venerdì 30 aprile 2004

Chi mi ama mi segua (c) Beatroce

Chi ci ama, ma soprattutto chi ama la musica, il DIY (il Fatevelo Da Voi!), le iniziative spontanee e un po' folli, e tutte quelle romanticherie piuttosto idealistiche che di solito usiamo per cercare di dare un significato alla parola "indie", ci segua o ci venga più semplicemente a trovare al Covo di Bologna domani sera, nonché al Circolo Degli Artisti a Roma domenica 2 maggio.
Anche i Radio Dept. sarebbero felici di una pubblicità così. E il nostro flyer (l'avete visto, vero, il flyer?) sta comodamente nella tasca degli shorts per poterlo sempre portare con sé e non scordarsi mai di un tale imperdibile concerto.
La foto è di Beatroce, che ringraziamo, ed è ovviamente una citazione dalla storica campagna pubblicitaria anni Settanta dei jeans Jeasus.
Mmh, mitici anni Settanta.

"Dedicato a tutti quelli che pensano che i blogger siano soltanto chiacchiere e template".

(e sarà un caso, ma proprio oggi Leonardo scrive: "organizzare concerti, come scrivere sui blog, è un’attività moralmente discutibile")
Trompe le monde (3)

Anche per chi non bazzica il peer to peer, ora è disponibile (in mp3) il concerto che i Pixies hanno tenuto a Minneapolis lo scorso 13 aprile.
Con calma: pulsante destro e salva oggetto con nome per venticinque volte.

Intanto, sulla scia della reunion e del tour, è in arrivo il primo di una serie (supponiamo) di libri deidcati a Frank Black e soci. La paricolarità di "Fool the World: An Oral History of the Pixies" è che i due autori Josh Frank e Caryn Ganz inizialmente pensavano di tiraci fuori un musical.

giovedì 29 aprile 2004

Against the time

Beh, ecco. Splende il sole su Bologna che aspetta soltanto di accogliere i ragazzi svedesi. O così pare, o così dicono i muri di via del Pratello, le vetrine dei negozi di dischi e delle trattorie dove si sta bene e ci piace andare. Così dice la radio e lo dice un sacco di volte.
Anche a Ferrara si narra che se ne parli. La gente dice: se ne mormora un po' in tutta italia. I blog sono addobbati da settimane dell'indintermittenza sentimentale in giga dimensioni: è un po' tipo il natale dell'indie-rock.
Anche chi, come me, si intimidì per le folli cifre e le traversie innumerevoli è costretto a cedere alle lusinghe dell'entusiasmo.
Oggi, a due giorni dal grande giorno, in ritardo su ogni stupore, quasi quasi mi commuovo, girovagando per la città e per la rete di fronte al gesto di tutti quelli che hanno partecipato.
Vado a stirare le lenzuola, a raccogliere i gatti, a comprare dei fiori. A fare dei muffin.
Che bello. Grazie a tutti perchè i Radio Dept. verranno qui.
Grazie a tutti perchè grazie a voi Enzo sopravvive e non si è ancora trasformato in un convertitore sek-eu-pound, in un operatore ryan air, in uno strumento musicale qualunque, in un telefono cellulare, in un generatore automatico di mail, in un comunicato stampa, in un furgone.
O così pare (anche se spesso mi parla in inglese).
Almeno fino a lunedì.
Dopo, mi ha confessato nel sonno, abbandona la musica per fare trekking in nuova zelanda.
Venite anche voi?

mercoledì 28 aprile 2004

Self-hype per trend-watchers.
A pacchi.


"Un aspetto che assume sempre maggiore importanza è quello che attribuisce ai blog il ruolo di trend-watchers"... e il buon Emiliano cita l'esempio dei Radio Dept. (su Repubblica di ieri, pagina 25).

Non so se il "buzz is growing" per davvero, ma una bella polaroid di questi giorni concitati l'ha scattata Inkiostro.

Intanto, per continuare la campagna di autopromozione, dopo il poster ora potete scaricare anche gli spot radiofonici del concerto dei Radio Dept. in mp3 (con le voci dei polaroidi!): stile Radio Città 103 (piuttosto Do It Yourself, come prevedibile) e Radio Città Del Capo version (con l'eleganza che solo Paolo poteva).
Bologna che suona

BoSound FestivalA proposito di festival, mentre noi andiamo avanti a testa bassa con l'organizzazione di un solo concerto, in queste stesse settimane a Bologna ne capitano altri mille: rock, pop, elettronica e jazz.
No, la città non si è improvvisamente trasformata nel Greenwich Village: è solo che quelli di BoSound, un iperattivo web magazine fatto con cuore e sudore, hanno organizzato il 1° BOSOUND FESTIVAL - Bologna che suona, cominciato da qualche giorno.

