martedì 31 luglio 2007

"Demolizioni gratuite"

Non sono sicuro che avrei dedicato la stessa attenzione a The Mix Up se invece di essere il nuovo album dei Beastie Boys fosse stato una qualsiasi jam dei Funk Inc. di trentacinque anni fa. Poi mi dico di essere un po' meno spocchioso e penso che per questo pomeriggio e per la mia testa che rimbomba dub va benissimo.
Mi sto godendo calmo la quieta poesia della Strada Statale 253, detta "la San Vitale", nel deserto dell'ultima domenica pomeriggio di luglio. Un sorridente hang over steso da Marina di Ravenna a Bologna, guidando tra la campagna e le zone industriali, con le colline a chiudere l'orizzonte giù a sinistra e un cielo grigio sbiadito che viene incontro portando un po' di vento.
Per come sono messo adesso, vedrei poesia più o meno ovunque, anche nelle parole in blocchi da 160 caratteri che questo fine settimana sono rimbalzate numerose tra Svezia e Romagna (per un attimo era sembrato che qualcuno le avesse scambiate di posto). Su a nord raccontano che Emmaboda ha segnato una svolta nella propria storia, mentre noi qui abbiamo giocato alla piccola Hana-boda.
Cerco nell'ipod Julian Nation, un disco che mi tiene il cuore tra le mani, ci infila dentro i pollici e lo apre in due come un'albicocca matura. Non ho bisogno di altro. Penso alle ultime maracas che qualcuno mi ha preso mentre mettevo i dischi e si è poi dimenticato di restituirmi. Penso alle magliette e alle camicie piene di sudore nel mio zaino. Dovevo essere davvero impresentabile a un certo punto ieri notte. Ma che importa? Mi è bastato trovarmi ancora una volta sotto la veranda di legno davanti alla spiaggia ("you know, this is a treehouse!"), salutare una quantità di amici arrivati anche da lontano, mi è bastato esaudire qualche richiesta dei Barcelonas e chiacchierare di quelle mancate. Qui c'erano già tutte le premesse per una festa memorabile.
Mi è bastato tenere il tempo battendo le mani e sgolandomi insieme a tutti voi quando è andata via la luce per la seconda volta, proprio all'inizio del concerto (l'impianto aveva avuto un primo collasso durante l'escalation del set di apertura, spalla a spalla con la Len, sulla collaudata sequenza Amato The Greengrocer, Me And The Washing Machine, Such Great Heights). Mi è bastato che Johan mi tenesse per la nuca sulla strofa "Love is a feeling that we don't understand / but we're gonna give it to ya". Mi è bastato protendere le braccia nello stage diving. Mi è bastato guardarmi intorno mille volte e vedere gente in piedi fin sopra la duna. Tutti i mesi passati, ancora una volta, si stavano riavvolgendo e di colpo, senza voce e fradicio di sudore, mi sono domandato di quanta adolescenza ancora abbiamo bisogno.

Ammettilo: delle canzoni degli I'm From Barcelona "in sé" ti importa fino a un certo punto. Piuttosto, è in quello che vogliono raccontare, è l'idea della musica che hanno, l'idea di festa che presuppongono, che ti coinvolge e ti trascina. E ti viene il sospetto che senza di noi, lì, sudati e scalpitanti, tutti stretti intorno a loro, quelle canzoni resterebbero quasi mute. E che d'altra parte, noi senza di loro saremmo più sordi. Perché quando le incontriamo, non le stiamo soltanto ascoltando. Stiamo partecipando, alle canzoni.

E adesso guido e guardo tutti questi anziani seduti davanti a casa a prendere il fresco della fine del pomeriggio, e mi chiedo cosa pensano mentre mi vedono passare, una macchina lungo il via vai della strada per il mare. Che bello andare in giro così, tranquilli.
Julian Nation canta the death of all the romance.
Mi accontento di quello che mi ricordo.
Cisco, Pullo e io avevamo portato per caso tre magliette degli Shout Out Louds diverse.
Corvetta è riuscita ad arrivare in tempo.
Ho acceso stelle filanti come fosse capodanno.
Una ragazza mi ha passato sopra i dischi un biglietto con scritto Cats On Fire.
Emanuel è saltato sulla pedana accanto al mixer e ha cominciato a cantare No Cars Go dentro a un megafono.
I cartelloni e le spille fatti a mano (qualcuno ci ha lavorato per ore) erano bellissimi, come tutti noi.

