venerdì 30 settembre 2005

"We're going to dance / we're going to dance"
"And have some fun"

Visti i numerosi concerti in calendario nelle prossime settimane, il primo sabato di ottobre da queste parti propone diverse serate danzanti che possono sempre tornare utili come preparazione atletica.
Un paio di rave (si chiamano ancora così?) animano i territori alle porte della città: riapre il Livello57, mentre gli Psyconauti prendono possesso del Ca.Cu.Bo..
Riparte in quarta anche il Link: da Brooklyn arriva Talib Kweli.
Se aggiungiamo che all'Estragon ritornano gli Statuto, e al Palamalaguti c'è Jamiroquai non è difficile intuire che domani sera si potrebbe anche fare un giro a vedere cosa succede fuori Bologna.
Un paio d'appuntamenti interessanti sono a tiro di blogmobile. La festa di riapertura dell'Ekidna (nella vecchia sede a Migliarina di Carpi) vede ai piatti tra gli altri DJ Amarezza delle nostre amate Black Candy: "Shake your bon bon all night long".
Invece il Bronson di Ravenna raccoglie il testimone dell'Hana-Bi, e tutti i dj che quest'estate si sono alternati alla consolle sulla spiaggia si ritroveranno domani sera indoor.
In ogni caso, lucidate le vostre scarpette da ballo (e aggiungete qui sotto quel che ho dimenticato).
Ci si vede a banco.

Update: dimenticavo l'Aquaragia: serata d'apertura con Three In One Gentleman Suit + Winter Bloom (Canada)
L'uomo del momento...

Oompa Loompa
... è senza dubbio Lui. E intanto Tim Burton continua a non sbagliare un film. Ora posso anche andarmi a leggere la mia critica cinematografica di riferimento, apprezzare le appropriate citazioni musicali e ascoltare un parere differente.

(ps: ma la canzone dedicata a Veruca Salt non ha ricordato a nessuno qualcosa dei Flaming Lips?)

giovedì 29 settembre 2005

Breaking news

Qui si batte sul tempo l'NME: pare che Carl Barat (ex Libertines) sia di nuovo in tour.
La band si chiama Dirty Pretty Things, come un film di Stephen Frears di un paio d'anni fa e come la serata che Carl e Annalisa Astarita organizzano a Londra da qualche mese.
L'anteprima del tour si terrà qui a Bologna, al Covo, mercoledì 12 ottobre.
Oltre a Barat, la line-up della formazione vede Gary Powell e Anthony Rossomando (anche loro già nei Libertines) e Didz Hammond dei Cooper Temple Clause.


Update: mi comunicano ora dalla regia che il primo concerto italiano sarà a Roma, il 10 ottobre al Qube.
Stanze d'artista. Una piccola mostra da vedere.

  Mattotti  Le Stanze di Lorenzo Mattotti in mostra alla galleria D406 di Modena (via Cardinal Morone, 31) sono pitture che toccano. Visibili fino al prossimo 27 novembre, i quadri raffigurano piccole scene di persone che si sfiorano e si stringono, immagini di carezze fra un ragazzo e una ragazza distesi su letti minimali e pose da relax pomeridiano in abiti comuni da mezze stagioni (la gonna al ginocchio e il maglioncino, per esempio, devono essere per l'artista dei veri e propri indizi di femminilità).

Ho sempre considerato la bravura tecnica di un pittore qualcosa di secondario. Non ho mai sopportato chi dice che per fare un quadro astratto o schizzato bisogna prima essere capaci di copiare Klimt o Raffaello. Secondo me chi disegna o dipinge oggi dovrebbe partire dà quello che gli viene semplice, cercando forme e colori nei grovigli della propria ignoranza, proprio come si dovrebbe vietare lo studio di Charlie Parker o John Mclaughlin a un ragazzo che comincia a fare musica, perché altrimenti prima di tirare fuori qualcosa di buono invecchia sulle progressioni del modo misolidio o finisce ad eseguire assoli esatonali con espressione ottusa. Si suona con le dita, si dipinge con le mani. L'eclettismo tecnico di Mattotti, conosciuto soprattutto per il suo lavoro di illustratore di altissimo rango e di fumettista d'avanguardia (vedi Stigmate), è forse un'eccezione felice.

Non so perché mi viene da descrivere questi suoi nuovi disegni come fotografie istantanee, scattate da qualcuno un secondo prima del sonno o durante l'intervallo di silenzio che separa due parole dette a mezza voce, prima o dopo aver vissuto un piccolo evento personale. Nel modo che ha Mattotti di disegnare, però, c'è qualcosa di artefatto e di sofisticato che porta i suoi lavori su un terreno secondo me diverso dalla nostalgia o dalle confidenze intime, da quel senso di isolamento in cui ci lasciano normalmente gli scatti privati. Certe tavole ricordano i bozzetti degli stilisti o dei vecchi giornali di moda oppure delle prove buttate giù da un architetto d'interni. Niente tratti spontanei, nessun gusto per la vita vissuta o per il ritratto. Resta più che altro l'eleganza del segno, la geometria e la ripetizione delle forme, il variare stilizzato dei colori che trasmettono a chi guarda una sensazione puramente tattile, al modo di un ricordo perduto riportato in vita grazie al tocco accidentale di qualcosa o di qualcuno.

