giovedì 31 maggio 2007

It's a Bit Complicated

Rispetto all'esordio di due anni fa, It's A Bit Complicated, il nuovo album degli Art Brut mi sembra persegua un approccio pop con maggiore convinzione, e la cosa mi fa piacere.
Se questo disco a un primo ascolto può non sorprendere troppo (la formula degli Art Brut nella sostanza non è cambiata), sono sicuro che l'estate davanti a noi gioverà a queste undici canzoni.
E poi ci sono i testi di Eddie Argos, un discorso a parte. L'eterna adolescenza di chi è cresciuto facendo nastroni (come in Sound of Summer oppure Nag Nag Nag Nag, tanto per citare due titoli) viene dissezionata ancora più a fondo, messa ancora più a nudo. Fino a che Pump Up The Volume pone una domanda fondamentale: "Is it so wrong / To break from your kiss / To turn up a pop song?".
Ma intanto, dalle stagioni in cui bastava "form a band" è passato del tempo. Tutto è diventato più precario e temporaneo (I Will Survive) e oggi si fa fatica a prendere sonno certe domeniche sere (Late Sunday Evening).
Quella che però mi stende davvero è People In Love, la vera Emily Kane del 2007, anche se non credo la si ballerà in pista. Una canzone per tentare di lasciarsi alle spalle la depressione, da una parte, e il banale cinismo, dall'altra.
"It's not the breaking up / It's the starting again".
La canzone di chi non ce la fa più e va avanti lo stesso come tutti perché è così che funziona. Sì, "è un po' complicato", come recita il titolo, ma alla fine "you can learn to enjoy / this type of upset".

>>>(mp3): Art Brut - People In Love
>>>(read): Il blog degli Art Brut sul Guardian
The Mary Onettes

«Deve esistere da qualche parte una soglia oltre la quale il recupero del passato, protratto così a lungo, comincia a rimettere in discussione tutta la faccenda, e l'idea stessa di un'epoca perde contorni precisi»...
Ok, a volte mi sa che esagero, comunque era solo per dire che ho ascoltato l'album dei glaciali Mary Onettes, ultimi arrivati in casa Labrador, e ne ho scritto due righe qui.

>>>(mp3): The Mary Onettes - Void
>>>(mp3): The Mary Onettes - Lost
>>>(video): The Mary Onettes - Pleasure Song

martedì 29 maggio 2007

Think Before You Speak
Canzoni per la primavera (4)

 Good Shoes Sono più sconnessi dei Maximo Park, meno irruenti degli Arctic Monkeys, meno cervellotici degli Hot Club De Paris, e forse non così ambiziosi come i Futureheads. Eppure i londinesi Good Shoes riassumono un po' tutte le migliori qualità di questi gruppi. Stiamo parlando di quel bel pop britannico fatto di spigoli post punk, melodie e cori alla Jam e Buzzcocks, che pare trovare ogni volta nuova linfa.
Aspettavo questo Think Before You Speak, album di esordio della band londinese, dalla primavera scorsa, quando in rete girava la prima versione di Small Town Girl, e devo dire che l'attesa è stata soddisfatta in pieno.
Forse si potevano giusto tagliare due o tre canzoni, così da renderlo compatto e sotto i trenta minuti, come un disco del genere dovrebbe essere, ma di fronte al tiro spedito e cockney che prende All In My Head, oppure di fronte all'attacco di chitarra e battimani di Photos On My Wall, alla scossa sui cori di We Are Not The Same e Never Meant To Hurt You, al piglio smithsiano di Sophia, io mi arrendo, salto per la stanza e rimetto il disco dall'inizio.
Dei testi mi piace il loro essere diretti senza risultare affatto elementari, tra ragazze amate e ragazze lasciate, prove di alienazione sociale e racconti di una mai semplice vita quotidiana di città, quel sobborgo di Londra dal quale i Good Shoes provengono, Morden, e al quale hanno dedicato l'ultimo amaro singolo. E dove ieri hanno celebrato una "homecoming gig" più o meno segreta, comunicata via myspace e pubblicizzata con queste locandine.
Think Before You Speak vibra di nervosismo, resta secco anche nei ritornelli più appiccicosi, e solo Small Town Girl in questa nuova incisione pare più ammorbidita, ma forse sono solo io che ci tengo troppo. L'album è stato registrato a Malmo con Per Sunding degli Eggstone, già al lavoro con Envelopes e Cardigans, ed esce su Brille Records, etichetta che non sta sbagliando un colpo.

