venerdì 30 novembre 2007

Settlefish VS. polaroid alla radio


Questa sera a partire dalle nove, sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (anche in streaming), polaroid sarà orgoglioso di ospitare i Settlefish dal vivo.
Parleremo dell'ultimo album Oh Dear!, che sarà presentato ufficialmente domani sera al Locomotiv Club (ad aprire il release party anche il cantautore americano David Singer e i Laser Geyser), e la band bolognese ci regalerà quelche canzone live, in una inedita versione unplugged.
Stay tuned!

>>>(mp3): Settlefish - I Go Quixotic!
Ci si vede a banco

Nelle prossime settimane trovate me e la mia valigia dei dischi qui, oltre che a un botto di concerti.
Per Capodanno non ho ancora deciso, che c'è di bello in giro?

bonust track:
Shinichi Osawa featuring Au Revoir Simone - Star Guitar (Chemical Brothers cover)

giovedì 29 novembre 2007

Polaroids From the Web
We are all waving flags now

- Non fate finta di niente, dicembre è dietro l'angolo ed è quasi stagione di classifiche dei dischi. Ancora una volta, Fimoculous fa da pratico segnalibro delle Top10 di fine anno in giro per la rete (e c'è già Scaruffi!).

- La notizia è di quelle esplosive, almeno per me: uscirà a gennaio un album di remix per i Love Is All. Tra i produttori coinvolti, nomi come Hot Chip, Metronomy e Studio.

- Alistair Fitchet sta raccogliendo su Flickr un set di memorabilia dei Belle and Sebastian.

- L'ultimo progetto di Alessandro Raina, Amor Fou, mi piace meno del suo precedente lavoro Nema Fictzione, però lui resta di sicuro un personaggio con una notevole quantità di cose da dire. Basta prendersi dieci minuti per leggere questa bella intervista curata da Gigi "Sound Verité" sulle pagine di Indie-Eye.

- Sempre Gigi (super!) ha realizzato anche questa video-intervista a Will Sheff degli Okkervil River, pubblicata a piccole pillole quotidiane.

- Degli Okkervil River si occupa anche l'iperattivo MAPS, il nuovo programma di Francesco Locane e Jonathan Clancy, con intervista e video tratto dal recente concerto bolognese.

- Lo stesso Clancy mi ha totalmente contagiato con la fotta per il prossimo disco dei British Sea Power (visti a Bologna e apprezzati parecchio già nel 2003). Do You Like Rock Music? "is the hottest record in the world today" secondo Zane Lowe di BBC Radio1.
Sulle pagine del Guardian i BSP si presentano dichiarando niente meno: "We're hoping our new album might help establish a light/dark index for this era. Ma è noto il curioso senso dello humour della band di Brighton.
Per ora in rete non si trovano un paio di radio rip, già molto promettenti:

>>>(mp3) British Sea Power - Waving Flags (radio rip)

martedì 27 novembre 2007

Shout Out Louds in Italia!

Shout Out LoudsFinalmente la notizia ha avuto conferma ufficiale: Our Ill Wills, il secondo meraviglioso album degli Shout Out Louds vedrà un'edizione italiana all'inizio del 2008.
Il disco sarà infatti ristampato dalla Homesleep Music e uscirà il prossimo 28 gennaio, con l'aggiunta di due bonus track.
Inoltre, dopo più di due anni, la band svedese tornerà finalmente in Italia per presentare l'album con una serie di concerti dal 26 al 29 marzo.


(Quanto abbia amato Our Ill Wills l'ho già scritto a suo tempo. E quanto ritenga formidabili gli Shout Out Louds penso sia evidente dalle playlist di polaroid, almeno dall'estate del 2004 in avanti. E dal vivo sono ancora meglio.
Una volta, con la scusa di un'intervista, ce ne andammo fino a Monaco soltanto per rivederli. L'articolo poi lo intitolammo "It's all about semplicity". Forse non è più così vero, ma resta ancora molto, molto importante.
)


