in una compilation intitolata C06, realizzata per celebrare il ventennale della storica C86.
Ora finalmente la raccolta è disponibile in free download e vede la presenza di diverse nostre vecchie conoscenze: Celestial, Umlaut, Loveninjas, Pelle Carlberg e Math And Physics Club tra gli altri.

- Riprendiamo fiato e cambiamo suoni. The Silent Ballet è una nuova webzine (lancio ufficiale previsto per l'autunno) che si occuperà di "instrumental and postrock artists, as well the artists that catch our attention from other genres". Per farsi conoscere ha deciso di rendere disponibile, in collaborazione con la net-label Lost Children, una compilation da scaricare gratuitamente.
Tra i nomi coinvolti anche i nostri forlivesi Neil On Impression, in procinto di partire per un tour in Svezia e Germania.
Say goodbye (bis)

L'inverno scorso mi ero ritrovato ad ascoltare tanto quel disco azzurro e primaverile che è Easy To Cook dei belgi Austin Lace (ne avevo parlato qui con una sincerità che oggi trovo quasi imbarazzante) ma poi, arrivata la bella stagione, l'avevo un po' dimenticato.
Avevamo anche avuto il piacere di tenere una delle serate di Losing My Badge dopo un loro euforico concerto al Covo, una vera festa se ben ricordo, ma era ancora gennaio, lontano e incerto.
Chissà cosa succederà a riascoltarli ora, nel pieno dell'estate, che effetto faranno le loro sorridenti canzoni in bilico tra scanzonato indiepop e fanteria elettronica.
Austin Lace infatti sono di nuovo in tour in Italia, e se non bastasse si sono anche portati dietro gli adorabili connazionali John Wayne Shot Me (spero sia in scaletta The Purple Hearted Enzo, traccia che chiude il loro nuovo album).
Dopo una prima data lo scorso sabato a Trento (qualcuno c'era? com'è stato?) ecco i prossimi concerti:
18/07 - Oficina di Buenaventura (Castelfranco Veneto, TV)
19/07 - Circolo Magnolia (Milano)
20/07 - Hana-bi (Marina di Ravenna, RA)


Austin Lace>>> Austin Lace:
- Kill The Bee (mp3)
- Say Goodbye (mp3)
- Video Say Goodbye (.mov)


John Wayne Shoot Me>>> John Wayne Shoot Me:
- Speakers Are Microphones (mp3)
- Wubbo Ockels (mp3)

lunedì 17 luglio 2006

Jogging Gorgeous Summer

Difficile oggi ritornare a giornate il cui tempo non è scandito dallo sciogliersi amichevole del ghiaccio tra foglie di menta, rum e zucchero di canna. Ritornare dopo tutte quelle ore che avevano il passo tranquillo di chi sale sorridendo dal mare, e poco importa che sia il solito vecchio Adriatico, perché l'eco della selezione di Bernard Fleischman arrivava a folate a lambire anche la riva.
Ho ancora negli occhi la luce calda della spiaggia che riflette sotto la veranda di legno, nelle orecchie tutte le canzoni ascoltate e suonate in questi due giorni, e nelle gambe troppi, troppi balli.
Come quei gruppi che vogliono tornare lì in vacanza e in cambio regalano concerti, anch'io finirò per lodare l'ospitalità romagnola, le ragazze del bar, sovrane indulgenti, e la generosa buona tavola.

Un grazie a Chris per l'invito e il supporto nonostante il vento contrario, a Pullo e Len per aver condiviso con me il mixer (quando James Murphy ha scritto "The kids are coming up from behind / With better ideas and more talent / And they're actually really, really nice" aveva in mente qualcuno come voi), a Vins e Trinity, che hanno ribaltato la pista e reso impraticabile proporre qualunque canzone dopo di loro, agli scatenati Stivs (i jeans Cheap Mondays sono arrivati in Italia!), a Cisco, a chi è venuto da Bologna, alle ragazze e al resto della balotta i cui nomi ho smarrito tra i brindisi, la musica e gli abbracci.
Riportatemi lì, presto.

