venerdì 29 giugno 2007

Pretty Girls Make Mojitos

 Soda Fountain Rag Sta per tornare in Italia Soda Fountain Rag, la giovane cantautrice norvegese già incontrata lo scorso inverno per il tour di presentazione dell'album Sometimes I Wonder If You Have a Heart, uscito per la nostra My Honey Records.
Nel frattempo, la super prolifica Soda ha pubblicato un singolo per la meravigliosa Cloudberry Records, ha scritto un bel po' di canzoni nuove (come sempre, si ascoltano e scaricano tutte qui) e sembra sempre più interessata ai suoi synth giocattolo. Se la formazione che l'accompagna in Italia sarà la stessa dell'altra volta (con membri degli April Skies) ci sarà da divertirsi. Queste le nuove date:

- giovedì 19 luglio: LOCO SQUAD Milano Marittima (RA)
- venerdì 20 luglio: BAGNO MODERNO (+ Le Man Avec Les Lunettes) Marina di Grosseto (GR)
- sabato 21 luglio: Nosilenz Festival (My Honey Night) Coniolo (BS)
- domenica 22 luglio CASTELLO DEI PICO - La fortezza delle donne, Mirandola (MO)

Info: Headphonesman: "booking gigs & loosing money"


>>>(mp3) Pretty Girls Make Mojitos
>>>(mp3) Walking With My Angel

mercoledì 27 giugno 2007

You Say Party! We Say Hana-Bi!


Ecco Monster, il nuovo video per You Say Party! We Say Die!, che questa sera tornano - in data unica - in concerto sulla spiaggia dell'Hana-Bi di Marina di Ravenna.
I canadesi presenteranno il loro ultimo Lose All Time, pubblicato da Paperbag Records, album che li vede smussare certi spigoli rispetto al precedente Hit The Floor! e tentare anche strade più pop, senza perdere affatto impeto ed energia (come dimostra il bel remix di RAC di questa stessa traccia).
Canzoni da ballare una dopo l'altra, con la formidabile combinazione tra la voce acuminata di Krista Loewen e i cori di Becky Nonkovic, e dalle atmosfere new wave belle tirate.

>>> Ascolta tutto l'album in streaming
>>>(mp3): Like I Give A Care
>>>(mp3): Monster (RAC remix)
All you need are Loves
I dischi dell'estate di polaroid (3)

The Loves

Confesso che mi ero dimenticato del secondo album dei Loves, uscito intorno a febbraio per Fortuna Pop, fino a quando non ho letto la bella recensione su Indiepop.it
Ma secondo me è con l'estate che questo piccolo Technicolour può dare il meglio.


>>>(mp3): I My She Love You
>>>(mp3): Xs and Os

lunedì 25 giugno 2007

Come far diventare "indie" il tuo quartiere

Stavo proprio pensando che il verso "l'erba ti fa male se la fumi senza stile" dei Baustelle aveva fatto in modo che chiunque si credesse automaticamente dotato di contegno, arguzia ed eleganza, mentre ascoltavo Radio Deejay, quando, finita la canzone, cominciano i Lucky Soul.
Dico: i Lucky Soul. Dopo i Baustelle. Su Radio Deejay. Senza un briciolo di stile.
Un'amarezza. E il loro disco non è nemmeno distribuito in Italia. E l'anno scorso li avevamo ballati in quattro. Mentre gli altri intorno di sicuro stavano ridendo.
Allora è proprio vero, dico, è proprio vero che a noi non è rimasto più nulla, e a un certo punto fa anche piacere tirare i remi in barca, scambiare due battute random con Daniele degli Offlaga anche se non ci conosciamo e io non li ho mai ascoltati ma avevano ragione loro, e fare stage diving con Pernazza, e sorridere alla calma celeste di Fox della Paolino Paperino Band che siede in regia, e poi guardare reality su Mtv ancora ambientati a Bologna, come se la tua vita fosse un eterno revival di "Davvero", anno di grazia (uh che coincidenza) 1995, e prima di andare a letto mezzo sbronzo come un ragazzino concentrarsi sulle pieghe intorno agli occhi davanti allo specchio e no, non sei più un ragazzino, ma stai tranquillo, va meglio così. Anzi, è per il tuo bene.
La festa del Mattatoyo è stata magnifica. I Calorifer hanno suonato mille canzoni nuove. Gli Ex-Otago sono tra le cose più divertenti che siano mai capitate all'Italia. Anais ed io abbiamo spaccato. Carpi si è dimostrata all'altezza. Pretty girls make mojitos.

