sabato 26 febbraio 2005

Alle ore piccole

«Se chiudi la porta la notte potrebbe durare per sempre
Lascia fuori la luce del sole e di' ciao al mai

Tutte le persone stanno ballando
E si stanno divertendo così tanto
Vorrei che capitasse anche a me

Ma se chiudi la porta
non dovrò vedere il giorno mai più

Se chiudi la porta la notte potrebbe durare per sempre
Lascia fuori i bicchieri di vino e fai un brindisi al mai
Oh, un giorno, lo so, qualcuno guarderà nei miei occhi
E dirà ciao, tu per me sei una persona molto speciale

Ma se chiudi la porta
non dovrò vedere il giorno mai più

Buie feste nei bar, scintillanti cadillac
E tutta quella gente nella metropolitana e sui treni
Che sembra grigia nella pioggia, e sembra così scompigliata
La gente invece ha un bell'aspetto nel buio

Se chiudi la porta la notte potrebbe durare per sempre
Lascia fuori la luce del sole e di' ciao al mai

Tutte le persone stanno ballando
E si stanno divertendo così tanto
Vorrei che capitasse anche a me

Ma se chiudi la porta
non dovrò vedere il giorno mai più»

(Velvet Underground, After hours)


Come DJ non ho molto talento, ma a volte mi diverto a mettere un po' di dischi per gli amici.
Per esempio: suonare Rockwrok all'una passata, con la pista ancora semivuota, solo perché uno mezzo ubriaco insiste per gli Ultravox è un errore. Prendo nota, ogni volta imparo qualcosa.
D'altra parte, appena ti accorgi che verso le tre Fabio Merighi in persona, live from Glamorama, sta per indossare il cappotto e salutare, tu piazzi in fila Gold soundz, Debaser, Hotel Yorba, Blister in the sun, Ask, gli Shout Out Louds, forse anche gli Strokes, e sai che da lì non si muoverà nessuno.

Ma il momento che ogni volta mi stampa il sorriso sulla faccia è alla fine, quando arriva qualcuno dei ragazzi del Covo a dirmi che è tardi e che la prossima canzone è l'ultima. A quel punto, magari dopo che Out of the races and onto the tracks e Pardon my freedom hanno tirato una volata fuori tempo massimo, e le quattro sono passate da un pezzo, a quel punto chiamo la voce di Maureen Tucker a dare a tutti il bacio della buonanotte, e lei sussurra One, Two, Three e comincia a cantare con delicata ironia di feste, ore piccole, timidezza prima di entrare nel buio e porte che si chiudono.
I neon del Covo si accendono e vedo le ragazze e i loro cavalieri che sono rimasti fino all'ultimo, il pavimento sporco, i bicchieri vuoti lasciati in giro, il viso stanco di qualche barista che comincia a rovesciare gli sgabelli sui tavoli. E in mezzo alla pista c'è sempre qualche ragazza che conosce le parole della canzone, e prima di uscire si ferma e appoggia i polsi sulle spalle dell'amico e gli ripete I'd never have to see the day again.

venerdì 25 febbraio 2005

Affittasi ubiquità
Tempesta di ghiaccio version

Qui stamattina nevica gagliarda, per cui non so quanto possano essere affidabili le indicazioni di appuntamenti per il fine settimana. Peccato, perché ci sono una quantità di cose interessanti in giro.
Questa sera si comincia alle 21, sulle frequenze di Città del Capo, con il Thermos/polaroid condotto dal sottoscritto e dalla nostra inviata down under in Perth. Dopo la settimana di pausa torniamo con un sacco di musica da ascoltare.

A seguire, l'imbarazzo della scelta. Al Covo è di scena il Black Candy Records Party, sorta di piccolo festival itinerante delle band della neonata, ma già molto attiva, etichetta toscana. In Viale Zagabria 1 vedremo Joe Leaman, i Kech e i Velvet Score (e speriamo che i Kech abbiano già il loro nuovo album Join the cousins).
Dopo i concerti, L'Uomo Dell'Anno e io proveremo a scuotervi la neve dai cappotti e a farvi ballare come si deve.

Altro live al TPO, per l'appuntamento oramai mensile da queste parti con i Karate. La serata comunque promette bene perché ad aprire ci saranno Majirelle e i Redworms' Farm (e potrebbe essere una buona occasione per procurarsi il loro nuovo album Amazing!).

Domani, una leggenda sale sul palco del Covo: signore e signori, Eugene Kelly, già nei Vaselines e negli Eugenius (bignami di storia qui e qui, e non vi cito nemmeno Kurt Cobain).
Lo ricordo aprire una data di Belle & Sebastian, anni fa al Vox, nel disinteresse generale e nel rumore della folla che stava arrivando. Poi qualcuno riconosceva Jesus don't want me for a sunbeam e credeva stessero suonando una cover.
Domani non ripetete lo stesso errore.
Tra l'altro, proprio due membri di B&S cureranno il dj set dopo il concerto, ovvero Richard Colburn e Chris "Beans" Geddes.
Ad aprire la serata, gli indie local heroes Mersenne.

