domenica 30 giugno 2002

sabato sera antiproibizionista per le vie di Bologna,
e piacevole la sensazione di camminare nel bel mezzo di Strada Maggiore, con la "critical mass" danzante.

Nota decisamente negativa invece per quanto riguarda la copertura dell'evento.
A Bologna ci sono quattro radio che definire "underground" è pura leziosaggine, oltre che eufemistico. Nessuna di loro questa sera sta trasmettendo quello che suona la città.

E dire che Radio K Centrale ha pure uno dei camion con i sound system, e Radio Città 103 fa parte del network di Radio Gap che promuove la tre giorni. Niente.
Fujiko ha un nastrone e su Radio Città del Capo c'è il Rototom Sunsplash.

Saranno già tutti in vacanza? O stanno tutti ballando e fumando a Villa Angeletti?

sabato 29 giugno 2002

wow, oggi Polaroid è "blog del giorno" su ...cool!
grazie régaz, se un giovedì sera passate per Bologna portate un po' di dischi e qualche birra e fate un salto in radio:-)
oppure ci vediamo a Padova sabato prosssimo.

Comunque il discorso è proprio quello: tenere insieme discorsi differenti (come polaroid alla radio, appunto).

Suppongo che avremo una quantità di contatti in più e forse dovrei mettere qualche post memorabile. Ma ho deciso che parlerò di qualcosa che mi è successo oggi (fa più blog, no?).

Io sono una persona superficiale, e mi dimentico spesso che amo i Diaframma. Da sempre, anche da prima che Glauco (a cui va la mia perenne gratitudine) mi regalasse un preziosissimo vinile dentro un sacchetto di un negozio di dischi piuttosto militante che ora non esiste più.
Ho dei ricordi di Siberia sulla vecchia Videomusic, gli scalmanati Diaframma che cantavano in italiano qualcosa che non sembrava italiano, era rock, e ci si spettinava ad ascoltarli.

Questa mattina ho cercato per tutta Bologna, in ogni cazzo di posto, ho trovato dappertutto soltanto gli stessi tre dischi:
la ristampa di "Tre volte lacrime" con bonus tracks, "Coraggio Da Vendere" del 1999 e "Il futuro sorride a quelli come noi" dell'anno scorso.
Incredibile, in un negozio gestito da due DJ sottocelebrità locali, resisteva sopra uno scaffale "Scenari Immaginari". L'ho comprato anche se non era quello che cercavo. Perché mi sembrava ammirevole che fosse riuscito a finire lì.

Perché Federico Fiumani è così sottovalutato? Perché c'è gente che fa dischi, firma contratti, ottiene credibilità e celebrità, e non sa fare nulla, non sa scrivere e far vivere un'idea di arte come è riuscito Fiumani?

Poi a casa, mentre il cielo dopo la pioggia faceva quasi primavera, questi versi di "Dammi tempo" mi sono sembrati una profezia allo specchio, la voce di qualcuno che ne ha passate e si è ritrovato ancora lì, con la chitarra al braccio, a sudare sopra un palco per quelli che sapevano ascoltarlo:

Sarà che io qui non sto al gioco
sarà che qui io rendo poco
sarà che gli uomini tendono a un misero scambio con me:
sarà che gli uomini sanno quello che toccherà a me


