mercoledì 28 febbraio 2007

Ex-Otago live!
 Ex-Otago live at Pianoro Factory
Ogni volta che ho visto gli Ex-Otago dal vivo, i concerti hanno sempre finito per assomigliare più a una via di mezzo tra una festa delle medie e un party di Cobra Snake, piuttosto che a una normale esibizione di un gruppo rock.
Adesso poi che sono passati per le mani della Riotmaker non so proprio cosa potrà succedere (intanto si attende il nuovo album, in uscita fra poche settimane). Se volete farvi un'idea, qui ho trovato una notevolissima galleria fotografica di una recente serata genovese.
Gli Ex-Otago tornano dalle parti di Bologna sabato 3 marzo, al Pianoro Factory (Via dello Sport 2/3 a Pianoro). Di spalla ci saranno i Sameoldsong, ovvero la Mara delle Black Candy e Fab dei Sumo. Organizzano i Tunas, garanzia di qualità totale. Ci si vede a banco.

>>(mp3) Giorni Vacanzieri (Fare $oldi Ccvaalihh rmx)
>>(mp3) The Chestnut's Time

martedì 27 febbraio 2007

Back to school

Oggi, per la seconda volta nella mia vita, mi troverò dietro una cattedra dell'Università per parlare di blog. Ah, se lo avessi saputo quando dovevo laurearmi io. Per fortuna ci sarà anche Leonardo, a tenere alto il livello del dibattito.
Un saluto ai ragazzi del Laboratorio di Discipline della Comunicazione, mi auguro che sia un incontro interessante anche per voi. Intanto vi dedico un classico "scolastico" degli Hot Chip, ma in versione acustica, per fare meno rumore in aula:

Hot Chip - Boy From School (Acoustic Version)


E dopo la lezione, tutti di corsa al Circolo Sesto Senso, dove il Prof. Sereni offrirà aperitivi a ripetizione, in attesa dell'imperdibile concerto della next big thing from Bologna, i My Awesome Mixtape.

My Awesome Mixtape - The Painter & The Anthopologist

lunedì 26 febbraio 2007

Motron Festival

 Motron Festival - Modena


Quando i ragazzi di Radio Antenna Uno e dello Juta cominciarono a parlarmi del progetto di "un festival con un po' di gruppi indie", devo dire che non avevo idea di quello che stava per succedere. Ogni volta che ci sentivamo, al cartellone era stato aggiunto uno di quei nomi che di solito incontravo solo nelle trasferte nordiche, o su certe pagine di myspace da leggere col traduttore automatico. Era come entrare in una specie di Toys'R'Us della nostra musica preferita. Poi, quando sono stati confermati anche gli headliner, mi sono davvero chiesto se per caso Modena non avesse cambiato nazione. Una tale meraviglia, in un solo weekend, a un tiro di schioppo da casa: roba da non credere.
Ci sono ancora alcuni dettagli organizzativi da ultimare, qualche veniale peccato d'entusiasmo giovanile (spero che nella versione definitiva della locandina quel "Belle & Sebastian" venga stampato nella stessa dimensione di "Dj set"), ma insomma, ormai è fatta, il Mo-tron Festival è qui.
Io ci sarò: sotto al palco, davanti a un mixer, al volante per alcune delle mie band preferite, e ovviamente a banco, tutto in una volta. Sarà il primo weekend di primavera, e lo festeggeremo nel migliore dei modi.
Questa la line-up aggiornata:

>>> sabato 24 marzo
Fairmont (Ca) // Tender Forever (Fr) // Mixtapes and Cellmates (Swe) // Cats on Fire (Fin) // Biker Boy (Swe) // Kalle J (Swe) // Parker Lewis (Swe) // Bobby Baby (Swe) // My Awesome Mixtape (It) // Orange Lem (It) // + Belle & Sebastian Dj set (UK)

>>> domenica 25 marzo
Apparat (De) // Tarwater (De) // Isan (UK) // Loveninjas (Swe) // Pillow (It) // Theoretical Girl (UK) // Lawrence (De) // The Calorifer Is Very Hot! (It) //


Tutte le info su myspace.com/motronfestival.
Polaroids From The Web
Il solito giro di consultazioni

- Tutto quello che avresto volute sapere (e per di più in italiano) a proposito di Säkert!, il nuovo progetto musicale di Hello Saferide.

- Aria di risanamento in casa Capitol: diverse band potrebbero essere scaricate da un giorno all'altro (Dandy Warhols, Fischerspooner, The Vines alcuni nomi), e tra queste anche i nostri Shout Out Louds. Proprio mentre è quasi pronto il nuovo disco! Nuove info appena possibile.

- "You knew this shit was coming": il Village Voice recensisce Music & Lyrics, il film con Hugh Grant e Drew Barrymore uscito da noi con il titolo Scrivimi Una Canzone, che vede la partecipazione di Adam Schlesinger dei Fountains Of Wayne alla colonna sonora.

- Purtroppo si sono sciolti gli Spring Sale!, duo piemontese dedito a un bel pop rumoroso e a bassa fedeltà. Impegni lavorativi hanno costretto Paolo a lasciare la band, mentre Roberto prosegue con il nuovo progetto solista Neon Boulevard.

