martedì 31 ottobre 2006

Ode To Self-Publishing
The Hidden Cameras live in Bologna, 30 ottobre 2006

Il Cassero è forse uno dei luoghi peggiori per ascoltare un concerto qui in città. Ma un concerto degli Hidden Cameras è forse uno dei pochi che riesce ad adattarsi anche all'acustica evanescente dell'antico magazzino del sale.
Se lo stesso Joel Gibb definisce la sua musica "gay church folk music" un motivo c'è. E sotto le alte volte di mattoni rossi, in mezzo a colonne come in una cattedrale, la banda canadese entra nella sala dal portone, attraversa il pubblico suonando chitarre, violini, viole e xilofoni in processione, intonando un coro e salendo sul palco per attaccare Hump From Bending dall'ultimo album Awoo.
Ci mettono un po' a scaldarsi, la voce si sente e non si sente, la stanza rimbomba senza decoro e tra un pezzo e l'altro i canadesi si perdono nei soliti tentativi di convenevoli in lingua locale. Ma poi arriva Fear Is On e a quel punto "the ceremony starts", ci scaldiamo, brindiamo e balliamo.
Il fatto, nudo e semplice, è che io non riesco a resistere alle canzoni degli Hidden Cameras. Ogni volta mi meraviglio di come sappiano qualcosa di me. Del me in carne e ossa, dico, e di qualche gioia lontana, primaria. E vedere Joel Gibb così vicino, ancorché bisognoso di una rasatura, mi stringe sempre il cuore.
Davvero scarso il pubblico, per un gruppo che veniva per la prima volta in Italia (data unica in questo tour), eppure gli Hidden Cameras non si sono risparmiati, dando l'impressione di divertirsi parecchio con il loro trambusto di far-west e oratorio. Hanno fatto il balletto a quattro su I Believe In The Good Of Life, hanno suonato Fear Of 'Zine Failure quando gliel'ho urlata (poi ho scoperto che era in scaletta proprio in quel momento), hanno strapazzato She's Gone e io volevo saltare e gettarmi per terra allo stesso tempo. Hanno fatto un encore da levare il fiato con Music Is My Boyfriend e una tiratissima Ban Marriage.
Si è sentita la mancanza soltanto di In The Union of Wine, ma poi Gibb si è fatto perdonare raccontandoci di quanto si sono divertiti in Svezia (si capiva dai numerosi Cheap Monday presenti sul palco) a registrare cover di Arthur Russel con Jens Lekman (e pensa, in una versione canta anche El Perro del Mar!), e poi buttandomi lì uno sbalorditivo "Hey, you were in Munich, weren't you?" che mi ha fatto arrossire, e alla fine non l'ho abbracciato solo perché c'era gente intorno.


ps: grazie a Paso ed Ele per la foto

pps: insopportabile come sempre la burocrazia all'entrata del Cassero. In questo modo non si incoraggia certo la gente a tornare.

lunedì 30 ottobre 2006

Music is my boyfriend

I canadesi Hidden Cameras arrivano per la prima volta in Italia questa sera al Cassero di Bologna, all'interno del festival Gender Bender.
Impensabile mancare.
Da quella sera di due anni fa a Monaco io sono ancora in debito di una Fear Of 'zine Failure, ma in questo tour pare l'abbiano fatta.
Qui intanto un assaggio (con foto) di quanto è successo la settimana scorsa al Debaser di Stoccolma: battimani, go-go-dancers and tambourines a volontà...


"I think it's better these days all over"

Sulla pagina personale di Terry Ericsson c'è scritto "l'originale indie-gud" in italiano: potere di google ed ennesima conferma di quanto il nostro sia "a small world". Intanto It's A Trap pubblica una bella intervista a proposito della nuova compilation En kärleks historia.

domenica 29 ottobre 2006

Menica, menica
(scaricala in lo-fi)

Scarpe nuove mi son messo,
il cappello nero in testa:
devo andare alla Gran Messa
col vestito della festa.

Per sembrare intelligente
curo molto l'espressione,
mentre passo tra la gente
che cammina in processione

Menica menica, oggi è domenica:
tutti a passeggio si va.
Menica menica, oggi è domenica
Ognun mi saluterà
.

Dopo avere ben mangiato
salto sulla mia Gilera
e mi lancio a perdifiato
verso l'unica Balera.

Ecco là sullo stradone,
con le scarpe di coppale,
tutte fragole e lampone
due ragazze mica male

Menica menica, oggi è domenica
Festa in paese si fa
Menica menica, oggi è domenica
Tutti a ballare si va


Ecco attacca l'orchestrina
la mazurca indiavolata:
io rimango in magliettina,
lei è già tutta sudata.