venerdì 22 giugno 2007

Mattatoyo Opening Party



Mattatoyo opening party
domenica 24 giugno, h.18 - via Rodolfo Pio 4, Carpi (Mo)
info: 059 219449

Ex-Otago + The Calorifer Is Very Hot in concerto!
Anais e il sottoscritto a mettere dischi!
Ci si vede a banco!
Isabel At Sunset live @ polaroid



Venerdì scorso in radio, dopo aver fatto quattro chiacchiere con Max a proposito del Mi Ami e del suo baustellometro, ho avuto il piacere di ospitare gli Isabel At Sunset e Fabrizio della Tea Kettle Records. Abbiamo brindato al debutto di Meet The Gang!, album di cui si parlava qualche giorno fa, e la band parmense ci ha regalato qualche canzone unplugged (peccato per la cover di We Dance tagliata dal network). Qui trovate la puntata intera. Grazie a Paola per le foto.

giovedì 21 giugno 2007

The cat is on the (turn)table

 detektivbyrån + hemstad - split 7''
Esce oggi, primo giorno d'estate, il sette pollici in split fra Detektivbyrån ed Hemstad, due band svedesi alle quali polaroid è da sempre molto affezionato (i primi andammo a scoprirli alla prima edizione di Popadelica, un paio di primvere fa, mentre i secondi sono stati il mio disco dell'anno del 2006).
Caratteristica comune alle due band è di suonare musica interamente strumentale, ma le somiglianze direi che si fermano qui. Tanto suggestivi e magici riescono a essere i Detektivbyrån, quanto fragorosi e coinvolgenti diventano gli Hemstad quando si scatenano. Il sette pollici raccoglie due loro inediti, rispettivamente Laka-koffa e Tuff Ungdom. Qui potete ascoltarne una breve anteprima.
Ciò che rende speciale questo piccolo cerchio di vinile è che si tratta del numero di catalogo 001 per la Black*Kitten Records, etichetta fondata da un paio di carissime persone, da sempre innamorate dell'indiepop e dei gatti, come nella migliore tradizione twee. Il doppio lato A, inoltre, esce in collaborazione con My Honey, altra label italiana che producendo dischi e miele ha fatto della dolcezza un marchio di fabbrica.
A questo punto, per l'estate 2007 toccherà proprio comprarsi un mangiadischi da mettere in macchina.

mercoledì 20 giugno 2007

Miei capitani tristi



My Sad Captains
Debut single out now on Fortuna POP! 7" single.

Mi ricordano qualcosa di Preston School Of Industry, con in più un tocco di stile britannico, e archi e cori quanto basta. Suonano insieme a Darren Hyman. Mi ispirano un sacco di simpatia. Molto interessanti.

venerdì 15 giugno 2007

Agenda calda

Weekend in cui si anela sonno e sollievo, ma mille appuntamenti incalzano in agenda. È l'estate. Starò off line per alcuni giorni.

Sabato 16: Murato @ Villa Serena - Settlefish + Gazebo Penguins + Settlefish dj set

Se fossi ancora ubiquo andrei a:
- Rottura del Silenzio @ Ekidna
- Woven Hand @ Hana-bi
- Festival 6x6 @ Soliera

Domenica 17: Asobi Seksu live @ Hana-bi h.18 (e a seguire, insieme a Chris, Vins, Trinity, La Len, Sirol e Pullo, anche il sottoscritto a mettere un po' di dischi)

Se fossi ancora ubiquo andrei a:
- Rottura del Silenzio @ Ekidna
- Breve reunion dei Lino ei Mistoterital @ Ca de' Mandorli

Dimentico di sicuro un botto di roba, segnalate se volete nei commenti.
Da qualche parte, ci si vede a banco.
Meet the gang!
I dischi dell'estate di polaroid (2)


