venerdì 30 maggio 2008

Annullato il concerto degli Spiritualized

Pare che per problemi con i voli da Dublino sia saltata la data degli Spiritualized in programma questa sera all'Estragon di Bologna.
Grazie a Jonathan per la tempestiva segnalazione.

(Confermatissimo invece il concerto dei dirompenti Tunas più guests, per la prima parte della Festa di Chiusura del Locomotiv Club. A seguire, il sottoscritto a mettere un po' di dischi rinfrescanti...)
Those dancing jews



Post a punti! Ormai ci ho preso gusto.

- ho visto i Ministry... ma non vi interessa

- ho visto Indiana Jones... no, non vi interessa nemmeno questo

- mmm... ci sto pensando, eh? un attimo

- ah sì! Ho visto i Silver Jews. I Silver Jews come tutti voi bravi lettori di Polaroid sapete sono una specie di leggenda metropolitana, nati da una costola dei Pavement (ma è più giusto dire viceversa) e proseguiti sotto la direzione unica di David Berman, di Nashville, Tennessee, che per oltre dieci anni si è quasi sempre rifiutato di suonare dal vivo. Ora, io quando imparo di queste storie mi lascio affascinare, e decido di non documentarmi per niente per farmi cogliere di sorpresa. E quindi mi immaginavo che il Berman fosse una specie di incrocio fra Daniel Johnston e Maynard James Keenan, con le movenze di un Mark Lanegan. Sbagliavo. È piuttosto normale. Si muove (ciondola), parla, fa battute. Poi è vero, ogni tanto si blocca con lo sguardo perso, capo chino e dita che arricciano il cavo del microfono, ma sono solo momenti. Si ribecca, si vanta di avere una moglie gnocca che suona il basso, le cede qualche vocal nei pezzi più country e ci manca poco che facciano Let's Duet. La scaletta alterna impeccabilmente pezzi vecchi e nuovi, ed è un prevedibile trionfo.

- sto vincendo l'asta per il bacio di Linnea delle Those Dancing Days. Ho già anche il biglietto per Leeds, 5 ore di autobus. Lei sinceramente non è il mio tipo, ma il mio piano è fare un filmato della cosa, montarlo con un casino di zoommate e replay al rallentatore, aggiungere qualche didascalia maliziosa e transizioni intricate a go-go, e metterlo su Youtube per fare ingelosire Alice Glass. Alice poi tornerà qua in zona a settembre, e probabilmente mi farà una scenata.

giovedì 29 maggio 2008

Those Dancing Days in Italia!

those dancing daysNon mi ero ancora ripreso dal colpo al cuore avuto questa mattina leggendo che Linnea, la cantante delle Those Dancing Days, sta mettendo all'asta un suo bacio (per beneficenza, certo, s'intende), quando questa sera è arrivata la notizia bomba che mi ha steso: il giovanissimo quintetto di Stoccolma sarà per la prima volta in concerto in Italia il prossimo 5 luglio, al Pop Circus Festival di Milano. In scaletta quello stesso giorno nomi del calibro di Good Shoes, Rakes, Long Blondes e Maccabees: impensabile mancare.

>>>(video): Hitten
>>>(video): Those Dancing Days
>>>(mp3): Hitten (Radio LXMBRG remix)

martedì 27 maggio 2008

La memoria fa sentire vecchi

Crystal StiltsLa triste striscia di Diesel Sweeties dell'altro giorno si adatta bene ai versi di una delle più belle canzoni che mi è capitato di ascoltare in questi giorni: Crippled Croon dei Crystal Stilts, un'incredibile via di mezzo tra i Joy Division e le Ronettes.

Sadly do I wonder if I'm made for life
Daddy will you love me if I say goodbye
Before I forget me, arise for the fall
before I forget thee and rise for the fall

[...]
Before again and again
We forget again


Tutto si dimentica e ritorna, il muro di suono Spectoriano e i Jesus and Mary Chain, New York 1967 e Manchester 1979, le guance arrossate della primavera e il bianco e nero della città contro il cielo, i tamburi confusi e i riverberi di basso, la stanza vuota e l'odore dell'erba lungo il fiume, qualcosa di elettrico e la nebbia, una grazia senza eleganza ma intatta, dimentico e ritorno.
Il nome dei Crystal Stilts, da Brooklyn, girava almeno dall'anno scorso sulla Indiepop mailing list, spesso associato a quelli di altri concittadini come Pains Of Being Pure At Heart oppure My Teenage Stride, entrambi amati da queste parti. Anche Indie-MP3 li aveva inseriti in sua compilation con il meglio del 2007, ma come al solito me li ero persi. La settimana scorsa Pitchfork ha dato un 8.3 al loro ep omonimo (che raccoglie materiale degli ultimi tre anni) ed ecco che il piccolo mondo di chi si appassiona a questi suoni perdenti e vecchi si accorge di loro.
Pare non sia stata una carriera molto fortunata quella dei Crystal Stilts, con nastri perduti, furgoni e strumenti rubati alla vigilia di un SXSW, anni sprecati per arrivare al primo sette pollici, poi registrato insieme a Hamish Kilgour dei Clean e pubblicato in proprio sulla loro Feathery Tongue.
Ora eccoli qui, arrivati a fatica su questi "trampoli di cristallo". Forse non ogni cosa quadra ("a second-hand future has misled me" canta Converging In The Quiet), ma sono qui. Oggi spero che sia servito a qualcosa. Spero che queste canzoni, questi suoni perdenti e vecchi, trovino un po' d'amore, prima di venire dimenticati.