In alternativa, un'altra data interessante in regione sarebbe quella del Calamita (Cavriago - RE), dove scende Goodmorning Boy, ovvero Marco Iacampo, apprezzato autore in bilico tra cantautorato e indie rock, per presentare le canzoni del suo ultimo lavoro Hamletmachine (Urtovox 2004).

giovedì 24 febbraio 2005

Siete la generazione che ha comprato il maggior numero di scarpe
E avete quello che vi meritate

Johnny Boy - 'You Are the Generation That Bought More Shoes and You Get What You Deserve'


Grazie a Lucio, che mi ha segnalato quella che è diventata la canzone del momento da queste parti, lo scorso anno già singolo della settimana su NME e singolo del mese su Jockey Slut.
Qui il sito ufficiale del duo britannico, composto da Davo (chitarra e voce) e Lolly (ancora più chitarre, ancora più voce).
I nomi spesi per presentarli vanno da Phil Spector ai Saint Etienne, passando per Blur e My Bloody Valentine.
Qui trovate l'Extended Mix ad opera di Crews Against Consumismo.
The Diskettes are back!

Si intitola Weeknights at Island View Beach ed è il secondo album per The Diskettes, sciabolatissimo duo canadese che amammo istantaneamente all'epoca del debutto omonimo, assurdo impasto di Beat Happening in versione lo-fi bossanova.
Emily Beliveau e David Barclay si ritrovano finalmente sulla stessa costa del continente e tornano con questo nuovo disco che esce per la Blocks!, etichetta che non si ritiene nemmeno tale ma si definisce "a recording club. [...] people working with each other to make and pay for the making of records together. Our records are cheap and we make them ourselves".
I Diskettes domani sera saranno in concerto a Charlottetown (Canada) insieme a Julie Doiron (così, magari vi interessava saperlo), mentre pare che a Montreal abbiano suonato gratis dentro una stazione della metropolitana.
Ma la notizia più bella è che nelle prime due settimane di giugno saranno in Europa! Sapete dove trovarmi...
I maestri del brindisi

Yuppie Flu - Toast MastersUscirà il 29 marzo Toast masters, il quarto album dei marchigiani Yuppie Flu, come sempre targato Homesleep.
Si preannuncia il loro album più rock, e grande importanza avranno i testi (contenuti nel libretto, come già per l'ultimo Days before the days).
Toast masters sarà preceduto da un singolo, Our nature (uno dei loro migliori pezzi di sempre, per quel che mi riguarda), di cui ci eravamo già goduti la versione demo presente nel cd allegato al primo numero di Losing Today.
Nel singolo ci sono anche due inediti che non finiranno sull'album, Stay for a while (tre minuti newyorkesi, in bilico tra Velvet Underground e Strokes) e Cold rays of sunshine, che parte come una ninna nanna (non è difficile immaginare Dodo a occhi chiusi e sigaretta incantarsi al piano) per poi esplodere epica à la Mercury Rev.
La primavera è dietro l'angolo.
Il plurale del coro

Volevo camminare, e l'ho fatto.
Dopo la neve, il cielo era terso e blu come gas che brucia. La luna l'avevo alle spalle, specchiante.
Ho cominciato a stilare l'elenco delle domande che non mi erano venute in mente durante l'intervista.
La neve sciolta era come una spiaggia, brillava il castello di sabbia della città che non attraversavo da tempo.
Sillabavo scritte sui muri, pensando come ogni volta che avrei dovuto cominciare a fare fotografie per non dimenticarle.
Mi sono distratto, finendo a chiedermi che cosa ci ricordiamo delle canzoni.
Avevo sulle labbra il ritornello "hopscotch around the yard", ossessivo, mentre l'altra voce faceva eco.





(streaming tips&tricks by [mini]marketing)

mercoledì 23 febbraio 2005

Avanti con lo spazzaneve!
Frida X @ Murato

Come sale sulle vostre ferite, o davanti al portone del garage perché qui nevica di brutto, questa sera a Murato arrivano i Frida X, band di cui attendo personalmente l'esordio su cd da quando li vidi per la prima volta al Bestial Market, tipo nel novantaquattro, ancora si chiamavano Frida Frenner e alla voce c'era il futuro Wu Ming 2.
Adesso sono diventati grandi (miglior demo del mese su Blow Up n. 77), hanno finito di registrare Nessuno lo saprà e dentro c'è la mano di Giorgio Canali e Enrico Brizzi.
Questa sera, moonboot, galosce e rock'n'roll, non mancate al Club 74.
Prima e dopo il concerto dj set di Elisa Graci.
Shout out loud, Frodo

E così Elijah Wood era là in mezzo alla gente che cantava: I'm so happy, I'm so happy and then again I'm always sad, come facevamo noi? Wow.