venerdì 14 luglio 2006

Polaroid on the beach

Benvenuti, questa è la segreteria telefonica del blog polaroid.
Nonostante il nostro elevato coefficiente di ubiquità, tutte le linee sono momentaneamente occupate.
Premere il tasto 1 per la playlist del mese.
Premere il tasto 2 per aprire link indiepop svedesi a caso.
Per il programma completo dell'estate bolognese digitare cancelletto.
Per fischiettare Young Folks di Peter Bjorn & John feat. Victoria Bergsman, premere il tasto "salva con nome".
Se desidera l'intervento del nostro operatore riattacchi il telefono e si diriga all'Hana-bi di Marina di Ravenna, dove da sabato pomeriggio fino alla notte di domenica, presso la postazione mixer, sarà attivato il servizio sostitutivo di balli e brindisi.
Ci si vede a banco. Grazie per la cortese attenzione.

giovedì 13 luglio 2006

Infatuation 2006

 Giulia Mazza - Infatuation 2006
Questa sera al Caffè del Teatro di Fiorano Modenese inaugura la mostra fotografica Infatuation 2006, a cura di Giulia Mazza.
Magari Giulia non la conoscete, ma di sicuro l'avrete incontrata sotto qualche palco in questi anni. Infatuation 2006 infatti è una mostra fotografica itinerante dedicata alla musica live indipendente e raccoglie immagini scattate dal 1994 a oggi: Shellac, Q and Not U, Disco Drive, Julie's Haircut, One Dimensional Man, Blonde Redhead, Altro, El Guapo, Settlefish, Old Time Relijun, Redwormsfarm, Giardini di Mirò, Allun, Enon, June of 44 e molti altri ritratti della scena indie.
La serata sarà accompagnata dal djset di Radio Antenna Uno Rockstation a cura di Nicola Caleffi (Julie's Haircut) e Mara "Noize" Mariani (Black Candy).
Six Drinks Sonic Madness

 Lizz (Ian Fays) loves aperitivo - photo courtesy of Lucio La webzine Kalporz mette in palio 2 abbonamenti per il festival SixDaySonicMadness, in programma a Guardia Sanframondi (BN) dal 27 al 30 luglio. Con l'abbonamento si ha diritto all'ingresso a tutti i concerti e a 4 giorni di campeggio!
Questo concorso però non ha domande a cui rispondere, bensì occorre inventarsi la ricetta di un cocktail da proporre agli aperitivi sonici, la novità del SDSM 2006.
Tutte le info qui.
The Madcap Laughs

«Un musicista pazzo muore, e tutti si mettono a cantare una canzone che non ha scritto, e nemmeno gli piaceva».

mercoledì 12 luglio 2006

Una specie di indiepop video aggregator (4)

All'ombra del Video Aggregator originale by Inkiostro, nei rari momenti in cui riesco a mettere un po' di ordine tra i link, mi piace segnalare qualche video di quelli "da quattro soldi, spesso senza tante idee ma con un bel po' di divertimento e nessuna pretesa di finire nelle rotazioni di Mtv".
Eccone qua un po' per questo torrido luglio (nei peggiori formati disponibili).

 Peter Bjorn And John >>> Peter Bjorn And John - Young Folks (streaming)
In un mondo migliore, il nuovo singolo del trio svedese sarebbe uno dei tormentoni dell'estate. Una "whistle song" come da anni non si sentiva, tutta basso e percussioni.
La seconda voce è di Victoria Bergsman dei Concretes. La regia del video è di Ted Malmros degli Shout Out Louds. Festa!

 The Concretes >>> The Concretes - The Chosen One (.rm / .wmv)
E a proposito della band di Stoccolma, ecco il video del secondo singolo tratto dal loro ultimo album In Colours (che ho trovato meno riuscito rispetto al loro esordio).
Effetti speciali leziosi per un'idea forse non molto originale ma buona a rendere l'atmosfera garbata e crepuscolare delle canzoni dei Concretes.

