venerdì 30 giugno 2006

L'ubiquità si squaglia

Qui fa troppo caldo per segnalare come si deve tutti gli appuntamenti del fine settimana. Oltre al fatto che la cosa più divertente sarà guardare la partita dell'Italia in ascii, mi limito a citare i due o tre luoghi che potrebbero vedere la mia sudata presenza, al resto se volete pensate voi nei commenti.

Stasera chiude la stagione del London Loves, la serata indie del Plastic. Dato che tutti i venerdì dell'anno ero impegnato tra radio e Covo, per una volta Milano potrebbe avermi. Mandate una mail se siete da quelle parti, che io sono straniero e mi perdo.

Down in Emilia, Mara "The Beat Goes On" Mariani, già nelle Black Candy e ora di nuovo ai microfoni di Radio Antenna1, e Nicola "Groove Maker" Caleffi dei Julie's Haircut, spalleggiati da Soneek Max, organizzano una festa sixties al GHERBELLA 296 (Via Gherbella a Modena, tra Vaciglio e san Donnino). L'ingresso è gratuito, la musica prevedibilmente torrida a base di Soul, Garage ("quello originale"), Rock'n'roll, Mod e Good Vibrations in generale. "Sono graditi: l'abito a tema e gli applausi alla fine di ogni pezzo".

All'Ekidna serata furibonda con G.I.JOE (duo funk noise bass guitar da V.Veneto) NERVOUS KID (duo math rock Bologna) THE CHERRY PEDRO IMENEZ (rock'n'roll Reggio Emilia).

Qui in città, a parte quanto segnalato su Bologna Estate non so proprio che succede.
Ah sì: minacciano di sgomberare l'Atlantide. E buone vacanze.

Domani c'è la Street Rave Parade. Fanno dieci anni, io ho già dato.
Per chi se ne va da Bologna, a Ferrara, di fianco al Castello Estense sarà in concerto un altro monumento: arrivano i Flaming Lips.
All'Hana-bi, come in buona parte della Riviera, c'è la Notte Rosa.
Ci si vede a banco, con qualcosa di fresco.

giovedì 29 giugno 2006

Zeigeist
Electro pop. Or pop electro.

 Zeigeist Non sono sicuro che si possa attribuire solo all'eccessivo caldo il fatto di parlare di electro per due post consecutivi. In ogni caso, si tratta di notizie risalenti ormai a sei mesi fa, e potrei sempre rispondere che era da tanto che volevo raccontarvi degli Zeigeist.
Del resto, un certo sfasamento temporale e altrettanto gusto per l'equivico sono d'obbligo, se ciò con cui si ha a che fare risponde al nome di - ripeto - Zeigeist. Proprio così, senza la "t" in mezzo.

La storia pare cominciare all'inizio di quest'anno, quando qualcuno diffonde in rete una copia dell'album dei Knife con una dodicesima traccia fantasma, intitolata ironicamente F as in Knife. Molte recensioni ci cascano.
È uno strano ibrido tra la Kate Bush di Running Up That Hill e i New Order di Bizarre Love Triangle, con una voce piuttosto simile a quella di Karin Andersson, che suscita non poche curiosità.
Gli indizi portano a Göteborg, e precisamente al club GayStraight2Hell, dove si esibisce un collettivo di musicisti, ballerini, attori, designer e altri tipi mascherati. Gli Zeigeist, appunto.
Il riassunto di tutta la faccenda e alcune utili divagazioni li trovate qui.

Gli Zeigeist hanno in serbo anche una cover di Kylie, un pezzo che comincia pari pari a Den Harrow, qualche altro plagio sparso fra Christina Aguilera e i Bee Gees, e un album entro la fine dell'anno.
Intanto potete ascoltare il presunto fake degli Knife, Tar Heart.

mercoledì 28 giugno 2006

Uffie, of course

...yo, one day you will see me, breaking out in miami
doin x rated shows, from houston to st louis
yo im that damn crazy brat, and i dont give a fuck
i got my man, my sound, my glass, and im ready to fuck...

 Uffie
Bisogna chiedere a quelli della Riotmaker come si dice glassa nell'estate del 2006. Che questa Uffie mi sembra ci stia dentro benissimo.
Del resto, proprio come alla banda friulana, l'etichetta "hip hop" sta stretta anche a questa diciottenne nata a Miami, "scampata a un tifone" (seee) ed emigrata a Parigi.
Appena un singolo in vinile rosa pubblicato per l'etichetta Ed Banger (grazie alla produzione di Mr. Oizo e Bpitch) e già la si vede nelle foto in giro per il mondo con Steve Aoki e Peaches. Proprio a quest'ultima Uffie viene spesso paragonata, ma a me sembra più un incrocio tra Annie e le Salt'n'Pepa del primo grande album.
Disarmante la sua giovinezza senza attrito, scabrosa. Basta guardarsi il filmato di qualche live per innamorarsi di tanta fragilità. E chi se ne frega se non sa rappare. Eccola lì, come una Audrey Hepburn nata nel ghetto che si è salvata grazie a un servizio di Cobra Snake.
Estate: Pop The Glock e Ready To Uff fuori da tutti i woofer.


update: una fantastica intervista con scene di Uffie che si prova decine di sneakers e se ne sta a fumare su una poltrona a Pigalle.

martedì 27 giugno 2006

Standing in the way of Marina di Ravenna

Doppietta di live da non perdere questa settimana all'Hana-bi di Marina di Ravenna.
Si comincia questa sera con i Gossip, dagli Stati Uniti, che tornano a presentare il loro ultimo album Standing In The Way Of Control, uscito per Kill Rock Stars. Visti l'inverno scorso al Covo, hanno spaccato con la loro formidabile miscela di punk e ritmi dritti da ballare, trascinati dall'energia dirompente e dalla voce di Beth Ditto, una che sul palco sembra divertirsi parecchio.
Si prosegue giovedì 29 con i Ciccone, una vecchia conoscenza delle frequenze di polaroid. Il trio londinese guidato da Rebekah Delgado arriva per la prima volta in Italia a presentare dal vivo il suo album d'esordio Eversholt Street, concentrato di puro rock britannico, tra Clash e Libertines.
La blogmobile sta già scaldando il motore, ci si vede a banco.

