mercoledì 25 maggio 2005

Affittasi ubiquità
(Permute d'assenza / cedesi commiati version)

Dopo diversi mesi di trattative a distanza, la redazione di polaroid finalmente si riunisce in assemblea, perciò nelle prossime due settimane circa gli aggiornamenti qui potrebbero essere abbastanza carenti, così come le risposte alle mail.

Va da sé che, non appena sono state scelte Perth e la costa della Western Australia come location più appropriata per il business meeting dello staff dirigenziale, qui a Bologna hanno messo in programma quei cinquanta sessanta eventi-assolutamente-imperdibili che renderanno il vostro finale di stagione memorabile.
A una prima occhiata si segnalano (e si perdono):

25 maggio, Club74/Murato - MASHA QRELLA + Luciano Chessa
26 maggio, Estragon - THE KILLS + Scout Niblett
28 maggio, Covo - ADAM GREEN
28 maggio, Villa Serena - GOODMORNING BOY
29 maggio, Giardini del Baraccano - DANIEL JOHNSTON (a ingresso gratuito)
1/2 giugno, Bologna - Parco Nord - Flippaut Festival (di cui non mi importa nulla se non che la prima sera pare sia annunciata addirittura la presenza di Simona Siri per andare a ballare con i 2 Many DJs al Link)
3 giugno, Link - 13 & GOD + BOY IN STATIC

E sicuramente dimentico qualcosa.
Coloro che hanno accesso a queste pagine, e che si fanno di nebbia il resto dell'anno, sono pregati di dare adeguata copertura degli eventi.
Arturo, per ogni evenienza, hai un conto aperto a banco. Lucio voglio vedere la Lomo fondersi per il superlavoro. Fabio, avanti con il paglione, c'mon!

Ciao a tutti, ci si vede presto, due punti, trattino, parentesi chiusa.

martedì 24 maggio 2005

Innamorato di Kirsten

Kirsten di solito si sveglia tardi, e spesso trova libri sparpagliati sul tappeto.
Poi scende di sotto a prepararsi un caffè e a controllare la posta.
Kirsten si sveglia presto solo il martedì, quando deve andare alle lezioni di piano.
Si è innamorata del piano ascoltando The night before she leaves dei Trembling Blue Stars, trovata in una cassetta che le aveva fatto un suo amico, anni prima...

Se volete sapere come continua la storia, andate a vedere il sito della nuovissima Kirsten Records, etichetta devota all'indiepop e, udite udite, tutta italiana.
I primi due ep delle altrettanto italiane band Sad Snowman e Silent Bliss sono già disponibili per il download.
E se vi perdete c'è una geniale mappa di Stoccolma che vi aiuterà.
The Lucksmiths live

Come colonna sonora per le foto de La Laura scattate qualche settimana fa (e in attesa di leggere l'intervista sul prossimo numero di LosingToday), in quella miniera di informazioni e musica che è Bradley's Almanac potete scaricare un concerto dei Lucksmiths tenuto al PA's Lounge di Somerville, in Massachusetts, lo scorso 7 maggio (e nello stesso post ci sono anche Ladybug Transistor e Pipas!).
Edifici, alberi e interrogativi

"Quattro uomini, con lavori, responsabilità e famiglie, hanno deciso di formare i Buildings & Trees per dimostrare al mondo di non avere niente da provare".
Si presenta così questa band indiepop proveniente da Stoccolma e io non ho idea del perché ci sia una cartella di loro mp3 questa mattina sul mio desktop. Era un appunto per il blog? Mah.
Sul loro sito c'è un intero album da scaricare e pure alcuni extra registrati l'altro giorno.

domenica 22 maggio 2005

Cinque pezzi facili

Tutta colpa di Nin-Com-Pop. Non facevamo una catena di Sant'Antonio su polaroid dai tempi di Bloggando...

1. Volume totale dei file musicali:

Dunque, qui a casa ho 16,3 giga divisi in 266 cartelle per un totale di 3402 file.
Un altro giga circa sul pc dell'ufficio.
La cartella volante di Soulseek, dove si smista temporaneamente il principale traffico in entrata e uscita, al momento è sui 3 giga, 60 cartelle, 728 file.