martedì 22 febbraio 2005

lunedì 21 febbraio 2005

Drink a souvenir and go away

Venerdì sera Emma Pollock e io avevamo le stesse scarpe. Alun Woodward aveva una maglia a righe orizzontali. Era una sera molto fresca ed eravamo su questa terrazza.
Emma ha detto che un uomo era morto sul loro volo da Tokyo a Perth. Tutti hanno riso. E lei ha ribadito reggendo una cosa che poteva essere negroni, che non stava scherzando. E poi è partita Everybody come down e nessuno ha più fiatato fino alla fine del concerto. The weaker argument... è stata l'ultima. Lovely.
Take it easy

Fuori c'è sempre questa eterna estate straziante. Il cielo è così noiosamente chiaro e l'aria è secca e tutto è così nitido e immoto che può infastidirti il tuo respiro. E la città è ugly e possono passare ore senza che nessuno entri nel tuo campo visivo bicromo. E poi dal niente appaiono questi ragazzini, downpours of sweat, e lentiggini, dico, come gli elfi dopo che hai fatto indigestione di amanite muscarie, anni luce far away da te, inutile pallida creatura di città priva di immaginazione. Questi non sono veri, sono tipo abitanti del mare, capitolo uno del dizionario illustrato della nuova mitologia marina della Vecchia Zelanda. Mio Dio. Potrei stare ore solo a guardarli inguainarsi nelle loro wetsuits pieni di sabbia e guardarli avere un sacco fun fuori nell'acqua, scalzi nei supermercati con il bottiglione da tre litri di latte nel ghiaccio dell'aria condizionata. Each feature improved, each movement refined. Alla fine e come spesso accade mi sto sbagliando, ma ascoltare Digital ash in digital urn sull'oceano è lo stesso che buttare altro tempo sui prodigi dell'adolescenza, la fronte e i piedi out of sync, e sto prendendo scorciatoie. Le enormi finestre sull'acqua delle ville di Cottesloe beach, qualcosa lasciato scritto accanto a letto e non ci sento troppo bene per via del disturbo nel suono che viene da un'altra parte, da un'altra costa, sull'altro lato, in oriente.

domenica 20 febbraio 2005

Trendy Today

L'uomo 2005 è "at the gigs".
Lo dice il numero di questo mese di L'Uomo Vogue che ho subito comperato dietro consiglio di quell'arbiter elegantiarum che è Inkiostro.
Vi basti sapere che in copertina ci sono The Bravery, l'ultimo gruppeto from New York a recuperare Ottanta e new wave e (in maniera pesante) Duran Duran.
Il cantante Sam Endicott "indossa black leather jacket, polo shirt & jeans: tutto Dior Homme by Hedi Slimane". E sti cazzi.

I ragazzi sono però in buona compagnia. Poco dopo infatti incontriamo: Rapture (Miu Miu, Mabro), Blonde Redhead (Marc Jacobs, Dsquared) , The Stills (Dior Homme), The Kills (Helmut Lang, Diesel), The Secret Machines (Helmut Lang), Keane (DKNY, Calvin Klein, Dolce & Gabbana), The Killers (Popeline, Helmut Lang), Kasabian (Paul Smith, Diesel, Replay), Carl Barat (Gucci, John Galliano, Ennio Capasa, Costume National Homme), Babyshambles (Burberry Prorsum, Nicole Fahri), The Others (Hugo Boss), Elefant (Alexander McQueen, Aquascutum), Interpol (John Richmond, Blinde Optical), Ambulance LTD (Paul Smith, Burberry Prorsum), The Ordinary Boys (Raf Simons), Razorlight (Dior Homme), Snow Patrol (Neil Barrett, Paul Smith, Helmut Lang).

Menzione particolare per il servizio sui Kings Of Convenience (Prada, Jacquard, Jil Sander, Miu Miu, Gaetano Navarra, Bernard Zins, Alessandro Dell'Acqua), dove Eirik Glambek Boe è fotografato in una credibile versione American Gigolo.

Vince tutto comunque l'articolo su Michael Stipe (Dolce & Gabbana) firmato Paola Maugeri, che così principia: «Ho intervistato Michael Stipe quattro volte negli ultimi sette anni. L'intervista, come in un rito, comincia sempre allo stesso modo: ci sediamo l'uno di fronte all'altra, ci rolliamo una sigaretta con del buon tabacco Virginia e ci sorridiamo. Io, guardando dritta in quegli occhi grandi, intelligenti e blu attacco con la stessa prima domanda: "Michael, io vengo da Catania, Sicilia. Tu da Athens, Georgia. Com'è il mondo visto dal Sud? Da quel Sud del Nord...?". Attimo di silenzio, boccata della sigaretta doverosa...»

Non mancano le rubriche su iPod, collezioni di t-shirt pop che passano sui catwalk, e the ultimate status symbol: "avere un compagno rockstar, membro semisconosciuto di una indie band, oppure famosissimo".

Ultima segnalazione per lo staff di fashion editor e fashion assistants (non chiedetemi che mestieri siano, ma questi lo fanno dannatamente bene), tra i quali non si può non citare Panos Yiapanis, Nuhra Kahn e Pippa Vosper.

sabato 19 febbraio 2005

Affittasi ubiquità
Bologna Boston Roma New York India

Serata fitta di concerti qui in città, régaz. Toccherà darsi una mossa.