La serie di appuntamenti (tra cui anche Lali Puna + Alias questo venerdì) si concluderà il 15 maggio ai Giardini Margherita con un live gratuito di Mike Patton e i suoi Fantomas (di spalla ci saranno i nostri Settlefish).
Date un'occhiata al calendario (qui gli approfondimenti) ricco non solo di concerti, e cominciate a tirare fuori l'agenda.
Se pensate già all'estate

Annunciata la line-up del Siren Festival, evento annuale organizzato a Coney Island dal Village Voice (che anche questa volta perderò). La monumentale scaletta di sabato 17 luglio vede: Death Cab For Cutie, Blonde Redhead, Har Mar Superstar, TV On The Radio, Constantines, The Fiery Furnaces, The Fever, The Ponys, Your Enemies Friends e altri...

Per quanto posso vagamente intuire da questa pagina, sono trapelati i nomi del Pukkelpop 2004 (ma attendo smentite da linguisti competenti): !!! , Chicks on Speed, Dynamite MC, Faithless, Frenzal Rhomb, Lambchop, MC Tali, Oi Va Voi, Phoenix, Roni Size e Urge Overkill...

Definita anche la line-up del festival Emmaboda (12-14 agosto), e qui forse ci scappa la trasferta. Divertitevi a spulciare le pagine in svedese: fa molto indie.
Devi smettere finché sei un bell'uomo

In un solo giorno Pitchfork riporta il prossimo scioglimento di ben quattro band: Guided by Voices, Wu-Tang Clan, Orbital e Denali.

A proposito dei primi, pare che durante un concerto tenutosi sabato scorso alla celebre Bowery Ballroom di New York il veterano Robert Pollard abbia detto "When we quit, indie rock will die".
This charming web

E' disponibile su YouAreTheQuarry.net, sito ufficiale di Morrissey per la promozione del prossimo album (anche lui alla fine ha ceduto al web), il programma del Festival di Meltdown organizzato dallo stesso Moz, che si terrà a Londra dall'11 al 27 giugno.
Interessante la data di sabato 26, che potrebbe vedere The Libertines e The Ordinary Boys come supporto dell'ex leader degli Smiths.
Perdonate l'ignoranza, ma chi è "the Italian master clown" Ennio Marchetto?


ps: ieri mi era sfuggito ma a Bologna, il 13 giugno, prima di Morrissey suoneranno anche Tv On The Radio.

martedì 27 aprile 2004

The Radio Dept. update

E' già stato segnalato un po' dappertutto ma meglio ricordarlo anche qui.
Dopo mille vicissitudini e un po' di sfiga, il secondo concerto italiano dei Radio Dept. si svolgerà sempre a Roma ma in una sede differente: non più all'Init bensì al Circolo Degli Artisti (in Via Casilina Vecchia 42, poche centinaia di metri più in là).
Sabato a Bologna e domenica a Roma: chi fa la doppietta con noi?
Franca, non ti sei persa niente
Yeah Yeah Yeahs in concerto - Bologna, 26 aprile 2004

Yeah Yeah YeahsCredimi, hai risparmiato venti euro. Se c'è stato qualcosa che per me ha funzionato ieri sera all'Estragon, è stato solo negli intervalli, negli spiragli, ma anche questi erano poca cosa.
L'aspetto migliore, se così si può dire, mi è sembrata la "preparazione" all'evento, il come siamo stati cucinati a dovere (anche se alla fine mi è mancato il sale).

Per primo sul palco è comparso un giovane uomo di Baltimora, ricoperto solo da uno scialle e dai suoi lunghi capelli. Se ho inteso bene, il suo nome è Entrance. La sua chitarra e la sua voce hanno inseguito disperatamente il blues, hanno ottenuto di assordarci fastidiosamente e il risultato assomigliava allo spettacolo di un busker piuttosto nostalgico.
Aspettaspetta, dicevano tutti, adesso finisce. Ma intanto quelli dietro spingevano.

Poi si sono palesati i Locust: ed è partita la bolgia. Un vortice di ta-ta-ta-ta-ta-uhaaaaa-ta-ta-ta-ta-ta iperaccelerato e indistinto che lasciava allibiti per la precisione matematica applicata con violenza quasi grottesca. Erano mascherati come supereroi, o come i cattivi dei fumetti, e dopo un sorriso congelato ci hanno lasciati frastornati, ansimanti, parecchio in ansia.
Sicuramente è stato merito del caloroso pubblico, sempre cortese nell'offrire un crowd surfing qui o uno stage diving di là, appena tamponato dai buttafuori. E quando un armadio pelato a torso nudo si sta per tuffare sopra di te (i polaroidi erano in seconda fila) l'ansia un po' ti rimane anche quando finisce la musica.
Intanto ragazzine aggrappate intorno, imbestialite per non essere più vicine, poi si tiravano premurosamente indietro dalla mischia roteante al centro della sala, e mi dispiace per chi ho pestato.