2. L'ultimo cd che ho comprato:

AA.VV., A house full of friends, la doppia compilation celebrativa della Magic Marker Records uscita da poco (in realtà devo ancora dare i soldi a Lucio).

3. Canzone che sta suonando ora:

Spaghetti Vabune, Pastel Popcorn Spring Day (l'ho messa su prima solo per poterla scrivere qui)

4. Cinque canzoni che ascolto spesso e che significano molto per me:

Proprio perché hanno significato molto non è che che le ascolti così spesso: Dinosaur Jr., Out there; Pavement, Here; Beatles, In my life; Aphex Twin, Girl/Boy; The Smiths, Heaven knows I'm miserable now.
E comunque, far scegliere solo cinque canzoni dopo che hai chiesto a uno quanti giga di roba tiene nel computer è una beffa.

5. Le cinque persone a cui passo il testimone:

Piste, GradoZero, Das Kleine Chaos, Desperate Youth, Valido.
Non me lo perdoneranno, lo so.

venerdì 20 maggio 2005

I link per la pausa pranzo

- Non s'era mai visto: sesso e giornalisti musicali.

- La Sub Pop lancia un concorso di air guitar per promuovere il nuovo singolo dei Kinski (via Low Noise).

- "Giochetti per indie-rock loser": carta sasso forbice con l'iPod (via LHB).

- Il gelo su Torino... Enzo che fai?

- Su M!DIG scopro che i Meanwhile Back in Communist Russia hanno cambiato nome e ora sono diventati i Mesaplex.

- Da umanuvem: due post dove scaricare una quantità di remix di Emiliana Torrini usciti per FatCat nel 2000.

- "It's about ordinary moments turned into the extraordinary. It's about emotional attachment to place and time and the things that people our lives like passing Polaroids already fading in the light": Alistair Fitchet ascolta i Deloris.

- Hello! Surprise!, praticamente le pagine gialle della musica svedese, sta mettendo in piedi un mail order.

- The Boyfriends: il loro nome è scritto in piccolo nella scaletta di Glastonbury, ma suonano sul John Peel Stage. Hanno alle spalle un 7 pollici in split con Long Blondes (band inglese di prossimo hype) e dalle nostre parti li spinge Foreign Affairs. La loro Once Upon a Time è un bel pezzo brit pop.

- "How do laptop acts play live? Drums, lots of them": sul Village Voice, ottima recensione del nuovo live di Caribou.

- Secondo Popbitch, è stato chiesto ai Delgados (da poco sciolti) di scrivere le musiche per il prossimo album delle Sugarbabe...
Sempre dalla stessa fonte, la barzelletta del giorno:
Due DJ decidono di uscire una sera. Uno chiede "andiamo al cinema?" e l'altro risponde "uhm, non so, chi è il proiezionista?".

- Sun AM, il loro singolo dell'estate scorsa l'avevamo passato non poche volte in radio (complice anche un azzeccato advertising su LosingToday), ora i Moonbabies pubblicano un nuovo minialbum e hanno aperto un MySpace.

- Non sapete cos'è MySpace? Questo articolo su Wired spiega quel che c'è da sapere sulla nuova frontiera del social network musicale DIY.

- E per finire, annoiatevi con tutte le risposte alle vostre domande sulla storia del Pop.

giovedì 19 maggio 2005

Ho visto la luce?
Out Hud + Disco Drive, live @ Link - 18 maggio 2005

Il light designer del nuovo Link andrebbe arrestato con l'accusa di disastro ambientale.
Il posto pare molto bello, ancora freddo e con alcuni dettagli da aggiustare ma chiaramente parecchio sopra gli standard ai quali siamo abituati.
Quando arriviamo è ancora chiuso e la prima cosa che mi colpisce è la totale mancanza di gente minimamente allegra per la serata. Tutti nervosi, tutti agitati, corrono come pazzi, sbattono le porte, spiegano chi sono all'immancabile armadio di colore addetto alla security. Persino il buon Amedeo è stato contagiato dal clima e non riesce nemmeno a leggere la lista accrediti (peraltro lunga come l'elenco dei samples di un disco degli Avalanches).
Ad aspettare lì fuori, insieme a FedeMc e Valido che citano a memoria le peggiori battute di Team America, ti viene proprio voglia di tornare verso casa e magari di fermarsi a bere qualcosa in una bettola.

