giovedì 31 agosto 2006

"I'm listening to music you can't hear"

 Teddybears - 'Soft Machine' I Teddybears hanno levato la sigla della città di Stoccolma dal loro nome e si ripresentano sul mercato americano come nuovi, nonostante siano in giro a divertirsi addirittura dal '93.
Sì, perché sembra essere sempre stato il divertimento la chiave di lettura della loro musica. Divertimento qui inteso come nessuna timidezza a mostrare quanto si è maragli. Dagli esordi garage punk, i suoni si sono ammorbiditi parecchio, soprattutto con la svolta elettropop del bell'album Rock'n'Roll Highschool (2000), e non di rado i Teddybears si lasciano andare anche a diversivi ragamuffin.
Il prossimo album, in uscita a settembre, si intitola Soft Machine ed è in pratica una raccolta di vecchi "successi" suonati ex novo in compagnia di una fila di ospiti da far impressione: tra gli altri, Iggy Pop, Annie, Ebbot Lundberg dei Soundtrack Of Our Lives e Mad Cobra (perfetto nel tormentone da tarda ora per piste non proprio raffinate, Cobrastyle).
Nella mia (un tempo) favorita Yours To Keep, Neneh Cherry prende il posto di Paola, ex moglie del leader della band Klas Åhlund, e nel cambio la canzone un po' ci perde.

Questa invece è già un inno: Punk Rocker (feat. Iggy Pop).


ps: Come le cavallette, arrivano quelli dei remix. Ieri Stereogum postava un remix di Punk Rocker veramente orrendo curato da Squeakeclean. Appena più interessante, ma inefficace, il lavoro di Diplo su Cobrastyle, segnalato da Big Stereo.

mercoledì 30 agosto 2006

Sucré Salé

 Baskervielles - 'Sucré Salé'A partire da settembre, e per il prossimo anno, la band newyorkese dei Baskervilles pubblicherà un singolo al mese in download gratuito sul proprio myspace. Le canzoni saranno tutte prodotte da Mitch Easter.
Si comincia con questa suadente Sucré Salé, che vede alla voce la chanteuse e professoressa di francese Fabienne Gérard.
Aspettando polaroid alla radio

Il palinsesto di Città del Capo Radio Metropolitana riprenderà in maniera regolare tra un paio di settimane. Per ingannare l'attesa, venerdì primo settembre alla solita ora, nello spazio Thermos a partire dalle 21, polaroid andrà in onda con una puntata speciale dedicata all'ormai tradizionale resoconto dal festival di Emmaboda.
Insieme a me, in onda dai 96.3 e 94.7 in fm (e non mancano lo streaming e il podcast), ci saranno Aurelio Pasini (Il Mucchio), Lucio Pellacani (*) e una quantità imbarazzante di dischi, demo e cd-r dei quali comincio già a confondere i nomi.
Stay tuned!
There's a noise in his head and he's out of control

L'estate è passata anche per come le riviste di settembre sono già lì ad aspettarti in edicola. Rumore opera un nuovo restyling grafico e ritocca il prezzo di copertina ma il contenuto, mi pare, ne guadagna.
Tra le pagine d'apertura, la prima novità: una rubrica di brevi reportage da città straniere (sarebbe bello se ruotassero di numero in numero), Barcellona, Houston, Londra, New York, Parigi e Stoccolma. Dalla capitale svedese scrive Marco Lombardo, firma a cui siamo affezionati noi lettori di Indiepop.it, e confesso che è un bel colpo vedere su Rumore la foto dei Mixtapes & Cellmates o del club Debaser, e leggere finalmente nomi come My Darling You! e LeSport che da queste pagine e da questi giradischi si suonano da tempo.
Dopo un gran pezzo di Pomini sui 25 anni di Touch & Go, e uno di Girolami sui Junior Boys, quattro pagine dedicate a MySpace, che pur non evitando sempre di scadere nel tono "che-tempi-signora-mia!" dicono più o meno tutto quel che c'è da dire e sono sempre meglio del Diario Di Un Downloader.
Bella cronaca da Catania in compagnia di (e in parte scritto da) Erlend Oye. La vivacità della scena locale mi era stata raccontata di recente anche da PeeDoo e fa piacere notare che il giornale di Pavia se ne occupa con tempismo.
Riorganizzata anche la sezione recensioni, dove conquistano una rubrica "privé" le firme storiche di Rumore, una specie di "Lo Chef Consiglia". Tra l'altro le recensioni sarebbero più ordinate se non avessero proprio in mezzo il sedicesimo di Retropolis (retrospettiva sugli Smiths di Campo). Buona idea le pagine dedicate alle cover art e alle canzoni "della vita" dei giornalisti.
Poche novità in coda, dove è stata spostata la Riotmaker e dove continua la gestione dissennata dei demo, mentre fa la sua comparsa una rubrica dedicata alle radio indipendenti.
La nuova stagione ricomincia anche con un sacco di roba da leggere.

