venerdì 27 febbraio 2009

We just chillin

Zuni flyer 2008/02/28
Sabato, a partire dalle 19, tra le mura amiche dello Zuni di Ferrara, il sottoscritto e Peedoo suonano un po' di Musica per AperiTweevi, tra indiepop, roba vecchia ed eclettismi elettronici vari. Ci si vede a banco!

giovedì 26 febbraio 2009

Chiude Nannucci

Il quotidiano online sul sito di Città del Capo Radio Metropolitana dà la triste notizia della chiusura di Nannucci, storico negozio di dischi qui a Bologna (ditta nata nel 1936), e nei commenti scatta l'amarcord: qual è stato il primo disco comprato là?

mercoledì 25 febbraio 2009

Time for shopping
DID vs Crimea X - (seconda parte)

Crimea X
A prima vista, il progetto musicale Crimea X potrebbe sembrare "una strana coppia", dato che coinvolge Jukka Reverberi, chitarra e voce Giardini di Mirò, e Luca Roccatagliati aka Dj Rocca, storico resident del Maffia Club di Reggio Emilia. Invece, la chimica fra i due a quanto pare funziona. Cominciano a circolare languide composizioni in battuta piuttosto lenta e dilatata, devote a una idea di italo disco d'altri tempi, e si attende un 12'' ad aprile sulla bollente label Hell Yeah.
L'ultimo remix per i giovani torinesi Did è stata un po' la goccia che ha fatto traboccare il vaso: andiamo a sentire che ci raccontano quei due.



La prima domanda è la più scontata: come si sono incontrati un chitarrista e un dj, e come gli è venuta l'idea di fare musica assieme?
Rocca: il locale Maffia è stato il comune denominatore, ed anche un po' il credo politico. A dire la verità siamo entrambi musicisti, ma negli ultimo 15 anni ho più dato spazio al DJing, per la mia passione per la dance. L'idea di fare musica assieme è nata in maniera spontanea, per il rispetto reciproco che ci unisce.
Jukka: il padre di Rocca e mio padre sono stati colleghi al lavoro negli Anni Settanta. Chissà se parlavano di musica cosmica e pippe varie. Sicuramente il Maffia è stato il luogo che ci ha messo in contatto. Parecchio tempo addietro c'era questa serata chiamata "Caffè Noir", organizzata da Valerio Tamagnini (ora Studio Blanco) ed Enrico Fontanelli (ODP), alla quale collaboravo anche io. Vennero un sacco di band interessanti e rischiose per un club come il Maffia, che ai tempi viveva il suo periodo d'oro. Spesso mi capitava di andare a lavorare alla porta il sabato sera. Quello era il luogo in cui parlavo di musica con Rocca, uno che ha una cultura musicale incredibile. La dance raccontata da lui ha sempre esercitato un grosso fascino su di me. Perché, dico, vi è mai capitato di parlare in dialetto reggiano stretto di disco music? Un'esperienzia... altro che Cosmic.

Come sono stati concretamente i primi giorni di prove? Cercavate suoni sulle macchine, ascoltavate dischi, portavate cose già scritte per conto vostro?
Rocca: abbiamo più che altro ascoltato molto kraut rock Anni 80, e le cose più cosmiche del periodo Baldelli... i suoni sulle macchine sono venuti di conseguenza.
Jukka: Luca è troppo buono e non vuole sputtanarmi, ma non fosse stata per la sua pazienza e tenacia Cimea X sarebbe ancora una chiacchiera da bar. Le prime prove e registrazioni risalgono al 2007 ma dopo parecchi mesi di pausa ci siamo rimessi al lavoro nell'estate del 2008, sfruttando anche il mio trasferimento in città. Un appuntamento fisso ogni settimana. Un bel po' di ascolti e di chiacchere ed un'ora di registrazioni al giorno.

Che tipo di attrezzatura usate e qual è la divisione del lavoro in studio?
Rocca: un computer con alcuni soft synth, più alcuni vintage synths hardware, come un Minimoog, un Pro One, un Juno60... Anche una drum machine TR808 ed uno Space Echo. Jukka suona il basso ed alcune linee melodiche, io programmo i beats e assemblo il tutto sul computer.

La musica dei Crimea X evoca atmosfere piuttosto dilatate, parola che si adatta sia al dancefloor sia al post rock e all'IDM. Si può quindi dire che Crimea X in realtà non è così lontano dai vostri percorsi musicali, per influenze e risultati, e che in realtà "siete sempre stati lì"?
Rocca: Crimea X è la vera sintesi delle nostre sensibilità musicali più intime, la ricerca del suono cosmico imbastardito dal rock e dal funk, quella parte del nostro retaggio musicale che ci accomuna
Jukka: sicuramente Luca è sempre stato da quelle parti. Io più come ascolti che come pratica musicale. Le atmosfere dilatate e l'utilizzo dell'elettronica hanno fatto parte del mio percorso musicale, però qui sono senza chitarra, senza voce e senza gruppo. Debbo dire che sono molto contento dei risultati e non avrei mai pensato di comprare un disco di Moroder ed ascoltarlo con molto gusto, studiandolo pure.

Come è nata l'idea del remix per i DID e quale obiettivo avevate destrutturando un pezzo punk funk così ballabile?
Rocca: il punk funk è il nostro amore giovanile. Personalmente sono cresciuto con i Liquid Liquid, e Jukka con i Clash. La musica dei DID ci è piaciuta immediatamente, e da li è nata la voglia di virare la loro estetica sul versante più moroderiano e carpenteriano della nostra anima Crimea X. Un aspetto punk della musica disco più malata e senza tempo, perfettamente calzante per il brano Time For Shopping.
"Credevo fosse il nome di un formaggio"

Handsome Furs
Con le belle foto di Elena persino una mia recensione del live degli Handsome Furs sembra migliore.
Io li ho apprezzati tantissimo, il pubblico di MAPS un po' meno, chi vuole può dire la sua nei commenti.

>>>(mp3): Handsome Furs - I'm Confused

martedì 24 febbraio 2009

Time for shopping
DID vs CrimeaX - (prima parte)

Did
Avevo segnalato i Did per la prima volta lo scorso settembre, in occasione del loro debutto su Kirsten Postcard, e i ragazzi mi erano sembrati da subito molto promettenti. Sul finire dell'anno è poi arrivato un nuovo ep, pubblicato da Circolo Forestieri.
In attesa dell'album vero e proprio, fa ora la sua comparsa un curioso remix ad opera di CrimeaX, progetto che coinvolge Jukka Reverberi e Dj Rocca del Maffia Club, e di cui parleremo più a lungo domani. E così mi è venuta voglia di andare a vedere a che punto stanno i lavori per la giovane formazione torinese.