Nulla di più lontano dalla fotografia, dunque, dei pastelli, delle chine e dei (pochi) dipinti in acrilico esposti da Mattotti, ma non so perché, riguardando soprattutto le tavole a pastello, continuo a pensare a delle foto. Arrivo addirittura a immaginare l'esistenza nei cassetti dell'artista di un piccolo nucleo di fotografie rubate e poi ricopiate decine di volte da un disegnatore appassionato e forse ossessionato dalle loro singolari somiglianze. Sarà un caso ma il modo come si connettono i corpi sulla tela di Mattotti mi fa venire in mente certe silhouette dei trittici di Bacon, (che copiava volti e oggetti da vecchie foto rovinate), quegli uomini ridotti a macchie, in equilibrio fra un settore e l'altro dello spazio, oppure si pensa ai disegni erotici di antica tradizione giapponese, alle loro prospettive schiacciate e a mezza altezza, insegnate agli europei da un grande nume dei pastelli, Edgar Degas. Guardando quelle figure rannicchiate, solidamente bilanciate, quasi statiche con le loro braccia protese o con la testa schiacciata su una spalla, la sensazione è la stessa che si prova davanti a una foto volata fuori da un cassetto mentre si trasloca o durante un repulisti di cose private, si viene penetrati all'improvviso da una gran dolcezza, una pace e una gratitudine tenerissime.

Ho recuperato la visita alla mostra dopo aver bucato la vernice di sabato scorso, presente l'autore, che da anni vive a Parigi, ma sono quasi più contento così perché forse ho guardato i quadri più liberamente. Nei giorni dopo ho letto e sentito commenti discutibili che parlavano di amanti sospesi in stanze incantate e altre cose da testoni. Non escludo che Mattotti abbia addirittura scelto il titolo "stanze" pensando alla poesia medievale, dove stanze sono detti i pezzi delle canzoni d'amore. Io invece consiglio a chi ne ha voglia di andare a vedere l'esposizione entrando in galleria come si entra in un posto per caso, tanto sono figure di tutti. In tutti i momenti buttiamo l'occhio su spettacoli di abiti vuoti e maschere mai indossate. Mi sembra che i disegni di Mattotti, tutte queste persone che si toccano, portino qui di fronte a noi il volto di qualcuno che sta per ritornare.

Da segnalare anche il bel catalogo (25 euro) che riproduce senza parole praticamente tutte le opere esposte, e offre l'occasione di mettersi in camera la copia di un disegno d'autore al solo prezzo di un ritaglio.

mercoledì 28 settembre 2005

La strada nel bosco

  Mi And L'Au  Una cantautrice osannata da Blow Up e amica di Devendra Banhart, come qualcuno potrà intuire, non è esattamente il mio pane quotidiano.
Massimo rispetto per Josephine Foster e il suo "pre-war folk" che piace a Wired e Pitchfork, ma vi confesso che questa sera sarò al secondo appuntamente di Murato (Club74 - Via della Grada 10) per ascoltare soprattutto chi suona prima di lei.
Mi And L'Au sono un duo franco-finlandese e hanno una storia molto bella.
Michael Gira la racconta così:

«Mi and L'au met in Paris a few years back. Mi is Finnish and was working as a model to make ends meet, and L'au (who's French) was working in the music industry (soundtracks, I think). They fell deeply and immediately in love, and after a short period of moving from apartment to apartment in Paris, they gave everything up and decided to move to the woods in Finland, so they could be alone together in peace and to spend their time discovering each other and their music. They live in a small cabin in complete isolation with the barest of essentials and they spend virtually all their time making music together in solitude».

Qui si possono ascoltare ipnotici e affascinanti frammenti di pochi secondi delle loro rarefatte canzoni.
Ad aumentare il coefficiente di surrealtà dell'evento, ci penserà la presenza delle telecamere della MTV svedese (io non c'entro, eh), il cui programma This Is Our Music sta realizzando uno speciale proprio sul duo.

Infine, questo pomeriggio, tra le 16 e le 17, Josephine Foster e Mi And L'Au saranno ospiti di Città del Capo Radio Metropolitana per un'intervista e un'esibizione dal vivo (ascoltabile anche in streaming).

martedì 27 settembre 2005

Polaroids from the web
"Same Ghost Every Night" edition

- Maxcar meets London Sinfonietta meets Warp.

- "Appena sotto la superficie è torbido e insonne": Daniele ascolta i Colder.

- "Singles To Be Cremated With": un nastrone fatto da Morrissey per NME nel 1989 è scaricabile oggi.

- A proposito di Morrissey: la Sanctuary stava per essere ceduta a una major, poi ci hanno ripensato e hanno deciso che taglieranno un po' i costi. Quale testa cadrà?

- Le elezioni di Miss Indie Rock 2005 (link via QP) mi lasciano largamente insoddisfatto: dove sono Frida Hyvönen, Nedelle e le Organ?

- Sul sito dei troppo sottovalutati Je Ne Sais Quoi si possono scaricare due remix curati da Martin Vogel di Live transmission e White nights.

- Mentre gira voce che almeno un paio di riviste italiane li snobberanno nei prossimi giorni, l'album di debutto dei Wolf Parade è disco della settimana su Stylus.

- Qualche giorno fa qualcuno mi ricordava dell'esistenza di Pop Star Feets (sito dedicato a foto di sottocelebrità dal ginocchio in giù). L'avevamo segnalato alla sua apertura, ammirandone la futilità. Questa è la foto più carina postata nelle ultime settimane: ovviamente, The Pipettes.

- Nel mese di novembre la 4AD celebrerà il suo venticinquesimo compleanno con una serie di concerti. Tra gli artisti coinvolti, le Breeders (il weekend del 19 e 20 novembre!), TV On The Radio, Kristin Hersh e The Mountain Goats. Prevista anche l'uscita di un'antologia.

- Per il sottoscritto, Grand Master Mogol degli Amari è uno dei migliori dischi italiani di quest'anno. Per chi non l'avesse ancora ascoltato, su Rockit si trova un "promo digitale" con tre mp3 da scaricare e un'inedita versione acustica di Conoscere gente sul treno, ribattezzata in stile Riot Maker Conoscere gente in ciabatte.

update: e questa sera alle otto ricomincia pure Seconda Visione, non mancate!

lunedì 26 settembre 2005

I'm doing the whirlwind!

