martedì 30 giugno 2009

Last Night I Met Valido
Le party-pics più brutte d'Europa - "Let's Wrestle Album Launch Party" Edition

Let's Wrestle Album Launch Party
A metà della prima canzone Wesley Patrick Gonzalez si scorda le parole di un intero verso.
Dopo 15 minuti non sanno già più cosa suonare, e lo chiedono al pubblico.
Uno urla "Music Is My Girlfriend!", e Wes fa "No, quella non me la ricordo".
Poi Mike Lightning si ferma ad accordare il basso, e Wes non sa cosa dire.
"Racconta una barzelletta!" "Non ne conosco".
"Com'è andato il weekend?" "Così così... mi hanno rubato la bici".
Nel finale, l'inno Let's Wrestle si tramuta prima nella Frankenstein di Edgar Winter, e poi addirittura in Smells Like Teen Spirit, ma qui il batterista Darkus Bishop appoggia le bacchette e si rifiuta. Wes insiste, e allora Darkus lo accompagna controvoglia.
Non so voi, ma io spero che la carriera dei Let's Wrestle sia lunga, intensa e costante almeno da qua a quanto camperò.
Nel frattempo, ieri è uscito il loro primo album.

>>>(mp3): Let's Wrestle - We Are The Men You'll Grow To Love Soon

lunedì 29 giugno 2009

The sun shines in the bedroom when you play

Su MAPS trovate una fantastica intervista a Eugene Kelly della storica formazione dei Vaselines, di cui è da poco uscita la fondamentale antologia Enter The Vaselines su Sub Pop. Kelly è stato davvero disponibilissimo, scherzando sul suo talento musicale, raccontando com'è ritrovarsi in questa seconda vita con la band, parlando del rapporto con Kurt Cobain e anticipando anche qualche progetto futuro. Complimenti a Jonathan e Francesco, bel colpo!
Ne approfitto per mandare in replica anche qui sul blog la mia breve recensione per Rolling Stone di giugno (il resto dell'archivio è sempre su PolaroidStone).

Enter The VaselinesThe Vaselines, Enter The Vaselines - (Sub Pop)

Ricordo Eugene Kelly, solo chitarra e voce, aprire un concerto per i Belle & Sebastian del decennio scorso, nel disinteresse generale e nel rumore della folla che stava arrivando. All'attacco di Jesus Don't Want Me For a Sunbeam qualcuno intorno a me disse che era una bella cover. Invece quel pezzo, reso celebre da un'interpretazione dei Nirvana, l'aveva scritto proprio quel signore un po' anonimo sul palco, per una band che aveva fondato insieme a una ragazza chiamata Frances McKee nel lontano 1986, i Vaselines. "Sembravano quasi un frutto della fantasia di Stephen Pastel", li descrive Everett True nel bel booklet di questa definitiva ristampa deluxe (con tutto quanto i Vaselines registrarono, demo e live compresi). E davvero il pop di marca scozzese dei Vaselines era provocante, giocoso, abrasivo, primitivo e immediato: riascoltata oggi The Day I Was a Horse non smette di suonare eccitante e travolgente. Fra omaggi ai Velvet Undeground e irruenze adolescenziali, tra sbandate d'ormoni (Sex Sux) e romanticismo alcolico, le canzoni dei Vaselines conservano ancora intatto il loro incanto istintivo.

>>>(mp3): The Vaselines - The Day I Was A Horse

Could I call you honey?


Molti di voi avranno già ricevuto la notizia via mail: Paolo della My Honey Records ha annunciato che la piccola etichetta di Brescia interrompe le attività. Non sto nemmeno a elencare quanti dischi My Honey abbiamo suonato alla radio e presentato su questo blog, quanti gruppi sono venuti a trovarci dal vivo. E questa chiusura mi dispiace ancora di più perché avviene con una nota amara:
Dopo cinque anni, una ventina di dischi prodotti, decine di tour organizzati chiude i battenti la My Honey Records. Non so dirvi se si tratta di una chiusura definitiva o temporanea, ma nei prossimi anni non ci saranno più uscite discografiche per l'etichetta dell'ape. Chiudiamo perché in questi ultimi periodi è mancato quell'entusiasmo che aveva sempre contraddistinto le nostre produzioni. Si chiude in punta di piedi come avevamo iniziato; si chiude delusi dall'attuale situazione della musica in Italia. Stanchi e disillusi preferiamo fermarci qui, consapevoli di non aver cambiato la storia della musica ma sicuri di aver realizzato dischi che hanno fatto battere forte il cuore a tante persone.

Paolo annuncia che potrebbero esserci un paio di ultime iniziative, una compilation in stile Let It Bee (ne avevamo parlato qui) e magari un ultimo concerto a settembre. Lo speriamo, ma ci auguriamo ci sia qualcosa di più. Sito e mail order per ora resteranno attivi: magari le api dell'indiepop italiano sono solo andate un po' in letargo.

>>>(mp3): Rough Bunnies - Thought Honey
>>>(mp3): Le Man Avec Les Lunettes - Could I Call You Honey?

sabato 27 giugno 2009

Ragnarock Festival: un po' di Scandinavia anche per noi

 Ragnarock Festival
Segnalazione tardiva, lo so, ma in radio ne stiamo parlando da due mesi, quindi dovreste già saperlo. Oggi a Milano, al Circolo Magnolia, si tiene il Nordic Festival, evento che conclude un po' tutta la settimana del Ragnarock Festival, una manifestazione che ha voluto essere il punto d'incontro tra la cultura italiana e quella nord-europea.
In questi giorni si sono svolti incontri, spettacoli, conferenze e performance il cui filo conduttore sono stati i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili e le soluzioni che ci possono arrivare dai Paesi del Nord.
Anche l'evento di oggi è non soltanto musicale, dato che sarà allestita una speciale "Area LEGO" per bambini (ma non solo, immagino), ci saranno diverse proiezioni, si potranno vincere biglietti per Roskilde ed è previsto anche un aperitivo aperto a tutti per incontrare sia i musicisti che gli altri partecipanti al Ragnarock.