Da quanto tempo state insieme e come è cambiata in questo periodo l'idea di musica che volete suonare?
Il 15 febbraio durante un concerto in Sicilia abbiamo festeggiato l'ottavo anno di attività. È stato divertente, nessuno ci credeva. Otto anni sono davvero tanti. Non abbiamo sempre suonato questo genere, abbiamo sempre tenuto l'elettronica fuori dalla sala prove. Oggi ci piace provocare: ai concerti diciamo di essere un progetto dance ma in realtà suoniamo con chitarre e batterie, come sempre.

Sin da quando il nome dei DID ha cominciato a girare è stato subito accostato a quello Disco Drive, di certo anche per la stessa provenienza geografica. Avete davvero radici comuni? Vi ritrovate in quella attitudine o in realtà guardate ad altro?
Abbiamo sempre seguito i Disco Drive, siamo andati ai loro concerti, abbiamo i loro dischi, sono l'unica band italiana che mi ascolto a casa o in macchina. Siamo simili, ok. Ma la cosa sta un po' stancando. Un po' per questa storia della provenienza geografica (i Disco Drive sono solo per un terzo torinesi), un po' anche per il genere. Siamo molto diversi: noi siamo piu leggeri, un po' più freak e anche - non voglio per la carità offendere nessuno - un po' piu divertenti. D'altro canto loro sono indubbiamente piu adulti, maturi, consapevoli e piu belli fisicamente!

Dopo due ep, compatti e tirati, è in arrivo un album? Cosa cambierà nell'approccio dei DID?
Proprio in questi giorni stiamo parlando con un po' di etichette, l'album è lì, pronto, ma verrà riaperto in studio perché siamo dei maledetti perfezionisti. Sono settimane decisive per il futuro della band, prenderemo decisioni importanti. Sappiamo di avere molti consensi in Italia e non solo, suoneremo al MI AMI e a Spazio 211, non abbiamo fretta per quanto riguarda il disco, l'importante è fare le cose bene, no?

Siete attivi anche su altri fronti, organizzando concerti e serate a Torino e non solo. Come si influenzano le due attività e chi lavora insieme a voi?
Personalmente lavoro da anni con Xplosiva che organizza feste elettroniche a Torino da 12 anni, di sicuro questo ha influenzato molto il nostro suono danzereccio. L'altro mio progetto: LOSER, è di matrice puramente Post Punk (chiamiamo band prevalentemente inglesi), anche questo aspetto si farà sentire molto nella produzione del disco, abbiamo deciso che se davvero vogliamo fare punk funk lo dobbiamo fare bene, con suoni taglienti, sporchi, volgliamo fare un disco consapevole che il genere non è nato con i Rapture ma ben prima, un disco che non sfiguri all'estero.

Come avete incontrato CrimeaX e come è nata la collaborazione? L'impressione è che proveniate da due mondi piuttosto lontani, è così?
Ci hanno contattato loro, non ci abbiamo pensato su più di tanto, sto uscendo fuori per i suoni italo e kraut, mi hanno convinto subito. Vorremmo che i remix dei Did fossero tutti NO-RAVE. L'elettronica indiettona un po in tutto il mondo è davanti a un bivio, i Justice hanno rotto, la balearic è un alternativa provocatoria e divertente.
Il nostro e il mondo dei Crimea sono lontani, ma mica tanto: il Maffia è un locale che sento molto vicino, ha sempre proposto suoni molto avanti, come peraltro ha fatto Xplosiva nel torinese.

lunedì 23 febbraio 2009

Enlarge your Ditto*


La cantante dei Gossip Beth Ditto lo ha rifatto: dopo la copertina di NME del giugno 2007, eccola in tutto il suo splendore su quella del primo numero di Love, nuovo magazine della Condé Nast diretto da Katie Grand ("the nipple count in the first issue of Love is 21, which is quite good for me").
Con lei la rivista non mancherà di farsi notare, anche se in giro si leggono già alcuni pareri non troppo positivi.
Da quel poco che è disponibile on line, i testi sono troppo striminziti per farsi un'idea della linea generale, ma le foto sembrano molto belle (su tutte Agyness Deyn nei panni di Regina Elisabetta).
Ho trovato però piuttosto divertente e azzeccata la lente di ingrandimento da passare a piacere sulla copertina, per sfiorare e ingrandire la pelle della giunonica cantante americana.

>>>(mp3): Gossip - Jealous Girls (New Young Pony Club remix)

(*) = thanks to Inkiostro, che mi farà un preventivo per installare sul blog un identico aggeggio in Flash.
Murder in the dark


Come se gli Orange Juice dovessero ancora salire sul palco di Top Of The Pops, ecco il primo video tratto dall'imminente debutto degli Hatcham Social, You Dig the Tunnel, I'll Hide the Soil, prodotto da Tim Burgess (The Charlatans) e pubblicato da Fierce Panda.
Filologia jangle-pop dall'atmosfera un po' morbosa e dannatamente british: il disco si preannuncia molto, molto interessante.

venerdì 20 febbraio 2009

Mamma dammi la benza!

Mamma dammi la benza
Per la serie "una volta qua era tutto Settantasette", tra un paio d'ore scheggio dall'altra parte della città per andare alla Feltrinelli (Piazza Ravegnana 1). C'è la presentazione del cofanetto Mamma dammi la benza! (libro+cd+dvd pubblicato da Shake Edizioni) ovvero la storia dei Gaznevada e della leggendaria Traumfabrik. Saranno presenti il curatore, Gianluca Galliani, e Oderso Rubini, già mente dell'Harpo's Bazaar e dell'Italian Records.

>>>(mp3): Gaznevada - Mamma dammi la benza!
>>>(mp3): Gaznevada - Oil Tubes


ps: non c'entra niente ma, a proposito di segnalazioni di appuntamenti, stasera a Modo Infoshop c'è anche Alessandro Baronciani che presenta Quando tutto diventò blu.

giovedì 19 febbraio 2009

Handsome Furs live @ Murato!

