giovedì 30 settembre 2004

Doing it for the cats

Sabato sera, nella Casa Coi Graffiti a Idice (BO), c'è una festa abbastanza imperdibile. Vi basti sapere che suoneranno:
- D BOONS (punk.bologna/modena con membri di Black Candy e Sumo)
- MERSENNE (power.indie.rock da Bologna)
- SKINNY LEGS (indie.lo-fi con membri di Pecksniff + presentazione del disco d'esordio in uscita su Recycled Music proprio sabato)

E se proprio ne volete ancora, dopo a mettere i dischi ci saranno Arturo Compagnoni e Fabio Merighi (Glamorama - Radio Città 103) e i sottoscritti polaroidi Enzo + La Laura.
La serata è organizzata da Oasi Felix e Gattorama per raccogliere fondi da destinare alla colonia felina Oasi Felix di Medicina (BO).
L'ingresso è in nice price a un euro, fate voi.

Indicazioni
1) da Bologna: Via Emilia direzione San Lazzaro, superata la frazione di Idice, prima del fiume che porta lo stesso nome volta a sinistra all'altezza del benzinaio API.
2) da Ozzano/Imola: Via Emilia direzione Bologna, superate il bivio per Monterenzio, poi dopo il fiume Idice voltate a destra sempre all'altezza del benzinaio API.
3) dall'autostrada: uscita San Lazzaro, prendete la Via emilia direzione Imola/Rimini, avanti per 3 chilometri e poi seguite le istruzioni al punto 1.
The indiest of the seasons

Domani sera riparte la stagione del nostro indie club preferito.
Aprono le danze (è il caso di dirlo) i Redworm's Farm e i Paperchase che presenteranno il loro nuovo split uscito su Robot Radio Records. Si preannuncia una serata di fuoco.
Ecco i concerti in calendario nel mese di ottobre al Covo Club di Viale Zagabria 1 a Bologna:

Venerdì 1: Paperchase (Kill Rock Stars) + Redworm's Farm (Fooltribe)
Sabato 2: To Rococo Rot (Domino rec.)
Giovedì 7: The Hunches (In The Red)
Venerdì 8: Riotmaker Night con Amari, Roundpear e Scuola Furano (+ polaroid dj set!)
Sabato 9: Pecksniff + Offlaga Disco Pax
Venerdì 15: Old Time relijun (K Records)
Giovedì 21: The Tunas
Giovedì 28: Norm + Tijuana Jazz Quartet
Sabato 30: T.Raumshmiere + Phon.o
Losing my edge

Secondo Popbitch l'etichetta di culto DFA (quella dei Rapture e di LCD Soundsystem, per intenderci) sarebbe stata acquisita dalla EMI in un "megabucks deal".

mercoledì 29 settembre 2004

A volte tutto quello che di cui hai voglia è in un disco di pop inglese

Ciccone, 'Eversholt Street'Il nome scelto dai Ciccone rimanda agli Stati Uniti, vuoi per la Veronica Louise, vuoi per l'estemporaneo divertissement che fu dei Sonic Youth. Ma i Ciccone sono inglesi fino al midollo e le 14 canzoni contenute le loro esordio Eversholt Street proclamano a ogni passo la propria fedeltà alla Regina e ai Clash, ai pub del venerdì sera e alle ballate di una chitarra scordata nei sotterranei della metropolitana.

Nella loro cameretta, proprio all'indirizzo di Eversholt Street, sarebbe stato inciso questo disco, e quasi si stenta a crederlo, dato che il risultato non mostra affatto tracce di bassa fedeltà, né suona troppo lontano da prodotti molto meno artigianali. Tanto per fare un esempio: credo che nel mio personale bilancio di fine anno, il disco dei Ciccone prenderà il posto di quello che non è stato l'ultimo album dei Libertines.

Certo, poi uno guarda il video fatto in economia, con quelle facce non proprio giovanissime, non proprio da rockstar, e ci può anche credere alla storia della cameretta.
Sarei davvero curioso di vederli dal vivo (oh, anche al Covo andrebbe bene, grazie) perché anche se non diventeranno mai gli Strokes sicuramente saprebbero come farci divertire.
Qui trovate un mp3 del loro singolo a presa rapida Look At You Now.
Fantasmi perturbati

I Perturbazione stanno scegliendo i brani per il nuovo disco e hanno le allucinazioni.
In ogni caso, salute mentale a parte, questa è una buona notizia. Restiamo in attesa della prossima uscita.
Ma tu che musica ascolti?

Avete presente quando cercate titoli di canzoni o nomi di gruppi su Google e vi saltano fuori delle pagine incomprensibili da un sito chiamato Audioscrobbler?
Anche voi come me non aveto capito nulla dopo cinque secondi e avete tirato dritto?
Ben, ora c'è Nin-Com-Pop che spiega come funziona.
"The best kind of weblogger"

La Pizia scova un test sui blog che mi conforta: nonostante polaroid, io starei ancora tentando "to have a social life".
Almeno secondo un punteggio di 56 su 100.
E voi, quanto siete Blogaholic?

martedì 28 settembre 2004

Hey, is this thing on?

D'accordo, l'Estragon non il miglior posto dove vedere un concerto, specie se si prevede il pienone e si sa già che ci sarà da sudare.
D'accordo, il biglietto non è dei più abbordabili.
D'accordo, è martedì e domattina in ufficio avrete l'aria stravolta.
Ma sapendo tutto quello che è successo la prima volta che li abbiamo visti, esiste qualche ragione al mondo per perdersi i !!! questa sera a Bologna?
Da non perdere (bis)

Il secondo numero dell'edizione italiana di Losing Today è finalmente uscito e (perdonate la vanità) mi piace anche più del primo.
Ne ha fatta una bella presentazione Mr. Shoegazer in persona, mentre su Sad Pandas ci sono un po' di mp3 per conoscere le band presenti nel cd allegato alla rivista.
Intanto, ecco un piccolo assaggio di quello che ci potete trovare...