- «It must be because there is so much blog-illuminated new music of such definite competence, so many attractive new fusions, hybrids and agile, academic rewirings, and so many enthusiasts writing about this new music, needing to demonstrate that they are the first to find it, and make a claim for its magnificent, idiosyncratic freshness. Now that everything is scored, and the results collated on websites as if this is helpful, as if this is sport, and there are so many competitive, boastful sound-spotters desperate for us to know exactly what they think as soon as they think it, there is, to put it mildly, a tendency for albums to be over-rated» (Paul Morley).

- Il 4-4-2 dell'indie rock secondo Drowned In Sound.

- Da quanto ho capito l'altra sera, pare che gli Amycanbe siano ancora senza un'etichetta discografica. Personalmente lo trovo incredibile. Prendetelo come un piccolo equivalente in musica dell'attuale situazione italiana a livello più generale.

venerdì 23 febbraio 2007

Quasi in tour con Uzi & Ari

 Uzi & Ari Per una curiosa coincidenza mi troverò a mettere i dischi dopo i concerti di Uzi & Ari sia questa sera qui a Bologna, a Villa Serena, all'interno della rassegna Murato, sia domani a Modena, al Vibra.
Così in questi giorni ho ascoltato a lungo It is Freezing Out, ultimo lavoro della band di Salt Lake City, pubblicato dalla piccola etichetta Crying Girl.
Ero partito con un po' di diffidenza, dato che il termine di paragone più ricorrente nelle recensioni del gruppo sono i Radiohead, per quanto quelli epoca Kid A. E invece mi sono dovuto ricredere, e quasi senza accorgemene mi sono ritrovato a seguire la voce dolente di Ben Shepard, con l'occasionale contrappunto di quella della bassista Catherine Worsham, anche lungo i suoi sentieri più cupi.
Sarà che la sensibilità di fondo di Uzi & Ari mi pare resti comunque folk, per quanto un folk oramai sradicato. Sarà che provengono dallo Utah, e da quelle parti l'elettronica minima e i glitch che costellano queste canzoni, io me li immagino prodotti di quegli spazi sconfinati e desolati, suono da pali del telegrafo abbandonati più che da laptop.
Forse potrà sembrare poco allegro, ma quello di Uzi & Ari è davvero un bel modo di coniugare cantutorato classico con forme più contemporanee e sperimentali. Mountain/Molehill per esempio, suona quasi come una versione acustica dei Postal Service, mentre in altri momenti (nella traccia d'apertura, o in Trainwreck, per esempio) prevalgono gli aspetti più acustici, sempre di grande intensità.
Come tutto questo, infine, possa conciliarsi con la scelta di un nome quale "Uzi & Ari", ovvero quello dei due fratellini in perenne tuta da jogging rossa, perseguitati dal padre, Ben Stiller, nel film The Royal Tenembaums, non è dato sapere. Ma conto di scoprirlo in questo weekend tra Bologna e Modena.


Asleep In Armor (directed by James Barlow, 2007)


>>>(mp3) Don't Black Out

N.B.: Tra l'altro, il concerto di questa sera a Murato vedrà in apertura i nostri amati Amycanbe, da Ravenna (il nuovo sito è veramente bello). Imperdibili come sempre. Ci si vede a banco.


Update del mattino dopo: ma quali Radiohead, ma quale folk, io non capisco niente di musica, so solo che è stato un gran concerto, il nome che ho avuto in mente tutto il tempo era quello dei Broken Social Scene, e nelle cavalcate strumentali del finale anche quello dei loro progenitori Do Make Say Think. Ma davvero, che bel concerto questi Uzi & Ari, "tight" e per niente autoindulgente. Questa sera a Modena non perdeteveli, e non fate come sempre, che state a sei metri dal palco, stavolta avete anche un buon motivo, ovvero Catherine, che qui e là canta e dovrebbe farlo più spesso.

giovedì 22 febbraio 2007

Fallen Snow & Stars
(di che altro c'è bisogno?)



post scriptum:
"You make me want to measure stars in the backyard / with the calculator and a ruler, baby / I found the letter that describes how the moonlight / will lead me to a distant place that you will be".


(Au Revoir Simone, in concerto a Milano, LaCasa139 Transilvania, il prossimo 7 marzo - data unica italiana)

mercoledì 21 febbraio 2007

Polaroids From The Web
Listening to Those Dancing Days

- Da quando la redazione di Valido si è trasferita è a Londra le vendite del New Musical Express in Italia stanno colando a picco: nello stesso fine settimana Matteo ci racconta dei live di Spinto Band, dell'accoppiata Hold Steady / Cold War Kids, e dei redivivi Wrens.

- Si festeggia in questi giorni il decennale della Labrador, con tanto di cofanetto celebrativo: sapevamo degli scazzi avuti con una band che ci sta a cuore come i Radio Dept., ma dispiace sempre un po' leggere cose come queste.

- Stanno per arrivare per la prima volta in Italia i Cats On Fire, e se non vi bastano le lodi che ho profuso loro l'estate scorsa, ecco il resoconto di un live di qualche giorno fa, dal punto di vista del fonico.

- "The new & fantastic Mixtapes & Cellmates single Quiet is OUT NOW. And it is free to download for all of you. It is the first taste from their debut album. They recorded it with Oskar Sandlund (David Sandström Overdrive) in small village Ånäset. Oskar pulled it all together, Mixtapes shined, David cooked food & coffee. The debut album will be out in Scandinavia on March 21st. In Italy in late March.
Don't miss it!"