>>>(mp3): Don't Get Yourself Involved (bonus track)
>>>(mp3): Impossible - (e qui il video)

lunedì 26 novembre 2007

The Calorifer Is Very Hot!
Si definisce "an experimental solo project formed by a few people" e il suo album d'esordio, intitolato Marzipan in Zurich, esce su MyHoney Records il primo dicembre.
The Calorifer Is Very Hot è Nicola, già voce degli scardinati Juxtabrunch, in compagnia di Nani ai beat e Cesco il Piccolo Marinaretto. Suona un indiepop storto e stralunato, che si concede spesso accelerazioni punk da cantina e romanticismi da stazione delle corriere.
Salpato dalla mitologica Porto Viro, dopo alcuni passaggi a Modena, Amburgo e Parigi, al momento Nic fa base a New York. Attendiamo a giorni il suo ritorno in patria per l'avvio di un fittissimo Marzipan Tour che si preannuncia etilico e memorabile.
Inoltre, questa settimana, la net label francese Les Diks Qui Sautent metterà in download l'ep My Work Is a Tomb, contenente Slow Motion Dream, primo singolo estratto dal'album, un remix dei Cool Kids Can't Die e un paio di inediti.
Già in agenda, la festa di Natale il 23 dicembre al Mattatoyo di Carpi (MO) e la tappa a Bologna, al Locomotiv Club il 7 febbraio.


>>>(mp3) The Calorifer Is Very Hot - Slow Motion Dream
La differenza tra il sorriso di Matt Berninger e il tuo

Matt Berninger - The National

Ci eravamo ripromessi di non esagerare, ma dopo un concerto del genere era inevitabile farsi prendere la mano.
Così, per chi ne ha voglia, ecco le quattromila battute "circolari" (tutto comincia e finisce con About Today, e non era premeditato) che io e Tomm. ci siamo spartiti dopo il concerto milanese dei National.
Grazie alla Ele per le foto e a Marina per il supporto tecnico.

venerdì 23 novembre 2007

The Brunettes in Italia

Per l'arrivo in Italia dei Brunettes, evento di stagione per l'indiepop di casa nostra, polaroid ospita Enrico, falange britannica della Knifeville, che ci introduce alla band neozelandese.

L'Associazione Culturale Knifeville in collaborazione con MyHoney Records è orgogliosa di presentare al pubblico italiano i neozelandesi The Brunettes, in arrivo per la prima volta in Italia per un breve tour che prevede tre date.
Jonathan Bree e Heather Mansfield vengono da Auckland e, musicalmente parlando, fanno coppia dal 1998. Fin dall'inizio appaiono come qualcosa di paradossale: dolce musica per teenager che incrocia Nancy Sinatra e Lee Hazlewood, Velvet Underground e Shangri-La's, in una scena cittadina dominata dal garage rock psichedelico.
Si godono l'isolamento, razziano negozi di roba usata e ascoltano vecchi 45 giri segnati, sognando di essere altrove, in un'altra epoca.
Dopo tre EP e due formidabili album (Holding Hands, Feeding Ducks e Mars Loves Venus) pubblicati esclusivamente dalla nNeozelandese Lil' Chief Records, il loro ultimo album, Structure & Cosmetics (registrato con il supporto degli Shins tra Auckland, New York, Los Angeles e Portland) viene pubblicato dalla storica label di Seattle Sub Pop.
In tracce come Small Town Crew e Obligatory Road Song la nostalgia di casa è evidente. Ma non è tutta introspezione. Ci sono canzoni che parlano di alieni, idoli dell'adolescenza e prodotti per la cura dei capelli.
E poi c'è Stereo (Mono Mono), storia d'amore fra la cassa destra e quella sinistra del vostro impianto stereo.
In tour girano con una formazione che va dai 6 ai 10 componenti tanto che sul palco vedrete strumenti di ogni genere e forma: marimba, glockenspiel, banjo, trombe, sassofoni, clarinetti e altro ancora.
Se volevate un pop divertente, spensierato ma allo stesso tempo elegante e di classe eccovi serviti!

The Brunettes italian Tour:
23 novembre GENOVA @ Milk + Senpai + Mange-Tout
24 novembre MANIAGO(PN) @ La Cheba + Chris Leo - INGRESSO LIBERO
25 novembre CARPI(MO) @ Mattatoyo - INGRESSO LIBERO

>>>(mp3):
- Stereo (Mono Mono)
- Small Town Crew

giovedì 22 novembre 2007

Serate autunnali

Sopra Bologna è calata quella foschia novembrina che fa rintanare nelle sciarpe e cercare con le mani un'altra tazze di tè.
Arriva giusto in tempo, quindi, anche il doppio concerto di questa sera al Locomotiv Club, che vedrà sul palco gli Annie Hall e gli australiani Aviator Lane, band votate a un pop acustico dal respiro folk particolarmente disteso, perfetto per questa stagione.