domenica 27 agosto 2006

Ge mig nåt!
Dammi qualcosa di nuovo!

 Emmaboda 2006

Per la terza volta nei boschi Emmaboda, sotto quei palchi di legno, ad ascoltare musica che amo, in mezzo a quei ragazzini splendenti anche nello sfascio e nella pioggia, in quello che per me resta il migliore festival al mondo.
Qualcosa, negli anni, è stato inevitabile cambiasse. Il terzo punto di vista, in un certo senso, è quello che aggiunge la prospettiva.
Poi, a confondere ancora di più le idee alla fine del viaggio, il singolare epilogo con l'evento I'm From Bräkne-Hoby.
Non so se quest'anno riuscirò a esprimere tutto questo a parole. Intanto ci proviamo con le fotografie.
Grazie a Lucio, a Giorgia e agli amici e compagni di viaggio. Tack så mycket!
Polaroids From The Web
Non ci sono più abituato

- Gli Architecture in Helsinki stanno lavorando a un nuovo album (nessun titolo annunciato ancora) atteso per la metà del 2007: "suffice to say, the jamz are sounding dope, though, we are probably getting a little too into Cameron's Latin percussion drum machines (the Phil Collins influence is definitely putting a dampner on that!)". Intanto, il mese prossimo andranno in tour negli Stati Uniti insieme a Clap Your Hands Say Yeah, e pubblicheranno un album di remix. Tra i nomi coinvolti: Mocky, Hot Chip, Dat Politics, Squeak & Clean, Qua, 33HZ, Franc Tetaz, Isan, DJ Medhi e Safety Scissors.

- Diverse novità in casa Suiteside: uscirà a inizio ottobre On the Back of Each Day, terzo album dei Morose e se ne può sentire un'anticipazione sul myspace dell'etichetta, insieme a due nuove tracce in download di Mr.Henry. Ma la notizia più calda è quella dell'esordio dei Banshees, ruvido quartetto genovese di garage rock che ha registrato l'album Public Talks all'Alpha Dept studios di Bologna con la collaborazione di Giuseppe Barone (Shado Records, Valvola) e Burro dei Giardini di Mirò.

- Sempre a Genova risiedono i nostri amati Ex-Otago, e come ogni fine estate suoneremo tra qualche giorno la loro indimenticabile After August, September. La notizia però è che sono entrati anche loro a fare parte della magica famiglia Riotmaker! Non si poteva pensare a matrimonio migliore. Resto in attesa e già sorrido.

- Gli Envelopes hanno annullato le già esigue date estive europee (so che non pochi erano al Pukkelpop anche per loro) per un buon motivo: partono per un lungo tour negli Stati Uniti. In programma venticinque date in un mese insieme a Ratatat e Panther. Eddai che fanno il botto.

- Una tranquilla domenica passata a leggere il Guardian. "The early years of Rough Trade" raccontati da un commesso; "Franz Ferdinand reveal the secrets of superstardom"; e poi una piccola polaroid dei Bow Wow Wow; e infine "the kids are as young as 12, the drug is laughing gas, the venues are forest glades and the music is harder and faster": la scena inglese dei rave al giorno d'oggi.

