martedì 28 febbraio 2006

But man I loved, Yeah I loved, When I loved, It was love
Or at least the closest I've got

Noi femmine abbiamo un debole per il suono che fa l'armonica. Abbiamo avuto occhi solo per Terence, anche se era bruno. L'armonica svalutò i biondi nella pre-adolescenza sonnecchiante come il kazoo fece coi giovani, avevamo vent'anni, e vagheggiammo alberghi, telefoni e piazze. Quelle asole di respiro attraverso scatole di latta, bucherellano all'inizio, in mezzo, alla fine delle canzoni, il nostro cuore, scoprendoci sempre vergognosamente sentimentali. Occhi stellati, Candy, Mary, Sandy, balliamo Roy Orbison su verande estive in the lonely cool before dawn.
Noi femmine abbiamo un debole per i cantautori, quelli che hanno la voce che trema, la salute cagionevole, always tired and charms are hired from out of their eyes, quelli che cantano viaggi- strade-redenzione inchiodati alla chitarra, alle loro camere disordinate, occhi bassi, capelli sulla faccia, strade per le stelle, per la prossima insegna luminosa, nowhere fast. We are nowhere and it's now, infatti, dopo una ventina di anni.
E così l'armonica promette sempre chitarre gently weeping, è la musica della porta accanto e avresti potuto mancarmi di più.
A quest'epoca, l'anno scorso, Bright Eyes faceva tutto questo per noi convalescenti, jet-legged e insonni e forava le copertine per aver ascoltato, decantato, stampato in quel color sepia che dona agli incarnati pallidi, così facile, senza pudore, tutto il nostro povero immaginario da rivista femminile. La Saddle Creek siglava l'autorizzazione ad accettare le voci rotte, a visionare tramonti, a scegliere il voluttuoso al tragico senza sensi di colpa, notti wide awake, lenzuola stese, vecchie auto su strade di cui non si vede la fine. Una gioia per occhi e orecchie di chi, seppure vagamente, sia stato mai incline al paesaggistico, pastorale o più indistintamente, senza vergogna, alla pittura di genere.
Ad un anno di distanza, altre autorità ci disimpegnano e legittimano nuovi struggimenti invernali, altre coste occidentali, altre armoniche (Rocky Votolato, "Tinfoil hats", courtesy of Barsuk) altri sussurri (The Elected, "Desiree", courtesy of Subpop). Nell'inverno del 2006 c'è ancora chi canta: "we had some love and some hope a tank full of gas and a wide open road"? Sì, e grazie al cielo.
C'è chi dice si tratti di esercizi di stile ad opera di chi ha imparato fin troppo bene la lezione folk e può fingerla e plastificarla adesso, come i desideri a Las Vegas (sic), eccentrico, eretico e iconoclasta, ben venga, noi faremo finta di essere avvedute e condiscendenti e, liberate dall'impiccio intellettuale, potremmo abbandonarci alle armoniche, ai sussurri, alle voci in bilico. Che poi si sa, l'abbandonarsi mantiene anche giovani. Love is the only answer. Pare troppo semplice?

lunedì 27 febbraio 2006

Thank Blog It's Monday

Tre cover per sorridere nonostante il tetro lunedì.
Kalle J - Maple Leaves (Jens Lekman)
Of Montreal - Where Eagles Dare (Misfits)
Sugababes - I Bet You Look Good On The Dancefloor (Arctic Monkeys)

sabato 25 febbraio 2006

Here's Derelict Carillon

"Noi facciamo indiepop": si è semplicemente presentato così Andrea, e in fondo non è cosa tanto comune sentirselo dire in italiano, quanto meno con un po' di senso.
Poi scopri che il suo gruppo, i Derelict Carillon, ha appena registrato un demo e proviene da Lecce e allora ti viene voglia di chiedergli se magari non è un po' complicato proporre certe cose fuori dalle abituali scene.
Ti risponde che in effetti è dura, però il mese prossimo, il 25 marzo, suoneranno in un locale che si chiama "I Sotterranei" a Copertino, un paese a quindici chilometri da Lecce.
Tu lo incalzi, raccontandogli che sabato scorso, al concerto degli Arab Strap qui a Bologna, avevi incontrato Alessandro della Best Kept Secret ed eravate finiti a parlare proprio di loro, entrambi parecchio entusiasti.
Ma altre notizie non riesci a strappargliele. E in fondo poco importa, perché sul loro myspace scrivono tutto quel serve sapere: "Three guys. Melodies and words. Music says what should be said. Here's Derelict Carillon".
E poi piazzano lì da scaricare due canzoni irresistibili e beatlesiane: Gift From Paris e You Aren't You Won't. Sono indeciso su quale delle due mettere in scaletta per il prossimo Losing My Badge, ma di sicuro i Derelict Carillon ci saranno.
Chi è Pablo?

La voce si sparge e noi siamo felici. Zonda ha realizzato una bella intervista con Billie The Vision & The Dancers.
Intanto la band svedese è appena rientrata dalla sua seconda puntata in terra londinese e sta per tornarci in occasione del prossimo appuntamento di Tack!Tack!Tack!.
We Are The Sleepyheads

 Belle And Sebastian - 'The Life Pursuit' Tra il risveglio di soprassalto nella sala d'attesa con voce inglese che avvisa il volo, e la serata a tu per tu con un noto distillato del Tennessee negli studi deserti della radio (purtroppo per voi, i microfoni erano aperti), una consistente parte di quel che rimane del mio cervello ha continuato a ripetere in modalità casuale frammenti dell'ultimo disco dei Belle And Sebastian.
Schegge di versi tradotti a orecchio, melodie appena accennate, giri e giri di chitarra, selezionati passaggi della sezione ritmica. Tutto andava e veniva, senza posa, mentre io saltavo sulle coincidenze, canticchiavo inconsapevole con la cravatta allentata e altri, forse, sapevano quello che facevano.

Sono stato poi messo al corrente che quella che credevo una modalità casuale era in realtà un sofisticato algoritmo che stava procedendo ad analizzare l'intero album The Life Pursuit alla ricerca di qualcosa che assomigliasse a un punto debole, un momento di noia, un cedimento nelle fondamenta del monumento allo stile che la banda scozzese va erigendo da ormai un decennio.