Il concerto dei Disco Drive è disturbato da alcuni fastidiosi problemi tecnici. E poi c'è il fatto di averli già visti in posti come l'Ekidna o il cortile del cinema di Finale Emilia: lì, in mezzo a tutto quel cemento, su quel palco da set televisivo e con quelle luci da tortura sparate dritte in faccia, io (ma non sono il solo, direi) non riesco a scaldarmi a dovere né a muovermi, nonostante l'evidente impegno del trio torinese.
Menzione d'onore per le locandine in stile pennarello Carioca del tour di supporto al nuovo album What's Wrong With You, People?, piccolo gadget che conferma il gusto, lo stile e la cura per i dettagli della sempre più lanciata scuderia unhip records (sulla quale prossimamente debutteranno anche The Death Of Anna Karina).

Cerco di sollevarmi facendo un giro a banco, ma lì scopro che non tengono un prodotto di pur largo consumo come il Jack Daniel's. Al momento c'è appena mezza bottiglia di J&B. E rum soltanto bianco. La barista mi spiega che lo fanno perché altimenti dovrebbero alzare troppo i prezzi dei drink, e in un posto come il Link questo è complicato. La logica un po' mi sfugge ma ripiego su una birra piccola che contribuisce a farmi addormentare ancora di più.

Intanto il posto si è riempito (è quasi l'una), ci saranno circa 200 persone ma contando gli amici e la stampa chissà se il buon Giovanni sta pareggiando le spese. Qualcuno nota la sconsolante predominanza di braga, del resto comprensibile visto che almeno la metà degli uomini presenti fa l'organizzatore di eventi al Link stesso.

Gli Out Hud sono nel luogo adatto per predicare ai convertiti, come si suol dire, e infatti le prime file ballano dal primo minuto, senza nemmeno il tempo di urlare "Dacce er martellone", dal momento che per gli Out Hud martellone is all about.
Formazione a cinque, dove al posto della batteria, nel cuore del palco, risiede un immenso deck da cui nasce la maggior parte del suono. Il bassista resta buona parte del tempo nascosto sotto un minaccioso cappuccio e mena mattoni su mattoni.
Le due ragazze in linea dietro le tastiere (una suonerà anche una specie di piccolo violoncello elettrico) e, come da foto, Phyllis decisamente più carina, rotondità reggae e capelli che danzano, Molly occhiaie paurose e visibilmente provata.
Alla nostra sinistra Nic Offer, già nella consueta versione tarantolato come con i !!!. Qui i bpm sono più alti ma lui tiene bene il passo. Peccato che ogni tanto debba imbracciare (non si capisce bene per quale motivo) una chitarra che lo blocca un po'. Nei momenti cassa tutto buio e strobo è evidente che gli sembra di essere in paradiso, ed è una gioia per gli occhi.
Le voci delle due fanciulle dal vivo non brillano certo per potenza, ma di fronte a pezzi come It's For You o One Life to Leave poco importa. Quello che vorresti, mentre sei lì, accecato dalle luci e con il petto che pulsa di bassi, è ritrovare quei dischi che giravano alle feste prima della acid house e della techno, e ti vengono in mente solo etichette sbiadite dagli improbabili nomi come Baila Chico o Disco Dinamyte.
E alla fine, dopo un enorme crescendo che sembra non chiudersi mai e non lasciarti più riprendere fiato (e che spazza via gli ultimi che ancora non si stanno muovendo sotto il palco), anche 45 minuti di show sembrano la misura sufficiente per un gruppo come gli Out Hud.

martedì 17 maggio 2005

Maggio Murato (2)

Di recente ho notato in giro alcuni post che, con una certa ironia, ricopiavano stralci di comunicati stampa delle case discografiche, spesso demoralizzanti per quanto privi di qualunque passione o goffi.
Tutti problemi che invece non toccano l'Ufficio Comunicazione della unhip records, il quale per presentare l'imminente data bolognese di Out Hud e Disco Drive, all'interno della rassegna Murato (una di quelle serate da raccontare ai pronipoti) mette in campo la sua migliore retorica.