Venendo al cartellone, a parte il piacere di ritrovare i Cats On Fire, devo dire che tra Danimarca, Finlandia e Norvegia (ma come, manca la Svezia!) ci sono un sacco di band che non conoscevo e che sono state interessanti scoperte. Questo il programma:
MAIN STAGE
3:50 - 1:00 Mike Sheridan
0:50 - 23:55 Bode Brixen
23:35 - 22:40 Cats on Fire
22:25 - 21:30 The Megaphonic Thrift
21:15 - 20:30 Montée

SECOND STAGE
3:50 - 00:00 Ung Flugt
23:45 - 23:05 Captain Credible
22:50 - 22:10 Hymns From Nineveh
22:00 - 20:40 Dj set Bode Brixen
20:10 - 19:40 Hymns From Nineveh lounge performance

>>>(mp3): Bodebrixen - Keychain
>>>(mp3): Cats On Fire - Tears In Your Cup
>>>(mp3): The Megaphonic Thrift - Acid Blues
>>>(mp3): Montée - Isle of Now
>>>(mp3): Captain Credible - Golden Spaceship vs Zombie Aliens

venerdì 26 giugno 2009

I know he got soul

 Eric B. & Rakim and Michael Jackson
Devo ammettere che la notizia della scomparsa di Michael Jackson non mi ha toccato molto, e come spesso in queste occasioni rimango invece un po' spiazzato dalla quantità di reazioni emozionate che leggo in giro (una molto bella è quella pluri-linkata di Andrea Scanzi su La Stampa).
Massimo rispetto per quello che ha costruito quando era nei Jackson 5, io da bambino andavo matto per quel meraviglioso cartone animato, e ho ancora diversi suoi primi album da solista in polverose cassette, ma dalla seconda metà degli Ottanta in avanti devo riconoscere che non mi ha mai detto molto (e tralasciamo la fase del suo declino e i guai giudiziari).
Però leggendo tutti questi articoli in giro oggi, mi è tornato in mente che nell'estate dell'89 trovai per caso un white label con un mash-up ante-litteram davvero notevole e ci consumai sopra puntine e puntine. Non ho mai saputo chi ne fosse l'autore, ma cercando un po' in Rete questa mattina l'ho ripescato, e così a 20 anni di distanza rendo il mio piccolo, distante omaggio al "Re del Pop". Almeno Piddu apprezzerà.

>>>(mp3): Michael Jackson VS Eric B. & Rakim - Billie Jean vs. You Got Soul
>>>(video): Jackson 5 - ABC (Ed Sullivan Show - 1970) - spettacolo

ps: l'immagine fake lì sopra in puro stile Hood Internet è opera del sempre valido Valido, il quale mi ha ricordato che anche lui, nella sua breve ma prolifica carriera con il nome di DJ Valido, aveva coinvolto Michael Jackson in un "mash-up narrativo". Con impareggiabile classe:

>>>(mp3): DJ Valido (Kyuss VS Michael Jackson) - The way you make me feel stoned
Affittasi ubiquità
"Don't stop'til you get enough" edition

- Ultime due serate al Boom Bap Live Sessions 2009 di San Lazzaro, alle porte di Bologna. Purtroppo non ho fatto in tempo a dedicare più spazio alla rassegna, ma segnalo volentieri Egle Sommacal headliner questa sera e soprattutto l'imperdibile concerto d'addio dei Wax Anatomical Models domani. Il programma è fitto, per cui i WAM suoneranno presto, alle 21 puntuali pare, poi sarà la volta di Cervo, Portugal e LLeroy. In chiusura c'è Albibello che mette dischi insieme a Dance Or Die, e quindi presumo legna.

- È partita ieri sera l'edizione 2009 di Scandellara Rock, la storica rassegna estiva bolognese. A rischio fino all'ultimo, quest'anno non vedrà il tradizionale mese di programmazione, ma solo un weekend ricco di concerti e non solo. Oltre al mercatino delle autoproduzioni e alla mostra fotografica, tra un live e l'altro ci sarà spazio per una tavola rotonda sulle produzioni musicali bolognesi e la loro diffusione oggi, presentata da Andrea Gozza di Radio Città Fujiko e coordinato dall'associazione BoGround (rock underground a Bologna). In mezzo a tanti nomi, segnalo nella giornata di sabato anche quello dei Lino ei Mistoterital.

- Si prevede una due giorni molto intensa anche all'Ex Mercato 24 dove, per festeggiare la neonata associazione Soulville (data alla luce dai membri di G.I.Joe, Nervous Kid e Ldgu) e la chiusura della stagione live di Frigotecniche, si terrà il Soulville Festival, con dj sets, esposizioni nel più puro spirito DIY e ovviamente un botto di concerti.
In scaletta Movie Star Junkies, Bob Corn, A Flower Kollapsed, Nurse, Buzz Aldrin e un sacco di altra gente che non conosco e invece farei meglio a conoscere.
Non mancheranno "l'aperitivo-cena noise all'aria aperta" e il sempre interessante contorno di distro e banchetti dove scialacquare una cifra indecorosa.
Io penso di fare un salto almeno stasera, dopo la penultima puntata in radio.

- Un paio di segnalazioni anche per qualche bella trasferta fuori città.
Per questo fine settimana, l'Associazione Culturale Druidi organizza a Loreo, in provincia di Rovigo, L'Ora d'Aria Festival.
In programma nomi nomi del calibro di Emidio Clementi e Bachi Da Pietra, di nuovo i Buzz Aldrin di supporto, e dj set a cura di The Calorifer Is Very Hot e del nostro Pullo.
Inoltre installazioni e aperitivi con reading.

Domani sera, in Piazza Re Astolfo a Carpi (Modena), i Giardini di Mirò presentano in anteprima il loro ultimo album Il fuoco, nato dallo spettacolo di sonorizzazioni dell'omonimo film di Giovanni Pastrone che la band reggiana ha portato in giro negli ultimi due anni, e che sono ora diventate un nuovo disco a tutti gli effetti.
Il disco uscirà per la label bolognese Unhip Records e si annuncia già un'opera notevole, con packaging curato da Francesco Forti e contenente un booklet di 16 pagine con diverse foto fatte da Matteo Serri durante "la prima" al Cinema Massimo di Torino. Uscirà anche un doppio vinile in versione gatefold inciso su tre lati, ciascuno corrispondente ad una delle tre parti principali del disco, ovvero La favilla, La vampa e La cenere.

giovedì 25 giugno 2009

Le gioie inaspettate dell'acustico raffazzone
Northside Festival + Todd P.’s Free All Ages Unamplified Acoustic Bbq 2009 - Brooklyn, New York, 13 e 14 giugno


La fortunata Serena abita a New York e frequenta un sacco di concerti. Questa volta, data la stagione, è andata anche un po' in spiaggia:


Sabato pomeriggio mentre andavo al supermercato ho trovato una band per la strada: quattro slandroni muniti di tamburi pressoché sfondati, tamburello, testa di manichino (?), tastierine Casio, chitarra acustica e maracas. Il cantante, visibilmente sbronzo, articolava frasi senza senso e tutti insieme si sovrapponevano in cori da ciurma allucinata. Psych rock lo-fi ultra caotico suonato (in tutti i sensi del termine) con lo stomaco, allegro e divertente quanto terribilmente nostalgico e old fashion. Special guests: saracinesche limitrofe, marciapiedi, oggetti a caso su cui sbattere e il tasso alcolico di alcune ragazze di passaggio.
Il gruppo, sono venuta a sapere dopo, erano i Drink Up Buttercup da Philadelphia (7" su Kanine Records), scoprendo contemporaneamente dal loro Myspace che nei pezzi registrati l'effetto lo-fi viene sorpassato da quello fanfara, perdendoci un po'.
Thumbs up quindi per la teatrale asciuttezza sballona coinvolgipubblico e dalla parvenza sconclusionata di questa incursione sul marciapiede (parte del già menzionato Northside Festival).