>> The Gossip - Standing in the Way of Control [mp3]
>> Ciccone - Look At You Now [mp3]

lunedì 26 giugno 2006

Se ti guardi le scarpe troppo a lungo non ti abbronzi

 Asobi Seksu - 'Citrus' Questo non dovrebbe essere un disco da ascoltare così tanto con questo caldo. Perché è un disco che mi mette agitazione. Un disco in cui c'è tutto quello che serve perché un disco sia mio. Freme ed è malinconico, stende melodie e le copre col rumore, si ferma a un passo dalla confusione e sembra perdersi ciondolando a voce bassa dentro se stesso.
Citrus, secondo album dei newyorkesi Asobi Seksu, è una falena in questa estate 2006. Insiste e sbatte contro quello che non vede più, si fa trasportare quasi indolente anche quando il ritmo è più sostenuto. E non si stanca e non cede, sorretto dagli strati di chitarre di James Hanna.
Difficile che io sappia aggiungere parole a quelle di Max per raccontarvelo, ma Citrus, rigoglioso di colori (l'artwork è un altro capolavoro di Sean McCabe), resta sempre una spanna avanti a ogni spiegazione che tento di darmi. Mi contraddice in tutto, a cominciare dal momento in cui mi ha colpito al cuore. Non dovrebbe essere un disco da macchina, eppure ero lì, una mano sul volante e un braccio fuori, capelli scomposti mentre macinavo chilometri, il sorriso all'estate proprio davanti a me.
Sarà per la voce di Yuki, ora sottile e solitaria (ma lontana da ogni sterilità alla Kazu Makino), ora all'improvviso più calda, addirittura imbronciata. O sarà perché il quartetto di New York di nome fa "sesso giocoso", e più che di filologismi shoegazer, imbastisce le sue canzoni con schermaglie di amanti, ora divertite e ora impetuose. Oppure sarà perché sembra tutto così semplice, basta lasciarsi andare, e invece è ancora tutto dannatamente troppo complicato.

>> New Years - mp3
>> Thursday - mp3
Classico Sera

Mentre il Blog della Domenica scopre il giro degli m-blog di musica classica, segnalo una bella iniziativa forse non molto in linea con la musica di cui si parla di solito qui, ma che merita e mi ricorda gli anni dell'università: il Teatro Comunale di Bologna ripete l'esperimento "Classico Sera", una rassegna di concerti di musica da camera e sinfonica. Non mancano le serate con il coro del Conservatorio e un concerto jazz. Il tutto a ingresso gratuito.
Fumisterie e altro

«Quasi mi chiedo dove siano in questo momento tutti i giornalisti musicali, i blog, i musicofili con o senza spillette»: un bello scambio di battute tra Daniele e Dariella, prendendo a spunto la band romana Fumisterie.

giovedì 22 giugno 2006

Wasting time

 http://www.myspace.com/parkerlewisswe Un campionamento di Frank Sinatra, una languida jangling guitar e una voce che ricorda tantissimo quella di Darren Rademaker dei Tyde: è bastato già questo, per me, a fare Estate.
Con appena una canzone messa in rete, Parker Lewis si candida per un posto sicuro nella mia ideale compilation di stagione.
Incuriosito dalla laconicità tutta svedese del progetto ho scritto una mail, e il gentilissimo Emil mi ha risposto dalla sua Göteborg.

Hi Emil, the first question is a bit obvious: why did you choose the name of your project from that telefilm?

I think "Parker Lewis can't loose" was broadcasted in Sweden when I was about seven years old, and I remember that Parker was my idol for some time back then. I like the tv-show's naïve view of love.
I've been in a few bands through the years since I was a kid, but I don't really feel like talking about any of them. When I've made music before I've always been very cynical and dark, and now I want Parker Lewis to be happier and more naïve than the things I've made before.

Is it really a Frank Sinatra sample that choir in your song?

Yeah, it's a sample from Sinatra's recording of "A lovely way to spend an evening" (brilliant song).

Do you usually make music with samples?

So far all the Parker Lewis-songs contains samples. Don't know why really. I will have a look at that...

I always waste a lot of time, and summer is the perfect season for me to do it. What does your song "Wasting Time" talk about?

I guess it's about the difference between wasting your life and wasting your time.
I wanted to touch the subject in an arms-in-the-air-in-a-convertible-in-the-sun kind of way. Getting wasted in the heat and hiding on the backstreets.

Are you going to release a record?

I think I'm going to release the first couple of songs I've made on an ep some time this summer. It's all set up for it. I just need to get home to Gothenburg to sort everything out.
We'll celebrate the release on a boat on the canals of Gothenburg. If we can't find an appropriate boat we'll settle for a bath afterwards anyhow, if the weather is nice.
And the forecast is sunshine that'll last for our whole lives.

mercoledì 21 giugno 2006

Summer

...just the smell of the summer can make me fall in love
we go to the parties, listen to the DJs
dance dance dance and go crazy
she's a party queen and she's in party heaven...
Polaroids From The Web
Dowloading the night away

>> La musica dei livornesi Hollowblue (sito/myspace) ha evocato paragoni con Tindersticks, Nick Cave e Devics, trovando il riscontro di ottime recensioni anche fuori dai confini nazionali. Ora hanno pubblicato un ep digitale intitolato Demotapes che anticipa l'uscita dell'album, prevista per la fine dell'anno. Il download è gratuito, ma bisogna registrarsi al sito dell'etichetta Midfinger. Da lì si accede alla pagina con mp3, loops, copertina e testi. Non si tratta delle registrazioni che finiranno sul disco, ma dei demo che hanno permesso alla band di entrare in contatto con la Midfinger. Gianluca assicura comunque che rendono bene lo spirito del prossimo album Stars are crashing (in my backyard).

>> I Computer Club sono un quartetto di Birmingham (file under: Futureheads, Rakes, Block Party). Non hanno un sito ufficiale e nemmeno un disco in uscita, ma solo un demo che regalano ai concerti. Eppure la Sony ha preso un loro pezzo per il videogioco London Taxi e NME ha detto di loro "Really fucking cool indie pop joy! Like it!". Le tre canzoni dell'ep si possono scaricare dalla loro pagina su myspace.