«Per la perdita della sua verginità in ambito di concerti "suonati" (Zorn che dirige una orchestra non è molto rock'n'roll, anche se "suonato") il Link ospiterà i protetti di unhip Disco Drive e i fenomenali Out Hud, per i quali il consenso sulla straordinarietà dei loro live è imbarazzantemente unanime. Meno conosciuti ma sicuramente più neurotonici e cutting-edge degli altri progetti di cui fanno parte i componenti di Out Hud (ovvero !!! e LCD Soundsystem).
Qui sotto tutte le info sull'evento e le indicazioni per raggiungere il nuovo Link. 10 euro, è mercoledì quindi non si inizierà ad orari indegni come accade nei weekend (apertura ore 22).
Non ci sono prevendite anche perchè per murare il Link ci vogliono millemila persone, quindi nessuna ansia di non riuscire a entrare o di vedere il concerto pressati come sardine. Massimo comfort e servizi igienici nuovi di pacca, carta igienica come se piovesse.
Cercate di non essere tra coloro che "hanno il pane ma non hanno i denti" e venite anche voi a scossare un po' la testa».

Aggiungo soltanto che lo stesso Giovanni Gandolfi metterà i dischi prima e dopo il concerto (e se proprio non ce la fa a fare tutto, gli daremo una mano io e Michele Restuccia), 'cezzzionale.
Mercoledì 18 maggio 2005 - ore 22 - ingresso 10 euro
LINK - via Fantoni 21, Santa caterina di Quarto - Bologna - tel. 051 6332312

Come arrivare:

dal centro: sempre dritto per via san donato, alle prime due rotonde seguire le indicazioni per "CAAB", superato il caab (grande centro agro alimentare che vedrete sulla sinistra) alla rotonda girare a destra seguendo l'indicazione "ASCOM" (piccolo cartello scritta gialla su nero). all'incrocio girare a sinistra e, superato il cavalcavia, la via d'accesso al link si trova subito sulla destra.

dalla tangeziale: uscita 8, seguire le indicazioni per "CAAB", superate due rotonde e superato il caab (grande centro agro alimentare che vedrete sulla sinistra) alla rotonda girare a destra seguendo l'indicazione "ASCOM" (piccolo cartello scritta gialla su nero). all'incrocio girare a sinistra e, superato il cavalcavia, la via d'accesso al link si trova subito sulla destra.
Crolli
Me and the Nineties (part II)

Oggi in treno ho letto quasi per intero l'ultimo saggio di Marco Belpoliti, intitolato Crolli e pubbicato da Einaudi.
I crolli sono (almeno) due e sono quelli che circondano e racchiudono gli Anni Novanta: da un pato quello del Muro di Berlino, dall'altro quello delle Twin Towers.
Belpoliti raccoglie i segni dei tempi cercandoli soprattutto nelle arti figurative, in certa letteratura e nella storia del pensiero, ma molte riflessioni si potrebbero ampliare ad altri campi della nostra vita, compresa la musica e la sua fruizione.
Non l'ho ancora finito ma mi sento già di consigliarlo (come faceva anche Davide Turrini qualche tempo fa).

Link:
- Lunga vita alla nuova carne! (alcune pagine in anteprima, poi finite nel saggio in altra forma)
- Sguardi sul nostro "tempo penultimo"
- un'intervista all'autore pubblicata da Miserabili

sabato 14 maggio 2005

Nessuno lo saprà

Non siamo riusciti a parlare molto del nuovo romanzo, né ci siamo mostrati campioni di sobrietà, però è stato parecchio divertente e, grazie a Giovanni Azzoni, abbiamo potuto ascoltare in anteprima alcune delle nuove canzoni che i Frida X suoneranno quest'estate, nel lungo tour di reading-in-concerto insieme a Enrico Brizzi.

