lunedì 30 gennaio 2006

Footprints Through The Snow

Ant - 'Footprints through the snow' Mi dicono che l'Italia sia sommersa dalla neve. Qui a Bologna invece è stato solo un altro tetro lunedì. Io mi sento come in convalescenza ma ascolto il disco di Ant in cuffia mentre devo lavorare e tutto va un po' meglio. Penso che se là fuori qualcuno volesse lasciare qualche impronta sulla neve anche per me, mi farebbe un po' più felice.

Footprints Through The Snow è uscito la settimana scorsa per la nostra cara Homesleep, e lo stesso Ant (che poi, ricordiamo, è Anthony Harding, già batterista degli Hefner) racconta come sono andate le registrazioni dei brani.
Su Indiepop.it trovate una recensione molto bella scritta come al solito da Salvatore. Qui sotto invece ricopio le parole de La Laura, piccola anticipazione di quello che troverete nel prossimo numero di Losing Today.

«E se poi non dovesse più nevicare, possiamo sempre andare in Svezia. E ci dimentichiamo del nostro cuore in tanti piccoli pezzi. Guardiamo la neve cadere. Ascoltiamo il rumore della nostre passeggiate troppo lunghe. E tutto quel bianco abbacinante, i cottage rossi. Lucidiamo il parquet, per lei che sarà a casa presto. Notomizziamo i cristalli che abbiamo raccolto e abbiamo milioni di luci di Natale per il nostro cuore intermittente. E spostiamo le tende a guardare il riverbero dei nostri ricordi venirci addosso, abbagliarci e struggerci. Abbiamo le gerle per i funghi con le pigne, e bottoni e cappelli per i nostri ragazzini fatti di neve. E abbiamo forse ancora un posto verso cui correre. Dove fermarci alla fine: l'affanno che assale le guance.
E se poi non dovesse più nevicare, metti Footprints Through The Snow un'altra volta. Per favore. È ora di tornare a casa».
Now it's off

Ormai saprete tutti che si sono sciolti i Grandaddy. Venerdì scorso la notizia mi aveva preso abbastanza in contropiede e così abbiamo dedicato alla band di Modesto la prima mezz'ora della trasmissione, facendo anche una chiacchierata al telefono con Arturo, che per primo ce li fece ascoltare, più o meno un decennio fa.
In fondo è solo un altro pezzetto di adolescenza che se ne va, l'ennesima conferma che un certo mondo è quanto mai lontano dal presente.
Ricordo la stagione di Suoni & Ultrasuoni dove De Luca suonava AM 180 ogni sera e De Gennaro non la sopportava, e ridevano mentre De Luca cercava di spiegare perché quella canzone era "paracula". Ricordo le cassette miste che cominciavano con Summer Here Kids, e ogni anno arriva ancora un pomeriggio in cui quel titolo mi torna in mente in tutta la sua verità, e quel suono di chitarra diventa qualcosa di forte e vicino. E poi The Crystal Lake che abbiamo ballato fino all'altro ieri, e poi l'ultima Pull The Curtains...
Il prossimo disco dei Grandaddy si intitolerà Just Like the Fambly Cat, uscirà il 9 maggio per V2 e noi qui lo aspettiamo.
"Derive POPulistiche"

Vedere citato Losing My Badge sulle pagine di XL di Repubblica è stata già una bella soddisfazione.
Quando poi abbiamo scoperto che nello stesso numero ci faceva compagnia Mondo Oltro abbiamo perso la testa del tutto.
Un giro a banco per questi ragazzi adorabili.

venerdì 27 gennaio 2006

Put on your dancing shoes!

 Losing My Badge #4

Everyone who danced and smiled at LMB #4, we love you!

Grazie a tutti quelli che l'altra sera al Covo, dopo il concerto di Austin Lace e Midwest, hanno consumato le loro scarpette da ballo e hanno brindato con noi (e grazie, come al solito, a Lucio per le sue meravigliose Lomo).
Stars In Coma
Tratto da una storia vera

 Stars In Coma Non ricordo più come l'avevo trovata, ma I Saw My Heart Passing By degli Stars In Coma mi era piaciuta sin dal primo ascolto, finendo anche nella playlist di dicembre di Losing My Badge.
In giro non c'erano molte altre info. Il sito parlava di un imminente nuovo album e così avevo lasciato il nome nella wishlist di Soulseek (traduco per i meno nerd: avevo inserito il nome nella finestra di ricerca automatica e continua di un noto programma peer-to-peer).