Ci sarà tempo per dare le altre notizie d'ubiquità, gli appuntamenti e i calendari.
Ora mi preme soltanto comunicarvi quanto sono un bambino felice da quando l'encomiabile Bronson Produzioni (sito rinnovato) ha confermato la data del 16 novembre all'Estragon: ladies and gentlemen, gli Architecture In Helsinki!

venerdì 23 settembre 2005

Whatever season

  Sambassadeur  Oggi è il primo giorno d'autunno 2005, e oggi il mio disco dell'autunno 2005 è il primo album dei Sambassadeur.
Questo è il suono con cui i luminosi sorrisi dell'estate si allontanano, mentre le mattine qui cominciano umide, e sui marciapiedi le foglie fanno da sponda a passi distratti e sguardi bassi.
Difficile trattenere quella luce. Difficile prenderne congedo.

Lo senti nella voce ora sussurrata ora limpida di Anna Persson, e in quella più ostinata di Daniel Permbo, che la malinconia è soltanto la fatica di chi ha continuo bisogno di Bellezza per andare avanti.
Non è un caso, forse, che le parole con cui si apre questo disco siano "Always waiting for something more to come" (New Moon).

Dalla Svezia di Concretes e Radio Dept. alla Gran Bretagna di Clientele, Trembling Blue Stars, Saint Etienne e chissà quanti altri degli anni buoni, fino all'Australia dei Go-Betweens, passando per il pop Anni Sessanta fabriqué en France (a cui si rende omaggio con una dolente cover della Chanson De Prévert di Gainsbourg), i Sambassadeur arrivano a portarmi l'autunno. E non è una stagione qualunque.

MP3:
Between the Lines
Whatever Season
Comunicazione di servizio

Questa sera niente polaroid alla radio. Ci sono dei lavori in corso negli studi di Via Berretta Rossa.
Ci si vede direttamente a Villa Serena, un po' dopo le dieci, per il concerto di Malcolm Middleton, da Glasgow.
Il componente degli Arab Strap, sul palco assieme ad alcuni membri dei Delgados, presenterà il suo nuovo album Into The Woods, davvero bello e molto più elettrico di quanto non ci si potrebbe aspettare.
Ad aprire la serata, Egle Sommacal, ex chitarrista di Massimo Volume, che ha in cantiere un esordio solista per la unhip records.

update: Middleton minacciato da un "irate Italian Delgados' fan"?

giovedì 22 settembre 2005

"You never know where your pet will go"

  Pet Politics  Ne aveva già parlato Indie For Dummies un mese fa, ma in questa mattina pallida ho voglia di riprendere la segnalazione.
Ispirato a un cupo titolo dei Silver Jews, Pet Politics è il nome d'arte di Magnus Larsson, il quale viene da Göteborg e, incredibile a dirsi, ha 31 anni.
Scrive e registra nella classica cameretta e se un giorno capiterà mai in uno studio vero, dice, non abbandonerà lo spirito lo-fi che lo contraddistingue.
Del resto, per promuoversi ha scelto di spedire soltanto un link a qualche blog in giro, e il passaparola è seguito spontaneo.
Ciò che mi ha tenuto incollato alle uniche sue tre canzoni di cui si ha notizia è che sembrano inediti dei Velvet Underground periodo terzo album. Tutto qui.
La sua musica non è niente di nuovo, ne convengo, e probabilmente ci porta oltre il limite dell'autoindulgenza. Ma con una voce così basta appoggiare appena una chitarra newyorkese e poche parole giuste per ottenere il migliore dei risultati.

MP3:
The Ghost of Mary and Her Friends
Im My Head
The Cold Wind Blows

mercoledì 21 settembre 2005

Il mercoledì è Murato

  unhip records  Per chi non se ne fosse accorto, da qualche tempo il sito della Unhip Records è operativo a pieno regime, con catalogo, news, playlist, link ai distributori all over the world eccetera.
Finalmente c'è anche la pagina dei "gatherings", ovvero gli imprescindibili appuntamenti dal vivo inventati da Giovanni Gandolfi, tra i quali la rassegna Murato che ricomincia proprio questa sera.

A inaugurare il palco del Club74 saranno gli In My Room, quartetto proveniente da Parma che dopo un ep su Marsiglia (la label di cd-r di Matteo Casari, ex Lo-fi sucks! e ora Blown Paper Bags) ha pubblicato all'inizio dell'estate l'album Saturn return per Suiteside Records.
Chitarra acustica, violino e glockenspiel sospesi su trame elettroniche che hanno come punti di riferimento dichiarati Mum, Tarwater, Fennesz, The Books.

MP3:
If Winter Comes
The Wizard Lady

Appuntamento alle 21, in via della Grada 10. Prima e dopo i concerti, come sempre a Murato, dj set dei conduttori di Radio Città del Capo. Stasera apre le danze Morra MC.

martedì 20 settembre 2005

Polaroids from the web
Niente di meglio che un bell'update la mattina presto, eh?

- Adam Green che mette le mani su What a Waster dei Libertines, i Maximo Park alla prese con Shiver di Natalie Imbruglia o i Killers che rifanno Why Don't You Find Out For Yourself di Morrissey: queste e altre perle in una compilation mp3 di cover tutte targate UK (in un unico file zip).

- "Esiste un album dei Plone inedito".

- Sul sito della Labrador, nella colonna delle Upcoming Releases, si legge: «The Radio Dept., tba, CD Winter 2005/2006».

- "Sarà un altro grande anno".

- "Why did I end up wanting to have listened to things rather than actually be listening to them?"
Un gran bell'articolo di Nick Southall su Stylus a proposito del passare la propria vita a scaricare musica. (Qualcuno lo faccia leggere a quel poveretto che ancora scrive il Diario di un downloader su Rumore).