Al TPO a partire dalle 22.30, c'è "Indies for India", una serata no-profit di musica, reading e cabaret a favore delle popolazioni indiane del Tamil Nadu, duramente colpite dal maremoto del dicembre scorso.
Gli incassi della serata saranno devoluti all'Associazione Manitese, presente durante la serata con un banco informativo e di raccolta donazioni.
Sul palco saliranno Alix, Moltheni, Yuppie Flu e One Dimensional Man, seguiti dai dj-set, con interventi di Freak Antoni e Dandi Bestia degli Skiantos, Emidio Clementi, il poeta Cheyenne Lance Henson e Michele Vietri.

Al Covo sono di scena i piacioni Liars e non è difficle prevedere il sold out. Arrivate presto. Soprattutto per non perdere l'opening act dei devastanti Rosolina Mar.

Al Blue Inn Cafe (in Via dei Fornaciai 9/3) c'è una serata dal titolo Criminal Rock'n'roll Party che vedrà come ospiti principali i bostoniani Kings Of Nuthing, e di spalla The Wild Beast (non so nulla, suppongo siano in area rockabilly/garage) ma che ci interessa soprattutto perché vedrà la partecipazione anche degli Intellectuals, duo romano chitarra batteria che fa un certo mazzo a gente come i White Stripes (Girl se la magna Meg).

Albi & Anais consigliano (con argomenti fotografici decisivi, direi) la serata brit curata da Radio Antenna 1 al Condor di Modena.

Da qualche parte, ci si vede a banco.
Aspettando il canto delle sirene

È il loro ultimo appuntamento?
È anoressia?
È possibile che la macchina da presa passi di lì?

È il nuovo bellissimo video dei New Order.
Respect.mp3

Con una lettera sul loro sito le Sleater Kinney hanno chiesto ai fan di non scaricare il nuovo album The Woods, la cui uscita è programmata a maggio.
La lettera è stata rimossa ma la potete leggere ancora qui.

It's scary to imagine that this leak might actually affect our livelihoods, but ultimately this isn't about the fear of people not supporting us financially as indie artists. We don't think of 'The Woods' as some product getting out there early, we think of it as our art and lives and dreams. For us it's about respect and about people supporting us by being aware of our artistic intent. We ask that you please respect our wishes to present this record the way we intended.

Cercando in rete cosa se ne diceva, ho trovato molto interessante il post e i commenti su Chromewaves.
Opinions are like blogs - everyone's got one [...] if the artist asks you not to download it, then that should be the final word on the matter.

La discussione ovviamente si amplia, Frank confessa di non apprezzare l'ascolto della musica al computer e di non utilizzare il peer to peer.
You don't value that which costs you nothing.

Tra i suoi link scopro anche cosa pensa il molto meno diplomatico Prefuse 73 della gente che ha reso disponibile in anteprima il suo prossimo album...
Just a bunch of friends

Non sono molto addentro ai v-log (i blog che aggregano contenuti video invece di post), ma di solito dove arriva Biccio, io arrivo un paio d'anni dopo.
Comunque, mi piace segnalare questo suo post con un video bellissimo fatto da lui per ricordare il Webbitt 2003 e la presentazione del libro della Pizia.
Mi strappa un sorriso, e non credo sia merito degli Shins.
Sembra passato tantissimo tempo.

venerdì 18 febbraio 2005

Prima pagare poi ricordare

Filippo Scòzzari 'Prima pagare poi ricordare. Da «Cannibale» a «Frigidaire». Storia di un manipolo di ragazzi geniali'In marzo, dopo lunghi brontolii invernali, cortei, occupazioni, scrosciar di vetrine sfiorate dai vidiam, Bologna eruttò.

Questa sera non c'è polaroid alla radio.
Questa sera c'è Filippo Scòzzari a Bologna, al Cortile di Via Nazario Sauro 24, per presentare la riedizione del suo Prima Pagare Poi Ricordare.
La serata fa parte del programma dell'Associazione Civico 32 e sarà curata dallo Studio GradoZero.

Intere notti a succhiare Ramones, Residents, Sex Pistols, Clash, Ultravox, Stranglers, Eno, James Chance/White, No NewYork, Lidya Lunch tra mangiate d'oppio, LSD "windopen" o piramidine fucsia, canne, ragazze che davano il loro contributo strillando "Io sono un cane Io sonun cane Iosonuncanecanecane".

Il sottoscritto avrà l'onore di mettere un po' di musica dell'epoca tra il reading e le chiacchiere con l'autore.
L'appuntamento è alle 21. Non mancate.

Nella follia di quei mesi, tra cortei, canne, Residents e lacrimogeni, la Traumfabrik divenne veramente un centro d'aggregazione, pieno di fermenti. Sfiga volle che io ci dormissi, tra quei fermenti, ma mi divertivo come un pazzo.

mercoledì 16 febbraio 2005

L'underground è troppo in alto
Vediamo cosa c'è più in fondo

Sono due tra i milioni di versi scritti dagli Uochi Toki.
Che poi, a pensarci, magari si incazzano pure se gli dici che scrivono dei versi.
Parole può andare? Sì, insomma, la cosa che colpisce subito degli Uochi Toki è il fiume di parole in piena che travolge e stordisce.
Del resto la musica e le basi fanno di tutto per sparire o per non farsi riconoscere come tali.

