mercoledì 30 settembre 2009

"I don't even know what an iPhone is"

Daniel Johnston VS iPhone
Non so a voi, ma a me ha messo un po' tristezza leggere questo articolo del New York Times dove si racconta come le canzoni di Daniel Johnston sono diventate un videogioco per iPhone.
Forse non con c'è niente di male. Del resto, hanno tratto videogiochi da ben altre opere d'arte, romanzi e film, ma il contesto di tutta l'operazione lascia un po' perplessi e pare abbastanza forzato. L'immaginario incrinato di Johnston c'entra con lo scintillio dell'iPhone come i proverbiali cavoli a merenda. Per non parlare delle dichiarazioni del cantautore, che come sempre non nasconde la sua commovente inconsapevolezza.

>>>(mp3): Daniel Johnston - Living It For The Moment

martedì 29 settembre 2009

Have You Ever Been In Love?


A qualcuno l'espressione "supergruppo svedese" potrà far sorridere, ma i Tutankamon per me sono piuttosto eccezionali.
Adam Olénius degli Shout Out Louds, Peter Morén di Peter Bjorn and John, Daniel Värjö dei Concretes e Niklas Korssell dei Plan sembra che si siano messi insieme soltanto per suonare fantastico rock'n'roll Anni Settanta. Television, Thin Lizzy e Who tra le influenze dichiarate, autostrade di chitarre e melodie a presa rapida. E poi c'è quella voce, beh la voce di Adam con me vince tutto, sempre.
Album di debutto in uscita il 7 ottobre su Playground, e il singolo che lo lancia è questa Have You Ever Been In Love?. Il primo concerto lo terranno questa sera alle 7 al Nudie Jeans Store di Södermalm, a Stoccolma, e si potrà vedere in diretta streaming. Io non me lo perdo.

>>>(mp3): Tutankamon - Have You Ever Been In Love?

lunedì 28 settembre 2009

Always and forevermore


Nel giro di un paio di minuti lo troverete su ogni blog e webzine del pianeta. Da queste parti, polaroid è lieto di presentarvi un nuovo remix che i Phoenix hanno messo a disposizione in esclusiva per i loro fan.
Lo cura Neighbours With Devendra Banhart, ovvero il progetto che vede coinvolti il barbuto cantautore e il compare Andy Cabic, alias Vetiver. I due remixano Rome, una delle tracce migliori dell'ultimo acclamato album Wolfgang Amadeus Phoenix, e ne danno una versione rarefatta ma comunque calda, che sembra quasi colorare di sogno le morbidezze caratteristiche della band francese. Lo presentano così:
Like a lazy Ukulele, softly strummed among the ocean side palms, Neighbors and Devendra have longed to remix ANY Phoenix tune.
We LOVE and have LOVED Phoenix since Alphabetical, and have wanted to do more than just ogle at their awesomeness for quite some time. With the release of their luminary Wolfgang Amadeus Phoenix we got the chance to un-floccinaucinihilipilificate our dreams and with awesome, oceanic glee, we took Rome for a ride….. a mellow, meditative one, let’s bring out the candle-lit side, a side of the song suited for lucubration ! Cheeze whizz penis feels like a Burberrys still allowed was the name of studio we met at, had we been there before ? Was it all a dream?
Écoutez!

>>>(mp3): Phoenix - Rome (Neighbours with Devendra Banhart remix)
Polaroids From the Web
"That faggot didn't even touch me" edition

- La notizia del giorno (nel senso che speriamo di essercela già dimenticata domani) è stata la rissa tra Nathan Williams, ovvero Wavves, e Jared Swilley dei Black Lips. In attesa che qualche filmato faccia la sua inevitabile comparsa su Vimeo, trovate tutta la ricostruzione (per ora) su Daily Swarm.

- A corredo, suggerisco la lettura abbastanza spassosa e interessante di Hipster Straw Men su PopMatters: "hipsters are merely a symptom of a fractured, niched, and disjointed culture".

- Sul myspace dei Pants Yell! c'è una nuova canzone che anticipa il prossimo album Received Pronunciation, in uscita l'11 ottobre per Slumberland. In realtà si tratta di una nuova versione di quella Cold Hands che avevamo già conosciuto, in versione demo, sulla compilation If you like everything, there's nothing left to love!, ma già così sono contento un bel po'.
>>>(mp3): Pants Yell! - Cold Hands, You Make Me Nervous

- Pitchfork finalmente si accorge del nuovo singolo degli [ingenting], alla buon'ora. Anzi, Alleluja!

- "There's a certain Californian sensibility": i Vampire Weekend parlano del loro prossimo album Contra.

- Me l'aveva detto Jukka già ad agosto ma si vede che me l'ero persa tra i feed e le ferie, poi me l'ha segnalato di nuovo il Many: a Reggio Emilia chiude il club Maffia. Un altro pezzo di storia dei Novanta se ne va.