>>>(mp3) The Photos On My Wall
>>>(mp3) Small Town Girl (demo)
>>>(video) tutti i video dei Good Shoes
"We Hate It When Our Friends Become Successful" Le Man Avec Les Lunettes Mentre da più parti si lamenta il problema della gerontocrazia in Italia, il fatto che questi due gentiluomini bresciani siano gli ospiti di un programma ironicamente intitolato "Brand:New" ci spiega qualcosa sullo stato della musica nel nostro Paese.
Piccolo remind: questa sera a mezzanotte i Le Man Avec Les Lunettes sul divano di Mtv.

>>>(mp3) LMALL - Tennis System and Its Stars

lunedì 28 maggio 2007

Love Is All in Italia!

Ricordo ai lettori romani di questo blog (se ce ne sono) che domani sera arriveranno per la prima volta in Italia i Love Is All, in concerto all'interno della serata Fish'n'Chips @ Micca Club.
Nun potete capi' quanto sto a rosica'.
Mi rifaccio con questa inedita White Cats, registrata dal vivo lo scorso febbraio in Australia, in attesa di vederli di nuovo dalle nostre parti in autunno, per un tour più sostanzioso.

>>>(mp3) Love Is All - White Cats (live)


Love Is All(pic by Josephine)
So Catch Him

Come alcuni di voi già sapranno, la settimana scorsa è scomparso Keith Girdler, fondatore dei Blueboy, storico gruppo della storica etichetta Sarah Records, e poi membro di svariate altre importanti band indiepop.
Qui trovate il comunicato ufficiale con un po' di link, e qui ci sono alcune canzoni in streaming.
Nei giorni successivi, sono apparse in rete numerose testimonianze d'affetto, e anche Jens Lekman ha detto la sua. Lo attendevo. Era stato proprio grazie a Lekman che qualche anno fa mi ero deciso a recuperare i Blueboy.
Succede sempre così, no? Proprio quando uno ha la possibilità di scaricare tutta la storia della musica in un attimo, come oggi, la pigrizia e la distrazione l'hanno vinta. Poi era bastato scoprire che A Higher Power, quella che potrei definire una "canzone della mia vita", era interamente basata su un campionamento di archi estratto da So Catch Him, che apriva l'album Unisex del 1994, ed eccomi entrare nel mondo dei Blueboy.
Un mondo quieto e malinconico. Salvatore lo racconta molto meglio di quanto potrei fare io in questo gran bel post.

>>>(mp3): Blueboy - So Catch Him

update: qui l'articolo di Alessandro su Indiepop.it

venerdì 25 maggio 2007

Il limone era il frutto dell'amore

Non pensavo davvero se ne parlasse ancora in giro, e che fosse oramai una roba da Mtv, ma vedo che Andrea è entusiasta, e allora mi torna in mente questo breve scambio di mail avuto con EhiUomo! qualche tempo fa.

«Ho visto il video dei Crookers e sono abbastanza deluso dalla nuova parte rap in italiano. Mi è diventata la solita roba italiota da Articolo 31.
L'originale colpiva anche perché, oltre alla legna, c'era questo curioso punto di vista femminile, timido e zozzo al tempo stesso, e anche un po' surreale.
Invece adesso mi scende quel "volevi solo limonare ma hai sbagliato ragazzo" che diventa anche vagamente violento, e già mi immagino le ricadute nelle discoteche rivierasche... Boh, Milano.»

«Guarda, han voluto fare la cafonata, ma chiaramente con Bassi Maestro è facile farsi prendere la mano.
C'è da dire che forse hai investito troppo sentimento in un pezzo che nasce fondamentalmente come una cosa tamarra e un po' greve.»

Sono proprio vecchio. Però ricordo che a capodanno aveva funzionato.
Whatever You Want

 Club 8

Si intitola Whatever You Want e sarà il prossimo, dolcissimo, singolo dei Club 8, band svedese nella quale milita Johan Angergård, uno dei padri fondatori dell'etichetta Labrador. È soprattutto per l'esile e sussurrante voce di Karolina Komstedt, però, che si caratterizza la band, in giro oramai da dodici anni, e questa canzone, con quest'aria nettamente Sambassadeur, lo conferma.
Whatever You Want si può già ascoltare sul loro myspace e sarà contenuto nel prossimo album, dal titolo non ancora definitivo The Boy Who Couldn't Stop Dreaming, in arrivo a settembre.