A me pare appetitosa,
pur se sa di brillantina;
le sussurro qualche cosa,
lei mi fa una risatina

Menica menica, oggi è domenica
Oggi all'amore si fa
Menica menica, oggi è domenica
Tutto doman finirà
Finirà
Finirà

***

Come molti, io non sono mai riuscito a trovare l'anima al liscio. Che i miei vecchi trascorressero le rare ore di svago a scimmiottare i valzer della corte di Vienna era un fatto: ma, ecco, era un fatto poco interessante e abbastanza triste, tutto qui. Quale folclore, quale cultura? Tre quarti con bassi pompati e arpeggi facili: il nonno del tecno era superficiale quanto il nipote. Si trattava solo di una superficialità diversa: la scimmia ammaestrata che imita i padroni contro la nuova scimmia postmoderna che ritrova la jungla al cocoricò. Io invece ci tenevo ad avere una storia, delle radici, bla, bla.

A proposito delle mie radici: i miei genitori mi hanno lasciato in eredità una sola cassettina: tre pezzi di De Andrè, tre di Paoli, tre di Lauzi. Ritornerai e Il Poeta le conoscono tutti. La terza è Menica Menica, e non ho mai trovato qualcuno che la conoscesse, solo qualche rara traccia su e-mule.

Per me è bellissima, e spietata. La provincia è radiografata in tutta la sua nullezza, con un'economia di parole che fa spavento. "Per sembrare intelligente / curo molto l'espressione". Lauzi non ha nemmeno bisogno di dirlo, che la "gente che cammina in processione" è fatta di tante maschere nude come lui. "Dopo avere ben mangiato" e lo stomaco ti si riempie come alle due e mezza di un giorno di festa. E basta la parola "Gilera" per annusare il polverone di una strada sterrata, che a un tratto si dirada e nel nulla compare la prima e ultima spiaggia, l'Unica Balera.

Spietato come Flaubert, laconico come Ungaretti. Lui rimane in magliettina, lei è già tutta sudata, e poi via, si fa all'amore. Presto, che domani (non c'è bisogno di dirlo) è lunedì. E qui improvvisamente la voce si fa più fievole, e ti scarica addosso generazioni intere di malinconia. Che cosa ti aspettavi? Gratti la brillantina e senti il fieno. Questa è gente che per essere ipocrita e superficiale aveva un solo giorno alla settimana.

De Andrè ci avrebbe messo due strofe in più (Guccini il doppio). Tenco si sarebbe perso per strada a litigare col destino. Lauzi ci mette esattamente tre strofe, tre giri di valzer. Io non sono mai riuscito a trovare un'anima al liscio, finché non ho sentito Menica, Menica. Bruno Lauzi era un poeta, e se n'è andato. Voi passate una buona domenica.

sabato 28 ottobre 2006

venerdì 27 ottobre 2006

Strike a polaroid pose

 Ehi, Uomo!
Nonostante il blog sembri un po' in letargo, "the radio plays", e polaroid continua a trasmettere buona musica via etere.
Questa sera prende il via una nuova rubrica che non so ancora se sarà intitolata Pose!, con arguto gioco di parole italiano-inglese, oppure semplicemente Ehi, Uomo!, dal nome del fotolog di proprietà del bel giovanotto ritratto qui sopra. Uno che va a una serata della Ed Banger Records e tutto quello che porta a casa è Uffie che balla sciabolata i Prodigy. Speriamo che in onda ci racconti qualcosa di meglio. E comunque, massima fiducia sulla sua selezione musicale.
Ci si becca alle nove sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana, senza farsi mancare lo streaming e (con calma) il podcast, cheers.


> E ora una bonus track che non c'entra niente ma mi piace un botto:
> Matt & Kim - YEA YEAH

mercoledì 25 ottobre 2006

Absolutely Bingo

Rumoroso lo-fi indiepop in Italia? Sembrava impossibile, ma ora è uscito Drown Yourself In Shoes And Sweaters, l'album di debutto degli Spring Sale!, da cui è tratto questo super cute video.

martedì 24 ottobre 2006

Amycanbe live @ Sesto Senso


 Amycanbe Lasciatevi posare da questo vento di scirocco al Sesto Senso, dove questa sera verso le otto saranno in concerto i ravennati Amycanbe, una delle band di cui mi sono più innamorato in questa stagione.
Prima e dopo il live, dj set di Michele Restuccia.

lunedì 23 ottobre 2006

"E mi dispiace ma questa è per Enzo"
«Indie kids / makes me sick»