 Silver Jews >>> Silver Jews - Sleeping Is The Only Love
Un paio di pezzi di carta, una bella ragazza in bicicletta, un cane e un divano.
Mister David Berman non scrive solo meravigliose canzoni, ma ha le idee ben chiare anche su come far funzionare un video. Questo è il secondo tratto dal suo ultimo album Tanglewood Numbers.

 Balor Knights >>> Balor Knights - Just Cos Keenan Says So
Questo primo video per la band proveniente dalla vivace scena di Sheffield ha pure raggiunto l'ottavo posto al concorso locale "2 Weeks to make it", e scusate se è poco. I Balor Nights non stanno fermi nemmeno nelle immagini in stop motion. Di solito li insegue un'anatroccolo gigante.
A proposito di loro, Indiepop.it ha scritto "tweepop per il nuovo millennio che trasuda urgenza e frenesia, una generazione di Bearsuit in erba ed eskimo".

 The Charade >>> The Charade - Dressed In Yellow And Blue
"Don't you know that a goal can change your life?"... Pare che qualcuno abbia votato questa canzone, tratta dal secondo album degli Charade, come migliore inno non ufficiale per la nazionale svedese agli ultimi mondiali. Con tutto il rispetto e la simpatia per gli Charade, eredi di Happydeadmen e dei fondamentali Shermans, forse non avevano ancora visto il video.

 Camera Obscura >>> Camera Obscura - Lloyd, I´m ready to be heartbroken (.rmvb)
Il 1967 alla Rinascente, ballare sotto la pioggia e comprare tendine optical.
Poi ci pensa il faccino serio serio di Tracyanne Campbell a riportare tutto ai dolenti giorni d'oggi. Coloratissimo e pop, ecco il primo video per uno dei dischi dell'anno.

 The Rumble Strips>>> The Rumble Strips - Hate Me You Do
Una sanguigna band britannica con l'aggiunta di quella sezione di fiati che sa sempre trascinare e farti sentire al pub in mezzo a un mucchio di amici. I bene informati ne parlano già da un po' come la next big thing. Il video non è particolarmente memorabile ma Charlie Waller sembra proprio carino.

 Oh No Ono >>> Oh No Ono - Keeping Warm In Cold Country
Video con zero idee ma dal quale si percepisce bene tutta la frenesia di questa banda di scalmanati danesi. Li teniamo d'occhio sin dal singolo d'esordio dello scorso anno e sembrano sulla giusta strada. Non tutte le loro canzoni sono allo stesso livello, ma quando ingranano si balla bene.

 The Go!Team >>>The Go!Team - The Power Is On
Non so a quando risalga questo breve clip per quello che fu il primo singolo dei Go!Team, ma merita comunque la segnalazione, non fosse altro che per il protagonista, una specie di versione extra large di Michele Restuccia.




 DJ Minaccia Bonus track:

>> DJ Minaccia - My Last Summer
Sei minuti di un non meglio precisato live tutto blip blip e Giappone per il nostro DJ Minaccia.
Coreografie forse appena troppo minimal sul palco, ma sound che spacca.

martedì 11 luglio 2006

Salve. Non sono Ebi. Sono un dinosauro, bloccato in un continente che non e' il vostro. Noi dinosauri non ci siamo estinti davvero. Di solito ci nascondiamo nelle cantine.

Inspiegabilmente ho ancora la password di questo sito. Dico inspiegabilmente perche' e' da due anni che non scrivo nulla, e l'ultima cosa che ho scritto credo c'entrasse con Emerson, Lake and Palmer. Per dirvi il livello.
In effetti non m'intendo cosi' tanto di musica. Ho le mie idiosincrasie, come tutti. Sono ancora succube dei 33giri e 1/3 che compravo nice price nel negozio vicino alla stazione delle corriere, collocazione molto strategica, infilati in sportine gialle. Sono patologie note ai giornalisti musicali di repubblica.