>> Un paio di pezzi acustici dal vivo e un'intervista per gli Essex Green nel podcast del Guardian di ieri.

>> Daniel Bergström proviene da Malmö e ha un progetto chiamato Lucky Misu. Certe sue canzoni mi hanno ricordato a tratti una band californiana di cui c'eravamo innamorati un paio d'anni fa, gli Aqueduct. Il suo nuovo ep (il secondo in un anno) si intitola Buy Me Some Time e contiene "five songs about missing people". Si può scaricare, come tutto il resto della sua produzione, dal suo sito.

>> L'ultimo singolo degli Unarmed Enemies è stato remixato in "versione estiva" da Otur, un'altra di quelle svedesi non proprio filiformi che sentono il bisogno di tingersi i capelli di nero. Poco importa, sulla spiaggia c'è posto per tutti e si balla:
Unarmed Enemies - Missing Out (Otur Summer Twist Remix)

martedì 20 giugno 2006

"The summer's out of reach"

Ci sono anni in cui si capisce tutto prima. Già a maggio puoi dire se quell'estate andranno le gonne longuette o i pantaloni Capri, il rosa in tutte le sue sfumature oppure gli occhiali enormi di Gucci. Qualcosa, una forma riconoscibile, unirà il tempo e le persone nei ricordi di quella stagione. Sarà il corredo illustrato del tormentone estivo, quella canzone che subito era sembrata fatta apposta per venire suonata nel riverbero amplificato degli altoparlanti sulle spiagge o nelle autoradio sotto il sole.

Per quanto riguarda il tormentone, pare improbabile che ci libereremo di Crazy degli Gnarls Barkley per i prossimi mesi. Invece, stando a quanto vedo qui in città, riesce difficile immaginarsi una moda altrettanto identificabile. Sembra quasi che l'estate 2006 non sia ancora riuscita a esprimere una propria precisa personalità.
Nelle prime notti calde di questo giugno mi sono trovato nel chiostro affollato di Vicolo Bolognetti, in mezzo a centinaia di persone nel cortile di Villa Serena, mi sono seduto a bere in Piazza Santo Stefano, ho percorso svariate volte Via Zamboni e persino Via del Pratello.
A parte quelli che in effetti sembravano appena usciti da un profilo di MySpace, e tralasciando una certa diffusa noncuranza, che fa sembrare tutti quanti appena arrivati dalla Street Rave Parade, mi pare che questa stagione incolore ci abbia riservato finora poche novità sul fronte dello stile.

Sarebbe bello credere a un'utopia a pois (per quanto mi trovi più d'accordo con Salvatore), ma sono passato davanti alle vetrine di Miss Sixty e Diesel, ho notato i ragazzi che facevano compere da Scout e addirittura Sisley, ho spiato fanciulle che entravano in gruppo da Pimkie e H&M, ho girato in lungo e in largo Via Indipendenza, Via San Felice, la Montagnola... Non ho trovato nulla. Dov'è l'estate del 2006?
A: B: C: D:

Domani è appena il primo giorno d'estate, ma Jukka ascolta Mixtapes & Cellmates e già pensa a quando sarà finita.

[Oltre a quanto si può trovare sul loro myspace, e a un devastante mp3 che l'anno scorso avevo messo a conclusione del nastrone estivo (curioso: tirando in ballo anch'io la fine stagione), eccovi un inedito della band di Robert Svensson, aspettando il prossimo ep, in uscita ad agosto su Nomethod Records.]

venerdì 16 giugno 2006

Playlist highlights
June 2006

Questa sera andrà in onda l'ultima puntata di polaroid della stagione 2005-2006, la quinta oramai. Fatto del tutto imprevisto, la quantità di bella musica italiana potrebbe essere pari o superiore a quella svedese.
Saranno graditi ospiti al telefono Salvatore di Indiepop.it e Giuseppe Bottero della net-label Kirsten Postcard che proprio oggi pubblica A Century Of Covers, compilation tributo ai Belle & Sebastian. Inoltre, si potrà vincere una copia dell'album dei londinesi Ciccone, prossimamente in tour in Italia.
L'appuntamento quindi è a partire dalle 21 sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana, ascoltabile anche in streaming per chi sta lontano da Bologna. Per chi invece stasera sarà già in Riviera c'è sempre il podcast.
Un saluto e un ringraziamento a tutti, "it's been an intense year".

E ora trasmettiamo un po' di canzoni buone da ballare in questo primo scorcio d'estate.

1990s - You Made Me Like It
Amida - Class Of 2000
Balor Knights - Just Cos Keenan Says So
Boy Kill Boy - Suzie
Boyracer - Yr Love It Lies To You
The Charade - A Tough Decision
Das Kometen - Das Kometen
Disco Drive - My Party
The Essex Green - Cardinal Points
Gnarls Barkley VS The Shirelles - Crazy Baby It's You
Havana Guns - N.Y.C.S.
Human Television - Tonight's the night
Mates Of States - For The Actor
Pet Politics - The Spring
The Radio Dept. - I Wanted You to Feel the Same (Devolve's Marble House Edit)
Sambassadeur - Kate
Saturday Looks Good To Me - Lift Me Up ("Sound On Sound" version)
Shout Out Louds - I Meant To Call
The Slips - My plan
Thousands Millions - Extra Time
Twinkling Streams - Things we never had

Bonus track: The Language Of Flowers - If it's Not You (2004)

giovedì 15 giugno 2006

"La felicità è un bene sopravvalutato"