I Tunas, insieme a due o tre adolescenti svedesi, probabilmente sono le uniche persone al mondo che ancora mi danno del "kid", quando invece avrei l'età per essere almeno loro cugino di secondo grado. La cosa fa piacere, nonostante forse sopravvalutino un po' la faccenda dell'indie. Ma sono dettagli che non ho proprio voglia di stare a discutere stasera, qui alla Piola. C'è una festa da far saltare in aria, c'è una banda di amici da far ballare e soprattutto c'è un disco nuovo da celebrare: The Tunas au... gogo, pubblicato da Gravedigger's Records.
La Piola è un bar perso nelle campagne a nord di Ferrara, con uno scantinato che aveva fatto la storia dei concerti nella Bassa. Mi trovavo da queste parti a bruciare parecchie notti, quasi un decennio fa. Un ragazzo elegante con mixer e giradischi illustrava uso e significato delle parole eclettismo e stile. Quando l'altro giorno ho scoperto che ora anche France ha un myspace è stato come inciampare in una falla nel continuum temporale. Come vedere a un certo punto in Quadrophenia qualcuno tirare fuori un laptop.
Non è cambiata molto la Piola. Se alzo il braccio sfioro il soffitto, il pavimento scuro è macchiato di birre rovesciate, ci sono i divanetti a U, le lampadine colorate agli angoli sopra le casse, il distillato del Tennessee costa un'inezia e lo servono abbondante in bicchieri di vetro. Hanno coperto i graffiti sui muri con vernice nera e levato la stufa.
Beh, in effetti qualcosa è cambiato, mi dico mentre le Signorine Taytituc, che aprono la serata, accordano gli strumenti. Sono cambiate le facce intorno e, a parte lo special guest Enrico dei Tre Allegri Ragazzi Morti, non riconosco nessuno. Provo a fare un rapido conto di chi sono diventati quelli con cui ballavo così forte quando sembrava non importasse nient'altro: un brillante architetto con due figli, un altro paio di architette ma senza figli, una giornalista del Foglio da poco mamma, un paio di assistenti universitarie, una con prole l'altra ancora no, un industriale della ceramica, una moglie di industriale delle ceramica, qualche ingegnere e avvocato con il cognome giusto. Ho perso le tracce di quella che stava con una cuoca a Manhattan. Se togliamo una commessa di profumeria, e uno andato a fare l'istruttore di tennis nei villaggi turistici dopo maldestre truffe in Francia, mi viene da dire che non potevo proprio che essere io quello a ritrovarsi, stasera, ancora qui.
La Mara delle Black Candy (ora in prestito ai Julie's Haircut) ha la sfortuna di incontrarmi mentre rimastico questi pensieri. Ma sono ancora sobrio e dopo un po' che parliamo realizzo che è il momento di levarmi di torno e fare un giro a banco.
Le Signorine Taytituc descrivono la loro musica come "samba energetica" e citano tra le loro influenze i Descendents. Sono un trio di ragazze in sottoveste che sembra intenzionato a resuscitare i Ramones a colpi di tre accordi e botte secche sui tamburi. Il tutto, ovviamente, alla maggiore velocità possibile. Ognuna ci mette la voce, e giocano anche bene a ripartirsi i ruoli sulla scena. Alla batteria c'è Erica A-Go-Go, la ballerina dei Tunas. Storie di boyfriend ed estati, quel che posso capire delle canzoni, dato il fragore con cui ce le sbattono addosso. Sorpresa finale, una cover di Mongoloid suonata come se le All Girl Summer Fun Band si vestissero di pelle nera e maneggiassero fruste. Poche parole nelle pause, giusto un sorso dalla pinta bionda e via di nuovo a pestare e gridare. Fine della birra, fine del concerto. Non pochi tra i presenti alla Piola stanotte si saranno innamorati di loro.
E finalmente i Tunas prendono possesso del palco. Ma alla Piola non c'è il palco. In questo momento la distanza tra Frabbo "Cool Face" e il microfono è la stessa che c'è tra il microfono e la prima fila dello sciamannato pubblico danzante. La situazione è ideale. Vedo che hanno cambiato batterista e Ginger A-Go-Go (chissà perché l'avevo scambiato per un fotografo) sembra determinato a farsi conoscere nel migliore dei modi. Davide Deitunas ha la solita faccia raggiante del bambino che sta per scartare i regali di Natale. Lawrence Cleanhead è come sempre imperturbabile. Frabbo indossa la sua maglietta dei Buzzcocks e sotto quel caschetto gli occhi lanciano fiamme. Tra gli strumenti non c'è spazio per Erica A-Go-Go, che quindi ci fa l'onore di ballare in mezzo a noi. Poi succede quel che deve succedere. Il quartetto bolognese, introdotto da un devastato e trascinante speaker, attacca a suonare e io lascio perdere tutti i tetri pensieri. Se i Tunas suonassero un'ora o un giorno davvero non farebbe differenza: sono fuori dal tempo. Un tempo che immagino battuto su rovinati fotogrammi in bianco e nero, luci al neon rosse, ragazze in minigonna dallo sguardo perverso che ballano scosse, schegge di pellicole con strani motociclisti, alieni psicotici che atterrano nel deserto, highway polverose, Garage Rock sparato dall'autoradio giorno e notte mentre noi, con gli occhiali scuri, guidiamo e ci perdiamo, ci perdiamo sempre più in fondo.
A forza di vedere i Tunas dal vivo, ci sono canzoni che anche un profano come me impara a riconoscere e amare, e questa sera, in questa cantina, rimbombano nelle orecchie ruvide e selvagge come non mai: Don't Talk, Never Ending Summer, Let's Steal A Tractor (la strofa in dialetto bolognese me la sono sognata?), il precedente singolo I Want You Dead, e ovviamente il beffardo inno Indie Kids. Ma sì ragazzi, cantatela ancora, dite quel che volete, non me ne frega più di niente. Spero solo che le bobine old school sulle quali avete inciso questo live finiscano presto su qualche disco. Spero solo che qualcuno si accorga di quanto siete dei personaggi fantastici e si decida a disegnare un dannato fumetto su di voi. Spero solo che The Tunas au... gogo spacchi dibbvutto come meritate.
Chiudo citando la scritta della vostra leggendaria t-shirt fucsia splatter su fondo nero, e come giustamente ricorda anche Antonio Olivieri nelle perfette note di copertina dell'album: Kick Out The Cans!