Domenica invece è stata dedicata nella sua interezza alla maratona acustica DIY organizzata da Todd P. sulla spiaggia di Fort Tilden, che vedeva più di trenta band (in uno schema prestabilito di tempo e strumentazione disponibile) sbizzarrirsi a ridefinire e personalizzare il concetto di "acustico".
Precisazioni d'obbligo: Todd P. è senza esagerare il guru del cheap booking newyorkese. Regala show incredibili a prezzi ridicoli in giro per Brooklyn e dintorni, e una giornata-maratona all'anno in posti imbucati e dimenticati dalla socialità, per rivalutare e fare interagire città-musica-comunità. Qua lo amano un po' tutti.
La strumentazione provvista era costituita da ulteriori tastierine Casio, chitarre scordate e relative custodie, pentole, aste metalliche, lampade, secchi e bobine di film.
Dieci minuti cadauno per una sfilza di nomi impressionanti, tra i soliti della cricca brooklynita (Pterodactyl, Fiasco, Aa, Broccoli Destroyer, Real Estate, Phosphorescent, Ninjasonik ...) a gente di passaggio per date sue (Mika Miko, Strange Boys, Ponytail...) a ospiti inattesi: i park rangers (sì, quelli veri, quelli di Yoghi e Bubu, non una band) poiché ci si trovava nel mezzo di una riserva naturale protetta -ex base militare (toh!)- senza permesso alcuno.
Per capirci, un Hana-bi senza bar sulla spiaggia nell'arco di 2km, che richiedeva due ore di viaggio tra metro bus e chi più ne ha più ne metta per essere raggiunto, e in cui non si poteva ufficialmente bere alcohol (se non nascondendolo in ridicole tazze rosse di plastica - per poi pretendere che fossero piene di succo d'arancia).
Era nato come barbecue (da cui il nome), ma poi la griglia mica c'era.
I set acustici di fianco all'oceano, per quanto di meraviglioso romanticismo low key, sono di difficile gestione pratica: tranne i volenterosi nerds nel raggio d'azione più prossimo delle bands nessuno ha sentito niente più del rumore delle onde. Ma queste lamentele alla fine sono inutili quando si assiste a un evento con questo spirito comunitario così bello.
Senza considerare che la maggior parte delle bands che hanno partecipato erano totalmente aliene al concetto di acustico in relazione alla loro musica, e quindi è stato anche concettualmente molto interessante (e divertente) vedere come ogni gruppo se la cavava.

Tra i set di miglior esito: i favolosi Ponytail, da Baltimore, versi animaleschi convulsi e pop dai tempi sfasati; Le Rug con Fiasco dal r'n'r tirato tra giochi con sovrapposizioni di percussioni e pentole; gli Strange Boys ci sguazzavano dentro, niente di più adatto delle loro facce sotto cappelli da cowboy bianchi davanti alle dune; Aa (big a little a) un'orgia percussionista quasi tribale, col cantante che strillava cose incomprensibili dentro un megafono; Mika Miko visibilmente imbarazzate, scusandosi per non essersi mai trovate in una situazione simile; Phosphorescent hanno lasciato senza parole, meravigliosamente interrotti nel bel mezzo di
Wolves da una pazza in topless che simulava una crocifissione (rovesciata) strillando di non fare poi vedere le foto a sua madre; The Ballet se possibile ancora più delicati pop e "xilofonati" che su disco e un finale con Kurt Vile quasi sottovoce, circondato dagli ultimi irriducibili all'imbrunire.

La cosa stupenda di questo avvenimento (che mi fatto scattare l'urgenza di parlarne) è stato realizzare ciò che la musica può davvero creare a questi livelli, il legame speciale che lega band, pubblico e organizzazione, la volontà comune di condividere un evento alternativo sostenibile fuori dai circuiti ufficiali, che non vada però a scapito della qualità della musica proposta.
(e poi gioire nel vedere che ogni tanto l'idealismo in queste circostanze offre qualcosa in più che mostruosità hippie in parei colorati e capelli unti.)

mercoledì 24 giugno 2009

High Foundation Festival

High Foundation Festival
Questa sera sarò a Ferrara, a mettere un po' di dischi all'interno dell'High Foundation Festival. Dal tramonto all'una, jangling guitars e un po' di roba più soul, al Parco Bassani, proprio sotto le mura della città. Ci si vede a banco!
Polaroids From the Web
The "chilled-out version"

- Il piccolo progetto del WWNBB Collective presentato l'altro giorno è finito addirittura su Pitchfork (grazie a His Clancyness) e ci ha fatto davvero un bel po' piacere.

- "You’re in a loud and sweaty Italian dance club when a woman approaches you": su Wired una curiosa ricerca scientifica (condotta a Pescara!) sulla comunicazione nelle discoteche.

- "Tassisti segaioli": su Vice Magazine Italia un racconto un po' porno di Aidan Moffat, ex Arab Strap.

- "Well, to me it seems like a bunch of ugly, unpopular people trying to find friends through punk rock, and I don't wanna be a part of it": J Mascis intervistato da Drowned In Sound non è meno laconico del solito ma il pezzo fa comunque ridere.

- Trovo che "Kate Moss destroys unreleased new Kills album" sia un titolo stupendo, gossipparo ed estivo alla perfezione.

- "Rip it Up and Start Again": su Dazed un'indagine collettiva con artisti, creativi, fotografi, fanzine, label e musicisti che se ne fottono della crisi.

- Grazie al neo-blog I Like To Dream In Pop scopro i Superhumanoids, band di Los Angeles dedita a un pop erratico e a bassa fedeltà, e che si definisce "music to help kiss the doldrums away". Molto interessanti!
>>>(mp3): Superhumanoids - Cranial Contest

martedì 23 giugno 2009

I Girls debuttano su Matador


Un po' per gioco, un po' perché mi sembrava molto adatta al momento, il primo singolo dei Girls, Lust For Life, era stata la prima canzone del 2009 su questo blog. Logico quindi che attendessi con ansia notizie dell'album di debutto della band di San Francisco.
Le notizie sono arrivate, e sono anche molto buone. Album (questo l'originalissimo titolo, che insieme al nome del gruppo renderà le ricerche su Google davvero semplici) uscirà il prossimo 22 settembre, con una collaborazione tra Matador Records e Turnstile.
Ad anticiparlo c'è il 7'' Hellhole Ratrace che, tra paragoni con Jarvis Coker e Spiritualized, piace pure a Elvis Costello. Ora comincia a girare questo clamoroso video che è l'apoteosi dello slow motion, in mezzo a feste, baci, droghe, baci e con il sole che sta per sorgere in continuazione sulla città, senza decidersi mai.
"So come on, come on, come on, come on, and dance with me"...