Nel frattempo, fonti esterne provvedevano a informare di altre parallele ricerche, pervenute a conclusioni quali: "bello sì ma mi aspettavo di più", o "una volta erano diversi" o anche "vacuo in maniera assoluta e spiazzante".
Amici, mi conoscete, non amo la polemica, ma [FERMA OPINIONE n.1] The Life Pursuit non ha nulla da invidiare a Tigermilk (lo sto riascoltando proprio ora), tranne forse quel figlio abbandonato che è Electronic Reinassance.
Quanto alla trattazione degli altri due album considerati sacri, If You're Feeling Sinister e The Boy With The Arab Strap, passerei direttamente alla [FERMA OPINIONE n.2]: Belle And Sebastian hanno raggiunto quello che non mi dispiace chiamare uno status per il quale ogni volta che danno alla luce un disco nuovo, questo non va più inquadrato e catalogato all'interno della loro discografia, ma si tratta di capire quale posto va a prendere quel disco nella nostra vita.

Voglio dire, considerare una classica canzone à la B&S come Another Sunny Day solo per il suo essere fatta di musica e parole non è riduttivo: è offensivo. Limitarsi a registrare le assonanze Motown di To Be Myself Completely o Funny Little Frog significa mutilarsi del senso dell'udito. Tanto quanto nascondersi sotto l'etichetta del glam rock parlando di White Collar Boy o The Blues Are Still Blue.

Queste sono canzoni che ti chiedono: dove sei mentre ci ascolti? Come sta andando tutto quanto? Come cambiano il tuo sguardo e il tuo passo mentre dietro gli auricolari fai eco alle nostre parole di "ghost figures of past, present, future haunting the heart"?
Un attimo fa stavi ballando We Are The Sleepyheads e ora all'improvviso ecco che "the beauty of the moment is the beauty sadly lost". Dannazione, ancora.

Ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati? Non si può dire fossi nemmeno un kid. Del resto, era già tardi per restarci secco come a quindici anni con gli Smiths, ma non era così tardi per non capire che avevi a che fare con un gruppo-mondo al pari di quello.
Perché in questo disco "kid" è nel senso che spiega Stuart Murdoch, nel meraviglioso booklet a forma di libro: "in a seventies New York punky sense of anyone who is 'from around' and who does anything that could be considered bold and beautiful".

E se sei curioso e perdi abbastanza tempo, questa cosa del punk la senti ritornare almeno un altro paio di volte dentro The Life Pursuit. Prima con una citazione/tributo ai TV Personalities in The Blues Are Still Blue, e poi nell'ultima strofa dell'ultima canzone, Mornington Crescent, un commiato amaro e silenzioso come l'istante tra fine del pomeriggio e il crepuscolo, quando nell'ombra si percepisce più vicina la distanza di una storia che si conclude:
I was a joker, the wannabe punk that got lucky
Had a good time
Life became fruitless
Egotistic swine to all your friends
All the ladies and the men
The possibilities suggest themselves to me
We're a little too free
.

giovedì 23 febbraio 2006

In the loon

E poi ci sono milioni di mp3 di gruppi il cui scrosciare di chitarre alla Bowery Ballroom finisce per infrangersi contro i vetri delle nostre finestre, la cui luce verde dura il tempo di una trekking light che illumina l'acquario dei so t-shirt righteous, dei cultori delle musicassette, delle nostalgie prêt-à-porter, del così anni novanta, degli amici in tripla cifra che, manco a dirlo, stare piercingly dai nostri schermi: tutti occhi pittati, maglie a righe, calze a righe, buoni belli e naïves.
E me ne vado da internet, mi verrebbe da dire, se solo mai ci fossi stata per un secondo.
Non che non mi piaccia, ho una passione per la confusione, per l'horror vacui, adoro trovare cose diverse da quelle che stavo cercando. Se alle dieci di un mattino cominciato con una banale ricerca bibliografica sul sito dell'Università di Singapore, mi trovo a cantare "And when you rush, I'll call your name, like Harvard Square holds all inane, and don't you know I'll be your badger" alla macchinetta del caffè, senza avere la più pallida idea di cosa sto fischiettando, penso, bene, vivere è cominciare, sempre, lo diceva anche Cesare Pavese, tornerò a sedermi, riavvolgerò la matassa, ricomincerò da Singapore.
O era Omaha? Where have you been?
Succede così, succede spesso. Succede che tutti perderemo i nostri lavori e sarà peggio per chi poi non era part-time. You should not wake me a while.
Tapes 'n tapes sono di Minneapolis, (three men, tapes, 'n, and tapes) e stanno in mezzo a tutto questo, a Singapore, agli amici, alle cassette, ai lavori che perderemo.
"The Loon", il loro disco di esordio, è uscito nel 2005 (Ibid records) carico di nostalgia del 2005. Da non credersi (we all shall know their velocity...) eh? "The Loon", nonostante tutti i presupposti per rendersi odioso, o quantomeno fintamente blasé, è invece abbastanza stupefacente (lo dico quasi indispettita). Suonato con le pentole e i coperchi, tiene sotto pressione molte delle cose migliori dell'ultima manciata di anni, da Conor Oberst a Arcade fire (ma va?) a Wolf Parade e, aprendo la valvola qui e là, si impreziosisce di fischi fragorosi per davvero (il finale di Manitoba e 10 Gallon Ascots) salvo poi tornare, indecente, al saccheggio più brutale (che male c'è in fondo) delle nostre lacrime di Alligator sparse giusto un attimo fa.
I Pixies, in questo contesto, suonano forse un poco obsoleti (no, dovete ribatter voi: i dinosauri sono obsoleti!), ma "Come on pilgrim", via, non lo dimentica nessuno, figuriamoci i Tapes 'n tapes.

Dal loro sito si possono scaricare le tracce più smorfiose: Insistor, Cowbell e Omaha, che consiglio.
Il disco però costa pochissimo (booklet con i testi!), ed è una buona terapia per nostalgici del duemilacinque.

mercoledì 22 febbraio 2006

 Clap Your Hands Say Yeah live in Bologna
Non dovrei essere qui a dirlo, e non sono la persona più obiettiva per farlo, ma sappiate che hanno spaccato, dal vivo ancora più che su disco. Che felicità.

martedì 21 febbraio 2006

Clap Your Hands Say Bologna

... Il 2005 è stato un anno particolarmente intenso per voi. Dove eravate dodici mesi fa? «Ne parlavo proprio poco fa con Sean: eravamo a New York, a preparare il nostro live. Facevamo un paio di concerti al mese in città e passavamo i weekend a fare prove. Era una vita molto più tranquilla ma eravamo abbastanza ottimisti sin dall'inizio. Tutto è cresciuto molto gradualmente. Avevamo chi ci dava una mano: il nostro promoter allora curava la programmazione del club Pianos, e lì tenevamo una specie di residency. Una sera Jasper scrisse su un cartello "2005 is gonna be huge for you guys", e noi ci siamo chiesti di cosa diavolo stesse parlando»...