La puntata di ieri sera è qui: prima parte (senza il live dall'Homework festival) - seconda parte - terza parte.
Le foto, come sempre, sono di Lucio.


venerdì 13 maggio 2005

Are you afraid of going outside?
Are you afraid of what you might find?

Mp3: The Ponys - I'm with you

The Ponys - 'Celebration Castle'La canzone perfetta per lasciare la pista vuota stasera e congedarsi come si conviene. Lo so, non la ballerete mai. Eppure dentro ci sono i votri Pavement, i vostri Cure, i vostri Dinosaur Jr. e i vostri Velvet Underground. E in cabina di regia c'è pure Steve Albini.
Il disco perfetto per questi giorni stracciati, carta vetrata sugli occhi, per uscire in maglietta perché ne hai voglia ed è maggio, cazzo, non importa se fuori è freddo, il disco perfetto per guidare agitato lontano dal tempo che non hai e che non smetti di perdere, il disco perfetto per tutte le cose che continui a dimenticare, il disco perfetto per non tenere insieme niente, troppe le pagine i nomi le strade, il disco perfetto per ricordare che, alla fine, all'ultimo scatto, potresti anche farcela.

I don't care what they do / as long as you're with me / and I'm with you.
La genesi della Creazione

La storia della Creation attraverso i suoi primi 50 dischi e altri link utili per sapere tutto sulla leggendaria label britannica fondata da Alan McGee: grazie a Indie-MP3.co.uk.

giovedì 12 maggio 2005

Affittasi ubiquità (reprise)

Mentre la primavera fatica a farsi strada nei nostri calendari, questi restano come sempre pieni di appuntamenti.

Per cominciare segnalo due eventi radiofonici ai quali tengo molto.
Il primo è per questa sera, a partire dalle 21, sulle frequenze di Radio Città Fujiko. A Glamorama, il programma condotto dalle sapienti voci di Arturo Compagnoni e Fabio Merighi, sarà ospite Matteo Agostinelli, voce e chitarra di Yuppie Flu, per fare quattro chiacchiere, presentare l'ultimo album Toast masters e soprattutto per suonare anche qualche canzone dal vivo. Io cercherò un posto nelle seconde file, a quanto pare addetto all'handclapping. Per chi non è dalle parti di Bologna c'è lo streaming e l'archivio mp3. E vi prometto che se da qui alla fine della stagione gli YF avranno una pausa dal loro tour, si ripeterà l'esperimento anche sulle nostre onde.

Domani sera, invece, qui a polaroid viene a farci compagnia Enrico Brizzi. Recherà con sé il nuovo fiammante romanzo Nessuno lo saprà e un po' di musica, tra cui sicuramente quella dei Frida X.
In principio di puntata ci sarà anche un collegamento con il Circolo Sesto Senso e trasmetteremo in diretta un po' dell'Homework festival, l'annuale rassegna di musica elettronica e video.

Per venire ai live: si comincia questa sera all'XM24 con quella che è stata annunciata come una "festa di chiusura della Phonoteca". In scaletta The Death Of Anna Karina, Marvin, Shub, Salomè e ovviamente i grandissimi CUT.

Intanto al TPO scenderà Dälek ("pronounced dialect") con il suo hip hop oscuro e soffocante, debitore tanto dei Public Enemy quanto di My Bloody Valentine e Glenn Branca, o almeno così dicono.

Domani svariate alternative: i più raffinati si godranno la celebrata MU al Cassero, mentre tutt'altro genere di femmine calcherà il palco del Covo: dalla Francia arriva l'ensemble Nouvelle Vague, per presentare la sua rilettura in chiave bossa e lounge di classici new wave e punk. Tanto per ricordarvi chi sono, qui ci sono un po' di foto tremanti e un paio di filmati (e qui qualche anticipazione di Fabio de Luca). A seguire, il sottoscritto (per l'ultima volta questa stagione) e il fidato Mr. Unhip metteranno un po' di dischi per voi.