venerdì 20 ottobre 2006

The Tunas au... gogo

 The Tunas
È uscito Tunas au... gogo, l'album di debutto dei Tunas!
Release party sabato sera alla Piola di Ferrara.
Cacchio, è dal ventesimo secolo che non vado alla Piola. E ora scopro che c'è un calendario di concerti fenomenale. Ed è bello sapere che il venerdì ci suona ancora France. Ci si vede a banco, se mi ricordo ancora come si fa.

giovedì 19 ottobre 2006

Ubiquità Laurentina

Fuori per lavoro, niente ubiquità questa settimana, comunque sarò in radio venerdì sera puntuale, che ci sono ospiti. Jonathan Clancy from Settlefish, appena passati sulle pagine di NME, mi darà una preziosa mano a intervistare gli I Love You But I've Chosen Darkness (in concerto al Covo), e più tardi la Nico from Libreria Trame inaugurerà la nuova rubrica di libri e musica. Preparatemi qualcosa di forte che sto arrivando.

mercoledì 18 ottobre 2006

I never never wanna go home

Non vorrei contraddire Leonardo, ma a volte sui blog si postano i video di youtube perché non si ha tempo di fare di meglio.
Quella qui sopra, per esempio, è una vecchia e meravigliosa cover di There Is A Light That Never Goes Out. Mi serve per ricordare che questa sera, alla scaletta di Murato, che prevedeva già i due chitarristi statunitensi Micah Blue Smaldone e Harris Newman, è stato aggiunto il musicista tedesco che tatuò su tutti i cuori adolescenti di allora la parola "indietronica": SchneiderTM.
La sua esibizione sarà in duo (chitarre, voci, percussioni e laptop) e corredata da visual. Aperitivo con i dj di Città del Capo Radio Metropolitana alle diciannove (di turno Jonathan Clancy), e concerti a partire dalle venti e trenta. Pare che chi arriva prima delle dieci paga 5 euro, dopo 7, e non trova neanche più il buffet.
En kärleks historia

 Svensk Indie 1988-2006: en kärleks historia Tutto cominciò quel pomeriggio di agosto del 1988 quando gli Happydeadmen salirono sul palco più piccolo del festival di Hulstfred, appena giunto alla terza edizione. Terry Ericsson, "the original indie gud", creatore della fanzine Sounds Affects e infaticabile animatore delle notti di numerosi club, fa risalire a quel concerto l'inizio della scena svede come noi la conosciamo. Oggi Ericsson, fra gli altri, ha curato per la North Of No South Records una compilation in due volumi intitolata Svensk Indie 1988-2006: en kärleks historia e che vede in scaletta 42 storiche tracce, dai Popsicle ai Cardigans, da Broder Daniel a Jens Lekman. Su It's A Trap un breve scambio di battute con le altre curatrici Per Helin e Emelie Bååth, in attesa della vera e propria intervista con Ericsson.