 FR Luzzi - 'Happiness Is An Overestimated Value' Cara Francesca, da un po' di tempo volevo scrivere anch'io del tuo disco, anzi del disco di Fr Luzzi.
Sarei partito da questa mia recente infatuazione per il Friuli che mi è sconosciuto e, passando per il rammarico di non averti incontrata a Musica Nelle Valli per ringraziarti di persona, sarei andato a parare nelle citazioni dei riferimenti giusti per ogni canzone (Gentle Waves, Nina Nastasia e Kings Of Convenience i più utili, sento dire).
Ma ieri sera ero in cucina, la finestra aperta sul piccolo balcone, e cucinavo per me. Suonava ancora Happiness Is An Overestimated Value, e io cercavo di ricordare come DeLillo riesca a spiegare in tre righe che la solitudine non è affatto un vuoto, un'assenza, ma al contrario una certa somma di azioni che si compiono.
E tu eri quasi lì, da sola con la tua chitarra e la tua voce. Avrei voluto essere un po' il Genius Guy della canzone (sì, è vero, I sometimes close all the doors too). Avremmo aperto del vino. L'impalpabile bossa di Human Race si sarebbe trasformata in quella più sostenuta di Sugar Family. Due passi danzanti intorno alla tavola mezza apparecchiata. Brindisi. Poi fuori sarebbe sceso il buio.
Ho esitato un attimo prima di decidermi ad accendere la luce, e su I Might Talk To You mi sono domandato se "summer by the way brings back your essence to mine" siano parole che si possono ancora dire.
Il disco finisce con questa cover di Mark Eitzel registrata in un cortile e si sentono delle campane. Cucinare così piccante e mangiare senza compagnia mi è sembrato un controsenso. Pearls Before Swine. La finestra era ancora aperta, sono uscito sul balcone, luna calante e ho rimesso il tuo disco dall'inizio. La felicità è un bene sopravvalutato.

mercoledì 14 giugno 2006

Affittasi ubiquità
In ordine sparso

Ma capita anche a voi di avvertire in questi giorni una sorta di vuoto all'agenda, una mancanza di punti di riferimento? Finita la stagione al Covo, a Murato, all'Estragon e in tutti i nostri soliti posti, come ogni anno la comunicazione delle location estive si rivela parecchio lacunosa: chi sa qualcosa di Vicolo Bolognetti? Il programma del Chiostro di S.Cristina è affidabile? Perché si sparge la voce di iniziative "fantasma" (come già segnalato da Inkiostro)? E c'è qualcosa di vagamente interessante al Baraccano?
Nonostante in queste settimane non manchino gli appuntamenti musicali e non solo (per esempio, oggi inaugura il Fest-Festival), sento di dovermi orientare un po'.

Si comincia domani all'Hana-bi di Marina di Ravenna, dove ritorna il nostro Bob Corn, reduce dai fasti milanesi, ad accompagnare il trio romagnolo dei Comaneci e la loro evocativo set acustico.
Sempre in Riviera ma al Loco Squad c'è Sam Paglia con il suo ormai rodato exotico live.
Qui in città, al Sesto Senso, alle ore 19 dovrebbe esserci la presentazione di Insound, una nuova rivista musicale (ma il sito del Circolo non ne dà conferma), mentre in nottata a Villa Serena mette i dischi mr. Unhip, anch'egli in un certo senso reduce da (ne)fasti milanesi, accompagnato da Sunglasses At Night, selezione video di Carla Pagliuca.
Per la musica dal vivo bisogna rivolgersi ai centri sociali.
All'XM24 sarà in concerto l'interessante progetto di elettropop Fake P, insieme ai trevigiani Kitsune (new wave).
In alternativa prosegue l'intenso programma del giugno punk all'Atlantide Occupato: domani con i Manifesto Jukebox (Finlandia) e ad aprire per loro i bolognesi SUMO e Faraons.

Venerdì e sabato, a parte i Tail Pets a Villa Serena, qui a Bologna non mi risulta nulla. Possibile?
In compenso in provincia di Modena, all'Ekidna, prende il via il festival ROTTURA DEL SILENZIO, tre giorni di arte, musica, festa, gratis e all?aria aperta. Il sostanzioso programma musicale vede:
>- venerdì 16 giugno dalle ore 21 = Aratro (metal da S.Prospero) - Oxygen (metal da Carpi) - Linkage (metal da Soliera) e a seguire B.S.Mala dj+Sgrinzo selecter (indietronic/electro)
>- sabato 17 giugno dalle ore 16.30 = Mary's Jail (emocore da Bolzano) - I Treni All'Alba (folkdestroyer da To/Ao) - Afraid (emoviolence da Verona) - pausa partita - Drumudio (batterie e altro da ornaments.the death of anna karina.three in one gentleman suit) - Motorama (duo garage punk da Roma) - Settlefish (popcore da bologna) - a034 e mbst8 (elettrodub interattiva da Milano) - micamat (visual dj set from Finland / Savignano)
>- domenica 18 giugno dalle ore 16.30 = Mad Pour L'Hunhead (sperimentalbozzo da Carpi) - Les Fauves (r'n'r da Sassuolo) - Khere (screamo da Arezzo) - Violent Breakfast (screamo post hc da Pisa) - Ladytornado (pestoni da Parma/Carpi/Bologna) - The Rituals (happycore da Verona) - Ardecore (folk da Roma) - Die! (hc old school da Roma).
Guardatevi il resto delle iniziative e soprattutto la fantastica idea della WONDERKAMMER (io porterò una vecchia macchina Polaroid, ovvio).

Insomma, chi non sarà su qualche spiaggia credo si ritroverà là a sentire un po' di musica molto cresta.
Di sicuro dimentico un botto di roba, segnalate pure nei commenti con garbo e, come sempre, ci si vede a banco.


ps: e venerdì sera c'è anche ultima puntata di polaroid alla radio!

martedì 13 giugno 2006

Thousands Millions!!!