>>>(mp3): Girls - Hellhole Ratrace

lunedì 22 giugno 2009

Non annoiarsi, non essere noiosi

We were never being so bored
Si dice che siano soltanto le persone noiose ad annoiarsi, e se c'è una cosa triste e antipatica è proprio scoprire che si è annoiati da tutta la musica che ci sta intorno, ora più che mai a portata di mano.
Insieme a un po' di amici (Le Man Avec Les Lunettes, The Calorifer Is Very Hot) abbiamo pensato che l'unico modo per darci una svegliata era fare qualcosa. Fare qualcosa per noi e per condividerlo. Così abbiamo messo in piedi una specie di collettivo, non credo si possa definirlo una vera e propria etichetta. Si chiama We Were Never Being Boring, pubblicherà dischi ed mp3, organizzerà qualche serata e ci piace pensare che ci aiuterà a essere un po' meno distratti.
Il primo regalo è una specie di gioco: il We Were Never Being So Bored ep, in free download e in cd-r 3'' fatto a mano a tiratura limitata. Contiene quattro cover di una delle canzoni dell'anno, che guarda caso parla proprio di noia.

>>>(mp3): Le Man Avec Les Lunettes - So Bored (Wavves cover)


ps: grazie anche a His Clancyness, Death In Donut Plains, DJ Minaccia e Rossella Merighi.
re: Playlist #4

Inutile - opuscolo letterarioInutile - opuscolo letterario è un mensile autoprodotto che si trova sia in pdf sia su carta: un elegante A3 che piegato diventa più piccolo di una polaroid: da una parte rivista, dall'altra poster.
Come ogni mese, in mezzo ai loro racconti, recensioni e poesie, hanno pensato di mettere una rubrica di canzoni da scaricare per accompagnare la lettura, e hanno gentilmente invitato noi.
Potete ascoltare la piccola playlist qui.

1) Telekinesis! - Coast Of Carolina
Da ascoltare guidando verso la spiaggia, con gli occhiali da sole sul naso e il telo da mare gettato sul sedile di dietro. O anche in città, immaginandoci tutto.
2) Free Energy - Dream City
Hai presente quelle sere che ti senti un po' come se dovessi arrotolarti le maniche della maglietta, accenderti una sigaretta e scendere in centro ascoltando T-Rex a tutto volume e fischiando a tutte le ragazze per strada? Ecco, un po' come questa canzone.
3) Crystal Stilts - Love is a Wave
Come un girl group Anni Sessanta travestito da adolescenti gotiche. Perché anche in piena estate ogni tanto amiamo ciondolare sconsolati.
4) The Pains Of Being Pure At Heart - Stay Alive
Quello della band di Brooklyn è uno dei dischi che faticheremo a togliere dal lettore nel corso del 2009. Una scommessa vinta anche nei recenti live del loro tour italiano.
5) The Horrors - Primary Colours
Con ostinazione vuoi continuare a sentirti il ventenne che eri un po' troppi anni fa. O in alternativa, con supponenza, pretendi di saperne molto più di quello che la tua giovane età ti concede. In ogni caso, Gli Horrors hanno fatto un disco che ti piacerà.
6) The Wave Pictures - I Thought Of You Again
A nemmeno un anno di distanza, torna il trio londinese con un nuovo album d'amore e sfiga. Molto di entrambi. Li amiamo.

domenica 21 giugno 2009

Skateboarding is not a crime

Tony Hawk @ The White HouseE mentre nelle ville e nei palazzi di quelli che governano il nostro Paese girano personaggi che non vorresti nemmeno avere di fianco in autobus e si prova imbarazzo pure a mettere un link, alla Casa Bianca per le celebrazioni della festa del papà Barack Obama organizza un barbecue con un sacco di ospiti, c'è anche Tony Hawk che si porta dietro lo skateboard, si fa una corsa per i corridoi, scatta un paio di foto al volo e le mette pure sul twitter che sta aggiornando in diretta da là. E adesso ditemi se questo vi sembra poco rispettoso o non è - almeno un po' - qualcosa di fantastico.

>>>(mp3): Grandaddy - Skateboarding Saves Me Twice
>>>(mp3): Best Fwends - Skate Or Live (Goto80 remix)

sabato 20 giugno 2009

Mika Miko + Strange Boys live in New York


Dopo la serata al Mercury Lounge torna a scrivermi Serena da New York, fortunata frequentatrice di concerti nella Grande Mela. Questa volta è andata a vedere un paio di band di cui si è parlato da poco anche su queste pagine. È tutto fantastico, ma mi domando: che cosa diavolo è l'effetto slappa?

Il tour di Mika Miko / Strange Boys è sbarcato a NY per due date, colonizzandomi -inaspettatamente- il weekend. Pianificati inizialmente solo per sabato sera (la prima delle due date), per lasciare spazio alle miriadi di altri avvenimenti musicali sparsi per il quartiere in occasione del Northside festival, dopo aver presenziato alla prima tappa ho finito col fare il bis con gioia il giorno dopo, senza chiedermelo neppure troppo.
The Market Hotel è una venue relativamente nuova della scena alternativa newyorkese. Ex bar clandestino dominicano negli anni '70 e attuale tetto di un gruppo di ragazzi -che ha generosamente deciso di aprire ad avvenimenti musicali
all ages- è divenuto in breve tappa di passaggio di tutte le band più interessanti della scena indie-rock-punk-noise.
First act: Fiasco, giovane trio di Brooklyn dal math rock casinaro ma al tempo stesso di notevole precisione tecnica. Due uscite all'attivo (una autonoma e l'altra -strumentale- per IMPOSED Records) risultanti in un accozzaglia di metal punkeggiante sia strumentale che cantato. Live decisamente più punk che su disco. Io li preferisco su disco (ma sono la tipica antipatica che va ai concerti e si lamenta dell'atmosfera da festa di compleanno dell'amico sbomballone delle medie, quindi forse non faccio testo). I tre ci tirano anche se a mio parere l'effetto generale dopo i primi quindici minuti sfiora pericolosamente la monotonia.
Le successive Coathangers, ad essere onesti, mi hanno creato non pochi problemi. Di udito, concetto e (in?)consistenza musicale. Ma perché così tante -troppe- girl band devono essere COSÌ banalmente urlazzone e sguaiate? Ho aspettato un'illuminazione per descrivere con parole quello che mi hanno causato, finché mi sono imbattuta nello spettacolare commento di un lettore su Brooklyn Vegan che non potrebbe ricalcare meglio le mie opinioni:
"Let's start a band"
"But we can't play instruments and we have no talent"
"I got it - let's just buy the cheapest instruments available and spend all our remaining money on clothes and tattoos. I bet you if we dress cool enough... no one will notice that we are horribly untalented, amateur and have no clue how to write anything that could be classified as music"...
(Anche se dissento con forza sull'analogia di attitudine che più avanti fa con le Vivian Girls).
E basta con 'ste girl band raffazzone che ti trapanano i timpani senza una ragione. E lo dice una che della tecnica se ne frega altamente, ma qua tutto l'insieme è davvero troppo, siamo davvero davanti agli ultimi rigurgiti gratuiti da riot grrrl isterica della domenica.
Seguono gli Strange Boys: fenomenali. Se chiudi gli occhi potresti immaginarli come colonna sonora di un ballo di fine anno in Texas, in cui il tempo è rotolato stantio dagli anni '60 a oggi, mentre i partecipanti stanno ancora pigramente ondeggiando sulle loro note, in sneakers e cappelli da cowboy impolverati, tutti ancora sballati duri.
Dal vivo sembrano ancora più giovani e annoiati che in foto, le canzoni ancora più lo-fi e trascinate e la voce ancora più cigolante che su disco. Difficile dire cosa abbia marcato i momenti più salienti della loro performance, tanto è stata di grandissimo impatto: io ho lasciato il cuore su
Woe Is You and Me, Should've Shot Paul e To Turn a Tune Or Two. Credo che il live sia specialmente interessante per tutta la serie di giochi degli opposti che -pur nella sua compattezza finale- instaura: datato ma attuale, già sentito ma originale, trascinato ma estremamente energico.
Prendere possesso del palco dopo la loro performance era un compito veramente oneroso per le Mika Miko... ma che le californiane lo hanno gestito alla grande, uscendone a testa alta. Sicuramente aiutate dallo scatenato pubblico di maggioranza teenager (rimasti nelle retrovie per Strange Boys), lo show delle Mika Miko è stato energia e divertimento allo stato puro. In ordine ho: perso una scarpa i primi dieci minuti e goduto dell'effetto piadina (lateralmente e da vie aeree) per tutto il resto del concerto. Ottimo.
Fin dall'inizio una serie di problemi tecnici vari ha compromesso la performance: le quattro erano effettivamente scazzate, un amplificatore è stato rimpiazzato, il microfono di una della cantanti ha manifestato pulsioni anarchiche e onestamente il suono in generale non prometteva nulla di buono. Il tutto finché, risultato chiaro che la rivolta della tecnologia non si sarebbe placata (anzi), le quattro si sono rotte e han levato bruscamente le tende.
In ogni caso la mezz'ora di concerto è stata tiratissima: pezzi dal più recente
We be Xuxa (disco non del tutto convincente e abbastanza sottotono -a parte qualche eccezione. E il live ne è la conferma, io credo, in quanto i pezzi proposti da suddetto album sono davvero pochi) si uniscono a quelli di 666 e C.Y.S.L.A.B.F. in un unico effetto slappa divertita.
Wild Bore, I Got a Lot, Totion, Turkey Sandwich hanno gettato le basi per danze scomposte, fino a quando non sono arrivate Blues Not Speed e On the Rise ad abbassare drasticamente la tensione raggiunta: nemmeno lo sbambuzzame si sforzava più a pogare, sfruttando il momento per riprendere un po' fiato.
La successiva
Take hold ci ha spaccato tutti un'ultima volta, dopodiché l'ennesimo problema tecnico ha contribuito a un finale antipatico in cui la band prende su senza dare troppe spiegazioni e se ne va.