venerdì 28 giugno 2002

e finalmente ecco la scaletta della puntata collettiva di polaroid del 20 giugno

1. Domotic: Consilium industri (da "Bye Bye", activesuspension records)
2. Múm: Green Grass of Tunnel (da "Finally We Are No One", Fat Cat records)
3. Hanoi Rocks: Tragedy, (dall'album "Bangkok Shocks, Saigon Shakes, Hanoi Rocks")
4. da Ghost Dog Original Soundtrack: Samurai Code Quote + Strange Eyes - Sunz Of Man, 12 O´Clock & Blue Raspberry
5. Belle & Sebastian: Get me away from here I'm dying, (da "If you're feeling sinister", Jeepster)
6. Frank Zappa: Bobby Brown (da quale album Frederic?)
7. The Breeders: Huffer (da "Title TK", 4AD)
8. Gary Moore: scusa Franco, abbiamo dimenticato il titolo
9. Mogwai: Punk rock (da "Come on die young", rockaction)
10. Bright Eyes: From a balance beam (da "There Is No Beginning to the Story", Saddle Creek)
11. The Smiths, Cemetery Gates (c'è bisogno di dirlo? da "The Queen is dead")
12. The Faint, Agenda Suicide (da "Danse macabre")
13. Extreme, Strutter (cover dei Kiss tratta dall'album tributo "Kiss my ass" del 1994. Perdonaci, Antonio)
14. Litfiba: Prima guardia (da "El diablo")
15. Wu Tang Clan: Protect ya neck ?
16. Sonic Youth: Radical Adults Lick Godhead Style (da "Murray Street", Interscope)
Gran Finale con l'autoscatto tutti ai microfoni cantando There is a light that never goes out degli Smiths:-))

giovedì 27 giugno 2002

polaroid fuse

- C’è quest’idea che gira nella redazione di Polaroid da un po’ di tempo: una guida turistica radiofonica. Cioè una guida che ti dice quali sono le radio da ascoltare nei vari luoghi.
Ad esempio, se progettiamo di andare in Portogallo in macchina, su quali frequenze di quali città dobbiamo girare l’autoradio, a quali ore ecc.
Qualcuno avrebbe voglia di sovvenzionare il progetto? Noi ci mettiamo il mezzo :-)

- Oggi, mentre facevo il mio solito lavoro (otto ore di copy&paste), mi sono detto che in fondo l'epoca di post adolescenza che sto attraversando (e che si presume durerà almeno un altro decennio), permeata di un disagio imprecisabile, colorata da improvvise folate di emozioni e farcita di un’autoironia senza presa e malinconica, in realtà è solo una fase di adattamento, un passaggio in cui si deve comprendere più o meno lentamente che ciò che ci si aspetta da noi è soltanto efficienza (o una sua parvenza), mentre il momento per realizzarsi si è concluso poco sotto i venti. Siamo o non siamo l’animale di questo pianeta che impiega più tempo a svezzarsi?

- Credo che La Laura abbia ragione: ormai non parlo più con nessuno se non per mettermi d’accordo per qualcosa: appuntamenti, scadenze, incontri, spostamenti.
Sempre altro, più avanti, rincorrendo niente.
Una fondamentale mancanza di immaginazione, un vuoto di argomenti: altro che content editor.
È come perdere tempo in anticipo.

mercoledì 26 giugno 2002

Poteva riuscire, francamente, una serata del cazzo.
Stai a sudare in ufficio da settimane, boccheggi in città, annaspi dentro un autobus e l’unica sera che c’è davvero qualcosa di impedibile: piove.

A Ferrara, per il concerto dei Múm (e anche dei Dirty Three, ok), era presente tutto il gotha della scena indie della Bassa: giornalisti musicali, gente della radio, fondatori di etichette discografiche, ragazze in sottoveste e sandali, gestori di negozi di dischi mooolto esclusivi, siti web tres tres cool, chitarristi post rock, quadri dirigenti dell’arci, fotografi digitali, ragazze in sottoveste senza sandali, tour promoter, dj, ex dj, futuri giovani scrittori.
(sì, l’adesivo dell’accredito va portato decisamente molto basso sulla maglietta)

Comunque piove un temporale estivo e non fa freddo, pare che restituiscano i soldi del biglietto, e poi no, intanto andiamo a prendere un’altra birra, si chiacchiera sotto il volto buio del ponte levatoio, incontro Lucio (quando su queste pagine?), nel fossato i disegni dell’acqua, la gente non se ne va (bene).
E poi i Múm escono a sorpresa e fanno due canzoni in acustico sotto il porticato a lato del cortile del Castello di Ferrara, per non abbandonarci, e io penso che tutto sommato i dieci euro la serata li meritava lo stesso, anche solo per vedere la scena di come quattro ragazzini (fisarmonica, violoncello, melodica, un piccolo Casio scollegato e tenuto insieme da nastro isolante giallo blu e rosso, ma soprattutto due filiformi voci femminili da innamorarsi) riuscissero a tenere in silenzio forse duecento persone grazie appena a un paio di piccole nenie, ninne nanne che possono provenire solo dall’Islanda o da un pianeta molto piccolo ai bordi di una galassia piuttosto malinconica, e al loro inconfutabile fascino.