A un certo punto, forse dalle parti di Lugo, in mezzo a un campo nudo vedo questa enorme scritta a vernice nera: "demolizioni gratuite" e un numero di telefono che non faccio in tempo a leggere.
Mi viene in mente che oggi il settore delle demolizioni deve essere così saturo che oramai te le vengono a fare anche gratis.
Sempre pochi, invece, quelli capaci di costruire qualcosa.


Grazie a Chris e a tutta lo staff dell'Hana-Bi
per avere messo in piedi una festa come questa.



>>(mp3): Funk Inc. - Smokin' At Tiffany's
>>(mp3): Julian Nation - 1992
>>(video): il filmato integrale del concerto grazie a Icepick
>>(video): la suspense prima dello stage diving grazie a Dhinus
>>(read): Violetta / Kay / Inkiostro

sabato 28 luglio 2007

Alla fine del conto alla rovescia




«Välkommen till Hana-boda!»

I'm From Barcelona
in concerto questa sera
Spiaggia 72 - Marina di Ravenna (RA)

venerdì 27 luglio 2007

Aspettando gli I'm From Barcelona (-1)


Siamo alla vigilia del ritorno in Italia della sgangherata banda svedese. I preparativi fervono e, secondo i comunicati ufficiali diramati dall'organizzazione, l'Hana-Bi si sta trasformando in una piccola Hana-boda sulla spiaggia.
Questo filmato (grazie a Kay) documenta il concitato inizio della caotica data di Ravenna di qualche mese fa (che tentai di raccontare qui). Quel saluto di Emanuel fu un regalo ancora più bello del jingle registrato per polaroid nel retro del teatro di Jönköping o dell'intervista un po' sentimentale che mi concessero un paio d'anni fa. Soprattutto perché intorno si stava divertendo un sacco di gente.
Come l'altra volta, preparate kazoo e battimani. Verso le cinque cominciamo a mettere dischi la Len, Pullo, Cisco e io. Sarà una festa. Ci si vede a banco.
"Se hai perso la testa non hai perso niente"
I dischi dell'estate di polaroid (4)

Chissà se di questi tempi si potrà ancora parlare bene di un paio di band italiane senza trovarsi una testa di cavallo mozzata nel letto. Ma ho voglia di ricordare qui, prima di chiudere per ferie, due dischi che mi hanno fatto compagnia in questa prima parte d'estate.
Sono due dischi che più diversi non potrebbero essere. Uno cantato in inglese, l'altro in un ricercato italiano. Uno pieno di chitarre college rock, buonissime per il sole e le strade veloci, l'altro fatto di pop denso e sovrabbondante, a cui tento di stare dietro mentre guido da solo di notte.

 Canadians - A Sky With No Stars I Canadians hanno pubblicato A Sky With No Stars per la Ghost Records e confermano quanto di buono avevano lasciato intendere (e ballare) con l'esordio di un paio di anni fa.
Il mood adolescenziale delle melodie distese e aperte, sempre in bilico tra leggerezza e malinconia, i cori che riverberano un'idea di Sixties da American Graffiti, l'amore per l'indie Anni Novanta (Weezer e Grandaddy i nomi spesi più di frequente nelle recensioni), fanno di questo disco una raccolta di canzoni schiette alle quali si finisce per volere bene, come quei telefilm che ci hanno accompagnato per lunghe stagioni e con cui siamo cresciuti.

 CARPACHO! - 'La fuga dei cervelli'  La fuga dei cervelli, l'album d'esordio dei Carpacho! gira da più di un anno. Inkiostro ne scriveva a ottobre 2006 e la recensione di Carlo Pastore su Rockit risale addirittura a settembre (ma data il disco già al 2007). L'uscita ufficiale per Sleeping Star è arrivata solo un paio di mesi fa. In ogni caso, il momento in cui finalmente sono riuscito a godermeli fino in fondo è stato all'ultimo festival MiAMI. Girava voce che dal vivo fossero disastrosi, invece quella sera a Milano io ho visto una buona band, e soprattutto con idee non banali, e la strafottenza giusta per metterle in mostra nel migliore dei modi.
Mi conquista l'architettura dei testi, del tutto involuta e al tempo stesso in cerca della seduzione, quel gettare parole come dadi truccati, e l'aria di intelligente, consapevole, egocentrica indolenza. La musica spara piccoli fuochi d'artificio pop pieni di archi e cori, e come tanti anche a me è venuta in mente una versione più acida e divertente dei Baustelle. Rimane sospesa un'indefinita atmosfera Anni Settanta, disinibita ed elegante, "in bilico tra l'avvenire e la nostalgia", anche se qui dentro c'è molto altro. Molto brit-pop, gusto per i ritornelli filastrocca, per le cittazioni, le frasi da ricopiare sul diario, scherzi e poesie da giovani della "seconda età, quella per offendersi se non ti danno del tu".