- Backbone, un'anticipazione dal prossimo album dei Lemonheads di Evan Dando, in arrivo il prossimo 26 settembre (sì, l'assolo di chitarra è proprio di J.Mascis).
Qui una intervista molto bella della settimana scorsa ancora sul Guardian.

- L'utilissima storia del Bubblegum-Pop secondo PopMatters.

- "I think in the past Europeans have been more open-minded about our music": Joey Convertino dei Calexico intervistato dall'Independent.

- Il nuovo catalogo Ikea porta in copertina un titolo degno del Festival Della Felicità di Ecce Bombo: "Riprenditi la vita".
Avranno fatto apposta?

venerdì 25 agosto 2006

"Ci si vede sotto il palco piccolo"

Emmaboda 2006 - polaroidblog youtube

In attesa che il nostro Arts & Media Department finisca di scavare la galleria di foto post festival che vi attende al di là del fine settimana, vogliate gradire qualche piccolo antipasto con i video di cui la mia piccola macchinetta è stata capace. Giusto per entrare in atmosfera, da questa parte, prego.

(Sì, quello tra la folla col cappello che canta i Billie The Vision è di nuovo Erlend Oye, ma i più attenti sorrideranno a riconoscere i Budgies in prima fila per gli Strip Squad.)
Shake, shake, shimmy, shimmy
 Lucky Soul
Il nome girava già prima dell'estate. A suo tempo, quello che oggi è diventato il secondo fenomenale 45 giri si poteva scaricare dal loro sito. Indiepop.it aveva creduto in loro sin dal primo momento. Eppure questi Lucky Soul non mi avevano coinvolto. Pensavo subito all'operazione furbetta sulla scia di Pipettes e affini.
E invece mi sono dovuto arrendere all'evidenza delle statistiche: Lips Are Unhappy è la canzone che canticchio più spesso appena sveglio. Tanto mi basta.
La mia fine dell'estate sarà spectoriana. Il Wall Of Sound a settembre è quello che ci vuole, mentre la mattina alla fermata dell'autobus farà più freddo e "I'm pretending that everything's cool / When I'm twenty seven shades of blue / And my lips are unhappy without you".

Quintetto proveniente da Greenwich, musicalmente superiore al più noto trio a pois, ha il suo evidente punto di forza nella bionda Ali Howard e nella sua voce, da vero e proprio "Incanto Sotto Il Mare". Una signorina che puoi immaginare far perdere la testa a Jack Lemmon in qualche vecchio film. Tutto si ferma, lei sospira "honey" e tu, tu ti sciogli.
La parola che si legge più spesso nelle recensioni che li riguardano è "classy". Nulla da eccepire. Hanno pure promesso una cover di Dusty Springfield alla BBC.
Sul loro sito ci sono ancora un paio di demo per l'album che cominceranno a registrare nelle prossime settimane: Add Your Light To Mine, con i suoi fiati a festa e il battimani, sarà perfetta per ritrovarsi a banco al momento giusto, a ballare spalla contro spalla nel sottoscala.

giovedì 24 agosto 2006

...intanto, a New York...

 Albert Hammond Jr. - 'Yours To Keep' Albert Hammond Jr., il ricciolone e figlio d'arte chitarrista degli Strokes, sta per esordire con un album solista. Si intitolerà Yours To Keep e uscirà su Rough Trade.
Per l'occasione Hammond Jr. si è fatto aiutare da Josh Lattanzi (già bassista per Kristin Hersh e Ben Kweller) e Matt Romano, batterista che aveva sostituito Fab Moretti qualche anno fa, quando questo si era rotto una mano.
Tra gli altri ospiti: Julian Casablancas, Jody Porter (Fountains of Wayne), Ben Kweller, Sean Lennon, Sammy James Jr. (The Mooney Suzuki) e lo stesso manager degli Strokes Ryan Gentles.
Tre canzoni da Yours To Keep si possono ascoltare in anteprima sul suo myspace. Nonostante il primo singolo sarà Everyone Gets A Star, la migliore mi pare senza dubbio questa Back To The 101.

