sabato 31 luglio 2004

Please come back, september

Quasi per caso, giovedì scorso, l'ultima puntata della terza annata di polaroid si è chiusa con un terzetto di canzoni italiane, cosa per noi abbastanza insolita ma forse non tanto, vista l'ottima stagione di concerti e uscite discografiche che ci siamo lasciati alle spalle.
E la cosa bella, è che sono canzoni a loro modo meravigliosamente estive. Se ricordo bene, erano queste:
Yuppie Flu, Our nature (demo version)
Pecksniff, Normandy (from the forthcoming album "The book of Stanley Creep")
Ex Otago, After august, september, che è stato un modo divertente anche per dire arrivederci alla prossima stagione.
Mi è venuta voglia di fare un nastrone per le vacanze.
Come si dirà sciabolato in svedese?

E' apparso il programma definitivo del festival di Emmaboda, che vedrà i vostri polaroidi impegnati a non perdere nemmeno uno della cinquantina di concerti divisi in tre giornate e due palchi.
Sarà una mattanza.
Intanto si ingrossano le fila della spedizione italiana: oltre ai sottoscritti e alla Merighi-Glamorama family, saranno dei nostri anche Lucio a.k.a. All Music Guide (qualcuno su cui contare in ogni emisfero) e Mr. unhip Giovanni Gandolfi (qualcuno da riaccompagnare a casa in ogni emisfero).
E ci sarà pure Jacopo della Lovely Alice, già batterista dei Disco Drive, che da quanto ho capito accompagnerà in giro per l'Europa i canadesi The Unicorns, il cui concerto sarà il clou dell'evento, subito prima del "super (error) secret night event feat. talking teapots filled with turbine powered lavemang"...

venerdì 30 luglio 2004

Piccole meraviglie

Little Wings - 'Magic Wand'Forse rubo un post futuro a La Laura, ma a chi come lei ha una passione per certi cantautori non scontati, che riescono ancora a emozionare soltanto grazie a una voce (originale e morbidissima, in questo caso) e una semplice chitarra o un piano, prima delle vacanze voglio consigliare il nuovo album di Little Wings, intitolato Magic Wand.
Il solo fatto che esca su K Records dovrebbe bastare come garanzia.
Ascoltate Hanta yo three e portatela con voi in una spiaggia lontana, decidete se al crepuscolo o con il sole allo zenith.
La storia di Kyle Field, l'uomo dietro Little Wings, è riassunta in questa recensione su Dusted.

giovedì 29 luglio 2004

Good vibrations
Here, there and everywhere

Questa sera a partire dalle venti, sul confortevole mono di Radio Città 103, non perdetevi gli ultimi sessanta minuti di polaroid - season 3.
Sulle calde centotre punto cento modulazioni di frequenza, per Bologna e provincia, oppure in streaming dalle vostre località di villeggiatura, oppure in comodi mp3 da mettere nell'iPod per i lunghi viaggi, enzo e La Laura vi salutano e vi danno appuntamento alla prossima stagione, cospargendo l'etere di musica, olio abbronzante, granite al tamarindo.
Con loro, guest star della serata: Francesco.
Chiaro, si farà record di ascolti.
Dopo, tutti all'Atlantide per il concerto dei Settlefish, imperdibile fosse solo per il fatto che presenteranno in anteprima l'album che uscirà a settembre. Su unhip, ovvio.
Poi, domani, ci si vede alla Macchia per i Morose interessante band di casa Suiteside.
Non mancate.
Smile!
All together now

Curioso come negli ultimi, pigri e disordinati giorni prima delle vacanze, qui e là, in giro per i blog, riaffiorino i nomi di Beach Boys e Beatles.
Forse la mancanza di qualche sensazionale novità o anticipazione della prossima stagione ha lasciato spazio al recupero di questi grandi Classici? Forse l'accenno a una possibile collaborazione tra Brian Wilson e Paul McCartney ha destato qualche speranza?
O forse qualche senso di colpa mentre si fanno le valigie, si scelgono i dischi da portare via e ci si rende conto che, tutto sommato, quest'anno si è messo da parte poco?

L'altra sera, un Sottomarino Giallo grande quanto Piazza Maggiore, mentre luccicavano le stelle cadenti e gli occhi bambini, ci aveva incantato.
Forse qualcuno si è sentito un po' un Bieco Blu.

mercoledì 28 luglio 2004

Quando uno è un genio

"hello and welcome to my official website! I get a lot of mail from webdesigners who think its horribly ugly, but that's alright. i want it this way.
this section will however look better as soon as my mom and dad come home from vacation so i can use their computer".

