martedì 29 novembre 2005

"An empty shelf is a happy shelf"?

 Shelflife logo

È sempre triste vedere un'etichetta discografica che annaspa e sembra, ormai da un po' di tempo, sull'orlo della chiusura.
Per me che forse sono poco raffinato, la californiana Shelflife ha sempre avuto una sua modesta e gentile eleganza.
Niente di eroico, come altre label indiepop, né di travolgente dal punto di vista estetico. Ma all'alba dell'epoca degli mp3, per via di una certa didattica generosità, rappresentò per me un buon punto di partenza.
Poi, non dimentichiamolo, fu la prima a rendere disponibili al resto del mondo i giovani Radio Dept.
In seguito fece cose egregie e cose trascurabili, mantenendo costante una sua, per così dire, "linea editoriale", non riuscendo però a diventare né troppo popolare né abbastanza antagonista.
Già da tempo le sue uscite si sono rarefatte, e alle promozioni sono seguiti saldi e poi svendite. Non so come vadano le cose ora, ma l'ultimo "SALE" che campeggia sulla home page, dove sono scomparsi i link interni e dove si parla di un trasloco (un altro?), non promette nulla di buono.
Comunque ci sono cose molto interessanti anche a un dollaro, se vi va fateci un giro.

lunedì 28 novembre 2005

Kevin VS Go!

Se avete letto questo e siete caduti dalla sedia, risollevatevi con questo post di Jukka.

Ricordo che The Go! Team saranno in Italia per tre concerti a partire da questo venerdì al Covo di Bologna, per proseguire sabato al Circolo degli Artisti di Roma e domenica al Cafe Procope di Torino.
Tutte e tre le date saranno supportate da Her Space Holiday.

venerdì 25 novembre 2005

A George Best

 The Wedding Present, 'George Best'Anche noi, nel nostro piccolo, oggi vogliamo ricordare George Best. E lo facciamo con questa sua foto messa in copertina al disco d'esordio dei Wedding Present, nel 1987.
Quello, fra l'altro, fu il primo album passato in radio da John Peel nell'allora nuovo formato compact disc.
Nomi, storie e anni che si incrociano e curiosamente ritornano nel piccolo mondo indiepop.
Questa sera, la musica che suoneremo al secondo appuntamento di Losing My Badge, sarà dedicata a George Best.
Da zero a cento in un mese

 Losing My Badge #2

There are things that drift away like our endless, numbered badges...

giovedì 24 novembre 2005

If you're looking for me

 Comet Gain, 'City Fallen Leaves' Ho la sensazione che tra oggi e domani almeno un paio di trasmissioni radiofoniche qui in città cominceranno con la canzone The Fists In The Pocket, traccia che apre il nuovo album di Comet Gain, City Fallen Leaves.
Una canzone talmente piena di grinta da fregarsene di buttare via un ritornello dal gancio perfetto dentro tre minuti pestati e rabbiosi.

Ieri c'è stato un intenso scambio di mail tra i soliti che qua potete immaginare persi dietro a questa roba, e mi piace tenerne memoria. I blog servono a questo. Le recensioni competenti le troverete altrove, se qualcuno avrà ancora il coraggio di prestare orecchio al mondo so passé di David Feck.

«... sto ascoltando il nuovo Comet Gain, non sono neanche a metà e sono commosso. Ci sono già almeno tre dozzine di nuovi proclami da spillette...»

«... Come ogni parola scritta dal Comet Gain, del resto. L'altro giorno rileggevo le frasi stampate dietro al vinile del primo disco e al 45 giri di Strenght. Roba bellissima, e soprattutto roba semplicissima. Che poi è anche la stessa considerazione che mi veniva ieri pomeriggio mentre ascoltavo il disco nuovo in macchina per la prima volta. Con quei giri della prima canzone e quelle parole, pugni in tasca e spiagge inglesi.
Bello e commovente per la sua estrema semplicità nel toccare esattamente quelle note, quegli argomenti e quell'immaginario che tanto ci piacciono. Uno di quei dischi che certa gente non potrebbe mai capire. Per fortuna».