La gente si è seduta per terra, ha ascoltato col fiato sospeso (ok, tranne qualche inevitabile cellulare) fino all’ultima nota un carillon appoggiato sopra la cassa del violoncello (per aumentare l’acustica?): roba che a spiegarla il giorno dopo non è così semplice.
(e poi volete mettere quanto ci si potrà sentire fighi raccontando di aver sentito Green grass of tunnel unplugged?!)

Dopo, ancora tra applausi commossi, i Dirty Three portano la batteria e due ampli e attaccano il loro show, ubriaco e costruito su cavalcate estenuanti, ma non ne so molto, lo ammetto, e insomma: mi sono seduto contro il muro in fondo a scrivere due righe all’IngegnIere che era stanca e non era venuta.
Per fortuna incontro anche Simone, come solito ci mettiamo a chiacchierare “using half-understood pop psychology as a tool”, quando all’improvviso ci vengono a chiedere in inglese di spostarci perché devono montare gli strumenti.
What? Quali strumenti? I Múm non erano il gruppo di apertura? Non avevano fatto un paio di pezzi tanto per non restituirci i soldi (sospetto serpeggiato tra il pubblico appena riacquistato quel tanto di self control e cinismo)?

E poi è successo qualcosa che descrivere come magico o emozionante è un po’ stucchevole, lo so, ma il fatto è che eravamo seduti per terra in mezzo ai monitor, praticamente ai piedi delle sorelle Kristín and Gyða Valtýsdóttir (piedi, tra l’altro, calzati da logoratissime espadrillas e scarpette di tela blu da garzone di fornaio: da domani imprescindibili), e mentre quei quattro kids si scambiavano tutti gli strumenti, poi correvano a sedersi davanti ai powerbook e poi di nuovo al piano, in mezzo ai cavi e agli effetti, o si inginocchiavano a turno sopra lo xilofono, i glitch i blip e le lunghe note dolenti, le dita sulla tastiera, la chitarra scrollata con indolenza (oh, mon dieu, Kristín suona anche il basso!), gli occhi chiusi mentre canta e poi li riapre e semplicemente sorride, noi speravamo di poter restare fino a quando il cielo sopra il cortile rinascimentale fosse diventato pallido e un’alba boreale ci avesse fatto accorgere che il Castello si era staccato come un iceberg: i Múm ci avevano portato in Islanda con loro.

martedì 25 giugno 2002

Come purtroppo forse qualcuno saprà, da qualche tempo Polaroid sta cercando preparare un piccolo reading.
Ho trovato su Alice un articolo divertente di Tiziano Scarpa a proposito di letture, vita da pop star e sfighe varie.

Avrei voluto linkare scaramanticamente per La Laura il Dossier Università del Sole 24 Ore di ieri, dove una pagina titolava allegramente "Ponti d’oro agli ingegneri - per i laureati subito un lavoro", ma come sempre ho avuto dei problemi con il sito del quotidiano milanese (straripante di cose, ma quasi mai quelle che cerchi).

In compenso, proprio mentre l’IngegnIere è sotto i ferri, scopro un articolo di qualche tempo fa sulla riforma dell’Albo.
Bohf, speriamo bene, che qui c’è mezza Modena da rifare.
Pesta Duro!

lunedì 24 giugno 2002

domani sera a Ferrara ci sono i Múm in concerto, speriamo di riuscire a trovare qualcuna di queste chicche.

Sempre su Pitchfork c'è una recensione abbastanza interessante: cioè, mette in luce diversi dettagli che per molti lettori e amanti della band islandese sono pregi e non punti a sfavore.