Una volta per esempio comprai un disco con una donna nuda in copertina. Non era veramente una donna nuda. Era una ragazzina appena, seduta su una sedia, e c'era un matto che occhieggiava dal pavimento. Arrivo' un mio compagno e volle vedere la copertina. Mi prese per un maniaco.

Sono ricordi che non valgono niente. Il senso e' che sono ancora succube di vecchi dischi suonati da persone devianti. Oggi e' morto Syd Barrett. Il dinosauro si sente un po' piu' solo.
Non fa così freddo
(per imparare a suonare)

 Antarctica Takes It!

Antarctica Takes It!


Io ovviamente già adoro questo sgangherato quartetto da Santa Cruz, ma a proposito di loro qualcuno ha scritto sul forum della K Records: «I'm just sick of listening to and hearing how great bands that throw together shitty, rushed melodies are. It seems to me that there's no reason anymore for people to make music that screams "I don't know how to sing or play any instruments." Even if you're not technically proficient, you can come up with something that sounds competent if you sit down, concentrate, and stop rushing shit just so you can say "Look, we don't know how to play our instruments or sing! Aren't we the coolest?" Cute, twee garbage is so fucking over. This band needs to go listen to the real pop music that their derivative, oversimplified scene is based on and then head back to the drawing board and do that shit right».

lunedì 10 luglio 2006

Playlist highlights
July 2006

 Italia campione del mondo 2006
Il mio piccolo contributo ai festeggiamenti per l'Italia campione del mondo non poteva essere altro che qualche canzone da ballare (e il whitestripesiano po-popopo-po-po aggiungetelo voi)...

Almedal - Och Alla Platserna
Asobi Seksu - Goodbye
Bobby Baby - I Won't Dance (Lucky Misu rmx)
Camera Obscura - If Looks Could Kill
Cassettes Won't Listen - Cut Your Hair
Cats On Fire - Draw In The Reins
Computer Club - Snobs
David & The Citizens - Graycoated Morning
Envelopes - I Don't Even Know (La Priest remix)
Julie's Haircut - Satan Eats Seitan (Destroyer rmx)
Kristian Anttila - Paul Weller
Los Campesinos - Death To The Campesinos
Luisa Mandou um Beijo - Amarelina (Fujimo mix)
Peter Bjorn & John - Young Folks
Primal Scream - Nitty Gritty
The Legends - Lucky Star
The Little Ones - Lovers Who Uncover
The Pipettes - Pull Shape
Tokyo Police Club - Nature Of The Experiment
Uffie - Ready To Uff

venerdì 7 luglio 2006

Contro la chiusura dell'Atlantide

 Il Cassero di Porta S.Stefano, sede del Centro Sociale AtlantideQuale occasione migliore di una bella ristrutturazione per sgomberare il Cassero di Porta S.Stefano, sede del centro sociale Atlantide?
A Bologna si fa così: si restaura e si puliscono via anni di attività culturali e alternative. Che dopo rimanga una roba proprio pulita ma disabitata e inutile sembra non importare a nessuno.
L'Atlantide è dal 1999 sede delle attività di almeno tre associazioni: NullaOsta, Antagonismo Gay e Collettivo Clitoristrix. Non faccio parte di nessuna delle tre, ma all'Atlantide ci ho visto un tot di bei concerti e fatto brindisi in buona compagnia. L'Atlantide è nel centro di Bologna e non piace. Il disturbo alla quiete pubblica, come sa bene chi come me abita da quelle parti, è una scusa, se si pensa che lì accanto ci sono i Giardini Margherita e il Baraccano, dove d'estate si suona tutta notte. Ma resta il fatto che l'Atlantide rischia di essere sgomberato.
Questa sera c'è un'assemblea e intanto si raccolgono firme. Qui c'è un thread su Sceneboot per restare aggiornati sugli ultimi sviluppi, e qui l'invito di FedeMC a firmare la petizione.

Petizione contro la chiusura dell'Atlantide.