>>>(mp3): Crystal Stilts - Crippled Croon
Giggling at the gigs

«A quick look around the audience... Hmmm... there seems to be a fashion for wearing oversized glasses. Or undersized heads.»
(SoundsXP, brillante come sempre, nelle recensione di un concerto dei grandiosi Let's Wrestle)

>>>(mp3): Let's Wrestle - I'm Ok, You're Ok

I will lose all the things that I have barely won
but for the moment I'm OK and you're OK...

lunedì 26 maggio 2008

Ogni due settimane è lunedì

Just Like Monday
Sappiamo che questa sera sarete tutti a vedere gli Explosions In The Sky all'Estragon, ma lasciatevi dire che per un concerto del genere bisogna partire belli carichi. Il nostro consiglio è quello di passare prima a fare rifornimento a Just Like Monday, la piccola serata che ogni due lunedì Jonathan Clancy e il sottoscritto hanno il piacere di curare alla Bandiga, golosissima osteria (con annessa spettacolare salumeria) in centro a Bologna.
Sul blog c'è una nuova playlist da scaricare, come al solito piena di pop, rumore e soul (qui sotto un paio di assaggi), e questa sera troverete un sacco di eccellenti vini per brindare come si conviene. Ci si vede a banco, a partire dalle sette e mezza.

>>>(mp3): The Isley Brothers - This Old Heart Of Mine
>>>(mp3): Times New Viking - Mean God

Mystery Jets Orchestra Spettacolo

Caro Andrea, trovo lodevole il tuo coraggioso coming out, (per gli spider di Google, ripeto: "Andrea Girolami" + "coming out"), e so che anche autorevoli musicisti da queste parti giudicano ben riuscito Twenty One, il nuovo album dei Mystery Jets. Ma se mi chiami in causa, devo confessare che a me è scivolato addosso senza lasciare molte emozioni.
Forse è un problema mio. Si può ballare, come dici tu, e magari lo si può trovare anche divertente, ma ascoltarlo fino in fondo (è davvero troppo lungo) a me fa l'effetto di quelle torte di Ciocorì che le compagne di liceo portavano sempre alle feste.
Come bonus track, ti allego il remix degli Shoes di un paio di mesi fa, a proposito del quale registro questo scambio e-mail:

polaroidblog: uh però il remix messo su ieri da Discobelle rivela un loro insospettabile lato da balera romagnola.
FdL: riascoltato oggi, in effetti ha un curioso cotè zan-zan romagnolo che non è per niente male...


>>>(mp3): Young Love (The Shoes remix)
>>>(video): Two Doors Down

sabato 24 maggio 2008

Zen Circus contest!


Ormai ci abbiamo preso gusto con questa cosa dei biglietti omaggio per i bei concerti che ci sono qui in città, e allora oggi eccone uno per il nuovo appuntamento con Magazzeno Bis questa sera al Locomotiv Club. Ospiti d'eccezione: gli Zen Circus accompagnati da Brian Ritchie (per chi non lo sapesse, già fondatore dei Violent Femmes).
La band toscana presenterà il suo ultimo album Villa Inferno, che oltre a Ritchie vede la partecipazione, fra gli altri, di Jerry Harrison (Talking Heads), Kim Deal (Pixies) e Kelley Deal (Breeders).
Si aggiudicherà un ingresso omaggio il più veloce a spedire una mail con il proprio nome a info@unhiprecords.com, indicando in oggetto "polaroid blog contest".
Ci si vede a banco!

>>>(mp3): Wild Wild Life (Talking Heads cover)
>>>(video): Punk Lullaby

venerdì 23 maggio 2008

Rodeo Massacre contest!

Rodeo Massacre
Una band punk garage con forti influenze soul, per metà parigina, con base a Londra, fronteggiata da una bionda e trascinante cantante svedese: si presentano così, con tutte le carte giuste, questi Rodeo Massacre, per la prima volta in Italia e questa sera a Bologna, sul palco del Locomotiv Club (Via Serlio 25/2).
A seguire, "Royal Rumble" con dj set del collettivo Partyzan, da Cosenza. Un'idea di quello che vi aspetta? Italoprisco, postmoroder, spankthedjs, jazzanotti, discoring, prostpunk, polipop, rock'n'roll, punk'n'electro, gommapiuma'n'mani in faccia, salsiccia'n'rollerblade.
I primi due che manderanno una mail a blog [at] polaroidallaradio.it si aggiudicheranno un biglietto ingresso omaggio (è necessaria la tessera Arci).