Fuori città ci sono Pecksniff e Isabel At Sunset al Calamita di Cavriago (RE), oppure James Blunt (?) al Vox di Nonantola (MO).

Il sabato è tutto socialista e tascabile.
Al Covo infatti tornano, per acclamazione popolare, gli Offlaga Disco Pax. Dopo il concerto a mettere i dischi, tra gli altri, Arturo Compagnoni. Difficile credere che non si farà mattina anche stavolta.
Chi preferisce i ritmi in levare, invece, al PalaNord ritrova i cari vecchi Sud Sound System.
Dimentico qualcosa?

mercoledì 11 maggio 2005

From our correspondent on the West Coast
The Lucksmiths, All Girl Summer Fun Band, Tullycraft and Adrew Kaffer live at Berbati's Pan, Portland, OR - May 3, 2005

The show in Portland was great - Berbati's was less than half full and it really felt like a Tuesday night, but the bikes in the coatcheck and stories of people riding scooters from afar made the empty place feel warmer.
First up was Andrew Kaffer (formerly in Kissing Book) who played with a whole bunch of people at different times during his set (backup singers, Mark from the Lucksmiths, a violinist, steel guitar, etc...). The mixture of people led to a bigger sound and you could really feel it when they played a slightly funky lounge number that went "I wanna move in the business world the way I move when I'm with my girl".
All Girl Summer Fun Band was great as usual and even felt a little bit more rocknroll than the last time I saw them.
Tullycraft - I had "Superboy and Supergirl" on a tape way back in highschool, but haven't really kept up them since. So it was a pleasant surprise to see them on stage with 4-part harmonies and more guitar-power than ever before - no shoegazing jangly twee, this was all powerpop superrock. But still twee.
The Lucksmiths - I've never seen them actually up on a stage before. New kickass songs + having their amps and drums at ear level meant a really great sound. There was no crying or autographs, but I did sing along unabashedly and the fun and excitement of it reminded me how much more envigorating it is to see them live. The recordings are fantastic, especially this more heavily layered new stuff, but the trick is that when you see them live, they bring back the carefree energy of their early recordings and add it to the complexity and all around coolness of their new songs.

Brian Long


Ringraziamo per questo reportage Brian che ci scrive dall'Oregon. Hope to meet you someday, man!

(ps: ho trovato qualche foto della serata qui)
L'edicola di polaroid

- Rave per non udenti, le migliori torture con la musica e un articolo piuttosto noioso scritto dal fonico dei Sonic Youth dove si cita un disastroso concerto ad Arezzo: tutto questo e molto altro sull'ultimo Vice Magazine.

- A proposito del festival toscano: Pitchfork segnala questa data nel tour estivo di LCD Soundsystem e MIA: 07-15 Arezzo, Italy - Arezzowave. Qualcuno ne sa qualcosa?

- "Hanno chiesto di intervistare Brizzi e Bonvi": su Archivio Magnetico il diario della Fiera del Libro di Torino.

Interflug- "I watch people passing by": finalmente Giacomo è riuscito a mettere on line i suoi mp3.
Così ora potete volare a Helsinki e ascoltare anche voi My casio scripts, il primo demo di Interflug, "9 songs recorded in various bedrooms 2002 - 2005".

- Spernigato? - "Nel futuro dei bigliettini, per esempio, non c'era scritto che vi sareste visti una volta all'anno, come capita nel futuro reale". Avrei dovuto linkare anche io una cosa curiosa che risponde al nome di Spernigato, e ricordare, per esempio, che all'inizio di questo blog Erik fu nostro inviato a Porto Alegre. Invece vi invito a passare prima per queste parole di Madame Defarge.

- Con il numero di maggio Indiepop.it compie due anni! Auguri, régaz, e complimenti.