L'amore non fa per me
Rough Bunnies per la prima volta in Italia

 Love Is Not For Me Dev'essere proprio stagione: di concerti a lungo attesi, iniziative che meritano tutto il nostro supporto, gif copia & incolla, e prenotazioni di biglietti all'ultimo minuto, e autostrade e vacanze da divorare, e date che diventeranno anniversari futuri.

Si intitola Love Is Not For Me: è il doppio cd 3 pollici split tra i nostri Le Man Avec Les Lunettes e le svedesi Rough Bunnies, la sciabolata banda capitanata da Frida e Anna di cui c'eravamo innamorati lo scorso anno a Emmaboda.
Per presentare questa ennesima e folle iniziativa discografica targata My Honey Records, il mese prossimo le Rough Bunnies arriveranno per la prima volta in Italia. Le due band, attenendosi al più sconsiderato Do It Yourself hanno messo in piedi quattro concerti che si annunciano già memorabili, e non solo perché il sottoscritto e il valoroso Lucio li seguiranno tappa per tappa con un improbabile dj set.

15 Agosto - Maniago (PN)
16 Agosto - Brescia (Festa di Radio Onda D'Urto)
17 Agosto - Marina di Ravenna (Hana-bi)
18 Agosto - da qualche parte in Emilia... (ci pensa Fooltribe)

Si era mai vista dalle nostre parti un'estate più indiepop?

Jens Lekman + 1

Registrate una traccia ritmica per Jens Lekman e vincete un ingresso VIP ai tre giorni del Pitchfork Festival di Chicago!
C'è tempo fino al 14 luglio. Tutte le istruzioni qui.
The Lucksmiths per la prima volta in Italia! (2)
Spread the word

Grazie a Valido, ecco a voi i banner per le date dell'unidici e dodici settembre. Copiate e incollatene tutti.

- 160 x 60



- 400 x 51






- 468 x 60

azzurro - rosso - bianco - giallo

giovedì 6 luglio 2006

Tokyo Police Club
Nuovi "New York City Cops"?

 Tokyo Police Club Non ho idea del perché il comunicato che presenta A Lesson In Crime, ep di debutto dei Tokyo Police Club, citi del tutto a caso Bowie, Joy Division e Arcade Fire (questi di certo inseriti solo perché i Tokyo Police Club sono canadesi).
Più semplice sarebbe dire che queste sette canzoni per poco più di un quarto d'ora sono il disco che gli Strokes non riescono più a fare. Tirato e beffardo, con dentro quel tanto che basta di graffi, baci e sudore di cui c'è sempre bisogno.
Partono facendo battute sul loro nome: siete in arresto per esservi innamorati, siamo il Tokyo Police Club. Ma già si balla e perdoniamo anche questo. A tratti prendono corpo atmosfere alla Interpol, soprattutto quando tutto sembra reggersi sul perno del basso e l'eco di un organo. Un paio di cori ambirebbero addiritura a lambire i Modest Mouse, qualche attimo di rabbia strappa un sorriso Pixies, ma subito le chitarre ricominciano a correre a testa bassa. E poi arriva la voce di David Monks, roca e svogliata come si conviene, ed è qui che l'idea di un acerbo apprendista Casablancas si avvicina ghignando al bancone del bar e trascina via gli ultimi che non si erano ancora buttati in pista.
Godetevi questo giovanissimo e impetuoso quartetto di Toronto un attimo prima che qualcosa di molto fashion li fagociti.

>> mp3 - Nature Of The Experiment

martedì 4 luglio 2006

The Lucksmiths per la prima volta in Italia!