- Dall'altra parte della Manica, invece, Peter Hook dei New Order ha scritto un libro sullo storico club di Manchester Hacienda.

- "Tutto fermo", un bel post su Not With Those Frames. A volte ci sentiamo tutti così.

- Al contrario, pare che "there's a growth of the DIY craft scene at the moment". "Fanzines - The scene that smells of zine spirit": l'Independent indaga lo stato dell'arte delle vecchie fanze di carta.

- È nato il blog collettivo di Thermos, la fascia serale di Città del Capo Radio Metropolitana, quella che ospita anche polaroid per intenderci: seguiteci!

sabato 26 settembre 2009

Magic Kids


Abbiamo spento le luci e la stanza buia era stellata, i led degli alimentatori, i display in stand-by e gli infrarossi dei mouse capovolti lanciavano raggi screziati sul soffitto. Abbiamo suonato i Magic Kids che avevamo dimenticato (i Magic Kids che non ci ricordavamo di essere), ooh, perché l'estate era già andata via? Non sapeva cosa si stava perdendo. E poi abbiamo cantato i cori di Phil Spector, piegato le ginocchia sul surf dei Beach Boys, fatto snap con le dita e ballato ancora un po' tra i mobili smontati, mentre la luna arancione calava dietro San Giovanni in Monte, quasi a Memphis.

venerdì 25 settembre 2009

Ritorna il podcast!

La nona stagione di "polaroid alla radio", in onda sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana, è cominciata con una "puntata zero" in cui io e la Fagotta abbiamo come di consueto dimostrato competenza e professionalità ai microfoni.
La prima novità è il cambio di serata, si passa dal venerdì al mercoledì, sempre nella fascia "Thermos", dalle 21 alle 22.30. Altre sorprese le scopriremo nelle prossime settimane.
Intanto qui trovate il primo podcast dell'anno, con un po' di buone canzoni, qualche brindisi, un super Valido in collegamento dalla London Fashion Week e una interessante chiacchierata con Luca Castelli per parlare del suo bel libro La musica liberata. Scaricate!

mercoledì 23 settembre 2009

Piccoli rumori senza importanza


Ray Rumours è il progetto solista di Ros Murray, già bassista delle Electrelane, ed è qualcosa di più di un semplice anagramma sbagliato.
Queste piccole canzoni folk-pop, suonate con strumenti acustici per sfiorare con maggiore cura ciò di cui parlano, sono come la calma e il tempo che ci metti ad apparecchiare la tavola per l'ora del tè quando viene a trovarti qualcuno di speciale. E quando questa persona arriva, e l'ora del tè passa e così anche quella della cena, e non importa tutto quello che scorre là fuori, ecco, quel momento è come la non detta meraviglia di una canzone da Le pont suspendu.
La voce un po' nasale della Murray, il fruscio della registrazione fatta in casa, gli acquerelli del fitto libretto, certi ottoni che saltano fuori dal granaio e squillano ancora impolverati, certe ninne nanne un po' oscure, le prese di posizione ostinate, molte, moltissime parole scritte con franchezza e non importa se cantate in francese, inglese o spagnolo: tu e quella persona vi intendete, e qualcosa di più, e i rumori, le canzoni e il silenzio alla fine.

>>>(mp3): Meaningless Words
>>>(mp3): Puddles and Rain

domenica 20 settembre 2009

"La musica in televisione non la guarda nessuno"

Pausa pranzo con due video italiani fatti davvero molto bene (per quanto sarebbe necessario riflettere un po' su quale posto abbiano oggi, almeno in Italia, i clip musicali).

1) I triestini Trabant ci avevano fatto parecchio divertire un paio d'anni fa con Music 4 Losers e soprattutto con un bel po' di concerti e feste.
In attesa del nuovo disco che uscirà nel 2010, ecco questa dirompente Ah Oh Aficionados, per la regia di DanXzen.



2) Quando avevo presentato Il derubato che sorride, album di esordio dei Dadamatto, avevo scritto che "una delle caratteristiche più riuscite e uniche [della band] sembra proprio essere quella di riuscire a tradurre in canzoni una tensione tra la tenacia del sentimento che sfiora l’ossessione, da un lato, e una vena più crepuscolare, quasi introversa, dall’altro". Gli stessi elementi, in fondo, si possono ritrovare anche nel nuovo inquietante video per Marco se ne è andato, realizzato in Argentina dalla crew Trosso.