> Rodeo Massacre - Brand New Day (mp3) - (video)
Religious feel now!



Ancora a punti! È più facile. C'è che oggi quasi mi stavo scordando che era già venerdì. E comunque sono meno punti dell'altra volta.

- ho visto gli Spiritualized: per sfighe logistiche arrivo tardi e mi tocca un posto indietro, dove il sound del morto vivente Jason Pierce non mi avvolge a dovere. Il risultato è che dopo 8/9 ballate su Gesù consecutive ho praticamente l'orchite. E non è giusto, perchè quando alza il volume viene la pelle d'oca, e se fossi davanti probabilmente mi convertirei anch'io al cristianesimo (vabbè non esageriamo). Quando poi si decide finalmente ad alzare anche il ritmo, con cosette tipo Come Together, sembra di vedere Dio che scoperchia il tetto del Koko e si prepara a scatenare il diluvio universale, e tu sei lì sotto che non vedi l'ora.
Tra il pubblico, signore e signori, Kate Moss.

- ho visto Florence and the Machine: il suo modo di stare sul palco non è diverso da quello di una Soko, umorale, bambinesco, con la differenza che 1) è alta il doppio, e con le spalle belle larghe 2) ha una voce che spacca i bicchieri 3) ha delle canzoni. Rimane comunque molestissima.

- ho rivisto gli MGMT: i 2000 dell'Astoria, stando alle loro parole, sono il più grosso pubblico che abbiano mai avuto da headliner, ed è palesemente troppo presto. Sono acerbissimi. il Van Wyngarden si presenta in bandana e vestaglia a fiori, ed è l'unica cosa che movimenta il set per un buon 45 minuti, condotti timidamente, suonati malissimo, allungati da jam piuttosto insipide quando non rovinate da un secondo chitarrista che shredda e tappa come se stesse coi Warrant. Poi partono gli hit. E poi c'è la bella idea di far partire la base e cantare Kids a karaoke, con i due titolari del marchio che finalmente appaiono sciolti e saltellano sul palco come, appunto, bambini. E l'ultimo quarto d'ora è affidato a pura estemporanea improvvisazione: niente di memorabile, ma conferma che la vera dimensione per gli MGMT è ancora la libertà totale della propria cameretta.

- torna la sottorubrica Devwatch! Vi era mancata, ammettetelo. Quelli di VBS TV (la tv di Vice Magazine) sono andati a trovare il Lightspeed Champion direttamente a casa sua per vedere com'è messo e in che condizioni compone e suona. Io mi sono appuntato l'indirizzo e come pubblico il post mi vado a piazzare là sotto finchè non lo vanno a trovare Agyness Deyn o Alexa Chung.
Alla prossima!

>>>(mp3): Spiritualized - Soul on Fire
>>>(mp3): Florence and the Machine - Galaxy of the Lost (Lightspeed Champion cover)

Uh, quasi scordavo: domenica vi voglio TUTTI alla Balorda.
Ci vediamo là.

giovedì 22 maggio 2008

Chris Leo live @ Locomotiv Club

Questa sera Chris Leo, già voce e chitarra dei leggendari Van Pelt e dei Lapse, nonché fratello di Ted Leo, arriva in concerto al Locomotiv Club con il suo ultimo progetto Vague Angels.
Se il nome non vi dice molto, questa è la descrizione che ne fa la All Music Guide: "Chris Leo's songwriting incorporates noisy, guitar-driven elements and half-spoken, half-sung melodic elements. His work with the Van Pelt in the mid-'90s led to a successful bout of touring and performing and a handful of releases on Gern Blandsten". Tra le altre etichette per cui ha pubblicato Leo sono da annoverare anche Southern e Matador.
Negli anni più recenti Leo si è dedicato anche a scrivere libri, alcuni illustrati e per bambini. Il suo ultimo lavoro si intitola Lets Duke It Out At Kilkenny Katz, un album che mescola indie rock classico, psichedelia, folk e spoken word con grande emotività. L'appuntamento è alle 22.30 in Via Serlio 25.

>>>(mp3): The Princess and the Newt
>>>(mp3): The Vague Angels of Vagary
Döda fallet

Vapnet - Döda falletAvevo letto in giro qualche commento abbastanza insoddisfatto a proposito del nuovo album dei Vapnet (quelli di Kalla mig di qualche estate fa), e del resto gli ultimi ep non promettevano niente di buono. Pensavo che anche loro avessero seguito un certo andazzo dell'indiepop scandinavo, un po' trascurato nei mesi passati, e invece questo Döda fallet (pubblicato come sempre da Hybris) mi ha sorpreso in maniera del tutto positiva.
Si potrebbe dire che la formula della banda di Östersund non è cambiata troppo: melodie molto distese che la seriosa voce di Martin Hanberg quasi rende distanti, timbri sonori che (anche quando utilizzano qualche synth o batteria elettronica) danno ancora all'indiepop dei Vapnet un colore addirittura pastorale. Eppure tutto sembra filare più liscio, lineare e coeso, a mio parere anche rispetto all'esordio Jag vet hur man väntar. Una più aperta coralità pervade queste dieci tracce (Inga fåglar oppure Såg aldrig dig sono quasi dalle parti degli I'm From Barcelona) e anche la loro tipica trattenuta malinconia sembra questa volta meno oscura e involuta. Insomma, una bella seconda prova, che riconferma i Vapnet tra gli alfieri del pop fran Sverige.
Se poi qualcuno si facesse avanti a tradurmi qualche testo, anche solo un ritornello, avrebbe tutta la mia gratitudine.