martedì 22 agosto 2006

Welcome back

 No One Cares About Your Blog
Ben ritrovati a tutti. Sono rientrato a Bologna sano e salvo ma credo che fino al prossimo weekend saranno pochi gli aggiornamenti qui. Come al solito, devo superare un certo jet-lag sentimentale post Scandinavia smörgåsbord. Quest'anno il quadro clinico è aggravato dal successivo tour in compagnia di Conigliette Rozze, Uomini Con Occhiali e Parker Lewis. Spero che le foto mie e soprattutto quelle di Lucio siano on line entro un paio di giorni, mentre ci vorranno almeno due settimane per il report completo sulle pagine di Indiepop.it (sempre che Salvatore non si penta).

Quello che ho imparato lo sapevo già. Erlend Oye ci guarda e ride e dice "it's a small world".

Nel frattempo, vagando a nord, abbiamo avvistato altre schegge di immediato futuro.
Per esempio, i jeans Cheap Monday sono coooosì 2004. Molto meglio gli ACNE o i giapponesi Edwin.
E basta anche con i pois da H&M (nonostante la rima "Pipettes / No Regrets" sia uno dei capisaldi filosofici di questa estate): il limite lo abbiamo superato con le tende da campeggio.
Tocca invece arrendersi al ritorno delle bretelle. E a quello prepotente dei ritmi in levare di ogni specie (tre gruppi reggae a Emmaboda?).
E al dilagare del look da tennista anni Settanta, con tanto di occhialoni, fasce di spugna intorno alla fronte e impeccabili polo.

Nel frattempo, giù in Italia ho avuto l'ennesima conferma che non sarò mai un dj. Non è solo questione di tecnica, quanto di incapacità di saper leggere le situazioni (certo, a volte ci vedi meglio se eviti di bere quei tre litri di whiskey del Tennessee, ma non è detto). Al Ferragosto dell'Hana-bi, alle due di notte, ho SVUOTATO la pista con It Hurts To See You Dance So Well. Ventiquattr'ore dopo a Brescia, al Festival di Radio Onda D'Urto, in mezzo a una balotta di gente, avevo di fronte Eddie Argos, dito al cielo e occhi chiusi, che cantava tutta You Are The Light. Continuo a non capire.

Frase overheard della vacanza: "Quello di polaroid non ce la fa più".

sabato 5 agosto 2006

"L'amore non fa per me"
In tour con le Rough Bunnies

 Love Is Not For Me

L'ultima cosa che mi rimane da fare prima di chiudere per ferie è spedirvi un invito.
Proprio come chiunque altro, i Le Man Avec Les Lunettes si sono innamorati delle ragazze sbagliate. Le Rough Bunnies sono svedesi, suonano indiepop come fosse punk e viceversa, ma sono capaci anche di commuovere con la delicatezza naif di certe ballate davvero sfrontate.
Dopo averle viste in concerto l'anno scorso a Emmaboda, i Le Man Avec Les Lunettes hanno voluto a tutti i costi pubblicarci un disco assieme. Uno di quelli assurdi che fanno loro. Questa volta è un doppio mini cd da tre pollici in confezione cartonata deluxe.
Non contenti, i ragazzi di Brescia hanno deciso che dovevano proprio mettere in piedi un tour promozionale per questa iniziativa balorda. Quattro date in giro per il Bel Paese in pieno agosto, con un ghiotto extra per quella all'Hana-bi, dove si unirà alla festa anche Parker Lewis, cantautore di Gotheborg per la prima volta in Italia.
Di fronte a tanta dissennatezza DIY, il sottoscritto e il socio Lucio non potevano tirarsi indietro, e così, oltre al supporto morale abbiamo deciso di giocarci gli ultimi scampoli di vacanze e prestarci come autisti, uomini di fatica e dj di contorno a queste meravigliose serate all'insegna del "Love Is Not For Me".
L'evento, come si può immaginare, è abbastanza irripetibile. Capite anche voi quanto sarebbe maldestro mancare.
Ci si vede a banco, passate delle buone vacanze.