Come sappiamo tutti, quella previsione si rivelò poi la più azzeccata dell'anno, e oggi è tempo di verificarlo in prima persona.
La piccola anticipazione qui sopra viene dal prossimo numero di Losing Today, a giorni in edicola, ed è giusto per ricordarvi che stasera saliranno sul palco dell'Estragon i Clap Your Hands Say Yeah per il loro primo concerto italiano.
Impensabile disertare.


[Con questo il sottoscritto si congeda per qualche giorno. Se qualcuno legge polaroid da Madrid (?) magari ci si vede lì. Qui lascio tutto in mano a La Laura, so che ne sta preparando delle belle.]
Match Point

Febbraio duemilasei, un campo da tennis in terra rossa al Quartiere Barca di Bologna.
Si infila una maglietta Emporio Armani comprata da suo fratello nel millenovecentonovantuno.
Di fronte ha uno dei rappresentanti di una delle più interessanti etichette indipendenti italiane, nonché socio di quello che considera il più importante rock club di casa nostra. Indossa un completo Sergio Tacchini.
Squilla il cellulare.
Display: Alberto Campo. Uno dei maggiori giornalisti musicali italiani, quello che per un certo periodo della sua vita ha considerato IL migliore.
"Senti, siamo qui in riunione a Rumore, ci chiedevamo: è mai stato recensito il cd delle Organ?"
"No".
"Ma è figo, vero? Perchè non ne abbiamo mai parlato?"
"Beh, sì è figo, però quando l'ho avuto per le mani secondo me era già uscito da troppo tempo per proporlo, e allora ho lasciato perdere".
"E allora lo recuperiamo adesso, merita. Senti Prevignano che le intervista, e tu fai una recensione lunga".

Riattacca. Lascia il cellulare e riprende la racchetta. In quel momento gli si allarga un sorriso. Quasi ebete.
Tanto che nel primo gioco della partita va sotto 40 a 15, e sta per perderlo.
Sta pensando: guarda, è come se nel settembre del millenovecentottantuno, mentre giocavo a Subbuteo con Oderso Rubini mi fosse arrivata una telefonata di Red Ronnie in cerca di notizie su, che so, i Virgin Prunes.
Bello.
Sta pensando ai cerchi che si chiudono, ancora una volta.
Sta pensando a fare surf sulla cresta di una sua personalissima enorme onda che non accenna a scendere.
Sta pensando ai ragazzi di "Un Mercoledì Da Leoni".
Chiude la partita vincendo sei a uno.

lunedì 20 febbraio 2006

Tender Forever
I'm looking for the soft and the hardcore

 Tender Forever

Ci tiriamo le lenzuola sopra la testa e restiamo a guardarci da vicino. C'è questa luce anche qui sotto, e la vedo brillare riflessa nei tuoi occhi. E questa è esattamente la luce che c'è nel disco di Tender Forever.
Hey, what's going on?
Sento i nostri respiri e sento anche il suono della pelle che si sfiora. E questo è esattamente il suono che c'è nel disco di Tender Forever.
It's so hot, damn hot.

Siamo in tour in Texas o da qualche altra parte e ti ho chiesto di sposarmi. Mi batte il cuore e batto le mani. Un click fa partire questa piccola tastiera giocattolo tenuta insieme con il nastro adesivo, e i cavi del computer ci avvolgono confusi con le corde della chitarra. Il filo più lungo di tutti è quello di un telefono da dove ti arriva la mia voce, volevo augurarti Buon Compleanno, non sarò alla tua festa ma non importa, ci sono magliette da togliere subito e acqua che scotta e che scorre addosso, le notti insonni delle nostre gambe confuse, questo è il nostro ballo, e tutte le nostre parole non sanno descrivere la magia delle stelle che si stanno scontrando.

Melanie Valera è una ragazza francese che ha da poco pubblicato il suo album di debutto sulla storica etichetta di Olympia K Records. The Soft And The Hardcore ha richiamato alla mente di chi ne ha scritto Bright Eyes, Patrick Wolf, Annie, i Postal Service e la sua labelmate Blow.
Più di tutto, però, trovo che The Soft And The Hardcore, con le sue canzoni che fanno salire il caldo alle guance, suoni come una compiuta e totale dichiarazione d'amore.
Ho avuto la fortuna di poterle rivolgere qualche domanda e ho scoperto che la stessa Melanie la pensa così.

venerdì 17 febbraio 2006

You Have Killed Me



Il nuovo video di Morrissey (grazie a Interflug)

Così viene presentato il video sulla message board Morrisey-solo (dove se ne discute ampiamente):
«The brand new video for the single You Have Killed Me features Morrissey as an entrant in the 1970 Eurovision Contest. Along with vintage clothing, the video was filmed with 1970s analogue video cameras. Director Bucky Fukumoto is responsible for a number of Morrissey's infamous videos, including Irish Blood, English Heart and I Have Forgiven Jesus».
Affittasi ubiquità
Ma con calma

A Bologna è un altro weekend dall'agenda affollatissima (e non è ancora niente), la lista delle cose da fare si allunga ma, per paradosso, qui si prende tutto con sempre maggiore calma.
Questa sera al Covo arrivano gli attesissimi Piano Magic, band britannica dalle sonorità oscure e affascinanti, sulla breccia ormai da un decennio, e che già la scorsa estate aveva emozionato la città. Shoegazers e sognatori non potranno mancare. A seguire, nel Gate1 la selezione dell'Uomo dell'Anno insieme a Jonathan Clancy, mentre il Gate3 sarà nelle sicure mani di Kozmik e Y:DK.
Alternativa decisamente più fragorosa all'Estragon, con Cave In e Pelican dagli Stati Uniti. Per questi ultimi, non saprei trovare parole migliori di quelle scritte da FedeMC sul forum di Radio Città del Capo: "questi quattro squilibrati suonano come una sorta di Mogwai senza alcun freno inibitore e votati finalmente a un prog metal tronfio ed epico. Se venerdì sera volete spostare con la mente nuovole cariche di lampi e tuoni e fare le corna metal con mani, sapete dove andare".
Anche a Villa Serena non mancano le proposte interessanti: arrivano infatti da Milano i Fine Before You Came a presentare il nuovo album omonimo (cd + dvd) appena pubblicato da I Dischi Dell'amico Immaginario e Black Candy Records, e distribuito da Audioglobe. Ad aprire la serata, i bolognesi Phidge.
Al Cassero si va decisamente su altre danze, con Tarta Selva Negra Live - Women Gothic Lounge Session - djset by Aracne dj, mentre sul palco del Link sale il veterano Shinehead a proporre il suo mix di Jamaican dancehall e moderno R&B e Hip-Hop.
Fuori Bologna segnalo i Quintorigo al Vox di Nontantola (MO).