Dopo i Locust, durante un cambio palco accurato come un intervento chirurgico (ma il cui esito, si scoprirà poi, purtroppo è negativo), è risuonato **per intero** l'ultimo album dei TV On The Radio (che con gli Yeah Yeah Yeahs hanno più di una parentela, dato che David Andrew Sitek ha prodotto Fever to tell).
Anche se su queste pagine forse non se ne è parlato a dovere, Desperate Youth, Bloodthirsty Babes dei TV On The Radio è stato uno dei dischi che più avevamo ascoltato all'inizio dell'anno, soprattutto col buio.

Sentito di nuovo ieri sera, nello stanzone infuocato e affollato dell'Estragon, con le orecchie ancora pulsanti per la devastazione dei Locust, risaltavano ancora di più i suoi cori angosciati, eterei e cupi al tempo stesso. Un disco oscuro ma che non si "trascina" mai, e che riesce, in definitiva, a creare un senso di sospensione irrisolta, nervosa.
Un disco che ha magnificamente contribuito a generare ulteriore "attesa", ingrediente fondamentale per una band come gli Yeah Yeah Yeahs che ha in repertorio un live di neanche 40 minuti compreso il bis. E durante l'attesa la gente spinge.

Poi, finalmente, eccolo fuori il trio di New York. Qualcosa di me (un me più sottile, più contuso e più sudato) ha provato ad alzare le braccia per applaudire: non era il caso. Il pubblico dietro cercava l'onda giusta per sbalzare sul palco, magari tra le lunghe gambe di Karen O inguainate in calze a rete d'oro e polvere.

D'altro che c'era? Canzoni che su disco filano taglienti e che ieri sera (forse colpa dell'impianto?) sembravano spesso arrancare, impastate. Una voce intesa solo a tratti, tra un fischio e l'altro del microfono, ma che in un paio di momenti ha graffiato divertita. Una front woman che dava forse un po' troppo per scontato di essere figa e adorata qualunque cazzata facesse.
Ad esempio, almeno una volta le fontanelle le faceva spruzzando birra (o così raccontavano) e non con le mezze di minerale di cui era disseminato il palco. E quando non simulava prolungati oral con il microfono (meglio allora Uma Thurman e la lampadina nel secondo Kill Bill no?) due passi avanti e due passi indietro, alè, fai vedere il culetto e questo è il ballo.

Una serata faticosa, a tratti antipatica, che addirittura ha fatto esclamare a uno dei punti di riferimento musicale di questo blog "ma perché poi io torno sempre ai concerti? i concerti non mi piacciono quasi mai"... il che palesemente è una frottola, ancora più grave perché detta da sobrio.
Il momento più divertente per il sottoscritto? Smazzare fogliettini del concerto dei Radio Dept. di sabato prossimo al Covo davanti all'uscita dell'Estragon ed essere allontanato da un buttafuori.
Franca, non hai perso niente. Piuttosto, non mancare sabato (e porta delle amiche!).
La nazionale di calcio è indie-rock?

(Roma - 27 aprile 2004). In vista del concerto dei Radio Dept. di sabato primo maggio al Covo, le nazionali di calcio Under 21 di Italia e Svezia si incontreranno questa sera a Trento per una partita amichevole.
Si tratta dell'ultimo test utile per gli "azzurrini" prima degli Europei di categoria che si svolgeranno in Germania dal 27 maggio all'8 giugno.

Il c.t. Claudio Gentile ha dichiarato di essere "da sempre un appassionato frequentatore dello storico locale di Bologna", mentre l'ala destra di origine greca Babis Stefanidis in forza al Djurgerdens, elemento di maggior esperienza della truppa scandinava, ha confessato di non perdersi un concerto della band di Malmö.
"Speriamo che il mister sabato sera ci lasci uscire", ha scherzato l'attaccante Johan Andersson, punta di diamante del Landskrona che però questa sera partirà dalla panchina.

Le due nazionali, divise sul campo ma unite dall'amore per la buona musica, con il match odierno festeggeranno l'esordio sul suolo italico dei loro beniamoni The Radio Dept.
Appuntamento, dunque, per tifosi e appassionati a sabato sera.
Compratevi un canarino

- ... well, I hope I'll meet someone.
- Well, you see, that's the trick of life, isn't it? How old are you?
- Twenty-nine.
- Twenty-nine? Forget it. Buy yourself a nice budgie. That's my advice to you.