Jens Lekman nel suo sito ufficiale.
John Vanderslice

John Vanderslice - 'MGM Endings - Cellar Door Remixes'Ogni tanto in radio La Laura salta fuori con questo nome, e non ho ben capito se lo conosce oppure no, e non mi ricordo nemmeno se lo abbiamo passato oppure no (però direi di sì, visto che è un cantautore e incide su Barsuk Records), e insomma oggi sono finito sul suo sito e ci ho trovato una quantità di roba, compreso un live dello scorso 2 luglio e un intero disco di remix (finora disponibile solo in edizione limitata) del suo ultimo album Cellar Door. Magari vi piace.
Last night a DJ flew away

Fuga di cervelli? Sorpassata.
Quello che impensierisce il Village Voice è la fuga dei dj da Manhattan (dove "it all starts to look like an MTV video") per Berlino e Barcellona, posti dove si va ancora per la musica.
Ma la birra a due euro la danno solo a loro?
They Could Have Been Bigger Than the Beatles

Filippo dei Sixtynine & The Continuous People ci segnala l'inziativa di Rob Keith, cantante dei Baskervilles, che ha organizzato un concerto di beneficenza i cui proventi saranno donati a Dan Treacy per registrare nuovo materiale dei Television Personalities.
C'è anche la possibilità di fare una donazione via PayPal.
Tutte le info qui: http://www.baskervilles.net/carryondreaming/
New moon on monday

Fabio De Luca pare essere un uomo fortunato sotto molti punti di vista.
Dall'altro giorno possiede anche la data precisa in cui far terminare la propria adolescenza.
Noi vorremmo solo che scrivesse più spesso post come questo.

giovedì 22 luglio 2004

In radio
Ragazza - Posso andare al computer o lo stavate usando voi?
Laura - No, no usalo, e chiudi pure le finestre.
Ragazza - No, no: è così caldo!
Välkommen till Emmaboda

EmmabodaQuesta sera, a partire dalle venti, sul confortevole mono (recuperato) di Radio Città 103, polaroid e Glamorama trasmetteranno a reti unificate per regalarvi una puntata speciale tutta dedicata al Festival di Emmaboda (un po' la versione svedese di Musica Nelle Valli), che ci vedrà nelle vesti di inviati tra poco meno di tre settimane.
Non mancate: centotre punto cento in calda modulazione di frequenza per Bologna e provincia, oppure in streaming qui, o infine per i ritardatari qui l'archivio in mp3.


ps: poco tempo per il blog in questi giorni, ma almeno due parole le vogliamo spendere per ringraziare un po' di gente per la bella serata di martedì: la Nadia e lo Juta Cafè di Modena, per le tagliatelle, i drink e per come ci hanno difeso dalle forze del male travestite da vigili urbani e agenti siae; Jonathan, che pur avendo addosso il fuso orario di un altro emisfero ha portato ugualmente la sua chitarra per accompagnarci e le sue parole per confortarci; tutti i blog e gli amici che hanno partecipato, di persona o di link.
Per questo reading, Leonardo e polaroid hanno lavorato di taglia & cuci, two turntables and a microphone insieme a:

A day in the life - Distilleria - Due o tre cose che so di loro - FFWD - Fio - Frammento - Hotel Messico - Inkiostro - Livefast - Loser - Miic - Sai tenere un segreto? - Silos - Strelnik - Zazie

Thank you!

mercoledì 21 luglio 2004

Sun AM
Ascoltando il disco dei Moonbabies, Orange billboard, in un momento e in un luogo, metereologia e oleografia del quale non frega ad alcuno, ho realizzato, non senza una certa tristezza, di ritrovarmi sempre più spesso ad abbassare le aspettative su quanto potrà innamorarmi ancora, come se questa fosse la soluzione per farmi innamorare ogni momento.
Ci si inganna, ovvio, ma funziona.
Amore è senza memoria e senza storia, va da sè. Più ridimensioni i confini più restringi i tempi. Anche quelli della nostalgia, se si vuol essere obiettivi.
Tutto sommato: che male c'è nel voler sempre ascoltare la stessa canzone camuffata in ogni modo?
Indie Vock pev tutti!

Per chi non ne ha mai abbastanza di concerti, in questa lunga e intensa stagione, c'è ancora un bell'evento per cui vale la pena fare un po' di macchina.
Si tratta del Medesano Indie Rock Festival e si tiene in provincia di Parma. Questo il programma:

Mercoledì 21
Skinny Legs (Indie rock - Parma)
Bonora (Post minimalismo - Parma)
Alcarez (Post rock - Piacenza)
De Crew (Hardcore-Milano - Ammonia Records)

Giovedì 22
Isabel At Sunset (Melò pop - Parma)
Black Candy (Garage/Punk - Modena)
Altro (New panc - Pesaro -Love Boat Records)