Pecksniff, 'The book of Stanley Creep'Pecksniff, The book of Stanley Creep (Black Candy Records)

"Adorabili", è quello che mi ripeto ogni volta che ascolto i Pecksniff.
Se esiste un modo per tradurre in italiano "twee pop", allora è quello tutto sghembo che ha escogitato questa band di Parma, giunta al secondo album con l'attuale formazione, dopo l'incantevole autoprodotto Elementary Watson del 2003. Tra i Belle & Sebastian dei primi tempi, le cose meno sconnesse dei Moldy Peaches e certo scanzonato Syd Barrett, ciò che finora li ha contraddistinti è l'atteggiamento: come se il fatto di non essere più bambini fosse in realtà solo un gioco da bambini, anche in musica. E il gioco dei Pecksniff è pieno d'entusiasmo, sincero e allegro, ma mai sciocco. Le pagine del "libro di Stanley Creep" sono un po' come il bel libretto che accompagna il cd (con i disegni del cantante Stefano Poletti): quasi una versione naif di quel Bright Eyes che ha tante storie da raccontare come loro. Se avete avuto la fortuna di vederli in concerto, sapete che da un grande baule tireranno fuori i loro strumenti giocattolo, che vi faranno battere le mani con un sorriso felice e che vorrete cantare ancora con la Patty.
Adorabili.


Riccio Bianco, 'Palmanova'Riccio Bianco, Palmanova (Riot Maker)

Le macchine erano tristi quel giorno. Entrando nel laboratorio il dottor Riccio Bianco se ne accorse subito e capì che non sarebbe stato possibile portare avanti le ricerche in quelle condizioni. Decise che c'era una sola cosa da fare: partire per una gita da Palmanova a Dusseldorf. In auto i calcolatori si rilassarono e lungo la strada si conversò lietamente di cose come la parola perfetta ("ascella"), il cactus reale, garanzie a vita, whisky e videogames. C'era una chitarra scordata nel bagagliaio e si divertì parecchio anche lei. Qualcuno fece la voce grossa e qualcun altro la passò al vocoder. In cammino incontrarono un temporale che li fece arrivare dopo le otto, giusto in tempo per l'happy end tra Four Tet e Boards Of Canada. Nel corso di questa "storia d'amicizia e altri valori base della nostra società civile" il personaggio del dottor Riccio Bianco fu interpretato da attori diversi: Dariella e Cero, già componenti dei formidabili Amari, e da Zoraide (Ok No). La casa di produzione, manco a dirlo, era la leggendaria Riot Maker. Palmanova è un film di culto per le vostre orecchie.


The Hotels, 'Theory EP'The Hotels, Theory EP (Sentient Records)

Un pallido sole autunnale acceca la foto in controluce sulla copertina, un seppiato primo piano di una ragazza dall'espressione lontana e triste: immagine appropriata alle canzoni contenute in questo ep di debutto per i londinesi Hotels. Il quintetto si presenta come una versione britannica di Interpol, ma più diretti e immediati di questi nell'andare al cuore problema: suonare musica satura di malinconia senza perdere in ritmo, secondo la lezione che fu di Sound e Kitchens Of Distinction. La soluzione è nella formula (nota, ma non per questo scontata o semplice) di un suono di chitarre saturo, basso in primo piano e una voce al tempo stesso vibrante e distaccata, che qui a volte ricorda quella dei Gene. Il risultato c'è, con momenti impetuosi, come negli avvolgenti refrain o nel crescendo di chitarre davvero irresistibile della conclusiva Ocean Floor.
La domenica si fa il blog

La domenica non si lavora uscì nel 2000 ed è un romanzo che avrebbe meritato più attenzione. Oggi lo trovate già a metà prezzo (qui a Bologna, per esempio, nello scantinato di MEL). All'epoca lo regalai un po' in giro, ma evidentente (dopo un decennio a tratti insostenibile) era passata la voglia di stare ad ascoltare giovani scrittori.
Uno dei due autori di quel bel libro ora porta avanti un'agenzia letteraria e con le sue socie ha aperto anche un interessante blog.
Io ve lo segnalo, stavolta fate più attenzione però.
Quest'estate voglio andare al mare

Giuni Russo e Umberto Eco: il postmoderno e la nostra infanzia spiegati con le canzonette da Leonardo.

giovedì 23 settembre 2004

He' s in fashion

Sondre Lerche, quella specie di angelo che abbiamo visto cantare a Bergen, ha posato per il NY times. Oggetto: una breve storia della moda per la sezione collezione autunno new romantic.
Nonostante Sondre sia obscenely adorable, come c'era scritto su The modern age, a proposito di una sua performance live, e dove ho letto questa notizia, non sono i più i tempi da Glamorama in cui Christy Turlington in pantaloni di pelle si faceva fotografare per le pagine di Vogue, appoggiate a Bono Vox con la stessa disinvoltura con cui ci si appoggia al bancone di un bar, al terzo giro.