- A proposito, Sigur Rós live at the Boston Opera House - Thursday, September 15th, 2005 (mp3).

- Come si sa l'eccessivo hype ha effetti collaterali imprevedibili, e a volte ne fa le spese chi non se lo merita. È successo ai National, ora in tour con i Clap Your Hands Say Yeah. Ne abbiamo parlato venerdì in radio e, come sempre, riassume bene tutta la faccenda Il Boss.

lunedì 19 settembre 2005

When I said I wanted to steal your song

Ascoltando la sempre fantastica radio on-line indie.nu mi è capitato di scoprire che Higher power di Jens Lekman è totalmente basata su un campionamento preso da So catch him dei Blueboy, band inglese che incideva sulla storica Sarah Records all'alba dei Novanta.

Ancora sconvolto, mi metto a cercare informazioni via Google e mi imbatto in questo bell'articolo (ovviamente su Tangents) a firma Rachel Stevenson, già membro dei Fosca, gruppo londinese accasato presso la Shinkansen Recordings, guarda caso etichetta "erede" della Sarah in quanto fondata da Matt Haynes.
In Rete, prima o poi, qualche cerchio si chiude sempre.

Comunque la Stevenson, che sgama tranquilla il nostro Lekman, poi si congeda con queste clamorose righe:
«Jens reminds me of the Lucksmiths, whose sense of place both grounds them in a specific location and time but whose tales of suburban train lines and small town lives make them strangely universal. The Swedish and the Candle/Melbourne scenes happily exist, occasionally bringing their music over to the UK or the US but without needing the approval of the English or the Americans. They are the light by which we travel into different, but similar worlds».


(ps: l'articolo non lo dice, ma anche Black cab di Lekman si regge tutta su un enorme campionamento: I've got something on my mind dei Left Banke, indicatami da Lucio)

domenica 18 settembre 2005

Help the aged

Rendersi conto che dopo i trent'anni, nonostante Fabio De Luca e una fantomatica lista "polaroid+2", è fisicamente impossibile trovare qualcuno che ti accompagni ancora al Cocoricò, e allora restare a Bologna ad ascoltare che piove e scoprirsi a pensare a quei poveretti sotto l'acqua all'MTV Day.

venerdì 16 settembre 2005

Si accendono le luci

Covo Club, BolognaNonostante il sito ufficiale non sia ancora aggiornato, circolano già le prime date confermate della nuova stagione del Covo.
Ecco il programma per il mese di ottobre allo storico club di Viale Zagabria 1:

Gio 6 - Opening Party - Okkervil River
Ven 7 - Dead Beat (serata in collaborazione con L.E.D./Link)
Sab 8 - Spoon
Ven 14 - Stereototal + Final Fantasy
Sab 15 - The Others
Gio 20 - Teenage Fanclub
Ven 21 - White Stripes afterparty
Sab 22 - Boxer Rebellion
Gio 27 - Marco Parente
Ven 28 - The Zephyrs
Sab 29 - Staff (e aspettatevi anche qualche altra sorpresa...)
Lun 31 - Radio 80 (Halloween Party)

giovedì 15 settembre 2005

Affittasi ubiquità
Affinandosi

Da settimane ormai non riesco a scrivere un appunto sul calendario. Sarà perché le cose continuano ad andare avanti a strappi e schegge, e le mattine già fredde contro i pomeriggi ancora caldi mi fanno disordine in testa.
Comunque alcune date me le segno qui, tanto per ricordarmi.

Questa sera Lucio (l'uomo alla Lomo) e il sottoscritto tornano a mettere un po' di dischi alla Festa Provinciale dell'Unità di Modena. L'appuntamento è sempre al Bar Arci, in Piazzetta Fornaci, dalle dieci e mezza circa in avanti. Info qui.
La volta scorsa ci hanno detto più o meno: "dai, siete stati bravi, non avete annoiato anche se suonavate quella musica lì".

Intanto, a Bologna... Sulle frequenze dei 103.100 di Radio Città Fujiko, a partire dalle ventuno, il duo di Glamorama Arturo Compagnoni e Fabio Merighi ospiterà Kyle Darin dei leggendari Fuck per presentare con intervista e live acustico il suo nuovo progetto Yo Herve, di prossima uscita su Homesleep.

All'Atlantide Occupato, alle dieci e mezza puntuali (seee) comincia una serata parecchio rumorosa. Questa la scaletta: "ULTRALYD (dalla Norvegia su Load Records, jazzcore da paura, immaginate un incontro tra Peter Brotzman di Machine Gun e i Noxagt, di cui hanno lo stesso bassista) - ROOM204 (duo chitarra batteria, mathrock strumentale alla Oxes, da Nantes Francia) - G.I.JOE (noise funkabbestia duo da Conegliano TV)".

Ultimi appuntamenti per l'Estragon Summer Festival: questa sera di scena Skiantos e New Hyronja, mentre domani è la volta di una so-called Superclub Night con Apres La Classe, Ganjamama, Cesare Basile, Diego Mancino e Corveleno.

Sempre domani c'è un Qualcosina Party abbastanza imperdibile: Settlefish, Death Of Anna Karina e Fine Before You Came. Ingresso dieci euro e consumazioni illimitate. Santo cielo. Qualcuno abbia pietà dell'Uomo Dell'Anno.

Io sarò in radio, che dopo la puntata numero zero polaroid riprende a pieno regime e c'è una marea di nuovi dischi da ascoltare. Questa settimana festeggeremo anche il compleanno di Valido.tv: praticamente la storia del blog in Italia.

Per sabato sono indeciso tra il Cocoricò per Fabio De Luca e l'Antimtvday all'XM24.
In entrambi i casi sono un po' preoccupato per il dress code.