Venerdì 23 luglio
In My Room (Slowtronica - Parma - Suiteside Records)
Three In One Getleman Suit (Indie rock - Modena - Fooltribe Records)
Yuppie Flu (Indietronica - Ancona - Homesleep Records)

Le prime due serate sono a ingresso libero, la terza costa 5 euro, oppure 2 se siete soci dell'Associazione Pandora, che insieme al Comune di Medesano da cinque anni mette in piedi la baracca.

lunedì 19 luglio 2004

Blog Out Live

Blog OutDomani sera allo Juta Cafè di Modena non si parlerà di blog.
Quelli di polaroid e Leonardo, insieme all'imprescindibile Jonathan Sisco Da Montevideo, piuttosto cercheranno di proporre una versione dal vivo di quello che era già stata il "semplice" progetto di Blog Out: una selezione di testi pubblicati in rete e che presi tutti assieme danno un'idea di quello strano genere letterario che è diventato in questi anni il blog.
E in più noi ci metteremo la musica: con un dj set dalle 20 alle 22, e poi in reading per voci e chitarra.
Non mancate, domani sera all'ora dell'aperitivo, dalle parti di Piazzetta della Pomposa a Modena.

venerdì 16 luglio 2004

Get ready for the all-candy hits nite!

DJ Amarezza rock'n'roll animal (click) - la foto l'ha fatta Giovanni Gandolfi

L'ultimo loro concerto è stato sospeso dopo appena due canzoni, ma le nostre eroine punk non si danno per vinte, ed eccole quindi on the road again a portare il verbo di Candinista nel mondo.
Ladies and gentlemen, per voi, questa sera, a Vicolo Bolognetti, aggratiz, le Black Candy!!!

Il trio modenese non avrà open acts, né farà da spalla ad altre band. Come sottolinea Dj Amarezza, "questo significa un'ora di candynoise! quello che significa non lo sappiamo poi bene neanche noi, visto che non abbiamo mai suonato così tanto, comunque preparatevi con i vostri ghetto blasters e le magliette dei ramones!".

Pare anche che le sorprese non saranno poche: "possiamo anticipare che suoneremo succulenti pezzi nuovi... tra cui I get drunk like pizzul after italia bulgaria but it's because i love you, baby. Non mancate! Oh, veramente! Va bene che abbiamo svuotato il penultimo posto dove abbiamo suonato, e nell'altro non ci hanno fatto fare due pezzi, però fateci sentire un gruppo seminale il giusto!".

L'hai detto Bitt. E voi siete avvisati. Ci si vede a banco, verso le novemmezza.

Mara @ Incasino Fest - Scandiano (click)


Da non perdere (2)

Tratto da Losing Today in edicola o dal prossimo numero ( se stavolta non sale la recensione delle Black Candy la redazione di polaroid si licenzia in massa!)
(ehi!, era da un pezzo che non mettevamo qualche recensione sul blog)


The Smittens 'Gentlefication Now!'- The Smittens, Gentlefication now! (Dangerfive Records). Imparare a suonare la batteria tamburellando le dita sulla scrivania in ufficio, diventare cantanti perché si è i più eleganti ricercatori del Dipartimento di Geografia, avere una gatta di nome Squrrrl che fa la guardia al banco di registrazione nel mezzo dell'appartamento: benvenuti nel magico e sorridente mondo degli Smittens, quintetto proveniente da Burlington, Vermont, capace di incarnare alla perfezione il modello twee. Ideale incrocio tra Archies e Beat Happening, gli Smittens ereditano dai primi l'immaginario dei cartoon e l'amore per le melodie semplici e zuccherine, a tratti quasi infantili, mentre dai secondi deriva un approccio radicalmente Do It Yourself e la consapevolezza politica che ne consegue ("being nice IS a political act") e che li porta a tenere numerosi concerti di beneficenza. Il loro debutto è nel segno dell'imperativo Gentlefication now!: un mondo indie-pop migliore è possibile.

I'm With Cupid - a Waxfruit Transatlantic Valentine- V.A., I'm with Cupid - A Waxfruit transatlantic Valentine (Waxfruit). Come è universalmente noto, per conquistare la persona di cui siete innamorati non c'è cosa migliore di un bel nastrone. E così, anche se San Valentino è passato da un pezzo, questa compilation nata come idea per un indie-regalo in occasione del 14 febbraio resta comunque un indovinato dono per tutti i nuovi amori sbocciati in primavera. L'etichetta Waxrecord è frutto degli sforzi congiunti della britannica Where It's At Is Where You Are e della statunitense Stereorrific Records, e inaugura il catalogo sotto i migliori auspici, dato che questo cd seleziona ben 22 tra i nomi più interessanti dell'underground di Gran Bretagna, Stati Uniti, Svezia e Brasile: The A-Lines (con una cover di Can't explain dei Love dall'irresistibile handclap), i deliziosi The Would Be Goods, Komathron (futuri Postal Service?), i surfeggianti Cut-Outs, i Free Loan Investments mai sentiti così lo-fi, The Raindrops che tramandano il verbo di Teenage Fanclub, Doug Sheperd sulle orme di Nick Drake... e la lista potrebbe continuare. Ce n'è abbastanza per almeno un paio di nastroni: innamoratevi!