>>>(mp3): Canadians - Summer Teenage Girl
>>>(mp3): Carpacho! - c.a.r.p.a.c.h.o.
>>>(video): Carpacho! - Regole per un cervello difettoso

giovedì 26 luglio 2007

It's the end of indiepop as we know it

 Emmaboda Il 18 luglio su Last.fm compare una discussione dal titolo "Sista Emmaboda?"

Il 24 luglio il quotidiano Expressen titola: "Den allra sista Emmaboda-festivalen".
Scorrendo il testo con il traduttore automatico si legge: «"Yes, we will dig down this year. The will not become more indiefestivaler". [...] On the other hand, the organizers think that the concept "indie" has played out its role».

Ieri, poco dopo le 16: un twit della Ele appena arrivata in Svezia.

Ieri, un sms ricevuto alle 22.28: «I'm really really sad because I heard it was the last festival ever».

Oggi, un sms ricevuto alle 14.07: «Confermato, è l'ultima edizione... L'anno prossimo cambia nome, posto e dimensioni».


>>>(mp3): Vacaciones - Emmaboda (2005)
Aspettando gli I'm From Barcelona (-2)


Una disastrosa lezione di canto per imparare le nozioni di base degli I'm From Barcelona e farsi trovare preparati sabato pomeriggio, sulla spiaggia dell'Hana-Bi. Na-na-nana-na...

mercoledì 25 luglio 2007

Night Falls over Kortedala

 Jens Lekman - Night Falls over Kortedala
To be released September 5th in Scandinavia
and October 9th in the rest of the world.

«For the songs on this record I wanted my music to meet the world, meet other people and see other places. I wanted to take it out like an old dog and let it sniff around.
But I failed. Instead the whole record stays within the 30 squaremeters of my apartment all the way to the last song when I take a short busride to the country, which is just two hours from here.
I guess I just needed to finish what I had started here before I could leave, pack everything up in banana boxes and see the sun set over the pinetrees one last time
».

E ora mi salgono le lacrime agli occhi.
La canzone dello "short bus-ride" di cui parla è Friday Night At The Drive-In Bingo, il nuovo singolo uscito qualche settimana fa e che chiude la tracklist del prossimo album. Una canzone che a qualcuno potrà suonare stucchevole e che io invece sento danzarmi uno swing in fondo al cuore.
Lo stesso suono dalla porta aperta di una balera per anziani poco lontana dal campeggio sul lago, noi che leghiamo le biciclette alla staccionata, il sapore di dolci arrotolati allo zenzero e birra a bassa gradazione, sotto l'alta ombra del bosco.

Aspettando gli I'm From Barcelona (-3)

- Un folle in preda a un attacco di filologismo se ne va fino a Barcellona per mettersi a ballare Treehouse degli I'm From Barcelona davanti alla scalinata di Parc Guell (video).

- A proposito, una cover dello stesso brano in versione cantautrice triste: Maja - Treehouse.

- L'ultima canzone pubblicata della band di Emanuel Lundgren è il singolo Britney, dedicato alle patetiche vicende di Britney Spears. Per ora è disponibile soltanto su iTunes, "and as a limited vinyl single shortly". Ne ha scritto Inkiostro qui.
>>>(mp3): I'm From Barcelona - Britney

L'appuntamento è per sabato pomeriggio, sulla spiaggia dell'Hana-bi. Na-na-nana-na...

martedì 24 luglio 2007

This is no Bridget Jones!

Avevo parlato degli Wombats in primavera, all'epoca del loro esordio sulla lunga distanza. Ora è uscito il loro nuovo singolo Kill The Director, che al grido di "this is no Bridget Jones" invoca la fine di una storiella sentimentale degna di una sit-com (qui il video).
Tra le varie versioni digitali e in vinile del singolo compare questo remix firmato dai CSS, mentre ne gira anche uno curato da Paul Hartnoll degli Orb, e su myspace ho trovato non male quello di (dei?) KGB.
Se gli Wombats già in partenza non hanno altre pretese che quelle di far ballare e piantare in testa melodie a presa rapida, i CSS aggiungono il minimo indispensabile con il massimo del risultato. Rispetto all'originale tirano a lucido una drum machine secca e qualche tappezzeria synth molto eighties. Ma il risultato sono tre minuti da lanciare sulla pista per uno strike facile facile.