lunedì 16 ottobre 2006

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro Enzo, come stai?
non sono il tipo che lascia comments in giro, ma quando mi sento solo e nostalgico della scena, dei concerti e delle serate, anche dalla mia narrowband kenyana di Nairobi mi connetto a polaroid per stare meglio e peggio contemporaneamente.
Meglio perché per un attimo mi rassicuro di non essere l'unico pazzo ad ascoltare cose che non siano l'ennesima vaccata di Shakira, che qui perfora le orecchie di tutta la metropoli. Peggio perché poi leggo della nuova stagione, del nuovo Murato e di tutto il resto, e mi piglia un colpo.
Grazie a dio esiste il peer2peer anche da queste parti, nonostante la velocità da crisi isterica.
Qui non mi posso lamentare. Dopo un po' di gavetta nauseabonda in un ufficetto delle Nazioni Unite, li ho mandati tutti al diavolo e finalmente mi occupo di qualcosa di sensato: faccio un po' di ricerca su internet e energia solare nelle zone rurali per una ONG niente male: Computer Aid, che ricicla pc dignitosi in Inghilterra e li distribuisce a scuole, università e no profit in Africa e America latina. Ho iniziato da poco, ma credo che mi fermerò fino alla prossima estate.
C'è anche un "mini side project" che sto portando avanti con un amico per aprire un internet point con connessione satellitare in una zona rurale del Kenya. Raccogliamo donazioni via Paypal! Se tutto va bene a novembre riusciamo ad aprirlo, così un bel po' di gente potrà evitare di farsi 50 km in autobus per scaricarsi degli allegati dell'email!
Sono stato qualche settimana in Italia quest'estate, abbastanza per vedere i Mogwai e un memorabile Witest Boy Alive + Gnarls Barkley live a Torino. Vesto ogni tanto la maglietta "whitest boy alive" da queste parti, ma la comunita' internazionale non sembra capire la sottile ironia...
Un abbraccio a tutta la cricca,
Ugo
"This Business of Indie"

Dell'ennesimo mattone di Pitchfork sul significato della parola "indie" oggi, la cosa più interessante è stato scoprire che fine aveva fatto Jenny Toomey, cantautrice che agli albori di polaroid passavamo un sacco alla radio.

giovedì 12 ottobre 2006

Affittasi Ubiquità (reprise)
polaroid blog does Modena

 Juta Sthlm Ancora un paio di appunti in agenda per il weekend che si avvicina.
Sabato mi abbatterò sulla città di Modena con un carico di dischi improbabili. Lo Juta Cafè prosegue la sua rassegna dedicata alle città in musica e io non potevo che contribuire alla serata su Stoccolma.
Juta Sthlm comincia verso le nove insieme a Max from Radio Anntennauno (probabile che io mi metta avanti un po' prima con gli aperitivi) e si continua fino a mezzanotte, ora in cui si affida il mixer ad Anais per trasferirsi al Vibra. Qui il nome della serata a tiratura indie rock sarà A Banco, una garanzia. Portate le vostre migliori scarpette da ballo.

Città del Capo Radio MetropolitanaPer chi resta a Bologna, a Villa Serena (in Via della Barca 1) Città del Capo Radio Metropolitana festeggia il suo diciannovesimo compleanno con una festa solare e profumata dal tema Api e dei Fiori, alla faccia dell'autunno che incombe. Scaldate i vostri cuori di radioascoltatori con le selezioni musicali dei dj di Città del Capo e godetevi la mostra fotografica di Emiliano Facchinelli, bel reportage sulle numerose band, italiane e internazionali, che negli ultimi anni hanno suonato live negli studi della radio.

ps: e non perdete la puntata di polaroid di venerdì 13! In una data non casuale, avrò il piacere di inaugurare la nuova rubrica in compagnia della redazione di Mondo Oltro...
John Peel Day 2006

 John Peel Day 2006 Oggi in tutto il mondo si celebra il secondo John Peel Day.
Il nome del deejay britannico e l'importanza del suo ruolo per fare crescere la musica lo imparai solo qualche anno più tardi. Il mio primo contatto con quel mondo e quei suoni fu mediato da alcune voci della radio di casa nostra. Oggi quelle voci si sono riunite per celebrare la storica figura di John Peel con una trasmissione radiofonica (ovviamente declinata al presente, e quindi andata in onda sotto forma di podcast).
Luca De Gennaro, Fabio De Luca e Francesco Roccaforte hanno ricreato un Planet Rock Edizione Speciale per John Peel, disponibile sul rinnovato sito di Vitaminic.