 The Lucksmiths

Sono passati ormai dieci anni da quando la voce di Linda Spadolini su Radio Città103 presentava lo sconosciuto trio australiano che accompagnava uno dei primi tour europei di Belle & Sebastian. Anche uno sbadato come me non si sarebbe mai potuto dimenticare il loro nome: The Lucksmiths, e la prima impressione fu che suonassero forte come certi lontani Housemartins. Eravamo già innamorati.
Con il tempo quel suono si ammorbidì, il suono di qualcuno con cui era bello diventare grandi, e i Lucksmiths si ritrovarono a essere oggetto di un piccolo culto in tutto il mondo. Merito anche di quei testi, delicati e precisi, così vicini a come avremmo sempre voluto saper raccontare una parte di noi.
I Lucksmiths intanto passavano dai primi sette pollici ai demo-tape riversati su cd, ad album pieni e maturi come Naturaliste e Warmer Corners. E invecchiavano anche loro, tra stagioni da t-shirt, frisbee e pomeriggi malinconici, e le rare volte che tornavano a suonare nel Vecchio Continente si diceva sempre dovesse essere l'ultima. Qualche anno fa, per la paura di non fare più in tempo a vederli, volammo tutti assieme a Londra in una notte che li vedeva dividere un palco con i Comet Gain. L'anno scorso Laura ebbe la fortuna di incontrarli a casa loro, e dagli antipodi scrisse una fantastica intervista che finì sulle pagine di Losing Today.
Nel frattempo, qualcuno in questo emisfero non perdeva la speranza di portarli a suonare dalle nostre parti, e quando qualche settimana fa la notizia è diventata ufficiale, nonostante tutto ho sorriso come non mi capitava di fare da tempo.
Sono quindi molto più che felice di riportarvi le parole di questo breve comunicato:
«Grazie all'amicizia e reciproca stima fra Homesleep Music Booking Dept. e Knifeville siamo lieti di presentare
THE LUCKSMITHS per la prima volta in Italia!
11 Settembre - Maniago (PN), Teatro Ridotto
12 Settembre - Marina di Ravenna (RA), Hana-bi».
Ci saremo tutti, a scrivere un'altra pagina del "capitolo della nostra vita intitolato Lucksmiths".

lunedì 3 luglio 2006

With all your power
The Flaming Lips live @ Ferrara Sotto Le Stelle, 1/7/2006

 The Flaming Lips live @ Ferrara Sotto Le Stelle, 1/7/2006 - photo by EhiUomo!  The Flaming Lips live @ Ferrara Sotto Le Stelle, 1/7/2006 - photo by EhiUomo!

Rispetto al concerto di qualche anno fa a Rimini, e nonostante un nuovo album in più (accolto in maniera piuttosto varia), lo spettacolo dei Flaming Lips dal vivo non è mutato di molto. Del resto, quando si crea una festa perfetta, un miracolo pirotecnico di queste proporzioni, che senso ha cambiare? La stessa prospettiva temporale, secondo cui un prima si evolve in un dopo, ormai a questi veterani deve apparire quanto meno ristretta.

Sabato a Ferrara il gruppo si aggirava sul palco ben prima dell'inizio del concerto, e si intravedevano già i costumi delle comparse. Sembravano tutti molto rilassati, non c'erano sorprese, e noi sapevamo cosa aspettarci da mesi, video e mp3 inclusi.
Eppure, quando il pubblico ha smesso di giocare a biglie con la sfera calata dallo spazio che trasportava Wayne Coyne, e il fuoco d'artificio musicale si è messo in moto con Race For The Prize, ancora una volta la realtà ha fatto un salto e il cuore mi è balzato in gola.
L'attacco di concerto perfetto, la mirror ball, le luci in faccia e una pioggia di coriandoli. I sorrisi in tutta la piazza. A quel punto eravamo già prigionieri, avvolti di stelle filanti come a un party di Love Boat. I Flaming Lips potevano fare di noi quello che volevano, anche farci credere ai Babbi Natale sconvolti alla loro destra, o alle discinte marziane alla loro sinistra, o che tutti i roadie sono supereroi Marvel e che la fotografa Wonder Woman è una vecchia compagna d'università, ancora all'altezza dei miei ricordi manga.