All'Estragon è di scena il crossover dei Linea 77, supportati dai punk olandesi Cooper. La stessa accoppiata sarà ospite domenica pomeriggio alla festa di chiusura dell'Hana-Bi di Marina di Ravenna, nel corso di una maratona all star djs con happy hour in spiaggia.

Domenica, infine, mi sembra bello segnalare l'iniziativa Ciao Skafo, una rassegna di gruppi bolognesi in ricordo di un amico: a partire dalle cinque e mezza allo spazio Estragon della Festa dell'Unità di Bologna.

Se dimentico qualcosa aggiungete pure. Notizie più attendibili, come sempre, le trovate sulla Italy Gig List (che compie otto anni: auguri!). Ci si vede a banco.

martedì 13 settembre 2005

Saker som vi glömt (2)
Le cose che abbiamo dimenticato (parte seconda)

A completare le cose dette e le canzoni suonate venerdì in radio, a fare da colonna sonora per tutte le foto, nonché per ripetere il buon esperimento dell'anno scorso, ecco un lungo post per raccontare le ultime scoperte che più ci sono piaciute in terra svedese e per suggerire qualche ascolto.

Frida Hyvönen- Comincio con una sorpresa: una cantautrice. Da queste parti non se ne ascoltano molte, è vero, ma devo dire che dapprima il notevole disco, poi un concerto seducente come pochi mi era mai capitato di vedere, infine una lunga camminata a notte fonda per le strade di Stoccolma a cercare con lei bar che chiudevano, mi hanno fatto innamorare di Frida Hyvönen. Il suo Until Death Comes è la prima uscita su Licking Fingers (etichetta dei Concretes) a non portare, appunto, la firma dei Concretes. Una tale dimostrazione di fiducia si comprende appena la voce calda di Frida, tra Carole King e Laura Nyro, sale sopra il nudo accompagnamento del pianoforte. Cercate i testi. Da segnalare anche un paio di episodi dall'inaspettato piglio tra Motown e Brill Building.
>> MP3 = I Drive My Friend

Three Is A Crowd- Torno subito nei ranghi e comincio a martellarvi con un pezzone synth-pop d'altri tempi, puro stile OMD. Sto parlando di Boredom, singolo d'esordio dei giovanissimi Three Is A Crowd, appena giunti al debutto sulla lunga distanza con l'album Hopelessness Is Key pubblicato dalla benemerita Hybris. Boredom, non se ne esce, altro che Postal Service! Di questi due/tre ragazzi con le tute di ciniglia marroni non so molto altro, e in fondo poco importa, quando si ha un pezzo come questo da far ballare.
>> MP3 = Boredom

Vapnet- Sempre Hybris si è ritrovata per le mani uno dei singoli dell'estate. Con un adorabile inno al nerdismo indiepop, il cui ritornello in svedese dice più o meno "chiamami ritardato mentale / chiamami frocio", ("this year's best chorus" secondo Jens Lekman), i Vapnet sono entrati in classifica e nelle heavy rotation estive delle radio nazionali. Provengono dalla città di Östersund, su a nord, ed erano nati come side project degli affini Sibiria. Sono eleganti, non si scompongono quando qualche migliaio di ragazzini davanti a loro canta tutte le loro parole e riescono sempre a farti battere le mani e sorridere.
>> MP3 = Kalla mig

Rough Bunnies- La prima cosa che ho pensato delle Rough Bunnies è che fossero una specie di risposta svedese alle Black Candy, e qui potete già immaginare quanto le adorassi sin dalla prima nota. In realtà le due cugine Frida e Anna sembrano più un bizzarro incrocio fra Moldy Peaches e Television Personalities in versione parecchio (parecchio) più lo-fi. Hanno una discografia piuttosto incasinata, credo per via del fatto che sono state per un po' in Germania oppure in Norvegia, e poi erano anche in un altro gruppo, gli Inside Riot, che rifaceva alcune delle stesse canzoni, e poi adesso ne stanno mettendo in piedi un altro... Insomma, il solito giro svedese.
Perdetevi tra le pagine della label Beedroom, ricostruitene la genealogia e intanto ascoltate la quantità di musica disponibile.
>> MP3 = Dance With Your Shadow
>> MP3 = qui scaricate tutto l'album Rough Bunnies Goes Pirate.

The Help Me Please- Sulla stessa etichetta usciva sul finire dell'anno scorso Buzzing like bumblees on speed, il primo vero ep per The Help Me Please, ovvero, Jonas Johnsson, commesso di libreria in quel di Goteborg, diventato one man band da quando qualche anno fa la sua sezione ritmica ha preferito suonare stabilmente nei Mando Diao. Nelle canzoni di The Help Me Please è netta l'influenza dei Vaselines, confermata anche dalle cover eseguite dal vivo. Proprio per questo mi piace. E piace anche al nostro amico koala.
>> MP3 = Someone special

Bille The Vision & The Dancers- Il FrukostPop è lo spazio dei concerti indiepop e twee all'ora di colazione. Caffè nei thermos, fette di pane da imburrare seduti sull'erba e set più o meno acustici che ogni anno la Deliciuous Goldfish Records allestisce per il piacere dei nostri risvegli. Una delle rivelazioni di quest'anno, a parte la sorpresa di vedere arrivare non annunciato Erlend Øye, sono stati questi Billie The Vision & The Dancers. Sono in sette, provengono da Malmö, il cantante indossa abiti femminili e racconta lunghe storie sentimentali, piene di vino, addii complicati, vecchie automobili su cui fare l'amore e città da lasciarsi alle spalle. Spesso fa la sua comparsa un inquietante alter ego chiamato Pablo Diablo. Musicalmente li si accosta subito a Belle & Sebastian, ma certe scelte sonore ricordano addirittura i Dire Straits.
>> MP3 = Nella sezione audio del loro sito potete scaricare per intero l'album I was so unpopular in school and now they´re giving me this beautiful bicycle

