venerdì 29 agosto 2008

A Minor Place VS Tafuzzy

Tafuzzy Days
Lo vedi che ricomincia la stagione anche da come senti il bisogno di segnalare un po' di eventi meritevoli in giro. E nell'ultimo fine settimana di agosto, da queste parti, ce ne sono almeno un paio ai quali non mancherò:

- a Riccione va in scena l'edizione 2008 del Tafuzzy Days, "l'evento più countrydelico della Riviera". Sul palco del Castello degli Agolanti questa sera saliranno Eterea, Uochi Toki, Musica Da Cucina, Giuseppe Righini, Dj Minaccia e Above The Tree, mentre domani sarà la volta di X-Mary, Swim, Chewingum e Jocelyn Pulsar.

- domenica pomeriggio si torna nella Bassa, nel quartier generale della Fooltribe a San Martino Spino (MO) per A Minor Place Festival #7. Nel giardino di casa Bob Corn si daranno appuntamento Same Old Song, Pilar Ternera, Fraulinshein (dalla Germania), Chewingum (veri presenzialisti!) e Sex Offenders Seek Salvation. Non mancheranno, come di consueto, i gnocchi fritti, il lambrusco e altre sorprese. A seguire metterà un bel po' di musica soul sull'erba Dj Ignoranza (aka Dj Amarezza?).

>>>(mp3): Uochi Toki - In Da Club
>>>(mp3): Chewingum - Raianair (live on polaroid) - [*]
>>>(mp3): DJ Minaccia - New

giovedì 28 agosto 2008

Dancing Choose

Tv on the Radio
In Germania hanno trovato il modo di estrarre energia elettrica dalla gente che balla in pista. Mi sembra meraviglioso. Basterà questo incentivo ecologista a farci tornare la voglia di cercare l'ennesima hit per sudare nei club la prossima stagione?
Partiamo con questa. I Tv on the Radio stanno per pubblicare un nuovo album, Dear Science, in uscita a fine settembre. Dopo la prima anticipazione di Golden Age, a base di funk rilassato (quasi un omaggio a Sign o' the Times), circola ora Dancing Choose, curiosa contaminazione tra i REM di It's the End of the World e ritmi ossessivi alla LCD Soundsystem. Tunde Adebimpe rappa come un forsennato, alle sue spalle si contorce un sax e il ritornello cita Axl Rose.
Su Stereogum e su Gorilla VS Bear i commenti dei lettori sono abbastanza contrastanti. C'è chi dice di non riconoscere più i propri beniamini e chi invece sostiene che i TVOR sono geniali in ogni casa che fanno. Al primo ascolto il pezzo mi ha colpito parecchio, suppongo fioccheranno i remix e me lo sono immaginato subito in mezzo a una pista buia e affollata. A voi il giudizio.

>>>(mp3): Tv on the Radio - Dancing Choose

mercoledì 27 agosto 2008

Polaroids From the Web
Updatephobia!

- Tette e culi (ma l'indie predilige timidamente occhi e mani): ecco il censimento delle parti del corpo secondo i generi musicali curato da Fleshmap.

- Coolfer analizza (e apprezza) le nuove strategie di promozione della EMI per l'ultimo album di Brian Wilson: "the promotion does show the kind of creativity that is sorely needed at major labels".

- In UK fanno anche di più: chiedono ai fan di investire su una band come fossero azioni (per esempio, quelle di Primal Scream e Kaiser Chiefs). Del resto si chiede anche agli ultras di comprare le azioni della propria squadra, no?

- Wired suggerisce "5 Ways to Survive After Muxtape".

- Questa me l'ero persa. Mentre eravamo in vacanza Bradford Cox (Deerhunter / Atlas Sound) ha avuto la sciagurata idea di regalare qualche altro mp3 e si è visto soffiare tutto il lavoro per il prossimo album, con conseguente depressione e paranoia.

- I Sonic Youth "tornano" indie (si acccettano scommesse sulla prossima etichetta: Pitchfork indica le prevedili Domino e Matador, già smentite).

- Sempre su Pitchfork, prendetevi un po' di tempo per leggere il notevole estratto dal libro di Amanda Petrusich, It Still Moves: Lost Songs, Lost Highways, and the Search for the Next American Music, ne vale la pena.

- A 5 anni dalla morte di Eliott Smith, il Los Angeles Weekly torna a quel pezzo di muro sul Sunset Boulevard immortalato dalla copertina di Figure 8.

martedì 26 agosto 2008

Palindromi per tutti!

The Kabeedies
Visti all'ultimo Indietracks, davanti a qualche centinaio di scatenati fanatici, i Kabeedies mi sono sembrati da subito un gruppo con le potenzialità per saltare lo steccato della nicchia indiepop e arrivare a un pubblico più vasto, diciamo quello "da NME".
Non a caso, pur essendosi formati da poco più di un anno, sono già passati per festival ben più rilevanti come Glastonbury e Latitude, e sono già stati ospiti di una session alla BBC.
Suonano una elettrificata miscela di Los Campesinos, Good Shoes, Hot Club De Paris e Futureheads, ma tutta l'energia ha come unico obiettivo dichiarato il party. Del resto loro si definiscono semplicemente "pop music, but shit". Il quartetto di Norwich ha dalla sua la giovane età e soprattutto una irrefrenabile voglia di divertirsi sul palco che non può non contagiare chi li vede dal vivo.
Tre voci a rincorrersi: quella del chitarrista Evan, del bassista Roary e della piccoletta bionda al centro, Katie, definita dal resto della band "someone who looks like the just came out of Top Shop and just dances on stage and looks like fun".
La formula, bisogna ammetterlo, funziona alla grande, anche grazie a una certa leggerezza che avvolge ogni loro canzone e a una buffa propensione per il nonsense: "both my parents are palindromes: M - U - M and D - A - D!".
Con tutti questi coretti e ammiccamenti, i Kebeedies potrebbero ritagliarsi una bella fetta degli ascolti qui a polaroid nei prossimi mesi, mentre Valido scrive che dalle parti di Londra "il loro nome gira già parecchio".