Anche domani, sabato 18, pare una giornata in cui sarebbe necessario farsi in quattro. L'appuntamento principale, per quanto mi riguarda, sarà quello dell'Estragon, che vedrà gli scozzesi Arab Strap a presentare il loro ultimo magnifico album The Last Romance. La serata poi sarà arricchita da due ottimi supporter: i romagnoli Satellite Inn, per i quali abbiamo sempre avuto un debole, e il nostro amato Bob Corn. Il quale, senza dire quasi niente, ha appena pubblicato il nuovo album Songs From The Spiders House e domani sera io corro a comprarmelo.
Serata di tutt'altro genere quella del Link, ma altrettanto ricca di ospiti: A night of Mantra breaks in cui la farà da padrona la nota label bolognese, con Santos, Madox aka Stefano Miele, Tayo, Maver, e nella upstairs room il local hero PeeDoo, E-the-Hot e la Drum & bass Arena.
A Villa Serena doppietta ad alto tasso di adrenalina con Testadeporcu (duo basso-batteria con Diego D'Agata, bassista dei "congelati" Splatterpink, e Claudio Trotta, già batterista per Deus Ex Machina, Orchestra Spaziale, Ella Guru) insieme a Trabant Mobile.
Al Cassero per la serata High Qwality House arriva DRAMA SOCIETY (Luca Baldini e Sergio Ricciardone) e special guest da Berlino M.I.A. (ma è proprio quella?).
All'XM24 c'è la festa di autofinanziamento di Onde Bastarde - Autoproduzioni Indipendenti, con UNITA' di CRISI: C.U.B.A Cabbal - Lou X - Lele Prox a proporre hip hop drum'n'bass dal basso + i Porci feat. Bull Shit Willie.
Poi non so, i Negramaro al Paladozza li vogliamo segnalare? Tanto è sold out, ci credi?
Per chi si muove dalla città non mancano le alternative: al Bronson di Ravenna sono in concerto gli Edwood (indie rock à la Notwist) e a seguire le ormai storiche Indie Electro Sessions.
Sempre dalle parti di Ravenna, al Centro Sociale Spartaco, serata d'avanguardia con le sperimentazioni elettroniche di Punck e a seguire gli OVO (progetto di Bruno Dorella - Bachi da Pietra, Ronin, Wolfango... - insieme a Stefania Pedrelli - Allun, Alos).
Infine, sulla costa ovest della pianura, al Calamita di Cavriago (RE) arrivano gli Ardecore, il progetto degli Zu insieme a Geoff Farina (che però non ho capito se ci sarà) e a Giampaolo Felici, i quali propongono brani della tradizione popolare romana rivisti in chiave folk blues.

Di sicuro dimentico qualcosa, se volete segnalate con garbo nei commenti, ricordate che per tutto il resto c'è la Italy Gig List e, come al solito, ci si vede a banco.
Hi, I'm your market target

1)
 The Arrogants - 'You've Always Known When Best To Say Goodbye' Qualcuno avrà notato in giro per i blog un insolito proliferare di link e post dedicati agli Arrogants, gruppo californiano noto probabilmente solo agli appassionati della piccola etichetta Shelflife.
Qualcuno, inoltre, avrà ricevuto come me una simpatica e cordiale e-mail da Jana, la cantante del gruppo, la quale informava dell'uscita del nuovo album You've Always Known When Best To Say Goodbye, invitando a scaricare alcune canzoni dal sito della band. Tra l'altro, andando sulla pagina del download, si scopriva che era possibile scaricare (e per intero) anche i vecchi ep e singoli, fuori catalogo da tempo.
Così mi sono incuriosito e le ho risposto chiedendo come avesse fatto a recuperare un indirizzario così ben mirato di una "scena" tanto lontana, e se la cosa fosse stata studiata. Questo è quello che mi ha scritto:

«Internet, internet, internet. We knew that if we wanted to get word out about our album, we would have to go the best sources. The indieblog scene is huge all over the world. We just searched FOREVER and pulled together a list of all the music blogs that we could find that we thought might interested in our music and sent them basically what we sent you. There's power in numbers and we just wanted to try and practice a little guerilla advertising. We'll see how it goes! So far the response has been really good».
Nessuna sorpresa, quindi. Blog marketing dal basso, visto che pare tanto funzionare oggi, ma fatto ancora molto spontaneamente (come raccontano anche in questa bella intervista).
Del resto, un po' di attenzione se la meritano: gli Arrogants sono in giro da una vita, il nuovo album (pubblicato da Tweekitten) da quanto ho sentito è assolutamente gradevole, costa pochissimo e arriva insieme a un dvd documentario sulla band e le sessioni di registrazione. Trovate una bella recensione chez Daniele.

2)
 Numero 6 Stessa strategia di word of mouth via blog pare siano intenzionati a seguire anche i Numero 6, gruppo italiano erede di quei lontani Laghisecchi, il cui inno Capestro ("è un finto rock... comincia tu, bimba...") ci aveva rallegrato assai sul finire degli Anni Novanta.
Leggo che nel frattempo, con il nuovo nome, avevano pubblicato un album prodotto insieme a Giulio Favero ed erano passati parecchio a TRL su Mtv nel 2004. Vedi cosa succede a non guardare la televisione. Ti perdi la tua adolescenza che torna a trovarti vestita per bene.
Comunque il prossimo aprile i Numero 6 faranno uscire un nuovo disco, intitolato Dovessi mai svegliarmi e pubblicato da Eclectic Circus/V2. Sul sito ufficiale si può già ascoltare in streaming Le parole giuste, il primo singolo.
Espressamente per i blog, però, (grazie alla collaborazione di Enver) la band ligure mette a disposizione anche Verso casa, traccia in cui appare evidente che, accanto all'immutato amore per l'indie dei bei tempi, sono più accese le influenze elettroniche, e dove l'ironia delle parole graffia con amara intelligenza. Restiamo in attesa del nuovo album.