I bresciani vengono a presentare il loro bell'album di debutto, quel Cloud Cuckoo Land di cui avevamo già parlato il mese scorso in radio.
In apertura, per la prima volta in Italia, suonerà il duo degli Aviator Lane, già compagno di tour di Low, Jason Molina e Sodastream. Il loro primo ep vedeva la collaborazione anche di Marty Brown degli Art Of Fighing, mentre il successivo album ha messo in evidenza l'amore per un sound alla Arab Strap fatto con molta passione.
Chissà se al Locomotiv servono anche un bel punch caldo.


>>>(mp3):
Annie Hall - Ghost's Legs
Annie Hall - Hugs & Kisses
Aviator Lane - Lengthways We'll Run
Aviator Lane - Sinking From the Corners
Sleep in our clothes and wait for winter to leave

Sono sopravvissuto al concerto dei National. Non ci speravo, o forse speravo il contrario. In ogni caso, a parte un livido che mi sono procurato durante Abel, sto abbastanza bene. Anche il cuore.
Nelle prossime ore, su Vitaminic un po' di parole, foto e filmati.
Adesso no, "my mind's not right... and I'm missing something".

Bonus track:
The National - Abel - (live in Boston, October 26th, 2007)
(thanks to Bradley's Almanac)

mercoledì 21 novembre 2007

No Music Day

Spegnete la radio, fermate i giradischi e mettete in pausa gli iPod: oggi è Il Giorno Senza Musica.
L'idea nasce da Bill Drummond, che qualcuno ricorderà come fondatore dei lontani KLF (Kopyright Liberation Front) e come l'artista che diede fuoco a un milione di sterline.
Qui Drummond racconta le origini dell'iniziativa e qui raccoglie le adesioni della BBC scozzese (che oggi quindi va in onda soltanto in voce).
Un articolo del New York Times inserisce il No Music Day in una prospettiva più storica e "di mercato", mentre Idolator non fa mancare il suo consueto sarcasmo: "if Drummond wants to start a No Blogs Day I'm all for it".
Non credo aderirò al No Music Day, ma parlarne può essere utile. Ed è una buona scusa per tornare ad ascoltare quella 3 A.M. Eternal che dopo quasi vent'anni e decine di remix ancora mi strappa un sorriso. Questo, a fidarsi delle disografie, era il primo demo, mai ufficialmente pubblicato:

>>(mp3) The KLF - 3 A.M. Eternal (White Room demo)
The Clever Square live a polaroid

Mentre i due conduttori si perdono fra "traumi da yatch", Wayfarer e birrette, polaroid alla radio rotola senza alcun controllo. Per fortuna la settimana scorsa c'erano due delle nostre provvidenziali rubriche: I Consigli del Paso, con Aurelio in diretta da Firenze per assistere al concerto degli Okkervil River, e Thanks For The Add con Beatroce, presa al volo in una nottata milanese.
E per fortuna che c'erano i Clever Square, arrivati da Ravenna a regalarci dal vivo qualche canzone del loro folk pop a bassa fedeltà.
Qui trovate il podcast con la puntata intera. Grazie a Hi, Chuck! per le foto.



martedì 20 novembre 2007

"The thing is, I like capitalism"