- Come si diceva qualche giorno fa, Love will tear us apart non morirà mai. Sean O'Hagan, sul Guardian, in un articolo molto lungo e molto bello ricorda quello che si può considerare un inno dei Joy Division.

- Sempre sul Guardian trovo il link a un blog interamente dedicato al Chelsea Hotel, il leggendario hotel di Manhattan.

- E a proposito di Manhattan e del Guardian: hanno mandato in giro per la città un giornalista usando solamente i blog come guida. Ehi, si potrebbe fare anche con Bologna, no? (via LHB).

- Emmebi segnala che sta prendendo forma il nuovo mensile di Repubblica, quello che sostituirà Musica.

- Non voglio sapere quale perversa strategia di marketing c'è dietro ma pare che Le Tigre stiano collaborando con Paris Hilton, la quale a sua volta dà scandalo nel nuovo video di Fatboy Slim.

- E per finire col botto: "Freedom, truth, beauty, justice"! la petizione per la frangetta di Alex Kapranos!

martedì 10 maggio 2005

HANG THE DJ
"Non ci interessa minimamente l'idea di ballo che circola nelle discoteche oggi. Il ballo è energia, esplosione di nervi e stomaco, non straniamento, nè evasione. E' un esperienza catartica, è abbandono. Il rock è innanzi tutto una musica da ballare, è nato per questo anche se la parola ormai è passata in mano a giocatori di poker anemici e senza nerbo. Noi vogliamo riportare l'essenza del ritmo nel rock"
Dance Disaster Movement - Blow Up n.84 pag. 18

Il prossimo che definisce orrenda la musica dei Television Personalities vince a scelta un week end col sottoscritto o la possibilità di ascoltare un disco dei Boredoms in cuffia col volume al massimo.
In entrambi i casi non sarà cosa piacevole.

sabato 7 maggio 2005

"Everybody wants to be a DJ"

Le sere che sbagli qualcosa sono anche le sere in cui impari qualcosa.
Per esempio, se non c'è pubblico da concerto (e ieri sera al Covo decisamente non c'era) è inutile cercare di riempire la pista con Pavement e Pixies come fai di solito. La gente che arriva dopo l'una è li per ballare Hey Ya, i Clash o al massimo Song 2 (dopo essere stata trascinata dentro dall'immancabile Just can't get enough lanciata da Mr. Unhip).

Chi ti viene a chiedere canzoni va trattato con gentilezza, dal primo all'ultimo (se è gentile a sua volta). Appena ti distrai o fai il figo e dici "sì sì, scusa, adesso devo cambiare il pezzo" ecco che sbagli traccia e ti parte un lento di Postal Service. La gente in pista si sparpaglia come palline di mercurio negli angoli della stanza. Il tipo che ti era venuto a chiedere per la terza volta gli Arcade Fire è ancora lì che ti sorride.

Il dj di un locale indie rock, rispetto al suo collega da club, ha la fortuna di non dovere sbattersi più di tanto sulla tecnica del missaggio. Ma l'importanza dell'accostamento dei pezzi è forse ancora superiore, perché il rapporto che il suo pubblico ha con ogni singola canzone è molto più complicato di quello del frequentatore della discoteca. Una settimana c'è addirittura chi applaude se metti Friday I'm in love, quella dopo sembra che i Cure non li conosca nessuno.

Gli Strokes sono quasi sempre una garanzia, bonus per i momenti difficili, e lo stesso pare anche Mr. Brightside dei Killers (i Bravery abbastanza no). Gli Yuppie Flu da queste parti sono una specialità della casa. Gli Smiths piacciono di più alle ragazze, che quindi poi si tirano in pista i ragazzi. Non trovare i Nirvana in certi momenti è un reato. Love Will Tear Us Apart non morirà mai. Il consueto finale con i Velvet Underground a luci accese ormai lo cantano tutti.