Aspettando gli I'm From Barcelona (-4)


Gli I'm From Barcelona dal vivo lungo le strade di Parigi, grazie alla Blogotheque.
Tutto molto bello, ma vuoi mettere cosa succederà in spiaggia all'Hana-bi? Na-na-nana-na...

ps: nei commenti al post più sotto, Corvetta chiede supporto per il viaggio da Bologna sabato sera. Organizzate la comitiva!

lunedì 23 luglio 2007

Architecture In Helsinki new video



Ecco qui Hold Music, il nuovo zompettante video degli Architecture in Helsinki ("yes, we did spend 10 hours on those trampolines!")
Places Like Tis, l'ultimo album della band australiana, ai primi ascolti mi era sembrato parecchio sgangherato anche per gli standard a cui ci avevano abituato Cameron Bird e soci.
Ma piano piano ho l'impressione che mi conquisterà sempre di più. Basterà respirare un po' di vacanza per suonare il cuore come una cabasa e vibrare come una marimba. E allora comincerò a saltare anche io.

>>(mp3): Hold Music

>> Bonus tracks:
- Heart It Races (Trizzy's Rusty Tin Can Mix) - (da qui)
- Architecture in Helsinki VS. Jay Z, 99 Hearts - (da qui)
- Architecture in Helsinki VS. Snoop Dogg feat. R. Kelly, That's That Whirlwind - (da qui)
Aspettando gli I'm From Barcelona (-5)

I'm From Barcelona VS. Flaming Lips
Meno cinque al ritorno degli I'm From Barcelona in Italia.
Qui li vediamo sul palco insieme ai Flaming Lips nel classico costume da Babbo Natale, al recente Indian Summer Festival di Glasgow.
Foto trovata qui, grazie a Gecco.
Ci si vede sabato all'Hana-bi. Na-na-nana-na...

giovedì 19 luglio 2007

Polaroids From the Web
E qualcosa da bere

- Mentre qui da noi la scena pontifica su chi è il più indie del reame, nel mondo reale la musica va avanti e si muove su traiettorie ben diverse: un interessante articolo su Coolfer analizza l'opportunità delle pubblicazioni digitali in anticipo sulle effettive uscite dei dischi (come hanno appena fatto i canadesi Stars, per esempio). Mi sento di consigliarne caldamente la lettura.

- Torna in Italia Soda Fountain Rag. Comincia questa sera dal Loco Squad di Milano Marittima un minitour per presentare il nuovo ep I Love You!. Una seconda data qui in regione ci sarà domenica, alla rassegna "La fortezza delle donne" di Mirandola (MO). In mezzo, una puntata al Bagno Moderno di Marina di Grosseto domani sera, e sabato al NoSilenz Festival di Brescia.
>>>(mp3): Soda Fountain Rag - You Can't Stop Me

- Sabato mi trovate dalle parti di Firenze, al WaveCamp che si tiene all'interno del festival Italia Wave. Non so bene di cosa parlerò, il titolo della relazione che mi è stato assegnato recita "polaroid blog - storia di istantanee musicali tra radio e web", al quale mi sono affrettato ad aggiungere un necessario sottotitolo di alleggerimento "E qualcosa da bere".

- In attesa dei prossimi album di Club 8, Irene, Radio Dept. e Sambassadeur, previsti fra settembre e novembre, la Labrador festeggia l'estate mettendo on line un sampler con 68 canzoni tutto da scaricare qui.

- Domenica arrivano all'Hana-Bi le Au Revoir Simone a presentare il loro ultimo album The Bird Of Music. Alle tre fatine newyorkesi e alle loro tenui canzoni ho già dichiarato più volte il mio amore. Vedremo la resa live sulla spiaggia come sarà.
>>>(video): Au Revoir Simone - Sad Song

mercoledì 18 luglio 2007

Ex-Otago competition

 Ex-Otago competition
Qoob lancia il contest per creare il clip di Amato The Greengrocer, "storia di un bizzarro ortolano pop" (sic), nonché uno degli inni di Tanti Saluti, il nuovo formidabile album degli Ex-Otago.
C'è tempo fino al 20 settembre per aggiudicarsi il premio di 2000 euro messo in palio dalla Riotmaker Records (ma quante magliette con le motoseghe incrociate hanno venduto? Avanti con i commenti anonimi), oppure il Qoob Choice Award di 1000 euro, assegnato dalla redazione del canale digitale. Intortatevi Andrea.