La seconda parte della bella intervista di Morrissey all'NME è on line.
Nel frattempo, come segnalato da Inkiostro, i festival continuano a perseguitarci: l'unica data italiana del Moz pare sia quella di domenica 13 giugno al Flippaut (insieme a Muse e Rasmus).

venerdì 23 aprile 2004

Anche la gente triste è come le stagioni
Sophia in concerto a Bologna, 22 aprile 2004

Pallido dentro l'immancabile camicia scura, Robin Proper-Sheppard pare avere quella faccia da personaggio malinconico di un Sean Penn giovane. Da vicino rivela pure quelle due tre cicatrici che rendono il suo viso assolutamente convincente (e seducente) anche quando canta una canzone triste dietro l'altra, e tu lì in piedi nel fumo e nel caldo del Container ti dici che non può essere sempre così, che bisogna pur trovare un motivo.

Però intanto dondoli la testa e ti piace. Dentro quei are you happy now? e is it any wonder that to me love has no meaning ripetuti allo sfinimento forse ritrovi qualcosa che conosci.
E se funziona con te (che certo non risparmi mai cinismo e superficialità), vuol proprio dire che questa sera i Sophia possono fare strage di cuori. E così è, con tanto di ragazzine innamorate nella fila dietro che tentano impossibili traduzioni e pestano i piedi come davanti a Robbie Williams.

Lui, effettivamente, tra un pezzo e l'altro riusciva simpatico, e pure con una certa modestia, quando ad esempio non sembrava proprio capace di accordare la chitarra, o raccontava di una vecchia storia d'amore finita (guarda caso) male che gli aveva ispirato una canzone.

Il concerto è stato un equilibrato alternarsi di prevedibili passaggi dolenti ad altri tirati in maniera sorprendente, dove il suono finalmente si scaricava rabbioso, come in certe code di brani che invocavano un'impossibile quiete.

Ma l'apice è stato raggiunto con il doppio strepitoso finale di The River Song e If A Change Is Gonna Come: una vera mattanza. Rumoroso e torrenziale, il tormento delle chitarre forse non diceva nulla di nuovo dal punto di vista musicale (notavano i soliti) ma, per come eravamo stati trasportati fin lì, era sinceramente capace di emozionare e lasciare a bocca aperta, e con le guance in fiamme.
Pleonastico, a quel punto, la terza uscita di Proper-Sheppard per sola chitarra e voce. Ma resta una mia opinione, evidentemente non condivisa dal pubblico letteralmente rapito e acclamante.
Smashed & Enchanted

Dopo il Grey Album, il Black Album e da qui allo Slack Album. Ne parlava Pitchfork abbastanza divertito, e io da fan dei Pavement (più che da appassionato di bastard pop, devo confessare) sono andato a curiosare.
A mio parere l'incrocio tra l'album di Jay-Z e il capolavoro di Malkmus e soci non è molto riuscito, se non altro perché di incrocio vero e proprio, di interazione tra hip hop e rock, si può parlare in pochi momenti: uno su tutti In the mouth, an encore, questa sì davvero divertente.
Per il resto rap molto in primo piano e limitati sample di chitarre schratchati sotto, senza nemmeno troppa arguzia.
Il volontariato è indie-rock?

Ieri sera polaroid è andato in onda in forma ridotta e sfasata perché la radio trasmetteva in diretta il Consiglio Comunale. E poi mancava La Laura.
Io stavo lì a riempire l'intervallo dell'ora di cena con qualche disco.
Per fortuna sono passati il Paso e Sergio a dare una mano (grazie régaz).

Radio Città 103 - BolognaVerso le dieci spegniamo tutto, lasciamo sindaco e consiglieri a dibattere e ce ne andiamo al concerto dei Sophia.
All'una passata, usciti dal Container, salgo in macchina e accendo la radio. Dalle frequenze dei centotre punto cento esce un interminabile tu-tu-tu di telefono caduto. Da quanto tempo si stava diffondendo per l'etere bolognese? Vuoi vedere che il collegamento con Palazzo D'Accursio era terminato e nessuno aveva pensato di riprendere le trasmissioni da studio?

A quel punto ero: 1) a meno di mezz'ora dalla radio 2) a un'ora da casa 3) a meno di un'ora e mezza da casa passando per la radio e facendo partire un nastrone.
... stamattina ho un sonno tremendo.
Conosci te stesso

Anche Inkiostro si domanda perché periodicamente tutti i blog vengono invasi da quiz e test.
La risposta in un test.
(segnalato dal solito 'mprescindibile Uomo Dell'Anno)

giovedì 22 aprile 2004

Quando adoro avere torto

Dai
primi
resoconti,
pare
che
questa
reunion
dei
Pixies
vada
alla
grande.

(e qui c'è anche il parere di Kelley Deal! - che a giudicare dal numero di recensioni che circolano probabilmente era l'unica in sala a non essere una giornalista musicale...)
Guarda, stavo pensando la stessa cosa

Per continuare con i tormentoni dei blogger di questi giorni...
1. afferra il libro più vicino a te in questo momento
2. apri il libro a pagina 23
3. trova la quinta frase
4. postala nel tuo blog insieme a queste istruzioni:

"I had not realized until this moment how real everything is."
(da A home at the end of the world di Michael Cunningham).
Io aspetto la reunion dei The Martinis

Al quiz sui Pixies ho fatto 15 su 20, che per uno con la mia memoria mi pare più che dignitoso.
(Per inciso: sono certo che qualcuno di quei "few holes" di cui si parla mi è rimasto dopo aver saltato in pista urlando Debaser completamente sciabolato...)