Li hanno definiti nichilisti, ma a me sembra quel nichilismo che nasce dalle infinite meta-prese di posizione che saturano le discussioni della scena hardcore italica. Difficilmente si pensa al rap tradizionalmente inteso dopo che si è ascoltato Uochi Toki. È un'invettiva che non risparmia nulla, nemmeno se stessa. Un effetto larsen della consapevolezza. Qui si assiste a un infernale vortice di auto auto auto auto ironia che non concede nulla al confronto. Come mi pare d'aver letto una volta da Aiki, "quelli che disprezzano e non capiscono / quelli che apprezzano e non capiscono". Sei in un vicolo cieco, ti volti indietro e Uochi Toki è lì, a puntarti l'indice contro.

Per scoprire cosa c'è sotto l'underground, questa sera gli Uochi Toki saranno ospiti a Murato, Club74, in Via Della Grada 10 a Bologna.

martedì 15 febbraio 2005

Come parlare da soli in macchina di notte

Human Television - 'All Songs Written By'Pochi minuti per consigliarvi al volo gli Human Television, gruppo proveniente da Gainesville, Florida, e che incide per la newyorkese Gigantic.
All Songs Written By: Human Televison è il loro mini album di debutto e sin dall'attacco della traccia d'apertura Saw You Walking By ho capito che erano il gruppo per me.

La cosa dovrebbe interessarvi pochissimo, in questa age d'or dei forum, della supponenza, del definitivo esilio della curiosità tra le cose più da sfigati che ci possano essere.
E così sia, tanto gli Human Television sono il tipico gruppo che conferma più che sorprendere, che rassicura, in un certo senso, piuttosto che disegnare nuovi orizzonti, e perciò destinato nelle nostre lande all'oblio più completo.
Un gruppo che si fa il video in casa con la telecamera appoggiata su una sedia e non si vede nemmeno la testa del cantante. Io li potrei adorare già solo per questo.

La musica degli Human Television è Classico Pop Anni Ottanta, proprio quello maiuscolo e veloce di Rem e Smiths e Go Betweens e Wedding Present, con qualche irruenza C86 e qualche concessione ai ritmi tirati della contemporanea neo new wave, tipo la conclusiva Sick With Redundancy Check o la straordinaria Cars Are Weird, che potreste fare lo sforzo di ballare anche se non la conoscete, nel vostro locale preferito, dopo i Cure e prima, che so, dei Fall o dei New Order o dei Bloc Party.
Sette canzoni tutte sotto i tre minuti: a volte sono più indiepop (I forgot), altrove dimostrano di sapere maneggiare bene atmosfere più cupe (Tell me what you want o i precedenti singoli).

Nel loro essere familiari e nuovi al tempo stesso, gli Human Television sono perfetti per il mio scorcio di fine inverno, dove la notte è ancora dalle parti dello zero, ma di giorno si annusa la Falsa Primavera e si comincia a pensare che tra poco si appoggerà il cappotto da qualche parte per non riprenderlo più.

lunedì 14 febbraio 2005

Valentines reply

and i miss you,
but luckily there's music
luckily there's music to get me through

and i think of you
everyday of my life
and everyday i miss you and wonder and guess
what you are listening to

io: shins, stars, arcade fire, smiths - per l'inglese e per non dimenticarmi di essere sick and ill, deloris & art of fighting - ho anche comprato i disci, bright eyes, patrick wolf e bloc party - che ballo sulla moquette.
Hello Kitten
(per ballare da soli a San Valentino)

Ciao gattina
non è che mi manca il sesso
è soltanto pelle contro pelle
quello di cui ho voglia

Le foto che faccio
non sono le foto che mi piacciono
sembrano stupide, fanno schifo
se le confronti con la vita vera

Tu hai un'iride blu con un tocco Rosso di Siena
e questa cosa scaraventa per terra ogni mio rancore
Tu hai sopracciglia inquisitorie
che mi fanno sentire molle dentro
e le tue labbra fanno un suono come di fusa

Ho intenzione di diventare cieco questa notte
Ho intenzione di erigere un santuario ai giorni sprecati
Ho intenzione di diventare cieco questa notte

Ciao gattina
tu non saprai mai come mi sento io
quando sono accartocciato ai tuoi piedi
credevo fossi perfetta
ma quella battuta razzista
ha reso ogni cosa più agrodolce

Non vorresti schiaffeggiarmi
lasciandomi le labbra un po' gonfie
così potremmo prenderci un giorno di mutua

Non vorresti tagliarmi via un braccio
e chiuderlo in una valigia
poiché l'amore sta arrivando a schizzi.

Sono così fottutamente felice che fa male.