mercoledì 22 settembre 2004

Back on the Blob

Esultate!
Il buon Strelnik, "un fottuto romantico, che si leggerebbe tutto Eddie Bunker in ginocchio solo per il gusto di capirne la sofferenza, la rabbia e la laica resurrezione", ha riportato in vita il Blob of The Blogs, la prima forma di aggregazione nata tra blog italiani più di due anni fa.
La Quiete prima della tempesta

"Mi fa ridere vedere gente che si butta per terra prima ancora di cominciare a suonare".
(Jukka Reverberi a proposito dell'attuale scena italiana emo).
Come non essere d'accordo?
Musica per fulmini e nostalgia

The Go! Team, 'Thunder, lightning, strike'Nonostante la qualità del suono potrebbe illudermi del contrario, con un po' di disappunto devo convincermi che Thunder, lightning, strike dei The Go! Team non è una di quelle cassette che da bambino registravo di notte, quando certe radio di provincia trasmettevano misteriosi mix non stop.
In quelle cassette nessuno parlava, nessuno spiegava niente. La musica scorreva, avviluppata tra Sugarhill Gang, basi disco e bassi caldi, una voce che urlava "Can you feeeeel it?" e improvvisi break di James Brown che sconquassavano tutto. U-ah.

E sempre a quegli anni rimanda un equivoco sul nome dell'attuale gruppo inglese, che non è da confondere con quello del'omonima band fondata da Calvin Johnson e nella quale transitò per un istante anche Kurt Cobain.

E nonostante io continui a guardarmi indietro, il disco dei Go! Team è qui, oggi, e vuole farci divertire.
Ci riuscirà. L'impatto che avrà su di voi sarà come quello della valanga Avalanches di un paio di anni fa, ma con un repertorio di campionamenti tutti r'n'b e hip hop vecchia scuola.
Ascoltate Ladyflash e provate a resistere alla tentazione di stendere i cartoni all'angolo del marciapiede e buttarvi giù a brekkare. Tutto un diluvio di coretti yeah yeah yeah, e rock the microphone, e almeno seimila diverse rullate di drum machine, una più electro dell'altra, a saturare...
Gli risponde Bottle rocket, let's rock this place, voci femminili e felpe con le maniche tagliate. Una malinconica armonica fa da contrappunto a una rincorsa di trombe da anthem assoluto.
Negli ultimi quaranta secondo di Get it together si percepisce ancora il calore delle dita sul giradischi.
L'attacco di Junior kickstart sa quasi di Strokes, ma presto entra in scena uno stuolo di fiati degno di qualche b-movie crudo e seventies.
Anche quando i ritmi rallentano tutto funziona alla perfezione: Everyone is a VIP to someone potrebbe partire subito dopo Ce Matin La degli Air.

I Go! Team hanno raccolto in questo album le idee sparse in tre anni di singoli, e c'è dell'eroismo in questa nuova frontiera della nostalgia.

martedì 21 settembre 2004

Vota Jens

Jens Lekman è stato votato quindicesimo uomo più sexy di Svezia dal magazine Elle.
Il suo inglese, invece, fa un po' sorridere gli americani.
In prima fila

Questa sera alle otto su Radio Città Del Capo ricomincia Seconda Visione, il nostro programma radiofonico-cinematografico preferito.
E già che si parla di cinema, sul blog di Leonardo oggi ritroviamo Jonathan, con un'interessante commento al film di Gianni Amelio Le chiavi di casa e alla sua colonna sonora.
1994-2004

A Bologna non c'è più il vecchio Link.







lunedì 20 settembre 2004

Io/tu

Agli innumerevoli fan dell'ultima ora di Offlaga Disco Pax, potrei consigliare anche l'ascolto di Uochi Toki, visti ieri sera all'AntiMTV-Day.
I due gruppi non hanno niente in comune, se non l'assoluta preponderanza dell'elemento vocale nell'economia della canzone. Le voci nell'uno e nell'altro caso poggiano su basi scarne e primitive, e restano in primo piano a dare piena luce a ciò che raccontano.
Ma mentre per gli Offlaga si tratta quasi sempre storie al passato, frasi nominali, discorsi frantumati che raccolgono ricordi personali (di quel personale tutto "emiliano" che ormai conosciamo da tanti anni), gli Uochi Toki usano invariabilmente il tempo presente e rivolgono ogni discorso alla seconda persona singolare, interrogando, accusando, sfottendo e spiegando (a volte pure troppo).
Se si passa sopra una certa aria indisponente del personaggio (ma forse era solo il clima "agonistico" di una situazione come quella dell'XM24) si resta abbastanza allibiti di fronte a un esempio assolutamente unico nello scenario musicale italiano.
I concerti dell'Ekidna

Le trasferte all'Ekidna di Carpi (MO) sono sempre state piuttosto avvicenti, ed è per questo che segnaliamo con piacere le prime date in calendario quest'anno:

26 Settembre 2004, a partire dalle 18:
STOP IT! (da Richmond, USA, post punk alla Drive Like Jehu, At The Drive In) + LAGHETTO (da Bologna/Livorno/Pisa, non.si.vede.bene.che.col.core) + SETTLEFISH (da Bologna, useless indie) + LA QUIETE (da Forlì, screa-moviole-nce) + SPIKES AHEAD (da Carpi, hc).