15 Agosto - Maniago (PN)
16 Agosto - Brescia (Festa di Radio Onda D'Urto)
17 Agosto - Marina di Ravenna (Hana-bi)
18 Agosto - S.Martino Spino - Modena (Fooltribe)


>>> mp3: Rough Bunnies Goes Pirate (album)
>>> video: Balz Came and Went
>>> video: Poppy Eye
If I made a summer mixtape for you (3)

Niente cassette miste quest'estate. Che lo sapevamo tutti anche prima di leggerlo dentro quel libro e di vederlo nel film tratto da, che cos'erano le cassette miste, e perché si facevano, e per chi. Più di vent'anni passati a tenere memoria e a perderla. E ora soltanto questa mezza voglia di smetterla di avere voglia.
In spiaggia si stava proprio bene, non conoscevo nessuno e non avevo molto da dire. Così sorridevo, sorseggiavo mojito, sceglievo una canzone a turno con la ragazza dietro al mixer. Ci eravamo presentati mezz'ora prima, ci guardavamo intorno.
A un certo punto, lei mette una canzone dei Milky Wimpshake che una volta sapevo a memoria e che riconosco subito. Mi stupisco non poco, sono un tipo emotivo. Una ragazza così giovane che suona questi sfigatissimi inglesi, indiepop e anarchici, per di più lì al mare, è quasi uno di quei momenti la cui impercettibile perfezione mi leva la parola.
Le chiedo come li conosca, e lei mi risponde "ce li ho in un cd misto che mi ha fatto un mio amico". Si volta e mi mostra una copertina colorata da stampante a getto d'inchiostro, la foto arancione di un'ombra allungata su una spiaggia tra ombrelloni chiusi. Scorro la lista dei titoli in Arial. La riconosco in un attimo. Le restituisco il cd e le dico che era una compilation scritta a quattro mani l'estate scorsa su polaroid, e anche la copertina in un certo senso è simile al retro dell'originale. Il mio sorriso si fa appena più sconcertato, dopo metto una canzone a caso, credo Belle & Sebastian per non sbagliare. E intanto mi rendo conto che ques'estate non ho nessun motivo per fare un altro cd da solo, e un po' mi dispiace.

«When do you ever get to see
The inside of a summer
How do you know that this would never work?
»
(*)

venerdì 4 agosto 2006

Affittasi ubiquità
In mia assenza

Non so proprio chi sarà ancora qui a leggere queste righe. Presumo che la balotta sia quasi tutta già dalle parti di Urbino o in Riviera.
Arenato sulla pianura resta un arcipelago di appuntamenti sparpagliati, notizie frammentarie, strade deserte di notte. Noi naufraghi vaghiamo da un bancone all'altro, in fondo contenti di questo smarrimento, di questo momento di fresco e di trovarci senza più alcun calendario che non sia uno Spelschemat...

In città mi pare resista quasi solo Vicolo Bolognetti, con gli Elton Junk in concerto, che dal vivo "portano alle estreme conseguenze la confusione morale del rock degli anni Novanta"...

Al Coccobello di Carpi (MO) inaugura questa sera la rassegna The Beep Sound of The Moon, curata dai Giardini di Mirò. Prima data con i live set di Pillow e Populous e con lo stesso Corrado Nuccini a mettere dischi.

In Romagna, all'Arena La Palma di Modigliana (FC) proseguono i concerti di Strade Blu: stasera è la volta del progetto Arizona Amp And Alternator, ovvero Howe Gelb con i rinnovati Giant Sand, Isobel Campbell, Ian McCulloch e Robyn Hitchcock (questi i nomi annunciati).

A Modena, questa sera e domani lo Juta celebra il finale di stagione con due lunghi dj set in compagnia di Anais e Max di AntennaUno Rock Station. Il tutto a partire dall'ora dell'aperitivo, e i più bravi avranno anche la compilation estiva in regalo.

Infine, mi è capitato tra le mani un flyer con l'indicazione di un MTV Sunset Big Event stasera a Igea Marina, sulla spiaggia libera, con Zero 7 (live), Soulwax Nite Versions (live), 2ManyDjs (dj set) e altri. Il tutto gratis, a partire dalle 18,30.