Comunque niente da dire: loro sono proprio belli, (anche dal vivo).

ps: mi segnala Simone (e chi, altrimenti?) che Coupland.com ha riaperto.

pps: grazie ai compari che hanno linkato la copertina del libretto di Polaroid: well, ehm, è... imbarazzante :-))

venerdì 21 giugno 2002

hello régaz,
lascio il post qui sotto così com'è, con i suoi errori e tutto, per rendere meglio l'effetto live'n'direct.
Una perfetta sintesi l'ha già tracciata l'ottimo Franco (dopo la serata di ieri diventa più difficile chiamarsi per URL) e resto in attesa che le menti migliori della mia generazione (ovvero Frédéric, Antonio e Simone) convertano le C60 (sempre che riesca a ritrovare la seconda!) in Real qualcosa per confondere definitivamente le acque (un blog alla radio in un blog?).
Solo ora, nell'altra finestra aperta, mi accorgo della sottilissima battuta di Bruno qui sotto :-))
Cosa aggiungere? Spero di riuscire a postare la scaletta completa al più presto e voglio dire davvero grazie a tutti (anche a Leonardo e la Cri, che sono stati al telefono con noi, a Roberto che ha chiamato dalla Liguria proprio mentre il telefono era occupato e non ha capito niente della segreteria, e a Flavio che ci ha scritto) per aver accetatto il surreale invito del sottoscritto e de La Laura.
@ presto,
enzØ

giovedì 20 giugno 2002

here we are, postin diretta come se fosse streamimg,
racchiusi nel microstudio di Radio Città con La Laura al mixer (speriamo bene!)

Questa è lamia riga :) Frédéric
franco e questo sono io. :)
anch'io mi metto in riga bruno
Chiusi in 10 metri quadri al caldo bevendo vino e mangiando patatine. Ah, sì, c'è anche la musica ;) Simone

Insomma, qua c’èun caldo assassino e mentre Enzo cerca CD a go-go, la Laura fa commenti acidi su di noi poveri «vergini della radio»: insomma, una delle serate più sgurz di questo Giugno. Self-plug: Antonio.


baci, la
abbrasci, enzØ

mercoledì 19 giugno 2002


e chi l'avrebbe detto?
bastavano tre o quattro mail, un paio di telefonate con persone di cui praticamente non hai mai sentito la voce ma hai letto tutto negli ultimi mesi, ed ecco che il blog alla radio non è più soltanto un headline un po' lezioso inventato lì per lì ma diventa la puntata speciale di domani sera (e addirittura finiamo su Blog.it, nonché Bloggando).
È semplicemente fantastico.
Abbiamo detto agli ospiti di portare un paio di dischi e una bottiglia ciascuno.
Voi non mancate: Polaroid, alle venti sul confortante mono dei centotre punto cento in modulazione di frequenza di Radio Città 103.

martedì 18 giugno 2002

Parlare di noi, parlare di noi, parlare di noi...

Mentre fervono i preparativi per la puntata speciale di Polaroid di dopodomani che vedrà riunito dietro lo stesso microfono il gotha del weblogging italiano, mi era sfuggito un articolo di Vita (Ric, almeno potevi avvertire: lo sai che sono un bloggatore dilettante praticamente off line!).

E già che ci siamo, a proposito di radio e blog, anche Radio Città del Capo (che forse, per antagonismo campanilista, non dovremmo linkare ma poi invece lo facciamo, tanto per salutare Giovanni che ce lo ha segnalato) da un po' di tempo a questa parte ha l'ottima pagina delle news che funziona con Blogger.

Comunque, per approfondire c'è l'interessantissimo workshop di Blog.it che "parlerà di weblog, giornalismo peer to peer, knowledge management, intelligenza collettiva e affini".
Qui si può seguire il dibattito.