>> Ascolta in streaming
>> Scarica l'mp3

(Highlights della serata: al terzo secondo arriva un messaggio su Msn, al ventiquattresimo minuto suona il citofono, al trentesimo De Luca spiega l'origine delle Peel Sessions, al quarantanovesimo The Festive Fifties, nove minuti dopo il gran finale...)

mercoledì 11 ottobre 2006

Affittasi Ubiquità
Rapidamente in ritardo

Mercoledì 11 = ELECTRONICAT @ Zò Caffè, per la rassegna Murato curata da unhip records + Città del Capo Radio Metropolitana // Trevor Jackson (Playgroup) @ Qasi Club (Modena) // Absolutely Queer Disco Night @ Cassero // The Cheaters @ Gallery's Pub (Cesena - Galleria Oir 15) //

Giovedì 12 = Jessica Lurie @ CSA Spartaco (Ravenna) // APE Roll set by Lesbian Crew @ Cassero //

Venerdì 13 = Mersenne, a presentare il nuovo Stolen Dresses (Urtovox) + Kobenhavn Store @ Covo Club // Offlaga Disco Pax @ Estragon // NOZE live (Circus company - Tapez - Traum) + Wawashi + Peccia (Disco D'Oro] @ Cassero // Davide Van De Sfroos @ Fuori Orario (Taneto di Gattatico - RE) // ALTROVE opening party + TAXI 109 Live @ Velvet (Rimini) //

Sabato 14 = New York Dolls + Thee STP @ Estragon // Original Northern Soul Allnighter, Speciale 22° compleanno DTK, in concerto THE SUBSTITUTE @ Covo Club // Frog_ette + Kiki dj @ Cassero // Serata reggae in favore di Espera Espera e del primo Festival di Produzioni Video Indipendenti a Cuba @ XM24 // Skynet + Jade & Matt-U + Link D'n'B Arena @ Link // Neils Children + The Tunas @ Bronson (Ravenna) // Bugo @ Calamita (Cavriago - RE) // Ludovico Einaudi + To Rococo Rot @ Velvet (Rimini) //

Data la fretta di sicuro dimentico un botto di roba, aggiungete pure nei commenti, e ricordate che per tutto il resto c'è sempre la più affidabile Italy Gig List.
Prima della fine della settimana ancora un paio di sorprese. Ci si vede a banco.

martedì 10 ottobre 2006

Polaroids From The Web
Alskat Ivor

- Dopo aver firmato accordi con le major dell'industria discografica, Google compra YouTube.

- Un po' di news per i nostri amati Radio Dept.: è uscito We Made The Team, nuovo singolo solo in download digitale (cfr. Ink per l'mp3), "a lazy skank, high on petrol fumes, scottish lager and cream tea", anticipazione del suono di quello che sarà il prossimo album, le cui registrazioni cominceranno questo autunno tra Berlino e il Sud America; sta per uscire un ep in split con la band peruviana di shoegaze Resplandor, lo presenteranno a Lima il 28 ottobre, mentre il 2 novembre saranno a Londra per festeggiare la ristampa britannica del loro ultimo Pet Grief con un concerto organizzato da Track & Field.

- Il nuovo video dei Long Blondes, Once And Never Again:
Real: Hi | Lo -- Windows Media: Hi | Lo

- Questa sera al Bronson di Ravenna arriva in concerto da Memphis, Tennessee, il giovane cantautore folk Micah P. Hinson, a presentare il suo ultimo lavoro Micah P. Hinson And The Opera Circuit: qui lo si può ascoltare in streaming.

- "Er, do you know any homosexuals?": 18 pagine di flusso di coscienza per il rider degli Stooges.

- La piccola e adorabile indie label Music Is My Girlfriend rinnova il sito e lancia il suo singles club.

- "Emily Dickinson? She's hardcore": una lunga chiacchierata di Pete Doherty con il Guardian a proposito delle influenze poetiche nei suoi testi. Io ammetto di non esserci arrivato in fondo. In compenso, il poeta inglese Andrew Motion spiega alla BBC che la passione letteraria di Doherty può avere una buona influenza sui giovani.

- "Rare/obscure punk rockers find new life online".

- Qualcuno ha pensato di ridare vita dopo qualche anno anche all'Arte del Nastrone: il nuovo indirizzo è artedelnastrone.blogspot.com.

- Il video di I Couldn't Remember The Dream, la canzone di Ant pubblicata nel 7 pollici in split con i nostri Pecksniff.

- Intanto la band parmigiana tra un paio di giorni darà alle stampe il suo terzo album, intitolato Honey you're murdering me, sempre per Black Candy Records. Sul loro myspace un paio di tracce in anteprima.

- Altro che Postal Service:

lunedì 9 ottobre 2006

Amycanbe

 Amycanbe Mi ricordo di quando ci si innamorava. Le parole e la musica nascevano insieme, era l'anticipo di un'intuizione, come giocare a far tremare l'aria prima di sfiorarsi.
Se ancora non l'ho dimenticato insieme a tutto il resto è soltanto perché ci sono canzoni che ogni tanto fanno sentire di nuovo così, e ti lasciano appeso al tuo bicchiere appoggiato al petto e l'altra mano in tasca, davanti alle luci, davanti agli amplificatori, davanti a quattro ragazzi che suonano, tu, lì, al mondo.