Prossimi concerti:
2 ottobre THE STAB (punk oi! da Bologna) + FOG (punk da Piacenza)
27 ottobre NEPTUNE (USA) + GAY CAMIONERO (USA?)
I concerti dell'Atlantide Occupata

Riprende la stagione anche all'Atlantide Occupata di Porta Santo Stefano a Bologna. Queste le prossime date:

23 settembre: Agrotoxico (Brasile), Flics (Brasile), Disfatta (Bologna)
7 ottobre: Phantom Limbs (USA, Alternative Tentacles)
7 novembre: Coloss (Roma), DIE (Roma), Spacciatori di musica stupefacente (Gorizia), Il teatro delle ombre (Udine)
14 novembre: Fluid to gas (Germania), Coda di lupo (Aosta), Sumo (Bologna)
2 dicembre: J Church (USA), Black Candy (Modena) False Nation (Bologna)
Comune denominatore

Il blog Something I Learned Today realizza una bella intervista ai nostri beniamini australiani Lucksmiths, mentre Antonio legge il controverso Saint Morrissey di Mark Simpson.

venerdì 17 settembre 2004

Sull'agenda (2)
Cresta VS. Pipa

Calendario tutto da rifare, almeno per questo avvio di stagione, come sempre succede ogni volta che proviamo a programmare due date. Pare infatti che ci siamo persi gli Ikara Colt al Covo l'8 ottobre.
Come ricompensa, la notizia del passaggio degli Hunches sullo stesso palco la sera prima è sicuramente elettrizzante.
A questo punto si pone il dilemma: pipa a Ferrara con Coco Rosie + Devendra Banhart o cresta a Bologna con il ruvido rock'n'roll targato In The Red?
E soprattutto, ma allora l'8 al Covo chi suona? Vi teniamo un po' col fiato sospeso...
Certo, se poi aggiungiamo che il 9 ci saranno anche i Pecksniff + gli Offlaga Disco Pax, si preannuncia un weekend da spezzare le gambe.
Press play on heart

Due piccoli racconti belli, anche se hanno dentro musiche tanto diverse quanto possono esserlo quelle di Ramones e Sarah Records.
Sul tempo che passa e sulla musica che continuiamo ad ascoltare, Mr. Shoegazer e Mr. Howty.

giovedì 16 settembre 2004

Musica per sabbia e falene

Thee Moths - 'Sand in Our Pockets'Avevamo conosciuto l'etichetta di Boston Total Gaylord Records grazie all'album degli Shumai qualche mese fa, ed ecco ora l'ultima uscita in catalogo: il nuovo ep dei Thee Moths, "Sand in pour pocket".

I Thee Moths ora sono il progetto di Alex Botten, da Dundee, Scozia. Attorno ad Alex ruotano di volta in volta diversi collaboratori: ad accompagnarlo in queste quattro canzoni di delicatissimo pop c'è la voce, la chitarra, il violino, il battimani e un po' di fremiti della ex fidanzata Dominique Ferraton, che sta a Montréal, in Canada.
(se volete saperla tutta, al momento Alex si è messo con Milly, hanno pure un gruppo, si chiamano Thee Infinite Golden Universe e suonano dub).

"Sand in our pocket" si apre con una incalzante Universe prayer che suona come una specie di REM filtrati da una coinvolgente bassa fedeltà, tratto che ritorna anche nello scarno folk di The Stream.
Questa cosa della bassa fedeltà e del do it yourself, poi, Alex, l'ha studiata a fondo e vi consiglio di leggere i suoi illuminanti consigli sul "Perché registrare in casa".

Però è Stereo Breath, la seconda traccia, a rimanermi in testa come un interrogativo, come qualcosa che pur sforzandomi non riesco a ricordare. In Stereo Breath, tutto sbatte, rimbomba, lontano, si avvicina, continua altrove, senza di noi. La voce è sommersa dal disordine scandito con passo marziale. Un attimo prima della fine, quando credi che quel nervosismo non si possa risolvere in nulla, le due voci si alzano, si uniscono, è poco più di un sospiro. Passa in fretta ma tutto per un attimo resta sospeso. Bello.
Di questo è fatta la sabbia che ci si ritrova nelle tasche (un verso che ricorre anche in Bob Corn, buffo) alla fine del disco, tra le pieghe del vestito, ali di falene, ricordi trasparenti.
Sull'agenda

A Bologna piove. Si sfogliano mestamente i fogli del calendario.
Tocca arrendersi: è proprio l'inizio di un nuovo anno.
L'unico conforto sono quelle poche parole appuntate velocemente a bic sulle pagine a venire.
Di domenica 19 e dell'AntiMTV-Day già sapete, come anche dei !!! all'Estragon il 28 settembre.
Il Covo riaprirà i battenti il primo ottobre con Red Worm's Farm + Paper Chase, stessa accoppiata del consigliatissimo split pubblicato dalla Robot Radio Records. La sera successiva sarà la volta di To Rococo Rot, ma tenetevi pronti perché potrebbe esserci un po' di concorrenza (more info soon).
L'ultima notizia segnalata dal buon Arturo sono gli Hunches (finalmente!) il 9 ottobre al Velvet, dove bisognerà tornare anche il 2 dicembre per gli Interpol.


ps: per tutto il resto c'è sempre la nostra cara Italy Gig List (anch'essa ormai caduta sul blog...)
Download completato dal sito Indiepop.it

Arriva l'autunno, stagione del pop da cameretta per eccellenza, e di conseguenza fervono le attività nella redazione di Indiepop.it
Dopo il blog, ecco ora il nuovo aggiornamento, nuove recensioni e soprattutto una nuova compilation in mp3 "di stagione" tutta da scaricare.
Cinque pezzi facili

Mauro del Rio, creatore della mailing list Buongiorno! e presidente dell'attuale Buongiorno-Vitaminic cura un blog che potrebbe addirittura diventare un programma televisivo.
L'idea è semplice ma efficace: chiedere ad amici e personaggi di sceglere 5 canzoni a cui si sentono legati e quindi di motivare le scelte. In pratica, compilare un mininastrone. Ecco come nasce 5 Pezzi Facili.
Qui una selezione dei due di polaroid, e qui quella di Max Collini degli Offlaga Disco Pax.