- L'altro giorno, Davide si interrogava sui misconosciuti gruppi indie che fanno soldi con gli spot pubblicitari. Sullo stesso argomento, ma partendo dai "classici del rock" anche Jim DeRogatis si domanda "why should we consider their music as anything other than one more disposable product?".

- Altro download gratuito anche per il nuovo ep di remix pubblicato dai Luisa Mandou Um Beijo, intitolato semplicemente Extras (in alto a destra nella pagina, se vi perdete nel portoghese).

- Vi ricordate dei Takka Takka? La band newyorkese ha pubblicato un nuovo singolo intitolato Talk Faster. Potete trovare le tre canzoni nuove sul loro sito, complete di artwork.

martedì 20 febbraio 2007

The Little Ones remix

Dei Little Ones parlavo la scorsa estate qui.
Dei Crystal Castles ne parlava Max qualche tempo dopo qui.
Ora proviamo a fare la somma:

The Little Ones - Lovers Who Uncover (Crystal Castles remix)


Nel frattempo Sing A Song ha trovato un'etichetta, la britannica Heavenly, distribuita EMI, e quindi il disco dovrebbe essere disponibile anche dalle nostre parti.
Nel singolo è da segnalare un remix di Oh, MJ! firmato Stereolab, mentre sul 12 pollici è presente una versione a cura di Zongamin.
Pelle Carlberg live @ Zuni (Ferrara, 2007-02-11)

 Pelle Carlberg live @ Zuni - Ferrara (picture by Lucio Pellecani)  Pelle Carlberg live @ Zuni - Ferrara (picture by Lucio Pellecani)
 Pelle Carlberg live @ Zuni - Ferrara (picture by Lucio Pellecani)  Pelle Carlberg live @ Zuni - Ferrara (picture by Lucio Pellecani)


>>(mp3) Oh No! It's Happening Again (live)
>>(mp3) Musikbyrån Makes Me Wanna Smoke Crack (live)


Le due canzoni con cui ha aperto il fantastico concerto di Ferrara, le uniche che siamo riusciti a registrare prima che il minidisc finisse le batterie. Thanks anyway ai ragazzi di Zuni per la disponibilità, e all'elegantissimo Pelle Carberg, quello che si dice un vero gentleman.

Bonus tracks: Pelle Carlberg live @ Zuni - Ferrara (picture by David Premontini)


> Pelle Carlberg VS polaroid blog (english)
> Pelle Carlberg VS polaroid blog (swedish)

lunedì 19 febbraio 2007

Slow Day

Ma sarà stato un caso che la "Giornata della lentezza" sia caduta proprio oggi, 19 gennaio febbraio, San Mansueto?
(Tutta una scusa per non dire che oggi non avevo tempo per il blog)

>> (mp3) Kristin Asbjørnsen - Slow Day (dalla colonna sonora del film Factotum)

venerdì 16 febbraio 2007

Some (too) loud thunder?

 Clap Your Hands Say Yeah - 'Some Loud Thunder' Cercavo in rete se qualcuno avesse idea del perché diavolo Some Loud Thunder, canzone di apertura del nuovo album di Clap Your Hands Say Yeah, un pezzettone dal potenziale devastante, fosse stata incisa così da schifo, e mi sono imbattuto in questa curiosa intervista rilasciata qualche settimana fa dal leader della band Alec Ounsworth al quotidiano Independent.
Ho scoperto due cose:
- Ounsworth immagina che il nuovo disco debba essere ascoltato in vinile: una giustificazione talmente finta e debole che nemmeno Pitchfork riesce a inventarsi qualcosa di ironico per sostenerla;
- Ounsworth si è sposato.

La mia opinione è che ai ragazzi semplicemente non andava di darci una canzone come Some Loud Thunder nel modo in cui ce la aspettavamo. I CYHSY, da quel poco che ho potuto vedere, sono persone schive, insofferenti, e non hanno avuto la voglia o la forza di entrare in competizione con sé stessi.
Devono essersi detti che era una battaglia persa in partenza: la clessidra dell'hype che li aveva "creati" si sarebbe in ogni caso capovolta nel backlash, e ogni sforzo sarebbe stato criticato. Perciò tanto valeva togliersi qualche soddisfazione, compresa quella di pubblicare un vecchio "shitty demo" in apertura di album invece, per esempio, della versione tirata e live che avevano già inciso per l'EP precedente. E l'hanno fatto.
L'album è un buon disco dei Clap Your Hands Say Yeah: ha almento quattro grandi canzoni (e mezzo, contando la prima), non conquisterà nessun nuovo fan, la produzione si è parecchio raffinata, anche se alcuni passaggi sul termometro dei lamenti vocali si spostano a tratti dal settore Byrne a quello Thom Yorke (cosa che per me non rappresenta un miglioramento). In generale, però, è la passione per i Velvet Undeground e Bob Dylan a conquistare la maggior parte dello spettro sonoro, e funziona.

E alla fine forse non importa cercare altre spiegazioni del perché Some Loud Thunder suona a quel modo, oltre a quelle contenute nella parole della canzone stessa:

All this talking
You'd think I'd have something to say
But I'm just talking
Like a siren getting louder and farther away
From the energetic kids in the park
Yes that was me breaking glass and pretending to start
Something big
Some new taste

[..]
Tell me when do mouths close
And people gracefully retreat...