  Isabel At Sunset - Meet the gang!
Questa sera saranno finalmente ospiti di polaroid alla radio gli Isabel At Sunset, che verranno a suonare qualche canzone dal vivo (pare in una curiosa versione elettronica/unplugged) e soprattutto a presentare il loro album d'esordio Meet The Gang!, numero 1 del catalogo della giovanissima Tea Kettle Records.
Si potrebbero presentare gli Isabel At Sunset come un super-gruppo della scena parmense, dato che vedono alla voce Alain dei Vancouver, al basso Cianzo dei Pecksniff e alla chitarra The Saint, già nei Reflue. La formazione è poi completata da Kevin, batterista proveniente da Atlanta, Georgia USA, e da Balkous, tecnico aereofotogrammetrico e chitarrista.
Il motore primo della loro musica è il dichiarato amore per i Pavement, omaggiati a ogni nota di queste undici tracce. L'apertura di Hey Dude lancia "uh-uh-uh" degni di Summer Babe, la title track è un po' la loro Gold Soundz, mentre Waitin For The Dinos To Come saltella come una piccola Carrott Rope. Scopre infine le carte Kevin Keyboards, che racconta di una "Pavement cover band".
E come se non bastasse già l'influenza di Malkmus e soci a conquistarci, dentro Meet The Gang! ti senti a casa e ritrovi tutti gli amici, come i Grandaddy (con il finale di Parasites a richiamare quello di Summer Here Kids), o i Death Cab For Cutie (Barbarian Within The Gate), mentre Ending Will Be Harder ha il passo epico e al tempo stesso indolente di certi vecchi Yuppie Flu.
Si può dire davvero che quest'anno il migliore alt-rock Anni Novanta abbia trovato in Italia un terreno quanto mai fertile: penso ai Canadians, del cui ottimo debutto parleremo presto, ai Mersenne, ai Thousands Millions e chissà quanti altri. Con Meet The Gang! aggiungiamo una bandierina sulla mappa dalle parti di Parma, per questi ottimi Isabel At Sunset.

>>>(mp3): Isabel At Sunset - Meet The Gang!


Appuntamento alle 21, sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (anche in streaming), il podcast per ora funziona solo via Vitaminic.

mercoledì 13 giugno 2007

I give you melodi-melodi-melodi-melodiaaaa
I dischi dell'estate di polaroid (1)

Ex-Otago - 'Tanti Saluti' Il mio primo disco dell'estate 2007 non poteva che essere intitolato Tanti Saluti.
Corriamo incontro alla stagione delle vacanze, del divertimento e delle distanze già con quel sentimento di commiato in fondo al cuore e dietro i sorrisi. Come il fricchettone con la chitarra e il sacco a pelo disegnato sulla copertina, volgiamo le spalle e camminiamo da soli verso la nostra personale e sbiadita cartolina dalla villeggiatura.
I genovesi Ex-Otago arrivano finalmente a dare un seguito a quel clamoroso The Chestnuts Time, che quattro anni fa ce li fece conoscere e amare. Anche allora si parlava d'estate con una punta di malinconia: After August, September era l'inno. Oggi con Tanti Saluti il discorso si fa ancora più approfondito.

La brezza che spira tra le dodici tracce di questo nuovo album cattura quel groviglio di emozioni che ti prende mentre stai guidando con i finestrini aperti a scompigliarti i capelli, la musica suona forte, gli amici in macchina fanno casino e lì, sulla strada, carica delle promesse del primo giorno di ferie, picchia ancora un sole allegro. E assieme, il tempo dilatato di ogni "pomeriggio troppo azzurro e lungo per me", mentre una voce alla radio (Radio Scapolo D'Oro) parla e ride da posti lontani, e tu sei inchiodato a Robilante.
Non a caso, il refrain del singolo che ha preceduto Tanti Saluti recitava "Giorni vacanzieri / ma tu non sei qui" (canzone non contenuta in questo album ma nella compilation Riotmaker - A Medium Party). Ci divertiamo, eppure avvertiamo che continua a mancare qualcosa. Sono passati troppi "saturday night in the bedroom". Chissà se andremo mai a Panama.

Ero a una cena con un po' di amici, qualche settimana fa. Stavamo in terrazza e la musica arrivava a folate dalla finestra aperta della sala. A un certo punto decisi di mettere nello stereo Tanti Saluti, quasi nessuno l'aveva ancora sentito e la tavolata si trasformò presto in un delirante dibattito. Ricordo alcuni dei nomi che vennero tirati in ballo: Righeira, Shins, Duran Duran e Kings Of Convenience. Direi che il quadro era perfetto.
Bisogna poi aggiungere alla descrizione quelle trovate linguistiche fulminanti tutte degli Ex-Otago, spesso in un inglese disarticolato eppure, in qualche modo, preciso. Il fruttivendolo Amato che implora: "I don't wanna forget my client's name today" è difficile levarselo dalla testa, come anche il gioioso verso che dà il titolo a questo post. O le vecchiette "waiting for the stairs with the shopping bags".
Quasi sempre è il crooner Johnny Balera che si fa carico delle melodie, mentre Simo Riccio ed Hernandez (o Simo Liscio, non è chiaro) reggono rispettivamente batteria e chitarra. MC Pernazza salta da una tastiera all'altra, si dona al pubblico nel suo generoso crowd surfing, e appena può colpisce con il suo funambolico rap (nella toccante Che Tempo Faceva, o nel manifesto da un minuto Senti Come Pompa). In cabina di regia, il team Riotmaker porta il suo immancabile contributo colorato.
Tanti Saluti è il mio disco per i giorni d'estate che arriveranno, anche quando se ne saranno andati.