Le magliette dei gruppi, così come i ricordi

Le magliette dei gruppi, così come i ricordi, sono fatte per essere perdute, dimenticate negli alberghi dove non torneremo, abbandonate sulle panchine delle stazioni, rubate dalle macchine che lasciano per sempre la città.
Venite ladri, spalancate quello che volete, copra la polvere ogni cosa che può. Un martello contro il vetro e il braccio si infila nel buio. I would like to be added as one of your friends.
Sì, è vero, ero stato io a insistere per comprare quelle magliette, ed è vero, ora non esistono più, estinte una volta per tutte dallo zoo personale della nostra piccola scena. Ma perché mai quel momento andato, conservato e portato addosso stampato sul petto tanto a lungo, dovrebbe essere più importante di questo presente? Averlo perduto rende meno prezioso averlo avuto?
La tenace idea di considerare qualcosa come "un oggetto unico" comincia a sgretolarsi verso le tre del pomeriggio del baricentro di luglio, mentre ti accorgi che le ragazze di vent'anni in gita cantano in coro Homecoming dei Teenagers, i My Awesome Mixtape e i New Young Pony Club. It was perfect, a dream came true.
Le scritte a pennarello sui cd. Le scritte a pennarello intorno ai polsi. Le ballerine e le foto alle scarpe. Occupation: Stylish. Type of Label: Indie. Il desktop con i cuori e la felpa con le croci. Ci siamo scambiate il vestito in bagno. Bello il tuo video, vieni all'aperitivo, mandami un messaggio. I punti esclamativi in mezzo al nome, in fondo al nome, al posto delle I. Ma dov'ero io nel 2007? Ho dimenticato qualcosa? Poi basta cercare su Flickr, forse Pig Magazine, o leggersi per bene tutti i bulletin. Wicked as a joyride jaunt.
Fanculo le magliette. Se mio nipote con la sua maglietta a righe fosse qui, dopo tutta questa strada, mi leverebbe le parole di bocca e dal seggiolino di dietro, in mezzo a un lungo silenzio alla campagna, dichiarerebbe "questa è l'estate".


>>> The Teenagers - Homecoming (mp3) - (video)
>>> The Teenagers - Homecoming (Shadow Dancer/Sluttt Remix)

lunedì 16 luglio 2007

Polaroids From the Web
And don't forget to send me a friend request

- Finalmente anche Where the Ocean Meets My Hand, l'ultimo album di Billie The Vision & The Dancers, è stato messo integralmente in free download sul sito della band.

- Su Vitaminic, my two cents sul concerto degli Arcade Fire a Ferrara.

- A proposito: Blame Canada! How the post-9/11 border is keeping us safe from indie rock.

- A proposito (2): la cover di Ocean Of Noise che da qualche tempo i Calexico suonavano dal vivo è ora diventata la b-side del nuovo singolo degli Arcade Fire. Come ha notato qualcuno, è davvero un segno del valore di un disco se una band ne rende omaggio a così pochi mesi dall'uscita.
>>>(mp3) Calexico - Ocean Of Noise

- Forse non dovrei essere io a linkarvelo, ma a futura memoria voglio comunque segnalare questo post di Jukka su un atteggiamento diffuso nel cosiddetto pubblico italiano che si definisce "indie".

- La stessa parola, nell'indagine del Guardian, assume un profilo piuttosto diverso.

- Al grido di "Nicky Wire can suck my cock", esce nel singles club della Filthy Little Angels il primo disco degli Art Goblins, vecchio e scalcinato progetto che vede coinvolti Eddie Argos e Jasper Future degli Art Brut.

- Pitchfork Music Fest diary by Jim DeRogatis.

- Per chi si domanda cosa stiano combinando gli Spinto Band, la settimana scorsa Daytrotter ha postato tre inediti live.

- Nuove tendenze dell'estate: sarà meglio lo "yacht rock" oppure il "wizard rock"?

- Io disegnavo piccoli smiley sui vetri appannati dello scuolabus: vent'anni fa nasceva la acid house.

- Maledetti romani: domani sera arrivano per la prima volta in Italia i Good Shoes, live al Fish'n'Chips (tra l'altro in coppia con Shitdisco) e io me li perderò. La band di Morden ha già un calendario fittissimo da qui a Natale, ma noto ancora qualche buco tra ottobre e novembre: si invitano caldamente i gestori italiani di club e serate a provvedere.

- Ieri era il settimo compleanno di mio nipote e per festeggiare ho portato lui e sua sorella più piccola a prendere un aperitivo al Mattatoyo. C'erano gli Isabel At Sunset in concerto e ci siamo tutti divertiti parecchio.
A chi, fra i lettori di queste pagine, ha nipotini da educare dal punto di vista musicale, segnalo un delicato articolo/vademecum che ho trovato stamattina su PopMatters.

venerdì 13 luglio 2007

Human after all

The inside of Daft Punk's pyramid
The inside of Daft Punk's pyramid
E così si scopre che dentro la piramide i due robottoni non controllano soltanto la proverbiale posta elettronica o fanno girare un cd-r.
«There is actually synthesis happening within the pyramid, not just triggering samples with ableton!»
Documenti trovati sul forum di Erol Alkan, via Music Thing - grazie a Gecco.