giovedì 16 febbraio 2006

Sex & The Village

Probabilmente a New York la temperatura è più alta di qui, oppure nella redazione del Village Voice cominciano a sentire la primavera con un po' di anticipo. Nella newsletter di questa settimana, infatti, si leggono titoli come:

The Gay-Porn Sensation with a Vagina!
The Perfect Place for an After-Work Rendezvous
Butter Piping and Nipple Flowers
Great for a Date; Intimate Bars; Lingerie
B---f---ed by a White Man!
Big Bucks for Pain Sluts
Inside the kinky world of professional submissives
Scandalous Gay Parties Disturb Club Owners
Sex With Mom; Wank With Pal
A stellar Topographer in an introspective, foxy mood

Nella più tradizionale ma sempre ricca sezione musica, si segnalano invece il lungo e interessante articolo dedicato alle rockstar che si improvvisano DJ ("wearing a T-shirt that said No Beatmatching"), e una acuta recensione dei Sigur Ros dal vivo.

mercoledì 15 febbraio 2006

Polaroids From The Web
Un po' di link per l'ora del tè

- «I met so many interesting child psychologists»: Jens Lekman intervistato da Pitchfork.

- Città del Capo Radio Metropolitana se sta ad allarga'. Adesso c'è pure il Forum.

- Dal sito della Labrador:
The Radio Dept., The worst taste in music, CD/Single - release date: March 15 , 2006
The Radio Dept., Pet grief, CD-LAB095 - release date: April 12, 2006

- «L'insensatezza di ogni fine. La voce incantata del bambino che si chiede cosa sia successo al gatto è un nastro che si attorciglia su se stesso. La sensatezza di ogni fine»: straordinario post di Max (non solo) sui Grandaddy, con un paio di canzoni nuove.

- Tilly & The Wall, Devics, Broken Social Scene, Clap Your Hands Say Yeah... ma quali indiesnob? Come racconta Inkiostro, siete su Mtv.it!

- i ragazzi della MarciaFutile, quelli delle rassegne cinematografiche all'XM24, hanno creato un blog. Restate aggiornati sulle loro proiezioni con www.lamarciafutile.splinder.com

- Il leggendario Everett True sta cercando un assistente nella zona di Brighton per la stesura del suo libro (che suppongo sarà quello definitivo) sui Nirvana.

- Recycled Music annuncia l'uscita della sua prima pubblicazione letteraria: il lavoro di esordio di Eudizio Liscialuna, Le Sperticate Avventure di Jack Klardaastian (e dei suoi conoscenti). Il libro è corredato da 13 canzoni che fanno da colonna sonora al romanzo.

martedì 14 febbraio 2006

La festa degli innamaurati

 Chris Brokaw Qui a Bologna gli innamorati della musica festeggiano il 14 febbraio allo Zò Caffè, con il concerto di Chris Brokaw organizzato all'interno della rassegna Murato.
Già fondatore dei Come insieme a Thalia Zedek, Chris Brokaw ha poi collaborato con artisti del calibro di Steve Wynn, Evan Dando, Mission of Burma, Willard Grant Conspiracy, Pullman e New Year. Nel 2002 ha esordito come solista, pubblicando ad oggi un paio di album e un ep. Nel 2005, sotto il moniker Chris Brokaw Rock Band, è uscito Incredible Love, registrato con Jeff Goddard (ex-Karate) al basso e Kevin Coultas (ex-Rodan) alla batteria.
Il suo territorio musicale si estendo dallo slow-core a un country lo-fi che sposa blues e punk, non di rado dalle tinte scure.
Questa sera Brokaw si esibirà in un set per chitarra e voce dall'intensità prevedibilmente epica, preceduto nel pomeriggio da un'anteprima radiofonica ospite di Su La Testa, con FedeMC ed Elisa Graci.
Ad aprire la serata del Murato saranno Ladyboy, duo proveniente da Berlino in costume da orso, dedito a un bislacco miscuglio di indiepo e folk condito di batterie minimali, synth, chitarra e armonica.
Prima e dopo i concerti, la selezione musicale sarà curata da Jonathan Clancy.
Ci si vede a banco, innamaurati più che mai.
Anacronista d'assalto

 Celestial Negli ultimi tempi, una delle critiche che sento rivolgere più spesso ai blog è che sarebbe solo spocchia tutto quell'esaltarsi per band misconosciute.
Non so se sia snobismo congenito, o perché altri dischi ritenuti "più importanti" (Strokes, Mark Lanegan & Isobel Campbell, Tiga, Cat Power...) in questo periodo li ascolto con rispetto ma mi dicono poco, però mi rendo conto che l'emozione della scoperta della musica, la sensazione fisica di risveglio che si prova quando ascoltiamo per la prima volta una canzone sconosciuta e che capiamo di conoscere da sempre, ultimamente mi arriva da luoghi che altri ritengono insignificanti.
Dovrei farmene una colpa? Io condivido, chi vuole raccolga.

Per esempio, nel 2006 i riferimenti musicali di una band come i Celestial farebbero sorridere molti: Field Mice, primi Jesus And Mary Chain, My Bloody Valentine, C86, Slowdive, Smiths, Cure...
Quando però si riesce a catturare uno spirito con tanta delicata precisione (e dedizione), quando si riesce a suonare così fuori (dal) tempo, io lascio cadere ogni obiezione di anacronismo, io mi incanto e mi faccio cullare da questo pop sognante.
Riverberi, corde tintinnanti, una voce a tratti persa e lontana, come Radio Dept. depurati dall'elettronica ma ad altrettanta bassa fedeltà.

I Celestial provengono da Örebro e sono il progetto di Andreas Hagman, occasionalmente aiutato alla batteria da H.R.
Sul loro myspace si descrivono come "qualcosa che procede in avanti a fatica, mano nella mano con il passato".
Hanno sinora realizzato due ep, scaricabili per intero dal sito dell'etichetta Lost Music Recordings, e almeno in due o tre di occasioni (Lake Como, Nothing Happens Twice, Dream On) centrano in pieno il bersaglio del mio cuore, non mancando di far muovere anche le gambe.

lunedì 13 febbraio 2006

Julie's Haircut live @ polaroid!

È partito con il botto il tour con cui i Julie's Haircut presenteranno dal vivo il nuovo album After Dark, My Sweet. Sabato sera al Covo è stata una bellissima festa. Se conoscete un po' queste pagine, sapete che non siamo molto abituati a parole come psichedelia o post rock, però ritrovare la band modenese così trasformata e in forma evidente, godere del grande divertimento che si percepiva sul palco, è stato proprio un bello spettacolo, cover dei Can compresa.