martedì 14 settembre 2004

Little by little

Proprio quando stavamo già pensando a come organizzare un'altra blog-colletta e coinvolgervi in qualche folle impresa anche quest'anno, secondo voci di corridoio una nota booking agency italiana molto DIY sta già prendendo contatti con i nostri (ennesimi) beniamini svedesi Shout Out Louds! Siamo orgogliosi di aver dato una piccola mano pure noi. Stay tuned for more news!
Too Many DS (part II)

Di nuovo dietro al mixer questa sera, a partire dalle 22.30, per gli informali dj set del blog di polaroid in compagnia di Lucio: l'appuntamento è di nuovo alla Festa dell'Unità di Modena, nello spazio Arci Bar in Piazzetta Fornaci.
Wu Ming Bangs

Dalla newsletter del collettivo Wu Ming si apprende che Minimum Fax darà alle stampe in autunno Psychotic Reactions and Carburetor Dung, antologia degli scritti del celebre critico rock Lester Bangs (1949-1982).
La prefazione sarà scritta dallo stesso Wu Ming 1, che già in passato si era (pre)occupato di come Bangs fosse letto in Italia.

lunedì 13 settembre 2004

La musica fatta bene, puzza

Buone notizie dal Friuli: gli Amari sono di nuovo in studio.
Questa foto sembra la loro versione del booklet di Check your head...

sabato 11 settembre 2004

Gimme some Moore

Per quelli che stanno a Bologna, Reggio Emilia, Torino, Napoli e al Lido di Venezia: questa sera, undici settembre, in alcuni spazi autogestiti sarà proiettato gratuitamente Fahrenheit 9-11 di Michael Moore.
Info su globalproject.
Qui e là

- L'adorabile Zazie ci segnala Sounds Of Sweden, un nuovo m-blog dedicato alla musica Made in Svezia che nei prossimi mesi presenterà i suoi artisti preferiti in ordine alfabetico.

- "Lo spirito del tempo e l'amore richiesto" è il titolo di un gran bel post su The Petunias: parla del disco dei Libertines e di tutti noi.
Nei commenti, Simona di Euston Station porta i suoi argomenti.

- Sarebbe poi interessante sapere anche cosa pensa Simona di queste dichiarazioni dei Franz Ferdinand: pare abbiano un "groupie ban"...

- EoT: End of Transimission per FFWD? Ma siamo matti?

- Per un blog che va in pausa un'altro preme play: è nato indiepop.splinder.com, il blog di una delle migliori webzine in lingua italiana. Nel post di oggi, recensione entusiasta del concerto dei Maritime, che questa sera (se mai ci fosse bisogno di ricordarlo) sono in concerto gratis a Pesaro.

- "We want to get Britney Spears and Jessica Simpson to guest on the album, as many talentless people as possible. We want as many people who don't write their own songs as possible. That's the whole point. What the world needs are more talentless people". L'hanno detto i Jet: loro ne sanno qualcosa.

- Ci scrivono che non funzionano i feed di Atom e vedo che i commenti da qualche giorno sono spariti: qualche webmastro può darci una mano?

venerdì 10 settembre 2004

Evviva i Maritime! Evvia il Pop-Gruppo!

Tutti bravi a parlare di indie qua e indie là, poi se qualcuno si alza e mette in piedi qualcosa nessuno se lo caga. A Pesaro domani sera vengono a suonare gratis i Maritime (ovvero due quarti degli ex Promise Ring con l'aggiunta di un ex Dismemberment Plan), e in più di spalla ci sono il nostro amato Bob Corn, Snailhouse (che non conosco ma di cui dicono bene) e Pizzorno.
E tutto questo è possibile grazie a Pop-Gruppo, una nuova associazione che conta tra i suoi fondatori anche il nostro Gecco, Stefano degli Sprinzi e gli Aerodynamics (qualcuno li ricorderà all'ultimo Musica nelle Valli).

Cos'è Pop-Gruppo? Come scrive Gecco, "è un'associazione, ed essendo un`associazione la gente poi si può associare. Per iscriversi si pagano 5 euro e si riceve una tessera, per future agevolazioni. Tra queste, poter avere a 3 euro la maglietta del Pop-Gruppo col design di Alessandro Baronciani, il cantante degli altro, che mica solo Loser ha queste chicche :) Tra le prossime iniziative c`e` il concerto degli Offlaga Disco Pax".

I Maritime, per chi non lo sapesse, hanno fatto uno dei dischi di indiepop più delicati e sereni dell'anno. Distilleria ne ha scritto una bella recensione qui.
Le info sul concerto le trovate sul sito del Pop-Gruppo, alla sezione eventi.
Affittasi (3)

Era la dottoressa del manga "La Clinica Dell'Amore". Stessi occhi grandi.
Avrei voluto davvero chiudere il blog per consunzione un giorno, ma purtroppo non se ne farà nulla.