Handsome Furs
Questa sera al Locomotiv Club (Via Serlio 25) appuntamento imperdibile con gli Handsome Furs, progetto musicale che il chitarrista canadese Dan Boeckner, già leader di Wolf Parade, porta avanti assieme alla moglie Alexei Perry (synth e beats).
Atmosfere fredde, rock dai nervi a fior di pelle, melodie dissonanti e la fantastica voce rotta di Boeckner sono il tratto distintivo degli Handsome Furs. Dopo l'esordio Plague Park del 2007, il duo sta per pubblicare il nuovo Face Control, secondo album su Sub Pop.
In apertura i Wolther Goes Stranger di Luca Mazzieri, il "Chris Martin" degli A Classic Education.

>>>(mp3): Handsome Furs - I'm Confused
Giornalismo "toccata e fuga"

Piccolo caso di cattiva informazione (o quanto meno, un po' superficiale) anche per la "bibbia" Pitchfork, che tra le notizie di ieri sembrava annunciare una imminente chiusura della storica etichetta indipendente Touch and Go, scatenando poi una valanga di titoli da necrologio su blog e webzine.
L'articolo di Pitchfork, non a caso, oggi è stato ritoccato.
Bastava cercare meglio in rete per trovare le dichiarazioni complete di Corey Rusk, fondatore della Touch and Go, rilasciate al Chicago Tribune. Corey ammette che la crisi economica avrà conseguenze sulle attività della label, e nello specifico nel ramo distribuzione, ma afferma anche che "Touch and Go will be returning to its roots and focusing solely on being an independent record label".
La notizia quindi c'era, ma si poteva dare senza inutili allarmismi, come spesso succede anche su quotidiani e tg di casa nostra.

Jason Gross di PopMatters ricostruisce la vicenda: "in the Net age, everyone wants to rush and get the info out first".
Intervista Greg Kot del Tribune, il quale - guarda un po' - non ha fatto altro che il suo lavoro di giornalista, ovvero verificare le fonti e riportare i fatti.
Music that makes you wanna puke

me: è per titoli come "Katy Perry pukes at BRIT Awards" che Gutenberg ha inventato la stampa, santo cielo.
Valido: woo-hoo!!!
non poteva farlo a Sanremo? sarebbe stato più appropriato...

Grazie Valido, hai sempre una parola buona per tutti, questo è un piccolo regalo per te:

>>>(mp3): Katy Perry vs Metallica - Sandman's Hot N Cold (Pytski mashup)

mercoledì 18 febbraio 2009

I SKWBN ce l'hanno con le polaroid*

No hope kids


Quando ascoltai per la prima volta Wavves, progetto solista di Nathan Williams, da san Diego, non si trovavano in rete molte info su di lui. Però I'm So Bored era una gran bella canzone e la segnalai sul blog. Non avevo l'impressione che sarebbe diventato in breve tempo un nome così hype: troppo noise, ma in fondo poco aggressivo. Troppo metallico, ma tutt'altro che grandioso. "Strano", ma all'apparenza non così "complicato".
Il suo primo album è uscito l'anno scorso per Woodsist, label sulla quale avevano debuttato anche Crystal Stilts e Vivian Girls, e che ospitava i Sic Alps. Già questo avrebbe dovuto mettermi la pulce nell'orecchio.
Nel frattempo Wavves è apparso su ogni rivista/webzine cool immaginabile e ha pubblicato un nuovo album su Fat Possum. La sua formula musicale non è cambiata molto. Anzi, per una buona metà di questi dodici pezzi porta il suo sperimentalismo oltre i miei livelli di sopportazione (e mi fa pensare che ci stia prendendo tutti in giro).
Però poi ti piazza una perla di rock'n'roll stravolto come No Hope Kids (o in misura minore anche Get In the Sun), recupera la poderosa I'm So Bored e gioca anche una carta più "malinconica" come Jetplane, che mi fa sentire qualcosa di affascinante nel disco, forse in maniera un po' morbosa. Alla fine, quella sua voce svogliata, passata tra mille echi, filtri e fili elettrici ti entra davvero in testa.

>>>(mp3): Wavves - No Hope Kids

ps: cercare di capire quello che canta Wavves è divvertente, anche se in fondo vvano e del tutto frivvolo:
Got no car, got no money, I got nothing, nothing, nothing at all... Got no gun, got no girlfriend, and I know I'd only need no one... no hope kids... Got no time, got no money, I got nothing, nothing, nothing at all... Got no friends, got no family, just a bunch of people [incomprensibile]... no hope kids...

martedì 17 febbraio 2009

Porno after all

San Valentino vi ha lasciato sulla pelle un'insopportabile sdolcinatezza e non sapete come levarvela di dosso? Siete rimasti invischiati nello zucchero a velo rosa e avete bisogno di una botta di Legna per tirarvi su? Non siete più sicuri di quale sia il vostro Paese Reale?
Il gentilissimo Manovale Sonoro mi agevola un solido mash-up che può tornarvi utile:



>>>(mp3): Manovale Sonoro (Daft Punk meets Il Genio) - Technologic Pop Porno

lunedì 16 febbraio 2009

MAP - Music Alliance Pact #5


Nuovo appuntamento con l'esperimento internazionale del Music Pact Alliance (riassunto delle puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4). A questo giro i nomi già noti sono un po' più presenti (vedi Broken Records, Let's Wrestle, Here We Go Magic...) ma mi sembra ci sia comunque parecchia carne al fuoco.
Per chi vuole scaricare tutta la lista in colpo solo ecco il link.
Come al solito, commenti e consigli su come proseguire al meglio sono i benvenuti.


AMERICA I Guess I’m Floating
Here We Go MagicTunnelvision
Brooklyn’s Here We Go Magic is the bedroom folk-pop project of Luke Temple, who is releasing his self-titled debut this year. He has been praised by Sufjan Stevens and Ben Gibbard for his uniquely gorgeous vocals and meticulous lo-fi production aesthetic. Tunnelvision is the first single – one part Shakespearean sonnet and one part circus music, swirling in a beautiful mess of poetic acrobatics.

ARGENTINA – Zonaindie http://zonaindie.com/
Pablo Dacal Y La Orquesta De SalónElla Ya Está En La Playa
Pablo Dacal is a musician, singer and songwriter from Buenos Aires. His first songs circulated in tapes and between 2000 and 2002 he published a series of EPs that caught the attention of the media. The Orquesta De Salón was founded to collate this loose collection onto his first proper album, 13 Grandes Éxitos (2005). His next record was La Era Del Sonido (2008) and Ella Ya Está En La Playa is one of the finest songs from it.