 Thousand Millions La rivelazione bolognese dell'anno arriva dalla Puglia? Forse sì. Passiamo tutto il tempo a rovistare gli angoli più remoti della scena, cercando i gruppetti più sperduti, e non vediamo che in casa nostra sono custoditi patrimoni che nemmeno conosciamo.
È stato grazie ai ragazzi della friulana Knifeville che ho incontrato i Thousands Millions, di casa sotto le Due Torri ma veracemente Made In Puglia, e il divertentissimo hype che li circonda.
L'altra sera lo scantinato dell'XM24 era stipato di conterranei, tra cui spiccavano Matilde degli Studiodavoli e Tuma. Del resto, pare che i Thousands Millions si siano già conquistati sul campo le simpatie anche di Populous, di "gente del nord" come Perturbazione e Disco Drive, e di una label come I Dischi Dell'Amico Immaginario.
Moreno alla voce e chitarra, Rick Hool alla batteria e Mr Kulledge al basso (poi sostituito da un amico e passato quindi alla tastiera) hanno spaccato senza complimenti, suonando un college rock tirato e melodico come non si ascoltava da tempo, avaro di smancerie emo ma splendidamente adolescente.
Per dire, anche Jonathan Clancy in prima fila approvava, e non è un caso che il bruciante demo Joining The Red House sia stato registrato proprio insieme a Bruno dei Settlefish, come sempre impeccabile in postazione di regia. Io ho ballato sorridendo dall'inizio alla fine, se può valere come giudizio di stima. Volendo proprio muovere qualche appunto al giovane trio, si può dire che mostra margini di miglioramento per quanto riguarda la presenza scenica, ma di fronte a pezzi come Extra Time oppure Falling Is Delicious queste sono davvero menate. L'estate, le chitarre e il rock'n'roll sono già qui, ne avevo dannatamente voglia. Scaricatevi i pezzi dal loro myspace e suonateli al volume più alto possibile. E non perdeteveli la prossima volta che passano dalle vostre parti.


update: No ma che cazzo succede in Salento? Curiosando tra gli amici di myspace dei Thousands Millions trovo questi The Slips, che con il trio di cui si parla in questo post condividono - se ho capito bene - il battierista Rick Hool, nonché un'energia davvero formbidabile.
My Plan, insieme a The Shop must go on, (purtroppo non in download) è la cosa più simile ai Ponys che si sia mai ascoltata in Italia. Belli belli belli, con quello scazzato piglio britannico che fa totale rock'n'roll. Bombetta.

lunedì 12 giugno 2006

Awoo!!!

Ma perché diavolo nessuno mi ha detto che due settimane fa gli Hidden Cameras erano a Linz?
Dai, régiz, con la blogmobile a Linz ci si arrivava comodi. Oh no, dovevamo proprio andarci.
Io ero qui che cercavo un po' di informazioni sul nuovo strepitoso album Awoo (in uscita il prossimo agosto - con un un paio di mie potenziali canzoni dell'estate) e mi sono ritrovato questo filmato in cui la banda canadese si fa accompagnare da una balotta di musicisti austriaci. Che rabbia.
Tra l'altro, mi chiedo anche come mai per questo sabato non abbiamo organizzato la trasferta a Goteborg, dove Joel Gibb (cantante degli Hidden Cameras, tra i non molti uomini al mondo in grado di farmi seriamente prendere in considerazione un sostanzioso upgrade alla mia eterosessualità) si esibirà in duo con Jens Lekman.
Lo stesso Jens scrive: "Our voices go together like milk and honey so you just bring the hot water and we'll cure you from whatever sickness you may have".

 The Hidden Cameras in Linz

Qui trovate la title track dell'album, qui She's Gone in mezzo a un lungo mixtape da scaricare, qui l'irrefrenabile Lollipop e qui vi regalo la meravigliosa traccia d'apertura Death Of A Tune.
È arrivata l'estate.
Polaroids from the Web
Qualcosa da leggere il lunedì a colazione

- I Trembling Blue Stars entrano oggi in studio per le registrazioni di un nuovo album, dal titolo provvisorio di The Last Holy Writer. Si prevede uscirà all'inizio del prossimo anno, preceduto da un ep e da un 7 pollici natalizio.

- Le Man Avec Les Lunettes meets Bob Corn: ed è subito amore.
Update: la cronaca di Jukka dal MiaMi.

- Ho aggiornato da qualche settimana la pigra sezione fotografie e tra le aggiunte recenti ci sono anche quelle dal Popadelica Festival. Ne hanno subito approfittato i Detektivbyrån, stralunatissimo trio di Goteborg, che ora sul loro sito possono vantare le "photo by Lucio". Altrettanto hanno pensato bene di fare le nostre gemelline californiane preferite.

- Billy Bragg contro MySpace.

- Luca Sofri contri i dinosauri del (giornalismo) rock.

- Sun Ra, Billie Holiday, John Coltrane, David Murray, Thelonious Monk: tutti nel Jazz Supplement 2006 del Village Voice.

- Momento d'oro per El Perro del Mar, che negli stessi giorni si aggiudica un 8.1 su Pitchfork e suona live alla BBC.

- Dal mese scorso il sito di Vice Magazine è a forma di blog.

- Siamo tutti un po' di Barcellona. Qui alcune foto e un video a contorno delle parole di Colas dal Primavera Sound.

- Se non vi era bastato il bel post di Fabio De Luca sui Sonic Youth, qui Robert Christgau parla del loro ultimo album Rather Ripped ("The best band in the universe do their Brecht thing with hooks") e qui c'è una bella intervista di Playlouder ("We've done so much stuff with noise music in and around the band that it has become more experimental to not do that").

- «Il do it yourself
se mi scoraggia con i risultati
mi eccita per il suo essere, esistendo per produrre euforia
e legittimo se prodotto da euforici, solamente...
»

venerdì 9 giugno 2006

Almeno che si vinca

Breve comunicazione di servizio: ho appena scoperto che polaroid alla radio per quest'anno è già concluso.
Popolare Network seguirà in diretta i mondiali con le cronache del Bar Sport di Sergio Ferrentino, Giorgio Lauro e Marco Ardemagni, e quindi anche la programmazione di Radio Città del Capo si adegua.
L'ultima finestra che il calendario mi concede è quella di venerdì 16 giugno (almeno per i saluti!), sera in cui saranno miei graditissimi ospiti i ragazzi della Kirsten Postcard Records e Salvatore di Indiepop.it

ps: per gli appuntamenti di questo fine settimana ha la delega Inkiostro.
"La tua bellezza è un pugnale che io punto alla mia gola"