Non possiedo le competenze politiche e musicali di uno Jukka Reverberi per commentare come si deve l'articolo scritto da Kevin Barnes degli Of Montreal su Stereogum a proposito del vendere la propria musica agli spot commerciali. Ma ho trovato comunque molto interessante la lettura del pezzo.
Per prima cosa mi è sembrato divertente il titolo: quel "Selling Out Isn't Possible" ha una sfumatura di ottimismo e suona al tempo stesso da "fine dei tempi" in maniera davvero azzeccata. Qualcosa del tipo "abbiamo sconfitto il cancro, curato l'AIDS, risolto il problema del petrolio e non è più possibile sputtanarsi con l'indie rock! Yeah!".
Poi c'è questa frase:
«In capitalism, you don't get what you think you deserve though. You get what someone else thinks you deserve. So the trick is to make them think you are worth what you feel you deserve. You deserve a lot, but you'll only get it when you figure out how to manipulate the system.»
Kevin Barnes da sotto il mascherone ha capito qualcosa, e non si preoccupa di passare per cinico. Ha capito che il problema del "backlash", o quello dell'integrità totale a ogni costo, sono falsi problemi (almeno nella grande maggioranza dei casi), impostati da chi non riesce a stare al gioco. Il problema, e lo dice chiaro e tondo, è come un musicista campa oggi e come continuerà a campare domani.
«Selling out, in an artistic sense, is to change one's creative output to fit in with the commercial world. To create phony and insincere art in the hopes of becoming commercially successful. I've never done this and I can't imagine I ever will. I spent seven years not even existing at all in the mainstream world. Now I am being supported and endorsed by it. I know this won't last forever. No one's going to want to use one of my songs in a commercial five years from now, so I've got to take the money while I can.»
Mi pare che tutto ciò sia piuttosto realistico. E il grado di disillusione più o meno amara è bilanciato dal fatto che per Barnes la "sincerità" dell'arte continua a esistere e non ne è sfiorata.

>>>(mp3) DJ STV SLV - Hurricane Chris VS Of Montreal - Hurricane Like A Promethean Chris (grazie a The Hood Internet)


(La discussione sul fatto che "our generation is insanely lazy" alla prossima puntata...)

lunedì 19 novembre 2007

Mani in alto

Cut Off Your Hands
Se qualcuno ha bisogno di una bella scossa per cominciare la settimana la può prendere qui.
Si chiamano Cut Off Your Hands, vengono dalla Nuova Zelanda e mi fanno saltare come un ragazzino. Nell'altro emisfero hanno diviso palchi con Bloc Party e Love Is All, negli USA si racconta che abbiano incendiato il SXSW e il CMJ, mentre in questi giorni sono alle prese con un lunghissimo tour in Gran Bretagna insieme ai Foals, e anche i Les Savy Fav li hanno invitati ad aprire una serata per loro.
Sono freschi di contratto con la 679 Recordings, sussidiaria WEA che già segnò l'esordio dei Futureheads, a cui i Cut Off Your Hands rimandano in maniera abbastanza forte. Rock anfetaminico, super tight, pieno di chitarre a spigoli e ammantato di cori magniloquenti. Dal vivo si concedono anche cover di Sonics e Stooges.
Il primo ep uscì alla fine dell'anno scorso a nome Shaky Hands, ma venne fuori che c'era una omonima band a Portland. Dato il previsto e imminente botto mondiale, i ragazzi hanno cambiato denominazione, sono stati ripubblicati dalla statunitense I Am Sound e hanno cominciato a comparire sui vari blog, NME e Pitchfork.
Nel frattempo hanno registrato un secondo ep, intitolato Blue On Blue, insieme a Bernard Butler, e il risultato è appena ammorbidito nelle melodie ma non nel ritmo. Per l'album di esordio in cabina di regia c'è Stephen Street.
Se le premesse sono queste, Cut Off Your Hands è già uno dei nomi da tenere d'occhio per il 2008.

>>>(mp3) Still Fond
>>>(mp3) You and I
>>>(video) Cut Off Your Hands live and interview

venerdì 16 novembre 2007

Pushing the agenda forward
We don't need the outside

- Questa sera a polaroid avremo ospiti in studio i Clever Square. Dopo averli intervistati qualche settimana fa, faremo quattro chiacchiere live con questa giovanissima band di Ravenna (da poco accasata presso la Tea Kettle Records) e ascolteremo un po' del loro folk pop a bassa fedeltà.
Inoltre non mancheranno le rubriche I consigli del Paso e Thanks for the add con Beatroce. Il tutto a partire dalle 21, sulle frequenze e sullo streaming di Città del Capo Radio Metropolitana.