>>>(mp3): Amato The Greengrocer


PS: Gli Ex-Otago saranno in concerto il 24 giugno all'opening party del Mattatoyo di Carpi (Modena), insieme a The Calorifer Is Very Hot (io e Anais a mettere un po' di dischi intorno), mentre arriveranno a Bologna il prossimo 6 luglio, a Villa Mazzacorati (Via Toscana 19).

lunedì 11 giugno 2007

"I've put a smile upon your face"
Back from Mi Ami 2007


 My Awesome Mixtape live at Mi Ami Festival - Milano 2007-06-09

(photo by Miss B-Side)


Il miglior complimento che mi viene in mente è che il MI AMI 2007 è sembrato la cosa più simile a un piccolo festival di Emmaboda che abbia mai visto in Italia. Vi garantisco che non è poco.
Un festival a misura d'uomo, con un'offerta musicale ad ampio raggio, dove incontrare tutte quelle persone che incontri ogni giorno soltanto sul monitor, in un'atmosfera festaiola e rilassata, davvero non comune.
Saranno stati gli alberi del parco, sarà stato passeggiare tra i tavolini delle etichette illuminati all'imbrunire, saranno stati i due palchi tra cui andare in loop, saranno state tutte le band che avevo voglia di (ri)vedere, ma in questi tre giorni mi sono proprio divertito. Un bel grazie a Rockit e alla balotta modenese che mi ha fatto compagnia.

Tra le mie personali istantanee del festival: i My Awesome Mixtape (la band più giovane in cartellone) che chiedono alla collina di alzarsi in piedi e la collina si alza in piedi e noi ci stringiamo intorno a loro ballando, il crowd surfing degli Ex-Otago che inaugura l'estate 2007, i Settlefish con una pacca fenomenale, i Carpacho che convincono anche dal vivo, i Le Man Avec Les Lunettes in formazione a sei (la loro migliore), la classe dei Ten Thousand Bees, i Canadians (finalmente vi vedo!) e le nostre adolescenze di telefilm, i Perturbazione sempre loro, il finale (e qualcosa anche del resto, ok) del concerto di Dente, la gente che si sgola a luci accese dopo il set dei Crookers, l'energia di Enrico Brizzi, i banchetti appassionati di My Honey, Knifeville, Tea Kettle, Amico Immaginario, Ghost, Riot Maker; quello della Unhip Records un po' di meno, nonostante l'avvicendarsi delle stagiste di buona volontà.

Unico appunto: continuo a preferire un festival dove i concerti tra i due palchi non si accavallano, così i nerd come me possono godersi la full experience, ma a parte alcune soluzioni logistiche da perfezionare (bagni, coda per il cibo), mi pare che tutto abbia funzionato a meraviglia. Le band che ho perso (un paio di troppo) le recupererò in estate.
Qui c'è la cronaca minuto per minuto (e quindi magari non sempre lucida) degli organizzatori. Io torno a casa con un bel po' di dischi nuovi, altre spillette, un paio di magliette, un poster dove in fondo c'è persino il mio nome e una quantità di abbracci e sorrisi. E sono davvero contento.

venerdì 8 giugno 2007

Ci si vede a banco!