E per finire: avete sempre sognato di aprire una piadineria e da anni avete in mente un nome favoloso ma non ne avete il coraggio?
Ora potete sfogarvi con Valido e il suo nuovo concorso. E c'è anche un premio!

giovedì 13 giugno 2002

polaroid sparpagliate sul dextop

L'uomo che non voleva un compleanno riassume in ventinove album la colonna sonora della sua vita.
I'm sorry Leo, ma ti posso seguire fino al principio dei Nineties, subito dopo i RHCP, poi ci ritroviamo in zona Stereolab: capirai, un phichetto come me dovrebbe pur aggiungere da qualche parte Nirvana, Blur e Pavement, senza tralasciare Chemical Brothers, DJ Shadow e Aphex Twin...

Mi fa piacere che segnali gli Strokes (per un attimo mi sono sentito padrone dello zeitgeist): forse può interessarti sapere che tra un tour e l'altro (ma quanti concerti hanno fatto in poco più di dodici mesi?) stanno già registrando materiale per un nuovo album.

Forse farà piacere a Jonathan, invece, la segnalazione dei King Crimson fatta da Dispenser (un programma radiofonico esemplare).

Intanto, Morrissey ritorna (dal vivo) e un altro dei fratelli Ramones se ne va (qui un bel ricordo).

Il video dei The Reindeer Section, You Are My Joy, è uno dei più tristi che abbia mai visto. Sono sconvolto.

Golem è già partito per le vacanze. Rimangono con noi i cammellini della memoria.

mercoledì 12 giugno 2002

29 anhos de saudade

1973: Led Zeppelin: Houses of the holy
1974: The Who: Quadrophenia
1975: Francesco De Gregori: Rimmel
1976: Bob Dylan: Desire
1977: De Moraes, Toquinho, Vanoni: La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria
1978: The Police: Outlandos d'amour
1979: The Clash: London calling
1980: Talking Heads: Remain in light
1981: Franco Battiato: La voce del padrone
1982: Simple Minds: New gold dreams ('81-'82-'83-'84)
1983: Franco Battiato: L'arca di Noè
1984: U2: The unforgettable fire
1985: Prince: Around the world in a day
1986: The Smiths: The queen is dead
1987: The Cure: Kiss me kiss me kiss me
1988: REM: Green
1989: Pixies: Doolittle
1990: XTC: Oranges and lemons
1991: Red Hot Chili Peppers: Blood sugar sex magik
1992: Until the end of the world (Soundtrack)
1993: U2: Zooropa
1994: Radiohead: The bends
1995: Jeff Buckley: Grace
1996: Cake: Fashion Nuggets
1997: The Cardigans: First band on the moon
1998: Ani Di Franco: Little plastic castle
1999: Stereolab: Cobra and phases group play voltage in the milky night
2000: At The Drive In: Relationships of command
2001: The Strokes: Is this it?
2002. Non so. Magari i white stripes. Qualcuno me li presta?

martedì 11 giugno 2002

il Castello della Rocca di CentoSuvvia, La Laura qui sotto è stata fin troppo modesta.
Quel che si dovrebbe aggiungere qui è che alla rassegna cento-pievese 3 Ponti (lodevole iniziativa supportata dai due comuni a cavallo delle province di Bologna e Ferrara) parteciperanno anche i vostri eroi.

Lunedì 8 luglio, infatti, ebi+Ellegi coadiuvati dall'ottimo Jonathan Sisco alle chitarre proporranno un reading sagacemente intitolato
«POLAROID. Foto alla radio. E qualcosa da bere».

Stay tuned!

Alba&MefistocentosecessionLa prima serata del Cinematografo lunare ha inaugurato a Cento la rassegna 3 ponti che proseguirà fino al 13 luglio. Nella Corte della Rocca è stata proiettata la Rapsodia satanica di Nino Oxilia, restaurata e in viraggio gialloverde. Ad accompagnarla Marco Dalpane che al pianoforte suona Mascagni e il sottofondo altalena della pellicola che gira. Molto secession, decoupage e Billy Corgan. Il cielo era di blu indaco e vento. Il cortile merlato di ocra e i tetti sinistri come violletleduc.