Post dedicato a tutti quelli che, con mia grande invidia, erano al concerto gratuito di Daft Punk + LCD Sounsystem ieri sera a Torino.

>>>(mp3): Daft Punk - Human After All (Superheroes) - (Live at Coachella, 2006/04/29)




Angel Gone
(Beat Happening cover by Math & Physics Club)


How dare you cry, angel gone?
Cheat and lie, cheat and lie, angel gone
When you have no-one tommorow
There'll be no kind hearts to borrow
Your galley slaves start rowing
You don't know where you're going but you go there all the time

You were an angel, turned into a stranger
Heart shaped wings and halo
You loved to spin your fables
To the music we were makin'
Then the harp strings started breakin'
Things got cold in wintertime

It must be tryin', angel gone,
To wear a halo all the time, angel gone,
When it gets a little crooked
You find another saint who's lookin
Still your heaven is in ruins
You don't know what you're doing but you do it all the time

Angel gone, angel gone
I see you alone and I worry
The past starts getting blurry
You've got no-one to talk to
And I miss your "shouldn't-ought-to's"
And I miss your tender sighs

Mmmmmm should we try, angel gone
Crash in heaven one more time, angel gone?
Grab Gabriel's horn, start callin'
All those angels who have fallen
Playin' Russian roulette with satan
We'll ram those pearly gates and Saint Peter he won't mind
Saint Peter he won't mind

Angel gone, angel gone, angel gone...

martedì 10 luglio 2007

A Classic Education are on (Arcade) Fire!

Ciò che qualcuno aveva soltanto sognato ora è diventato realtà. La notizia pare oramai ufficiale: a ventiquattr'ore dalla data unica italiana di Arcade Fire, domani a Ferrara, è stato reso noto che una band aprirà la serata, e non potevano che essere i nostri A Classic Education.
Nati da appena pochi mesi, hanno già diviso palchi con Modest Mouse (a Bologna), Fanfarlo (a Londra) e si apprestano a farlo con i Wilco (Torino). [refuso mio]
Sono davvero felicissimo per i ragazzi, e non solo perché li seguo con emozione sin dall'inizio, ma anche perché so quanto gli Arcade Fire significhino per loro: una grandiosa idea di Pop, di stile, di Canada. Non riesco a immaginare un regalo migliore per loro in questo momento. E se lo sono davvero meritato.
Ci si vede a banco régaz, arrivate presto.

>>>(bonus track):
Arcade Fire - Rebellion (Lies) (Tronik Youth Re-Edit)
Tanti saluti
Ex-Otago live all'ultima puntata di polaroid


 Ex-Otago live @ polaroid  Ex-Otago live @ polaroid
 Ex-Otago live @ polaroid  Ex-Otago live @ polaroid
 Ex-Otago live @ polaroid  Ex-Otago live @ polaroid  Ex-Otago live @ polaroid
 Ex-Otago live @ polaroid  Ex-Otago live @ polaroid  Ex-Otago live @ polaroid
(foto by Laurìe & Lucio)

Non poteva esserci finale di stagione più bello: gli Ex-Otago live in studio a presentare il loro ultimo grandioso Tanti Saluti, un bel po' di amici venuti per i brindisi e l'immancabile handclapping, qualche canzone da ballare e persino un improbabile tentativo di stage diving radiofonico.
Voglio ringraziare tutti quelli che hanno partecipato e hanno dato una mano a questa stagione on air di polaroid: la Nico, la Chiara, Marina e lo staff di Vitaminic, Salvatore, Ema, Jonathan, Giovanni, Lucio, tutti gli ospiti al telefono e quelli che sono passati a trovarci dal vivo in Via Berretta Rossa.
Qui trovate la puntata intera, e queste sono le tre canzoni che gli Ex-Otago ci hanno regalato live unplugged:

lunedì 9 luglio 2007

Take care
Intervista ai Tiger Tiger!