 Julie's Haircut live @ polaroid!
La sera prima Nicola, Luca e Scarfo sono stati nostri ospiti negli studi di Città del Capo Radio Metropolitana e, nonostante la confusione generale, grazie all'aiuto della Buddha Machine tutto è andato per il meglio.
Dopo molte insistenze e qualche bicchiere di vino, i ragazzi ci hanno anche regalato una versione unplugged di Afterdark davvero emozionante.

Julie's Haircut - Afterdark - acoustic live @ polaroid

sabato 11 febbraio 2006

La canzone dell'anno
(quella che in una strofa dice tutto)

«For the price of a cup of tea
you'd get a seven inches
soul black vinyl to stop your tears
you can use my stereo
you might be the village joke but
don't listen to the gossip of the other folks»

(Belle and Sebastian)

venerdì 10 febbraio 2006

Summer... It's Gone

Non avevo nessuna voglia di linkare queste canzoni, perché per i Grandaddy e il loro annunciato scioglimento abbiamo già detto e scritto parole a sufficienza, e poi perché i Grandaddy per me restano quelli di Summer Here Kids.
Oggi pomeriggio però mi sono ritrovato ad ascoltare un sacco di volte la canzone che dà il titolo a questo post, e allora mi pare giusto condividere.

"Summer it's gone and I don't know
Where everyone went or where I'll go
"

Hanno fatto la loro comparsa anche in rete le prime canzoni (e precisamente le tracce 2, 3 e 4) tratte da Just Like The Fambly Cat, album in uscita per V2 il prossimo 9 maggio. Dannazione, sono bellissime:

Jeez Louise
Summer... It's Gone
Oxygen / Aux Send

giovedì 9 febbraio 2006

Più tardi, al buio
e domani sera in radio, my sweet

 Julie's Haircut - 'After Dark, My Sweet' Qualcuno potrebbe sostenere, con un po' di malignità, che quando i Julie's Haircut suonavano cose più orientate al pop venivano apprezzati da un underground feticista, e ora che invece hanno realizzato un disco del tutto libero, personale, oscuro e non proprio facile, riscuotono consensi più ampi, anche da parte di una certa critica mainstream, mentre i duri&puri non sembrano apprezzare.
Da queste parti però non si è usi alle malignità, e perciò si rimette dall'inizio questo After Dark, My Sweet, quarto album della band modenese, e ci si applica all'ascolto. Anche perché quasi un'ora di musica distribuita su undici tracce richiede pazienza e dedizione.

Per prima cosa non mi sembra così vero come ho letto che la melodia sia stata abbandonata del tutto. Anche senza contare la trascinante Afterdark, la canzone che forse si avvicina di più al passato rock dei Julie's, in After Dark, My Sweet le melodie scivolano su tappeti sonori solo all'apparenza statici, si muovono di soppiatto, nell'ombra come in Death Machine, o tra nubi spesse, come in Ingrid Thulin, o lungo veloci autostrade tedesche, come in Satan Eats Seitan.
Noto di passaggio che le voci compaiono solo in quattro brani (più in Purple Jewel, in cui la voce di Laura è utilizzata quasi fosse uno degli altri strumenti) e questo può forse contribuire a un'immagine di "disco non facile", ma alla fine arriva Pistils e tutto si illumina di colori acidi accesi.

C'è poi la questione del modo in cui il disco è stato composto, con lunghe sessioni di improvvisazione e tagli e montaggi successivi, una tecnica cinematografica che si adatta bene alle musiche di Afater Dark, My Sweet (il cui titolo stesso rimanda a un film).
Siccome di cinema ne so ancora meno che di musica, mi fido di quello che racconta la band (che in questo processo si è avvalsa anche dell'aiuto di Sonic Boom).
Mi viene in mente però che in questo modo potrebbero esistere infinte versioni delle stesse canzoni, e forse l'apertura totale della musica era quello che cercavano i Julie's a questo punto del loro percorso.
E ascoltando il loro ultimo lavoro bisogna ammettere che l'hanno davvero trovata.

> bonus track: I Julie's Haircut saranno nostri ospiti domani sera in radio e ci sarà anche Arturo Compagnoni (trovate qui lo streaming e qui il podcast). Presenteremo assieme il nuovo disco, brinderemo, loro suoneranno qualcosa dal vivo e mi insegneranno i fondamenti della musica pischedelica.
Il favore sarà poi ricambiato sabato sera, quando Losing My Badge #5 avrà l'onore di seguire il loro concerto - release party di After Dark, My Sweet al Covo di Viale Zagabria 1, Bologna.
Broken Social Hearts

Durante il concerto di Milano dei Broken Social Scene mi sono arrivati sms che non riproduco per decenza. Pare non siano stati pochi i cuori spezzati dalla nuova cantante della band canadese. Mancava Emily Haines ma Lisa Lobsinger (già membro di Reverie Sound Revue) non l'ha fatta rimpiangere.

 Lisa Lobsinger
photo courtesy of dansays' flickr

Scopro solo ora che qualche mese fa ne parlava anche Gorilla VS Bear e se ne discuteva animatamente sul forum dei BSS.

update: un paio di foto anche dal nostro Low Noise, per il momento in "animazione sospesa".
Sing along part 3

Dopo il karaoke, di cui si era già parlato qui, gli Acid House Kings giocano ancora con le tracce del loro ultimo album, fatte apposta per il Sing along come recita il titolo, e danno alle stampe un ep di cinque canzoni tratte da quel disco ma cantate da altrettanti loro amici: Magnus Carlson (die Weeping Willows), Lasse Lindh (dei Tribeca), Suzette (Les Trés Bien Ensemble), Montt Mardie e Don Lennon.

martedì 7 febbraio 2006

Verso LMB#5

 Losing My Badge #5: Television Personalities tribute I due piccoli flyer molto fai da te per il quinto appuntamento di Losing My Badge sono un tributo a due band che ci sono molto care.
Questo mese infatti vede il rientro in pista dei Television Personalities (del loro My Dark Places diremo più avanti) e contemporaneamente il ritiro dalle scene dei Grandaddy. Ci è sembrato doveroso dichiarare il nostro amore a entrambi i gruppi.
L'appuntamento è per sabato 11 febbraio, come sempre al Gate 3 del Covo, dove Losing My Badge avrà l'onore di seguire il release party per il nuovo album di Julie's Haircut, After Dark, My Sweet.
Intanto sul sito abbiamo aggiornato le playlist, a breve anche un po' di rassegna stampa.
Disconnected