>>>(mp3) The Clever Square - It's OK and I Trust You, But I'd Like To Be 100% Sure Anyway


- Neanche a farlo apposta, un nome scandinavo passa dalle nostre parti e io mi ritrovo ancora una volta in zona mixer. Sabato sera sarò al Vibra di Modena a mettere un po' di dischi insieme ai ragazzi di RadioAntennaUno dopo il concerto di Boy Omega, che per presentare il suo ultimo album Hope on the Horizon è in tour in Europa con l'intera band.
File under: Bright Eyes, Sufjan Stevens, dEUS ed Elliott Smith. Si preannuncia una serata da alto tasso emotivo.

>>>(mp3) Boy Omega - Suffocation Street


- Domenica al Locomotiv Club di Bologna, per i concerti all'ora dell'aperitivo, arrivano gli Scarlett's Well, band britannica fondata da Bid, cantante di origini indiane che alla fine dei Settanta diede vita ai seminali Monochrome Set.
Gli Scarlett's Well verranno a presentare l'ultimo lavoro Black Tulip Wings, pubblicato dall'etichetta spagnola Siesta. Nella nuova formazione, votata a un folk rock dalle sfumtature psichedeliche e dalle forti influenze letterarie, milita anche Peter Momtchiloff, già dentro band leggendarie come Talulah Gosh, Heavenly e Would-Be-Goods.

>>>(mp3) Scarlett's Well - The Stars That Fall On Hairy Tim

giovedì 15 novembre 2007

Souvenir of Canada

Souvenir of CanadaRitrovarmi una sera con tutti i libri di Douglas Coupland raccolti negli anni sparpagliati per la stanza, tra il divano e il computer, con un blocco per gli appunti e molte penne infilate tra le pagine.
Mi sentivo come se stessi ancora preparando un esame all'università. E mi piaceva!
Non sembravo troppo preoccupato di dovermi ritrovare a parlare in pubblico di una nazione che non avevo mai visitato, né di dover tagliare con l'accetta finti giudizi letterari pieni di fraintendimenti.
Stavo solo provando una volta di più a mettere insieme un po' di emozioni vere, a tenerle assieme con uno sputo di disincanto e a presentarle come meglio potevo, cercando di far credere che tutto fosse molto informale di proposito e abbastanza competente al tempo stesso.
Insomma, a pensarci bene, un po' come capita su questo blog, che parecchio tempo fa prese a prestito il suo nome anche da un libretto dello scrittore canadese intitolato Memoria Polaroid.

Questa sera, all'interno della rassegna Pagine Nascoste, organizzata dal Cineclub Fratelli Marx, Fabrizio Inkiostro e io avremo il piacere di presentare e introdurre Souvenir of Canada, un documentario del 2006 in cui Douglas Coupland racconta il suo Paese, come c'è cresciuto, quanto ha influito sulla sua opera.
Il film è divertente e potete procurarvelo in diversi modi. Lo spettacolo di noi due che cerchiamo di restare seri e non sembrare più nerd di quello che siamo davanti a ogni parola di Coupland invece è abbastanza irripetibile.
L'appuntamento è alle 9 alla Sala Centofiori, in Via Gorki 16, in zona Corticella. Si entra dalla rotonda al termine di Via Byron, al capolinea dell'autobus 27, ingresso a 5 euro (cioè 7,1 dollari canadesi).


>>>(mp3) A.C. Newman - Transcanada (from the Souvenir of Canada Soundtrack EP)

mercoledì 14 novembre 2007

Vampire yacht

Se questo è stato l'anno dello Yacht, i blog-darlings per eccellenza del 2007, i newyorkesi Vampire Weekend non potevano che girare il loro primo video in perfetto look preppy Anni Ottanta, a bordo di una leggiadra barchetta nei pressi dell'esclusivissimo Raritan Yacht Club di Perth Amboy, New Jersey.
Mi aspetto di vedere entrare in scena da un momento all'altro anche un giovanissimo James Spader a braccetto con Jami Gertz e Molly Ringwald.
Della band aveva già parlato Davide prima dell'estate, e le canzoni che andranno a comporre il loro album d'esordio (in uscita il 25 febbraio su XL) mi hanno fatto piacevole compagnia in questi mesi.
Sono da poco venuti in Europa di spalla agli Shins e se la bolla dell'hype non li fa scoppiare prima ci si potrebbe divertire parecchio. Oltre ai riferimenti più citati, dal Paul Simon epoca Graceland al David Byrne "mondialista", in tracce come Boston mostrano di saper anche spingere sull'acceleratore.
Mettete i vostri migliori mocassini, tirate fuori i Wayfarer, ci si vede a prua.