Shumai 'Tastes Like Summer'- Shumai, Tastes like summer (Total Gaylord Records). Chi temeva di essere condannato alla nostalgia di una band come le Talulah Gosh per il resto della propria vita oggi può consolarsi: gli Shumai sono qui per trasportarci di nuovo, e in sole otto mosse, nel pieno della golden age dell'indie-pop. Provengono da Boston e della stessa città è l'etichetta che pubblica il loro debutto Tastes like summer. L'album raccoglie i brani di un paio di ep precedenti e mantiene quello che il titolo promette. Le otto canzoni dai bizzarri titoli ("Are you Jeff Corwin experienced?", "Soulmate of the ice cream girl"), infatti, hanno lo stesso sapore di un'estate, quella però sognata o ricordata quando si è ancora avvolti dalle brume autunnali. E così, continuamente sospesi tra spensieratezze melodiche (più riuscite quando le voci sono femminili) e inevitabili malinconie adolescenziali (con contrappunti di synth retrò), si perpetua il semplice, superfluo e indispensabile, incanto del pop.
Una polaroid postmoderna 'Italia '80 - Il rock indipendente degli anni 80', a cura di Arturo Compagnoni

A proposito di cose interessanti che si trovano in edicola in questi giorni, qualcuno di voi forse si sarà accorto che Rumore di questo mese ha allegato un volumetto dal titolo "Italia '80 - Il rock indipendente degli anni 80".
Il libro è a cura di Arturo Compagnoni, e ci sentiamo di consigliarlo di cuore a chi come noi cerca di capirci qualcosa parlando di musica "so called indie" in Italia.

Non ci sono solo le recensioni dei dischi fondamentali del decennio, ma anche belle interviste a personaggi che avrebbero parecchio da insegnare anche alla scena d'oggi (una per tutte, quella a Oderso Rubini).
Nel nostro piccolo, abbiamo tentato di dare un modesto contributo al ritratto d'epoca con un articolo in appendice dedicato a Pier Vittorio Tondelli. Lo trovate anche su polaroid alla radio.

giovedì 15 luglio 2004

Ti ricordi Franz?

Il remix dei Daft Punk mi lascia abbastanza indifferente, ma la cover dal vivo di Take me out ad opera degli Scissor Sisters è davvero sorprendente. Stiamo ovviamente parlando dei Franz Ferdinand e in questa pagina trovate tutto quello che potete desiderare del quartetto di Glasgow.
Parkspliced

Stavolta tocca ai Blur. Seguito ideale di London Booted, Parkspliced è un album doppio tutto da scaricare pieno di remix più o meno "bastardi". Per quanto ne ho ascoltato finora, un lavoro che potrebbe anche piacere agli stessi Albarn e soci.

mercoledì 14 luglio 2004

Da non perdere

Losing Today n.1


Come forse saprete, c'è una nuova rivista musicale in città. Si chiama Losing Today e porta un sottotitolo ambizioso: "the indie music magazine".
Credo che un modo gentile per evitare di dare definizioni su cosa sia "indie" oppure no potrebbe essere quello di spiegare che è "sentimentalmente indie" il modo in cui la rivista è fatta. Se non fosse per la grafica curatissima, le fantastiche fotografie e la carta elegante, probabilmente i ragazzi di Roma avrebbero preso in mano anche forbici e colla. Ma il Do It Yourself per fortuna si è fermato alla selezione musicale, abbastanza obliqua per il lettore medio di riviste.
A chi frequenta questo blog e quelli spesso qui linkati, invece, potrà capitare di respirare una certa aria di famiglia. Poi magari si dà un'occhiata ai credits e si scoprono nomi amici, facce viste ai concerti, insospettabili e inaspettate coincidenze.

L'idea, credo, è che tutte queste persone facciano un giornale con lo stesso spirito spontaneo, sincero e sentito con cui parlano di musica sui loro blog, nei forum e sulle mille mailing list. E la cosa assume ancora più valore se tutto ciò si tramuta in un giornale figo come questo.
Che poi, basterebbe spendere quei 3 euro e novanta solo per avere il cd allegato e ascoltare la traccia numero uno, a ripetizione. Preparatevi, perché Our nature degli Yuppie Flu è già una hit dell'estate. Ovviamente di un'estate indie.
Tutto il resto l'ha già detto Emiliano e a lui, e ad Andrea e Fabrizio, vanno tutti i nostri in bocca al lupo per aver realizzato un piccolo sogno.