>>>(mp3): Club 8 - Whatever You Want

lunedì 21 maggio 2007

Giorni vacanzieri


Non sono per nulla giorni vacanzieri, ma l'ultimo clamoroso e vanzinatissimo video degli Ex-Otago mi ricorda che:
1) il nuovo album degli Ex-Otago, Tanti Saluti, pubblicato da Riotmaker, è una bombetta e sarà uno dei miei dischi dell'estate. Qualcuno faccia qualcosa e li chiami a suonare dalle nostre parti. Chi li ha già visti dal vivo sa che sono uno dei concerti più divertenti che passino in Italia. Parleremo ancora di questo disco, ma soprattutto spero vengano presto a presentarlo dal vivo in radio.
2) i prossimi giorni non saranno per nulla vacanzieri e resterò un po' assente dal blog. Se siete dalle parti di Roma magari fatevi sentire.
3) martedì 22 ci sono in concerto Parenthetical Girls sulla spiaggia dell'Hana-Bi di Marina di Ravenna. Per chi come me si fosse perso la band statunitense nelle numerose date precedenti è una bella occasione.
Lì, o da qualche altra parte, ci si vede a banco.

>>>(mp3) Parenthetical Girls - Love Connection, pt. II
Polaroids From The Web
That Should Stand For Something

- Gli Envelopes mettono a disposizione in free download una versione live del loro nuovo sette pollici Smoke In The Desert, Eating The Sand, Hide In The Grass. La canzone sembra indicare un cambio di rotta nel suono della band svedese. La b-side Party, invece, torna a essere pixiesana in pieno.

- Salvatore ha fatto una bella intervista a Roque, titolare della peruviana Plastilina Records.

- Tempismo perfetto: Control, il film su Ian Curtis, viene finalmente presentato a Cannes e i New Order si sciolgono.

- C'è fermento in casa dei giovanissimi islandesi Jakobínarína: nuovo singolo e nuovo video in attesa dell'album d'esordio The First Crusade, in arrivo "later this year". Valido è andato a vederli in concerto proprio ieri.

- Senza budget e con un'idea esile esile, ma quanto mi piace il nuovo video dei newyorkesi My Teenage Stride.

- Era da un po' che non davo un'occhiata ai concerti in ascensore della serie (Behind) Closed Doors: qui i Long Blondes, mentre qui ci si può accaldare con Frida Hyvonen.

- I LIKE FOOD, FOOD TASTES GOOD is a cookbook by Kara Zuaro featuring recipes from over 100 bands, including Belle & Sebastian, Ben Kweller, Death Cab for Cutie, the Decemberists, Devendra Banhart, Franz Ferdinand, the Hold Steady, Interpol, the Mountain Goats, My Morning Jacket, NOFX, Okkervil River, Shonen Knife, Smoosh, They Might Be Giants, the Violent Femmes, and the Walkmen.

mercoledì 16 maggio 2007

These days nothing but sunshine
Canzoni per la primavera (3)

The Clientele - God Save The ClienteleQuesta mattina a Bologna c'era un cielo terso e spazzato dal vento che sembrava di stare in montagna. Ventuno gradi centigradi sfioravano la pelle e le maniche arrotolate della tua camicia azzurra. Camminando sorridevi anche se non volevi. È stato spontaneo tornare a mettere in cuffia God Save The Clientele, il disco più primaverile del mio 2007.
Le "violet hour", la "suburban lights" della discografia passata hanno lasciato il posto a una brezza da giorno giovane e alle sue promesse. In queste quattordici canzoni si respira un'aria di rinascita come non mai.
Nell'apertura di Here Comes The Phantom mi si allarga il cuore ogni volta che Alasdair MacLean lascia cadere quel "my heart is playing like a violin" e poi entrano gli archi, una quieta magia.
Merito del tocco di Louis Philippe e della produzione di Mark Nevers (non a caso i Clientele sono visti un po' come i Lambchop dell'indiepop). Ma si percepisce netto un cambio d'umore (Bookshop Casanova si potrebbe addirittura ballare, o quasi), e non manca l'ironia (colpi di racchette da tennis usati come battimani, questo è Stile). Eppure, al tempo stesso, regna una calma consapevolezza, come di chi ha imparato che se è dal mattino che si vede il buon giorno, d'altra parte questo stesso vento può soffiare via tutto in un attimo.
Qualcosa si è rappreso nella musica dei Clientele, il quadro si è fatto più nitido. Maturo e composto, colmo di eleganza, dove per eleganza si può intendere una innata facilità ad assumere le forme del classico, God Save The Clientele è un album che riconcilia con il mondo.