Per il resto del weekend non so più nulla, segnali qualcosa nei commenti chi passa di qua, oppure affidatevi alla più affidabile Italy Gig List. Ci si vede a banco, e domani si chiude.
If I made a summer mixtape for you (2)
Appunti

 Pants Yell! «When you're lonely, lying in bed
and you're thinking about your work day
and the bills you've left unpaid.
The food ran out, you have nothing,
it's so dreadful,
but you once had me as your boy...»

Pants Yell! - You're feelings don't show



 The Stereo Inn «I walked out of my room
knowing that sun's not gonna shine
even though I seemed to lose
my pessimistic side
calling you and writing
does not make a sense at all
but it makes me feel alright
to talk to you on the phone...»

The Stereo Inn - Out of my room, into my life
(via Sad Pandas e gentilmente rammemorato.)

giovedì 3 agosto 2006

Rerun baby, rerun

In questa stagione, ogni palinsesto si abbandona al mare calmo delle repliche. E così, anche a me, pigro, è venuta voglia di mandare in onda un paio di recensioni scritte alcuni mesi fa per Losing Today, e che mi piace ricordare su queste pagine...


 Strip Squad - ' The Adventures of Strip Squad' Strip Squad, The Adventures of Strip Squad

In un certo senso, vorrei dire che gli Strip Squad sono il gruppo che in questo momento rappresenta e riassume al meglio l'intera rigogliosa scena indiepop svedese. Non solo per il loro divertito giocare le mosse del lo-fi, dell'elettronica di seconda mano, della dissimulazione di modelli alti (sono stati tirati in ballo perfino Belle & Sebastian e Postal Service). Quanto per il loro genuino e innocente condensare tutte le qualità e caratteristiche che in quella scena, forse in chi la vive ancora più che nelle singole band, si possono ritrovare. Gli Strip Squad sono il gruppo più licenzioso (non ho detto sconcio) e al tempo stesso più capace di adolescenziale malinconia che si possa immaginare. Tutto qui: l'urgenza ancora non aggressiva del sesso giovane, quei sorrisi che fanno togliere vestiti di corsa, e l'inaspettata scoperta che «A love so bright it gave suntans. Our love produced misery... unplanned». Tale intreccio viene filtrato da un'intelligenza e un'autoironia che tolgono il fiato: quanti potrebbero intitolare una canzone Unreliable Narrator senza risultare pedanti? È qualcosa che va al di là di formidabili ritornelli in cui si racconta di indie club dove chi ci piace non ci fila di striscio, o di telefonate in cui si spartiscono i ruoli di perversa ed esperto. Le canzoni del quintetto di Malmö sono polaroid infilate nella cornice di uno specchio dove, dopo tutti questi anni, cerchiamo ancora il nostro sguardo.

A proposito: sembra che una nota etichetta italiana abbia contattato i nostri amati Strip Squad. Vedremo nei prossimi mesi come evolveranno le cose. Intanto l'8 agosto la banda di Malmö pubblicherà sul proprio sito una canzone inedita, la prima dopo questo strepitoso album. E un paio di giorni dopo, finalmente, li vedrò sul palco di Emmaboda. E l'estate, allora, avrà un senso.

Perché ieri sera, mentre fuori cadeva una pioggia sottile che non rinfrescava e io ritornavo sull'ultimo disco dei Television Personalities, mi sono reso conto che nella mia testa ogni idea di stagione, riconoscibile e separata dalle altre, ogni tentativo di pensare gli anni in successione, dentro, a poco a poco si sta squagliando.