Aggiungo poi.
Non sono stati soltanto i racconti di chi c'era a spiegare come quella serata a bolognetti finì per essere lo zenit di un hype che si manifesta senza pretesti: la festa per il successo di un'ipotesi senza altri fini.
Lo penso adesso, che pure non c'ero: una maglietta rosa con tre punti esclamativi bianchi, leggermente slabbrata, le pagine liscie di una rivista bella quanto the wire che ci contiene.
Tutti.
Come una polaroid che, preso corpo pian piano, crudele ancora con la tua circoscritta pazienza, inaspettatamente, esca nitida e limpida al punto di sembrare trasparente (un'ipotesi, si diceva, di chiarezza e lucidità).
Wow.
Grazie a tutti.

martedì 13 luglio 2004

Wilco live

Su Glide Magazine c'è un intero concerto degli Wilco dello scorso 20 maggio da scaricare.
Il set è diviso in due parti, perciò date un'occhiata all'archivio (dove trovate anche Beastie Boys d'annata e altro).

lunedì 12 luglio 2004

Strange things will happen

Dal giorno in cui l'ipod in modalità casuale riproduceva 1995 mentre leggevo le ultime righe di Glamorama le cose hanno cominciato ad assumere uno strano aspetto.
Il sole bruciava ovunque e il feedback si mischiava alla risacca.
Lo smalto di mia sorella aveva cominciato a cambiare con il tempo come statuine di sale di cobalto.
Vecchietti abbronzati a bordo piscina fischiettavano con accento tedesco we have all the time, gli occhialini speedo sulla testa, dopo cento vasche a delfino.
Bambini sovrappeso fotografavano Licia Colò intenta a staccare la coda a lucertole sonnolente.
Alla piscina kneipp, nella parte a 18 gradi, a mezzogiorno, James Van Der Beek flirtava in romano con una tipa di un pallore quasi dark in canottiera nera e pareo batik.
Piccole farfalle bianche erano dappertutto.
Harry Potter and the philosopher's stone cambiava in chambers of secret, in prisoner of azkabar, tutte le volte che lo toglievo dalla borsa per cercare di leggerlo.
Al bar la menta diventava mojito solo toccandola e i limoni rotolavano nella piscina olimpionica, veloci al gesto del vento che soffia nella baia.
La Vita dopo Dio dissolveva al sole assumendo subito prima la consistenza del vinile scolpito in molteplici forme di tecnologia obsolescente.
In treno, la mia prenotazione ruotava sul biglietto come in una slot machine cosicchè dovevo continuamente cambiare di posto. E c'era esattamente quel freddo.
Ho detto a mia sorella di non preoccuparsi, che erano soltanto gli anni novanta che ritornavano con prepotenza, sfuocandoci la vista. Lei mi ha chiesto ridendo se ero di nuovo posseduta come quando avevo accusato il controllore di essere un impostore e mi ero fatta fare una multa vera in gesto di sfida. E che una volta a casa tutto sarebbe tornato come prima. Ogni cosa al suo posto.
Stamattina l'ho chiamata allarmata mentre era al lavoro - il mio fidanzato in mia assenza è diventato John Travolta.
Poteva andarmi peggio.
Blog che suonano per davvero
(mica come questo)

Il sempre prezioso Metafilter fa un'ottima rassegna dei blog che ogni giorno mettono a disposizione mp3 da scaricare.
Aggiornate i vostri favourites, e se per caso non tornerete più da queste parti, ciao, è stato bello incontrarsi!


ps: uno di questi, newflux, è stato recentemente intervistato anche dalla Reuters.

sabato 10 luglio 2004

Pardon my freedom - Quando la musica prende il sopravvento
!!! live in Bologna, 9 luglio 2004

L'ultima cosa che ti aspetti a un concerto di una band come i !!! è di cantare convinto le parole di una canzone con le mani verso il palco.
Neanche ci si trovasse davanti a qualche poeta cantautore, o a un gruppo hardcore politicamente impegnato che infila proclami in ogni strofa.

Il fatto è che qualcosa è scattato nel momento in cui i nudi neon bianchi hanno illuminato dal basso quei sette scalmanati in mezzo al quadriportico di Vicolo Bolognetti.
E tu, cominciando a muoverti sulla cassa in quattro incalzante e calda, hai capito presto dove saresti andato a parare. Esattamente lì, al quindicesimo secondo del quarto minuto di quel vecchio singolo che tante volte avevi già sentito al Covo e alla radio. Non avevi mai preso seriamente in considerazione il fatto che quel pezzo avesse un testo, ma ieri sera, davanti a loro, ti è salito al cuore, partito dalle gambe che non si tenevano, in tutta la sua incontenibile evidenza:

«people always ask me "what's so fucking great about dancing?"
how the fuck should I know? Yeah, even I can barely understand it
but when the music takes over, the music takes control»

In tutta la sua fucking shit evidenza, l'abbiamo sentito ieri sera. Chi ha sudato, chi ha urlato, chi ha mosso il culo, chi ha sollevato la polvere di Bolognetti lo sa.