Gigantic
A gigantic effort, but not quite big enough! A Pixies fan you certainly are, but there a few holes in your Pixies knowledge that need to be plugged. Dig out those bootlegs, biographies, and histories, the answers have GOT to be in there somewhere...
Wanna try it again?

mercoledì 21 aprile 2004

All my friends have different plans to make their lives worthwhile

Credo che questo sia il periodo di maggiore inattività di questo blog in questi tre anni.
Eppure le vite dei due qua dentro si muovono come non mai: tra l'altro, io ho cambiato di nuovo lavoro, La Laura è a Torino per un seminario, ci sono dischi bellissimi che questa primavera meriterebbe di ricordare...

E di cose da dire ce ne sarebbero.
Ad esempio, ringraziare tutte e tutti quelli che hanno segnalato la data in rete e non solo, e che hanno copiato, linkato, fatto girare i banner del concerto dei Radio Dept. (trovate tutti i link qui sotto).
Se volete ora c'è anche la locandina aggiornata (con gli sponsor!) da scaricare qui (thanx Luca). Stampare e appendere in giro, c'mon!

E a proposito di "sponsor", o meglio di gente che ci è venuta a dire che poteva fare qualcosa per sostenere la nostra dissennata iniziativa, mi piace ringraziare qui Stefano della Trattoria del Rosso (Via Righi 30 - Bologna): come vi potranno confermare alcuni dei migliori giornalisti musicali italiani, una delle trattorie più indie che ci siano.

E se per caso ascoltando Radio Città Del Capo vi capita di sentire le nostre voci in uno spot bellissimo con la musica di I don't need love, I've got my band, ecco è tutto merito di Paolo.

E se state passeggiando per i Mercati Generali di Catania, magari raccogliendo mandarini dagli alberi, e vi capita di trovare anche lì (ma è una persecuzione!) i volantini dei Radio Dept., sappiate che è opera di Gecco.

E poi vorrei ringraziare i Sixtynine And The Continuous People che saranno al Covo per aprire la serata con il loro suono sixties cristallino e votato al pop psichedelico dei leggendari Television Personalities.
C'è chi da queste parte ha già gli occhi lucidi.

Mancano solamente dieci giorni al primo maggio, ma con tutte le sfighe che ci stanno capitando forse è meglio così.
Facciamolo! Ora!
i post-it intorno al monitor

- Mentre la macchina organizzativa per il concerto dei Radio Dept. procede senza sosta e l'emorragia di denaro non accenna ad arrestarsi, provate a immaginare cosa ho pensato leggendo questo titolo: Many Started Web Logs for Fun, but Bloggers Need Money, Too (via Cesare)

- A proposito di missioni, segnaliamo la terza edizione di Strade Blu, che si svolgerà a Modigliana (Forlì). In programma: domenica 23 maggio (h. 21,30) nel Piazzale del Duomo THE DEVASTATIONS (unica data in regione - ROCK/Aus); giovedì 27 maggio (h. 21,30), presso l'Arena La Palma, le hypercelebrate COCOROSIE (unica data in regione). Entrambi i concerti sono a ingresso gratuito.

- gli Amari chiamano e polaroid risponde: votate per i nostri farraginosi preferiti.

- Il fatto che stiamo tutti aspettando con ansia il ritorno del Moz dovrebbe far riflettere sullo stato della musica di oggi.
Se ne parla anche nella prima parte della prima intervista concessa da Morrissey al New Musical Express da 12 anni a questa parte (scovata da Antonio).
E qui poteve dare un'occhiata al video (abbastanza autoevidente) di Irish Blood, English Heart segnalato da Enver.

- Mi sono imbattuto nel corrispettivo musicale del Mirror Project. Un certo Andrew traduce in piccole canzoni (non più lunghe di 1 minuto e 11 secondi) quello che la gente gli scrive via email: Songs To Wears Pants To

- Ho ascoltato a ripetizione, quasi per caso, If you had stayed, il nuovo disco dei Contriva, visti in concerto una settimana fa a Bologna prima del deludente Fleischmann.
C'è qualcosa che mi sfugge, una sensazione di tempo che ti scivola via, come in quelle giornate in cui hai un sacco di cose da fare e arriva sera e non hai concluso nulla ma ormai non ti aspettavi niente di meglio. E' musica talmente tranquilla (e forse, in un certo senso, simile a me) che mi fa quasi sentire in colpa.