>>(mp3) Some Loud Thunder (album version)
>>(mp3) Some Loud Thunder ("Fall 2006 Tour EP" version - live)

giovedì 15 febbraio 2007

FR Luzzi live @ polaroid!



Venerdì scorso, poco prima di salire sul palco di Murato a Villa Serena, FR Luzzi, accompagnata da Marco Lirussi, è stata graditissima ospite di polaroid. Era da tanto che se ne parlava, è finalmente è riuscita a venire a presentare il suo album Happiness Is An Overestimated Value.
Abbiamo chiacchierato della scena indie friulana, di piastrelle e della ricerca della felicità, ma soprattutto Francesca ci ha regalato due canzoni dal vivo:

Genius Guy
Pearls Before Swine


(La puntata intera è qui. Grazie a Giovanni per l'assistenza logistica e a Ema per le foto.)
Wasabi

 FedeMC in Wasabi
Uno è lì, al pomeriggio, che si ascolta la radio, e sente FedeMC, col suo nuovo programma, Wasabi, con le rubriche, gli ospiti, le canzoni, e pensa, eh 'sti giovani, quanto sono gagliardi.
Ma forse non immagina quanto è duro il lavoro di preparazione che c'è dietro.
Ora, finalmente, un documentario svela tutto ciò che alla radio non si vede.
polaroid blog <3s you
Valentine's hangover edition

 Old Fashioned cocktail Questa mattina dedico un piccolo post e una piccola playlist al mio drink ideale, quello che sento bene addosso con ogni vestito e in ogni occasione: l'Old Fashioned, "possibly the first drink to be called a cocktail", anno di grazia 1880.
Cheers.

>> Stan Getz Quartet with Chet Baker - I'm Old Fashioned
>> Charles Aznavour - The Old Fashioned Way
>> The Queen - Good Old-fashioned Lover Boy
>> The Like Young - I'm Old Fashioned
>> The Strokes feat. Regina Spektor - Modern Girls And Old Fashioned Men

mercoledì 14 febbraio 2007

Soda Fountain Rag

 Soda Fountain Rag Arriva per la prima volta in tour in Italia proprio oggi, giorno di San Valentino, Soda Fountain Rag e la coincidenza è davvero perfetta. Non sarà difficile, infatti, innamorarsi di questa adorabile norvegese di Bergen, cantautrice naif dalla mano felice e prolifica.

Ragnhild Hogstad Jordahl (questo è il suo vero nome) è l'apoteosi dell'idea di pop da cameretta. Un giorno comincia a giocare con i programmi audio nel suo computer e sotto l'influenza dichiarata di Rough Bunnies, Moldy Peaches, Broder Daniel, Magnetic Fields (?!) e una vecchia consolle Nintendo, scopre di potere scrivere canzoncine che si fanno amare al primo ascolto.
Lì di fianco c'è un vecchio post-it con annotato il titolo della prima composizione mai scritta da Duke Ellington, ed ecco trovato anche il nome d'arte.

La magia di Soda Fountain Rag sta tutta nel riuscire a sposare un approccio a bassa fedeltà con le melodie più felici e immediate che si possano sognare. E la cosa che più stupisce è che la sua vena creativa sembra non esaurirsi mai, tanto che la giovane norvegese continua a postare nuovi mp3 quasi ogni mese.
A mettere un po' di ordine in questa produzione sono arrivati ora quelli della My Honey Records, che pubblicano l'album Sometimes I Wonder If You Have a Heart. Potete comprarlo sul loro sito oppure ai concerti di questi giorni. Ecco le date:

14/02/07 Geeks Night @ Morya (Brescia)
15/02/07 Lego (Cesena)
16/02/07 Capannone Sociale (Vicenza)
17/02/07 Circolo Arci Ponterotto (Firenze)
18/02/07 Zuni (Ferrara)

>> (mp3) You Can't Stop Me
>> (mp3) Monkey Girl

martedì 13 febbraio 2007

Polaroids From The Web
"It takes someone like me / to lose track like that"

- Mi stavo perdendo un po' di aggiornamenti del Sesto Senso (Circolo Arci in Via Petroni 9C): questa sera, alle 19, in concerto gli emozionanti Comaneci, da Ravenna, e domani sera dj set a cura dei Disco Drive, impegnati in città dalle registrazioni del nuovo album. Tra le anticipazioni delle prossime settimane, segnalo assolutamente martedì 27 il live dei My Awesome Mixtape, oramai lanciati da un hype incontenibile.

- "I'm built for fighting, not running away!": forse il botta e risposta del Guardian con James Murphy di sabato scorso non sarà molto approfondito, ma con un personaggio del genere non si corre il rischio di leggere banalità.

- Domani arriva per la prima volta in Italia Soda Fountain Rag (ne riparleremo), per chi non la conosce c'è questa intervista realizzata da Ale.