E poi è stato proprio bello vedere Alberto, Arturo e Fabio (gente che era già sulla scena quando questi suoni non erano revival) ballare, sgomitare e saltare in prima fila. E' stato bello avere intorno (quasi) tutte le amiche, gli amici e i favourite links, anche quelli più lontani e quelli più celebri (Lucio ha detto che sembrava una di quelle serate che di solito leggiamo sui blog newyorkesi). E' stato bello sfogliare finalmente Losing Today. E' stato bello avere la conferma che il campanaccio è lo strumento dell'anno.

Così, alla fine, "what's so fucking great about dancing?"
Non lo so, forse avrei dovuto chiederlo ai ragazzi di Sacramento alla festa in Via Delle Moline a cui ho deciso di non andare, lasciando che l'ebrezza per una volta fosse solo quella del basso della batteria della chitarra delle percussioni e dei synth che ancora si scuotevano sotto pelle.
Qualcosa che ha a che fare con una gioia possibile al corpo anche se la testa è appesantita da pensieri, una gioia assoluta, totale, libera. Pardon my freedom.

venerdì 9 luglio 2004

Tre punti esclamativi caldi

Non so proprio come qualcuno potesse pensare di mancare questa sera a Vicolo Bolognetti per il concerto dei !!! (as oftenly reported, !!! is pronounced as any three repetitive sounds. Common interpretations are chicchicchic, powpowpow, uhuhuh, among many unlimited possibilities).

Dice: sì, costa un po' tanto, sì, vedrai che dal vivo non rendono, sì, ma a me tutto 'sto parlare di 'sto disco...

Allora, régaz: le voci che girano in città sul cachet sono abbastanza inquietanti, tra l'altro loro sono in sette/otto, e poi a Vicolo Bolognetti per l'occasione hanno dovuto mettere su un impianto nuovo, che è stato un po' come pagare due gruppi, fate voi. Secondo: i reportage dei loro concerti (vedi l'ultimo Coachella) sono abbastanza esaltanti. Ma vatti tu a fidare dei blogger, vero? Infine: i dischi di cui parlano tutti, sì, a volte possono risultare un po' antipatici. Ma stasera c'è un concerto: no seminari di giornalismo, no convegni su comunicazione & media. Ballare, giovani, ballare!

E comunque, come può pensare qualcuno di mancare ora che anche Simona ha annunciato la sua presenza?


(ps: se qualcuno è già in zona, si parla di un possibile dj set al Disco D'Oro nel tardo pomeriggio. Non è confermato, ma io un giro lo farò)

giovedì 8 luglio 2004

Concerti
If you're feeling sinister

Hey, io ci sono ancora: è la La Laura quella andata in vacanza. Se qui sembra un po' abbandonato è solo perché, come tutti voi in realtà, in questi giorni avevo di peggio da fare che aggiornare un blog.
Una delle poche cose che mi tiene ancora su è andare ai concerti, specialmente con gli amici. E intendo proprio l'andare assieme, il fare della strada, che poi il restarci, l'ascoltare e il guardare, son cose da fare, in un certo senso, da soli, anche se si balla vicini, anche se ci si incontra, anche se si fanno tutti i commenti a tutte le canzoni.

Prendi la bella serata di martedì su alla Macchia, nelle colline sopra Bologna, in questa specie di terrazza sospesa tra le rocce di gesso di una cava abbandonata e la valle buia di sotto, che poi se ho capito bene è una specie di riserva naturale con dei gufi imperiali o qualcosa del genere.
Era uno scenario formidabile per la musica dei Telefon Tel aviv, il cui ultimo disco quest'inverno era stato incensato da tutti e che a me aveva detto veramente poco. L'altra sera dal vivo, in versione "strumentale" (ovvero solo un paio di laptop, senza basso né voci soul) io li ho trovati perfetti.
Soffiava questo vento, e il suono era a un volume davvero impressionante eppure non dava fastidio, tutto era nitidissimo, potevi quasi sentire il rumore amplificato degli hard disk macinare i beat. Oceani di archi riverberati e impastati sopra ritmi in frantumi, avrei potuto stare ad ascoltare per ore.
E però di quella sera ricordo molto bene anche il salire veloci la strada di collina in macchina con FedeMC ed Elena, ascoltando l'ultimo bellissimo disco dei New Year. Era proprio una sera d'estate, andando con la macchina e i finestrini abbassati, ascoltando la musica.