AUSTRALIA Who The Bloody Hell Are They?
The Crooked Fiddle BandThe Rom Rebellion
More furious fiddling from The Crooked Fiddle Band, who have a new EP called Rise which they are currently touring. I’ve been getting into bands like Balkan Beat Box and while these guys are different, I like the punk element in the songs. It just sounds like it would be a whole lot of fun to watch.

BRAZIL Meio Desligado
João BrasilOrgasmadance
Like a tropical version of Girl Talk, João Brasil’s music is a mashup of beats and artists from different styles and backgrounds. With a strong influence of Brazilian funk carioca, a style derived from Miami bass and famous because of its explicit lyrics about sex, João Brasil released his first mashup album last year, Big Forbidden Dance. Orgasmadance is one of the best samples of his work. It starts with pieces from Orgasmatron and Brazilian heavy metal band Sepultura, before suddenly meeting Justice’s D.A.N.C.E. and other songs from Justin Timberlake, Nirvana, Snoop Dogg, CSS and Michael Jackson.

CANADA I(Heart)Music
The Rural Alberta AdvantageFour Night Rider
The Rural Alberta Advantage, who are actually from Toronto, with frontman Nils Edenloff’s birthplace being Alberta, are one of Canada’s best-kept secrets. They specialize in Neutral Milk Hotel-esque pop with a slight twang and, as Four Night Rider demonstrates, the results are simply, passionately amazing.

CHILE Super 45
CongeladorAbrigo
For more than 10 years, Congelador have been a cornerstone of the Chilean independent rock scene. After four record releases and two years in a hiatus, the band came back with the Abrigo EP - six songs that gracefully move around post-rock, noise, pop and electronic music.

ENGLAND The Daily Growl
Let’s WrestleLet’s Wrestle
I could continue to bring you songs from London’s fertile folk-pop scene but it’s time for something a bit different. This month we have a singalong theme song from the self-professed ‘most miserable and hateful band in London’.

GERMANY Blogpartei
BratzeJean Claude
Bratze is a Hamburg-based duo consisting of Der Tante Renate and ClickClickDecker. They make beautifully simple electroclash and indietronic music accompanied by sophisticated lyrics, all mixed with a DIY mindset. The featured song, Jean Claude, was their breakthrough as a newcomer in 2006.

ICELAND I Love Icelandic Music
HjaltalínGoodbye July/Margt Ad Ugga
Hjaltalín is a nine-piece collective, so almost an orchestra, which uses an eclectic selection of instruments, from bassoon to bass, accordion to clarinet. With these instruments and two singers they create a wall of sound for their folky indie-pop songs. This song features the beautiful voice of singer Högni Egilsson, a catchy chorus, broken up with an Icelandic hymn sung by Sigga Thorlacius.

IRELAND Nialler9
TenakaAlaskan
Tenaka is Ronan Carroll, a one-man band who creates melodic and sinewy slices of electronic pop from his bedroom but which suggest an imagination far beyond the physical. Alaskan is the soundtrack to dipping your toes into a lake before dive-bombing into its sunshine-infested yet chilly waters. The song features on EPonymously Titled, a free EP available from his MySpace. No excuses, download it now.

ITALY Polaroid
Wax Anatomical ModelsRecollections Of Our Times
Wax Anatomical Models may just have formed but they already have plenty of skills. Their sound mixes post-punk, hardcore, shoegaze and electronic influences, but the results in their first demo stand on a different level. Emotional and driving, they are a band to keep an eye on.

MEXICO Club Fonograma
Natalia LafourcadeAzul
The expectancy for Natalia Lafourcade’s upcoming album Hu Hu Hu is building up quick, her redefined lyricism and instrumental complexity showing true signs of an potential masterwork. She’s naturally cute and affecting, and previous material indicated talent, but her sharp new musical vision has finally reached widescreen. Azul is ornamentally sublime. In Mexico, it’s rare to find such a beautiful delicacy.

NEW ZEALAND Counting The Beat
The Enright HouseScattering The Sun Like Gunshot
The Enright House is the musical project of Mark Roberts from Christchurch. Despite being predominantly a solo affair, his 2007 album A Maze And Amazement was filled with songs that had a real sense of grandeur. Some of these have recently been re-released in acoustic form on the Six Acoustic Renditions EP and, as demonstrated in Scattering The Sun Like Gunshot, they lose none of their epic qualities in the translation.

NORWAY Eardrums
Richard HolmsenGreat Speed
Richard Holmsen is the singer of the band Delaware but his main focus these days seems to be his solo project. His music is fragile and simple, with few elements other than his guitar and tender vocals. This is quite the opposite of Delaware’s grand, melancholic indie-rock sound. In recent years Holmsen has also made music for film and been involved in an electronica project called Sea. Great Speed is a Music Alliance Pact exclusive, written and recorded only a week ago.

PERU SoTB
CatervasCovida
After 10 years in the local scene, Catervas – formed by brothers Pedro, Raul and Javier Reyes – swapped their previous shoegaze sound for melodic rock on 2008 album Hoy Más Que Ayer. With its optimistic, convincing pop songs, Hoy Más Que Ayer is pure passion made into music. Covida is the second single from it and easily the band’s best song to date.

PORTUGAL Posso Ouvir Um Disco?
PressPlayPlay Hot (extended mix)
PressPlay are Playgirl and Lisa (aka The Party Queen). Playgirl does vocals and guitars, while Lisa does vocals and electronica. Their influences are PJ Harvey, Peaches, Electrocute, Cobra Killer and Miss Kittin but they sound much better than some of their heroes – and they’re definitely cuter. The extended version of Play Hot, which is the debut single for their upcoming debut album, was mixed by Woman In Panic, who is actually a guy called Pedro Lourenço.

ROMANIA Babylon Noise
The AmsterdamsSuffering And Surfing
The Amsterdams are a post-punk, indie power-pop band based in Bucharest. Inspired by the famous Dutch city, their name symbolises the freedom of spirit in every sense. Suffering And Surfing is featured on their forthcoming album, a blend of reckless vocals with freewheeling, volatile riffs and rhythms.

SCOTLAND The Pop Cop
Broken RecordsNearly Home
Edinburgh seven-piece Broken Records have just signed to renowned label 4AD, the just reward for over two years of personal sacrifice and preaching to the soon-to-be converted with their relentless touring schedule. Devoted followers like myself have already amassed as many as 18 of Broken Records’ epic, swooning, orchestral songs in one form or another – enough to predict that their debut album, scheduled for release this summer, will probably be 2009’s best.