>>>(mp3): The Kabeedies - Palindromes
>>>(mp3): The Kabeedies - Lovers Ought To
Sleepwalker

I Julie's Haircut annunciano di avere praticamente pronto il nuovo album, che dovrebbe uscire all'inizio dell'anno prossimo. Intanto, sul loro sito mettono in free download (con possibilità di PayPal) il nuovo singolo Sleepwalker, sempre più kraut e "spaziale", e con un bel tiro ossessivo.
Qui sotto il video diretto da Luca Lumaca, realizzato con le webcam di una serie di MacBook che circondano la band.

>>>(mp3): Julie's Haircut - Sleepwalker


lunedì 25 agosto 2008

Why even bother?

Esisterà in inglese, o forse in svedese, una parola per esprimere il piacere modesto di continuare a impegnarsi in piccole faccende che riguardano sempre di più soltanto noi stessi, e al massimo suscitano una cortese indifferenza? (Tra queste attività, bisogna senza dubbio annoverare il tenere aggiornato un blog e l'invecchiare.)
E così, come una parola che descrive la sfumatura di sorriso che ti esce mentre nessuno sta guardando, nei giorni scorsi, anche da lontano, ogni tanto mi tornava in mente Tafra.
Quel bassista dei Suburban Kids With Biblical Names che non vedemmo mai al festival di Bräkne-Hoby perché si era addormentato (e su questo scrisse la canzone che ce lo fece conoscere) ha debuttato sulla lunga distanza con un album pubblicato dalla iper-prolifica Series Two Records. Pop a bassissima fedeltà, che si avvale in maniera del tutto indifferente di suoni acustici ed elettronici, ukulele e campionamenti.
Da una parte la Merrittiana Oh Daniel, che ricorda certi tratti spontanei di Jens Lekman o Erik Halldén, dall'altra A Hundred Million Times, che si aggrappa a quello che sembra un sample di Henry Mancini. Da una parte la sgangherata title track, che si riallaccia ai SKWBN, e dall'altra Your Ex-Boyfriend's mp3s, che si potrebbe definire "bedroom-techno".
Filo conduttore tra le canzoni, quella voce quanto mai sgraziata, eppure calzante alla perfezione, addirittura delicata. Soprattutto, di Tafra mi ha conquistato la singolare malinconia distaccata dei suoi testi. Come nota Salvatore, sembra quasi che l'inevitabile "unhappy ending" non lo riguardi in prima persona, non lo tocchi per davvero, e in questo Tafra mostra in pieno la metà scandinava delle sue origini.
Sono piccole geniali intuizioni per tutto il precariato sentimentale dentro cui viviamo ("although I was in great despair, at least I had your body next to mine that night"). Ogni cosa gira intorno a una solitudine che cerchiamo di trascurare o di vedere come poco complicata, e che in fondo, forse, vorremmo soltanto più confortevole.

>>>(mp3): A Hundred Million Things
>>>(mp3): At the Cemetery


Start again

I'll start again if you start calling wars
Never ever meant to break your heart to bits
Only meant to open up my shoulders
Test and test and test upon our fight
Hard for all, yeah! It's hard for all

>>>(mp3): A Classic Education - Wartimes

(buy here)

domenica 3 agosto 2008

Polaroid blog sessions: Le Man Avec Les Lunettes

Come promesso, proprio un attimo prima di chiudere, venerdì sera siamo andati in onda con una puntata "fuori programma" di polaroid per ospitare finalmente i Le Man Avec Les Lunettes dal vivo negli studi di Città del Capo Radio Metropolitana. Io e la Fagotta non sapevamo bene cosa aspettarci, e invece alla fine, tra le chiacchiere e i consueti brindisi, è venuto fuori quasi un concerto intero, con otto brani in versione acustica. La band bresciana, inoltre, ne ha presentati quattro che saranno contenuti nel prossimo album, in uscita a ottobre con il delirante titolo di Plaskaplaskabombelibom (bisogna ascoltarsi tutta la registrazione per sapere cosa diavolo significa).
Ecco qua le canzoni che i Le Man Avec Les Lunettes ci hanno regalato, giusto in tempo per portarle con noi in vacanza. Ci sentiamo di nuovo a fine mese, baci a tutti!


Per i feticisti degli "occhialuti" la puntata è scaricabile per intero qui. Le fotografie sono di Lucio, che ringrazio.

venerdì 1 agosto 2008

Le Man Avec Les Lunettes vs polaroid blog

Al terzo pacco che ci hanno rifilato nel giro di un paio d'anni, la band bresciana dei Le Man Avec Les Lunettes stava per essere estromessa dal mondo della musica. Riusciranno a salvarsi in corner questa sera e arrivare a Bologna in tempo per una puntata speciale di "polaroid alla radio" con un intero set di canzoni acustiche dal vivo?
Appuntamento alle 21 per scoprirlo, sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana, e se siete già in ferie (tanto lo sappiamo che sarete comunque on-line) c'è anche lo streaming.
Indietracks Festival 2008

Indietracks Festival 2008
Continuo a esagerare con i report dei live, ma di fronte a quello che si potrebbe definire "il più grande piccolo festival indiepop" della stagione non aveva senso risparmiarsi.
E così, solo per accaniti fanatici, ecco qui il mio personale diario dei due giorni all'Indietracks Festival 2008.

>>>(mp3): Pocketbooks - Summertime - (da qui)