 Eagle*Seagull Perché utilizziamo così tanti paragoni parlando della musica di un gruppo? Mi vengono in mente subito due risposte. Da un lato, si cerca di ovviare al problema che la musica non è descrivibile in maniera diretta, se non per metafora. Dall'altro, è il tentativo retorico di far conoscere qualcosa a qualcuno tramite ciò che già conosce.
Così ora, presentando gli Eagle*Seagull (l'asterisco in mezzo al nome non ha alcun significato, per ammissione dei diretti interessati), potrei buttare subito lì i nomi maiuscoli di Wolf Parade e Arcade Fire, evitando la fatica del descrivere e lasciando alla vostra immaginazione e al vostro download il resto del lavoro.
Ma a me non bastano un paio di paragoni illustri per arrivare in fondo a un disco di quasi un'ora per una decina di canzoni. Trascurerei così la parte migliore del lavoro di questa band di Lincoln, Nebraska, che consiste proprio nel saper misurare toni e ritmi, spingendo ora sui tasti della drammaticità, ora su quelli dell'orchestrazione più nervosa.
Gli Eagle*Seagull, infatti, trovano sempre il modo di raggiungere quella forma di trasporto che fa dimenticare la complessità dello sfondo. Merito della voce di Eli Mardock, della leggerezza melodica che le canzoni mantengono anche nei passaggi più torbidi, e delle diverse sfumature che gli Eagle*Seagull sanno imprimere: oltre ai riferimenti già citati, dietro Hello Never si avverte il passo scanzonato di una Range Life, e non possono non venire alla mente gli Interpol all'attacco di Heal It Feel It, mentre su Last Song o Ballet Or Art emergono anche certe atmosfere alla Cure.
Non male per un gruppo al debutto che si definisce "a bunch of dorks writing songs". L'album omonimo, uscito sul finire del 2005, sarà ristampato dalla Red Eye il prossimo agosto. Qui il loro myspace, e qui un po' di mp3:

Your Beauty Is A Knife I Turn On My Throat
Photograph
Death Could Be At the Door


 Eagle*Seagull

giovedì 8 giugno 2006

Storia d'amore e di coltelli (1)

 Knifeville Più a nord e più a est esiste un luogo che non ho mai visto, ma che non sento affatto lontano. Si chiama Maniago e l'indicazione prosegue con "Città dei coltelli". Lassù ha sede Knifeville, che definire etichetta discografica soltanto perché pubblica dischi mi pare un po' riduttivo.
Primo perché si tratta, anche formalmente, di un'associazione culturale. Secondo perché chiunque faccia e promuova cose di questo genere nella propria provincia ai miei occhi appartiene di diritto a un'altra categoria, e tende all'epica del rock.
«Abbiamo deciso di iniziare a pubblicare dischi quando ci siamo stufati di sentire ottimi gruppi con ottime canzoni rimanere confinati nelle sale prove di Maniago, e sciogliersi senza avere registrato niente.»
Ditemi se esiste oggi motivo migliore e più ammirevole per mettersi a stampare dischi e organizzare tour e concerti. Non credo poi sia un caso che il cd che sto ascoltando ora sia arrivato da Maniago al mio stereo tramite le mani di Tiziano della nostrana Fooltribe. Qui c'è materiale a sufficienza per un'intera puntata di Linea Verde nell'Italia del DIY.

 Ten Thousand Bees - 'Polar Days' Il cd che sto ascoltando ora si intitola Polar Days ed è il debutto dei Ten Thousand Bees. Sei canzoni che si muovono tra spigoloso indie (come la frenetica e al tempo stesso pacata June) e più morbido post-rock, addolcito anche dalla presenza di vibrafono e farfisa, e dagli interventi di una voce femminile.
Parte del fascino di questo disco si gioca proprio nel contrappunto tra le voci di Andrea Poddighe e Cristiana Basso Moro, mentre nei momenti più tirati chitarre e batteria scandiscono uno spazio ampio e netto, dove al vibrafono tocca il frequente compito di gettare luce. La conclusione è affidata a due dilatati episodi strumentali, il cui crescendo non degenera mai, come sarebbe facile aspettarsi, quasi una puntuale e misurata descrizione d'ambiente.
Mi chiedo quanto le canzoni di questo disco siano un ritratto di quelle terre settrentionali che non ho mai visitato. Di sicuro non si avverte alcuna "claustrofobia della provincia", anzi. Fate viaggiare questo disco, fategli percorrere tutte le statali e le strade basse che partono da quel luogo affilato. Vi porterà lontano.

*** I Ten Thousand Bees saranno in concerto questa sera all'XM24 di Bologna, insieme ai Thousand Millions. Ci si vede là.

mercoledì 7 giugno 2006

Murato VS. Il Settantasette

Un paio di rapide ma necessarie segnalazioni per questo ubiquo mercoledì bolognese.

1) A partire dalle 21, presso il circolo ARCI La Grada (Via della Grada 10) quei mattacchioni della Trovarobato metteranno in piedi l'ultima registrazione di Magazzeno Bis in città (prima della parentesi estiva che vedrà un "Magazzeno bis speciale Estate" dal vivo ai festival MiaMi, Itinerario e Arezzo Wave).
Il Magazzeno Bis di stasera sarà interamente dedicato alla Bologna musicale di fine Anni Settanta e potrà avvalersi delle parole e della musica di Freak Antoni (Skiantos), Giorgio Lavagna (Stupid Set, Gaznevada), Marco Bertoni (Confusional Quartet), Giampiero Huber (Stupid Set), Roberto Terzani (Wind Open), Enrico Serotti (Stupid Set).
Interverrà anche Oderso Rubini, fondatore dell'Italian Records, e autore, assieme ad Andrea Tinti, del fondamentale libro Non disperdetevi. 1977-1982 San Francisco, New York, Bologna, le città libere del mondo.
Sarà un Magazzeno Bis particolare anche perché per la prima volta la puntata sarà aperta a un pubblico "allargato" (ingresso gratuito con tessera ARCI).