venerdì 18 settembre 2009

Uno per tutti, tutti per uno

Mquestionmark
La formazione degli Mquestionmark conta due bassi: sarà forse per questo che quando le loro canzoni tirano al post-punk riescono a farsi belle tese e compatte. Prendi la doppietta di apertura, I Hate My Work e Demolition Dailyplanner: me le immagino già in una "Soulwax nite version". E certi groove newyorkesi si snodano lungo molte delle undici tracce del nuovo album One For All, All For One, seguito di Absolutely Pizza del 2007 (entrambi per Bad Trip Records).
In altri momenti, come in Hoarse Big Tuna, nel prossimo affilato singolo Banana Bee o nella riflessiva Through the Billboard, la band di Reggio Emilia si mostra capace di aprire squarci di melodie e inattesi cambi di registro. Merito anche dell'alternanza tra le voci di Laura Sghedoni e Luca Verzelloni e dell'innesto di qualche synth. Il disco poi si avvale di varie collaborazioni, tra cui Andrea "Sollo" Sologni (Gazebo Penguins, fonico dei Giardini di Mirò) e Alessandro Zanotti (ex Ornaments e Death of Anna Karina).

One For All, All For One sarà presentato ufficialmente questa sera, al Mattatoio Club di Carpi (Modena). Prima e dopo il live, dj set a cura di Nicola Caleffi (Julie's Haircut) + Il Many.

>>>(mp3): Demolition Dailyplanner
>>>(link): Ascolta tutto l'album in streaming su Rolling Stone

giovedì 17 settembre 2009

Polaroids From the Web
"Loro Piceno" edition

- È un po' curioso come tutti gli annunci che da ieri si sono susseguiti a proposito della reunion dei Pavement (prevista a settembre 2010!) non citino nessuna fonte diretta, anzi sentano il bisogno di farla più misteriosa di quel che serve. Stereogum addirittura tira in ballo "our Blogspot Deepthroat", vabbè. Comunque non tutti sembrano entusiasti: Chris Weingarten è abbastanza caustico, e poi c'è il solito bastian contrario Everett True.
UPDATE - ed ecco le fonti ufficiali: Matador Records e Crooked Rain!

- Aggiornamento sulla situazione Girls (meno 5 giorni all'album!): un bel set acustico su Fader + il release party a San Francisco

- Per tutti quelli come me che all'epoca ancora non c'erano, Mark Perry ha ristampato in volume la storica fanzine Sniffin' Glue - Qualche link utile al volo: la casa editrice Omnibus Press / la scheda su Wikipedia / Amazon / Play.

- Via MBV, prima anticipazione del nuovo album dei Pants Yell!, Received Pronunciation, in uscita l'11 ottobre su Slumberland.

- E a proposito: il boss dell'etichetta Mike Schulman intervistato da XLR8.

- I Los Campesinos a un concerto di Banjo Or Freakout (via Fede).

- Nur mi segnala "The end of our Italian dream", articolo un po' surreale in cui Cathy Rogers, già componente degli Heavenly, racconta la sua esperienza come produttrice di olio dalle parti di Macerata, e di come alla fine sia letteralmente fuggita dal nostro Paese.

- Uno dei migliori nuovi dischi di cui si sta parlando di più in giro è quello dei Fuck Buttons (in concerto a Bologna il prossimo 18 ottobre al Locomotiv Club). Finora il migliore claim lo ha scritto Bucknasty, in soli 140 caratteri.

>>>(mp3): Fuck Buttons - Surf Solar (7'' edit)

mercoledì 16 settembre 2009

re: Playlist #5

Dopo la pausa estiva torna anche Inutile - opuscolo letterario, mensile autoprodotto che si trova sia in pdf sia su carta: un elegante A3 che piegato diventa più piccolo di una polaroid: da una parte rivista, dall'altra poster.
Come ogni mese, in mezzo ai loro racconti, recensioni e poesie, hanno pensato di mettere una rubrica di canzoni da scaricare per accompagnare la lettura, e hanno gentilmente invitato noi.
Questo numero è un po' particolare, perché lo scrittore statunitense Daniel Wallace (l'autore di Big Fish, il romanzo da cui è tratto l'omonimo film di Tim Burton) ha fatto un bel regalo alla rivista regalando un racconto inedito. Così alla Fagotta e al sottoscritto è toccato il non facile compito di pensare una playlist adatta all'occasione. La potete scaricare qua sotto. Il racconto invece, sia in italiano che in lingua originale, lo trovate qui.

The Clientele - I Wonder Who We Are
Il pa-pa-raà che introduce il nuovo singolo di The Clientele è capace di martellarti nella testa per sempre, cadenzando tutte le tue aspettative per una grande serata.

Bye Bye Bicycle - Northpole
Io ti ho sempre amata, mentre tu, guarda un po', tu non sei mai stata innamorata di me. Scappare al Polo Nord per sfuggire alle passioni oppure arrendersi? La band di Götheborg, meno sgraziata e più incisiva rispetto al passato, non risolve il dilemma ma almeno mette a segno il suo disco migliore.