Venerdì prossimo metterò i dischi per l'ultima volta questa stagione, proprio dopo il concerto di Nouvelle Vague. Sarò all'altezza della festa? Avrò imparato qualcosa per allora? Per fortuna qui c'è sempre Mr. Unhip in versione Mr. Wolf...

giovedì 5 maggio 2005

Un tipo in piedi su una sedia in mezzo alla strada
Me and the Nineties (part I)

Chi ha memoria migliore di me saprà certamente collocare quelle immagini nel giusto contesto. Io credo di ricordare una trasmissione di Rai Due in tarda serata (forse ancora Mixer?) dove passarono un video che sembrava girato a Bologna.
Bologna per me era una fuga da scuola e attraversare in corriera un'ora di pianura. Ma quelle immagini dovevano venire da un posto molto più lontano, probabilmente dal futuro. E doveva essere successo qualche casino, perché erano tutti per strada, a Bologna, e c'era addirittura uno sopra una sedia che sparava rime sulla folla.
La mattina dopo in classe non stavamo fermi e continuavamo a cercare di ricordarci più parole possibile. Perché quel video traboccava di parole. Come i dischi dei Public Enemy che ascoltavamo, sì, ma queste erano in italiano. Erano chiare. Ripetevano Stop Al Panico.
Ho ritrovato quel video.

mercoledì 4 maggio 2005

Disenchanted hearts unite

Tullycraft - 'Disenchanted Hearts Unite'Cuori disillusi di tutto il mondo unitevi! È uscito ieri il nuovo album dei Tullycraft, storica twee band proveniente da Seattle, e si preannuncia già come uno dei ritorni dell'anno.
La All Music Guide gli ha subito regalato quattro stelle e mezzo.
Qui potete ascoltare l'mp3 di Rumble with the gang debs.
La prima canzone contiene il verso "Things were so much easier, back in 1993", e questo basterebbe a stendermi (si intitola Stowaway, è una delle cose migliori mai scritte da Tullycraft, e trovate l'mp3 nella colonna di sinistra della meravigliosa webzine Three Imaginary Girls).
Quasi ogni ritornello prevede un paio di "pa-pa-ra-paaa" e svariati battimani.
C'è una semi-cover dei BMX Bandits registrata dal vivo a una festa.
C'è pure una traccia intitolata Polaroids form Mars.
Aah, "fuck me, I'm twee"...
Maggio Murato (1)

Questa sera ritorna l'appuntamento con Murato, la rassegna di concerti imprescindibili organizzati da Mr. unhip Giovanni Gandolfi al Club74 di Via Della Grada 10 a Bologna.
Questa volta è il turno del progetto elettroacustico ENDE, che vede al suo interno Andrea Di Carlo (voce e chitarra) e Bartolomeo Sailer aka WANG INC. (elettronica). Presenteranno in anteprima i brani del loro album d'esordio A+B=Z, che conta tra gli ospiti anche Marcella Riccardi (ex- Massimo Volume, Franklin Delano) e Amaury Cambuzat (Ulan Bator).

Ad aprire la serata vedremo di nuovo YO HERVE, ovvero la nuova avventura musicale di di Kyle dei Fuck insieme a Lois Johnson, directly from San Francisco, in un set di laptops, voci, chitarra e percussioni. Ne abbiamo avuto una delirante antepirma venerdì scorso al Covo, e il contesto più sobrio del Murato di certo favorirà un più rapito ascolto.

Prima e dopo il concerto c'è pure FedeMC che mette i dischi. Non mancate.
Indie Label Radio

Microindie, Happy Happy Birthday To Me, Magic Marker, Matinee, Shelflife, Slumberland, Drive-In, Clairecords, Chocolate Hearts, Secret Crush e Candle...
Una radio che trasmette le canzoni di tutte queste etichette sarebbe il sogno di ogni appassionato di indiepop (e di almeno un impiegato stanco): finalmente esiste.

martedì 3 maggio 2005

But you may still slide

Va un po' così. Quei giorni di quasi estate in cui uno dei pochi mezzi sorrisi te lo regala una pubblicità alla televisione.
Per quei due che limonano tutto il tempo nello spot del Cornetto Algida, Badly Drawn Boy canta Donna & Blitzen.