>>>(mp3) Cape Cod Kwassa Kwassa
>>>(mp3) Boston
>>>(mp3) Walcott (Insane remix #2)

martedì 13 novembre 2007

Heartbroken forever

Oggi e per tutta la settimana su Vitaminic si ascolta in streaming il nuovo album di Tender Forever.
Si intitola Wider ed esce ancora una volta per K Records.
La formula "meno acustico e più sintetico" lo riassume solo in parte, e non significa che siano venuti a mancare calore ed emozione, anzi. Tender Forever è una di quelle voci che mi tiene incollato il cuore alle casse. Anche quando suona cover che potrebbero piacere a Girolami. Anche quando si diverte a giocare con la black, come nel video di How Many qui sotto.
Prendi Heartbroken Forever, per esempio, con il suo incalzare alla Why?: sta tutta in un soffio, quando il "forever" del ritornello scivola in "for Heather", e tu senti ancora una volta il dimenticato caldo alle guancie di una dichiarazione d'amore.



>>>(mp3) Tender Forever - Heartbroken Forever
>>>(bonus track) Tender Forever live a polaroid

lunedì 12 novembre 2007

The Royal We

Duro il frenetico e vorticoso mondo dell'indiepop: non fai in tempo ad affezionarti all'ultimo gruppetto nato ieri pomeriggio, che questa mattina si è già sciolto. È successo con The Royal We, di cui avevo scritto qualche riga su Vitaminic giusto un paio di settimane fa.
La band ha appena pubblicato l'album d'esordio per Geographic, la sussidiaria della Domino gestita da Stephen Pastel, e le buone recensioni non erano mancate.
Eppure, pare proprio che la band non esista già più e che la cantante Jihae Simmons sia tornata nella natia Los Angeles (io avevo creduto fosse la solita balla da comunicati stampa). Beh, almeno ci hanno lasciato una manciata di divertenti canzoni. Ricordiamoli così:

Popfest New England 2007 Sampler

Popfest New England 2007 SamplerSi è svolto questo fine settimana, a Northampton, nel Massachusetts, l'edizione 2007 del Popfest! New England, un festival "ispirato" dagli iscritti alla Indiepop mailing list, curato dall'etichetta Skipping Stones e dedicato a fare il punto di una certa scena indiepop statunitense, parecchio filologica e "osservante".
In programma molti nomi interessanti, alcuni suonati anche su queste pagine: Pants Yell, My Teenage Stride, Smittens e The Pains of Being Pure at Heart. Ma ovviamente quello che mi ispira maggiore curiosità sono le numerose band a me del tutto sconosciute. In attesa di leggere in giro le prime recensioni, ci si può fare un'idea con una compilation in free download curata da Chris McFarlane di Indiepages.
Il Popfest New England 2007 Sampler si può scaricare qui.

>>>(mp3) The Beasties - Zombie Song

venerdì 9 novembre 2007

My time is only a guess

«Ogni pantano che volevo spiegare
Ho sentito che c'è un funerale per il tuo nome
Dicono che le menzogne siano meglio degli esami
E al tuo ritorno
Mi hai ammazzato con un bacio
Come una gloriosa battaglia
Che mi sarei augurato di evitare
Ah, merda, mi sa che sono innamorato del ragazzino scoppiato»

Broken Social Scene presents Kevin Drew - F--Ked Up Kid

mercoledì 7 novembre 2007

Ba Bamm

Fanfarlo live in Bologna
Sì, non mi sono del tutto ripreso dal fine settimana sul furgone. Ho ancora nelle orecchie e nel cuore quegli otto concerti e non avrei voluto smettere.
In questi giorni dovrei fare molte cose e invece non ho voglia di nulla, nemmeno di ascoltare i nuovi dischi che continuano a finire nell'hard disk, figuriamoci di scrivere.
L'altro giorno sono capitato per lavoro al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Mi ha fatto una grande tenerezza tutta quella fiducia di un'altra epoca nel progresso, nella precisione della meccanica, nei cronometri e nelle leve. Passeggiare anche solo pochi minuti là dentro è stata la cosa migliore che mi è capitata negli ultimi tempi ma non credo interessi a nessuno, perciò metto il link a un mp3 a caso.