«... Uno di quei dischi che non ti fanno sentire la neve che in questo momento sta venendo giù, uno di quei dischi che ti fanno venire voglia di abbracciare qualcuno mentre gliene parli, uno di quei dischi che avrebbe potuto uscire dieci o venti anni fa e ti avrebbe fatto lo stesso effetto allora e oggi, uno di quei dischi che ti fa sentire che da qualche parte, tra quelle parole scritte a pennarello e i ritagli di fotocopie in bianco e nero di facce di attori dimenticati, hai un posto anche tu».

«... Hai visto? Sono ringraziati anche "the kids from Bologna": suppongo non si riferisca a quegli sbronzi che alle cinque di mattina non lo lasciavano andare via dal Covo :)) ...»

«... "and mix tapes are memories for unseen historys /and mix tapes have memories of all our misterys / what means the most to you / it means so much to me! / [...] we found a sound in the underground / we felt so proud to be undeground / we felt so proud... and something is missing / and something is gone"... Qualcuno dovrebbe ricopiare tutto il testo di The Ballad Of A Mixtape...»

«... Non finiranno mai in nessuna classifica di fine anno, è tutto così imperfetto, non ce la faranno mai a fare un disco senza sbagliare qualcosa (ma è sbagliato per eccesso - per eccessivo amore), ma è anche tutto così perfetto, nelle sue righe verticali e nei suoi font typewriter, e nelle sue citazioni cinematografiche di terza mano, e ti prende alle gambe, alle spalle, sono le cose che ti fanno alzare in piedi di forza, devi scuoterti, ti viene voglia di perdere tempo a spiegarlo agli altri (quella cosa che dicevamo ieri delle fanzine), ti viene voglia di sapere cosa c'è per strada, di uscire subito...»
I bet you look good on the video

Devo ammettere che ero rimasto un po' fuori da tutto il clamore suscitato nei mesi scorsi dagli Arctic Monkeys, fino a quando non ho visto il video di I Bet You Look Good On The Dance Floor (altre chicche dentro il link).
Perché in quelle immagini non ci sarebbe quasi bisogno dell'effetto "Anni Settanta" della fotografia lucidata e della scenografia nuda da Channel Four epoca 1980: il giovanissimo quartetto di Sheffield tira fuori i nervi e quelli, signori, sono nervi che conosciamo bene, quelli sono i Jam sputati, e il fatto che gli Arctic Monkey suonino dal vivo il loro dorato e per ora unico singolo (introdotto da un "don't believe the hype" che si può perdonare solo a quell'età), non fa che rendermeli ancora più simpatici.

mercoledì 23 novembre 2005

Testimonial d'eccezione (1)

 Losing My Badge: testimonial d'eccezione (1)
La redazione di polaroid si congratula con la neo dottoressa MarinaP e insieme a lei vi dà appuntamento a questo venerdì, per la seconda serata di Losing My Badge (dopo il concerto dei Maritime).
Data la speciale occasione, la tiratura delle limitatissime spillette è stata, in via del tutto eccezionale, raddoppiata nel numero e nei colori.
Che poi non si dica, eh.

(Avrei dovuto scrivere qualcosa anche a proposito dei Constantines questa sera al Covo, ma sono murato qui al lavoro, e poi, voglio dire, qualcuno pensa davvero di mancare?)

lunedì 21 novembre 2005

Crepuscolari al check-in

 The Chalets, 'Check In' "Saliamo sul palco con la nostra canzone di due accordi, piace a tutti e la suoniamo ancora, e i giornali dicono che se fossero gli Anni Ottanta saremmo andati a The Tube" (da Two Chords Song).
Se questa strofa non vi fa sorridere, allora siete ancora abbastanza giovani.

In ogni caso, a livello di autoironia stanno messi bene, questi The Chalets, provenienti da Dublino ma oramai residenti a Londra. La loro biografia li presenta come "due ragazze, due ragazzi e un batterista", e a questo punto la simpatia davvero si spreca.
Anche gli agganci giusti non mancano: Eddie Argos, il cantante degli Art Brut, è fidanzato con quella delle due che deve finire il corso da parrucchiera da Tony & Guy (giuro). Così hanno fatto un tour assieme, e a quel punto sono venuti da sé i titoli su NME e il dividere palchi con nomi tipo Franz Ferdinand e Shins (sono capitati anche assieme ai nostri Yuppie Flu).