Mixtapes & Cellmates- I Mixtapes & Cellmates ve li avevo già segnalati nel nastrone estivo prima delle vacanze, e avevo davvero voglia di vederli perché il suono su disco mi ricordava tantissimo quello dei più acerbi Radio Dept. In realtà, dal vivo appare chiaro il contrasto fra la componente "emo" della band (con tutte le mosse giuste) e l'addizione di elettronica sporca e povera, fatta a mio parere con molto gusto e cura. Sono giovani in maniera imbarazzante. Nascono come ennesimo progetto di Robert Svensson, diciottenne di Asarum, che vanta una già nutrita discografia alle spalle con diverse band della scena screamo. Le ragazzine lo adoravano. A lui piacciono i La Quiete.
>> MP3 = Static, Oh Static

Gäddan och Braxen- Gäddan och Braxen (carpa e luccio?) sono due giovanotti di Lund (forse) e sono sostenuti dai qui popolarissimi Slagsmålsklubben. Suonano musica da videogiochi, né più né meno. Eppure riescono a essere molto divertenti e a non annoiare mai, perché dentro ogni folle canzone indovinano sempre qualche piccola contagiosa melodia a presa rapida. Giocano, ma dopo un po' ti chiedi se non abbiano ragione loro. Un po' di gente ballava già, nonostante fossero soltanto i secondi in cartellone. Dopo abbiamo dovuto pregarli perché ci lasciassero un disco. Ogni tanto fanno anche i dj in posti fighi come il Metropolis.
>> MP3 = Bingo för Helvete (una versione diversa da quella contenuta nel demo, so che ci tenete...)

Häxor & Porr- Su questa stessa linea, ma ben più estremi, sono Häxor & Porr, che mettono in mezzo anche strumenti "veri", voci (un po' di tutti, come capita), improvvise polke, sassofoni come armi da taglio, prolisse ballate punk in dialetto svedese e una naturale predisposizione al casino, sopra e sotto il palco, come si può intuire da questo frammento di video. Anche con loro hanno suonato praticamente tutti gli Slagsmålsklubben.
>> MP3 = Mr. Pickolo

- Ma chi sono allora questi Slagsmålsklubben? Non lo so, sembrava troppo complicato, loro erano davvero tutti troppo bevuti, il loro inglese era peggio del mio e poi cominciava a piovere un'altra volta. Le uniche cose di cui sono certo sono che il nome vuol dire "Fight Club" in svedese, e che io non avevo mai visto una bolgia totale più sconnessa e gioiosa di quella del giovanissimo pubblico durante il loro concerto.
Dentro gli SMK mi pare ci siano parecchi membri dei 50 Hertz che avevo visto in azione l'anno scorso, e la musica non è molto differente, solo meno cazzona e più tirata verso la techno e il coro da stadio. Provate allora a scaricarvi un po' di roba dei 50 Hertz, se avete fegato, tenendo a mente che "The Guardian thinks that the new Bjork album sucks but that there is two intresting songs on the album, and the 50hertz song is one of them".
Ma tutto questo, temo, è difficilmente comprensibile al di fuori dei confini svedesi.

Ci sarebbe molto altro di cui parlare. Per esempio, tra i pochi nomi che già conoscevo, i South Ambulance hanno fatto un gran bel concerto, caldo e beatlesiano, e non me lo aspettavo.
Oppure ci sarebbe da aprire un'inchiesta sul perché in Italia una bomba di gruppo come gli Je Ne Sais Quoi (loro il miglior live del festival di Emmaboda, al pari di Wolf Parade) è stato così sottovalutato, e proprio nelle stagioni in cui tutti la menavano con il punk-funk e la new wave.
Oppure segnalare l'adorabile Music Is My Girlfriend e i suoi dischi cuciti a mano.
E quegli squinternati "pavementiani" (si fa per dire...) dei Salty Pirates, che mettono tutta la loro musica a disposizione sul loro sito, e poi vendono per due euro cd-r bruciati male.
Oppure raccontare di come oramai Jens Lekman sia definitivamente una popstar...
Ma credo che per oggi ne abbiate già abbastanza.

un grazie a Lucio

sabato 10 settembre 2005

Polaroid blog podcasting!

 polaroid blog podcasting

Se c'arriva Mr. Loser, polaroid non poteva essere da meno.
Con l'avvio della quinta stagione radiofonica, si rinnovano i vecchi archivi mp3 e da oggi, grazie alla fondamentale assistenza di Corrado (grazie!), anche noi abbiamo il nostro bel podcasting.
Chi sa che cosa farsene, lo scongiuro, lo provi e faccia sapere se va tutto bene.

venerdì 9 settembre 2005

"Sweden is easily half a decade ahead of us Brits"

Visto che non crederete a una parola di quel che diremo stasera in radio, almeno leggetevi quel che scrive sulla sempre fantastica webzine Tangents Jonathan Falcone, membro dei Cassette, la backing band delle Pipettes.
(qui i ringraziamenti delle ragazze)

mercoledì 7 settembre 2005

Polaroid on air!

polaroid nel thermosOrmai è ufficiale: venerdì 9/9 alle ore 9 p.m. riprenderanno le trasmissioni di polaroid, dentro la fascia del Thermos di Radio Città del Capo.
Questa puntata numero zero sarà interamente dedicata a uno speciale sul festival di Emmaboda e più in generale a quanto della scena musicale svedese, a noi sempre molto cara, abbiamo visto all'opera quest'estate.
Accanto a me per l'occasione, nonché per sostenere la mia malferma memoria, direttamente da Stoccolma arriverà Lucio, mentre al telefono avremo Alessandro dei Le Man Avec Les Lunettes.
Come sempre l'appuntamento è sui 96.250 e sui 94.7 MHz per Bologna e dintorni, oppure c'è lo streaming on line, oppure (verosimilmente da sabato) c'è l'archivio degli mp3.
Stay tuned!
John Peel Day