Segnalo soltanto un paio di cose:
- domani sera al Locomotiv sarà in concerto Dente. Il cantautore parmigiano (già ospite dal vivo di polaroid) verrà a presentare il suo ultimo album Non c'è due senza te, e io non me lo perderò.
- venerdì al Covo torna la band newyorkese degli Asobi Seksu. La serata si annuncia davvero speciale perché sarà anche l'occasione del Vitaminic Restyling Party, la festa con cui la webzine presenta ufficialmente la sua nuova veste. La redazione al completo (tra cui anche MarinaP e il sottoscritto) si alternerà al mixer, con un ospite d'eccezione: Fabio de Luca. Ci si vede a banco.



(si ringrazia la redazione di Maps per la foto)

giovedì 1 novembre 2007

Polaroid blog loves Fanfarlo

FanfarloSalto sul furgone e me ne vado in giro per tre giorni con una band inglese in netta ascesa e con il migliore gruppo italiano dell'anno prossimo.
Non sono un musicista e nemmeno un giornalista. La versione ufficiale è che metterò dischi prima e dopo i loro concerti, se ci riuscirò, ma il vero motivo è un altro.
Lo faccio perché amo la musica che suonano, perché ho voglia di impararne di più, e perché mi piacerebbe che la musica non fosse per me soltanto una questione di stile, di giudizi, e di chiacchiere scritte più o meno bene. Vorrei, quando parlo di entusiasmo e di musica, provare a dare almeno qualche volta una sfumatura di significato che ha a che fare con la mia vita, con quel poco che faccio e che sono.
E allora prendo il sacco a pelo e la borsa dei cd e me ne vado in tour, che è quello che fa la vera musica e non un blog, e io ho bisogno di quella.
Il post serio con i link e le date lo trovate su Vitaminic.
Ci si vede a banco.

>>>(mp3) Fanfarlo - You Are One of the Few Outsiders That Understands Us
Guardale, sono scimmie d'amore

Non era cominciata nel migliore dei modi. Il suono accurato degli Amari scagliato nel buio della sala del Covo sembrava non trovare la strada, e così voci, strumenti e basi (sempre troppe per i miei gusti) restavano arruffati. Era un piccolo peccato, perché proprio in apertura di scaletta la band friulana aveva piazzato Le gite fuori porta, piccolo inesplicabile manifesto del loro ultimo album Scimmie d'amore.
Ma, d'altra parte, di fronte a loro c'era un pubblico capace di cementare d'entusiasmo qualunque gap tecnico, e pochi istanti dopo che quei cinque giovani uomini (abbandonato l'arcobaleno per un rigoroso black dress-code) avevano preso possesso del palco la festa era già partita. Il Pasta sparava fucilate di coriandoli che piovevano sui nostri sorrisi.
Per me si è sbloccato tutto dopo tre o quattro pezzi, quando è cominciata 30 anni che non ci vediamo ("e speriamo di non vederci per altri 30" ha aggiunto Dariella), una delle loro canzoni più toccanti di sempre. "Ma è una scusa per noi".
E poi anche tutto il resto è arrivato, come vecchi amici da incontrare di nuovo: Bolognina revolution che qui gioca in casa, Conoscere gente sul treno che diventa Blue Monday, e poi la gag di From Disco To Disco in coda a Suffer With Style, una dilatata e rabbiosa Whale grotto e una Campo Minato in versione quasi Kings of Convenience. Poco importa se sono mancate le Fiamme in un bicchiere, ci sarà tempo.
La canzone che mi piace meno del nuovo album è Il raffreddore delle donne, ma ieri sera è bastato vedere quanta passione cantavano in un verso come "vedi le mie braccia / sono lunghe / sono aperte" per crederci, era vero, ed è così.
Gran finale con Emilio dei Settlefish (di bianco vestito) come chitarra aggiunta per Scimmie d'amore, il pezzo in cui gli Amari sono più Amari che mai, ma dentro cui in fondo finisci per riconoscerti un po'.

Emilio VS Amari
(Thank EhiUomo! per la foto)