SINGAPORE I’m Waking Up To…
NuanceFear Strikes Mankind
Nuance is a four-piece rock band, with a recently self-released eponymous EP. At the heart of the record is the two-part epic Fear Strikes Mankind, an ambitious and intense journey that invokes the rock sensibilities of 90s Radiohead and contemporary post-rock experimentation. In the first part of the song (provided here), the biblical narrative of Abraham’s willing sacrifice of his son, Isaac, is related through the perspectives of both father and son. It’s a troubling journey, but the band does well to face the challenges head-on, both existentially and emotionally.

SOUTH KOREAIndieful ROK
SeokjuneDok
Seokjune released his first EP, Dok, at the start of 2009. Equipped with an acoustic guitar and a voice that conjures Elliott Smith, he performs one delicate tune after another while singing in Korean or English.

SPAIN El Blog De La Nadadora
Nouvelle CuisineLa Comunicación No Verbal
Nouvelle Cuisine are a band with a French name but Spanish nationality. They come from Galicia and have self-produced their new album, De Memoria, which is reminiscent of indie bands in the 90s. They develop their essence in personal lyrics and the soft melodies of their songs.

SWEDEN Swedesplease
Love LindblomTill Min Syster
I’m a real sucker for catchy music like this which builds and builds into a frenetic climax. I love when the horns kick in. I love the DIY nature of the video – you just know he asked all his friends to help out. In short, I think I Love Lindblom.

sabato 14 febbraio 2009

Stay tonight, or I will end my life



Scusatemi, non lo mettevo da un po' questo bannerino, lasciatemelo ammirare.





Bon, torniamo a noi.
Location: The Windmill, storica venue di Brixton che fa la sua porca rustica figura perché è il tipo di pub che, se arrivi troppo presto, ci trovi ancora i vecchietti del circondario a tracannarsi birra come acqua e che poi se si respira a sufficienza rimangono anche a sentirsi le band strane che si accalcano sul palco.
Ma stasera c'è sold out con parecchi giorni di anticipo, che da queste parti non capita spessissimo.
Procediamo con la scaletta.

Silentage

Le matte risate... In pratica questi salgono sul palco, e sono in cinque, di cui voce/basso/chitarra già col look preciso a puntino, mentre batterista e tastierista hanno rispettivamente 12 e 13 anni e quindi vengono nascosti. Temi per il peggio, e infatti è così: parte un delay fin troppo familiare, e il cantante prima inizia a correre da fermo tipo Pieraccioni ne I Laureati, poi inizia con la puntuale imitazione di Ian Curtis. Tanto che già dopo il primo pezzo, fra due applausi due, qualcuno dal pubblico richiede "Transmission", e viene apostrofato con un seccatissimo "Fuck You". Rendetevi conto. Uno magari già faceva fatica con gli Interpol. Poi sono arrivati gli Editors e dopo tre anni non si è ancora capita la differenza. Poi sono arrivati i White Lies... e il disco dei White Lies è di tre settimane fa! Non vedevo tale affollamento di copie carbone da quando di colpo nel '98 tutti hanno preso a cantare come Eddie Vedder, ma almeno lì c'era chi faceva post-grunge, chi faceva rock smaccatamente commerciale e chi, fulminato dall'unplugged degli Alice In Chains, si limitava a un repertorio acustico... qua invece siamo a quattro band completamente identiche. E sapete qual è il peggio? Che i pezzi dei Silentage, pur banalissimi e senza motivo di esistere (un esempio dei loro meaningful ritornelli è il titolo del post), rimangono tranquillamente orecchiabili e ben eseguiti. Per cui, amanti delle statistiche, segnatevi il nome perché sono pronto a scommettere che entro tre mesi questi firmano per major e vengono sbattuti nel calderone a prendersi le briciole che avanzano. E non saranno gli ultimi. Che tanto in molti casi basta prendere gli imitatori dei Coldplay di due anni fa e sostituire i castrati con baritoni.

Let's Wrestle

Immensi. Sono in ritardissimo, per cui come varcano la soglia del locale salgono dritti sul palco, montano tutto in 5 minuti e partono. Loro se lo possono permettere. Molto più sicuri di sè rispetto a quando li avevo visti un anno fa al Camden Crawl, infilano una scaletta tiratissima con svariate composizioni inedite, e a tratti sfoggiano tecnica superiore alle aspettative - Wesley, voce/chitarra, è più J Mascis che mai. Raggiungono l'apoteosi con un clamorosissimo strumentale metal di chiusura. È il classico gruppo di cui ascolterei un disco nuovo all'anno da qua a quanto campo.

A Classic Education

Ormai li ho visti un miliardo di volte per cui è difficile ogni volta dire qualcosa di rilevante. Soffrono di problemi tecnici, ma mantengono grinta e solidità per tutto il set. Poi anch'io soffro di problemi tecnici, e ad essere sincero la seconda metà me la perdo. Sorry, sorry, sorry :'-(

Crystal Stilts

E qua il peso del sold out inizia a sentirsi tutto, con la gente che si ammazza per arrivare in prima fila e incastrarsi tipo Tetris. Il Windmill diventa un forno. Loro danno sul timido, e delegano le presentazioni alla sudatissima batterista. Il cantante indossa quella che sembra la maglia del pigiama del fratellino minore - o del batterista dei Silentage. In prima fila c'è una tipa con minuscola canotta semi-trasparente che si struscia con l'amica. Io sono subito dietro. E i ragazzi di Brooklyn intanto spaccano, e riescono nel miracolo sempre più difficile in questi giorni di ricordare i Jesus & Mary Chain non solo senza farti gridare "BASTA PER DIO BASTAAA", ma mettendoci davvero parecchio del loro, che sia una chitarra meravigliosamente rockabilly o i vocals alla Ian McCulloch via Jim Morrison. Insomma, se ne sente a sufficienza per tornare a casa e sbattere via i cd dei vari Raveonettes o Manhattan Love Suicides. Rezpekt.