John Peel DaySegnate sul calendario giovedì 13 ottobre, giornata che BBC Radio 1 dedicherà interamente a celebrare il contributo di John Peel alla storia e alla diffusione della musica rock.
Ci sarà un concerto londinese, ma l'idea principale è quella di organizzare "as many venues as possible staging gigs across the UK under the banner of Peel Day".
La BBC invita tutti a mettere in piedi ogni sorta di concerto o dj set e vi chiede di farglielo sapere. Info qui.
In Italia qualcuno supporta?
Gimme gimme Indiepop.it

Torna dalle ferie anche una delle mie e-zine preferite, Indiepop.it, e il nuovo aggiornamento non solo è ricco di dischi e segnalazioni come sempre interessanti.
Questa volta i ragazzi si sono messi d'impegno e hanno compilato la loro Lista dei 100 migliori dischi indiepop, rigorosamente in ordine alfabetico, praticamente il sogno di ogni fanzinaro.
"Dieci pagine che scavano in venti e passa anni di musica" e in cui è raccolto tutto l'amore per questa musica. Un centesimo di contributo ha potuto darlo anche la redazione di polaroid, orgogliosa di aver partecipato e grata per il superlavoro di Salvatore, Alessandro, Fabio ed Enrico. Bella, régaz.
Autunno è...

... quando sei in autobus per andare al lavoro, sta per mettersi a piovere, la memoria del cellulare è piena e tu sei indeciso se cancellare i messaggi di benvenuto delle compagnie telefoniche straniere di un mese prima...

lunedì 5 settembre 2005

Monday gaming?
"Lessons in love" Edition
Escape from the friend zone
Escape from the friend zone, sorta di adventure game a fumetti per avere la conferma di quanto siete dei veri perdenti.
Every sentence has its cost
Independent Days 2005, Bologna.

La disperazione più buia negli occhi dell'Uomo Dell'Anno quando gli hanno ripetuto che nel backstage non c'erano free drinks: ecco una delle poche cose che il vostro inviato Access All Areas può aggiungere a quanto i due più preparati e competenti compari hanno già scritto a proposito dell'Independent Days 2005.
Io mi annoto qui, a mia futura memoria, soltanto un paio di cose veloci ricopiate dal taccuino, banali lodi all'industria musicale britannica.

Gli Editors non sono sembrati così fasulli come molti temevano, anzi. Poco da obiettare se il mondo intero li prende come un sinonimo di Interpol, ma almeno degli Interpol hanno mostrato quella grinta epoca 2001 che oggi pare mancare alla band newyorkese.
E nonostante abbiano suonato tutti vestiti di nero alle tre del pomeriggio, davanti a un incandescente Parco Nord ancora mezzo vuoto, non si sono risparmiati un istante. Respect.

Maximo Park e Futureheads concerti sensazionali, tirati e senza tregua, molto più di quanto mi aspettassi dalle due band. Entrambi gli album mi erano piaciuti parecchio e alimentavano aspettative, ma si sa che ormai è difficile distinguere dove finisce il "tutti ne parlano molto/poco bene/male" e dove comincia il reale valore di un gruppo (sopra un palco?).
Alla prova dei fatti, si può dire che mentre tutti e due partono dal recupero di quei suoni eighties ormai canonici (Jam, Wire, Smiths ecc.) i Maximo Park li declinano al pop (a tratti quasi indiepop, specie negli inediti suonati qui a Bologna), mentre i Futureheads fanno deflagrare tutto il punk. La musica che ne esce è quanto mai compatta, nonostante la spigolosità.
Facce sorridenti tutto intorno, anche quelle dei roadie.
Belli belli belli. E bello anche il pubblico nelle due occasioni, con un sacco di gente felice che ballava, e una quantità impensabile di persone che cantava tutti i testi. Ma dove sono stato io tutto questo tempo?

Sui The Bravery, nonostante l'entusiasmo che mi circondava, purtroppo non sono riuscito ad abbattere il piedistallo di spocchia che mi ero costruito, e quindi mi sono divertito di meno, continuando a pensare che erano davvero dei maragli impresentabili. Comunque, singoli bomba, niente da dire, e con lo strobo in faccia la gente ha saltato finché voleva.

Il mio lavoro di "giornalista rock wannabe" (ma volentieri anche no, visto il clima che si respirava diero le quinte) l'ho compiuto intervistando i Maximo Park. Era la mia prima volta con un microfono semi-live, ero nervoso ma mi sono divertito. I frugali frutti andranno in onda prossimamente sulle frequenze di Popolare Network (thanx to Elisa e Teo).

venerdì 2 settembre 2005

Come va, lì a casa?

Amari - 'Grand Master Mogol'Sei così poco abituato ad ascoltare una canzone nella tua lingua (intendo una canzone capace di accendere qualche sinapsi) che quando un disco comincia dicendo "Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, [...] incondizionabile la scelta dell'assenza, posso nascondermi dietro l'alone di una generazione che le rivoluzioni le pensa sul divano", e per giunta la canzone si intitola Bolognina Revolution, quasi inciampi.
Ehi, dico: qui c'è uno che sta parlando. No poesia, no cantautori. Lo sentite? Discorsi di senso compiuto, argomenti, figure retoriche e tutto il resto.
Il fatto è che con gli Amari si scherza sempre: eh, belle le spillette, che fighe le magliette, e la grafica del sito spacca, volete ancora da bere? E quasi non ti rendi conto che hai davanti uno dei rari gruppi pop italiani che oggi vale la pena di stare ad ascoltare. Si offenderanno se scrivo pop?