>>>(mp3): Vapnet - Inga fåglar
>>>(bootleg): Vapnet Live @ Debaser Medis - Stockholm (2008-04-30)

mercoledì 21 maggio 2008

Pop un po' porno e un po' genio


Complice forse questa primavera da impermeabili, Il Genio mi ha fatto buona compagnia negli ultimi tempi. Ogni tanto, abbiamo tutti bisogno di un po' di Jean Paul Belmondo.
A dire il vero, già quest'inverno girava quel piccolo tormentone soffice che è Pop porno, ma ammetto di averlo sottovalutato. Poi il post di Nur sulle pagine di Vitaminic mi ha fatto nascere una certa curiosità per questo duo.
Gianluca De Rubertis (Studiodavoli) e Alessandra Contini, tra Lecce e Milano, si divertono a recuperare un immaginario un po' Settanta e francese, giocando a carte scoperte. Il bianco e nero diventa un "tic" (Applique), un artificio per rincorrersi tra gli eroi preferiti, seducenti chanteuse e uomini notturni dalla perenne sigaretta.
Molto cinema, la giusta dose di ironia ("le frasi fatte apposta per dimenticare un testo") e un po' di sensualità senza drammi ("oui, l'amour, c'etait le plat du jour") nelle dodici canzoni vintage dell'omonimo esordio uscito su Disastro Records. Tra il Gainsbourg più naïf e gli Air meno oscuri, con la voce filiforme di Alessandra ad ammaliare tra i sospiri, Il Genio è una delle sorprese di questa stagione per il pop di casa nostra.

>>>(mp3): Il Genio - Pop Porno
>>>(mp3): Il Genio - Applique

lunedì 19 maggio 2008

Camera Obscura per la prima volta in Italia!


La notizia è di quelle che qui a polaroid vengono accolte stappando le bottiglie tenute da parte per le grandi occasioni. Stando a quanto anticipato qualche giorno fa da Pitchfork, e poi ribadito dal myspace della band (ma si attende ancora la conferma ufficiale qui in città), i Camera Obscura saranno per la prima volta in concerto in Italia il prossimo 14 luglio, a Bologna, all'interno della rassegna JuLive. La location non è ancora definitiva, ma potrebbe essere Piazza Verdi.
Intanto il gruppo scozzese è tornato in studio in Svezia per registrare il seguito del fortunato Let's Get Out of This Country del 2006. Ad assisterli ci sono Jari Haapalainen (già al lavoro con Concretes e Ed Harcourt) e Björn Yttling della band Peter, Björn, & John.

bonus tracks:
- Lloyd, I'm Ready To Be Heartbroken
- Books Written For Girls (Synonym remix)
Pelle and Sebastian

Il cantautore svedese Pelle Carlberg, già protagonista negli ultimi anni di un paio di apprezzati tour in Italia, ha postato sul proprio sito un'anteprima del prossimo album al quale sta lavorando.
1983 racconta, ancora una volta, una piccola storia di ricordi adolescenziali, una notte in giro da ragazzini, quando la città comincia a sembrare più grande e difficile.
E dato che la band scozzese dei Belle and Sebastian è sempre stato il primo riferimento in tutte le recensioni dei dischi di Carlberg, ecco spiegato il gioco di parole nel sottotitolo.

>>>(mp3) Pelle Carlberg - 1983 (Pelle and Sebastian) - rough mix

sabato 17 maggio 2008

Ci si vede a Bari

Oggi mi trovate nel duplice ruolo di autista e giradischi di contorno per la data barese dei My Awesome Mixtape, al Circolo Arci 37 di Giovinazzo (diciamo la verità: ci vado solo per il nome del paese, ok).
Per la strada dovrei cavarmela (seguo sempre la costa in direzione sud?), mentre al mixer per fortuna sarò accanto ai local hero di Tiger Town. E in più, insieme alla balotta bolognese scenderà anche Bruno Germano della Settlefish School of Rock, in veste di scettico fonico dei MAM.
A banco! A banco!