La ricerca sembrava senza esito ma qualche giorno dopo ecco apparire una lista di dieci canzoni. L'album intitolato My Sunshine Years è in uscita per la Music Is My Girlfriend, piccola e deliziosa etichetta assolutamente do-it-yourself, gestita anche da quel Niklas che avevo incontrato a Emmaboda l'anno scorso.
Faccio partire il download molto soddisfatto, quando il tipo da cui stavo prendendo gli mp3 mi contatta:

[k***g] Hi, that Stars in Coma album is great :-)
[polaroid***] really? thank you for letting me download it, I couldn't find it anywhere
[k***g] I know... how do you know it?
[polaroid***] i was curious after listening to an mp3 on their website
[k***g] ahh I see
[k***g] where you from?
[polaroid***] italy. you? well, sweden i guess :-)
[k***g] yeah
[polaroid***] been there the last two summers :)
[k***g] well right now it isn't a pleasant place...lot of snow :)
[polaroid***] where do you live?
[k***g] in southern sweden
[k***g] heh, well, I think you should know...
[k***g] that I'm the one behind Stars in Coma :D
[polaroid***] NOOO! :-O
[polaroid***] really?
[k***g] yeah that's true :)
[polaroid***] wow... so, I think you should know...
[polaroid***] I played your song here in Italy: check here
[polaroid***] and it worked :-)
[k***g] that's so cool!
[k***g] the album you downloaded isn't out yet... will be in january 2006
[polaroid***] eh, the usual business with downloading :)
[polaroid***] you are very kind to share it before release date
[k***g] well, i'm guessing that most people don't know about me so what the heck :)
[polaroid***] oh I know I'm gonna love it, I loved almost everything by Music Is My Girlfriend since I met Niklas at the last Emmaboda festival
[k***g] yeah? That's nice
[polaroid***] yep, they also had a sort of hand made written bag
[polaroid***] so lovely
[k***g] yeah, they're really into making hand made special things
[k***g] but I haven't met him :)
[polaroid***] you never met Niklas??
[k***g] nope
[polaroid***] but he publishes your record
[polaroid***] cool
[k***g] yeah, I sent them a mail earlier this fall and they liked it
[polaroid***] DiY !
[k***g] :)
[polaroid***] well, thank you for the songs, feedback soon

E questa per me è perfetta archeologia del futuro. Questa immagine non pretende di spiegare nulla, ma io trovo sia qualcosa di assolutamente contemporaneo (anzi, ormai già recente passato), in cui non manca niente, e a cui un giorno guarderò come un minuscolo segno dei tempi fra mille altri.

Poi quello che conta, alla fine, sono le canzoni che stanno dentro quel disco, quello che sentiamo quando saltiamo e balliamo e ciondoliamo nelle nostre camerette, da una parte all'altra del continente, pieni d'amore (per il) pop. Proprio lo stesso amore che si trova nelle canzoni di Stars In Coma, semplici e dirette. A volte rivestito di elettronica leggerezza (Identity Split sembra uscito da certi ultimi Acid House Kings), a volte di jangling spensierato (la primaverile Misplaced tornerà buona fra un paio di mesi), a volte più malinconico, come si conviene (immagino la toccante I Hope You Never Get Enough Of Me in una versione di Richard Sanderson).

Stars In Coma sono il progetto di André Brorsson, che mi sta ancora più simpatico da quando ho letto che il nome gli è venuto in mente mentre lavorava in banca.
Lui suona tutto da solo e il suo unico obiettivo è "write at least decent melodies". Non gli interessa essere considerato un cantautore: "It would be fun to experiment more with the music but I will always come back to that pop song".
Noi, molto volentieri, continuiamo a supportare questa causa.

giovedì 26 gennaio 2006

Knowing Me, Knowing You

Siamo innamorati e quindi ciechi alle ragioni e al mondo.
Forse, prima o poi, apriremo gli occhi e comprenderemo che tutto il nostro amore per la Svezia deriva dagli ABBA.
Intanto in maniera molto opportuna, Derek Miller su Stylus dedica al nordico quartetto un bel saggio, che qui e là, con brevi e pungenti sentenze, lancia anche alcuni spunti sul senso del pop oggi.

«In a culture encircled by its own peculiar blend of ironic posturing and taste for taste's sake, ABBA is understandably giant».
Y Control

Io non ne capisco nulla, ma so che qualcuno lì fuori sorriderà per questo articolo di Vice Magazine in cui Nick Zinner mostra la sua collezione di pedali ed effetti per chitarra.
Sono soddisfazioni

Gli adorabili Billie The Vision & The Dancers ci scrivono:

«... A really fun thing is that we've had a lot of people from your country visiting our site the last weeks and, since we updated the site two months ago, 2500 of the 23000 downloaded songs those two months has been downloaded from Italy!»