Mi AMI Festival 2007
Baby, I'm Broke
Canzoni per la primavera (5)

 Lucky Soul C'è ancora un disco che voglio ricordare in questa piccola rubrica, prima che la primavera finisca (non so perché, ma immagino che dopo il MiAMI sarà ufficialmente estate, alla faccia di tutta questa pioggia). Ed è The Great Unwanted, album d'esordio dei Lucky Soul, band britannica che passo in radio quasi tutte le settimane.
Del resto, su queste frequenze li suoniamo senza posa dall'anno scorso, e ora che è arrivato l'album e li ho pure ho visti dal vivo, posso garantire che si tratta di una band di grande classe. Per tutti quelli che li avessero confusi con un'operazione retrò à la Pipettes: no, i Lucky Soul non sono un'altra band che gioca sull'ironia, niente ammiccamenti e sgomitatine fashion.
Perdonate la banalità, ma vedermi davanti la bionda Ali Howard che cantava in abito da sera, mi ha fatto pensare a cosa deve aver provato qualche anno fa il pubblico che si trovava di fronte una giovane Nina Persson, almeno per restare in ambito indiepop. Il riferimento musicale più immediato, però, è un altro, e sta ovviamente da qualche parte tra la Motown e Phil Spector, nella tradizione delle girl band dei Sixties.
«I think I’ve always been a bit of a 60’s child, I actually used to dance to Sandie Shaw when I was about 7. I had this one tape, which was a compilation of all British number one hit stuff and it had like The Kinks and Sandie Shaw and all that kind of stuff on it. It was a really random mix. I think it was all just number ones or something like that. But that was sort of my first introduction to it all, and then it’s just something that I’ve always sort of come back to really; that kind of sound.»(Ali, in un'intervistata di HDIFTBL)

Un'idea di musica, quindi, abbastanza lontana dalle copertine e dall'hype del presente, in senso stretto. Il sound dei Lucky Soul è smagliante, con un senso della misura che non si può che tradurre come "Eleganza". Ecco, se esiste un modo per essere eleganti in musica senza tirare in ballo il concetto di Moda, i Lucky Soul lo hanno indovinato a meraviglia. E sta in questo buona parte della loro grande seduzione.

>>> Add Your Light To Mine (mp3 + video)
>>> Tutto The Great Unwanted in streaming
>>> La recensione di Indiepop.it
>>> Le foto della Ele del concerto di Londra

giovedì 7 giugno 2007

Ascoltando la pioggia ascoltando i Comaneci

ComaneciQuesta sera al Teatro Rasi di Ravenna i Comaneci presentano dal vivo il loro album d'esordio, intitolato Volcano e publicato da Disaster By Choice.
Ad aprire il concerto Bob Corn e i Father Murphy.
La serata è a ingresso gratuito, poesia e bellezza incluse.

>>>(mp3): I Didn't Think The Same

mercoledì 6 giugno 2007

Mashups Mouse

Come piccola postilla scherzosa al post qui sotto, ecco due recenti mashup che tirano in mezzo i Modest Mouse, e che vanno a fare il paio con la versione di Dashboard curata da Audio Hacker qualche tempo fa.
The Hood Internet è un collettivo di dj e musicisti di Chicago abbastanza geniale, che mescola hip-hop e indie rock. In nemmeno tre mesi di attività hanno già conquistato segnalazioni da USA Today, Pitchfork e la CBC (divertente questa piccola intervista), oltre che da un bel po' di blog. A questo giro hanno piazzato la voce di Lil'Wayne sulla base di Fire It Up, lasciando uscire i ritornelli nei momenti opportuni.
Un po' meno di immaginazione, invece, per la traccia del veterano DJ Payroll, che sovrappone all'anthem Float On la storica The Message di Grandmaster Flash, un rap di cui chiunque conosce almeno un paio di rime.

>>>(mp3): The Hood Internet - Fire It Up, Firemouse
>>>(mp3): DJ Payroll - Float On The Message

martedì 5 giugno 2007

"The modest mouse-coloured people, who believe genuinely that they dislike to hear their own praises"

 Johnny Marr - Modest Mouse live in Bologna, 2007/06/04 Questa non è una recensione del concerto dei Modest Mouse all'Estragon di Bologna. Altri più capaci provvederanno. Questa non è nemmeno una recensione dei miei primi trentadue anni di vita, dal giorno numero uno al giorno in cui ho visto Johnny Marr dal vivo. Anche se il punto a cui mi piacerebbe arrivare è quello. Ma sento che qualcosa continua a sfuggirmi.
Sono rimasto a fissare per tutta la sera il lato sinistro del palco. Ammetto pubblicamente che, dalla parte opposta, Isaac Brock e il suo talento da boscaiolo serial killer non hanno esercitato troppo fascino su di me. Gli occhioni spiritati e psicotici mi fanno più paura se scappano a un Calvin Johnson che imbraccia una chitarra acustica, o se sono quello che rimane nello sguardo liquefatto di Mark E. Smith, quando nessuno lo sta più a sentire. Ma quando puoi permetterti quella potenza di fuoco e le luci sparate così sul pubblico, non so, ieri sera non ero troppo convinto, forse mi aspettavo un altro humour (problema soltanto mio: la sala abbastanza riempita godeva e saltava).