>>>(mp3): My Awesome Mixtape - I've Dropped My 13th Party (demo)

venerdì 16 maggio 2008

Tutto in tre notti



Post a punti!
Era un po' che non mi cimentavo con questo schema classico della letteratura digitale.
Pronti via, in ordine sparso:

The Mae Shi- ho visto i Mae Shi: show strano, ricercatamente caotico e debordante, ma talmente fuori dalle righe da levare ogni appiglio e risultare alla fine un po' vuoto e inconcludente. Un po' come questa frase. Che è un peccato, perchè c'è un album come HLLLYH a dimostrare che quando vogliono dire qualcosa sanno tirare fuori pezzi ineccepibili come Run To Your Grave.

- ho visto i Johnny Foreigner, per la seconda volta, e continuano a non impressionarmi. Sono in pratica una versione sintetica dei Los Campesinos! (sono solo un trio) mischiata a udibili radici punk scuola Orange County, con un tiro decisamente buono ma senza pezzi che si lascino ricordare. C'è chi giura su di loro, ma lunedì al King's College il pubblico è rimasto piuttosto freddo.

Fuck Buttons- ho visto i Fuck Buttons: soffrono del solito dilemma degli show di elettronica, in cui i protagonisti dietro i loro mille bottoni che azionano altrettanti suoni precampionati fanno del loro meglio per non sembrare solo due tizi che controllano la mail. Per cui ecco che uno dei due si mette a ballare come una scimmia durante Sweet Love For Planet Earth, mentre l'altro percuote un rullante non microfonato, e insieme ogni tanto sincronizzano l'headbanging. Ma aldilà della povertà coreografica, il sound che esce dai loro marchingegni rimane una goduria.

- ho visto i Duchess Says: la frontman è pazza fulminata come ne ho visti davvero pochi. Guardatevi il video di In Serial, di gran lunga il loro pezzo più ascoltabile.

- ho visto un gruppo che si chiama Shitting Fists: a me sono piaciuti, ma non è il vostro genere.

- ho visto i Times New Viking: sotto un muro di riverberi e feedback dovuto metà al loro trademark sound e metà all'acustica terribile dell'Old Blue Last, si sono intuite cose molto interessanti, tipo dei Jesus & Mary Chain che si intrippano con certe melodie indie-pop e la smettono di guardarsi sempre le scarpe. Il batterista esibiva una maglietta con scritto "Fuck your blog": ha ragione.

Jay Reatard- ho visto i Jay Reatard: delle furie. Tre ceffi impresentabili (il batterista è il gemello grasso di Garth di Fusi di testa) per del garage alla velocità della luce meno grezzo di quanto si possa pensare e maledettamente funzionante.

- ho visto i Charlatans: uno non può entrare due secondi da Zavvi per vedere le offerte sui dvd che ci trova dentro i Charlatans che suonano a gratis davanti ad appena un centinaio di persone. Personalmente non ne vado pazzo, ma buttali via...

- ho visto i Team Waterpolo e avrei preferito di no. Musicalmente imbarazzanti, chiudono su una nota tenerissima - che da sola guadagna la citazione - quando il frontman si getta a peso morto sulla batteria e, rialzatosi tutto eccitato, grida "YES!!! That was the first time I did it!!!".

- ho visto i Friendly Fires e, sebbene in confronto ai Team Waterpolo abbiano fatto la figura dei New Order dell'84, a mente fredda non sono nulla di memorabile.

Crystal Castles- infine, come precedentemente evidenziato, ho rivisto per la terza volta in un mese i Crystal Castles. Le prime due volte credevo di essere stato abbagliato da Alice Glass semplicemente perchè, spiattellato centrale in prima fila, ce l'avevo letteralmente tra le braccia, ma anche a 20 metri di distanza l'effetto è rimasto invariato. Credo che li seguirò ovunque forever. Alice TVTB, chiamami.

Bonus conclusivo, una band da tenere assolutamente d'occhio: i Gene Jacket (ho detto occhio, non necessariamente orecchio...).

Vi basta per oggi?

giovedì 15 maggio 2008

Rollerball contest!


Questa sera al Locomotiv Club di Bologna arrivano in concerto i Rollerball a presentare Ahura, il loro ultimo lavoro su Wallace Records.
I Rollerball hanno una storia ormai decennale, con alle spalle dodici album, una decina di Ep e singoli vari. "Tra trombe al sapore di future-folk e pulsanti melodrammi dark-wave" si prospetta una serata di post-rock sperimentale denso e oscuro.
Grazie al supporto di Città del Capo Radio Metropolitana, dove la band sarà ospite oggi pomeriggio a partire dalle 16.30, ci sono in palio due ingressi gratuiti per i primi due che scriveranno una mail a blog [chiocciola] polaroidallaradio.it, indicando da quale città proviene la band statunitense.
La primavera sullo scaffale

Qui si ha da sempre in simpatia la Shelflife. Il suo vecchio catalogo, all'inizio di questo decennio, mi aiutò a scoprire l'indiepop e tra l'altro fu proprio la Shelflife la prima a rendere disponibile i Radio Dept. fuori dalla Svezia, back in 2003.
Da qualche tempo, dopo un trasloco a Portland e non senza qualche apparente difficoltà, l'etichetta ha ripreso a pubblicare, facendo uscire accoppiate di ep e sette pollici dall'estetica molto curata.
L'anno scorso salutammo l'esordio degli italiani Warm Morning e l'atteso debutto dei fantastici Days. Ora il gentile Matthew ci scrive per segnalare le due nuove uscite della label dello scaffale:

- The Ruling Class fanno base a Londra ma il progetto riunisce membri svedesi, inglesi e pure un batterista italiano. Il fondatore Tomas Kubowicz è da sempre innamorato degli Stone Roses e in questo primo lavoro Tour de Force direi che è abbastanza evidente. Ritmi molto "arrotolati", chitarre ipnotiche e voce sognante, per riportarci ai fasti della Madchester che fu. Flowers e Sleeping Beauty toccano corde più psichedeliche con leggerezza. Non sarà una rivoluzione ma le canzoni funzionano, le melodie sono indovinate e alla fine tutti gli elementi cadono al posto giusto.

>>>(mp3): The Ruling Class - Umbrella Folds


- Il duo dei Kuryakin (già apparso un paio d'anni fa sulla compilation Are You Scared To Get Happy?) si divide tra Stoccolma e Uppsala, e produce musica allo stesso modo di quello che sembra essere uno dei loro principali punti di riferimento, ovvero i Postal Service.
Ma alla formula del "laptop pop" (giuro che si legge in giro anche questa) aggiungono una nota acustica parecchio maliconica, che loro stessi ricollegano ai Prefab Sprout. Un po' come hanno fatto i Radio Dept, ma senza la stessa ricerca di freddezza. Anzi, ogni cosa rimane permeata di fragilità, in qualche modo serena ed emotiva allo stesso tempo e nella giusta misura.

>>>(mp3): Kuryakin - Snow

mercoledì 14 maggio 2008

L'estate sull'oceano

Sono affezionato al mio vecchio iPod, nonostante abbia una memoria di soli 2 giga. Dato il poco spazio, mi sono abituato a fare un ricambio di playlist quasi tutte le settimane o poco più, usandolo soprattutto per ascoltare le novità. Pochi dischi sopravvivono a molte rotazioni. Ma di recente uno mi ha fatto pensare che dovrò trovare il modo di tenerlo su fino all'estate: Long Gone and Nearly There dei Julie Ocean, perfetto per la prossima stagione, la strada la spiaggia gli amici e tutto il resto che già sapete.
Quartetto di Washington, i Julie Ocean non sono certo dei novellini. Il cuore della formazione, infatti, arriva dai Velocity Girl, storica band che nella prima metà dei Novanta pubblicò tre album per Sub Pop. Nel resto dell'albero genealogico si trovano gruppi come Saturday People e Glo-Worm, o etichette come Slumberland, K e Dischord. E se i Velocity Girl prendevano il nome dai primissimi Primal Scream, "Julie Ocean" è un omaggio agli Undertones.
La formula musicale di Long Gone and Nearly There rimanda al migliore sound da college radio dei bei tempi (Lemonheads, Guided By Voices, tanto per fare qualche citazione), pieno di chitarre veloci e cori solari, ritmi spigliati da battimani immediato, rumore e melodie equilibrati a meraviglia dentro dieci canzoni in venticinque minuti.
Forse si avverte un po' la mancanza di certe dinamiche tra voci femminili e maschili, come nei Velocity Girl, ma Jim Spellman e Terry Banks, tra falsetti e sha-la-la da Beach Boys, sono perfettamente in parte. Il disco è prodotto da Geoff Sanoff, che non a caso ha già lavorato con Fountains of Wayne e Luna.
Qui si può ascoltare l'intero album in streaming, ma comprarlo costa appena 13 dollari, spese incluse. Sarà il mio primo acquisto per l'estate che arriva.

>>>(mp3): Ten Lonely Words
>>>(mp3): At the Appointed Hour
The changing man

Paul Weller - Mojo June 2008L'acquisto del nuovo numero di Mojo è davvero consigliabile. E non solo per il commovente speciale su Prince Buster, per la bella retrospettiva su Dolly Parton (che però non spiega come mai sia così popolare in Svezia), non solo per Bon Iver disco del mese o per la prestigiosissima pagina che riunisce Chaka Khan e l'oltrissima Joni Mitchell.
Il cd omaggio questa volta riesce a superare i già altissimi standard della rivista britannica. Interamente dedicato ad autori che hanno influenzato Paul Weller, contiene anche tre rarità del Modfather e soprattutto si apre con questa strepitosa cover di Left Right & Centre, canzone che Weller scrisse a 15 anni (!), mai pubblicata e finalmente realizzata l'anno scorso da Lord Large (già tastiersta di Electric Soft Parade e Ordinary Boys), con il leggendario Dean Parrish alla voce.