I ragazzi sono anche alla ricerca di contatti per la promozione da queste parti. Scenester, fatevi sotto.
Overheard in Bologna

Qualche giorno fa passavo vicino alla parrocchia di S.Anna, zona Murri. Doveva essere appena finito il catechismo, o forse c'era stata qualche recita all'oratorio, perché tutti i genitori erano venuti a prendere i bambini e poi si allantanavano tenendosi per mano lungo la strada. Mentre incrociavo una di queste coppie ho sentito per caso questo frammento di dialogo:
- Papà, ma allora Gesù è morto per noi?
- Sì, certo.
- Ed è stato poi che è diventato famoso?

martedì 24 gennaio 2006

Aspettando Casper the friendly ghost

Domani sera, mercoledi 25 gennaio, ci si rivede allo Zò Caffè per la rassegna Murato. Dopo il successo dei Settlefish, la passata settimana, in via Bentini si esibirà Casper the friendly ghost. L'amico fantasmino è un progetto Stefano Poletti (Packsniff) e di sue due amiche bellissime e ovviamente bravissime. Il loro esordio si chiama "dogma #1". E qui, mancandomi parole, vi rimando a quelle di chi prima e dopo si avvicenderà ai piatti: Enzo, quello di Polaroid, per intenderci.
Per prepararci all'evento abbiamo fatto due chiacchiere con il Poletti, che qui trascriviamo, così come avvenute per amore del buona la prima, del lo-fi e dell'indolenza.

Polaroid. Come sono nati i Casper? (ovvero, quanto c'entra aver visto Lekman in concerto con la sua banda di sole donne?)
Stefano. Casper nasce proprio la sera del concerto di Jens. Cavalcando l'illuminazione e non lasciando scomparire l'entusiasmo. Io compongo parecchio, perciò avevo da parte una cinquantina di canzoni abbastanza stupide e sconclusionate che non avrei mai avuto il coraggio di presentare in un progetto normale!
Polaroid. Casper porta avanti questa idea del Dogma "first take is ok". Come sarà diverso quindi il vostro live dal disco? Cosa portate sul palco?
Stefano. Se le canzoni sul disco sembrano sconclusionate e mal suonate nel Live tutto è ribaltato. Sul palco portiamo una grande capacità tecnica e una grande professionalità. I pezzi sono suonati perfettamente e Elena suona a metronomo!
Polaroid. Nel disco avete omaggiato Moldy Peaches con una
cover di "Cheese". Se Casper dovesse fare altre cover che canzoni ci dovremmo aspettare?
Stefano. Stiamo lavorando a una cover dei Germs e a una di Mario Lanza.
Polaroid. Cosa cantate sotto la doccia?
Nessuno di noi fa la doccia. Elena per lavarsi si lecca come i gatti e Silvia esce nuda nel parco nelle giornate di pioggia. Io più semplicemente non mi lavo per protesta al Grande Fratello.

Era già ovvio, ma le parole del Malkmus italiano non possono che confermarlo. Il Murato di domani sarà imperdibile, come prima e più di prima. Ci si vede dopo cena, quindi, allo Zò Caffè. Non provatevi a mancare. Il Grande Fratello è giovedì, perciò non avete scuse.

lunedì 23 gennaio 2006

Lunedì penk

Questa sera, all'Atlantide Occupata in Piazza di Porta Santo Stefano, in concerto:
The Good Good (elettroindiepunk, USA)
Glen or Glenda (free, Francia)
Sameoldsong (punk, Modena - nuovo progetto della Mara delle Black Candy)
"Huge iconic success seems to damage people"

A proposito dei due scrittori citato qui sotto, un terzo potrebbe essere McInerney, il quale qualche giorno fa ha scritto sul New York Magazine un lungo articolo sugli Strokes con il suo immancabile stile.
The Boy & The Light

Durante il concerto unplugged a Murato della settimana scorsa, i Settlefish hanno suonato ancora The Boy & The Light, canzone inedita che rivela un'insospettabile vena pop della band bolognese.
L'avevamo sentita per la prima volta il mese scorso, alla data numero 100 del tour di The Plural Of The Choir, ma l'altra sera è stato diverso. Nonostante il set acustico, tutti noi lì stipati nello Zò Caffè eravamo realmente elettrizzati. È stato uno di quei momenti in cui senti il tempo sorridere.
Per rendervi l'idea, Arturo Compagnoni si è voltato verso di me e ha detto "Ci toccherà mettere i dischi ancora l'anno prossimo solo per suonare questo pezzo".

mercoledì 18 gennaio 2006

Settlefish unplugged @ Murato

È la fine di una dura giornata di lavoro. Sono settimane buie e il tempo non basta mai. Hai bisogno di un momento di quiete. Di tornare a sorridere e di bere qualcosa con quelle persone che sei così fortunato da avere come amiche. Hai bisogno di sederti e ascoltare delle belle canzoni. Canzoni che conoscevi già ma che stasera ascolti come se fosse la prima volta. Perché sono state spogliate e rivestite di altri suoni, meno elettrici e più caldi, e la loro potenza ti mostra ora un'altra pelle.