La camera è ancora libera, da oggi un po' più vuota.

giovedì 9 settembre 2004

Please describe yourself

Dogs Die In Hot Cars, 'Please Describe Yourself'Se è vero che esiste una scottish reinassance, vale la pena di ascoltare un paio di volte il primo lavoro di Dogs die in hot cars. Inaspettatamente godibile, se si può dire, for a band with a such nonsense name. Il loro primo singolo, uscito all'inizio di agosto dell'anno scorso I love you cause I have to, è il pezzo che avresti dovuto mettere dopo My girl dei Madness, e forse non avresti vuotato la pista, con Monkey man, solo perchè avevi paura. E' uno di quei dischi compatti, suonati da ogni lato. E vale forse la pena di dare un'occhiata ai testi: curiosamente astuti, in bilico tra un esistenzialismo post-adolescenziale, la vita non è un granché ma vivere può essere anche peggio, e un ironia sconclusionata alla The French (Celebrity sanctum). Lo dico perché, nonostante la loro loro fama che da una stagione invade, attenzione, in maniera carsica (un ossimoro, no?) la letteratura specialistica, all'aplomb tipicamente Great Britain affiancano una sincera mancanza di attitudine sul palco più che sulla carta o sul supporto (cosa di nuovo strana) e ciò ce li rende inevitabilmente simpatici.
Può succedere che improvvisamente qualcuno si prenda cura di farli diventare fashion quanto basta affinché qualcun altro ne parli come i nuovi Franz Ferdinand. Ma forse il cantante ha una voce un po' troppo bella (tra gli XTC e i Cure) perché possa succedere.
Polaroid Re-issue !

C'abbiamo provato con il repackaging del programma una volta a cena, un'insalata di farro sulla tavola e un'acqua minerale povera di sodio e, non preoccupatevi: arriverà (magari non stasera).

Troveremo anche un modo abbastanza smart per ri-prenderci e per recuperare quell'ultima traccia di Parklife che fa così retrò-jingle, così sophisticated mainstream.
Sto blaterando. Ma dovevo compensare i contenuti del posto di sotto.

Questa sera ricomincia Polaroid: quel programma di musica e aperitivi da noi condotto tutti i giovedi sera dalle otto alle nove sulle frequenze di Radiocittà103 (ovvio: per chi si fosse appena sintonizzato).

Per questa sera restiamo negli studi di via Masi due (chissà per quanto) e, senza soluzione di continuità (sebbene l'estate e per non destabilizzare), ci prendiamo la libertà di chiacchierare encore dei concerti svedesi.
Ci prendiamo il tempo (con la stessa incoscenza di sempre: come se non fosse il nostro tempo) di lavorare sul campo semantico delle passate rubriche di una stagione. Limare o imbastardire, si vedrà.

Vi aspettiamo alle otto in punto sui centotrèpuntocento in fm.
Emmablogga
m-blog dalla Svezia

Ultimamente vi vedo molto presi da quei "blog che hanno in regalo gli mp3" (in particolar modo quelli americani e canadesi da cui rubavo i link fino all'altro giorno).
Questo post, alla maniera di un m-blog, è dedicato alle belle scoperte che abbiamo fatto in terra di Svezia, precisamente al Festival di Emmaboda, e che vi propineremo tutto l'anno alla radio. Scaricate e ascoltate!

- Il primo nome è quello degli Shout Out Louds, che magari a qualcuno non dirà nulla, però potrei anche consigliarvi di tenerlo a mente. Provengono da Stoccolma ma hanno suonato e suoneranno anche in Inghilterra e a New York (CBGB tra gli altri), che non è poco per un gruppo formatosi meno di tre anni fa.
Spesso vengono definiti una versione indiepop degli Strokes, ma con Casablancas e soci mi pare abbiano in comune (vagamente) solo un certo modo trasandato e sciupone di usare la voce, la capacità di infilare pezzi tirati ed epici uno dietro l'altro e di creare un marasma inverosimile durante i concerti.
La tasteriesta è davvero carina, parla benissimo italiano e sembrava entusiasta dei cartelli stradali "caduta massi".
One hundred degrees è un anthem assoluto, ma gli Shout Out Louds sanno essere anche più cattivi di così.

- Se siete già capitati su queste pagine o tra quelle dei nostri link preferiti, ormai dovreste conoscere bene Jens Lekman. Vederlo in concerto, appena calata la sera sul bosco di Emmaboda, mentre intorno i giovanissimi indie kids biondi e incoscienti alzavano le braccia alla luna, cantando tutte le meravigliose parole delle sue canzoni è stato uno dei momenti più belli dell'estate, nonché l'ultimo ricordo che ho di quella notte. La tastierista bionda rivelava particolari preoccupanti.
"Sono finito in galera, e ho usato la mia unica telefonta per dedicarti una canzone alla radio": You Are The Light.

- I Suburban Kids With Biblical Names hanno appena pubblicato un ep su Labrador con quattro pezzi e dal vivo ci hanno ricordato tantissimo i Lucksmiths.
Love will è una bella traccia del loro lato più spensierato.

- Sulla stessa etichetta, si segnalano anche gli [ingenting], che cantano in svedese. Io me li aspettavo tutti diversi. Soprattutto, avendo già sentito una traccia come la divertente Syster Dyster, credevo fossero molto più twee, invece in alcuni momenti parevano i Coldpaly. E si sparano un po' la posa.

- Gli Happy Go Lucky invece non hanno alcuna pretesa di sembrare carini ma suonano un pop tenue e molto gradevole, con delle belle armonie vocali. Il loro ep ha dei tratti quasi folk ma la nostra traccia preferita è Goin' Out, che parte identica a 1995 dei Radio Dept. e racconta che "stiamo uscendo per andare al concerto / dei Moldy Peaches e dei Sebadoh"...