The Pains Of Being Pure At Heart - Higher Than the Stars
Dall'ultimo EP dei Pains ci si aspettava più un regalo per i fans che altro, e così è stato. Una gemma che fa il lavoro di una vecchia canzone dei Cure: fa illanguidire e sussultare il cuore. Su su più in alto delle stelle.

The Smith Westerns - Be My Girl
Lei continua a correre nei miei sogni, non potrebbe diventare la mia ragazza? Non chiedo molto. Vorrei portarla a casa e vorrei soltanto che fosse la mia ragazza. La band di Chicago deve avere passato parecchio tempo in garage per ottenere questo magnifico sound, così precisamente ruvido e sgangherato, ma forse è rimasta un po' a corto di contatti umani.

Girls - Laura
Voglio essere ancora tuo amico, ne ho bisogno, ti prego: ritorna. Dopo tutti questi anni non è tardi. Ci siamo fatti del male, ma se in questo momento arrivi e mi sfiori staremo insieme per sempre. I Girls, da San Francisco, imbevuti di suggestioni Sixties e trasandatezza all'ultima moda firmano uno degli album d'esordio dell'anno.

Let's Wrestle - My Schedule
L'amore non sempre cura tutte le ferite e alcune serate si rientra a casa, si schivano i cartoni della pizza, si accende la tv, si dimentica la teiera sul fuoco, si va direttamente a letto a desiderare ciò che non si ha più.

martedì 15 settembre 2009

Polaroids From the Web
"The danger and grit and volatility we've lost" edition

- In questi giorni la figura di Jim Carroll, scomparso venerdì scorso, è stata ricordata da molti e in molti modi: dal necrologio sul Washington Post alle poche ma intense e precise righe di Rob Harvilla sul Village Voice, passando per la rassegna di video su BrooklynVegan. C'è poi una lunga carrellata di amici e colleghi sul New York Times. Ospite di MAPS proprio ieri, Emidio Clementi a Città del Capo Radio Metropolitana ha raccontato come Carroll sia stato una delle sue prime fonti di ispirazione.

- Basta il titolo a farmi saltare sulla sedia: Johnny Marr interviews Rough Trade founder Geoff Travis. Poi l'articolo è così così.

- Avevamo parlato dei Sic Alps l'autunno scorso quando vennero in concerto qui a Bologna. Ora la band di San Francisco (giusto prima di partire in tour con i Sonic Youth) approda alla nostra amata Slumberland Records con un 7 pollici di rock'n'roll primitivo e super scarno.
>>>(mp3): Sic Alps - L. Mansion

- La Belle Epop ci aggiorna sulle novità per i Mixtapes & Cellmates.

- C'è qualcosa di affascinante e morboso nella serie di fotografie dedicate all'archeologia del clubbing newyorkese che Fabio De Luca sta raccogliendo sul suo tumblr Weekendance. Qualcosa del genere si potrà fare per l'Italia?

- Avete presente quando Wayne Coyne dei Flaming Lips passa sopra al pubblico con la sua bolla di plastica? Ecco, ora potete vedere cosa sta provando là dentro. Filmato stupendo (grazie a Gecco per il link).

- Un po' di Svezia stilosa per finire: Scandinavian logos of the 60's & 70's (segnalato da Jonathan).
MAP - Music Alliance Pact #12

 MAP - Music Alliance Pact
Nuovo episodio dell'appuntamento mensile con il progetto internazionale MAP - Map Music Alliance, in cui 33 (!) blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una band emergente e interessante del proprio Paese.
Ormai l'esperimento va avanti da un annetto, ma per chi volesse capire di che si sta parlando, queste sono le puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7 / 8 / 9 / 10 / 11.
Oppure - lo linko un'ultima volta - si può leggere il bell'articolo che Luca Castelli ha dedicato al progetto sul Mucchio dello scorso giugno. Per gentile concessione della redazione lo trovate in pdf qui.
Questa è la playlist di settembre, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.
A un primo ascolto, mi sono piaciuti e mi hanno incuriosito gli americani Holiday Shores, i portoghesi Iconoclasts, i tedeschi Me Succeeds, i cupi MUON da Singapore, i giapponesi Nhhmbase, i sudcoreani Plastic People, i norvegesi Sirkus Bjøver, gli indiani Swarathma e i turchi Solardrip. Roba che non capita di sentire tutti i giorni sui soliti blog, insomma.
Gli italiani di questo mese sono i Giardini di Mirò, che non credo di avere bisogno di presentare. Il loro nuovo album Il Fuoco, nato dallo spettacolo itinerante di sonorizzazione dell'omonimo film di Giovanni Pastrone del 1915, e pubblicato da Unhip Records, è una notevole esperienza di ascolto (nonché di visione), e se la proiezione capita nella vostra città andatela a vedere perché vi stupirà. La Vampa 2 è una delle cose più belle e suggestive che la band reggiana abbia mai scritto.
Se avete idee e suggerimenti per le prossime puntate scrivete pure nei commenti.