Le parole in libertà dell'album precedente forse avevano confuso qualcuno: ma cosa fanno questi, hip-hop demenziale? No signori, ascoltate Campo minato e ditemi se non è una delle più belle canzone italiane dell'anno.
Ripeto pop perché dopo averli visti dal vivo mi sono ormai fissato che ricordano quel tipo di live che facevano anni fa i Bran Van 3000, dove il rap era uno degli elementi in mezzo agli altri, tutti molto divertenti e tutti molto curati nei dettagli. Proprio come la musica degli Amari, ormai così raffinata che si può ballare ma anche mettere su in macchina quando hai voglia di compagnia.

Dentro c'è tanta elettronica e c'è la musica suonata. C'è la voce che va veloce sulle parole e c'è la voce che canta le melodie. Ci sono ancora ironia, citazioni e suppongo inside jokes a non finire, e c'è qualcosa da raccontare capace di raccogliere e usare tutto ciò.
E dentro "Grand Master Mogol" ogni cosa si rapprende in canzoni e storie che, santo cielo!, sono le tue, nella tua lingua, ti parlano. Chi altro è capace di farlo così oggi?

giovedì 1 settembre 2005

Too many candles

Cose che mi piace immaginare starei per fare se ora, 1 settembre 2005, fossi nella cucina di via Carrati:

1) aprire la finestra sul terrazzino. Se fossì lì anche l'estate sarebbe lì a sbiadire la schiena,
2) fare una torta di quelle colorate (di verde), con le candeline piccole che colano cera azzurra sul bianco della panna,
2b) una torta con sopra scritto Official heading towards 35! - e tu non apprezzeresti e io ti direi:
3) ma dimostri diciannove anni (and I do look so old tonight),
4) suonare The Triangles,
5) mettere i tuoi regali in buste di carta obus (graphic designer Kilie Zerbst),
6) appendere palloncini,
7) fare una polaroid del mojito e ghiaccio sparso e lime fatto al punto
8)
bevuto al punto
9) in cui tu arrivi e sei sorpreso (shocked, really!) di vedermi lì con le trecce e i jeans e tutto quel ghiaccio in terra e la menta (verde).
E,
10) Buon Compleanno, ebi
Affittasi ubiquità
Di già?

Mentre molti di voi ancora si stanno spellando la schiena e pensano alle vacanze, qui la stagione si è rimessa in moto e propone già una fitta serie di appuntamenti.
Comincio con un po' di autopromozione: a partire da questa sera e per altri due giovedì Lucio (l'uomo alla Lomo) e il sottoscritto metteranno un po' di dischi alla Festa Provinciale dell'Unità di Modena. Ci si vede al Bar Arci, in Piazzetta Fornaci, dalle dieci e mezza circa. Info qui.

Sempre questa sera, alle 21, sulle frequenze di Radio Città Fujiko riprendono le trasmissioni di Glamorama, con Arturo Compagnoni e Fabio Merighi. Come di consueto, novanta minuti di imprescindibile aggiornamento musicale fatto davvero bene e con passione, mica bloggers.

Per passare alla musica suonata, questa sera la tenda Estragon propone i Voicst dall'Olanda e i Triggerfinger dal Belgio di cui non so nulla. Per fortuna ci sono i nostrani Valentines ad aprire.
Alla Festa dell'Unità di Modena ci sono i Sud Sound System, mentre a quella di Reggio Emilia Frankie Hi-NRG.

Domani è un campo minato. Comincio dall'appuntamento al quale sarò presente, in quanto gioco in casa (e non succedeva da una quindicina d'anni). A Casumaro, nella Bassa tra Modena e Ferrara, i Three In One Gentleman Suit organizzano una due giorni misteriosamente intitolata Bye Bye Baywatch. Si comincia venerdì con The Death of Anna Karina, Deep End e Caboto. Il sottoscritto sostituirà il buon Marco Delsoldato e accompagnerà gli aperitivi con un po' di dischi prevedibili, a partire dalle 19. Sabato invece è la volta di G.I.Joe, Settlefish ed En Roco. Il "festivalino fatto a mano" è a sottoscrizione, 3 euro a giornata per Amnesty International.

Sempre domani, a Gradara (Pesaro) il Pop Gruppo organizza una due giorni sagacemente intitolata Pop Gradara. In cartellone Lungfish (Dischord, USA), Dalek (Ipecac, USA, unica data in Italia), Settlefish e Ronin. Il tutto dalle 19 nella Piazza d'armi della Rocca Di Gradara. Ma già nel pomeriggio, dalle 15, Teatro Comunale c'è un workshop musicale con Jacopo Andreini. Nella giornata di sabato, invece, concerti di To Rococo Rot (Domino, Germania, unica data in Italia), økapi, Port Royal, Deep End e Redworm's Farm. In caso di pioggia i concerti si terranno al Velvet di Rimini.

Qui in città venerdì è la giornata degli Afterhours insieme a Greg Dulli alla tenda Estragon, mentre a Vicolo Bolognetti sono di scena Les Fauves insieme ai Damien.
Infine, sul palco della festa dell'Unità di Reggio Emilia sale Enzo Jannacci.

Sabato 3 immagino sarete tutti a Bologna per vedere gli Hot Hot Heat e gli Stars, e fate bene. Io invece sarò al matrimonio della mia migliore amica, in veste di testimone e dj, a farmi spezzare per sempre il cuore e a cercare maldestramente di far ballare un centinaio di svedesi, giuro.

Domenica, per gli ultimi scampoli d'estate, all'Hana-Bi di Marina di Ravenna sono di scena i Corveleno, mentre a Bologna c'è l'Independent Days Festival, con tutti i nomi noti. Ci si vede lì.

Cosa dimentico, a questo primo giro?

update: come molti avranno già notato, al sempre più serio Independent, a due giorni dal festival sono saltati Bloc Party e Ordinary Boys...