Dopo più di un anno che ne sento parlare (qui e qui, per esempio), riesco a spezzare la cabala di coincidenze che mi impedisce ogni volta di vedere un concerto degli Amycanbe, e sabato sera sono in prima fila al Bronson che inaugura la stagione proprio con loro.
Due chitarre, una acustica e una elettrica, il soffio di una tromba, il tocco di qualche tastiera appena, e una voce che fa innamorare. Francesca Amati è in piedi al centro del palco, ma per come si muove quando canta è come se ti mettesse i polsi intorno al collo e ballasse vicino a te. Fa venire in mente qualcosa di Cat Power o Isobel Campbell, ma senza teatro o leziosità. Quando affiorano lievi basi sintetiche sembra di avvertire anche qualcosa dei Portishead, e sarebbe interessante seguire gli Amycanbe approfondire discorsi più elettronici, come nella piccola sorpresa della serata, una celestiale cover di Amarsi Un Po'.
Per ora, il loro pop trasparente e venato di languido folk gioca con eleganza di sottrazione, e va benissimo così. Io non sto smettendo di ascoltare il loro autoprodotto ep d'esordio. Lo potete acquistare via MyHoney oppure ai loro concerti. Il prossimo qui in zona sarà al circolo SestoSenso il 24 ottobre. Non mancherò.

venerdì 6 ottobre 2006

Sparring Partner

Negli ultimi tempi in radio, ma anche fuori, va un po' così.


Update del lunedì: Ora lo si può annunciare, parte oggi Sparring Partner, la nuova trasmissione radiofonica curata da Francesco Locane. L'idea di "intrattenimento culturale" a suon di cazzotti mi piace, e nelle prime due settimane Francesco dividerà il ring con Tommaso Labranca, Stefano Bollani, Mario Sesti, Gianni Canova, Carola Susani, Enrico Del Gaudio e molti altri ospiti. Il tutto sulle frequenze e sullo streaming di Città del Capo Radio Metropolitana, ogni mattina dalle 10,40 alle 11,30.

martedì 3 ottobre 2006

Affittasi Ubiquità
Ce n'era ancora bisogno?


 Murato 2006/2007 - il flyer bloccato dalla censura
(Murato 2006/2007 - il flyer bloccato dalla censura)


Régiz, qui sta per cominciare in maniera definitiva la nuova stagione. Siete pronti? No, sul serio. Un altro anno di agende di concerti da non perdere, dischi da avere mesi prima dell'uscita, video da scaricare, commenti a cui replicare, mail da recuperare, mega da archiviare, nomi da ricordare, titoli da ricordare, facce da ricordare, ovunque, per tutto il tempo. E senza dimenticare che siete nella "Città Creativa Della Musica per l'Unesco", mica in una Dark Bologna qualsiasi. Tra poco si parte, la strada è lunga. Ne avete davvero ancora voglia? Ne vale la pena? Ci si vede a banco?

La prima novità da segnalare è per Murato, la prestigiosissima rassegna curata da Unhip Records insieme a Città del Capo Radio Metropolitana, che inaugura nuovo orario e nuova formula. Lo Zò Caffè aprirà alle 19 per l'aperitivo con i dj set dei conduttori di Città del Capo, i concerti inizieranno alle 20.30, così da finire abbastanza presto, e per chi resta la selezione musicale prosegue fino a fine serata. Domani è la volta di Magpie, progetto collaterale di Daniele degli Offlaga Disco Pax dedito a sonorità ambient e shoegaze, in una delle sue primissime esibizioni dal vivo. E proprio domani sera sarà disponibile anche "la sfarzosa edizione in vinile (LP + sette pollici) di Socialismo Tascabile". A mettere un po' di dischi prima e dopo il concerto il sottoscritto. Consueta anteprima radiofonica nel pomeriggio tra le 16.30 e le 17.30.
Sempre domani sera, ma a Modena, inaugura anche la stagione del Qasi. Ospite d'eccezione James Lavelle (Mo' Wax, U.N.K.L.E.). Le serate Qasi si tiene presso il Tube (ex Ohm/More - tessera Arci - ingresso gratuito fino alle 23), e considerati gli orari si potrebbe riuscire a fare pure la doppietta con Murato.

Giovedì 5 aprono le danze a tinte reggae dell'Estragon (Via Stalingrado 83) con ospite il dj britannico David Rodigan, mentre la sera seguente, sullo stesso palco, saliranno i vincitori dell'ultimo Eurofestival, la band hard rock finlandese Lordi.