>>>(mp3): Giardini di Mirò - La Vampa 02

lunedì 14 settembre 2009

Aria di vacanza

Holiday Records
Ci voleva proprio il primo lunedì grigio di pioggia di questo settembre per parlare della Holiday Records, gran bella net-label americana che quasi ogni settimana pubblica in free download singoli ed ep vari.
L'iniziativa parte da Jacob Graham (qui il suo blog), già membro di Horse Shoes e The Drums, due band che su queste pagine abbiamo suonato già parecchie volte.
Il "catalogo" finora è stato composto più o meno da amici o da gruppi incontrati in tour, così da raggiungere un sound omogeneo, abbastanza debitore di certo indiepop scandivano e di classici come Sarah, Postcard o Belle & Sebastian, ma si notano anche interessanti eccezioni, come i recenti The Señors Of Marseille.
A ciò bisogna aggiungere un impatto visivo molto coerente e davvero riuscito nelle grafiche e nelle copertine, che fa capire come il progetto, per quanto piccolo e "semplice", sia proprio ben curato.
Non manca il manifesto programmatico che un po' si contraddice ("we want old ideas to be new again") ma, ormai, chi non lo fa? E poi è l'entusiasmo che conta, e qui è per una buona causa. Per me, una delle migliori nuove etichette in ambito indiepop.

>>>(mp3): Uranium Lake - Afraid Of Water
>>>(mp3): Girl Alliance - Straight To My Heart
>>>(mp3): The Señors Of Marseille - Davey

venerdì 11 settembre 2009

Riparte il Locomotiv!

Questa sera, sul binario di Via Serlio 25 a Bologna, riparte la stagione musicale del Locomotiv Club. Buona parte del cartellone delle prossime settimane si può già leggere su Last.fm, ma aspettatevi ancora qualche sorpresa sul sito ufficiale.
Questa sera sono curioso di vedere il locale in versione "pocket size", ancora un po' estiva (tempo permettendo), con la sala divisa a metà e l'area all'aperto con divanetti e tavolini.
Ad aprire le danze ci saranno i dj di Città del Capo Radio Metropolitana, Morra MC, Francesco Locane di Maps e il sottoscritto.
Appuntamento alle 22, ingresso gratuito con tessera Arci: ci si vede a banco!

>>>(mp3): The Tunas - Kick Start Your Heart
Making money as a musician

Sarà che in questo periodo ho troppi, troppi dischi arretrati da ascoltare, ma stavolta non sono riuscito a sentirmi molto coinvolto nella discussione Blatto - Girolami sulle sorti della musica e del mercato discografico oggi, nonché nel (ciclico) dibattito "mp3 VS vinili" in analogia a quello "internet VS carta stampata".
Però proprio ieri leggevo questi ragionamenti di Billboard sulle nuove tecniche di promozione dei dischi capaci di tenere conto dei nuovi media senza perdere il contatto con il pubblico tradizionale.
E oggi Max segnala quest'altro ricchissimo articolo di A Future In Noise che fa il punto della situazione (con un sacco di link) sullo stesso tema, con l'occhio rivolto ai blog e al web.
Tutto parecchio interessante, ok, ma alla fine ho solo voglia di belle canzoni e meno parole.
Trovo perciò piuttosto divertente e "segno dei tempi" questa battuta di Richard Stevens, già autore delle strisce Diesel Sweeties:

The secret to making money as a musician these days is to cultivate an audience too dumb or lazy to download albums.

(Grazie a Evaristo)