2) Nelle stagioni passate La Grada aveva ospitato anche memorabili serate della rassegna Murato, che proprio questa sera, nella nuova sede dello Zò Caffè, chiude un'altra gloriosa annata. Ospite migliore non poteva esserci: da Oakland ritorna Nedelle, dolcissima cantautrice che già ci aveva fatto innamorare la scorsa estate.
Nedelle sarà accompagnata dalla concittadina Amy Blaustein, componente del progetto Spiritual Heaven, che presenterà le proprie composizioni soliste.
Ad aprire la serata Mimes Of Wine, progetto di Laura Loriga (piano e voce), accompagnata da due membri di Juniper Band.
Prima e dopo i concerti dj set di FedeMC, che nel pomeriggio ospiterà Nedelle negli studi di Città del Capo Radio Metropolitana

martedì 6 giugno 2006

I wish they all could be California twins

 The Ian Fays  The Ian Fays

Chissà cosa ricorderanno di questa primavera le poco più che ventenni gemelline Sara e Lizz, from Arcata, California, cuore della band The Ian Fays.
Forse le settimane di maggio passate a girare l'Italia per presentare dal vivo il loro album di debutto, quel The Damon Lessons che sin dal primo istante mi aveva abbracciato. Una serie di concerti di cui hanno perso il conto. La folla che aspettava Babyshambles e davanti alla quale hanno intonato le loro fragili ballate. Le notti al Covo. Big Mama sì-sì. La lunga lista di radio sessions seguite a questa. L'invenzione dell'aperitivo e i brindisi sulla spiaggia. I ragazzi che ci provavano al banchetto del merchandising. Tutte le parole che rotolavano lungo la strada, tutti i discorsi da macchina che non conosco la mattina dopo aver suonato e fatto festa.

 The Ian Fays  The Ian Fays

Nessuno che abbia incontrato le Ian Fays durante queste settimane ha potuto fare a meno di sorridere dicendo quanto erano carine e adorabili.
Così questa sera al Sesto Senso (Via Petroni 9/c, Bologna), a partire dalle otto, è sembrato davvero opportuno organizzare una sorta di Goodbye Party per il loro ultimo concerto (probabilmente con una formazione allargata), in occasione del quale saranno anche accompagnate dagli Staff. Non mancheranno poi altre sorprese e la partecipazione di altre band di casa Homesleep (il titolo del post è un bell'indizio).

 The Ian Fays  The Ian Fays

In attesa di vederle di nuovo in tour in Europa, e questa volta al completo, il prossimo autunno (altre due "sorelline" Fays: il nostro cuore potrà reggere?), vi lascio con l'anteprima del video di Sixteen Weeks, una piccola meraviglia di delicatezza.

 The Ian Fays - 'Sixteen Weeks' (video)
The Ian Fays - Sixteen Weeks (video)



(ps: le Lomo sono come sempre dell'ottimo Lucio, che ringrazio. Per la band californiana è praticamente già una consacrazione.)

lunedì 5 giugno 2006

Polaroids from the web

- Gli Human Television avevano già diffuso qualche tempo fa un bollettino che invitava i giornalisti a evitare di scrivere articoli su di loro, se non potevano fare a meno di tirare in ballo i più scontati luoghi comuni (tipo quelli che ho usato io, per esempio). Ora si occupa della band di Philapdelphia anche Tuning Fork, che "recensisce la recensione" di Pitchfork.

- Indiepop.it da questo mese cambia pelle. Salvatore fornisce qualche anticipazione.

- Jukka a proposito dell'ultimo disco dei Radio Dept.: ecco spiegato il maltempo di questi giorni.

- Degli "special thanks" che gli Hemstad rivolgono a chi acquista il loro folle e divertentissimo disco aveva già parlato Elena qui. Non so se sia successo anche a lei, ma poi a me il disco arrivò in una busta incredibilmente gonfia e pesante. Il packaging era rinforzato con due giri di nastro adesivo. Già pregustavo il bonus di qualche simpatico merchandising, un premio a tanta devozione. Invece, strappando con forza la busta, volò fantozzianamente in giro per la stanza una nuvola di coriandoli e stelle filanti. A pensarci bene, la cosa più appropiata per la loro musica. Pa-papa-paaa-papapa-pa-pa....

- Dagli stessi Hemstad proviene Chris Magnusson, che ha dato vita a un tremendo progetto parallelo di technopop: Das Kometen.

- Valido è andato al Gods Of Metal.

- "Roba che faccio quando mi annoio": Thom Yorke a proposito del suo primo album solista.

- Come scrivere una canzone oggi.

 Il computer di Lego di Gecco - Gecco si è costruito un meraviglioso computer tutto fatto di Lego.
Non perdetevi le foto!

- I Love Is All hanno firmato per la Parlophone. Nuovo singolo e ristampa in arrivo, più altre buone notizie dalla loro vecchia label What's Your Rupture.

- Secondo un ricerca dell?istituto eMarketer, entro cinque anni il mercato mondiale della musica scaricata col telefonino passerà dagli attuali 434 milioni di dollari annui a 7,7 miliardi (con un aumento di oltre il 1500%). Ma voi conoscete qualcuno che lo ha mai fatto?

- I segnali della fine del "word of mouth" in musica, come lo abbiamo conosciuto in questi ultimi anni, si stanno moltiplicando da un po' di tempo. Il più recente porta il nome (a me sconosciuto) di Sandi Thom, forse l'ennesima truffa del rock'n'roll, che stavolta arriva via web, myspace e download truccati. Ne parla il Guardian qui e qui.

- «C'è un momento in cui uno si rende conto che le cose che desidererà dalla vita saranno difficili da trovare, più difficili da trovare della media delle cose che la gente in genere desidera dalla vita».

giovedì 1 giugno 2006

Real Mess
Quattro chiacchiere con gli Hot Gossip

 Hot Gossip - 'Angles' Ho l'impressione che se gli Hot Gossip potessero disporre dell'abbondanza di mezzi, supporto e fanatismo di cui godono gli Yeah Yeah Yeahs (visti ieri sera al Rolling Stone abbastanza migliorati dopo la deludente comparsa bolognese di due anni fa), qualunque rivista musicale e/o di moda del pianeta si dimenticherebbe di Karen O nel tempo in cui lei si toglie lo scialle di strass, e dedicherebbe agli Hot Gossip titoli che cominciano in copertina e vanno avanti per quattro pagine.
Certo, avere casa a Manhattan è un bel vantaggio se si parla di rock'n'roll. Purtroppo, però, ogni discorso riguardante gli Hot Gossip sembra portarsi sempre dietro qualche dissimulata forma di vaga remora per la loro provenienza geografica. Ma mi chiedo quanti, ascoltando canzoni che sconquassano come Stab City, Real Mess o Do It, perderebbe tempo a ricordare che i tre sono italiani e non si butterebbe invece a ballare ovunque si trova come se non ci fosse domani.