Onestamente non mi andava di rimanere con l'idea del concerto abortito e quindi recarmi al Cake Shop il giorno dopo per la seconda gig è stata una decisione che si è presa da sola. Probabilmente uno dei miei locali preferiti, ottima acustica, generalmente ottimo pubblico, ottimo +21 (quando ci si abitua alla spocchia dei concerti senza bambinozzi è dura poi tornare ad accettarne la presenza), belle lucine indie natalizie di decoro on stage, le premesse erano tutte a favore di uno show radicalmente diverso. E col senno di poi, tutto di guadagnato (cosa che onestamente non mi sarei aspettata, reputando più azzeccata per il sound di entrambe le band una location più spartana).
Nel caso specifico delle Mika Miko, di umore decisamente migliore, dopo essersi intrattenute in improbabili conversazioni a tema surreale, si sono lanciate in un live più tirato -e con più fondamento- del precedente.
Questa volta sono stata finalmente capace di decifrarne suoni e modalità, senza la paura di ritrovarmi schiacciata da un teenager volante in stage diving: le linee vocali sono gestite per la maggior parte dalla cantante/sassofonista Jenna Thornhill, che dal vivo sfoggia energia e potenza veramente notevoli. Interessante il ping pong con la cantante bionda (Jennifer Clavin) che saltella avanti e indietro, si alterna alla chitarra ed è proprio bella e ben vestita e ha più presenza scenica, per cui le si concede un po' quello che vuole.
La scaletta ha seguito le orme del giorno prima, con l'aggiunta di qualche pezzo da album vecchi e con le stesse cadute sugli stessi due pezzi.
Strange Boys ugualmente assassini e quindi non mi sto a dilungare in ulteriori lodi.
Una doppietta davvero delle più divertenti mai viste, di sicuro non brillante a livello di originalità, ma quando esci due giorni di fila dallo stesso concerto desiderando possa essercene un terzo il giorno dopo ancora io credo che l'originalità possa aspettare.


>>>(mp3): Mika Miko - Turkey Sandwich
>>>(mp3): The Strange Boys - Should Have Shot Paul
>>>(mp3): The Coathangers - Stop Stomp Stompin'
>>>(mp3): Fiasco - Oh, You Horny Monster!

giovedì 18 giugno 2009

The calorifer is very foxes

The Calorifer Is Very Hot
Si preannuncia un'estate piuttosto intensa per The Calorifer Is Very Hot, e forse proprio per rinfrescarsi un po' ci regalano una cover di White Winter Hymnal dei Fleet Foxes.
Tra un paio di settimane è in arrivo un nuovo 7'' intitolato Eyes Attack, preludio del secondo album Evolution in Stand By, atteso dopo l'estate.
Inoltre sta per prendere il via un bel tour estivo che li porterà in Germania (in compagnia degli Still Flyin!!!), Francia e Svizzera.

>>>(mp3): The Calorifer Is Very Hot - White Winter Hymnal (Fleet Foxes cover)
Fed Bernoccoli!

FedeMC vs TopolinoChi lo avrebbe mai detto, quando andavo ancora alle scuole elementari e leggevo Topolino, che da grande avrei conosciuto davvero uno dei personaggi di quelle pagine?
E invece il nostro FedeMC, ovvero Federico Bernocchi, conduttore di Dispenser su Radio2 insieme a Costantino della Gherardesca, è finito dentro una vignetta dello storico fumetto. Lo stesso Fede ha segnalato l'inaudita gag sul forum Sceneboot:
«Scusate, ma è la cosa più bella che mi sia mai successa. Nel numero di Topolino oggi in edicola, il 2795, nella prima storia - I Bassotti e Il Ricatto in FM - ci sono un po' di diggei nostrani, Linus, Fiorello, Baldini... e ci siamo anche io e Costantino! "Fed Bernoccolo e Anatrino della Ghepardesca di Disperder". Mi viene da piangere.»
Commuovetevi anche voi e cliccate sull'immagine a lato. Noi intanto lo aspettiamo in una striscia dei Peanuts e nella Pimpa.

(grazie a @paradoxjon per la segnalazione)

mercoledì 17 giugno 2009

Free beats


(Qui sono giornate un po' tese, sperperate in una frivola negligenza. Anche un piccolo video aiuta a scacciare la sfiducia e a decidere che gli essere umani possono meritare ancora un sorriso - grazie a Giavasan)

martedì 16 giugno 2009

Magari in Piemonte fa più fresco che qui

Mi scrivono un po' di amici dal Piemonte e così vi giro due segnalazioni molto interessanti.