giovedì 10 settembre 2009

The death of an indiepop fan


Penso che questo sia il disco più importante per me quest'anno. Non dico il più bello, né forse quello che mi ha regalato i ricordi più cari. In the Court Of the Wrestling Let's (titolo che racchiude una fittizia allusione Crimsoniana) dei Let's Wrestle è il disco più importante per me perché questo è il suono di cui ho bisogno oggi, io, per vivere.
È come una carta di identità in cui ti riconosci anche se sono passati tutti questi anni. È un disco che mi fa gettare le braccia al cielo sin dalla prima irruzione in scena della batteria che sta rotolando giù dalle scale, mentre la chitarra lancia lamenti acuti, e in quel gesto mi fa sentire un sorriso addosso, come se la forza, l'amore e il tempo non fossero più un algebra di conseguenze. Tutto accade in una volta, tutto mi travolge, e la cosa meravigliosa è che non c'è nulla di epico, è solo necessario. Questo suono per me è nuda necessità.
Possiamo fare i consueti collegamenti opportuni e bilanciati: dai Television Personalities ai Pavement, dai Ramones ai Dinosaur Jr., ci intendiamo, ma serve soltanto a nascondere che questi tre debosciati ragazzini inglesi, con tutto il loro scazzo e la loro velocità, sono riusciti a disegnare un formidabile ghigno sulla faccia del Punk, impresa che nel 2009 potrebbe sembrare quasi impossibile.
È tutto in quel 1, 2, 3, 4 con cui attacca I Won't Lie To You, è tutto nel pa-pa-pa-pa di We Are The Men You'll Grow To Love Soon, è tutto nella melodia ascendente di I'm In Love With Destruction, è tutto nella disgraziata dichiarazione di In Dreams, nella pedanteria di My Schedule, nella follia lancinante di Insects. È tutto lì, ma se vai a vedere potresti dire che c'è ben poco. Chitarra, basso, batteria, colori scarabocchiati tra la svogliatezza e il vandalismo.
Eppure sei sicuro d'avere riconosciuto qualcosa. Era soltanto un'ombra intravista con la coda dell'occhio, ti volti di scatto e sei tu in uno specchio in fondo al corridoio.

>>>(mp3): We Are The Men You'll Grow To Love Soon


P.S.: I Let's Wrestle saranno in concerto al Covo Club di Bologna il prossimo 13 novembre. Chi non li ha mai visti dal vivo è calorosamente pregato di intervenire, accalcarsi sotto il palco e sudare un bel po'. Qui ne avevo già scritto e qui il punto di vista di Valido.

mercoledì 9 settembre 2009

You're so criminally young!


Non credevo, ma il disco dei Socialist Leisure Party mi è piaciuto meno di quanto mi aspettassi, nonostante le premesse ci fossero tutte (incluso un passato nella Sarah Records).
Però, subito prima della fine, ecco che mi arriva questa vampata di incoscienza punk, irruente e leggerissima, irrimediabile e fatale come i kids che insegue, e che mi fa proprio innamorare:


(foto: Refinery29)
How fucking romantic

69 Love SongsStereogum ci ricorda il decimo anniversario dello storico album 69 Love Songs dei Magnetic Fields.
All'epoca io non me ne accorsi quasi per niente, e in effetti si tratta di un'opera abbastanza complessa, che richiede pazienza e attenzione. Quando poi mi sono reso conto che molte delle band che ho amato negli anni successivi lo consideravano fondamentale, o addirittura di culto, sono tornato sui miei passi, come spesso mi capita.
Per chi volesse saperne di più, qualche anno fa è uscito uno dei volumi della serie 33 1/3 curato dal musicista L.D. Beghtol (che ha anche partecipato all'album), libro parecchio apprezzato e che vede anche la collaborazione dello stesso Stephin Merritt, mente della band statunitense.
In alternativa, on line esiste 69 Love Songs, un ricco database di annotazioni per ognuna delle canzone del triplo album.
Se volete un'interpretazione più libera, la scorsa primavera è partito il progetto How Fucking Romantic - 69 Love Songs, Illustrated, che si è posto l'obiettivo di tradurre a fumetti (nei più disparati stili) l'intero lavoro.
Qui sotto metto l'mp3 della mia preferita di sempre (forse un po' scontata), la meta-canzone I Think I Need a New Heart, che oltre all'inconfondibile voce baritonale di Merritt, ha quel ritmo ostinato e zoppo, quel giro ossessivo di accordi sopra i quali cui la melodia parte per la tangente, mi ha sempre fatto ammattire, e il personaggio in qualche modo sa di essere tutto sbagliato, ma non ce la fa a cambiare, non ce la fa a dire niente di giusto nemmeno mentre lei se ne va, e crede di avere soltanto bisogno di un cuore nuovo.

>>>(mp3): The Magnetic Fields - I Think I Need a New Heart

martedì 8 settembre 2009

Polaroids From the Web
"Niente male" edition

- Questa intervista di Jim O'Rourke al New York Times è davvero molto bella, e il passaggio in cui racconta di quando aspettava che la vicina uscisse a fare la spesa per registrare la parte di trombone del suo nuovo album The Visitor fa una gran tenerezza.

- Per promuovere il suo ultimo romanzo, Juliet, Naked, Nick Hornby spiega come si usano gli mp3 e Hype Machine ai lettori del Guardian, e non so come dire, ma suona tutto un po' incestuoso (non sono l'unico a pensarla così).
UPDATE: Inkiostro segnala anche quest'altro articolo in cui invece Douglas Coupland si lamenta del presente: "the entire planet becomes searchable. I do think that is very spooky, and I don't like it at all".