>>>(mp3): These days nothing but sunshine
>>>(mp3): Bookshop Casanova

martedì 15 maggio 2007

Polaroids From The Web
"My radio is laughing for nothing"

- La Filthy Little Angels mette a disposizione in free download uno Spring Sampler con 6 canzoni e 5 video. La raccolta è un po' troppo acida per i miei gusti, ma lì ho scoperto questo Aria C Jalali! (faccio notare che exclamation marks are the new "the"), giovane cantautore di San Francisco appassionato di sottomarini. Suono da Strokes psichedelici affetti da narcolessia (mi vengono in mente i Takka Takka) e attitudine da Velvet Undergound a bassa fedeltà.
>>>(mp3) Aria C Jalali! - Postmodernism!

- Bryan Devendorf, batterista dei The National, racconta le date del tour insieme agli Arcade Fire.

- Video streaming integrale del concerto dei The View ad Amsterdam lo scorso 8 maggio (notevole anche l'archivio, con Good Shoes, Sunshine Underground, Rakes, Tilly & The Wall e altri).

- Torna in pista (per l'ennesima volta) la Shelflife, etichetta californiana che ci ha dato tante soddisfazioni in passato. È in arrivo una nuova serie di ep accoppiati a sette pollici, e la notizia è che si comincia con un nome italiano, i Warm Morning, due fratelli da Piacenza, "for fans of: Fantastic Something, The Lotus Eaters, and Kings of Convenience".
>>>(mp3): Warm Morning - Behind the Curtain

- David Bazan signs with Barsuk Records (oramai della Barsuk non parla più nessuno, e pure l'ultimo album degli Aqueduct è passato abbastanza inosservato).

- Che bisogno c'è di scrivere recensioni di concerti quando hai la fortuna di andarci con Valido? (Grazie di tutto!)

- Nuovo album in arrivo per Bearsuit, in estate su Fantastic Plastic Records. Si intitola Oh:Io, e pare che sarà "a concept album about travelling to Io, one of the moons of Jupiter". Quattro tracce in anteprima sul loro MySpace.

- "Indiepop bands playing covers of early punk and hardcore bands": è il tema della nuova compilation di casa Yellow Mica, che festeggia il numero 30 in catalogo. Sarà curioso sentire band come Lucksmiths, Boyracer e Manhattan Love Suicides alle prese con cavalli di battaglia di Ramones, Descendents, Buzzcocks e Richard Hell.
>>>(mp3) Emily Jane Powers - Sheena Is A Punk Rocker

venerdì 11 maggio 2007

How Does It Feel To Be Loved?

E mentre questo fine settimana qui in città scoppia l'estate dei concerti, con due appuntamenti davvero "massive" come Futureheads (dirompenti dal vivo) e Bloc Party (non riescono proprio ad appassionarmi), e in più un Murato per palati fini (Egle Sommacal + Chris Brokaw + Wolther Goes Stranger feat. My Awesome Mixtape in programma) finalmente open air, il sottoscritto si defila nella capitale britannica per andare a vedere se la domanda da cui il titolo del post ha ancora qualche possibile senso.
Mi aiuteranno due nomi di band del tutto beneauguranti: Saturday Looks Good To Me e Lucky Soul, in concerto dentro una delle serate fonte di ispirazione indiepop universale.
Comunque tranquilli, grazie al provvidenziale Jonathan Clancy, polaroid alla radio non salterà la puntata nemmeno stasera.
Vi saluto con il nuovo sette pollici della band di Fred Thomas che già mi prende benissimo. Ci sentiamo nei prossimi giorni, o come al solito, ci si vede a banco.