- Più che di grande attesa, è il caso di parlare di isteria collettiva: il video di Giorni Vacanzieri (Fare Soldi Ccvaalihh Rmx) degli Ex Otago è stato girato solo pochi giorni fa ma già circolano alcune gustose anticipazioni (1, 2)

- Avevamo visto giusto con i Postmarks: su indiepop.it recensione più che positiva corredata da intervista, mentre Pitchfork regala addirittura un 7.9

- Corrado Nuccini meets Gino Paoli, un post davvero bello.
Loney, Dear

 LONEY, DEAR - Loney, NoirMa da quand'è che la home page della Sub Pop ha la forma di un blog, con tanto di link e commenti? È solo uno scherzo di carnevale? Come quella volta, tanti anni fa, che si conciarono da finto Pitchfork?
Internet c'è davvero da troppo tempo.
Comunque, ero sulla pagina della Sub Pop per leggere cosa scrivevano di Loney, Dear. Mi suona sempre strano e lontano quando gli americani parlano degli artisti svedesi. Lasciano cadere battute tra le righe che mi sprofondano nell'incertezza. Eppure, in fondo, sono più simili a loro di quanto mai lo sarò io.
Ma dicevamo: Loney, Dear. Onestamente, non mi ero mai fermato ad ascoltare davvero le sue cose vecchie, che pure avevo più volte incontrato. Faccio sempre così, non imparo mai a prestare attenzione. È stato soltanto quando l'ho visto tra i collaboratori dell'album degli I'm From Barcelona che questo solitario cantautore di Jönköping ha cominciato a incuriosirmi. Poco dopo è uscita la notizia che era stato messo sotto contratto dalla Sub Pop. Per un attimo mi ero domandato se per caso anche la celebre label di Seattle volesse solo il suo Jens Lekman in scuderia, un po' come la Secretly Canadian.
Ma poi mi ero imbattuto nel singolo The City, The Airport e mi ero reso conto che in fondo Loney, Dear aveva più cose in comune con i suoi nuovi colleghi di etichetta, gli statunitensi Band Of Horses, per esempio, che con l'indiepop scandinavo. E quando finalmente ero arrivato all'album, che si apre con Sinister In a State of Hope e piazza, dopo il singolo I Am John, una gloriosa Saturday Waits, l'impressione aveva trovato conferma.
La radice delle tracce contenute in Loney, Noir è folk, per quanto sia un folk orchestrale e raffinato. Non è un disco "difficile", come piacciono a tanti, ma il suo valore può risultare offuscato dall'apparente semplicità. Loney, Noir muove un gesto ampio, un cielo limpido che fa commuovere. La voce di Emil Svanängen non si concede mai un passo di troppo, a parte il vezzo di qualche falsetto che non ha nulla di ironico. Ma è soprattutto la ricchezza degli arrangiamenti a trasportare l'ascolto verso gioia e malinconia al tempo stesso, a far scintillare anche le giornate più cupe. Sinfonie di quattro minuti come Carrying A Stone hanno un crescendo che leva le parole dalla gola e lascia un nodo che non sai sciogliere. Ci sono archi, organi, cori su cori, oboe, sassofoni, armoniche, un tintinnio di glockenspiel, sussurri e battimani. Sorrisi e rimpianti in egual misura, nelle distanze di ricordi, ripresi per mano con sincerità. Un lungo esame in cui ci si trova a essere tara e bilancia, in prima persona, quella che ricorre in quasi tutti i titoli: I am John, I am The Odd One, I Could Stay, I Will Call You Lover Again, And I Won't Cause Anything At All.

>> (mp3) I Am John
>> (mp3) Carrying A Stone
>> (mp3) Saturday Waits
>> (video) I Am John

lunedì 12 febbraio 2007

Death of a Tune

 The Hidden Cameras - Death of a Tune
(.mov - youtube)

Il nuovo video è stato diretto dal canadese Louis-Philippe Eno, già regista del video di Rough Gem degli Islands.

bonus track: The Hidden Cameras - Live in Seattle, 12/2/2006

venerdì 9 febbraio 2007

Happiness Is An Overestimated Murato

Vuoi dei bei suoni acustici, intimi e riflessivi? Appena una chitarra e la voce di una ragazza? Ecco, c'è qui FR Luzzi.
O prefrisci musicisti con anni di mestiere sulle spalle, che ti facciano incantare e perdere lontano? Pronti! Abbiamo i Califone.
Forse hai bisogno di qualcosa di più diretto, a volte iconoclasta, in bilico tra orrore e folklore? Ma certo, ci sono i Dadamatto.
Oppure hai soltanto voglia di ballare nella tua maglietta stretta e schiantarti sulle chitarre taglienti? Bene, perché stanno per arrivare gli Hot Gossip.

Tutto questo e molto altro, questa sera e domani a Villa Serena, per la rassegna Murato, organizzata come di consueto da Unhip Records in collaborazione con Città del Capo Radio Metropolitana.

>> Tips & tricks:
- Se tutto va bene, FR Luzzi sarà mia gradita ospite in studio, tra le 21 e le 22.30, per suonare qualcosa dal vivo e presentare il suo meraviglioso album Happiness Is An Overestimated Value (ne scrissi l'anno scorso, sentimentalone che non sono altro).
- I Califone di Tim Rutili vengono a presentare per la prima volta il loro nuovo lavoro, Roots and Crowns, uscito da poco per la Thrill Jockey e universamente acclamato.
- Prima assoluta anmche per i Dadamatto e il loro esordio Ti Tolgo La Vita, pubblicato da una cordata di etichette indipendenti italiane come Marinaio Gaio, BloodySound, Sweet Teddy Records e Eaten By Squirrels.
- Dopo il cambio di formazione, gli Hot Gossip finalmente portano in città il loro spigoloso e veloce rock'n'roll. All'uscita del loro album Angles, l'estate scorsa mi regalarono una breve intervista.