- A quanto pare, finalmente, i Fanfarlo hanno firmato per un'etichetta discografica, la newyorkese Canvasback Music, parte del gruppo Atlantic.

- Andrea parla degli XX e della nostra epoca "niente male".

- Dopo ventisette anni di fidanzamento, Tracey Thorn and Ben Watt degli Everything But The Girl si sono sposati.

- Restyling per PIG Magazine, ora anche in free download integrale

- Potrebbe darsi, forse, pare, chissà, che Aphex Twin in futuro faccia un nuovo disco.

- Non mi era mai passato per la testa di guardarci, ma oggi mi ha abbastanza incuriosito capitare su una foto della "vera" Veckatimest, quella che ha dato il titolo all'ultimo album dei Grizzly Bear.
>>>(mp3): Grizzly Bear - Untitled #6 - (Japan-only bonus track)
Messy enough

The Radio Dept.
Nonostante quel suo beat rimbalzante, così atipico per loro, sia stato di buona compagnia durante le vacanze, dubito che David, il singolo apparso all'inizio dell'estate, abbia del tutto soddisfatto chi come me aspetta da tempo una nuova uscita dei Radio Dept..
Quelle settimane dilatate e sospese sono ormai passate e si fa sentire forte la fame di musica. L'abbondanza che ci circonda ottiene soltanto l'effetto di rendermi più fiacco e svogliato.
Quando non lo aspettavo più, arriva l'ep ufficiale in una busta senza mittente. Considerato che la quarta traccia, per quanto suggestiva, è uno strumentale di due minuti scarsi, e calato un pietoso velo di silenzio sul remix della title track, rivolgo le mie attenzioni alla scarna seconda canzone, Messy Enough, titolo già da qualche anno presente nelle scalette dei live.
Il suono per un attimo sembra quasi un ritorno al passato dei Radio Dept., con la chitarra più in evidenza, ma tutto ora è illuminato dalle luci del più recente "balearico-scandinavo" (Air France, tanto per fare un nome). In fondo siamo ancora lì, a fare i conti con gli Embassy.
E poi scopro che questa canzone sarebbe una cover dei fantomatici Pophitler. Nulla è dato di sapere di questa band, se non che era un side-project dello stesso Johan Duncansson intorno al 2005. Comunque un gran bel nome, Pophitler.
Qui è ancora tutto "messy enough", con questo ritmo che fino all'ultimo non sa decidere se farsi ballabile o spegnersi di malinconia, poi si lascia andare, splende e infine volta le spalle.

>>>(mp3): The Radio Dept. - Messy Enough (Pohitler cover)

lunedì 7 settembre 2009

C'era una volta Michael Cera


Grazie alla Fagotta scopro che è partito il backlash contro Michael Cera. Immagino che per qualcuno sarà una bella notizia con cui cominciare il lunedì mattina.
E mentre dalle nostre parti non si è ancora parlato molto di Paper Heart, un singolare (e probabilmente imbarazzante) "twee mockumentary", circolano già i trailer del prossimo Youth in revolt, che non sembra nemmeno così male.
Ma il New Yorker è implacabile: "Same Dude, Different Hoodie", Cera interpreta sempre lo stesso personaggio.
E Gawker, senza pietà, si mette già alla ricerca del "prossimo Michael Cera" (come se ce ne fosse bisogno, poi).

venerdì 4 settembre 2009

Esportiamo chewingum

CHEWINGUM / IL MORO E IL QUASI BIONDOQui a polaroid, ormai si sarà capito, abbiamo un debole per la band pesarese (ora dislocata a Roma) dei Chewingum. Non a caso l'anno scorso vennero anche ospiti dal vivo in radio, per una delle puntate più assurde che io ricordi.
Dopo l'esperienza newyorkese dello scorso autunno, ora questi sfrontati ragazzi se ne vanno in giro per l'Europa (Francia e Spagna) in compagnia della band friulana Il Moro e Il Quasi Biondo, con i quali hanno avviato una collaborazione.
Le date le potete leggere cliccando sulla locandina qui accanto.
Questo invece è il comunicato di presentazione del tour, e già dal tono si può intuire che cosa potranno combinare assieme:

CHEWINGUM - un trio elettroacustico pop che suona in piedi - e IL MORO E IL QUASI BIONDO - un trio elettroacustico sperimentale che suona seduto - sono stupiti di informarvi che nonostante l'uno sia un trio di elettroacustica pop che suona in piedi e l'altro un trio di elettroacustica sperimentale che suona seduto, a settembre faranno un minitour insieme. Il minitour sarà ital-franco-spagnolo in piedi e seduti.
Il tour sarà anche un’occasione per lavorare ai brandelli e "primi sintomi" frutto della già avviata collaborazione mostruosa tra i due gruppi, di cui contiamo di darvi notizia entro breve.