Fredo ViolaAndrea Pomini in persona spinge questa data unica italiana di Fredo Viola sabato 27 giugno al Festival Corto in Bra, in provincia di Cuneo. Fredo Viola, cantautore e artista newyorkese, viene a presentare il suo album di debutto The Turn. La sua musica è da lui stesso definita "un incontro fra Beach Boys e Sigur Rós", e anche se non lo conoscete è probabile che abbiate sentito le sue canzoni in diverse colonne sonore.
Per chi si interessa di multimedia consiglio di passare qualche minuto sul suo sito sperimentale The Turn, pieno di video interattivi.

>>>(mp3): Fredo Viola - The Sad Song


NO FEST!Invece questo fine settimana, tra sabato e domenica, allo sPAZIO211 di Torino si tiene il NO FEST! - not a festival, che "vuole essere la risposta alla crisi che ha investito il mercato musicale, ai tagli dei finanziamenti pubblici alla cultura, agli eventi carrozzone/minestrone senza capo né coda, a cui si va per noia, ma dei quali il giorno dopo non si ricorda più niente".
L'idea del NO FEST! è quella di "mettere al centro le etichette e la scena indipendente italiana. Non è certo una novità, ma quello che cerchiamo di fare è abbattere le barriere tra vecchia e nuova autoproduzione".
Quasi 40 gruppi sul palco, set acustici nell'area verde, dibattiti, banchetti sotto i gazebo, 2 porte da calcetto per partite improvvisate e una rampa da skate.
Il tutto a costo zero. Gli organizzatori infatti hanno deciso che "non c'è un biglietto d'ingresso, non c'è prevendita, il prezzo da pagare lo decide chi entra, il prezzo che ritiene giusto. Non è un festival alla moda, non è un festival di reduci, non è un festival di genere".
Tra i nomi in cartellone: Uochi Toki, I Camillas, Did, Samuel Katarro, Bob Corn, Bologna Violenta e un bel po' di altri.

lunedì 15 giugno 2009

MAP - Music Alliance Pact #9

 MAP - Music Alliance Pact
Eccoci all'appuntamento mensile con il progetto internazionale del MAP - Map Music Alliance: ventiquattro blog di tutto il mondo (meno la Spagna, che a questo giro riposa) hanno selezionato per voi una band emergente e interessante del proprio Paese.
Per chi volesse capire di che si sta parlando, qui ci sono le puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7 / 8.
Oppure potete leggervi il bell'articolo che Luca Castelli ha dedicato al progetto sull'ultimo numero di Mucchio. Per gentile concessione della redazione lo trovate in pdf qui.
Questa è la scaletta di giugno, compreso il file per scaricare l'intera playlist in un colpo solo. A un primo ascolto mi pare un po' inferiore alle altre volte, sarà che ho qualche problema con tutte queste lingue latine. Comunque qualcosa di valido c'è sempre, tipo Sleep Thieves, Plastic Day, Júlia Says. Per gli italiani a questo turno ho voluto segnalare anche fuori dai confini nazionali il nuovo ep dei My Awesome Mixtape, se lo merita.
Se avete idee e suggerimenti scrivete pure nei commenti.

>>>(mp3): My Awesome Mixtape - Me & The Washing Machine
The imperial school

Horse Shoes
Qualche volta non è così male fermarsi alle apparenze. Ammetto che The Imperial School, ep di debutto degli Horse Shoes pubblicato da Shelflife, mi aveva già un po' conquistato solo per la copertina. La musica poi ha fatto il resto.
Il duo di Orlando, Florida, scrive infatti un dream pop delicato che potrebbe ricordare gli svedesi Acid House Kings o, come ha commentato la Fagotta in radio, dei Clientele usciti dalla nebbia e dalla brughiera (vedi per esempio la title track). Ciliegina sulla torta, Perfect Combination, una ballata che potrebbe stare tranquillamente nella colonna sonora del Tempo delle mele.
Disco promettente, consigliato a chi nemmeno d'estate può fare a meno della più confortante malinconia.

>>>(mp3): The Imperial School
>>>(mp3): Changing Winds

sabato 13 giugno 2009

Recollection of our times


Sono un po' triste, pare che i Wax Anatomical Models abbiano deciso di sciogliersi.
Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo, ho sentito alcune delle cose che hanno registrato, quando li suonavo in radio mi facevano saltare per tutto lo studio: per quel che vale, io avrei scommesso su di loro.
Pensavo che potessero crescere ancora, ma credo che quello che facevano fosse già molto interessante e molto bello. Spero ci possano ripensare, che questa sia solo un'esitazione d'estate. O al massimo, mi piacerebbe un'interminabile serie di concerti di reunion e album postumi. Un abbraccio régaz.

venerdì 12 giugno 2009

Crocodiles in Italia!

Crocodiles
Oltre alla data al Parklife Festival di Milano, è notizia di queste ore che i Crocodiles, saranno in concerto anche la sera prima, martedì 21 luglio, all'Hana-bi di Marina di Ravenna.
Lo volevo scrivere solo per avere la scusa di postare questa copertina. Lo so, è semplicissima, eppure mi piace un casino.
Summer Of Hate, album di debutto dei Crocodiles, ha ricevuto ogni genere di giudizi: dagli elogi sperticati di Spin, Stereogum e AMG, fino al 4.1 appioppato da Pitchfork, forse un po' troppo ingeneroso. Il duo di San Diego, con una strumentazione ridotta all'osso (chitarra, drum machine e qualche synth), rielabora un pop sporco che recupera Jesus & Mary Chain e Suicide e che spesso si dilata verso atmosfere più psichedeliche. Vedremo dal vivo se reggono il tiro.

>>>(mp3): I Wanna Kill
>>>(mp3): Summer of Hate

giovedì 11 giugno 2009

I got a lot!


Preso per intero, nonostante duri appena una ventina di minuti, l'album We Be Xuxa delle Mika Miko mi annoia un po'. Ma poi arriva questa I Got a Lot (New New New) ed è davvero incontenibile, contagiosa di punk e allegria. Mi viene voglia di rimetterla dall'inizio ogni volta.
Anche l'essenziale video è perfetto, con quei colori e quella fotografia retro, gli effetti finto-VHS, le ragazze che rimbalzano e ridono, una festa. Quanto mi fa estate?
Oltre a Lana Kim, firma la regia Randy Randall dei No Age, altra band come le stesse Mika Miko uscita dalla scena dello Smell di Los Angeles.