Oppure ieri, il doppio concerto di Rapture e Belle & Sebastian a Ferrara Sotto Le Stelle: una serata giunta a recuperarmi in extremis in mezzo a una settimana con poco altro da salvare.
I Rapture forse non avevano tutto il tiro che ci si poteva aspettare da loro (se i Disco Drive vanno in America spaccano) però sono stati molto divertenti, sorridevano e ballavano male come tutti noi. E se il gran finale di House of jealous lovers non era così tanto da sudare come in pista al Covo, in compenso Love Is All è stata strepitosa, quasi strokesiana. Bassista in El Guapo mood, cantante con vera voce smithiana tenuta su egregiamente fino alla fine (o quasi).

E che dire poi dei Belle & Sebastian? E' la quarta volta che li vedo e ogni volta mi sembrano in costante miglioramento. La piazza era incredibilmente vuota e senza fatica si poteva andare vicino per vedere Stuart Murdoch gonfiare le vene dei bicipiti o Stevie Jackson fare tutte le smorfie da Benny Hill Show a spalle strette.
La scaletta era veramente uno spasso, con tutti i pezzi più allegri del larghissimo repertorio della band scozzese, mentre classici tipo Fox in the snow platealmente negati al pubblico implorante ("oh, the snow melted so long ago"). Certo, non è un vero concerto dei B&S senza Sleep The Clock Around, ma sono sicuro che stavolta non l'hanno fatta solo perché mancava La Laura, però hanno suonato Waking Up To Us perché c'era Bob Corn nelle prime file, e Get me away from here, I'm dying perché quella che aveva tutta l'aria di essere Patrizia dei Pecksniff è salita sul palco a ballare, e infine I'm a cuckoo perché la voleva Inkiostro.
I Belle & Sebastian li senti proprio così, ormai: un gruppo di amici con cui staresti in compagnia ben più di due ore, tra canzoni, chiacchiere e qualche rum. Un po' come quelli che poi ti accompagnano a casa in serate come questa.
Il triste crepuscolo di Emerson, Lake & Palmer (chi?)

Vabbè, qui non scrive niente nessuno, volete proprio costringemi a svaccare.

Allora, io ho una buona notizia, e cioè: gli Ottanta no, ma i Settanta sembrano sul punto di finire. Che è meglio di niente, o quasi. Basta guardare il destino di Emerson, Lake e Palmer (chi?)

(Volendo, questa è la principale differenza con gli Ottanta veri, che erano impregnati di musica anni Settanta dappertutto: per radio era più facile sentire i Doobie Brothers che i Pixies).

Se poi mi chiedete come ho fatto a capirlo, beh, ragazzi, io sto a Modena, queste cose si sanno. Credo perciò di rendervi un utile servizio postandovi il programma della Festa dell'Unità di Paganine (MO)

Martedì 29/6: Orchestra spettacolo Gli Zeta
Mercoledì 30/6: Deep Purple Tribute Band
Giovedì 1/7: Orchestra Roberto Morselli & Maurizia
Venerdì 2/7: Pearl Jam tribute band
Sabato 3/7: Orchestra Bruno Berselli
Domenica 5/7: Led Zeppelin Tribute Band
Martedì 6/7: Orchestra Morena Santamaria
Mercoledì 7/7: Emerson, Lake & Palmer
Giovedì 8/7: Serata della canzone dialettale modenese
Venerdì 9/7: Orchestra Debora
Sabato 10/7: (Doppio spettacolo) Paola Pirondini e la sua orchestra / Electric Gypsy, triuto a Jimi Hendrix


Io non so se Emerson, Lake e Palmer (chi?) avrebbero mai pensato di finire così in basso, tra le tribute band dei loro colleghi.
Io non so se i frequentatori della Festa si siano accorti che non era una tribute band, ma proprio loro, gli storici Emerson, Lake e Palmer (chi?)
La cosa che so quasi per certo, è che non possono aver fatto il pieno dell'Orchestra Bruno Berselli. Perché gli anni Settanta stanno tramontando, ma ragazzi, qui da noi i Cinquanta ruggiscono ancora, alè, a mo' no...
Bisognerà finirli a cannonate.

sabato 3 luglio 2004

Out of time
Gli Anni Ottanta di oggi

Nel giro di una settimana abbiamo visto tre concerti finire nella gloria di canzoni come There is a light that never goes out, Where is my mind? e Forest.
E non erano cover.
Abbiamo visto i Beastie Boys coi capelli ormai bianchi dal vivo sul palco degli MTV Movie Awards, davanti a una platea di star che avrebbero potuto essere loro figli.
Ed erano in forma come non mai.