Questa sera ci si vede allo Zò Caffè per la rassegna Murato, dove i Settlefish ripeteranno il loro esperimento unplugged, già collaudato la scorsa primavera in due date al fianco dei Califone.
Prima e dopo il concerto c'è FedeMc, straight outta Città Del Capo Radio Metropolitana.
Domani i Settlefish terranno un altro concerto acustico alla Casa139 di Milano.
(Once we used to be) Wrapped up in books

 Losing My Badge #4 - Bret Easton Ellis

Ho qualche dubbio che da queste parti ci si possa permettere di essere davvero "yindie", ma al sottoscritto e al Compagnoni piaceva l'idea di rendere un modesto omaggio, anche solo con un paio dei nostri cheap flyer fotocopiati, a due autori con cui siamo cresciuti. I loro ultimi due libri ci hanno toccato da molto vicino, e per caso abbiamo scoperto di averli comprati e letti in contemporanea. Così non c'è stato bisogno di pensarci due volte prima di "coinvolgerli" loro malgrado. Perciò a Losing My Badge #4 ecco un po' di riferimenti letterari Pop, per ringiovanire a vista d'occhio.

 Losing My Badge #4 - Douglas Coupland

Kullaberg

 Jens Lekman in Kullaberg Un video musicale? No.
Un nuovo disco? No.
Un ep su dvd? Pare sia questa la definizione più giusta. Jens Lekman ha voglia di confondere le acque e gioca a tirarsi indietro, salvo poi sparare paragoni con i Pink Floyd a Pompei e... uhm, Cat Power nel bosco.
Insomma, la prossima settimana comincia il Göteborg Film Festival e sarà, per ora, l'unica occasione per vedere Kullaberg, il film realizzato quest'estate da Jacob Stålhammar con il nostro che suona dal vivo in una località pare abbastanza selvaggia della costa ovest della Svezia. Dovrebbe esserci anche Sarah di El Perro Del Mar.
Lo stesso Stålhammar ha messo on line una pagina con il diario di lavorazione e un suggestivo quanto enigmatico trailer.
Gli spicci per il giornale

Quando ieri mi hanno segnalato il post di Beppe Grillo dove si parlava dei contributi statali all'editoria, tirando in mezzo (con poca grazia, a dire il vero) anche Il Mucchio, ho pensato per tre secondi se era il caso di farci un post, immaginando il casino che ne sarebbe venuto fuori. Mi sono detto subito di no, primo perché non leggo il Mucchio e non ne ho un'opinione, secondo perché ci lavorano un paio di amici e non mi pare corretto andare a fare loro i conti in tasca, senza sapere di cosa si sta parlando.
In un post su Weekendance l'interessante discussione mantiene (per ora) toni che paiono quasi condivisibili.

martedì 17 gennaio 2006

"...and everything was stardust..."

Ecco cosa ho fatto in questi giorni.
Ho ascoltato in continuazione Stardust degli Irene.
Gli Irene sono una band di Göteborg, si definiscono una "big beer-drinking mass of 30-somethings" e hanno appena pubblicato il loro primo singolo per la Labrador. Sono in otto/nove e sembrano devoti a una specie di suono Motown-for-dummies (che-fanno-il-surf), arrivando a sfumature che ti fanno domandare come sarebbero stati gli Smiths con un po' più di fiati. Sopra a ogni cosa, una voce profonda, quasi da crooner, che magari a qualcuno potrà risultare anche poco simpatica, ma che va benissimo al ballo di fine anno. Sul loro MySpace potete ascoltare/scaricare un po' di canzoni.

Ma tutto questo non m'importa più.
Perché c'è Stardust. Ormai hanno fatto quella, e mi basta.
Un minuto e quattordici secondi di battimani, ottoni che vi trascinano nel coro, la-la-la-la, tambourines e l'inesplicabile malinconia di un giro di do. Tutto è così inconsistente, e lo stesso ti ci aggrappi. Tutto passa veloce come l'estate.
E quelle due strofe da manuale, una storia d'amore che non dura un fine settimana, e ogni cosa si sbriciola e luccica, polvere di stelle e baci di pomeriggio.
Stardust è perfetta nel suo semplice risuonare deja-vù di storia della musica o di certi remoti giorni della vostra vita. O di questi.

(In fondo al blog degli Irene trovate anche una versione demo della stessa canzone. Al confronto con l'altra fa un po' sorridere come vedere ballare i propri genitori.)


update: qui il delirio capitato in radio quando li abbiamo scoperti.
Ogni anno comincia sempre da dove finisce quello vecchio?

Negli ultimi giorni non ho avuto molto tempo per scrivere qui. Così non ho potuto avvertirvi prima che FedeMC ed io c'eravamo scambiati di posto nel calendario del SestoSenso, e che il solito precario set "Musica Per AperiTweevi" curato dal sottoscritto c'era ieri. Vedo già che vi state strappando i capelli.