[ ascolta Hefner, Hello Kitten ]

"This song grew to be perhaps our most popular with the fans and we rarely got away without playing it in our show. Once at the Emmaboda festival in Sweden it seemed that all the audience had come for this song alone. It is of course about wanking. The main chorus phrase coming from the English expression 'You'll go blind if you don't stop doing that.' Its something mums say when they catch little boys playing with themselves" (Darren Hayman).
Mia seducente partnership

Le imprescindibili striscie di San Valentino di Net To Be, disegnate da Roberto Grassilli.
I won't pretend to love you
I just want a shag!

Gli imprescindibili biglietti di San Valentino di Popbitch.

domenica 13 febbraio 2005

"Produced By Oderso"

Stupid Set - Hear the rumble
Freak Antoni - Il governo ha ragione
Gaznevada - Oil tubes
Hi-Fi Bros - Strangers in the night
Confusional Quartet - Beguine sulla luna
Gaznevada - When the music is over
Bieki - La mia famiglia

Questa la scaletta della puntata di venerdì scorso in compagnia di Oderso Rubini e Arturo Compagnoni.
Qui trovate gli mp3.
Una colonna sonora molto più attuale di quanto non si possa credere.
È stato abbastanza emozionante.
Grazie ancora a Oderso per la disponibilità e la gentilezza.
Non disperdetevi.
Dopo l'aperitivo

Sull'inserto domenicale del Sole 24 Ore di oggi appare un articolo intitolato "Una playlist su misura", dove è citato un po' a caso il nostro Loser ("il sito di riferimento del bastard pop") e dal quale si apprende che esistono i playlist party.

«A Londra, i cultori dell'iPod si ritrovano periodicamente in pub sconosciuti per presentare davanti a una giuria la propria selezione musicale e partecipare alla realizzazione di una playlist personalizzata e insieme collettiva".

Mah...
Dopo la fine

Non l'avevo ancora scritto qui, ma la nuova versione di Leonardo, ovvero il romanzo a puntate datato 2025, mi piace parecchio (ed è un bel modo per chiuderla coi blog).
Mi ricorda un po' la premessa di uno dei migliori programmi radiofonici che si possano ascoltare oggi in Italia, Razione K: "Come ricorderete, nelle puntate precedenti, il mondo è finito".
Dopo il weekend

Qui è una domenica mattina da Falsa Primavera di Hemingway. Ci sono le margherite nelle aiuole ai semafori e i semafori sono deserti per il blocco del traffico. Attraversi la strada con i giornali sottobraccio e addosso soltanto un maglione. Tira vento, soffierà via micropolveri e buonumore di un solitario fine settimana.

Per ora teniamoci questa quiete e il sorriso che ti rimane da ieri notte, quando ti sei ricordato che in questa città esistono ancora le cantine dove la gente ti suona accanto e la birra costa un euro, ed esiste ancora il Punk Rock senza il solito contorno di cani, e le serate senza Scena.
Una vera sorpresa il Vecchio Son, sala prove del quartiere San Donato, ora gestita tra gli altri anche da Steno dei gloriosi Nabat. Mi ci sono rifugiato dopo l'apnea dello spettacolo di Julian Cope (scusate, non mi ha dato nulla, magari capirò più avanti) e avrei voluto che la musica continuasse. Al Vecchio Son dovrebbero fare più spesso serate del genere: perché così pochi qui in città conoscono questo posto?

Un saluto agli Atomic Loosers, quello di ieri (insieme ai veterani Temporal Sluts) era per loro un concerto d'addio, con la speranza che ci ripensino.

giovedì 10 febbraio 2005

A book into your eyes

È nato The Blog of Stanley Creep, il primo Unofficial Pecksniff Fans Site.
This past week
The Radio Dept. live in Bologna, 9/2/2005

The Radio Dept. live @ Estragon, Bologna, 9/2/2005La cosa più incredibile del concerto dei Radio Dept. di ieri sera non è stato il fatto che nulla sul palco si sia inceppato, come d'abitudine capita agli svedesi.
La cosa più fantastica non erano i ragazzi in prima fila che cantavano le parole (anche se la tipa con maglietta a righe e fermacapelli molto teen era dotata di notevole fascino), a questo ci eravamo già abituati dopo la loro prima discesa in Italia.
La cosa più sorprendente non era nemmeno lo scarto al centro della nuova This past week, con la cassa pulsante in stile balearico, o le derive Pet Shop Boys (Being Boring è forse la canzone più importante per Johan Duncanson, parole sue).

The Radio Dept. live @ Estragon, Bologna, 9/2/2005E non m'importa della "freddezza" e della mancanza ora anche di un basso, oltre a quella storica di un batterista.
E non m'importa della loro cronica timidezza, o dei concerti sempre troppo brevi (ma ieri sera con 11 canzoni hanno quasi toccato un record), o del fatto che continuano a rivelarsi incapaci di gestire il merchandising.