You can't have it once you've had it


Ieri sera, mentre stavo mettendo dischi insieme a Pullo, una ragazza è salita in consolle e senza dire una parola ha cominciato a scrivermi NA-NA-NA-NA con un pennarello nero lungo il braccio.
Ieri sera al Bronson di Ravenna non ci sono stati gli I'm From Barcelona in concerto. C'era una gran festa con un bel po' di ragazzi e ragazze svedesi che cantavano in coro e ballavano, alla quale hanno partecipato un bel po' di ragazzi e ragazze italiani che cantavano in coro e ballavano.
Ieri sera non c'era più il palco, seppellito dai coriandoli, e tutti salivamo e scendevamo come palloncini colorati per qualche ritornello, abbracciandoci.
Ieri sera avevo i capelli fradici di bolle di sapone e tutte le nuvole di coriandoli mi restavano appiccicate in testa.
Ieri sera il palco non serviva nemmeno: anche il parcheggio fuori dal locale e la notte d'estate andavano bene per cantare tutti assieme e battere le mani.
Ieri sera era un po' capodanno, un po' carnevale e un po' un compleanno, ed è stato un bel regalo vedere in pista la band che tante volte aveva riempito la pista.
Ieri sera ero così contento che alla fine mi ha fatto sorridere persino il fatto di essermi ritrovato davanti a un microfono proprio per Chicken Pox.
Non poteva andare meglio, grazie a tutti, è stata una serata fantastica.


(Qui qualche confuso frammento video.
Gli altri li carico lunedì, se youtube si sveglia).

giovedì 10 maggio 2007

I'm From Barcelona in Italia!
Don't give up on your dreams now, buddy

I'm From Barcelona - Emmaboda 2007 - photo by Lucio
Non posso fare a meno di ripensare a quell'ottobre di due anni fa, quando Lucio mi disse che Hello Saferide parlava sul suo blog di questa strana band da cartone animato, e che bisognava assolutamente ascoltarla perché era da non credere. Non posso fare a meno di ripensare a tutte le cose che sono cambiate da allora, a come quattro note e un battimani, un na-na-na-na tutti in coro quasi fosse una gita, in fondo, abbiano dato il colore a una stagione.
Non era niente di importante, gli I'm From Barcelona non sono una band importante, le canzoni che vi hanno fatto sorridere mentre eravate in macchina o saltare nella vostra stanza le sere che eravate da soli non sono importanti. Sono solo canzoni, e bisognerebbe soltanto condividerle con qualcuno.

Deve avere pensato la stessa cosa Emanuel quando ha messo in piedi questo gruppo, visto che conta una trentina di elementi. Per queste tre tappe in Italia pare che gli I'm From Barcleona saranno "appena" 21, ma avranno sul palco la sezione di fiati, la macchina spara bolle di sapone e un vortice di coriandoli. Mancherà Marcus, il mio ballerino preferito, perché su a Jönköping è nato il piccolo Tiago, probabilmente il prossimo trentunesimo membro del coro, e gli mando un abbraccio.
Aggiungo solo che questa sera al Bronson di Ravenna, prima data italiana degli I'm From Barcelona, avrò il piacere e l'onore di mettere un po' di dischi prima e dopo il concerto insieme a Pullo, e volevo qui ringraziare Chris per l'invito.
Vi lascio con due canzoni, quella che spesso ha aperto i concerti degli I'm From Barcelona, e quella (ghost track e per di più in svedese) che chiude il loro album di esordio, Let Me Introduce My Friends. L'altra, il loro inno, quella che abbiamo avuto in testa per tanto tempo, non c'è più bisogno di ricordarla.
Ci si vede a banco.

martedì 8 maggio 2007

The Ponys per la prima volta in Italia!

The Ponys
Sabato 2 giugno, al Transilvania di Milano, arriveranno per la prima volta in concerto in Italia i Ponys. Non ancora confermata, ma possibile (e auspicabile) la presenza dei Little Barrie in apertura.

La band di Chicago, dopo due dischi su In The Red Records (il secondo prodotto da Steve Albini), ha pubblicato all'inizio di quest'anno il suo primo album per la storica Matador. Turn the Lights Out vede John Agnello al banco di regia, e se il nome può non dire nulla, basti sapere che c'è la sua firma dietro quasi tutti i dischi dei Dinosaur Jr. e altre cosucce tipo l'ultimo Sonic Youth.
Mio piccolo rammarico personale, nel frattempo è uscito del gruppo Ian Adams, già nei seminali Happy Supply, che dava voce al lato più pop dei Ponys.
Questo nuovo album suona forse meno fragoroso rispetto agli esordi, ma non per questo l'energia è diminuita. Irruenti ma con stile, a tratti psicotici, con le radici garage rock ancora bene in evidenza, i Ponys sanno di sicuro come regalare un live incendiario.