Comunque, d'ora in avanti si cercherà di prendere la buona abitudine di segnalare ogni settimana dove incontrare i vari dj di Città del Capo Radio Metropolitana in giro per la città.
Immaginate perciò la voce di Paoletta e andate a leggere qui.
Manca soltanto la data di sabato 21 al Covo, ma tanto se siete da queste parti dovreste già sapere che dopo i concerti di Austin Lace e Midwest ci sarà il quarto appuntamento di Losing My Badge.
"L'inesorabile appartenenza al terzomondismo musicale"

Partendo da due interviste a Chan Marshall aka Cat Power, una su Blow Up e una su Plan B, Salvatore mette a confronto il giornalismo musicale italiano e quello britannico.
Impietoso, ma condivisibile.
E tutti questi cd andranno perduti, come lacrime nella pioggia

«Many of the cheap burnable CDs available at discount stores have a life span of around two years. Some of the better-quality discs offer a longer life span, of a maximum of five years».
Ci sarà da crederci?

venerdì 13 gennaio 2006

"Everyone's Billie the Vision, just as everyone's a dancer"

Jonathan Falcone dei Cassettes (la backing band delle Pipettes) intervista su Playlouder gli svedesi Billie The Vision & The Dancers prima del loro primo concerto in terra britannica. La rubrica si intitola, forse non a caso, "New Year's Revolution".
Nell'intervista si legge, fra l'altro, che l'etichetta delle Pipettes e dei Go!Team, ovvero la Memphis Industries, licenzia le canzoni di Billie The Vision via iTunes. Ci rallegriamo per l'iniziativa e per il riconoscimento che la band di Malmo comincia a ottenere anche fuori dalla Svezia: ma mi domando perché comprare le loro canzoni in formato digitale quando si possono scaricare gratuitamente dal loro sito.
Se invece volete acquistare i loro dischi, cosa che vi consiglio, li trovate da HotStuff, con artwork fatto a mano.
Hand In Glove

Avete presente tutte quelle astiose recensioni dove si sostiene che gli Amari hanno rinnegato l'hip-hop e altre simili noiosissime sciocchezze?
Bene, date allora un'occhiata a questo strepitoso video in cui Dariella (che sopra la giacca di Chris Martin pare indossare una spilletta indieshit! - e se non è così, lasciatemelo credere) rivendica la propria appartenenza al mondo della Doppia H e si cimenta in un freestyle degno dei Muppets.
Semplicemente adorabile.

 Dariella in frog freestyle
Affittasi ubiquità
Si ricomincia version

Nonostante qui sotto le Due Torri sia un fine settimana dall'umore ancora abbastanza transitorio (sì, ok, ci sono i saldi e le lezioni di alcuni corsi intensivi sono già ricominciate), gli appuntamenti musicali in città, e non solo, abbondano come di consueto.

Questa sera al Covo, nel Gate 3, c'è la prima Elektronic Race organizzata da Homework. In pista Apes On Tapes (abstract hip-hop set), il live di Deep Also, gli elektro stimolatori Minidischi e DJ Liquid Laugh. Cornice visuale curata dal Laboratorio Godot. Nel Gate 1, il sottoscritto avrà l'onore di accompagnare Giovanni 'Uomo Dell'Anno' Gandolfi nella classica selezione indie rock.
Dj set anche all'Estragon, affidato alle sicure mani di Christopher e Scandella.
E a proposito di disc jockeys, riapre anche Villa Serena e come tutti i venerdì al mixer del primo piano si alternano i conduttori di Città del Capo Radio Metropolitana: si parte col botto questa sera con FedeMC. Al piano di sotto live dei Cul De Sac e a seguire la garanzia della selezione musicale di Christian.
Al Cassero ritorna la rassegna PopUp, con il live di Jake (hip-hop, elettronica e acid grooves from USA), il resident Wawashi e una new-entry in apertura di serata: il duo di female djs MaîtresseVSMis, ovvero Bebè La Maîtresse & DJ Mis (elettro/italo/minimal/techno). Visual curati da Miss Plug-Inn.
Spostandosi fuori città, al Vox di Nonantola (MO) ci sono Giuliano Palma & the BlueBeaters, mentre al Kalinka di Carpi (MO) arrivano i Marta Sui Tubi.
Un po' più lontano, ma meritevole di una trasferta, alla Locanda Vigolo Marchese di Piacenza c'è l'Airbag Records Party, con G.I.Joe, IOIOI, Morkobot, Sethevoltracks e Vancouver.