>>>mp3): Lord Large feat. Dean Parrish - Left Right & Centre

martedì 13 maggio 2008

Martedì legna

- Da Genova, pronti a conquistare gli UK, tornano i Banshee. Esce ora per Suiteside questo nuovo Kicks Up EP, che anticipa Your Nice Habits, secondo album dopo Public Talks del 2006.
I ritmi sono sempre molto serrati, e l'obiettivo evidente resta quello del dancefloor, grazie anche alla produzione artistica di Luke Smith, ex Clor, già al lavoro con To My Boy, ShitDisco e Theoretical Girl.
Tra i remix del singolo, si segnala anche questo dei nostri Cool Kids Can't Die che spingono il pezzo verso una deriva parecchio ipnotica.

>>>(mp3): The Banshee - Kicks Up (Cool Kids Can't Die rmx)


Alice Glass upskirt!- Domani sera Valido (che ci ha fatto dono di questo pregevole upskirt di Alice Glass) torna a vedere i Crystal Castles per la terza volta in un mese. Segno che la loro incrocio di punk da videogioco e bassa fedeltà in qualche modo ha colto nel segno (nonostante le polemiche sulla loro onestà artistica).
Anch'io, che non sono proprio avvezzo a questi suoni, mi sono ritrovato ad apprezzare e ad ascoltare stranamente spesso il loro omonimo album d'esordio. Sulle pagine di Vitaminic trovate una recensione a sei mani e l'intero album in streaming.

>>>(mp3): Crystal Castles - Air War (Ryan Laser Remix)

lunedì 12 maggio 2008

Just Like Monday #2

Just Like Monday
Si torna in città e si torna alla realtà giusto in tempo per un lunedì che vede finalmente in agenda il nuovo appuntamento con l'aperitivo curato da Jonathan Clancy e dal sottosocritto, in collaborazione con Città del Capo Radio Metropolitana.
Just Like Monday dovrebbe andare in onda un lunedì sì e uno no nelle stanze della Bandiga (golosissima osteria con annessa spettacolare salumeria in Via S.Isaia 6), ma le ultime settimane sono state piuttosto concitate e credo che ci siamo un po' persi nel calendario.
Anyway, eccoci qui: c'è una nuova playlist da scaricare, come al solito piena di pop, rumore e soul (qui sotto un paio di assaggi), c'è un nuovo e primaverile flyer (grazie a Giulia), e ci sono un sacco di eccellenti vini con cui questa sera si potrà brindare come si conviene. Ci vede a banco!

>>>(mp3): Fanfarlo - Harold T. Wilkins
>>>(mp3): The Monochrome Set - He's Frank

venerdì 9 maggio 2008

Chi??



Giuro che non ho ancora visto un concerto uno da quello che vi ho raccontato due settimane fa.
Sì lo so, è una pausa insolitamente lunga per i miei ritmi abituali, ma oh.
In compenso, ehm... ho una nuova scoperta... sì, ehm, diciamo così.
Trattasi di un gruppo giovane... due inglesi e due americani, con base a New York... un gruppo, ehm, molto... molto promettente *cough *cough... da New York, quindi sono fighi, no? (datti un tono) Da New York però appunto con influenze molto inglesi, diciamo (inventa un paragone importante)... diciamo alla Jam! Ecco... i Jam, sì (boom!). Un incrocio tra le chitarre alla Jam e... e... e un tocco più moderno, tra Strokes e Arctic Monkeys (vai di stronzate random, accumula, accumula!)... accattivante ma non ruffiano, onesto, diretto eppur profondo (ora basta, le stai sparando grosse, fermati)... ehm... ecco insomma, si chiamano Five O'Clock Heroes, e questo è il video molto interessante del loro nuovo singolo, Who.
Con guest vocals d'eccezione.



Sì, sì, lo so, sono vergognoso.
Comunque sempre meglio che Scarlett Johansson.

mercoledì 7 maggio 2008

Polaroids From the North

In questo periodo sono rimasto poco aggiornato su quel che succede in Svezia. Mi pare che da quelle parti le cose più vivaci ormai ruotino intorno all'elettronica fluorescente da party di Vice Magazine, e anche il cartellone di un festival come Emmaboda asseconda in parte tale tendenza. Da qualche stagione sembrano diradati i club e le serate indiepop, e di recente non sono state molte le uscite discografiche entusiasmanti.
Così oggi voglio segnarmi un paio di nomi che negli ultimi tempi mi hanno incuriosito e mi hanno fatto tornare voglia di vedere che succede a Nord.

- Joel Alme
Joel AlmeLucio in persona mi segnalava il nome già a inizio primavera, e Parker Lewis qualche settimana dopo mi confermava che "lo stanno ascoltando tutti e, conoscendoti, ti piacerà". Così è stato.
Joel Alme canta un pop che rimanda ad atmosfere Anni Sessanta, e quando dico Sessanta penso al bianco e nero di Studio Uno, cascate di violini e arrangiamenti in abito da sera. Nelle recensioni del suo album d'esordio, A Master of Ceremonies, spesso si cita Jens Lekman, ma direi che Alme non segue la stessa aggraziata ironia, quanto piuttosto quel romanticismo un po' virile e irruento da Håkan Hellström. Melodie che salgono d'impeto e che immagino cantate in coro a occhi chiusi da un gruppo di svedesi abbracciati, dopo che è finita tutta la vodka.
Nel video, che sembra proprio girato da qualche parte in Italia, Alme gioca con un certo trasporto a fare il crooner tormentato, ruolo che direi gli riesce abbastanza bene.