>> mp3:
- FR Luzzi - Human Race
- Califone - Spider's House
- Dadamatto - 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ROCK'N ROLL
- Hot Gossip - Stab City
Punti interrogativi con gli occhiali

 Le Man Avec Les Lunettes "The best French-named, Italian born, indie-pop band who sing in English": lo dicono gli m-blogger americani che contano, mica i soliti amichetti di quelli della My Honey mafia.
Si chiamano Le Man Avec Les Lunettes e io me li ricordo quando ancora non erano famosi.
Uno passa la vita a collezionare tutti i loro più astrusi dischi a tiratura limitata, con la scusa di quel Comitato Recupero Formati In Disuso, e poi questi appena arrivano in vetta se ne approfittano e ti buttano sul mercato il long playing che dentro c'è già tutto. Non si fa così.
Poi, ragazzi, almeno un po' di sforzo, dargli un titolo decente, non un punto interrogativo. Comunque i LMALL vengono a presentare "questo punto interrogativo" dal vivo domani sera al Covo, in apertura di serata per Alessandro Raina. E dopo, sempre dal vivo, mi tocca anche ospitarli. Una di quelle situazioni in cui sarebbe meglio scaricare:

>> Victorian swimming pool
>> Venus (Wedding Present cover)

giovedì 8 febbraio 2007

Agenda scandinava

Ecco due belle notizie sui live della prossima primavera che mi fa davvero molto piacere girarvi.

 frida_hyvonen_-_pic_by_lucio_pellacani.jpg 1) Arriva per la prima volta in Italia Frida Hyvönen, la cantautrice svedese che solo con la sua voce e le sue mani sul pianoforte ci aveva stregato un paio di estati fa.
Sarà al Teatro Rasi di Ravenna il prossimo 18 aprile (info chez Bronson), e se ci sarà modo sarò ben felice di dare il mio contributo alla serata.
Frida Hyvönen sembrerebbe lontanissima dalla musica che ascolto di solito, eppure, appena era salita sul palco, avevo trovato impossibile resistere alla seduzione delle sue canzoni. E non c'entra la bellezza, nemmeno così immediata. Per lei vale davvero l'etimologia di "affascinante".
All'epoca ne avevo scritto qui, cercando forse più del necessario di darmi un contegno, ma fidatevi: questa è brava, e non lo penso soltanto io. Until Death Comes, il suo album d'esordio pubblicato da Licking Fingers, l'etichetta dei Concretes, è stato ristampato anche dalla statunitense Secretly Canadian e oggi è finalmente distribuito anche in Italia.

>> (mp3) I Drive My Friend
>> (mp3) You Never Got Me Right
>> (video) The Modern (.mov oppure myspace)


 Cats On Fire 2) Ci sarà modo di parlare più a lungo nelle prossime settimane del Festival MO-tron. Per ora sono molto contento di sapere che è stata confermata la presenza dei finlandesi Cats On Fire, il prossimo 24 marzo a Modena. Anche per loro si tratta di un debutto assoluto sul suolo italico, e la data cade alla perfezione, vista l'imminente uscita del loro atteso nuovo album The Province Complains.
Mattias Björkas e soci suonano uno scintillante pop che definire smithsiano fa quasi ridere: questi sono semplicemente la reincarnazione disarmante di morrisseyandmarr. E oltre quelle canzoni, oltre quelle parole, bisogna vedere come prendono il tè, come ti fissano senza risponderti, o come diventano all'improvviso anfetaminici e nervosi, per rendersene conto.
Due loro live in due giorni, la scorsa estate, sono stati un vero e proprio viaggio nel tempo. Il loro ep Draw In The Reins, pubblicato da Fraction Discs nel 2006, è stato una bomba, lo scriveva anche Indiepop.it

>> (mp3) Higher Grounds
>> (read) Il prossimo album, commentato traccia per traccia

mercoledì 7 febbraio 2007

Pelle Carlberg in tour in Italia

 Pelle Carlberg Qualcuno lo ha definito il Frank Sinatra dell'indiepop: è Pelle Carlberg, svedese di Uppsala, non proprio giovanissimo (nato nel 1969), con alle spalle anni di militanza in diverse band, tra le quali è da segnalare almeno quella degli Edson. Da un paio di anni è tornato in proprio, e ha pubblicato per la benemerita etichetta Labrador due ep e un bell'album, intitolato Everything. Now!
A sonorità che ricordano spesso quelle di certi Belle & Sebastian, aggiungiamo che la voce di Pelle è morbida proprio come quella di uno Stuart Murdoch. E che pure i testi sono pieni di quell'arguzia malinconica e garbata che ha fatto la fortuna degli scozzesi. Telemarketing, per esempio, racconta di qualcuno che non sa resistere alla voce femminile della venditrice che gli parla al telefono. Go to hell, Miss Rydell descrive i tentativi falliti di parlare a una giornalista che gli aveva dedicato una recensione negativa, mentre Riverbank è un'istantanea dei rimorsi da shoppingo compulsivo. E da ogni canzone filtra una eleganza non comune.
Dopo un 2006 che lo ha visto calcare i palchi di Gran Bretagna, Hong Kong, Taiwan, Germania, Austria, Danimarca e Indonesia, finalmente Pelle Carlberg arriverà dal vivo anche in Italia. Ecco il calendario (nonostante Italy Gig List segnali solo un paio di date):