Domani, sabato 14 gennaio, reduci da un tour con i Cribs e prima di partire per gli States, arrivano al Covo i rockettari britannici Black Wire a presentare l'album d'esordio omonimo.
All'Estragon c'è la serata di Radio Città Fujiko con Mingo dj.
Al Giostrà suona lo ska degli idoli locali Le Braghe Corte. Altri ritmi in levare, ma decisamente più rilassati, al Livello57 dove il Godzilla Sound System presenta la serata Sentinel.
A Villa Serena c'è l'electro-pop dei Punto Exe e a seguire dj Scandella insieme al nostro ubiquo Uomo Dell'Anno, mentre al Link seratona D'n'B con Black Sun Empire, Christian Leg-No e la Drum'n'bass Arena a fare gli onori di casa.
Per chi si muove da Bologna, c'è il Velvet di Rimini, che a partire dalle 21 offre un programma di robusto rock'n'roll con Forty Winks, Miles Apart, Cases, Cruel Boxes e Ibelievein.
A Modena, il centro sociale Scintilla organizza una serata contro la vivisezione e a favore della chiusura dell'allevamento Morini. Questo il programma: Memories of Apocalypse (Ravenna death-metalcore), When Season Changes (Imola old school), Laghetto (Hard-Core Bologna), Fog in the shell (hard-core Novara), musica trash a seguire.
Al Calamita di Cavriago (Reggio Emilia), arriva il leggendario Umberto Palazzo con il suo Santo Niente a presentare l'ultimo album Il Fiore Dell'Agave. In apertura gli M?, già vincitori del Roadie Rock Festival a Frontiere Sonore 2005.
Al Bronson di Ravenna tornano le indie electro sessions con Christopher, Len, Vins e Trinity. Special guest Black Or Blonde. Ingresso gratuito.
Sempre a Ravenna, infine, ma al Centro Sociale Spartaco, c'è l'unica data in regione per Jovine e JRM 99 Posse, che presentano il nuovo album Ora!, pubblicato da il manifesto.

Dimentico qualcosa di sicuro: usate i commenti con garbo e segnalate. Ci si vede a banco.

giovedì 12 gennaio 2006

Italians a go-go (3)

>> Novità in casa Suiteside, non solo musicali ma anche gastronomiche. Presso il Madeleine Cafè di Genova, infatti, partirà una serie di appuntamenti denominati SuEATside, durante i quali alcune fra le più interessanti realtà della discografia alternativa italiana porteranno "non solo un concerto, ma anima e cibo". Queste le etichette coinvolte:
- 1 febbraio - Snowdonia (dalla Sicilia, cassata e ricotta), aperitivo insonorizzato dalla label manager Cinzia La Fauci e live dei Masoko;
- 15 febbraio - Fooltribe (da S.Martino Spino, Modena, tortelli, ragù e lambrusco), aperitivo con la Mara delle Black Candy e live di Bob Corn a presentare in anteprima il nuovo album Songs from the spiders house. Ad aprire la serata i Prague;
- 8 marzo - la stessa Suiteside (cena salentina con orecchiette e friseddhe), aperitivo con la label manager Monica Melissano e live dei Mr. Henry.
- 22 marzo - Ghost Records (da Varese, cena dei Laghi), aperitivo a cura di Giuseppe e Francesco, ovvero quelli di Good Morning Captain, e poi live degli Hot Gossip.
Ad inaugurare il calendario, il 18 gennaio ci sarà un live acustico di Cesare Basile.

>> A proposito di Ghost Records: ad aprile pubblicherà il terzo album dei Fiel Garvie, quintentto proveniente da Norwich, UK. Caught Laughing, mixato a Glasgow presso i Cava Studios da Geoff Allan (già al lavoro con Camera Obscura, Teenage Fanclub, Belle & Sebastian, Mogwai, The Proclaimers e Arab Strap), "è un album composto da brani sospesi tra atmosfere eteree e sognanti e melodie pop contagiose, sulle quali spicca la bellissima voce di Anne Reekie".

>> Il nostro uomo a Helsinki, Interflug ha aperto (più tre mesi fa a dire il vero, ma questi sono i tempi di questa pagina, lo sapete) un suo MySpace dove sta mettendo le canzoni realizzate con il casiotone. Brani come My Own Private Itaho e Tuuve si arricchiscono di feedback e riverberi che non gli conoscevamo e rappresentano una bella sorpresa: Radio Dept. all'italiana?

>> Sempre per restare a Nord ma spostandosi in Norvegia, e per la precisione a Oslo, segnalo la prima serata indie della città, Monodelica, presso il Cafè Mono, curata anche dal nostro connazionale Sandro. Se capitate da quelle parti e volete ascoltare un po' di buona musica, sapete dove andare.

>> Nei giorni scorsi il blog di Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò ha ospitato un diario della prima parte delle registrazioni per il nuovo disco del gruppo reggiano. A conclusione delle due settimane c'è una sorta di mp3-zibaldone che lo stesso Jukka presenta come «un mixotto banalotto di tre quattro pezzi frullati assieme. Non c'è continuità logica e sono versioni mono: cioè in origine nascono come file left e right di ogni traccia e io ne ho usato solo uno». Ma la cosa che più mi ha sorpreso e colpito di questo interessante diario che ho seguito giorno per giorno è stata la premessa, datata 25 dicembre: «Dico grazie anche a coloro che ho sonoramente preso per il culo perchè "perdevano" troppo tempo nel curare di un blog. In ritardo ho capito che il vivere e parlare di musica oggi, passa anche da questi vizi digitali». E chi se lo aspettava da Jukka.