Dj set Enzo Polaroid

Ha spaccato. C'è da dire che il ruolo di Dj ai concerti a Londra è abbastanza ingrato, perché a nessuno gliene fotte niente. Se la gente vuole andare a un concerto, va a un concerto. Se vuole andare a ballare, va a ballare. È rarissimo che si riesca a combinare le due cose insieme, anche perché molti a una certa ora si precipitano fuori a prendere l'ultima metropolitana. Soprattutto poi a Brixton, che non è vicina a niente. Da cosa si misura quindi un dj set di successo? Dal fatto che Wesley dei Let's Wrestle ha effettuato il suo rapidissimo soundcheck seguendo il riff della canzone che era su in quel momento (aaargh non me la ricordo), e che i Crystal Stilts ballavano felici mentre montavano il palco. E anche dai padroni del Windmill che, nonostante non fosse rimasto più nessuno, gli hanno offerto una birra pur di non mandarlo a casa. Probabilmente cantandogli il pezzo dei Silentage citato dal titolo del post.
'cezzionale.

E finché sono qua, inauguro l'ennesima nuova rubrica:

LAST NIGHT I MET VALIDO

The worst party pics in London



(poi quando Enzo torna gli faccio mettere anche un po' di mp3)

venerdì 13 febbraio 2009

Just say the word and I'll be there


Giusto in tempo per San Valentino, il nuovo video di Dent May!
E stasera su Città del Capo Radio Metropolitana, dalle 9, il nastrone di canzoni d'amore (una specie) che io e la Fagotta vi abbiamo preparato. Don't miss it.

>>>(mp3): Dent May and His Magnificent Ukulele – Meet me in the garden

giovedì 12 febbraio 2009

A Classic Education back in London
And they give me a ride

A Classic Education
Su queste pagine ho seguito con entusiasmo gli A Classic Education sin dalla loro nascita. Per i cupi newyorkesi Crystal Stilts è stato amore a prima vista, mentre gli sciabolati inglesi Let's Wrestle hanno il suono di cui ho bisogno per saltare in aria. E i dischi degli ultimi due erano pure nella mia Top Ten dell'anno scorso.
Già vederli domani sera tutti assieme sul palco del Windmill di Londra sarà una bella emozione. Avere poi l'immenso piacere di mettere dischi durante e dopo i loro concerti è un magnifico regalo che non mi sarei mai aspettato.
Ci si vede a banco, e stavolta offro io.

Tra le altre news della band bolognese, è in arrivo finalmente il primo 7 pollici ufficiale: conterrà Best Regards e Rest, prodotte da Jeremy Warmsley (insieme a cui gli ACE suoneranno domenica pomeriggio per il suo Heartbreak Ball). Il disco sarà pubblicato dalla Bailiwick Recording Company, già casa degli ottimi Gossamer Albatross, di cui riparleremo presto.

>>>(mp3): A Classic Education - Badlands & Owls
>>>(mp3): Crystal Stilts - Crippled Croon
>>>(mp3): Let's Wrestle - I'm Ok, You're Ok
Happy up here

Lego brick cake
Cielo radioso su Bologna, qualche ora di sonno alle spalle e lavoro che procede. Sarà l'inusuale (moderato) buonumore, o soltanto un mattino più alt-ghey del solito, ma il nuovo singolo dei Röyksopp mi piace davvero un botto, molto più dei vari remix che lo accompagnano. Con quell'inarrestabile battimani e quei coretti post-D.A.N.C.E. mi fa già primavera.
Il prossimo album del duo norvegese, intitolato Junior, esce il 24 marzo e vede la collaborazione alle voci di Lykke Li, Robyn, Anneli Drecker e Karin Dreijer-Andersson (The Knife / Fever Ray). Su Filter c'è già una "first impression".

>>>(mp3): Röyksopp - Happy up here

mercoledì 11 febbraio 2009

An embellished version of life


Piccola ma interessante intervista su Dazed & Confused al duo svedese degli Air France (l'anno scorso qui li si indicava come alfieri del "balearico scandinavo", certo...), dove i ragazzi si lamentano del degrado culturale della Svezia, parlano del loro drink preferito (il deludente "Yesterdays") e regalano un remix inedito.

>>>(mp3): Au Revoire Simone (Air France Remix) - Sad Song
They don't love you like I love you

SweetheartSweetheart, la compilation di San Valentino venduta da Starbucks, brilla per la sua opacità. Se qualcuno me la regalasse, una tale mancanza di emozioni proprio nel giorno degli innamorati mi preoccuperebbe.
Non si salvano i Death Cab For Cutie, alle prese con una piatta Love Song dei Cure, né She & Him con una pigra I Put A Spell On You di Screamin' Jay Hawkins, tutta tesa a dimostrare soltanto che la nostra Zooey ha voce e sa cantare. In mezzo a Katy Perry e a una terrificante versione di I'm On Fire propinata da Kate Tucker, fanno bella figura anche A.C. Newman con Take On Me degli A-Ah e la signorina Jessica Lea Mayfield (ma l'originale di Buddy Holly è talmente bello che non si poteva sbagliare).

E poi arriva la sorpresa, quella che ti trattiene dal cancellare tutta la cartella dal desktop: i californiani Rogue Wave che prendono Maps degli Yeah Yeah Yeahs, la spogliano di elettricità e la rivestono di seta. Là dove cadeva il cielo in fiamme ora c'è un quieto e profondo abbraccio. Dopo l'impeto arriva questa nuova sicurezza, e per un momento si tocca il cuore.

>>>(mp3): Rogue Wave - Maps (Yeah Yeah Yeahs cover)

martedì 10 febbraio 2009

We saw all the days go by with loving eyes and shy dreams


Quel pomeriggio sotto zero non avevo tempo di andare su a registrare il live per la tv svedese, ma i Suburban Kids With Biblical Names hanno spaccato lo stesso.
Il ghiaccio del lago invece non si spacca. Sarebbe stato un fantastico finale a sorpresa.

>>>(mp3): Suburban Kids With Biblical Names - 1999
My maudlin career

My Maudlin Career
Sta per tornare la band scozzese dei Camera Obscura e ci sono alcune novità. Il prossimo album, intitolato My Maudlin Career uscirà non più per la consueta accoppiata Elefant / Merge Records bensì per la storica 4AD. Data prevista: 21 aprile. L'album sarà preceduto dal singolo Blue Navy, ma intanto sul sito del gruppo è già possibile scaricare la title track (per la quale è stato utilizzato, a quanto pare, anche il pianoforte degli ABBA).
Non vediamo l'ora che arrivi la primavera.