La voce girava da qualche tempo e ora ha avuto conferma ufficiale. Andrea Pomini ha lasciato i Disco Drive. La notizia arriva sia dal sito della band (dove si legge anche una lettera del diretto interessato) sia tramite una delle solite spumeggianti comunicazioni della Unhip Records:
con grande amarezza la unhip non può che prendere atto di una decisione che a quanto pare era diventata ineludibile [...] Inalterata la nostra stima e amicizia per Andrea col quale è stato un piacere percorrere questo pezzo di strada, certi di ritrovarci là dove pulsano i nuovi ritmi metropolitani, sorseggiando un Maurice. Inalterata anche la abnorme carica per i nuovi progetti che riguardano Disco Drive: il videoclip diretto da Nico Vascellari è pronto e già potete vederlo nel sito unhip in attesa che passi anche in tv. L'interpretazione del Pomini farebbe impallidire klaus kinski. Il nuovo ep dei Disco Drive è in fase di mixaggio e vi assicuro che è uno shrapnel di emozioni o più semplicemente, come piace dire a noi ggiovani, spakka i kuli. Uscirà in primavera quando Disco Drive andranno a zonzo per l'europa (tra l'altro le date italiane di febbraio e marzo sono state annullate). Nel frattempo incrociamo le dita affinchè il nuovo membro dei disco drive sia di sesso femminile, se siete delle tipe tope fatevi avanti. Immagino che col sound danzereccio e ricco di groova dei Disco Drive potrebbe arrivare una di quelle tipe che andarci in branda è un pò come andare sul tagadà.
Non dovrebbe mancare molto a conoscere il futuro assetto del gruppo torinese, anche in previsione del tour europeo sopracitato (date in compagnia di Deerhof), intanto faccio in bocca al lupo a tutti quanti.

In altre news legate all'etichetta bolognese, è stato anche ufficializzato l'ingresso in famiglia del nostro coraggioso Inkiostro come collaboratore per tutto ciò che riguarda il sito web. La squadra si rinforza in vista di un 2006 muuuraaato.

lunedì 6 febbraio 2006

Un regalo da Jens

  Jens Lekman - 'You Deserve Someone Better Than A Bum Like Me'  Un meraviglioso regalo da parte di Jens Lekman, che in questo principio di 2006 sembra aver ritrovato l'umore giusto: tre dei suoi ep realizzati in tirature limitatissime (tra cui anche quello del tour australiano, contenente la cover di La strada nel bosco) sono ora disponibili in download.
(grazie a Giacomo per la tempestiva segnalazione.)
"Dear Moz, Please Help Me"

Come successe già due anni fa, sento il fermento cominciare a crescere intorno alla prossima uscita discografica del nostro amato Morrissey.
Mentre per le solite vie p2p pare si trovi già il disco intero (ma stavolta non chiedete a me), Inkiostro segnala la copertina e la prima traccia circolata in Rete.
Inoltre, lo scorso weekend, grazie a questo blog canadese, ha fatto la sua comparsa anche Dear God, Please Help Me, traccia che vede gli arrangiamenti di Ennio Morricone e che, stando a rockol, è quella che parla più direttamente di Roma, città in cui è stato registrato l'intero album.
Infine, il Moz è l'unico artista britannico a comparire due volte nella "Top 50 Greatest British Tracks Ever" su Mojo di questo mese. Le due canzoni, per la cronaca, sono Panic e Everyday Is Like Sunday.

update: Colas anticipa alcune citazioni parecchio divertenti e insolite dai testi del disco.
Come cominciare bene la settimana

 I'm From Barcelona

We Are From Barcelona, il video.

domenica 5 febbraio 2006

Il primo mp3 non si scorda mai

In questi gorni ho un po' ripensato a come è cambiato questo piccolo blog in tutti i questi anni. Tra le altre cose, direi, è stato anche lo specchio di un certo rapporto con la musica mio e di chi (ancora ogni tanto) scrive qui sopra. Un modesto e parziale riflesso di quella specie di romanzo di formazione che ognuno si porta in testa e dove continuiamo a raccontarci tutto il tempo, cercando di vedere nessi.

Così mi è venuta voglia di andare a cercare quando avevo linkato un mp3 per la prima volta.
Oggi fanno quattro anni. Il 5 febbraio 2002 consigliavo con goffissime parole di ascoltare One with the freaks dei Notwist (l'album Neon Golden fu poi nostro disco dell'anno alla fine di quella stagione radiofonica).
Caso abbastanza raro, il link alla canzone è ancora attivo. Il consiglio è sempre valido.

venerdì 3 febbraio 2006

Why Couldn't Things Just Stay the Same?

Ha riaperto la Shelflife, o quanto meno la pagina web mostra qualche timido segno di vita.
Un trasloco (da Santa Barbara a San Dimas) e un restyling grafico all'insegna del minimalismo per la simpatica etichetta californiana, in questo principio di 2006.
Ne approfittano per mettere in download integrale e gratuito vecchi titoli del catalogo ormai da tempo sold-out. Si comincia con Why Couldn't Things Just Stay the Same?, raccolta che nel 1999 tirava le somme della discografia degli Autocollants, piccola band in cui militò anche la dolce Laura Watling.
Affittasi ubiquità
"I'm a celebrity, get me out of here" version?

Suppongo che almeno per qualche giorno dovrò fare finta che questo blog sia aggiornato ancora con una certa regolarità. Perciò è con voce impostata che mi accingo a segnalarvi alcuni interessanti appuntamenti del fine settimana da queste parti.

Al Covo di Viale Zagabria 1 questa sera tornano i Franklin Delano per un evento speciale. La band bolognese infatti si esibirà per la prima volta nella formazione a sei elementi, e presenterà un set composto quasi interamente da brani tratti dal nuovo album (prodotto da Brian Deck), di prossima pubblicazione per Ghost Records. A seguire, nel Gate1, avrò l'onore di mettere un po' di dischi insieme all'inderogabile monsieur Gandolfi.
Anche all'Estragon serata di indie rock made in Italy, con i veneti Northpole, protagonisti di un bell'esordio l'anno scorso con un album omonimo pubblicato da I Dischi Dell'Amico Immaginario. Ad aprire la serata i romagnoli Le Mele Agre, anche loro con un album uscito alla fine del 2005 su West Link/Ammonia/Edel.
All'Atlantide Occupato di Porta S.Stefano serata ad alto tasso di rumore con quattro concerti benefit "NO VAT!": This Bike Is A Pipe Bomb (USA), The Rituals (Vr), Forest Yell (Mi), Dormiveglia (Bo).
Al Livello 57, ho controllato bene, pare ci sia l'Uccio Aloisi Gruppu, definito "il Compay Segundo Italiano" e descritto come "il punto di congiunzione tra la tradizione più autentica e il movimento salentino degli ultimi anni".
Se siete in girà già all'ora dell'aperitivo, il nostro caro FedeMC renderà lode al dio del groove con un dj set al Sesto Senso.
Fuori città, infine, il principale appuntamento è senza dubbio quello al Velvet di Rimini, per la prima delle tre date italiane dei britannici Editors, dal tipico suono teso e cupo sulla scia di Interpol e new wave.