>>>(mp3): Chewingum - Raianair (live a polaroid)
>>>(mp3): Chewingum - Afterhours (Velvet Undergound cover)
>>>(mp3): Il Moro E Il Quasi Biondo - Norma Jane Mortenson

giovedì 3 settembre 2009

Saint Etienne VS The Pains Of Being Pure At Heart

The Pains Of Being Pure At HeartIn tutta onestà, non mi aspettavo di sentire un remix dei Pains Of Being Pure At Heart (anche se qualche tempo fa c'erano già stati mash-up e cover), ma oramai un remix non lo si nega proprio a nessuno, e così il nuovo singolo Higher Than the Stars viene pubblicato addirittura in quattro formati, tutti con le tracklist confuse a dovere, per la dannazione dei completisti.
La canzone, per quanto sembri partire all'assalto, rivela presto un mood in qualche modo più abbandonato e sognante del solito, sulla scia di una loro Hey Paul, per esempio. Per questo il remix dei Saint Etienne (!!!), il primo a circolare finora, indovina la chiave per diluire ancora di più il suono della band newyorkese, tra synth un po' retro e riverberi malinconici.

>>>(mp3): The Pains Of Being Pure At Heart - Higher Than the Stars
>>>(mp3): The Pains Of Being Pure At Heart - Higher Than the Stars (Saint Etienne Visits Lord Spank remix)

mercoledì 2 settembre 2009

I'm thinking about us
(even if I don't know you)

Iori's Eyes
L'affetto può anche essere frugale, senza eccessi, quasi silenzioso. Non ha nemmeno bisogno di mostrarsi troppo sentimentale. Almeno non così spesso. Una sola cosa chiede: di essere spontaneo. Niente di meno di una mano offerta che incontra un'altra mano aperta.
Ti viene voglia di questo tipo di immediatezza (di questo tipo di carezza) ascoltando And Everything Fits In the Yellow Whale, il gentile EP di debutto dei milanesi Iori's Eyes. Quattro canzoni, prodotte da Alessio Camagni (Noise Factory) e Federico Dragogna (Ministri), di umore pop folk e dallo sguardo riservato. Ci puoi sentire dentro anche altre allusioni, ricordi post-rock, bassa fedeltà per cameretta e giocattoli, pretesti indie rock più tradizionali (atmosfere sospese e dilatate che fanno pensare ad ascolti di certi Mercury Rev, Flaming Lips o Grandaddy...), ma davvero, non è molto importante.
Il piccolo cielo di sogno che gli Iori's Eyes riescono ad aprire intorno alla loro musica in qualche modo basta a sé stesso, o forse è quel che basta a me.

>>>(mp3): Iori's Eyes - As Always


ps: gli Iori's Eyes, che tra l'altro avevo già inserito nel MAP di un paio di mesi fa con Anchor, saranno in concerto al Mattatoyo Club di Carpi (MO) il prossimo 27 settembre.

martedì 1 settembre 2009

Polaroids From the Web
"The blue skies are coming" edition

- Esce il 4 settembre per l'etichetta bolognese Unhip Records Il fuoco, nuovo album dei Giardini di Mirò nato dallo spettacolo di sonorizzazioni dell'omonimo film di Giovanni Pastrone del 1915, ma intanto lo si può già ascoltare in anteprima integrale su Rolling Stone.

- Un album che invece non riusciremo mai a sentire sembra essere quello dei Radio Dept.: ulteriore posticipo della data di uscita, ora prevista per febbraio 2010.

- Avevamo parlato dei Soft Pack a inizio anno, ora la band sta ultimando il debutto su Kemado Records e ha un nuovo sito. Per chi vuole un altro video con le onde e pensa ancora alle spiagge da poco abbandonate, ecco la spumeggiante Down On Loving in versione unplugged.

- Inkiostro, che è meno pigro di me, ha già finito La musica liberata di Luca Castelli e lo consiglia. A polaroid ne parleremo tra qualche settimana, quando riprenderanno le trasmissioni.

- Invece Emmebi segnala la nuova uscita di Nick Hornby, Juliet, Naked. Probabile che poi cambierò idea, ma leggendo un paio di articoli e post in giro mi sembra di percepire già un'aria di "revival di noi stessi", e un po' mi preoccupo.

- Il set di polaroid scattate all'ultimo Here I Stay Festival è stellare! L'anno prossimo non si può mancare.

- Intervista interessante e video stupendo per Noah & The Whale su Dazed.
>>>(mp3): Noah and the Whale - Blue Skies
>>>(mp3): Noah and the Whale - Blue Skies (Yacht remix)
>>>(mp3): Noah and the Whale - Blue Skies (Twelves remix)
>>>(mp3): Noah and the Whale - Blue Skies (Death to the Throne remix)