>>>(mp3): I Got a Lot (New New New)
The Rural Alberta Advantage + I Was A King
Live @ Mercury Lounge, New York - 30/05/2009

The Rural Alberta Advantage
Mi scrive Serena da New York. Ha trovato un lavoretto in una galleria d'arte e va a un sacco di concerti: "ti interesserebbe avere una corrispondente oltreoceano?" Ma certo, sono sempre molto gradite le notizie di prima mano! Però, se torni a vedere i Rural Alberta Advantage (ultimo acquisto della Saddle Creek, album Hometowns in uscita a luglio) non dimenticare di mandarci qualche foto di Amy Cole, siamo un po' innamorati.
Sono andata a vedere The Rural Alberta Advantage mossa da intenzioni non proprio clementi (volerli crocifiggere per la loro somiglianza spudorata coi Neutral Milk Hotel) e ne sono uscita sentendomi come una sedicenne che ha appena rotto col moroso. Quindi diciamo che l'effetto sentimentale indie è stato rispettato in pieno, facendone un concerto più che riuscito.
Co-headliner i norvegesi I Was A King, che hanno snocciolato non-più-di-due-minuti-cadauna perle di powerpop dagli echi shoegazeggianti.
Di tipica loquacità scandinava (a malapena dieci parole articolate), il quartetto ha tenuto la scena con energico entusiasmo, tra schitarrate sognanti molto indie 90's e sensibilità tipicamente pop (di cui pezzi come
Breathe e Norman Bleik sono stati i fantastici portavoce), saltando dall'album vecchio all'album nuovo, asciugando gli arrangiamenti, rendendoli più diretti e veloci, regalando un concerto di meravigliosa e timida fuggevolezza. Non ti ha dato il tempo di apprezzarlo che era già finito (volendogli proprio rimproverare qualcosa).
Venendo a The Rural Alberta Advantage, "heartbreaking" è l'unica parola che mi viene in mente.
Nel momento in cui iniziano a suonare ogni scazzo dovuto a somiglianze varie ed eventuali si dilegua, facendoti desiderare solo di scomparire e/o avere i sopracitati sedici anni e una love story impossibile su cui disperarti.
Di tutt'altro impatto rispetto al disco, il live è senza dubbio la dimensione migliore per apprezzare la band: le canzoni vibrano, spaziano più agili, guadagnando in freschezza e spontaneità (cosa di cui mi pare manchi un po' il disco, a tratti forse un po' legnoso).
Le canzoni si sviluppano tra ritmiche nervose di batteria e percussioni, testi bucolici (per l'appunto, odi alla regione canadese di Alberta) e melodie dal sorriso malinconico: ti scavano qualcosa dentro nella loro onestà spiazzante.
Frank, AB, Luciana, In the summertime spiccano sul resto della scaletta, provocando un crescendo emozionale che si conclude con la discesa dei tre tra il pubblico per salutarci con Goodnight.
Due gran bei concerti quindi, da cui sono uscita vagamente frastornata... Della serie: aiuti una vecchietta ad attraversare la strada e ti rendi conto che t'ha fregato il portafoglio. Ecco, vedi questi gruppi di nerd all'apparenza innocui e poi perdi le successive due ore a ricomporre il puzzle della tua cassa toracica scomposta. Pff.

>>>(mp3): The Rural Alberta Advantage - Frank, AB
>>>(mp3): I Was A King - Norman Bleik

mercoledì 10 giugno 2009

The Calorifer is very Morrissey!


The Calorifer is Very Hot insieme alla band danese delle My Bubba & Mi (ogni scusa è buona eh?) alle prese con una cover unplugged del classico di Morrissey The First Of the Gang To Die.
Regia di Livio Basoli. Il resto su prontialpeggio.vitaminic.it.
Bella régaz!
When the stars are shining on you
Free Energy per quest'estate

Free Energy
Se proprio vogliamo parlare dell'estate, ecco allora il pezzo su cui ha puntato niente meno che la DFA di James Murphy: Dream City dei Free Energy.
La prima cosa che mi ha colpito è che non si tratta per nulla di un classico sound DFA. Anzi, vengono in mente nomi tipo T-Rex, Thin Lizzy e addirittura Billy Joel. Ma un po' così, a caso, solo per quell'aria da radio Anni Settanta e da notte giovane addosso. Piccolo fatto divertente: lo stesso Murphy ha prodotto e suonato nell'imminente album di debutto della band di Philadelphia.
La seconda cosa che ho trovato curiosa è stato come nel giro di pochi giorni il pezzo sia stato subito sparato da un bel po' di webzine influenti tipo Brooklyn Vegan, Fader, Fact, Music For Robots, Village Voice, finendo anche nel "Best new music" di Pitchfork: niente male per un pezzo così fuori moda.
Probabile che si punti all'effetto valanga sui blog e sul "buzz" intorno alla band. È ancora presto per dire se funzionerà. A me comunque Dream City piace molto, non te la levi dalla testa e mi fa immaginare all'istante la leggerezza piena di promesse delle vacanze.
Ma una voce più vicina alla label in confidenza ha commentato: «la sensazione è che ci sia un enorme dispendio di energie su di loro, e la chiara allure di un progetto che debba andare bene a tutti i costi... tipo "nuovi MGMT", proprio».

>>>(mp3): Free Energy - Dream City

lunedì 8 giugno 2009

"Well, you can keep the punk rock..."

Kill Twee PopIeri Alistair Fitchett ha pubblicato sul suo blog un breve ma direi abbastanza importante post intorno all'idea di "twee pop".
Secondo il giornalista britannico, il cosiddetto twee avrebbe poco a che fare con l'idea primitiva di indiepop, per non parlare della tendenza a riappropriarsi di band e icone del passato:
So was the 'Twee' thing kick-started by Tweenet in the mid '90s? Did I read that they were using the term with irony because it had been used as a derogatory term in the '80s? The thing is, I do not recall anyone talking about Twee in the mid '80s. Hell, no one even used the term 'C86' until many years later. And that is a whole other can of worms of course.
Per le prime etichette e le prime fanzine, sostiene Fitchett, che all'epoca c'era, si trattava ancora di una questione di Punk.

>>>(mp3): Tullycraft - Twee
>>>(mp3): Sarandon - Kill Twee Pop!
Voto pirata

I problemi sollevati da queste ultime elezioni europee sono di certo altri e ben più importanti (la bassa affluenza, l'euroscetticismo, la crescita dell'estrema destra, lo smarrimento delle sinistre, la questione dello sbarramento al 4%, eccetera), però qui su polaroid non si può non citare il piccolo grande risultato ottenuto dal Piratpartiet svedese, che con il 7,1% dei voti (quinto partito in assoluto) ha conquistato almeno un seggio a Bruxelles.
Il cosiddetto "partito dei pirati" può rappresentare certo una forma di "voto di protesta", un voto per l'insoddisfazione della politica e cose simili. Non a caso, il suo zoccolo duro sta nella fascia 18-30 anni.
Ma non sono così sicuro che sia poi tutto questo spreco portare un punto di vista diverso sulle questioni di copyright, download, file sharing e privacy all'attenzione dell'Europa. E tutto sommato mi fa piacere per loro (e per noi da questa parte della Rete).


update: da Inkiostro, intervista con Chrstian Engstrom, il neo-eurodeputato del Partito dei Pirati.

venerdì 5 giugno 2009

Vitaminic Days summer party

Vitaminic Days
Giorgio Valletta - Cos'ICanDoItInTheMix
Fabio De Luca - Weekendance
Brutto Posse - Vice Magazine
Discolimone - Dj Persignora
L O S E R djs - L O S E R
e il qui presente blog

vi danno appuntamento
domani sera al 4040 Club (Milano)
per la festa conclusiva dei Vitaminic Days
ci si vede a banco!