- Non si sono sentiti in colpa, invece, quelli di Culture Deluxe che insieme a un manipolo di dj hanno remixato l'intero London Calling dei Clash. London Booted si può scaricare gratuitamente, e le donazioni sono per beneficenza.

- Si diceva tempo fa dei progetti di ristrutturazione della EMI. Bene, tra le eccedenze c'erano anche i Black Rebel Motorcycle Club.

- E adesso pare che si riformino anche i Lemonheads. Secondo Playlouder tra un mesetto sarebbe proprio il caso di andare in vacanza in Sud America.

giovedì 8 aprile 2004

The Radio Dept. live at Covo, Bologna 1 maggio 2004!


Come già apparso sulla Italy Gig List, e come segnalato in anteprima da Indiepop.it, finalmente anche noi possiamo darvi la buona notizia:

i Radio Dept. suoneranno in Italia!

Le date sono due (addirittura il doppio di quelle che avevamo in programma!): sabato 1 maggio al Covo di Bologna, quella che abbiamo cercato faticosamente di mettere in piedi, e domenica 2 maggio all'Init di Roma (serata organizzata da New Zero Europe).

Le cose cominciate per gioco diventano realtà, come direbbe qualcuno, e ora che siamo in ballo per davvero ci stiamo dando da fare perché tutto fili per il meglio.
Ho voglia di ringraziare già ora (e poi vada come vada) chi è con me dall'inizio in questa impresa folle: La Laura (che si vedrà la casa invasa dagli svedesi), Inkiostro (che ha chiaramente perso la testa dopo la laurea), Salvatore di Indiepop.it (che ha subito dimostrato l'entusiasmo giusto per questo genere di iniziative), Lucio (uno che la musica la ama, e non spende una parola di più), e Emiliano e Andrea (che fortunatamente ci hanno "costretto" a rendere tutta la faccenda decisamente più professionale).

Quello che potete fare voi, se vi stanno a cuore la musica, le cause perse e tutto quanto leghiamo sentimentalmente alla parola "indie":
- venire al concerto cascasse il mondo!
- copiare sul vostro blog uno dei banner che ci ha gentilmente preparato Valido: liscio, framed e small.
- scaricare il flyer disegnato da Luca (a colori o in b/n) da stampare e attaccare ovunque.
- diffondere la notizia e invitare più amici che potete.

Una delle cose che mi hanno fatto amare ancora di più la musica dei Radio Dept. è stato quel passaparola che l'anno scorso si era generato spontanemente da un blog all'altro, prima di qualunque hype e rivista patinata. Qualcosa che ci aveva unito meglio di qualche link.
Ok, stavolta ci sono di mezzo dei soldi, ma nemmeno questo è troppo importante: vorrei solo che, per una volta che proviamo noi a "fare" le cose (e non restiamo solamente a guardare o a scriverne giudizi), tutto andasse bene.
Ci si vede al banco del Covo.
Los Caramelos Negros por los ninos de Bolivia

Fermenti in casa Black Candy.
Forse le avete viste sulle pagine di Rumore di aprile (clamorosa la foto tra le Facce Nuove), o nell'angolo delle recensioni del Mucchio Selvaggio di questa settimana. Ma loro non si fermano certo neanche un attimo per questo, e pensano piuttosto al fitto calendario dei prossimi concerti:

- Venerdì 9 aprile suoneranno all'EKIDNA di Migliarina di Carpi (MO) insieme a NED (noise'n'rollers da Lione su SK Records) e Zaccharia (emo, o forse emoviolence, dal Belgio).

- Sabato 17 aprile saranno alla FESTA DELLA BIRRA di Reggiolo (RE) per un "supermega BENEFIT per l'orfanotrofio Ciudad de los ninos di Cochabamba (Bolivia)". Il concerto è organizzato dalla Cassa di Solidarietà Libertaria Reggiana.
Insieme alle Black Candy ci saranno Yazzbann [dub reggae], Rufus Party [rock-n-roll], BANKSHOT [ex Impact, punk/hc]. Info e approfondimenti sull'iniziativa sul blog delle BC.

Intanto circolano voci sempre più insistenti circa un loro prossimo sette pollici in split con Majirelle...
True Love Will Find You In The End

Non ditelo a La Laura ma Beck si è sposato. La fortunata è Marissa Ribisi, sorella gemella dell'attore Giovanni Ribisi.

Il titolo del post è quello di una canzone di Daniel Johnston che Beck ha coverizzato per una compilation tributo al cantautore di prossima uscita su Gammon Records.
"Sciabolato" in inglese si dice "hammered"?

Ringraziamo l'Uomo dell'Anno per averci segnalato alcune frasi pronunciate da Julian Casablancas durante un concerto degli Strokes a Los Angeles venerdì scorso, in cui pare fossero tutti parecchio sciabolati.
Niente di 'cezzzionale a dire la verità, almeno per chiunque sia passato da Bologna per uno dei soliti unhip gatherings...
Trompe le monde (2)

Qualcuno sembra d'accordo: "People found that having a copy of the concert fresh right away ruined the memory they had carved out themselves".