>>>(mp3): My Maudlin Career

lunedì 9 febbraio 2009

Anatomy of a Pitchfork record review
«The internal contradiction in Pitchfork, as in any "hype machine", is the need to both lead opinion by creating consensus and the constant struggle to escape the consensus it creates in order to retain leadership status.»
Il linguaggio della recensione dell'album d'esordio dei Pains Of Being Pure At Heart pubblicata da Pitchfork, passato ai raggi X, può rivelare le profonde contraddizioni di una "macchina del consenso" applicata alla cultura pop.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Grazie a Jonathan per la segnalazione.
Nothing to worry about


In questi giorni in Italia l'unica cosa che non puoi dire è "non c'è niente di cui preoccuparsi". Lascio allora la parola al nuovo singolo di Peter Bjorn & John e allo spaesamento di questo video abbastanza assurdo.
Secondo un'intervista su Paste, "it's like if you take Swedish midsummer celebrating — you know, like jumping around the poles — and cross that with like suicide or something really dark and brutal, but in a documentary, interesting way". Molto appropriato.
Il nuovo album della band, Living Thing, esce il 30 marzo.

>>>(mp3): Peter Bjorn & John - Nothing To Worry About (Steven Bloodbath remix)

venerdì 6 febbraio 2009

I used to wander these streets

Come spesso succede, sabato sera vorrei essere almeno in tre o quattro posti contemporaneamente.

Billie The Vision & The DancersMi troverete al Bronson di Ravenna, dove avrò il piacere di mettere un po' di dischi insieme ai padroni di casa delle Indie Electro Sessions per il concerto di Billie The Vision & The Dancers.
La band svedese viene a presentare I Used to Wander These Streets, il suo quarto album in quattro anni, ora pubblicato anche in Italia dalla Tea Kettle Records.
Travestimenti sgangherati, sound come sempre debitore dei Belle & Sebastian, anche se questa volta con un mood più intimo, e consueto profluvio di testi da autobiografia romanzata. Imperdibili, come la bolgia che seguirà il concerto.

Stereo TotalAl Locomotiv Club di Bologna arrivano i cosmopoliti tedeschi Stereo Total. La band è ormai sulla breccia da una quindicina d'anni, ma il suo pop in bilico tra elettronica e punk da cameretta continua a divertire parecchio, come dimostrano l'ultimo album Paris-Berlin (scopro ora un 8 su Pitchfork, wow) e l'ep di cover poliglotte Plastico.
Dopo il live, Discomobile Athletic Party con Mayo e Cevo "athletic djs" (!) al mixer.

Porto Viro rulesDa Zuni, a Ferrara, Andrea "Mancho" Mancin, già bassista di My Awesome Mixtape, reduce dalla bella prova di ieri sera con il nuovo progetto Pilar Ternera di spalla a Oxford Collapse, si cimenterà in un dj set che lo vedrà sfidare Valvuloon Und Bubinoon (solo il cielo sa cosa voglia dire).
Pare che le coordinate saranno indie / kraut, ma come spesso succede da Zuni non si sa dove si va poi a finire ("metti tutti i generi che ti vengono in mente, blues, foxtrot... e scrivi che siamo due portoviresi di quelli che non hanno protestato").
Appuntamento all'ora dell'aperitivo, poi si tira avanti almeno fino alle due.


>>>(mp3): Stereo Total - L'amour à trois
>>>(mp3): Billie The Vision & The Dancers - Groovy

giovedì 5 febbraio 2009

Oxford Collapse live in Bologna!


Ma quanto è Anni Novanta questo video? Del resto già l'estate scorsa parlando di Bits, l'ultimo e ottimo album degli Oxford Collapse pubblicato da Sub Pop, non avevo potuto fare a meno di tirare in ballo Pavement e Sonic Youth.
La band di Brooklyn arriva in Italia per sei date, e questa sera il tour tocca il Locomotiv Club di Bologna, all'interno della rassegna Murato curata da Unhip Records e Città del Capo Radio Metropolitana.
Ad aprire la serata, i Pilar Ternera (featuring membri di My Awesome Mixtape, Fake P e Pazi Mine).
Nel pomeriggio gli Oxford Collapse saranno ospiti di MAPS, per un live acustico + intervista.

>>>(mp3): Featherbeds
>>>(mp3): The Birthday Wars
Polaroids From the Web
Print edition

Oggi qualche segnalazione di articoli un po' lunghi che vale la pena di stamparsi e leggere con calma:

- Il Village Voice intervista "Carles", l'autore-personaggio di Hipster Runoff. Già da frasi come «the perception of music criticism seems to have shifted to a "product review by someone who cares too much"» mi pare si possa dire che non è uno stupido nichilista come crede Nick Sylvester (nel post già segnalato su Inkiostro, dove se ne discute nei commenti).

- «I've never really made movies where there's that much narrative to stick to. The plot usually is not exactly plot»: Wes Anderson in una lunga e seria chiacchierata con Filter racconta il suo modo di fare cinema e soprattutto l'origine del suo esordio Bottle Rocket.

- "How the fanzine refused to die" - un gran bell'articolo di Simon Reynolds sul Guardian analizza il ruolo e il significato delle fanzine "vecchia maniera" nell'epoca dei blog: «What's going on here is what academics describe as "slippage of the auratic"».

- E a proposito di fanzine, l'ultimo numero di quella di Twee As Fuck è tutta dedicata all'indiepop al femminile (Shop Assistants, Asobi Seksu, Gina Birch, Those Dancing Days), e c'è una simpatica intervista alle Vivian Girls, band tra le rivelazioni dell'anno passato: «we had a month of free time, so we thought "Let's start a label!"»

>>>(mp3): The Hidden Cameras - Ode To Self-Publishing / Fear Of Zine Failure
>>>(mp3): To Rococo Rot - Fanzine Song

mercoledì 4 febbraio 2009

Il violino, il banjo e gli ultimi mesi d'inverno

 fagottismi

A sole poche settimane dall'ultima dimostrazione della mia esistenza su questo blog, cerco di ripetere il tentativo scellerato di portare la musica per adulti da queste parti. A partire dall'evidente cosiderazione che questi ultimi mesi d'inverno sembrano volermi riportare alle origini e riconciliarmi con il mio orecchio retrogrado (quello di destra), mi sembra venuto il momento di affrontare -infine- la prima prova discografica da me (e dal mio orecchio destro) tanto attesa sulla soglia di questo 2009. Incastonato tra l'esordio lungo di Dent May & His Magnificent Ukulele e le ennesime bastonate che stanno per assestarmi M. Ward e Elvis Perkins (entrambi in uscita a marzo), si trova il nuovo disco di Andrew Bird, Noble Beast.