bonus tracks:
Art Brut - Summer Job
Boy Crisis - Indian Summer
The Crocodiles - Summer of Hate
Johnny Foreigner - Feels Like Summer
Evripidis &his Tragedies - All Those Summer Parties
Musica Nelle Valli 2009
La cronaca di Gecco

 Musica Nelle Valli 2009
Domenica scorsa il buon Gecco, ovvero DJ Minaccia, mi ha fatto una telefonata molto speciale dal festival Musica Nelle Valli. Ascoltare una canzone al telefono, in diretta da un concerto al quale non potevi andare, a volte è spiacevole, ma questa volta si trattava di un momento storico, ed è stato bello sentirsi vicini per qualche momento. Ecco il suo racconto:
Domenica scorsa sono andato a Musica Nelle Valli. È successo che il sabato dovevo suonare a Marina di Ravenna, insieme ad altri della scena micromusic italiana. Ero col mio manager Luca Benni di To Lose La Track. Avevamo deciso già il giorno prima di andare e fare il banchetto a Musica nelle Valli. Bene, finito il concerto abbiamo cominciato a chiederci dove passare la notte e ci sono state offerte un paio di possibilità (una tra l'altro era dormire nel centro sociale di Ravenna, ma non ci saremo potuti andare prima delle 4). Ma visto quello che mi era caduto addosso giorni prima, la voglia di fare di nuovo il punk e anche perché sembrava disturbassimo in casa di sconosciuti (magari a dormire sul pavimento... che dai... 32 anni...) abbiamo deciso di dormire in macchina. L'ultima volta che è successo è quando andai a vedermi Aphex Twin a Torino.
Vabbè... Siamo arrivati al Barchessone Vecchio verso le 11 del mattino e c'era poca gente in giro, qualche tenda, e un furgone pieno di musicisti inglesi che passavano il tempo sull'erba, Tizio ancora non c'era. Poi ricordo un crodino. Poi non ricordo. Dopo un po' ho incontrato Tizio, poi anche Matteo dei Lo-fi Sucks, poi coso dei Sumo, poi la Mara delle Black Candy, poi è arrivato anche Mirko, poi piano piano si è riempito di gente, gente che incontro solo in questi eventi mondani.
Che poi la prima volta che andai alle Valli fui accompagnatore degli Altro, quando ancora c'era Simone alla batteria. Poi il secondo anno andai in tenda, fu l'anno col tendone da circo in cui rubarono le scarpe a DJ Amarezza (e anche l'anno della scoperta degli Ex-Otago e di El Guapo), poi mica mi ricordo gli altri anni. Mi ricordo comunque che è sempre una bella esperienza.
A pranzo ci siamo aggregati ad altri, da Genova, da Torino, dal Veneto. In realtà alcuni non so chi fossero, ma poi abbiamo fatto un triangolare a calcio balilla: Torino, Genova, Pesaro. Poi abbiamo fatto il banchetto coi dischi, non abbiamo venduto niente ovviamente, però ho preso album e fumetti interessanti...
blblblbllblblblblblblbllblb (il rumore del flashback): la sera prima, sul lungomare ravennate, punto di rendez-vous della fighetteria del luogo, abbiamo rovato una bancarella di dischi che aveva un sacco di roba interessante: i Belle & Sebastian, i Pulp, i Röyksopp e altre cose del genere, cose insomma che in genere nessuno si aspetterebbe di vedere nel crocevia della fighetteria di tendenza della riviera ravennate. Che ne so, io pensavo di trovarmi dischi house, Gigi d'Alessio, la Pausini... boh... che ne so di cosa ascolta quella gente... blblblblblbllblbl...
Ha cominciato a suonare Ichi, un tizio giapponese che ha fatto proprio il giapponese, essendo più o meno un folle, ha stupito tutti, ma roba del genere su disco non rende. Che genere facesse? Non lo so, però era figo. Ma lo sappiamo tutti che i giapponesi sono avanti. Poi un altro paio di gruppi noiosi di cui non ricordo il nome, tant'è che poi sono uscito a fare public relation e a informarmi sullo gnocco fritto (memore della scorpacciata a casa di Tizio circa un mese prima). Non ricordo esattamente gli altri accadimenti, i miei ricordi riaffiorano solo quando i Same Old Song fanno il sound check e la Mara accenna al basso un pezzo storico delle Black Candy. Io incredulo mi sono subito precipitato in prima fila. Poi hanno cominciato a suonare e dentro il Barchessone Vecchio hanno cominciato ad aggirarsi anche Amarezza e l'Alice. Poi vabbè, io e Mirko (a.k.a. Zagor Camillas) ci siamo detti che potevamo farli suonare in spiaggia. Poi la Mara chiama a raccolta Amarezza e l'Alice ed è partito il riff iniziale di
Straight To Your Hands. Cioè... bello!!! E tutti erano visibilmente commossi tanto che tutti ne volevano ancora, poi siccome credo non provassero insieme da millenni, ci hanno rifatto la stessa... bello!!! Tanto bello che poi ho dato una pacca sulla spa... sulla pancia di Amarezza, contentissimo anche lui. Complimenti qua e là e anche Tizio era contento, tutti contenti.
Poi non mi ricordo, mi ricordo che ho accusato stanchezza, mi sono bevuto una redbull e mi sono seduto sul prato insieme a Mirko e Luca. Che poi ci siamo stesi. Poi Luca mi fa "comincia Rella", io ho mugugnato e stavo già dormendo insieme a Mirko. Abbiamo dormito sul prato per tutto il concerto di Rella, che da quel poco che ricordo... ci stava bene come sottofondo per dormire. Mentre mi sono risvegliato c'era della gente che ci faceva le foto e diceva "che carini!!!". Poi le foto non so chi le abbia. Poi è arrivato Matteo e fa "sì, siete carini... ma russate un bel po'", poi, ancora mezzo addormentato... gnocco fritto, secondo gnocco fritto. Poi sono tornato dentro e c'erano i Movie Star Junkies, bella scoperta, carichissimi e tiratissimi. Ma proprio tanto. Ma adesso che ci penso non so se ci siano stati prima loro oppure i Dadamatto (che già conoscevo ma un po' snobbavo) e che adesso mi sono innamorato di loro e dell'ultimo album, che ho scoperto che è uscito tipo nel 2008. Poi basta, per me il festival poteva finire ma hanno suonato anche i Jealousy Party, che per me potrebbero teminare proprio ora la loro carriera. E poi davvero non mi ricordo più niente... e io né mi drogo né bevo, ma non mi ricordo... Sarà l'età.
Beh, poi è finito tutto, ma tardi rispetto ai nostri preventivi. Avevamo preventivato poi di tornare in serata all'Hana-bi per le Vivian Girls, ma siamo partiti da San Martino Spino tipo verso le dieci e mezza e quindi ciccia. Abbiamo fatto un giro di saluti... che poi chissà fra quanto rivedrò questa gente. Tizio era proprio contento, e anche tutti noi. Tornato a casa sono crollato nel letto.

>>>(mp3): Black Candy - Straight To Your Hands

(foto di Shyla Lunch)