Domani sera, sabato 4 febbraio, al Covo doppio release party: tornano in pista i paladini del rock'n'roll più selvaggio, i CUT che presenteranno il nuovo album A Different Beat di prossima uscita su Homesleep. Ad aprire per loro, i local garage heroes The Tunas, che con I Want You Dead su Psych-Out Records, giungono finalmente all'atteso debutto su sette pollici.
Al Link invece serata hip-hop con ospiti internazionali: arriva da New York Ali Shaheed Muhammad (degli storici A Tribe Called Quest) e a supporto ci saranno Next One (Rock Steady Crew) e Dj Prd + Funkermesse Project.
Altro party "NO VAT!" all'Atlantide, questa volta con dj set pop porn trash food e IraQueers, organizzato da Antagonismogay.
All'XM24 serata BiggaReggaeNight (raccolta fondi per il progetto "Espera espera", ingresso 3 Neuri) con SoundDseaHills, RamazzASounD e rawdyLou&PedraG.
All'Estragon invece sono di scena suoni hard-rock con Markonee e Sex For Cash.
Per chi si muove da Bologna, al Bronson di Ravenna, c'è il live dei Sunday Morning (indie rock - ita) e a seguire le indie electro sessions garantite da vins chris len trinity blackandwhite. Il tutto a ingresso gratuito.
Un poco più in là, al Velvet si celebra una serata dedicata allo Slego, lo storico locale della riviera, con un lungo dj set a base di musica dal 1979 al 1999.
Invece sulla west coast della Via Emilia, per la precisione a Cavriago (Reggio Emilia), i Franklin Delano salgono sul palco del Calamita. A seguire, il nostro uomo alla Lomo, ovvero Lucio, curerà una danzereccia e imperdibile selezione indie rock.

Dimentico di sicuro qualcosa, ma ricordo che per tutto il resto c'è la Italy Gig List. Segnalate se volete nei commenti cosa manca, ci si vede a banco.

mercoledì 1 febbraio 2006

Yuppie Flu @ Murato
Psychedelic duo performance

Il sodalizio tra la cult label bolognese Unhip Records e l'orgoglio dell'indie rock tricolore Yuppie Flu è di antica data.
Un brano firmato dalla band anconetana, infatti, compariva già sul numero di catalogo 01 della sciabolatissima etichetta.
Questa sera, a distanza di quattro anni, il rapporto si rinsalda con quella che lo stesso patron Gandolfi ha definito "una intensitè ai limiti della omosessualità".

L'occasione del resto è unica: vedere Matteo Agostinelli e Gabbo plasmare alcuni degli episodi migliori della storia degli YF in versione duo, con chitarre elettriche, laptop e synth.
Il contesto non può che essere quello sempre più esclusivo e stylish della rassegna di concerti Murato, ospitata dallo Zò Caffè. Prima e dopo il live dj set di Miss Patchanka Elisa Graci, e questo pomeriggio proprio su Città del Capo Radio Metropolitana tra le 16 e le 17 gli Yuppie Flu proporranno un'anteprima radiofonica del concerto.
Pare che il claim della serata sia "Chi non viene è un ascolano".

update: trovate tre brani live @ Radio Città del Capo qui. Thanks to FedeMC.
Check mail with Tilly

>> in questi primi giorni orfani di Soulseek
>> mi accorgo di quanto tempo si recuperi
>> la sera. Veri e propri baratri di tranquillità,
>> serenamente sdraiato sul divano
>> sorseggiando coca light.
>> Proporrei una settimana al mese senza slsk,
>> ma poi basta che sennò si resta indietro.

< io mi sto dedicando a cose tipo
< montare tavolini da sette euro e novanta
< mentre RadioTre trasmette le celebrazioni
< per qualche centenario di Mozart
< e il video di Madonna senz'audio
< va perfettamente a tempo.

>> peraltro sto approfittando per riascoltare
>> roba vecchia. In realtà sono dischi che
>> devono ancora uscire ma che ho scaricato
>> da tanto di quel tempo (due-tre
>> settimane?) che mi sembrano vecchissimi.

< A me era capitato così con il nuovo
< Graham Coxon, davvero divertente,
< ti fa sentire ancora come un
< quattordicenne che ha scoperto
< per la prima volta i Sex Pistols

>> sì, vabbè, aggiungi anche i Buzzcocks

< hai ragione, ma lo sai, con quelli io
< non ci prendo mai. E poi ai Buzzcocks
< ci sono arrivato "da grande".

>> intanto io ho scoperto che il disco di
>> Tilly & The Wall è talmente bello
>> da rimanere basiti, lì sulla tangenziale
>> tra l'uscita 5 e la 4, direzione
>> Casalecchio di Reno. E se stamattina
>> il cielo è tanto più chiaro di quello a cui
>> siamo stati abituati negli ultimi mesi,
>> ecco immagini che un po' sia merito anche
>> di quelle canzoni, di quelle voci.
>> Il più svedese dei gruppi inglesi.

< hai visto il video di Reckless?
< Io me li immagino proprio così, a rincorrersi
< tutto il pomeriggio e restare senza fiato
< e poi piegarsi sulle ginocchia ridendo
< senza motivo, una felicità bambina
< e coloratissima

>> e la ragazza che fa tip tap invece
>> di suonare la batteria?

< è ormai certo: tip-tap is the new cow-bell.
< Comunque Pitchfork ogni tanto mi fa ancora
< ridere: "just a hair above the Langley Schools
< Music Project in terms of musicianship"

>> io ascoltandoli non avrei mai pensato
>> che fossero amici di Conor Oberst

< c'era da credere piuttosto che fossero
< i figli di qualche comune californiana
< e che suonassero ancora tutti assieme.

>> sì, i nipotini magari.
>> godiamoci questi giorni di sole,
>> finché dura.