Sempre su Tiny Mix Tape potete leggere il Diario Dell'Attività Onirica di Cex (ma chi ha tutto questo tempo?).
Caro Kurt

«E adesso sei morto.
Ero a San Francisco, in macchina sulla 101 appena oltre Candlestick Park, quando alla radio hanno trasmesso la notizia. La notizia che ti sei sparato.

Qualche minuto più tardi ho raggiunto la città, e allora ho parcheggiato e cercato di capire quali emozioni provavo.
Non ti avevo mai chiesto di costringermi a provare emozioni per te, ma era successo comunque, nonostante ogni retorica, nonostante tutto, e ora sei entrato per l'eternità nel mio immaginario.

E se è per quello, ti immagino in paradiso. Ma adesso a cosa ti serve sapere che anche tu, come si dice, sei venerato?»


Douglas Coupland, - Letter From A Fan - Washington Post, 9 aprile 1994 (apparsa con il titolo "Lettera a Kurt Cobain" nel volume Memoria Polaroid, Marco Tropea Editore, 1997, traduzione di Marco Pensante).

Lo so, il mondo ha ricordato Cobain lunedì scorso, ma io ho ancora molto viva nella memoria l'immagine di quella sera dell'8 aprile di dieci anni fa, quando un telegiornale di mezza sera o giù di lì diede la prima notizia. Ecco, l'anniversario per me è quello: io fermo in piedi, in mezzo alla cucina, e un sacco di vuoto tra i pensieri. Poi qualche nastrone impolverato in macchina, per guidare un po'.

martedì 6 aprile 2004

Mancano 42 giorni!

Su Playlouder si può già leggere una recensione traccia per traccia del prossimo album di Morrissey You are the quarry, in uscita il 17 maggio (ma già reperibile via P2P).

Intanto, è stato reso noto che il singolo che lo anticiperà, Irish Blood, English Heart avrà una b-side intitolata Munich Air Disaster 1958 e dedicata alla tragedia aerea che colpì quell'anno la squadra di calcio del Manchester United.
Il singolo uscirà in due versioni, con due diverse b side: The Never Played Symphonies e It's Hard To Walk Tall When You're Small.
In The Red (City)

Confermo parola per parola l'ottima recensione di Arturo al disco dei The Ponys, ma non posso trattenere un commento: è una mia impressione, o sulla strepitosa Little Friends ci puoi cantare tranquillamente In The City dei Jam?
Musica per auspicabili tempi maturi

The CansecosSe c'è una cosa che mi hanno insegnato i blog musicali, almeno quelli che frequento abitualmente, è che bisogna tenere sempre le orecchie aperte e fidarsi di certe intuizioni che si trovano sparpagliate in giro.
Così, ad esempio, quando un disco ispira tali parole a Mr. Gomitolo (e quando si trova conferma a casa di Quarky) oramai so che non è un caso, e conviene mettersi alla ricerca di questo nome fino a un attimo prima del tutto sconosciuto.

Il nome è Cansecos, e ad esso corrisponde tanto un duo con base a Toronto, quanto un album d'esordio ricco ed entusiasmante.
Bill Halliday e Gareth Jones sono rispettivamente un regista di corti e videoclip (al lavoro con Manitoba, fra gli altri) e il titolare della Upper Class Records, etichetta che pubblica questo cd e che vede in catalogo anche The Russian Futurists e Girls Are Short.

Per incidere queste canzoni pare che i due ci abbiano messo un paio d'anni, smanettando su computer fuori uso e un 4 piste di seconda mano. Il risultato è un disco pop costruito come se fosse un disco di elettronica, in cui beat e campionamenti sono amalgamanti talmente a meraviglia che diventano sfondo "naturale" di melodie contagiose, a tratti classiche (nelle recensioni dei Cansecos viene spesso citato Brian Wilson).

This girl and this boy potrebbe essere un ingegnoso remix di qualche vecchia canzone di Elvis Costello, mentre episodi veloci come Faster than you go o What it was you said ti fanno venire il dubbio che si tratti di sbilenche cover dei New Order.
Come già successo per altri prodotti canadesi degli ultimi tempi (penso soprattutto a Broken Social Scene), l'ampiezza di registro di cui sono capaci i Cansecos è sorprendente, e rende questo cd più simile a un nastrone.
Ad esempio, dopo una quantità di beep e pling, A Common State of Being è una (quasi) spoglia ballata per chitarra, voce e cinguettii, e The Shore Of Your Life è un inno in levare estivo e pieno di sole, dal coro irresistibile che fa alzare le mani e ondeggiare: 'J' to the 'A', 'M', 'A', 'I-C-A' / Come together now"...

