Zeigeist
Electro pop. Or pop electro.

 Zeigeist Non sono sicuro che si possa attribuire solo all'eccessivo caldo il fatto di parlare di electro per due post consecutivi. In ogni caso, si tratta di notizie risalenti ormai a sei mesi fa, e potrei sempre rispondere che era da tanto che volevo raccontarvi degli Zeigeist.
Del resto, un certo sfasamento temporale e altrettanto gusto per l'equivico sono d'obbligo, se ciò con cui si ha a che fare risponde al nome di - ripeto - Zeigeist. Proprio così, senza la "t" in mezzo.

La storia pare cominciare all'inizio di quest'anno, quando qualcuno diffonde in rete una copia dell'album dei Knife con una dodicesima traccia fantasma, intitolata ironicamente F as in Knife. Molte recensioni ci cascano.
È uno strano ibrido tra la Kate Bush di Running Up That Hill e i New Order di Bizarre Love Triangle, con una voce piuttosto simile a quella di Karin Andersson, che suscita non poche curiosità.
Gli indizi portano a Göteborg, e precisamente al club GayStraight2Hell, dove si esibisce un collettivo di musicisti, ballerini, attori, designer e altri tipi mascherati. Gli Zeigeist, appunto.
Il riassunto di tutta la faccenda e alcune utili divagazioni li trovate qui.

Gli Zeigeist hanno in serbo anche una cover di Kylie, un pezzo che comincia pari pari a Den Harrow, qualche altro plagio sparso fra Christina Aguilera e i Bee Gees, e un album entro la fine dell'anno.
Intanto potete ascoltare il presunto fake degli Knife, Tar Heart.

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