Succedono troppe cose a un concerto dei Flaming Lips, è davvero un circo a tre piste. Non sai più dove guardare, sei avvolto dai fumi, dalle luci, da gente che si diverte e ti dimentichi quale canzone stai cantando. In mancanza di meglio, tieni il tempo con le mani e balli.
Le poche canzoni nuove si sono amalgamate a meraviglia nella scaletta, tutti sappiamo fare il coro Yeah Yeah Yeah, la ragazza continua a spalmare vasellina sui toast, e i video non sono stati cambiati troppo, Teletubbies inclusi. Do You Realize dal vivo è ancora la cosa più simile a uno stupefacente che abbia mai provato. Personalmente ho sentito la mancanza soltanto di Suddenly Everything Has Changed e del sangue finto sulla camicia, ma sono dettagli secondari quando il tuo cuore sta galleggiando nel cielo pieno di palloncini e cartoncini colorati, molti metri sopra il caro vecchio Castello.
E dopo l'ultimo bis dedicato a Bush, quella che mi hanno detto essere una cover di War Pigs dei Black Sabbath, dopo che il palco dei Flaming Lips è atterrato di nuovo sul pianeta Terra, la sensazione che rimane assomiglia a una consegna, l'incarico di custodire a lungo per queste strade il sorriso di un luogo dove avresti voluto restare ancora per molto tempo.


(photo courtesy of EhiUomo!, altre parole e link chez Ink)
Invisible Marcus

Che senso ha avere a disposizione un personaggio del calibro di Greil Marcus, davanti a una Piazza Maggiore piena per la proiezione di The Manchurian Candidate, e usarlo per fargli dire "è proprio un bel film, ogni volta che lo rivedo ci trovo qualcosa di nuovo", e basta?
L'opera di Frankenheimer è una divertente satira freudiana sulla guerra fredda con tanto di Sinatra in uniforme. Anche senza scatenare "il dibbbatito" o appensantire la serata, forse ieri l'organizzazione del Cinema Ritrovato potevano concedere a Greil Marcus e a noi l'occasione di qualche minuto in più.
Chi può vada oggi a sentirlo in conferenza alle sei e mezza al Cinema Lumière. Poi magari mi raccontate, uff.

domenica 2 luglio 2006

"Barcelona Loves You"

L'altra sera me ne stavo a sudare sul divano dopo la pizza, il litro di Peroni e mezzo chilo di gelato, ascoltando le finestre del quartiere esultare per il terzo gol siglato da Toni. Lontano, giù verso Via Murri qualche auto già passava suonando il clacson.
Io sudavo Peroni e non avevo la forza di alzarmi e unirmi ai festeggiamenti, quando mi squilla il cellulare e al nome "Marcus - I'm From Barcelona" sul display non posso che rispondere perplesso, pensando a un errore.
E invece mi tocca urlare perché dall'altra parte c'è tutto il coro. Ventinove scardinati svedesi che cantano con quanto fiato hanno nei loro polmoni svedesi.
Ci metto qualche secondo a realizzare: ci siamo appena qualificati per la semifinale e gli I'm From Barcelona mi stanno cantando nel cellulare. Riconosco anche le parole, "...been oversleeping on monday, I don't care, let's pretend that it's sunday...".
Chiamo Marcus, hello Marcus, ma non mi sente. Il ritornello di Oversleeping, la canzone che apre il loro album d'esordio Let Me Introduce My Friends, va avanti e tutti stanno ridendo e battendo le mani. Rido anch'io, sto saltando per la stanza, esco in balcone dove vedo tutto il quartiere ancora alle finestra, sventolare bandiere e abbracciarsi e parlarsi sopra la strada. Io sto cantando con il coro al telefono, felice come un bambino.
La telefonata poi termina senza spiegazioni, lasciandomi esausto e felice come dopo novanta minuti di una partita vittoriosa ai mondiali, e solo oggi ricevo questa mail.
«Hi Enzo, after the concerts, on our way home in the bus, we like to call people to sing for them. I'm glad you answered!»
Vi saluta tutti e vi dà appuntamento a Emmaboda: «we will be there from friday until sunday enjoying the tents and all the beer». Gli I'm From Barcelona sono campioni del mondo.