Ma lì accanto c'è Johnny Marr. Quarantatré anni, magro, mai un gesto fuori posto, inglese. Per le prime tre canzoni indossa una giacchetta grigia che mi fa ricordare l'anziano Nikki Sudden. La stessa docilità con cui scivola la chitarra sui fianchi, la stessa capigliatura irrimediabile, la mano che segue una sua armonia di movimento, più lenta della musica.
Johnny Marr fa i cori, fa gli accordi e gli assoli, gli cambiano lo strumento tre o quattro volte, non si dà pace un momento, e la piega delle sue labbra rimane sempre la stessa, così all'ingiù. Solo dopo Dashboard si scompone un po'. Resta più rocker, in jeans attillatti e t-shirt rossa sudata.
Intorno c'è una folla a pugni alzati, stanno sudando e cantando. I Modest Mouse possono saturare ogni metro cubo d'aria con il loro suono pestato e trionfale, possono rallentare ed essere più taglienti, possono assomigliare a una predica dal pulpito in fiamme e a una macchina che fa un testacoda. Ma io continuo a fissare Johnny Marr che si piega tranquillo sulle ginocchia, tende il collo verso il manico della chitarra, si volta verso i suoi compari, lascia le sue mani muoversi al buio e guarda dove stanno andando questi americani.

Mi domando cosa mi dica quella figura di uomo adulto lì sul palco, più di quanto abbia potuto dirmi Morrissey, quel paio di volte che l'ho visto con un groppo in gola. Mi domando cosa bisogna pensare quando ci si trova di fronte a qualcuno che, tanto per non spiegare nulla, ti ha cambiato la vita. Forse niente di speciale. Forse solo un po' di gratitudine, perché ti ricorda l'epoca in cui bastavano le canzoni a cambiarti la vita, e sei contento che a te giovane siano capitati lui e il suo compare con il ciuffo.
Dell'oggi non sapresti. Ti distrai davanti alle luci in mezzo alla gente che balla. Arrivano le percussioni d'apertura di Float On e ti esce un sorriso. Poi Johnny Marr tocca quei quattro accordi, li conoscevi a memoria ma lui li sta facendo diversi, arrotondati, più brillanti, e tu non vorresti mai che entrassero la seconda chitarra e la seconda batteria e che un attimo dopo la canzone partisse. È la sua mano, il suo marchio.
Pare che l'ex chitarrista dei Modest Mouse Dann Gallucci abbia scritto Float On avendo in mente proprio lo stile dell'ex Smiths, e che l'idea di chiamare Marr nei Modest Mouse sia nata così, quando Gallucci se ne era andato un'altra volta.
Pare anche che Johnny Marr oggi si trovi bene nei Modest Mouse, che il suo contributo alla stesura del nuovo album sia stato positivo e che in tour assieme si divertano un sacco. Pare che sorrida paziente quando qualche giornalista ancora gli domanda degli Smiths. Pare che Johnny Marr fuori dal palco sia una persona molto gentile e simpatica.
Tutto bene dunque. Le cose cambiano, ed è proprio così che vanno le cose.


(thanks Ele per la foto)

lunedì 4 giugno 2007

A Classic Education interview

 A Classic Education (pic by Lucio)
Sarebbe facile oggi parlare del concerto di questa sera, dell'evento "arrivano i Modest Mouse in città", del palpabile senso di attesa. Sì, sono molto curioso di ascoltare Isaac Brock e soci, dato che l'ultimo album è eccezionale, e sarò felice di poter dire, un giorno, di avere visto dal vivo, dopo Morrissey, anche Johnny Marr.
Ma in realtà la data di oggi mi sta molto a cuore per un altro motivo, un po' più sentimentale, ed è vedere di nuovo gli A Classic Education in azione. Il loro debutto è stato uno dei concerti a cui mi sono più emozionato negli ultimi anni. Una band che al secondo live assoluto apre una serata del genere, che domattina volerà già a Londra e che il mese prossimo dividerà un palco con gli Wilco, che non perde la testa e nel frattempo passerà anche per l'Ekidna.
E questo è soltanto l'inizio.
* * *

Come e quando è nato il progetto A Classic Education? Provenite più o meno tutti da esperienze musicali già avviate: è stato un esperimento casuale, un gioco in sala prove, o c'è stato qualche altro motivo?