7/2 - Cellatica (BS) - Morya (ingresso gratuito)
8/2 - Bologna - Covo Club
9/2 - Firenze - Sintetica
10/2 - Perugia - Loop Café
11/2 - Ferrara - Zuni (ingresso gratuito)
12/2 - Udine - No Fun
13/2 - Cesena - Lego Café (ingresso gratuito)
14/2 - Milano - La Casa 139

È probabile che in questi concerti Carlberg proponga anche alcune canzoni nuove, visto che il prossimo album è già stato registrato, si intitola In a Nusthell e uscirà il prossimo 28 marzo. Sul suo sito si può ascoltare Middle Class Kid, una piccola e promettente anticipazione.

>> (mp3) Riverbank
>> (mp3) Go to hell, Miss Rydell
>> (mp3) Middle Class Kid
>> (video) Riverbank (.mov oppure myspace)
Desiderio e disincanto

 Mixtapes & Cellmates Ritorni ostinati sui propri passi e smarrimenti. If there is silence, fill it with longing: dove "longing" sta per desiderio ma anche nostalgia. Il secondo ep dei Mixtapes & Cellmates produce continuità e scarti, indulgenza ed esasperazione.
È evidente, per esempio, che un titolo come C: You D: Road Home prosegue la devastante A: Pavement B: Home contenuta nel primo ep, pubblicato dalla oggi defunta Bedroom Records.
E il gioco potrebbe andare avanti con Something Less Than Last Time, a fare da riflesso a Something More Than Last Time.
In questo nuovo lavoro, però, affiorano drum machine ripulite, c'è spazio anche per respiri più dilatati e ogni tanto hai l'impressione che i ragazzi, per quanto giovani e ancora meravigliosamente "emo" alla loro maniera, abbiano già voglia di guardare oltre le proprie scarpe.
Ricordo il giovane Robert Svensson, un'estate di un paio d'anni fa, in lacrime aggrappato al microfono. Mi ero innamorato della sua band al primo ascolto, e un viaggio in Svezia in pratica l'avevo fatto quasi per loro. Ma non mi aspettavo di ritrovarmi così disarmato davanti al fragore di quel suono e a una tale sincerità.
Il compiacimento per ciò che è struggente e ci consola quando soffriamo come cani e abbiamo vent'anni e tutto rimbomba amplificato e distorto: qualcosa che non si può più provare senza contrappunti di cinismo e disincanto. Ma i Mixtapes & Cellmates stanno ancora tutti dentro l'incanto, e i graffi ghiacciati dei loro convulsi feedback risplendono limpidi e tersi.

>>(mp3) Distance, Blinding Lights
>>(mp3) A Quiet Evening

(thanks to Stefano)


ps: Dopo questo ep, in marzo i Mixtapes & Cellmates pubblicheranno finalmente un vero e proprio album per la label Nomethod. Il titolo non è ancora stato annunciato, ma si sa già che verrà ristampato e distribuito qui in Italia, grazie alla My Honey Records, e con il supporto anche di un personaggio come Jukka Reverberi. E a maggio, se tutto va come deve andare, vedremo M&T anche dal vivo dalle nostre parti, in uno di quei micro-tour messi in piedi quasi per gioco, tra amici ed email. Sono queste le cose che mi fanno continuare ad avere voglia di ascoltare musica.

lunedì 5 febbraio 2007

Va ora in onda

 Love Is All Love Is All - Ageing Had Never Been His Friend
Scappa da tutte le parti e non si tiene, nonsense pop coloratissimo nel nuovo video della band di Göteborg, che speriamo di vedere prima o poi dal vivo anche in Italia.


 Locksley Locksley - Don't Make Me Wait
Questo quartetto di Brooklyn, è chiaro, non si è ancora ripreso dalla Beatlemania. Ma finché hanno l'energia giusta e indovinano melodie a rotta di collo come queste va tutto bene.


 Los Campesinos! Los Campesinos! - We Throw Parties, You Throw Knives
Singolo d'esordio per la giovane band di Cardiff e primo video (ancora cartoni animati), con un senso d'angoscia che non gli conoscevo.


>> bonus track, grazie ai Lodger: «As we've re-recorded all the previously released songs for our forthcoming debut album, and for the benefit of those people who didn't get hold of our early 7" singles, follow this link for 7 free tracks».
"I've got a feeling for the dancefloor"

Ma com'è che a marzo dell'anno scorso a vedere gli Holloways eravamo in trenta, e poi quando li suonavi non ballava nessuno, e invece venerdì scorso, davanti a un concerto praticamente identico, c'erano tre file di ragazzine che cantavano i testi a memoria e dietro di loro degli scalmanati con la metà dei tuoi anni che saltavano e pogavano?

>> (mp3) The Holloways - Dancefloor

venerdì 2 febbraio 2007

All the roads lead to Camposanto (cit.)