Io ero un po' confuso, avevo gli occhi appannati. Ho pensato che forse dovevo lasciar passare un po' di tempo prima di pensarci. Poi mi sono accorto che il disco che stavo ascoltando più spesso in questi giorni era Bug dei Dinosaur Jr., datato 1988 (e non lo dimostra).
Per non parlare del monumentale nuovo album di Two Lone Swordsmen, non propriamente dei ragazzini, o l'effetto che mi ha fatto maneggiare quel bellissimo oggetto che è la ristampa dei primi due dischi dei Gaznevada, e poi ascoltarli a ripetizione mentre ritornavo su Pier Vittorio Tondelli (i libri venduti a vent'anni si ricomprano a trenta).

Che cos'è, tutto questo tempo che passa e non passa? Che cos'è questo precariato sentimentale che fa della mia età qualcosa non abbastanza cool per un'antologia Einaudi Stile Libero, ma già troppo Zeitgeist per una qualche intuizione originale e redditizia?
E perché ogni cosa parte dalla musica (techno-pop o punk funk pare indifferente)?

Fa venire le vertigini quella che a volte sembra proprio l'impossibilità di stabilire una qualunque distanza dal passato (magari tutto conservato nelle copie cache di Google). Doversi di continuo ricordare l'età che si ha, le cose fatte e quelle da fare, le cose impossibili... ecco, tutto ciò credo non faccia molto bene a nessuno di noi.

Solo la visione di Liquid Sky, film "new wave" del 1982 (ma dove i personaggi si considerano punk), l'altra sera mi ha restituito per un po' la sensazione "salutare" di qualcosa di irraggiungibile, la certezza che gli Anni Ottanta erano proprio diversi da oggi e sono sempre più lontani. Tutto il resto, per ora, presenta ancora un fuso orario sballato, e noi soffiamo di jet lag generazionale.
There is always something there to remind me (2)

Week in Week out degli Ordinary Boys è già uno dei singoli della mia estate, grazie a Morrissey che mi ha messo la pulce nell'orecchio e ai Martini Bros. che me me li hanno fatti ascoltare per primi.
Però appena finita la bella canzone (molto brit classica), non so perché ma mi resta in testa Dynamic calories di Stephen Malkmus.

(tra prentesi: prepariamoci, che tra poco per gli Ordinary Boys potrebbe scatenersi un casino simile a quello di qualche mese fa per i Franz Ferdinand)
Walls come tumbling down

Fino a qualche tempo fa camera mia assomigliava un po' alla sala bar del Covo nel 1997, tutta ricoperta di locandine di concerti con le date scritte a pennarello.
Poi ho deciso di smettere di raccogliere e riappendere i poster che, per il caldo o per il vento, continuano a cadere (forse farò un'eccezione per le Bascarsisjske Noci di Sarajevo 2000 e il rassicurante azzurro di Stars Never Looked So Bright dietro il cuscino).
Mi stavo giusto chiedendo quale sarebbe stato il prossimo ad abbandonarmi, quando è caduto il lampadario.

giovedì 1 luglio 2004

QUARANTA

Le 1000 volte che abbiamo cantato Here. Naturalmente sbagliando tutte le parole, a parte quelle del ritornello, forse.

Il concerto di Grandaddy al Maffia.
Che ancora non sapevamo di quella cover alla fine.

La sera di Pavement al Vox.
Che ancora non sapevamo sarebbe stata la loro ultima.

Il primo Benicassim. Con i baristi che sembravano divi del surf a servire gin tonic in serie. Gratis.

L'Oktoberfest del 1998, quando le sette della sera parevano già l'alba del giorno dopo. La delusione di Belle and Sebastian, la scoperta di Lucksmiths.
E degli Sportsguitar interessava solo a noi.


New York City, Ben Lee e le giovani attrici americane.

La prima volta di Julie's Haircut, in quel tunnel sotterraneo di via Mascarella.

Le vie di San Francisco, le fragole assassine e la Death Valley. Come nel film di Michelangelo Antonioni.

Marina di Ravenna, laggiù al molo il venerdì dopo il lavoro. Seduti, le gambe appoggiate sul muretto, con il sole che sbatte negli occhi e il bicchiere in mano.
E quella canzone di Mark Eitzel che girava senza sosta dentro il walkman attaccato al televisore.

Praga, tra gli studenti americani in prima fila.
Giurerei ancora che ad un certo punto Casablancas ci ha fissato e ha strizzato l'occhio.

Il banco del bar del Covo, quello all'ingresso e l'altro giù in fondo. E i chilometri macinati su quei pavimenti.

I drink lunghi, anzi infiniti prima dei concerti. Poi risalire Via San Donato e parcheggiare di fronte la farmacia, dall'altra parte della strada.

La settimana di Bentivoglio.
Quella si che è stata difficile.

Ma poco importa.

Auguri Fabio.