Venerdì 6 inaugura anche la stagione del Covo di Viale Zagabria 1. A incendiare il palco arrivano dagli UK i ¡Forward, Russia! a presentare l'album d'esordio Give me a wall. Di supporto i padovani Club11. A seguire, nel Gate1, avrò l'onore di mettere un po' di dischi insieme al censurabile monsieur Gandolfi.
Riapre col botto anche Zuni a Ferrara, con il live set del newyorkese Chris Leo, in occasione della mostra The Red Show (anche in questo caso, occhio all'orario: è alle 20).
All'Ekidna di S.Martino Secchia (Carpi - MO), la Fooltribe presenta TALIBAM! da New York, space-impro-jazzy-noise-trio, con Kevin Shea, ex batterista Storm and Stress.
Nei vecchi locali dell'Estragon, in via Calzoni 8h, ha aperto da qualche tempo il Kidergarten (un riferimento al target di pubblico?), club che si dedica a generi piuttosto distanti come metal e drum'n'bass. Venerdì è di scena la serata Unbreakable con Ivan Villa e special guest MC Marvelous (DE).

Sabato 7 ottobre apre la stagione anche il Bronson di Ravenna, con il delicato folk dei romagnoli Amycanbe (chissà se riuscirò finalmente a vederli).
Al Covo ritornano Final Fantasy, dal Canada, per presentare il nuovo album He Poos Clouds, mentre sul palco dell'Estragon è di scena lo ska delle Braghe Corte.
Il Link presenta il canadese Mathew Jonson (Wagon Repair) accompagnato da The Junction SM (Svizzera), live/dj project di Sonja Moonear e Dandy Jack basato sulla continua improvisazione e combinazione di suoni.
Fuori città si può segnalare che al Vidia di Cesena suonano i Forty Winks, di spalla Action Men.

Domenica 8 da Zuni, a partire dalle 19, My Dear Killer + Prague in un doppio set acustico che si prevede parecchio emotivo.

Di sicuro dimentico un botto di roba, aggiungete pure nei commenti, e ricordate che per tutto il resto c'è sempre la più affidabile Italy Gig List. Ci si vede a banco.


(PS: piccola postilla personale: devo installare il telefono nella nuova casa, in giro c'è qualcosa di meglio di questo?)

lunedì 2 ottobre 2006

Unreliable narrator

Il primo pensiero è che ci sono troppe cose. Poi mi viene in mente che forse questa era l'ultima frase dell'ultimo racconto che abbiamo scritto assieme e allora lascio stare. Lamentarsi dell'eccessivo attaccamento ai beni materiali durante un trasloco è piuttosto fuori luogo.
Il secondo pensiero è che bisogna possedere un particolare talento per incastrare i libri giusti dentro le scatole giuste e risparmiare spazio. Sembra Tetris. Ancora due rilegati e un tascabile a chiudere in mezzo, ecco fatto. L'unica cosa che non si incastra bene sono gli anni che ci ho messo ad ammucchiare così tanta carta. Mi avanza del vuoto.
Il terzo pensiero è che bisogna possedere un particolare talento anche per scegliere i dischi giusti, tutti in fila, il giorno in cui abbandoni una stanza.
Il quarto pensiero è che il progresso dell'umanità lo vedi da come, a differenza dei libri, i cd hanno tutti la stessa dimensione.
Il quinto pensiero è che non basta conservare le cose in maniera ordinata. Bisogna anche attaccarci un biglietto con argomentata motivazione di tale ostinata volontà conservativa. Il nostro io più vecchio, che un giorno dovrà decidere se mettere in uno scatolone proprio quella rivista, quel ritaglio di giornale o quel flyer, si domanderà perché quella roba sta ancora lì.
Il sesto pensiero va agli scatoloni. Per quanto alte e nobili siano state le nostre ambizioni, la vita finisce dentro gli scatoloni. In tutti i sensi. Sono importanti per la civiltà tanto quanto la ruota, la quale probabilmente è stata inventata proprio durante un trasloco, allo scopo di spostare scatoloni.
Il settimo pensiero va a quante macchine fotografiche vintage della Polaroid la gente ha continuato a regalarmi, nonostante fosse evidente che io non so nulla di fotografia.
L'ultimo pensiero, chissà poi perché, va ai poster. Anni di concerti e festival. Li stacco e li arrotolo soffiando polvere. Li guardo appoggiati al muro. Oggi danno l'impressione di chiedersi se saranno mai più appesi.

domenica 1 ottobre 2006

Le persone che amiamo vengono fatte a pezzi (2)


Bom Bom - Pop i kras
(che secondo il traduttore automatico
vuole proprio dire "pop a pezzi")