>> Restyling per knifeville.it, il sito della piccola ma laboriosa etichetta di Maniago (PN). Dopo la bella intervista su Rumore di dicembre i ragazzi sono di nuovo al lavoro e stanno per pubblicare i lavori di Ten Thousand Bees e Savoltans. Inoltre hanno finalmente attivato anche il negozio on line: ora non avete più scuse per non procurarvi i loro dischi.

mercoledì 11 gennaio 2006

Amour est tout

 Love Is All - 'Nine Times That Same Song' Vorrei poter dire che seguivo i Love Is All da un paio d'anni. Vorrei pavoneggiarmi, come facciamo tutti di solito, e raccontarvi di quando mi regalorono il loro il primo sette pollici, subito dopo averli visti dal vivo in Svezia. Ce li filavamo in quattro.
La triste verità è che purtroppo non ricordo nulla di quel concerto. Ero lì quando suonavano, e come spesso succede non credo d'averci capito molto.
Anzi, mi ero proprio dimenticato dei Love Is All, nonostante Indiepop.it non mancasse di continuare a segnalarli (qui e qui) e nonostante Rough Trade li avesse inclusi tra i classici nella propria monumentale e fondamentale raccolta.

E così, come per tutto il resto del mondo, solo quando Pitchfork all'inizio del mese scorso ha dato al loro album d'esordio (che non si capisce nemmeno se sia già uscito) un quasi 9, e poi li ha piazzati nella lista dei migliori dischi del 2005 alla posizione numero 16, davanti a gente come Clientele e Clap Your Hands Say Yeah, per esempio, ho cominciato a ricordarmi di quel nome, e a chiedermi dove l'avessi già sentito.

Del disco parlerò quando mi arriva (data di uscita slittata al 24 gennaio), anche se come molti di voi l'ho già scaricato e trovato fenomenale. Tutto quello che si legge in giro ci sta: lo-fi, Life Without Buildings, frenesia, Slits, ansia, Yeah Yeah Yeahs, riverberi, Bearsuit, sassofoni...
Vorrei esserci arrivato da solo, ma poi mi dico che non me ne frega niente. Questo disco adesso è qui e suona esattamente come dice la band nella presentazione su MySpace: "Sounds Like: Confusion".
Ci metti un po' a capirlo, non perché sia complicato, ma perché sembra facile fraintenderlo ("Influences: Misunderstandings"). Dietro la sua ruvidezza si sottrae. Poi all'improvviso senti l'eccitazione crescere e ti strappi la maglietta.
Se volete un esempio di come mi sento, ecco un piccolo video live che mi ha fatto sorridere spesso in questi giorni.

 Love Is All live in NY

lunedì 9 gennaio 2006

Towards LMB#4

In vista dell'appuntamento della settimana prossima, ecco l'aggiornamento di gennaio di Losing My Badge, con playlist, mini rassegna stampa e una bozza di flyer (indovinare il tributo è semplice semplice).
Il quarto gathering LMB si terrà sabato 21 e seguirà i concerti di Austin Lace e Midwest: ci si vede a banco.

giovedì 5 gennaio 2006

Pablo è vivo

Anche questa settimana polaroid si prenderà un turno di riposo radiofonico. Vi lascio quindi un po' di musica a farvi compagnia.
I generosi Billie The Vision & The Dancers, che avevamo conosciuto l'estate scorsa per il loro debutto in odore di Belle & Sebastian e Spagna, tornano in pista dando alle stampe un nuovo album intitolato The world according to Pablo.
Anche questa volta il disco è interamente scaricabile in formato mp3 dalla sezione musica del loro sito.

mercoledì 4 gennaio 2006

Vuoi essere mio amico?

MySpace is soooo booooring,
MySpace is soooo 2005...


E noi, quindi, ci arriviamo ora.
Ma è bastata una cena in buona compagnia e ci siamo decisi ad aprirne uno per Losing My Badge, "così, tanto per provare".
Perciò, signore e signori, ecco qui il nostro MySpace.

Ci siamo dentro da poche ore e quel che ho visto finora mi ha lasciato in parte perplesso. Avete presente quando ai tempri si rideva della "blog balotta"? Di quello stare tutti a farsi link e pompini-a-vicenda? Oh, soooo 2003...
Per quel che vedo, MySpace è la versione esplosa, dilatata all'inverosimile, di quell'unico aspetto.
Tralasciando le band che lo usano come buona vetrina per le proprie canzoni, il "social networking", per usare un'espressione da saggistica di genere, qui viene spolpato e svuotato di contenuti.
Tipo: prendere i blog e levare parole e link esterni. Cosa resta? Il puro aspetto relazionale. Il "blog-rolling", con relativi convenevoli e commenti. E a quel punto la funzione narcisistica può occupare tutto lo spazio: foto (le famigerate frangette), liste di gruppi, dischi, film, libri, gusti. Io sono questo, ehi, guardatemi, diventiamo friends.