Luca: È stato un po' un rincorrersi, un po' un corteggiarsi, e molto parlare. Alcune cose erano chiare prima ancora di mettere mano agli strumenti. Verso novembre dell'anno scorso abbiamo iniziato nel salotto di Paul. A fine dicembre avevamo in mano un promo di tre pezzi che ci ha letteralmente sorpreso.

Jonathan: Si è definito tutto tantissimo tempo fa... Io e Paul siamo compagni di mille avventure, è l'unica persona che conosco ad avere visto la mia prima imbarazzante esibizione su un palco di Casalecchio di Reno, nel lontano 1996. Con Luca c'è stato un fitto scambio di mail, di intenti, di gusti. Ero sul Lago di Garda l’estate scorsa e già pensavo a che tipo di mail potevo scrivergli! Poi recentemente il Lago ha portato Stefano, detto Il Maesto, il salotto ha portato Giulia e poi non poteva mancare un altro grande marinaio: Federico.

Il primo nome a cui tutti hanno pensato ascoltando i demo sul vostro myspace sono stati gli Arcade Fire, e un po' forse c'entra il fatto che Jonathan abbia origini canadesi. Ma c'è qualche altro riferimento musicale che in realtà vorreste suggerire, anche tenendo conto del fatto che avete background differenti? O c'è qualche altro modo con cui vorreste descrivere la vostra musica?

Jonathan: Beh l'accostamento al mondo canadese non può che farmi piacere. In generale mi piacciono tutte le follie che vengono dalle lande fredde. Credo che col tempo quella associazione verrà in mente molto meno! Volevamo fare qualcosa di stratificato, a volte cupo, a volte pop, sicuramente romantico. E che avesse rimandi anche ai grandi classici del passato.

Luca: Il grande utilizzo di archi fatto sul promo penso abbia facilitato questa associazione, cosa che peraltro non può affatto dispiacermi, essendo Arcade Fire uno dei migliori gruppi degli ultimi 10 anni. Di solito, quando mi chiedono che musica facciamo rispondo: orchestrale, pop e "sentita".

Paul: Siamo essenzialmente tre divoratori di musica che si entusiasmano e si lasciano trasportare da dischi di ogni genere, canadesi e non. Impossibile determinare quali artisti ci stanno influenzando di più in questo momento.

Già dalla sua nascita, tutto il progetto essersi mosso "pensando poco" all'Italia e al curriculum consueto di una indie band che cresce da queste parti. In questo è stato probabilmente d'aiuto avere avuto già esperienze musicali e contatti all'estero: come è cominciato, come sta procedendo e qual è l'obiettivo questo percorso?

Jonathan: Sicuramente, un po’ di fortuna ci vuole. Devo dire che sono una persona che vive e sogna musica, sono innamorato perso delle storie del rock indipendente, e questi sogni non possono avere confini! Ormai è tutto così vicino che mi sembra sciocco non provare e riprovare a far sentire la propria musica in altri Paesi. Nel nostro caso tutto iniziato è con un giro di mail e di qualche pacchetto spedito in giro. Solo amici però, persone incontrate negli anni e che avevano già conosciuto la nostra musica. Abbiamo sperato in un minimo di passaparola e così è stato. Ci sarebbero già tante persone da ringraziare!

Una band al secondo concerto assoluto si trova a dividere il palco con i Modest Mouse e il giorno dopo vola a a Londra per suonare! Riuscite a immaginare quale potrà essere il passo successivo?

Luca: Potrà sembrare banale ma il passo successivo penso sarà tornare in salotto (ora quello di Jonathan) a comporre. Forse perché sono un romantico, o forse un po' illuso, ma scrivere buone canzoni penso sia ancora la carta vincente.

Jonathan: Lo diciamo spesso: qualcosa su vinile per partire sarebbe il massimo. Spero l'estate porti un album... e poi ancora l'Inghilterra!

Paul: suonare dal vivo è una droga, la sublimazione del comunicare qualcosa alle persone. Ma abbiamo talmente tante idee e canzoni "in salotto", che sarebbe un peccato non fermarsi ad incidere un disco quest'estate.