Un disco con un tale approccio mi ha ricordato Rock'n'Roll High School, ultimo album dei Teddybears STHML per quanto ne so, altrettanto divertente e imprevedibile, però anche parecchio sottovalutato all'epoca, almeno da queste parti.
Forse i tempi non erano abbastanza maturi, o forse non c'erano in giro abbastanza blog per accorgersene.
Trompe le monde

Sono sempre più perplesso a proposito della reunion dei Pixes: oltre alla scelta delle location per le date europee (per la maggior parte megafestival metallari), ora si scopre che i Pixies venderanno le registrazioni dei concerti pochi minuti dopo ogni esibizione.
La band di Frank Black e Kim Deal si porterà dietro uno studio mobile capace di sfornare 800 cd in circa 20 minuti. Le copie in vendita saranno 1000 (wow! edizione limitata! pagate il doppio!). Le date in agenda al momento sono 46.

Non c'è niente di "male", o quanto meno di troppo sbagliato nel voler massimizzare i profitti (quando capiterà un'altra occasione così?), d'accordo, però mi pare che la cosa stia assumendo un'aria sempre più lontana da quello che i Pixies hanno significato per molti di noi.
Lessico famigliare

Il Blog Della Domenica compie una delicata autopsia a colpi di bazooka sul cadavere della Critica Musicale e non ha pietà per Musica di Repubblica.
Formaldehyde for the soul (3)

Dalla Germania, il punto di vista di Lupo.
Dove si scopre che il gap generazionale è meno interessante di quello tra i sessi.

giovedì 1 aprile 2004

Formaldehyde for the soul (2)

Caro Leonardo,
in parte hai ragione quando dici che l’accelerazione dell’obsolescenza ci sta a cuore. In effetti, il passo di Douglas Coupland che eravamo soliti leggere in principio di ogni puntata alla radio si concludeva proprio con questa osservazione: «e alla fine resta la sensazione che quanto è successo anche solo la settimana scorsa sia roba di dieci anni fa» (da Memoria Polaroid, 1996).

Però, appena qualche settimana dopo l’inizio delle trasmissioni, già mi contraddicevo, facendo mie alcune riflessioni di Fabio De Luca: «la continuità emotiva, stilistica linguistica, affettiva di questi ultimi vent’anni di storia della cultura pop (o della cultura tutta) è assolutamente più contigua rispetto a quella degli analoghi vent’anni precedenti. In altre parole: tra il 1981 e il 2001 ci corrono gli stessi anni che correvano tra il 1961e il 1981. Solo che il 1981 è oggi, al tatto, molto più “vicino” nello spazio e nel tempo di quanto non fosse il 1961 nel 1981» (Rumore, 12/2001).

Se restringiamo ancora di più l’obiettivo, sono anch’io dell’opinione che qualcosa si sia “per sempre congelato a metà anni Novanta”, come dici.
Ed è il frutto di questi due movimenti opposti, ma anche intrinsecamente correlati: «a mano a mano che il nostro mondo sembra "accelerare", le date di scadenza timbrate su quel qualcosa che "dà il senso di un'epoca" tendono a sovrapporsi sempre di più, oppure perdono importanza» (ancora Coupland), e al tempo stesso vengono a mancare alcune fondamentali distanze/rotture con il passato (il tuo esempio di Curre Curre Guagliò), forse più salutari.
Da una parte, tutto invecchia più in fretta; dall’altra, molte “cose vecchie” continuano a far parte del nostro presente, incapaci di scomparire (l’altra sera ho ballato ancora i Violent Femmes, e non era revival).

Uno dei risultati di questo still image in perenne fast forward (non definitivo ma influente) è che vengono a cadere un sacco di distinzioni.
Ad esempio, oggi si cammina sempre sul filo del ridicolo a parlare di cosa è indie e cosa è mainstream (cosa è altro). Proprio ieri un’associazione di etichette “indipendenti” ha piegato a un accordo commerciale MTV: la multinazionale evidentemente ha ritenuto un danno perdere la nicchia di pubblico interessata a prodotti di minore consumo, quelli che dieci anni fa, appunto, si sarebbero chiamati “alternativi”.
Da tempo si sa che anche l’Alternativo ha assunto il peso e il potere del Commerciale. Ma dove allora cercare ciò che fa la differenza, ciò con cui i ragazzini dovrebbero sostituire Curre Curre Guagliò (e ciò con cui noi dovremmo sbloccare questa eterna adolescenza)?

(continua...)
Ho finito la senape

L'ultimo lenzuolo del Toga Party è caduto quando ormai sopra Bologna albeggiava.
Per chi ieri sera ha festeggiato degnamente il Dottor Inkiostro, qui si può scaricare un "juke-box" con le citazioni più belle da Animal House.