>>(mp3) Double Vision
>>(mp3) Small Talk
>>(mp3) I'm With You (dall'album Celebration Castle)


update:
>> The Ponys, Live on The Current
>> La nostra prode Marina li ha già visti al SXSW
Gonzo48k in tour

Non so se esiste qualche corrispettivo musicale del "gonzo journalism", ma di sicuro non ha niente a che fare con la musica dei Gonzo48k, duo veneto dedito a un elettropop minimale e gentile. Canzoni che si muovono tra atmosfere rarefatte alla Lali Puna e la malinconia di certi beat alla Postal Service. Glitch adolescenziale che indovina melodie liquide e indolenti per andare a "ballare in discoteche tristi".
I Gonzo48k hanno appena pubblicato il loro album d'esordio Hi-Fi Lovers su Pippola Music e in questi giorni sono in giro per l'Italia a presentarlo dal vivo. Si comincia venerdì sera nell'elegante e appropriata cornice di Zuni.

>>(mp3) Gonzo48k - Stars Underground

Gonzo48k in tour

lunedì 7 maggio 2007

Our Ill Wills

Shout Out Louds - 'Our Ill Wills'Guidi calmo e parli da solo per tenerti sveglio. Non sai cosa stai dicendo, la musica è forte ma a un certo punto la voce si rompe e gli occhi si appannano. Stringi il volante e interrompi il tormento delle parole perché qualcosa che hai pronunciato ti fa tornare in mente un ricordo lontano che non smette di fare male. E ancora una volta senti tutto assieme. Quanto continua a fare male e quanto ormai è lontano, e quanto lo lasci sempre più alle spalle, guidando quasi calmo, accelerando un po', ma fa male, e non lo vuoi dimenticare. È lontano. Ricordi.

Le canzoni di Our Ill Wills, l'atteso secondo album degli Shout Out Louds, catturano un inestricabile groviglio di sentimenti.
Non sono soltanto malinconiche. Trattengono un senso di perdita e distanza, ma lo mettono a fuoco nel momento successivo al puro e semplice dolore, quando le cose tornano a essere affrontate, nel loro dovere e nel loro peso.
I quasi sette minuti della traccia al centro del disco, Impossible, si aprono dichiarando "I don't want to feel like I don't have a future", ma poi il verbo "remember" e le immagini di ricordi si rincorrono in questa come nelle altre canzoni.
E Don't Get Yourself Involved rincara la dose: "God knows I want things to happen / but I don't want them to change".
La voce roca e sofferta di Adam Olenius si adatta alla perfezione a questo umore, senza calcare mai la mano, sapendo quando è il momento di spingere, emotiva senza affettazioni "emo". E poi accanto alla sua, in questo nuovo lavoro trova finalmente maggiore spazio anche la voce di Bebban, imbronciata e distaccata, con il consueto fascino fatto di contrasti.

"Le nostre cattive volontà" (che titolo micidiale per questa raccolta) è un disco di eccezionale forza e coesione, probabilmente dovuta in buona parte alla produzione di Björn Yttling, dei Peter Bjorn & John. In quasi tutti i brani è presente una vera e propria sezione di archi, e frequenti sono anche gli interventi delle percussioni.
Il risultato è un respiro più ampio e orchestrale della musica che, se da un lato non scioglie gli Shout Out Louds dal rituale riferimento ai Cure (vedi le formidabili You Are Dreaming o Normandie, subito da pista), dall'altro mette in campo, almeno a tratti, un'idea di suono più ambiziosa, vicina a quella degli Arcade Fire. Per esempio, già nel singolo Tonight I Have To Leave It, con i suoi riverberi scintillanti, o in Time Left For Love, o nella gloriosa e conclusiva Hard Rain.
Our Ill Wills mi fa male, e non riesco a smettere di ascoltarlo.