* * *

>>>(mp3): A Classic Education - Stay, Son
>>>(video): Victories At Night (live)

venerdì 1 giugno 2007

Another weekend without makeup

Molte occasioni per vedersi a banco, in questo fine settimana. Cominciamo dall'appuntamento più lontano. Domenica pomeriggio, a San Martino Spino (in provincia di Modena), nel giardino di Tizio aka Bob Corn si terrà il secondo A Minor Place Festival: in programma Ronin / Ghost To Falco / Art of Wind e il debutto assoluto dei Sex Offenders Seek Salvation, progetto di cui non so nulla ma che Tiziano ha detto non posso perdere assolutamente. Il tutto comincia verso le tre o le quattro del pomeriggio, e non mancheranno il lambrusco e i gnocchini fritti.

Tra l'altro Ghost To Falco è in tour in queste settimane in Italia, e ha un calendario tipo di venti date, qualcuna anche sotto casa vostra. Per chi non lo conoscesse, Ghost To Falco è il nome del progetto di Eric Crespo, ventiseienne di Portland, sghembo cantastorie dedito a un folk sperimentale e suggestivo, "dove la forma canzone si trova e si perde, e dove gli arrangiamenti risultano talvolta stranianti".
Non ci aspetteremmo niente di meno, vista anche l'area di provenienza. E infatti Eric ha diviso palchi e dischi con band come Deehroof, Xiu Xiu e Casiotone For The Painfully Alone. Cercate tutte le date aggiornate sul suo myspace oppure su www.fooltribe.com.
>>>(mp3): Ghost To Falco - The End

In alternativa, sempre domenica, da Zuni a Ferrara verso le 19 suonano Dean Roberts e Stefano Pilia, tanto per restare in ambiti musicali affini, oppure alla stessa ora ma all'Hana-Bi di Marina di Ravenna (RA) arrivano i Little Barrie, per un po' di sano blues/r'n'r spenceriano di sapore molto seventies.
>>>(video): Little Barrie - Long Hair

Sabato sera immagino che molti andranno a saltellare con gli Hot Chip all'Estragon. Io invece salgo a Milano, al Transilvania, per il piccolo evento della prima data italiana dei Ponys, garage rock da Chicago.
>>>(mp3): Poser Psychotic
>>>(video): Turn On The Lights (live)

Se rimanessi in zona valuterei anche la giornata nella Bassa Ferrarese, con un festival in un'area per la pesca sportiva denominata La Gattola, vuoi mettere quanto fa più indie?
Concerti a partire dal primo pomeriggio, in scaletta fra gli altri My Awesome Mixtape, Juxtabrunch e Camera 66, e poi special guest The Zen Circus featuring Giorgio Canali.

E arriviamo così a questa sera, dove mi troverete a Modena, al Vibra Garden a mettere dischi dopo il concerto dei Le Man Avec Les Lunettes (concerto che si terrà anche in caso di maltempo), arrivati freschi freschi dal divano di Brand:New.
I Lunetti si presenteranno in formazione allargata a "piccola orchestra", con archi, coriste e trampolieri. Se tutto andasse come dovrebbe, avremmo un'anticipazione anche in radio a polaroid, tra le nove e le dieci e mezza, ma per ora non mettiamo troppa carne al fuoco.
Da qualche parte, in ogni caso, ci si vede a banco.
Three ghosts working not so hard late night

Ale segnala questa prima anticipazione dal prossimo album degli Yuppie Flu, album che purtroppo non sentiremo fino a gennaio 2008.
Il demo che non ha ancora un titolo definitivo risale allo scorso febbraio, e lascia davvero ben sperare per il prossimo lavoro della band anconetana.
More info: www.yuppieflu.net.
My Awesome Mixtape update

La notizia girava già da qualche settimana ma da questa sera è ufficiale: l'album di esordio dei My Awesome Mixtape, intitolato My Lonely and Sad Waterloo, sarà pubblicato in joint venture da My Honey Records e da I Dischi Dell'Amico Immaginario. Il disco sarà nei negozi a partire da settembre, con distribuzione Audioglobe.
Per la giovane band bolognese si prospetta una torrida estate di intenso lavoro, con un calendario concerti davvero fitto, sopra il quale vanno cerchiate in rosso almeno le date di Milano (Festival Mi aMi), Firenze (Italia Wave) e Torino (Spaziale Festival, ad aprire per Cansei De Ser Sexy!).
E non è tutto. Nel frattempo è uscita anche la versione in vinile dell'ep Songs Of Sadness, Songs Of Happiness, già disponibile in formato free download per Kirsten's Postcard. Il nuovo 12 pollici, completo di cd-r e spillette, è pubblicato dalla label romana Ufo Hi-Fi.
Bella régaz.