- A proposito dei nostri cari Radio Dept.: il loro set svedese è stato abbastanza da dimenticare, nonostante la tipa con la maglietta "I dont' need love, I've got my band" e nonostante Fabio li incitasse con i suoi migliori C'MON!.
I ragazzi continuano ad avere problemi tecnici impensabili per una band sotto contratto alla XL. Quando vedi uno del pubblico che ti porge il suo cd-walkman capisci che qualcosa non va.
Per chi non si capacitasse di di tanto seguito, e non sapesse di cosa stiamo parlando: Why won't you talk about it?, Where damage isn't already done e Against the tide.

- Mi sono completamente sconosciuti invece i giovanissimi Second Hand Furniture (che io sbadato confondevo con i Royal Downfall, ma sapevo che vi sareste accorti subito dell'errore), però hanno fatto un concerto che ha messo di buonumore tutti. Loro sono belli e timidi e twee, con le due voci del ragazzo e della ragazza che facevano a gara per cantare sempre più piano.
Qui trovate un po' di loro pezzi per sorridere di felicità.

- I CDOASS non suonavano a Emmaboda quest'anno ma Lucio sostiene che io avrei parlato a lungo con Peter a proposito dei Pet Shop Boys. Non ho ben presente, come dire.
Effettivamente il giorno dopo ho trovato attaccato alla maglia una loro spilletta.
Fabio De Luca su Rumore di quest'estate li definisce la risposta svedese ai Rapture. Speak To Me martella.

- Ovviamente i Vacaciones non sono svedesi ma hanno fatto uno dei concerti mas divertenti del festival. Nella balotta esagerata che ne è scaturita (come si vede anche dalle loro foto) mi è capitato pure di essere intervistato al posto del loro bassista, e poi siamo riusciti a far ballare persino l'Uomo dell'Anno.
Spulciando nella pagina della loro discografia trovate un sacco di mp3 i quali, essendo pubblicati dalla Elefant, sono tutti molto molto carini.

- Sul versante decisamente più punk rock, i Royal Downfall hanno fatto un set abbastanza incazzoso che ho visto solo in parte e che era più in linea con i suoni che mediamente si ascoltano ai festival indie dalle nostre parti.
Ascoltate Reactionary Hum e se vi piace scaricate il loro intero album intitolato 8-16 qui.

- Tutti ci aspettavamo molto dalle Lesbo Pig, le quali infatti non hanno tradito le promesse. Il loro live molto raccolto ha raggiunto l'apice con la cover di Smashing Times dei Television Personalities, accolta con un caloroso applauso lanciato da me e seguito unicamente da altre due punk sciabolate stese in mezzo al prato.
Niente mp3 per loro, ma del resto come scrivono sul loro divertente sito a proposito del loro album, "you can download it from soulseek if you like".

- Gli Stella Rocket li abbiamo seguiti sin dal sound check, ma solo perché ci siamo innamorati della batterista e della violinsta/chitarrista.
Pop divertente e melodico il loro, con una voce femminile potente quanto basta e bei cori che rimangono in testa anche mentre vi dirigete al banchetto del merchandising. Il primo singolo Animals / Lip lo potete scaricare qui.

- Gli Shoot Charlie sono davvero giovanissimi, hanno anche loro una tastierista bionda e quando il loro cantante ha realizzato che eravamo venuti dall'Italia per ascoltarli è quasi crollato addosso alla ragazza che cercava di portarselo in tenda.
Non gli abbiamo fatto perdere altro tempo e l'abbiamo salutato con addosso la loro maglietta "Revolution Against Depression".
Ballate con Boaster, anche se sul sette pollici mi sembra ci sia un altro titolo.

- Oggi non si apre il sito degli High Heeled Honeys. Peccato, avrei voluto vedere se c'era traccia delle loro canzoni ruvide e potenti tutte chitarra e batteria.

- Il look da Tennista Anni Settanta è quello dei 50 Hertz, una banda di matti che suonano dello sconclusionatissimo techno folk fatto con strumenti elettronici molto molto vintage, giocattoli presi a caso e qualche fiato. Sono una decina e cantano tutti, entrando e uscendo dal palco. E' toccato a loro aprire il festival e già da lì si capiva a quale livello di follia saremmo arrivati.
Trovate quasi tutta la loro produzione in questa pagina (mi pare però manchi la canzone dove canta la ragazza sfoggiando una voce degna di Mark Lanegan).
Un loro amico mi ha detto di rubare il cd e mi ha coperto le spalle.

mercoledì 8 settembre 2004

Too Many DS

Questa sera, a partire dalle 22.30 circa, nuova tappa degli informali dj set del blog di polaroid: l'appuntamento è alla Festa dell'Unità di Modena, nello spazio Arci Bar "zebar", in Piazzetta Fornaci.
Il geniale titolo del post è opera di Lucio, con il quale avrò l'onore di condividere mixer e cuffie.


update del giovedì: questa cosina ve l'avrei anche fatta sapere per tempo, se solo ieri Blogger avesse funzionato. Poco male: gli appassionati potranno recuperare mercoledì e/o venerdì prossimo.

martedì 7 settembre 2004

Playblog

E questa signorina è la prima blogger che finisce su Playboy?
Affittasi (2)

Se la casetta è di quaranta metri quadri e il tuo cane (che è salito per le cento scale di corsa rischiando l'infarto e poi si è spalmato a sbavare collassato in mezzo alla stanza) ne occupa almeno quattro, potrò avanzare qualche perplessità sulla nostra possibile convivenza?
No. E mi prendo pure del fascista. E te ne vai incazzato.
Così non scoprirò mai se avevi pure i bonghi.