 Television Personalities - 'My Dark Places' Television Personalities, My Dark Places

There's No Beautiful Way To Say Goodbye: questo disco è tutto nelle parole della canzone che lo chiude. L'album che, dopo circa un decennio, segna il ritorno di Daniel Treacy e dei suoi Television Personalities, da sempre annoverati tra i padri di quello che poi venne chiamato indiepop. Pubblicato un po' a sorpresa dalla prestigiosa Domino, My Dark Places mette un certo disagio all'ascoltatore. Anche chi non conosce le tribolazioni della biografia di Treacy, anche chi non prova alcuna commozione a sentirlo cantare Sick Again, anche chi non percepisce la forzata finzione di giostre e filastrocche come They'll Have To Catch Us First o della title track, anche chi non coglie i rimandi al nume di Syd Barrett nell'allucinante e indecifrabile singolo All The Young Children On Crack o nella penosa parata di Ex-Girlfriend Club, di fronte a una tale mostra di disarmante sincerità - che non si fa mai arrendevolezza - non può che rimanere scosso. Ma è in certe nude ballate che oggi i TV Personalities mostrano di essere ancora grandi e ancora grandiosamente fragili: Dream The Sweetest Dreams, I Hope You're Happy Now oppure No More I Hate Yous, nel caso di Dan Treacy vanno oltre il fatto di essere opere di un cantante, e come tali passibili di essere giudicate. Sono un addio, il nostro.

mercoledì 2 agosto 2006

If I made a summer mixtape for you
Appunti

 CATS ON FIRE - 'Draw In The Reins' - Ma si potrà, a trent'anni suonati (uhm, quasi trentadue), restare ancora sdraiati sul letto ad ascoltare una canzone che sembra una ghost track di Hatful Of Hollow e che nel ritornello si lamenta "You know, I just can't get along with myself"?
Dire che i finlandesi Cats On Fire sono soltanto un'eco di quel che Morrissey & Marr facevano vent'anni fa è però abbastanza severo e riduttivo, Indiepop.it ve lo spiega meglio. A me lasciate solo rimettere dall'inizio questo meraviglioso ep e gorgheggiare ancora un po'.

>>> mp3: Higher Grounds


 The Little Ones - 'Sing Song EP' - Un po' Spinto Band, un po' Clap Your Hands Say Yeah, tanto per semplificare, The Little Ones sono un quintetto di Los Angeles all'esordio con un ep autoprodotto, che vede la collaborazione di David Newton dei Mighty Lemon Drops, fatto che dovrebbe già dire abbastanza.
Un altro paragone facile è quello con gli Shins, suggerito anche dalla grafica di copertina, opera del medesimo Jesse Ladoux.
A volte più countryeggianti, altrove più propensi a un moderato power pop bello pieno di coretti e battimani, per darsi una regolata i Little Ones hanno stabilito che "a song was deemed appropriate if, and only if, each of the Little Ones' feet could shuffle". Il mio è d'accordo.
E questa canzone è semplicemente la Oh Mandy del 2006:

>>> mp3: Lovers Who Uncover

martedì 1 agosto 2006

Papa was a standing stone

Io, qualche pomeriggio fa, sul green di New Haven, dopo due o tre tocchi di palla e corsette e passaggi ero morto. Morto.

Qualche sera dopo, sullo stesso green, i Temptations spaccavano il culo.

"This is real music. You listen to this, go home and grab your lady."
Ehi voi, sulle spiagge: fate il vortice!

 Busta ft. AIH - Whirlwind Touch (Erik Devereux did-it)
Architecture In Helsinki Do The Whirlwind
+
Busta Rhymes Touch It.


Si trova qui, l'ha fatta lui.
Affittasi ubiquità
Con autista

L'Hana-bi di Marina di Ravenna dovrebbe stipulare una convenzione con qualche importante gestore petrolifero, oppure far allungare da Cofferati la linea della futura metropolitana felsinea fino alla costa della Spiaggia 72.
Ormai tutte le sere bisogna spostarsi dal torrido capoluogo fino alla località vacanziera (degli altri) per i soliti imperdibili concerti (come sempre gratuiti).
Questa sera arriveranno gli americanissimi Swearing At Motorists a presentare il loro nuovo album Last Night Becomes This Morning.
Domani invece è la volta dei Calla, acclamata formazione newyorkese capitanata dal manzissimo Aurelio Valle, reduce da un fragoroso successo al festival di Benicassim lo scorso weekend.
Chiacchiere da ombrellone lasciano intendere che questa sera i Calla e il duo di Dayton potrebbero anche regalare la jam session tutti assieme sul palco.