A poco meno di due anni da quello splendido Armchair Apocrypha che avevo avuto la sfacciataggine di indicare come disco del mio 2007 (per il resto un anno di merda, oh), il cantautore di Chicago si cimenta di nuovo nelle sue ballate pizzicate-fischiettate-allitterate. Noble Beast, in patria già edito da Fat Possum e al di qua dell'oceano in arrivo con Bella Union, non ha forse la potenza del precedente, quelle aperture inaspettatamente ariose (per capirci, episodi come Scythian Empires) ma rivela un lavoro di scrittura più di fino. Meno pancia e più testa, dunque, che regalano un gruppuscolo di canzoni non certo immediate ma talmente ricche di dettagli da rivelare ad ogni ascolto una nuova delizia, inattesi rimandi, con quell'incedere lento del vero autore di canzoni. Ci muoviamo tra suoni tipicamente à la Andrew Bird (in Anonimal, tutta giocata su richiami ritmici e semantici) e sfilacciature quasi buckleyane, ma il risultato non cambia. Un disco per pochi, per quelli che ancora ascoltano la musica senza cuffie, seduti e magari pure in poltrona (niente battutte su pipe e poggiapiedi), senza fare altro che non sia inseguire le parole che tra loro si rincorrono.
Ah, conoscendo gli stomaci sensibili nascosti tra i lettori "straight edge" di questo blog, tralascerò commenti sulla data d'uscita, un giorno prima di San Valentino.

>>>(mp3): Andrew Bird - Fitz and Dizzyspells

(nelle immagini: a sinistra, la copertina per l'edizione speciale di Noble Beast, disegnata da Diana Sudyka, e a destra quella ufficiale)
"Tweemo? Oh, God..."

Esce oggi, finalmente, l'album d'esordio dei newyorkesi Pains Of Being Pure At Heart.
Fede LaBelleEpop ha messo su una bella ed entusiasta rassegna stampa, alla quale contribuisco più che volentieri piratando questa mini intervista + live da ABC News Amplified.
L'album, manco a dirlo, è pubblicato da Slumberland, che continua a non sbagliare un disco, e in Europa dalla benemerita Fortuna POP!.



martedì 3 febbraio 2009

All you need is Moz

Dopo qualche settimana in cuffia e nell'autoradio, dico anch'io la mia su Years of Refusal, il nuovo album di Morrissey: voto 7+ per la tenacia e le giocate d'esperienza, ma qualche palla persa di troppo e un ritmo scostante abbassano la media.
Insomma, ammetto che, come per tutte le ultime uscite del Moz, l'entusiasmo iniziale era stato altissimo. I primi ascolti mi avevano portato alla memoria gli anni di Your Arsenal (il mio preferito), lasciando in secondo piano certi arrangiamenti più orchestrali dei tempi recenti.
C'è l'energia giusta nell'apertura di Something Is Squeezing My Skull ("there is no love in modern life"), e c'è quel suo modo unico di essere romantico e disincantato in I'm Throwing My Arms Around Paris. L'inesorabile e sfrontata seduzione di The More You Ignore Me ritorna qui nella poderosa All You Need Is Me ("You don't like me, but you love me / Either way you're wrong"), mentre l'epica e toccante You Were Good In Your Time riprende addirittura temi di Rubber Ring.
Ma ci sono anche momenti un po' sprecati: l'analogia ritmica di When Last I Spoke To Carol e One Day Goodbye Will Be Farewell mi sembra inconcludente, oltre a sottolineare due dei testi più scialbi del disco, già di suo un po' più laconico del solito. Anche la scaletta mi pare si potesse organizzare meglio (quella Mama Lay Softly On The Riverbed piazzata lì non aiuta).
Però mi basta guardarlo nel nuovo inguardabile video, imbolsito ma incrollabile, e non posso non volergli bene. Insomma, tirando le conclusioni, nonostante le debolezze dell'età, resta sempre il grande Morrissey. Del resto, quante volte possiamo chiedergli di cambiarci la vita?

>>>(mp3): All You Need Is Me
"We were sweating beneath our cardigan"

«Putting Morrissey's face on a flyer for a singles event is the female hipster equivalent of offering free beer»: presto, portatemi subito a una disastrosa serata di speed-dating a tema Smiths!

lunedì 2 febbraio 2009

Tornano gli Hatcham Social

Ne avevamo parlato la scorsa primavera come una delle band britanniche da tenere d'occhio, e infatti il nome degli Hatcham Social è finito in molte "liste di fine anno" tra le promesse del 2009.
Ora sta per arrivare finalmente l'album d'esordio, intitolato You Dig the Tunnel, I'll Hide the Soil, registrato insieme a Tim Burgess (The Charlatans) e Jim Spencer. Il disco, che sarà pubblicato da Fierce Panda, esalta a meraviglia il loro carattere Orange Juice / Smiths / nevrotico che già conoscevamo, e immagino sarà uno dei più suonati da queste frequenze nei prossimi mesi.
A tirare la volata per l'album ci pensano l'ep Postcard In Colours, in uscita sul mercato statunitense, che raccoglie alcuni dei migliori singoli precedenti, e un curioso divertissement a bassa fedeltà intitolato The Party ep e contenente diverse cover, tra cui Pavement, Jesus & Mary Chain e Velvet Underground. L'ep è disponibile in free download per gli iscritti al loro forum.

>>>(mp3): Surfin' Safari (Beach Boys cover)
>>>(mp3): So So Happy Making
I don't care if monday's blue

Questa geniale elaborazione grafica di Friday I'm In Love (segnalata da Giavasan) mi fa tornare in mente che sono da poco uscite ben due compilation di tributo ai Cure.
Just Like Heaven vanta nomi del calibro di Wedding Present, Frank Black, Brunettes, Devics, Rosebuds e Cassettes Won't Listen ed è una buona operazione che però non rischia molto.
Invece la doppia (addirittura!) Perfect As Cats, accanto a un po' di gente più nota, tipo Dandy Warhols, Bat For Lashes e The Muslims - prima che si chiamassero Soft Pack, include una quantità di band che non avevo mai sentito, e scavando nella tracklist qualche piccola sorpresa si trova.
Curiosamente, in mezzo a tante belle canzoni, solo Dean & Britta (Luna / Galaxie 500) si prendono l'incarico di rendere Friday, I'm In Love. La motivazione di Britta Phillips poi è davvero tenerissima: "it was one of the songs on the first mix CD Dean gave me back in 2000".

>>>(mp3): Dean & Britta - Friday, I'm In Love
>>>(mp3): The Muslims - Grinding Halt