La camera è ancora libera.
I've seen this happen in other people's lives

1) E' stata una festa grandiosa e solo il festeggiato Enrico Brizzi poteva raccontarvela come si conviene, con la citazione di Bastogne, la musica dei Diaframma e dei Frida X, le nostre figurine che ballano sullo sfondo e tutto quanto. Grazie!

2) "Evidentemente non abito al Lido di Venezia", mi verrebbe da dire in questi giorni, né sarò purtroppo alla Mostra del Cinema. Per fortuna c'è l'eccezionale ed esauriente FedeMC (e nei commenti perfidi ogni tanto salta fuori pure il signor Davide Turrini)

3) Ancora sull'Independent Days Festival: con le le cronache di Marina, Enver, enzop, Valido e Francesco è proprio come esserci stato. Però mi chiedo: perché tanto odio rovesciato su Libertines e Franz Ferdinand? Ascoltati alla radio mi sono sembrati due bei concerti.

lunedì 6 settembre 2004

Televisori spenti, cervelli accesi

Via Gecco (che, in quanto geek fino in fondo, ora ha aperto anche un m-blog) apprendo che è finalmente uscito il programma dell'AntiMTV-Day 2004. Come ogni anno, non mancheremo.

domenica 5 settembre 2004

Affittasi

La stanza è grande come uno scompartimento di treno, ci sta giusto una cuccetta e il tavolino reclinabile, però il finestrino s'affaccia su San Petronio e sulla cupola di Santa Maria Della Vita.
Il vecchio appartamento è in bilico in cima a una torre sotto le Due Torri, cade a pezzi, non c'è la lavatrice e costa una follia.
Ma volete mettere, abitare con uno dei due conduttori di polaroid? (per ragioni di marketing non vi sveleremo quale). Se cercate casa a Bologna, mandate una mail.
Un festival comodo

Complimenti a Francesco e a Elisa che stanno trasmettendo in diretta radiofonica dal Parco Nord quasi tutto il festival Independent Days (dopo gli MC5 però, ragazzi, spengo).
Senza di loro ieri sera mi sarei perso i Libertines (che almeno alla radio mi sono sembrati migliorati rispetto all'anno scorso) in quello che probabilmente è stato il set più lungo della loro carriera. Mi sarei perso i Franz Ferdinand (non era la prima volta che venivano a Bologna, Elisa!) salutare "quelli che erano al Covo l'ultima volta" e non avrei potuto ballare This Fire mentre sparecchiavo.
E infine non mi sarei potuto addormentare con la finestra aperta e la luce spenta cullato dalle scudisciate soniche di Kim Gordon e Thurston Moore (e Jim O'Rourke sfrombolato a terra, da quanto mi dicono).
Che comodità.
Back in town

Accettare incredibili proposte editoriali e ancora meno probabili dj set, organizzare feste, ricominciare a correre, stilare il calendario dei concerti, decidere come tagliarsi i capelli, eliminare il caffè e le sigarette...
Anche se io ero fra quelli a cui piaceva tornare a scuola dopo le vacanze, questo settembre vuole ricominciare tutto sempre troppo in fretta. Qui la gente corre e mi fa domande assurde e io finisco per rispondere di sì a qualunque cosa, tanto so che tra qualche settimana ben poco resterà di tutto questo attivismo.

Tra i miei buoni propositi di quest'anno c'è anche tornare a frequentare di più le sale cinematografiche. Qui a Bologna, per esempio, il Lumière ha in programma questo mese, tra gli altri, i Fratelli Marx, un omaggio a Marlon Brando, il documentario americano contemporaneo, il primo Wim Wenders, Godard...
La trattoria indie rock

Ma in quale altro locale potete andare a cena la sera del vostro trentesimo compleanno e, appena varcata la soglia, trovare ad attendervi la musica di Jens Lekman che si diffonde dallo stereo?
In quale altro ristorante si legge Losing Today e sul monitor del pc passano tutti i vostri blog?
In quale altro posto, tra un bicchiere di vino e il dolce, vi si incoraggia a organizzare presto altri concerti per poter ospitare lì a cena altre band?
Da oggi questo blog decide di avere uno sponsor, lo stesso che già da un anno ci fa compagnia in radio: la Trattoria del Rosso, in Via Righi 30 a Bologna.
Dite pure che vi manda polaroid.

giovedì 2 settembre 2004

"Benvenuti a qualcosa di diverso"

Con questo titolo ci accoglieva l'edizione 2004 del festival di Emmaboda, Svezia, una specie di paradiso in terra per gli amanti dell'indiepop. Bisogna riconoscere che tale nome era davvero appropriato, come si può vedere dalle foto che siamo riusciti a salvare e mettere on line.
In mezzo a Shout Out Louds, Vacaciones, Radio Dept. e Jens Lekman, nonché Deerhoof, Blonde Redhead, Unicorns e chissà quanti altri, ci siamo anche noi, più o meno sciabolati.

Intanto, pasticciamo un po' con il template per inaugurare la stagione nuova (si vede bene lì da voi? si capisce che quella sopra è una specie di polaroid?).
Tutto, non c'è bisogno di dirlo, resta provvisorio.

Emmaboda 2004: foto di gruppo con Fabio+Flavia, Åse+Ant, Giovanni, ebi+ellegi, Lucio


mercoledì 1 settembre 2004

Oh happy birthday, happy birthday. [...] Today is your day. [...] You're a supernova in the sky.

E poi, ballando le nostre canzoni preferite, con le braccia in alto come a voler sostenere il sole, perdemmo gli occhiali, quel che avevamo in tasca, il conto dei giorni.

Buon compleanno, ebi.