 Tiger Tiger! A quanto mi è dato di vedere, di indiepop in Italia si parla a sproposito piuttosto spesso. Niente di male: abbiamo altre radici e tradizioni, altrettanto rispettabili. Però, per quel che mi riguarda, ho deciso di adottare un criterio personale abbastanza semplice: cerco di immaginarmi se una band potrebbe salire sul piccolo palco del Frukostpop. Garantisco che non è da tutti.
Quando mi sono imbattuto nei Tiger Tiger! la risposta è la stata un clamoroso SÌ, subito seguito da un gran sorriso. Sonorità acustiche mescolate a strumenti giocattolo, delicatezza e ironia, ritornelli naif da battimani, elettronica rarefatta e discreta, paesaggi campestri a bassa fedeltà, canzoni come mansarde nascoste in cui a volte diventa necessario rifugiarsi.
In mezzo a tutto questo, un piccolo nome segnato tra le "influenze" di myspace mi ha incuriosito: se Belle & Sebastian, Devendra Banhart o Cat Power tutto sommato rientrano nel canone, incontrare qualcuno che dalle nostre parti si ricorda degli Strip Squad spalanca il cuore a spontanei sentimenti di fratellanza. A quel punto, mi ero già innamorato delle canzoni cantate da queste due tigri.
- - -

Cominciamo dalle presentazioni: raccontatemi chi sono i componenti dei Tiger Tiger!, da dove vengono, che fanno, che ruolo hanno nella band e cose così.

I Tiger Tiger! sono Federico e Margot. Federico è bolognese, Margot è calabrese in Erasmus a Bologna.
M: la verità è che Federico è il vero musicista della band. Io non so cosa faccio di preciso, sì, canto. E poi, mmmh, di recente ho iniziato a suonare vari strumenti quali xilofono, diamonica, piano e anche sacchetti della spesa. Insomma, siamo in continua evoluzione.
F: mi piace suonare la chitarra e ho bisogno di Margot per cantare.

 Tiger Tiger! Sembrate piuttosto giovani: è il primo progetto musicale che mettete in piedi? Dai link sul vostro myspace sembra anche abbiate un background più legato al mondo della fotografia e dell'arte.

M: sì, abbiamo 47 anni in due. Federico ha già avuto diverse esperienze musicali (in una band chiamata Norm), io invece non ho avuto praticamente nessuna esperienza nel campo. Oltre alla musica ci interessiamo effettivamente di fotografia, nel senso che Federico lavora come fotografo e io passo tutto il mio tempo libero a farmi fare foto e a soddisfare il mio narcisismo, e a provare a diventare una super esperta di grafica e animazione 3D.

Domanda scontata ma necessaria: da dove nasce il nome "Tiger Tiger!"?

M: Questa è una bella domanda. Mi ricorda la prima volta che incontrai Federico.
Entrambi ci trovavamo nel Bengala, Federico per fare un servizio su animali e roba simile e io villeggiavo in un Club Med. Era abitudine del villaggio organizzare delle escursioni (cosa che personalmente odio), così me ne andavo in giro per quei luoghi e vidi un imbecille che fotografava uno scoiattolo volante.
A un certo punto mi accorsi che due tigri lo stavano per attaccare e gridai TIGER TIGER! (pensai in inglese ovviamente), lui si girò e scappò verso di me, e insieme fuggimmo via nel tramonto, andando a sorseggiare vodka lemon a bordo piscina del mio villaggio.
Lui mi disse che suonava in una one man band e che aveva bisogno di una pollastrella che facesse un po' di moine sul palco. Io, non avendo nulla di meglio da fare, accettai. Pensammo fosse romantico usare come nome per la band la prima cosa che gli dissi.

 Tiger Tiger! Le canzoni si muovono tra leggerezze twee pop e atmosfere acustiche più delicate. Mi parlate un po' dei vostri riferimenti musicali?

F: Provengo da un background punk che si è evoluto in sonorità strumentali alla Godspeed You Black Emperor e simili, quando suonavo nei Norm, per poi ritrovare una semplicità e funzionalità compositiva nel mio progetto solista Me and the Tree, che ora è diventato Tiger Tiger! grazie alla presenza di Margot.
I miei ascolti variano da Devendra Banhart, Beatles, Of Montreal, Animal Collective, arrivando a sonorità piu elettroniche e acide alla Ed Banger Rec...

M: Per me i Belle & Sebastian hanno segnato una svolta epocale. C'è il prima e il dopo. Il prima raccoglieva roba indie, per intenderci.
Sono stata alfabetizzata al culto dei Beatles. Condivido con Federico l'amore per gli Of Montreal. Cat power mi ha fatto venire voglia di accettare la proposta di cantare. Consumo vinili dei Wilco. Gli Shins ci hanno dato qualche idea.
Non sappiamo cosa sia tweepop e forse preferiamo non saperlo.

Cosa bisogna aspettarsi dai Tiger Tiger! dal vivo? Come sarà la formazione sul palco e cosa porterete?