 Jordan Domenica pomeriggio, al Circolo Arci Fermata23, di Camposanto (Modena), in concerto:

- Jordan (garage rock, dalla Francia)
- Le Man Avec Les Lunettes (indiepop, da Brescia)
- Jesus etc. (indie rock, da Brescia)
- Sameoldsong (la Mara delle Black Candy e Fab dei Sumo, da Modena)

Ingresso gratuito, inizio ore 16, tessera Arci.
A weekend in Murato

Anche questo weekend torna il doppio appuntamento con la rassegna Murato, organizzata da Unhip Records e Città Del Capo Radio Metropolitana in quel di Villa Serena. Dopo le bordate sonore di Death Of Anna Karina, e i ritmi danzerecci di My Awesome Mixtape e Banshee, questa settimana è il turno per un programma più polleggiato, che ogni tanto ci vuole, ma come sempre a ingresso gratuito.

 Franklin DelanoStasera è di scena la placida ruralità dei Franklin Delano, che presentano dal vivo il loro ultimo album Come Home, registrato negli Stati Uniti insieme a Brian Deck.
Come forse qualcuno ricorderà, lo scorso novembre i Franklin Delano furono ospiti anche a polaroid, e il loro mini live in studio fu parecchio divertente.
Ad aprire per loro, c'è il giovane cantautore bolognese August In Fall, il cui folk delicato e acustico si ispira a Damien Rice, Jeff Bucley e Kings Of Convenience.

 Egle Sommacal Sabato proseguiranno i festeggiamenti per il quinto compleanno della Unhip, in compagnia dei due migliori chitarristi della penisola: avrà luogo infatti il release party di Legno, l'esordio solista di Egle Sommacal, già storico chitarrista dei Massimo Volume. Legno deve il suo titolo all'unico ingrediente presente nel disco, ovvero la chitarra acustica, oltre alla straordinaria tecnica di fingerpicking di Egle.
Supporto d'eccezione per la serata sarà Alessando "Asso" Stefana, già fondatore dei Lumière Electrique, collaboratore di Vinicio Capossela, Marco Parente ed Emidio Clementi. Verrà a presentare il suo nuovo lavoro Poste e Telegrafi, in uscita il prossimo 27 marzo, disco al quale ha collaborato fra gli altri Marc Ribot.

 Disco Drive Due note: dato il carattere pacato di concerti di sabato si è preferito allestire la sala per permettere al pubblico di sedersi, anche se così i posti saranno limitati. Si consiglia quindi di arrivare abbastanza presto. A seguire però ci si può scatenare, visto che altri ospiti della serata saranno i teen-idols Disco Drive, in città per registrare il nuovo album, e sabato a Villa Serena in veste di superstar djs.


>> mp3:
Franklin Delano - I Know My Way
August In Fall - In Your Faith Again
Egle Sommacal - Nemici
Alessandro "Asso" Stefana feat. Marc Ribot - Poste e Telegrafi Blues
The Holloways


Del primo concerto bolognese degli Holloways, una sera che ero storto la primavera scorsa, ho un paio di ricordi: sul palco mi sembravano giovanissimi e incredibilmente affiatati. Dopo il concerto, mentre mettevo dischi, bevevano e non si ubriacavano mai. Mi chiedevano anche delle canzoni, chissà quali, e sembravano contenti, abbastanza da regalarmi il loro primo singolo. Adesso sono diventati già grandi, con quei tempi tutti inglesi che hanno le band laggiù, hanno pubblicato il loro album d'esordio, So This Is Great Britain, e tornano al Covo per presentarlo dal vivo.

giovedì 1 febbraio 2007

Dirty Dancing, Forever

 Parker Lewis - Dirty Dancing Come è noto, la danza e l'innamoramento hanno in comune l'esercizio del tempo. Ma mentre nella danza il tempo è la causa, l'innesco del meccanismo, l'innamoramento muove il tempo, lo piega e lo sdoppia. Si può offrire l'eternità, e in effetti la si vive, anche se l'offerta dura un tempo limitato. Soprattutto se chi dovrebbe rispondere, e danzare con noi, temporeggia. Un anno o un giorno non fanno differenza, le parole degli altri non contano più, siamo a credito di poesia, che sia "Gene Kelly this time or even Donnie Darko": è tutto fantastico "even though tomorrow nothing of this will make sense".

Parker Lewis, il giovane cantutore di Göteborg che abbiamo già visto in concerto in Italia la scorsa estate, per un paio di date assieme alle Rough Bunnies, sta per pubblicare un nuovo ep e ce ne regala un'anticipazione. A differenza dei suoi lavori precedenti, questa Dirty Dancing suona più nuda, forse perché stavolta è limitato l'uso di campionamenti e dei filtri sulla voce. Ma lo stile è già tutto suo, questo ventenne con la faccia da ragazzino che tira mattina solo per sorriderti e stare a camminare ancora un po' e offrirti una sigaretta. Il modo in cui lascia cadere quel "Cause we're getting older now..."
Forse esagero, ed è colpa di ricordi di ukulele, spiagge e sole negli occhi, ma continuo a pensare che Emil potrebbe diventare uno dei più credibili eredi di Jens Lekman.

Parker Lewis - Dirty Dancing



update - Scrive Emil: «Hey! I'm not using less samples! I'm using the same amount of samples as I always do :-) But this time I wanted it to sound cleaner, like the mid eighties records by the swedish band Ratata (not "Ratatat"), mixed up with Jonathan Richman and Bruce Springsteen. But in a 50's movies kind of way. If I ever made a video for this song it would be with the rollerskating-tap dancing Gene Kelly (you know what I mean, don't you?)».