No, quello che mi lasciava di stucco era voltarmi e vedere l'Estragon pieno di gente. Anche più di quella che avevamo portato l'anno scorso al Covo con il nostro ingenuo passaparola.
Era vedere tutti noi, lì raccolti intorno a tre ragazzini che si fa davvero fatica a considerare artisti o anche solo musicisti rock (nei camerini, a fine serata, sono stati loro a dirci che era ora di andare).
The Radio Dept. live @ Estragon, Bologna, 9/2/2005Era vedere tutti noi venuti lì per ascoltare solo questo abbozzo di musica, satura di riverberi, di echi e feedback sempre più trattenuti, batterie fatte al computer e voci sussurrate, e tutte quelle altre cose che stanno a raccontare il solito "I always long somehow / back to 1995".
Era vedere con stupore, come ogni volta, che in qualche modo tutti comprendono bene che, in fondo, ciò che i Radio Dept. fanno è poco, è fragile, è un soffio appena. Ma lì ci sei tutto tu.

mercoledì 9 febbraio 2005

Affitasi ubiquità
(Mercoledì delle Ceneri version)

Non so quanto nei prossimi giorni questo blog potrà essere aggiornato, per cui vi lascio il fitto calendario di appuntamenti e corro a scaricare i primi dischi del 2006.

Questa sera l'ubiquità si rende necessaria per non perdersi nessuno dei due phichissimi eventi che si svolgeranno in contemporanea a Murato e all'Estragon.
Al Club74 sarà di scena Wu Ming 2, che insieme a El So (Paul Pieretto - Agostino di Tommaso), Stefano Pilia ed Egle Sommacal, terrà un reading tratto dal suo romanzo Guerra agli umani.
Nel locale di Via Calzoni 6H, invece, tornano a Bologna i nostri Radio Dept., la band svedese che l'anno scorso noi e un bel po' di amici riuscimmo a portare per la prima volta in Italia.

Domani sera sul palco del Calamita di Cavriago (RE) salirà Chris Leo, già membro di Van Pelt e The Lapse.
Vale la pena tentare la trasferta infrasettimanale anche perché ad aprire il concerto ci saranno i Vancouver, promettente band di casa Recycled Music, sulla quale torneremo.

www.astroman.itVenerdì sarà una serata di gala con ospiti e sorprese per il Thermos con le polaroid dentro. Avrò infatti l'onore di aprire i microfoni per Oderso Rubini, figura importantissima per il rock italiano e la scena bolognese, che con la sua Astroman sta oggi "togliendo la polvere" e riportando alla luce fondamentali dischi usciti per l'etichetta Italian Records a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta.
A darmi una mano, per fortuna, ci sarà Arturo Compagnoni.

Poi di corsa tutti al Covo, dove saranno in concerto i Jennifer Gentle, la band di psych-pop padovana che incide per l'etichetta Sub Pop di Seattle. Presenteranno il loro nuovo acclamato album, Valende.
A seguire, in sala piccola, metteranno i dischi per voi il Signor Unhip e il sottoscritto.

Sabato, lo stesso Mr. Unhip, insieme a Radio Città del Capo, organizza una eccezionale serata di Murato Extra con Julian Cope, un reading-concerto in occasione dell'uscita della sua autobiografia Head On/Repossessed e in attesa del nuovo album, Citizen Cain'd.
La lettura in italiano sarà a cura di Emidio Clementi.


errata corrige: il sottoscritto sarà dietro i piatti del Covo per il Black Candy Records Party del 25 febbraio. Questo venerdì tocca invece a Jonathan Clancy, non mancate!
Poi prometto che non ne parlo più

A proposito di commenti letti in giro del tono "ecco un buon motivo per smettere di comprare riviste e leggere solo blog/webzine/forum", ricevo via mail e volentieri vi riporto questo stralcio di riflessione:

«... certo, l'affidabilità delle opinioni espresse a proposito di un disco, e tanto più la qualità della scrittura, non possono essere vincolate al formato della stessa.
Però, per me, tra leggere cose scritte sopra un giornale e trovarle in Rete, c'è la stessa differenza, e anche di più, che c'è tra ascoltare un cd (non dico un vinile, che sarebbe troppo facile) anziché fare partire un mp3 da un hard disk».
Toglietemi tutto ma non l'Eloisa

No, l'Eloisa resta, è La Pizia che chiude.
Sigh.

(qui una riflessione di Leonardo sull'invecchiare con un blog, chiuderlo oppure no)

domenica 6 febbraio 2005

Toglietemi tutto ma non il De Luca

Qualche appassionato come noi se ne sarà accorto: sul numero di febbraio di Rumore non c'è nessun articolo di Fabio De Luca.
Mah, ti dici, forse questo mese si riposa, sarà in vacanza...
Poi ti fanno notare che il suo nome è scomparso anche dal colophon.
E ti allarmi parecchio.
Poi scopri (grazie a Mr. Loser) che De Luca ha aperto un blog (e wow! ci siamo anche noi).
Corri lì, speri in qualche chiarimento, e invece trovi la peggiore delle notizie.
Occorre rivedere la propria opinione sul giornalismo musicale in Italia.

venerdì 4 febbraio 2005

So Nineties

Su la testa! 1994-2004, dieci anni di rock italianoPer tutta una serie di ragioni (e anche qualcosa meno che ragioni) da queste parti si nutre da sempre una sorta di amore-repulsione per gli Anni Novanta.
Il loro revival o è alle porte o è già superato, non ho mai capito bene, soprattutto perché i Novanta continuano a sembrarmi sfuggenti, opachi e privi di una vera "atmosfera" da rigenerare. Intorno a questa cosa ci ragionava già Douglas Coupland in Memoria Polaroid, "libro sacro" di questo blog, e noi lo amiamo anche per questo.