>>>(mp3): The Queen's Corner
>>>(mp3): So Used To Be Saved


- You Say France & I Whistle
You Say France & I WhistleIn attesa del ritorno dei Suburban Kids With Biblical Names (previsto per l'autunno - speriamo), mi sono divertito incontrando questi You Say France & I Whistle (come il titolo di una canzone di Van Morrison), provenienti da Stoccolman e con una curiosa fissazione per gli scoiattoli. Il tipico gruppo di ragazzi svedesi che una domenica pomeriggio si mette a suonare in cantina e che dopo tre mesi ritrovi sul palco del Frukostpop. Intanto, però, pare stiano registrando anche il primo album.
Dai demo rilasciati su myspace traspare una propensione al pop più diretto e divertente, e qualche buon pa-pa-pa e sha-la-la riescono a farlo saltare fuori in quasi tutti i pezzi. Ma l'indovinata armonia delle voci femminili e maschili, e alcune tracce scritte piuttosto bene lasciano intendere che potrebbe esserci qualcosa di più.

>>>(mp3): Convention of House
>>>(mp3): Pangea

lunedì 5 maggio 2008

Nostalgia delle bionde

The Long Blondes - ''Couples''Qualche settimane fa su Vitaminic ho cercato di scrivere perché l'ultimo album dei Long Blondes non mi è piaciuto.
Probabilmente un paio di anni fa ci eravamo sbagliati sul conto di Dorian Cox e soci, e questa è la vera direzione che la band ha sempre voluto intraprendere. Nulla di male. Meno interessante, forse, ma comunque di buon livello.
Dentro "Couples" (virgolette comprese, scoprite perché), in mezzo a nuove canzoni che quasi non riconosco, restano però alcuni riflessi del gruppo che aveva saputo stupirmi e scuotermi. Dopo svariati ascolti, credo che il prisma sia Nostalgia, traccia lasciata in fondo alla tracklist e a prima vista piuttosto spoglia (Drowned In Sound chiama in causa un suono alla Chromatics). Appena una drum machine, un pianoforte e la voce di Kate Jackson tra i riverberi:

It was the shock of the new that got the latest tune
at the top of the charts or so
it must have been something like eleven weeks running
that it spent up there but still
that was then and this is now
that was then and this is now
that was just nostalgia

[...] I want to move into the future, move into the future,
move into the future with you...


Insomma, la classica "sindrome da secondo album" messa in versi.
Non è una coincidenza che anche il comunicato stampa di presentazione di "Couples" usi la stessa espressione, quel "shock of the new" che i Long Blondes hanno senza dubbio rappresentato per un buon periodo e che poi li ha fatti aspettare allo specchio il comparire della prima ruga.
Ma quella era nostalgia, sostengono i Long Blondes. La nostalgia ci ha portati qui. E ora abbiamo bisogno di un futuro.

>>>(mp3): The Long Blondes - Nostalgia
>>>(read): un lungo e articolato post che cerca di spiegare il rapporto tra le recenti iniziative urbanistiche della città di Sheffield e il nuovo disco dei Long Blondes.
Polaroids From the Web
"Good red wine instead of bad red wine" version

Resto off line un paio di giorni e succede un po' di tutto:
- i Radio Dept. finiscono su Pitchfork con una nuova canzone
- Parker Lewis finisce su Discobelle (e canta pure in svedese)
- i Justice avrebbero voluto fare il video dell'anno
- Agyness Deyn ha inciso un disco
- il prevedibile backlash si è abbattuto sui Black Kids
- "Osservandola bene, Alice Glass tecnicamente non è bella"...
- La Belle Epop è approdata su Vitaminic
- Marit Bergman ha fatto una cover dei Vampire Weekend
- i Rival School si riuniscono
- se considerate almeno un terzo di questi link "roba vecchia" siete pronti per diventare amici di Violetta

venerdì 2 maggio 2008

Handmade headache

Immagino che questa sera sarete tutti al Bronson di Ravenna per il concerto di Adam Green. A chi rimane in città segnalo l'aperitivo nelle storiche stanze del Disco d'Oro (via Galliera 23) organizzato da Zuni & Juta Cafè. Ci sarà un concerto acustico di The Calorifer is very Hot! e a seguire i dj set di SoneekMx, Phil e Anais. Il tutto a partire dalle 19.
Polaroid alla radio andrà in onda come di consueto, e dopo il programma sarò al Locomotiv Club a mettere un po' di dischi.
Ci si vede a banco, ma un po' più tranquilli di ieri.

Bonus track:
Glenn Miller - Where Is the Love?