Saremo io e Federico. Ovviamente ci vestiremo da imbecilli e porteremo tanti piccoli strumentini, un portatile (siamo entrambi Mac user e orgogliosi di esserlo), dello Xanax per noi e del Premarin in caso qualcuno del pubblico ne avesse bisogno.


>>>(mp3): Tiger Tiger! - Premarin
>>>(mp3): Tiger Tiger! - Take Care

venerdì 6 luglio 2007

Polaroid alla radio season finale

Ex-Otago live in CarpiQuesta sera, a partire dalle nove, sui 96.3 e 94.7 in modulazione di frequenza di Città del Capo Radio Metropolitana (con annesso streaming), va in onda il "season finale" di polaroid.
La puntata si annuncia abbastanza concitata perché faremo l'impossibile per avere ospiti in studio gli Ex-Otago, il cui nuovo album Tanti Saluti è uno di quelli da ricordare per l'estate 2007.
Il problema è che questa sera gli Otaghi sono anche in concerto a Villa Mazzacorati, dall'altra parte della città (tutte le info qui - e di spalla ci saranno pure The Calorifer Is Very Hot!), e la sovrapposizione di orari sarà fonte di suspense per tutta la trasmissione: ci sarà tempo per qualche brano unplugged? Riusciremo nell'impresa del primo crowd surfing radiofonico? Confido nel supporto di EhiUomo! e Dariella.
In ogni caso, qui si brinderà alla conclusione dell'ennesima stagione. Se volete unirvi alla festa, gli studi sono in Via Berretta Rossa 61/5 a Bologna. Portate da bere e qualche abbraccio. Poi si corre tutti a Murato.


bonus track:
Shout Out Louds - Impossible (Possible remake by Studio)
(via Discobelle.net)

mercoledì 4 luglio 2007

Lucky Soul in Italia!


Questo è il video di Add You Light To Mine dei Lucky Soul, autori di uno dei miei dischi dell'anno (come forse si è già capito da un pezzo).
La bella notizia è che la band londinese ha appena annunciato le sue prime tre date italiane per il prossimo autunno e non vedo proprio come si possa pensare di perderle:

- giovedì 4 ottobre - Zoobar, Roma
- venerdì 5 ottobre - Covo Club, Bologna
- sabato 6 ottobre - Wah Wah Club, Venezia

>>>(mp3) One Kiss Don't Make A Summer (acoustic version)
Come dovrebbero essere tutte le migliori feste


Questi pazzi che cantano I'm Gonna Take Your Girl sono The Loungs, ne ho parlato un po' qui (thanks to Sunday Girl).
La loro Armageddon Outta Here, tutta ottoni e battimani, tra Housemartins e Style Council dei bei tempi, potrei ballarla un'estate intera:

>>>(mp3): The Loungs - Armageddon Outta Here

martedì 3 luglio 2007

Nerds on the dancefloor
Intervista ai Calcutta Bubbles
 Calcutta Bubbles
Non credo di avere mai rivisto Kids di Larry Clark, eppure è un film che mi torna in mente spesso. È capitato anche quando mi sono imbattuto nella pagina myspace dei Calcutta Bubbles, e mi sono perso a guardare quelle foto che sembravano ritagliate dal booklet di Paul's Boutique o Check Your Head.
Avevo pochi anni di meno dei Calcutta quando uscirono quegli album, e mi ricordo i pomeriggi passati a casa di Peeddoo, a tenere tra le mani quelle copertine, rimettendo sempre da capo la puntina.
La musica dei Calcutta Bubbles c'entra poco sia con Kids che con i Beastie Boys, almeno in senso stretto. Ma lo stile e l'immaginazione di questi tre ragazzi di Ravenna mi entusiasmano alla stessa maniera. Certo, forse per ora è più una questione di attitudine che di risultati concreti, e la parola "acerbo" è ancora appropriata. Eppure le qualità ci sono, verranno fuori, voi alla loro età avete fatto di meglio?
E poi, dei kids di Ravenna che si mettono a pensare a come suonare electro sporca e funk a questa maniera, girando in skate, ricoprendo di tags il loro cammino e di flyer il loro fotolog, avranno sempre la mia simpatia, stima e supporto. Ci sarà tempo per affinare la legna.
L'intro del loro album parte dichiarando "i Calcutta fanno casino", e non dovrebbero mai suonare in nessuna altra maniera.

[aggiornamento del 25 maggio 2009: l'intervista ai Calcutta Bubbles è stata rimossa su richiesta della band]


>>>(mp3) Wanted Machine
>>>(mp3) Nerds On The Dancefloor
>>> Scarica tutto Burgertronic Short