Comunque, tutto ciò che racconta e aiuta a riflettere su quel decennio mi incuriosisce sempre molto, specialmente se ha a che fare con la musica.
Questa volta è il turno di Su la testa! 1994-2004, dieci anni di rock italiano, volume appena uscito per Arcana a cura di John Vignola e che vede la partecipazione di Alessandro Besselva Averame, Carlo Bordone, Luca Castelli e Damir Ivic.

Proprio con quest'ultimo faremo una chiacchierata al telefono questa sera, durante il Thermos del venerdì, quello con le polaroid dentro, in onda dalle 21 alle 22.30 su Città del Capo Radio Metropolitana (qui lo streaming, qui l'archivio degli mp3, aggiornato ogni settimana). Non mancate.

A seguire, tutti al Covo a vedere i Giant Sand insieme a John Parish, oppure al Vox per il dj set di Enrico Silvestrin...


update = e per la trasmissione di questa sera è confermata anche la presenza de La Laura in differita dal continente australe. Restate sintonizzati!

giovedì 3 febbraio 2005

E poi non dite che non avevamo visto giusto (2)

Se mai si riuscirà a portare gli Shout Out Louds in Italia, sicuramente non sarà per il weekend del primo maggio.
Dopo il tour coi Futureheads negli States, infatti i nostri beniamini svedesi sono stati inseriti nella line up della prima giornata del Coachella Festival.
So this is the new year

Non è più tempo di classifiche di dischi, d'accordo, ma fate un giro per il Best Of 2004 secondo Indiepages (on line per un tempo limitato): in fondo è solo una scusa per ascoltare un po' di mp3 di ottimo indiepop.
Jens Lekman update

Su SentireAscoltare c'è una bella e dettagliata monografia dedicata a Jens Lekman.
Il nostro intanto sta per pubblicare un nuovo ep intitolato The Opposite of Hallelujah. Uscirà in vinile sette pollici su Thievery e sarà ristampato in cd dalla Evil Evil, label di proprietà degli Hidden Cameras.
Mentre procede l'aggiornamento del Dipartimento delle canzoni perdute, sul suo sito potete ammirare le Lomo scattate alle indie celebrities in occasione della sua ultima apparizione londinese.
Pic-a-punk

Dopo una breve pausa, sono ricominciati gli aggiornamenti di Pic-a-punk, il bel fotolog di FedeMC che documenta concerti e festival visti da molto vicino.
Potrebbe definirsi un.. uhm, clog?
Il mondo alla rovescia

Ho appena scoperto che in Australia lo smile delle emoticons si scrive al contrario, ovvero così:

(-:

mercoledì 2 febbraio 2005

Murato Bob

BOB CORN - 'sad punk and pasta for breakfast'L'appuntamento imprescindibile con la rassegna Murato di questa sera è di quelli che ci coinvolgono sentimentalmente.
Salirà infatti sul palco del Club74 (in Via della Grada 10) Bob Corn, ovvero l'infaticabile Tiziano produttore di concerti e dischi sotto la sigla Fooltribe.
Accompagnato dalla sua chitarra e dalla sua barba, presenterà le canzoni di Sad punk and pasta for breakfast, suo toccante disco d'esordio.
#1: Postcards from Perth, WA

Come mi hanno spiegato, appena arrivi a Perth, devi iscriverti a qualche cosa. A caso, basta che ti iscrivi. Se è un club è meglio.
E così io mi sono iscritta alla mailing list dell'ODC, che sarebbe poi il club dell'outdoor. Non è mica necessario che participi alle attività, poi.
Questa, ad esempio, è una delle cento mail che ti arrivano in un giorno:

"G'day guys,
just a quick note to let you know that the summer canoe polo season starts this wednesday nights."

Uao. Non sapevo si potesse mettere un cavallo sulla canoa. E costa solo 6 euro!
Iscrivetevi!
Let's not and say we did

Mentre il topic del momento sembra essere la presenza dei Franz Ferdinand a Sanremo, qui a polaroid siamo invece un po' più presi dalla notizia che i Silver Jews sono di nuovo al lavoro.
Soprattuto, pare che a dare una mano a David Berman per completare il nuovo album ci siano Stephen Malkmus, Steve West e Bob Nastanovich, ovvero una bella fetta di Pavement, nonché (secondo il blog che ha dato per primo la notizia, ma non secondo il sito della Drag City) il buon Will Oldham.
L'uscita del disco è prevista non prima dell'estate.