Bello, davvero.



lunedì 10 giugno 2002

Perdonate il ritardo, è stata una settimana così vuota di impegni che non ero ancora riuscito a postare questa mail che abbiamo ricevuto.
In questi giorni della legge Bossi Fini non non si parla già più: al massimo, i titoli tra un gol e l'altro sono per il vertice Fao.
Qualche analisi potrebbe collegare, per cortesia, i due argomenti?
un sentito grazie a Emanuele.



> Da: Emanuele
> Inviato: martedì 4 giugno 2002 15.02
> Oggetto: Migrazione ?
>
>
> Scusate se irrompo nelle vostre cartelle di Posta in Arrivo, ma lo
> sdegno, la costernazione e la rabbia provati alla lettura della legge
> sull'immigrazione quasi approvata sono veramente lancinanti.
> Sono tanti i punti del provvedimento di inaudita violenza, tanti di
> marcato razzismo e tanti anche di egoismo al limite dell'umano: tutti
> purtroppo avvallati da una linea di governo che si autoproclama "cattolica".

> Innanzi tutto il permesso di soggiorno, ulteriormente ridotto quanto
> a durata e pensato esclusivamente in funzione delle nostre necessità di
> lavoro. Sì, perché non si può accogliere qualcuno se non ce n'è bisogno!
> Lo si può accogliere solo se non diminuisce il mio benessere! E quando
> non ce n'è bisogno basta azzerare la quota flussi in ingresso, come
> consente il provvedimento in corso di approvazione.

> Trattamento speciale lo hanno le colf; del resto mi par giusto
> vivere in una bella casa lustra e pulita; anche se c'è chi mangia e
> muore nella polvere. E speciali sono anche le badanti, perché i nostri
> figli, da educare cristianamente, vedano in noi genitori impegnati in un
> lungo e remunerativo lavoro.

> Se poi qualche extracomunitario vorrà riabbracciare i suoi cari
> (quei genitori che noi mettiamo negli ospizi pagando ben alte quote di
> soggiorno), questi dovranno avere almeno 65 anni, età media cui giungerà
> forse tra centinaia d'anni la maggior parte della popolazione africana.

> In ogni caso dobbiamo stare tranquilli, perché tutto verrà
> registrato e schedato. Dispositivi sofisticati pensati da ingegneri
> elettronici di pluricentenarie università italiane scansiranno l'intero
> extracomunitario in modo che sia riconoscibile dovunque vada (e al
> limite possa essere faxato di nuovo nel continente nero).

> Se poi qualcuno di questi tornerà lo etichetteremo clandestino anzi,
> come probabilmente avviene già in paesi più avanzati del nostro,
> terrorista. Perché quello che si deve evitare, come ha affermato il
> nostro ministro dell'interno qualche tempo fa, è questo esodo (anzi
> Esodo) dai paesi poveri verso quelli ricchi.

> Se poi qualcuno se ne vorrà andare è meglio che lo faccia entro
> quegli stessi 65 anni di cui sopra, perché in quel caso non gli
> restituiremo neppure i contributi INPS pagati dal suo lavoro.

> Infine, dimenticavo, un'ultima categoria privilegiata: gli
> infermieri professionisti. E' sì! Perché chi accudisce i nostri obesi, i
> nostri anziani, i nostri cardiopatici? Appunto infermieri professionisti
> africani.

> Tutto questo è diritto spazzatura.
> Vergogna abominevole per un cristiano.
>
> Scusate per lo sfogo; a presto, Emanuele.
>

A questo proposito ricordiamo un articolo del cinque giugno.

domenica 9 giugno 2002

giovedì 6 giugno 2002

Via Simone risalgo a NME che non guardavo da un po’ e vi comunico tristemente che Isobel Campbell ha abbandonato i Belle and Sebastian nel bel mezzo del tour americano. Nonostante il sito ufficiale della banda scozzese affermi che la separazione è stata "amichevole", Pitchfork ci va un po’ più pesante.

Pubblicato il certificato di matrimonio di Megan Martha White e John Anthony Gillis, meglio conosciuti come The White Stripes.
Il comunicato si conclude in maniera abbastanza agghiacciante: "Coming soon: their divorce certificate. Stay tuned".