>>(mp3): You Are Dreaming
>>(video) Tonight I Have To Leave It
>>(video) Shout Out Louds photoshoot
>>(video) Shout Out Louds VS polaroid blog

venerdì 4 maggio 2007

Polaroids From The Web
"Don't Get Yourself Involved" edition

- Non deve essere facile oggi, in tempo di blog e mp3, portare avanti una nuova fanzine "di carta", fatta a mano, fotocopiata e spedita per posta. Una fanzine che si occupa della scena italiana più sotterranea con lo scopo dichiarato di "dare spazio a gruppi emergenti e realtà indipendenti poco visibili", tenendo sia un forte radicamento nel territorio, sia l'occhio attento a quel che si muove altrove. Non deve essere facile, ma i ragazzi di Youthless lo fanno bene e con il giusto entusiasmo. Così, per celebrare questa sacrosanta attività, sabato 5 maggio, al Calamita di Cavriago (RE) si terrà il primo Youthless Festival, con i concerti di Nacho Fever, Draft, Pip Carter Lighter Maker, M? e Rufus Party. Prezzo simbolico 2 euro, inizio ore 22 precise.

- Tornano a farsi sentire i Salty Pirates. Sul loro sito si può scaricare (come tutta la loro produzione precedente) un nuovo ep dal titolo Back With A Vengeance. Se le origini pavementiane del loro sound restano sempre ben evidenti, i ragazzi di Halmstad sembrano cresciuti. Per esempio, non mi sarei mai aspettato da loro una canzone misurata e toccante come questa Common Sense (con quella citazione "you're the kind of girl I like", vedi un po'), e invece è bello farsi sorprendere.
>>>(mp3): Salty Pirates - Common Sense

- Pete Townshend unveils his computer songwriting gear.

- Joe Strummer - The Movie.

- Benvenuto Listen To Europe, sito che aggrega ben sei webzine da tutta Europa: Belpop dal Belgio, LesInRocks dalla Francia, RoteRaupe dalla Germania, Rockit dall'Italia, TheBelleMusic dalla Spagna e Digfi dalla Svezia. L'obiettivo è semplice quanto importante: "Each of them selects the best new music coming from their own country and through ListenToEurope presents it to an international audience. ListenToEurope wants to stimulate debate and awareness about European non-anglosaxon music". E ha pure i feed!

- Una notizia triste: è scomparso San Fadyl, batterista dei Ladybug Transistor. Qui il ricordo di Gary Olson.

- Non si perde occasione per snobbarlo e criticarlo, ma quando Pitchfork decide di essere all'altezza della propria fama non ce n'è per nessuno. Io non riesco a immaginare una migliore recensione di Beyond, l'ultimo album dei Dinosaur Jr.

- Non avevo mai visto gli Spinto Band dal vivo. Ora ho rimediato grazie alla ripresa di questo loro concerto dello scorso 31 marzo al Luna Lounge (comodamente divisa per tracce).

- Sull'ultimo aggiornamento della webzine StayPunk c'è un bello speciale dedicato alle reunion. Kina, Negazione, Raw Power, Fall Out, Declino, Impact: "c'è chi non ha mai smesso, chi si è riformato e chi ha giurato di non tornare mai più su un palco".

- Su Umanuvem prosegue la rubrica "your noise", dove vari ospiti scelgono una piccola playlist di cinque canzoni. Dopo diversi contribuiti illustri, anch'io ho proposto la mia cinquina del momento, limitandomi a link "legali". Grazie a TO dell'invito.

- I Los Campesinos (che in agosto andranno pure al Lollapalooza di Chicago) hanno messo in free download sul proprio sito il loro primo sette pollici We Throw Parties, You Throw Knives // Don't Tell Me To Do The Math(s). Intanto sta per uscire il secondo, sempre in vinile, con You! Me! Dancing! // It Started With A Mixx, registrato insieme a David Newfeld, già produttore di Broken Social Scene. Lo stesso Newfeld in estate si occuperà della produzione dell'album, uscita prevista per inizio 2008.

- Ultimamente ho qualche problema ad aggiornare il podcast. Non ho ancora avuto tempo di capire se è un problema di Blogger o di ftp. Anyway, i file sono sul server: puntata del 20 aprile e puntata del 27 aprile. Oppure c'è l'apposita sezione su Vitaminic, dove tutte le puntate si possono ascoltare anche in streaming.