Gli Hot Gossip hanno da poco pubblicato per Ghost Records il loro album d'esordio intitolato Angles, e questa sera saranno in concerto all'Hana-bi di Marina di Ravenna supportati dai "nostri" scardinatissimi Staff. Il sottoscritto avrà l'onore di mettere dischi all'aperitivo e prima dei live. Dopo due set del genere credo che francamente resterà di me ben poco, ma se c'è tempo si prosegue con le danze.

(Alle pecorelle smarrite che si lamentano del tempo e staranno a casa per il freddo, ricordo una delle migliori serate dell'estate scorsa, quando all'Hana-bi gli Art Brut suonarono sotto la tettoia davanti alla spiaggia per i sopravvissuti di un temporale di proporzioni bibliche, e fu un evento memorabile.)


Hot Gossip - "La Mort"



Sono davvero convinto che quest'anno dalle nostre parti usciranno ben pochi dischi rock tanto poderosi e divertenti quanto quello degli Hot Gossip, e perciò (dopo aver già importunato telefonicamente il batterista Luca Fontaneto qui) mi è sembrato opportuno rivolgere qualche domanda al cantante e chitarrista Giulio Calvino, per lasciarlo presentare a lui.

- Descrivendo il vostro album "Angles" tutti parlano di post punk e garage. Se qualcuno per scherzo lo definisse "dance", visto che è impossibile ascoltarlo e restare fermi, voi come la prendereste?
- Ovviamente non è quello il background da cui proveniamo e che ha ispirato il disco, però è anche vero che le persone hanno iniziato a prendere piu confidenza con il suono punk, mentre prima erano rassicurate solo dai beat quadrati della house. I tempi cambiano, immagino.

- Il titolo "Angles" è un'arguzia per prevenire chi avrebbe liquidato la vostra musica come "spigolosa"?
- Sicuramente c'era quello, e c'era anche che ci piaceva il gioco di parole "angeli / angoli". Molti confondono il titolo e la cosa ci fa piacere: creare quella confusione tra due parole così piene di significato, e che io penso rappresentino il disco.

- Gli Hot Gossip esistono da meno di due anni ma dimostrano già una maturità e uno stile che molte band (e non solo italiane) dovrebbero invidiare. Quanto conta (se conta) l'esperienza accumulata nelle band di rispettiva provenienza (ovvero Candies e Fog In The Shell)?
- Non lo so, per noi è stata una gran botta. Ci siamo trovati in una saletta prove durante un'estate, abbiamo alzato gli amplificatori a manetta e sono venuti fuori i pezzi che compongono il nostro primo EP uscito per Eatenbysquirrels. Era una cosa molto casalinga, ma molto ruvida e potente. Per noi è stato un incontro dinamitardo.

- Da quando avete fatto partire il calendario dei concerti non vi siete praticamente mai fermati, e avete appena portato la vostra musica anche in Gran Bretagna. Quanto è importante per voi stare in giro a suonare e come cambia la vostra musica?
- Per noi fare musica è suonare, e tanto, in posti anche molto lontani. È l'energia che spinge tutto, senza di quello noi non esisteremo. Hot Gossip senza concerti sono come la Sacher senza panna, la piadina senza nutella, la Bella Helen senza il Gianduia, la zuppa di frutta senza la frutta, Romina senza Albano, la Maugeri senza gli occhi da cerbiatta (questa la capiamo in tre).

- Siete di solito abbastanza restii a citare influenze e riferimenti musicali: almeno potete dire cosa state ascoltando sul tour-bus? E che libri vi siete portati dietro?
- A me non piace leggere. A volte nemmeno ascoltare. Nel tour bus ascoltiamo davvero di tutto, proprio perchè ci stiamo un bel po' di tempo, e quindi servono tanti generi. Prediligo la roba tranquilla, bluegrass, swing (Django Reinhardt), jazz fino all'hard bop (soprattutto se non c'è traffico e sono rilassato), oppure roba più dura, Blood Brothers, Locust. Ma tutto dipende dal mood generale dalla giornata e dalle ore di viaggio sulle spalle. Spesso lo stereo rimane spento.

- Non avete un sito web vero e proprio ma un'affollatissima pagina su myspace. Conta di più, per voi, questo tipo di promozione, ovvero l'ormai risaputo "word of mouth", oppure la possibilità di contattare direttamente centinaia di vostre fan?
- Sicuramente myspace è un fenomeno sociale che in futuro verrà rianalizzato per capire davvero cosa sia successo in questo periodo. Di certo il social networking non è mai stato così potente e così insito nei costumi di persone così diverse tra loro ma infondo così uguali. Per i gruppi e molte altre entità "artistiche" o di "intrattenimento" (da locali e festival a fotografi e artisti) è diventato un modo ancora più democratico di interagire con i propri ascoltatori.
È il classico esempio di suonare su un palco alto quasi 2 metri sulla folla e distante 8: in quella situazione è impossibile percepire le persone. Suonare senza palco con le prime file a 20 cm da te è tutta un'altra emozione. E noi preferiamo stare a 20cm e sudare con chi ci ascolta piuttosto che su un palco enorme coi ventilatori. È questione di sensazioni, e per noi non sono importanti, sono fondamentali.

- Nel booklet del cd i testi sono stampati tutte sovrapposti: è un modo per dire che nelle vostre canzoni le parole contano di più?
No, ci piaceva l'idea di prendere delle parti di testo selezionate e sbatterle lì. Ho pensato che fosse un po' troppo "autocelebrativo". A dire il vero, non mi è mai piaciuta l'idea di scrivere i testi per intero. In questo modo però abbiamo fatto in modo che i ritornelli fossero comunque scritti per dare l'opportunità all'ascoltatore di capire il senso generale del pezzo.

- E per concludere, il classico "cosa cantate sotto la doccia?" (non vale rispondere "non facciamo la doccia").
Mah, in effetti noi usiamo solo Jacuzzi, e io generalmente canto i Guns'n'Roses.

- Grazie, ci si vede sotto al palco a sciabolarsi.
- Sì, esattamente. Ci saranno grossi problemi di ordine pubblico, come al solito.