Il programma di Ferrara Sotto le Stelle si prospetta piuttosto interessante.

E anche queste date sono da segnare sull’agenda:
mercoledì 19 giugno : JULIE'S HAIRCUT + FOURIRE
giovedì 20 giugno : DO MAKE SAY THINK + PERTURBAZIONE
venerdì 21 giugno : YUPPIE FLU + MARLA
presso la festa della sinistra giovanile a staggia di san prospero (mo)

Infine, per restare a tiro di bicicletta, ecco il calendario della Scandellara Rock.

mercoledì 5 giugno 2002

I land to sail
island said
yeah, we’re movin


Sarò sincero, la mia prima impressione dell’ascolto di questo nuovo "Title TK" era che le Breeders avessero messo assieme un album di "buona la prima", che si trattasse tutto sommato di una raccolta di "bozze", solo a tratti illuminata dal genio di Kim Deal.

Del resto, le recensioni che l’avevano preceduto non erano di certo invitanti.
Una canzone come The she (che a Pitchfork suona come "stereolabish") finiva per sembrare quanto meno spoglia dopo il colpo al cuore che sa regalare Off you.
Poi c’era Full on idle, non male, ma riciclata dall’album del 1997 a nome The Amps, temporaneo progetto messo in piedi dalla ex bassista dei Pixies mentre la gemellina Kelley scontava un debito con la legge per problemi di droga.
Un pezzo riciclato, un altro vecchio b-side e uno strascicato strumentale su meno di 40 minuti di album: beh, francamente dopo tutti questi anni poteva essere legittimo aspettarsi qualcosa di più.

Poi, complice un ascolto a cuffie più attente, una maggiore attenzione a versi come quelli citati sopra, il tormentone della conclusiva Huffer (qui il video), il secondo reprise di London song (puro distillato Pixies che vi strappa un sorriso, anche se siete dei redattori di Q), la testa che non può trattenersi dal ciondolare sull’attacco di Forced to drive, ancora Off you (mai sentita Kim Deal così accorata dai tempi di Gigantic: chiudete la porta e alzate il volume), il coro sfasato delle due sorelle in Too alive e ancora il “DA-DA-DA AH-AH-AH” di Huffer (uno dei pezzi che in questo momento mi fa pensare di più all’estate)…
insomma volevo dirvi che secondo me Title TK è un gran bel disco.
Domani sera a Polaroid un paio di pezzi non ve li toglie nessuno :-)

martedì 4 giugno 2002

Ladies and gentlemen, finalmente Mr. Valido è tornato sui nostri schermi.

Aggiornate i vostri favourites :-)

domenica 2 giugno 2002

Last nite

Ragazze in bikini e tacchi a spillo che ballano con un pareo di seta intorno ai fianchi: questo vorremmo vedere ogni sera nel nostro club preferito, il Covo di Viale Zagabria 1 a Bologna.
E i ragazzi sciabolatissimi, ammucchiati nello sgabuzzino del guardaroba tra una quantità di bottiglie vuote, che si danno il cambio a mettere i loro dischi preferiti.

E questo è proprio quanto successo ieri notte, alla riservatissima festa di chiusura dopo una stagione piuttosto memorabile (basti citare la nascita dell’evento mondano per eccellenza, gli unhip gathering).
Proprio Mr. Gandolfi è stato tra i più brillanti animatori della serata a tema balneare, e quando l’ho visto per l’ultima volta, verso le cinque, non riusciva più a proferire parola.

Tra l’apprensione generale (specialmente delle ragazze in bikini), è capitato pure che abbia messo su qualche disco la sottoscritta metà della redazione di Polaroid. Per la cronaca, ecco la scaletta dell’originalissimo set:
- The Breeders “Huffer”
- The Cure “Boys don’t cry”
- The Smiths “This charming man”
- The Strokes “Barely Legal” (la versione del primo singolo)

Si ringrazia qui pubblicamente il Ginka, senza il cui appoggio tecnico e morale non sarebbe stato possibile avere l’onore di stare, per una volta, dall’altra parte del banco invece che a sudare in mezzo alla pista.