- E per finire la bombetta: domani sera tornano in città i Disco Drive. Il trio è reduce dalle registrazioni del nuovo album, sta per partire per l'ennesimo tour (stavolta Italia, UK e Spagna) ed è in formissima, chi li ha visti dal vivo l'altra sera all'Handmade Festival sa di che parlo. I Disco Drive saranno in concerto a Villa Serena all'interno della rassegna Murato. In teoria dovrebbero inaugurare la stagione outodoor nel parco (con inizio alle 21.30), ma se il clima rimane così il concerto si farà comunque al coperto, nella solita sala. Ad aprire per loro, "direttamente dalla Bruno Germain School of Rock", i Thousands Millions, band pugliese/bolognese che seguiamo con entusiasmo sin dall'anno scorso e di cui attendiamo finalmente l'album di debutto, previsto per settembre su Wynona Records.
>>>(mp3): Disco Drive - Grow Up (demo)
>>>(mp3): Thousands Millions - Extra Time

giovedì 3 maggio 2007

Think fast, fail fast, fix fast

«Dimmi di nuovo» chiede Groupie Di Quarant’Anni a Sovrappeso Di Cinque Chili: «cos'è che siamo noi?»
«"Anagraficamente svantaggiati"»
«O anche: "Diversamente giovani"» aggiunge Il Primogenito È Morto, che fino a quel momento era stato, come al solito, in silenzio.
«Ah!» esclama Groupie Di Quarant’Anni. «E dimmi: in questo modo un single potremmo definirlo "In attesa di un legame", no?»

Signore e signori, Fabio "Doug" De Luca è tornato.
Never mistake the tears falling down your cheek
A Classic Education live @ The Cleb - 1 maggio 2007

Un esordio impressionante. Appena sei canzoni, ma eravamo tutti senza fiato. Il primo concerto degli A Classic Education, l'altra sera all'Handmade Indie Festival, è stato qualcosa di monumentale.
Pur perdendo il batterista a ventiquattr'ore dal debutto (polso rotto) sono riusciti a recuperare alla perfezione, grazie a Federico dei Three In One Gentleman Suit. Al suo fianco Paul Pieretto al basso, nelle vesti di vero e proprio direttore d'orchestra, indicava ogni passaggio delle canzoni e tutto è filato in maniera impeccabile. Giulia Mazza sedeva con elegante solennità alle tastiere e, nonstante fosse per lei la prima volta sopra un palco, il suo sorriso non mostrava un filo di tensione. In prima linea le chitarre di Jonathan Clancy dei Settlefish e di Luca dei Wolther Goes Stranger, con l'appoggio del maestro Stefano Roveda al violino, davano finalmente corpo e suono a questo progetto, a lungo pensato e curato.
E poi, la musica ci ha investito.
Se il tributo agli Arcade Fire rimaneva comunque sullo sfondo, soprattutto nella grandiosità dello stile, sul palco del Cleb l'energia, la tensione e la voglia di non risparmiarsi per nulla si sono spinte ben oltre. L'inedito di apertura, per esempio, aveva un taglio decisamente più "newyorkese" di quanto mi sarei aspettato. Veniva voglia di saltare e di cadere in ginocchio. E poi è stato stupefacente vedere la gente in piedi sul bancone del bar cantare in coro (di già?) Stay, Son, un finale maestoso che mi ha lasciato un nodo in gola. Era da un pezzo che a un concerto non mi sentivo così. Chi mi ha visto dopo deve avermi preso per matto.
Per ora in rete si trovano solo un paio di brevi filmati (uno / due), thanks to FedeMC, ma immagino che presto ne seguiranno altri e poi un bel po' di foto sui vari flickr. Non so se riescono a trasmettervi la sensazione di evento che si percepiva, ma credetemi se vi dico che oggi in Italia non ci sono paragoni per una band come questa.




ps: grazie a tutti gli organizzatori per la riuscita della festa, e grazie agli ACE per l'mp3.

mercoledì 2 maggio 2007

Asobi Seksu in Italia

 Asobi Seksu Finalmente è ufficiale: gli Asobi Seksu saranno per la prima volta in Italia per alcune date nel prossimo mese di giugno.
Per ora quelle confermate sono:
- 14 giugno - Circolo degli Artisti, Roma
- 16 giugno - Hana-Bi, Marina di Ravenna (RA)
ma pare siano ancora in via definizione venerdì 15 e domenica 17, quindi fatevi avanti.
L'anno scorso Citrus, il secondo album della band newyorkese, mi rapì il cuore e non mancherò di certo.

Asobi Seksu - Goodbye (mp3 - video)
Asobi Seksu - Thursday (mp3 - video)