Davvero, davvero interessante, perché una volta di più si azzerano distanze e differenze. Con tutte le conseguenze positive e negative che ciò può comportare.
Per esempio: cinque minuti dopo aver aperto la paginetta, ci aveva già scritto una delle nostre serate londinesi preferite.
D'altra parte, la conoscenza passa(va) anche attraverso la scoperta, l'attesa, il giro a vuoto, il tempo perso. Qui ora davvero non bisogna neanche più muoversi.
Insomma, per ora andiamo avanti con l'esperimento: vediamo se ci divertiamo.

martedì 3 gennaio 2006

Pomeriggio pigro senza paracadute

Stavo cercando un po' di informazioni sul dvd No Parachute (i nostri eroi di Indiepop.it ne parlano qui) e ho finito per passare il pomeriggio dell'ultimo giorno di vacanza a guardare un po' di video.
Quando si parla di video indiepop, di solito si tratta di filmati da quattro soldi, spesso senza tante idee ma con un bel po' di divertimento e nessuna pretesa di finire nelle rotazioni di Mtv.
Non di rado si rivelano testimonianze a bassa risoluzione di un effimero che ci piace non lasciare scomparire. E così, sul modello del "video aggregator" di Inkiostro (ma non chiedetemi altrettanta costanza), ve ne segnalo alcuni che mi sono piaciuti.

>> Suburban Kids With Biblican Names - Loop Duplicate My Heart e anche Rent A Wreck
Questi due nerd svedesi sono dei maledetti geni. Per quanto facciano di tutto per sembrare degli sfigati, appena attaccano a suonare non sbagliano nulla, e questi due video lo confermano in pieno. Il primo è il singolo del nuovo album e ne è un po' la traduzione in immagini (per un istante viene inquadrata una cartina del centro di Stoccolma, e il dettaglio a fuoco è l'incrocio a sud di Gamla Stan dove si trova il club Debaser: sarà un caso?). Il secondo lo si può considerare abbastanza il loro manifesto e potete leggerne il testo qui.

>> Comet Gain - The Fists In The Pocket
Li abbiamo visti sul palco del Covo l'altra sera, e loro sono proprio questo video, queste facce e queste scarpe, questo cielo da spiaggia inglese, e pugni in tasca che tira vento e fa freddo, ma c'è ancora bisogno di mostrare i denti e cantare un'altra volta "I can't take this anymore".

>> Montt Mardié - High School Drama
Un "nuovo Jens Lekman con i dischi della Motown nel cuore e i poster di Duran Duran, Wham e Joy Division in cameretta"? Questo almeno secondo la bella intervista di Marco. La canzone è tratta dall'album di debutto Drama e ha un bell'umore à la Style Council. Il video, girato in due metri quadri, gioca con tutti i cliché nel modo giusto.

>> Frida Hyvönen, The Modern
Forse non la canzone migliore del suo album d'esordio Until Death Comes, ma il video è abbastanza strano per sorreggerla e accompagnare questi suoni che sembrano uscire da un vecchio grammofono. E poi alla sola idea di andare in un bosco con Frida Hyvönen mi si appanna la vista.

>> Architecture In Helsinki, It's 5! e anche Do The Whirlwind
Preferite il più adorabile e folle collettivo australiano in versione girotondo nel cortile alla fine di un pomeriggio di sole, oppure in versione videogame Nintendo? Ciò che accomuna questi due video decisamente lo-fi è il continuo movimento. Ma gli AiH, lo abbiamo visto tutti, sono incontenibili.

>> Hello Saferide, My Best Friend
Hello Saferide ci invita a casa sua a fare colazione, e ogni parola che canta diventa un disegno che prende vita. Non dev'essere male dividere un po' di piaceri domestici con questa signorina.

>> The Spinto Band, Oh Mandy
Un coloratissimo bricolage che pur nella sua rigorosità geometrica resta del tutto sfuggente. Che sia così anche la ragazza a cui la canzone è dedicata? In ogni caso, (e chi ballava l'altra sera lo può confermare) Oh Mandy resta uno dei pezzi da conservare di questo 2005 appena passato.
Back to work

Prima di ripartire, ancora un ultimo sguardo ai dodici mesi appena trascorsi.
Devo fare i complimenti ai ragazzi di Indie For Dummies, che hanno chiesto a diverse decine di blog musicali di tutto il mondo la Top Ten del 2005 e hanno poi realizzato un monumentale post che raccoglie non solo tutti i risultati, ma anche le citazioni dai relativi post.
Una specie di Disco Bravo non automatico ma enciclopedico. Complimenti.

A questo proposito segnalo anche il sondaggio condotto da Luca Castelli su dischi e blog musicali made in Italy. La redazione di polaroid è onorata di esserci!