Insomma, per venire alla musica e a questo album di debutto intitolato Check In, si sono guadagnati quel tanto di hype che si merita il loro pop screziato di new wave e farcito di testi sbadatamente cinici.
Spesso vengono paragonati ai B52's. A me hanno fatto tornare in mente il primo album degli Zoot Woman, in una versione diluita e colorata dalla presenza delle due fanciulle, tutte mossette frangette e pois dietro le tastiere.
Pare infatti che abbiano estrema cura del loro abbigliamento, e che le ragazze abbiano imposto un no-jeans dress code alla band: si tagliano e cuciono i costumini da sole, che tenere.
A mio parere The Chalets danno il meglio quando non pretendono altro che far ballare o quando alludono a scambi di coppia che sembrano quasi stupri.
Poi hanno scritto un loro piccolo inno, No Style, che contiene una rima fatta apposta per essere ricopiata sul diario:
"every summer gets shorter / I'm feeling older".
Come dargli torto?

venerdì 18 novembre 2005

Quasi mi dimenticavo

Questa sera polaroid compie quattro anni.
Non abbiamo preparato niente di speciale (o forse sì), ma ogni volta torno a quelle parole di Douglas Coupland.
Ci si vede a banco, sulle frequenze di Città del Capo, a partire dalle ventuno.
La morte in anteprima

 The Death Of Anna Karina Il dilemma che attanaglia il cuore dei teenager felsinei da settimane è: questa sera tutti allo Starcity per i Subsonica oppure al Covo per il release party di The Death Of Anna Karina?
Da un lato Samu, dall'altro Giulio: se avete un po' di stile e intelletto non sbaglierete locale.
La band emiliana presenterà in anteprima il nuovo album New Liberalistic Pleasures, che contiene anche la contagiosa hit Me And Wittgenstein Down By The Schoolyard. Il disco sarà anche in vendita questa sera al prezzo di 10 euro, in netto anticipo sull'uscita nei negozi. Inoltre, per l'occasione festaiola i TDOAK torneranno in formazione a sei, con Rocco dei La Quiete alla chitarra e tastiere.
Il confronto con i Subsonica prosegue anche nel dopo concerto: Boosta metterà i dischi nel loro aftershow, mentre al Covo ci saranno l'Uomo dell'Anno e Ms. Elisa Graci. Ah, oh: fate voi.
Infine, allo stuolo di sbarbe in rugiadoso visibilio per il gruppo torinese, dall'altra parte si risponde con una sola donna capace di spazzarle via tutte con un unico loop del suo campionatore: aprirà infatti la serata Violetta Beuregarde e presenterà i nuovi brani che finiranno sul secondo disco, in uscita per Temporary Residence.
Link d'altri tempi

- "Dan Treacy från Television Personalities", tratto da MTV Svezia. Per vedere il filmato cliccate su "Här kan du se programmen" in alto a destra. A parte un commento iniziale e finale in svedese, il resto è in inglese. Grazie a Filippo per la segnalazione.

- Gli Altro, le fanzine del 1995, il punk, le cassette spedite per posta, le canzoni registrate in offcina. Jukka scrive un post bellissimo (e fa un'intervista vera) che sembra raccontare qualcosa di molto più vecchio di dieci anni fa.

- «For many of us, the "future" we created for ourselves consists of a Dilbert-like pseudo-world in which we're cubicled away from humankind»: Perfect Sound Forever incontra Martha And The Muffins.

giovedì 17 novembre 2005

Call Your Friends And Say Yeah

Il 21 febbraio 2006 a Bologna
potrebbero succedere tre cose:
Battere Le Mani,
Dire Di Sì,
Perdere La Mia Spilletta.

mercoledì 16 novembre 2005

At least be confused

 Architecture In Helsinki Questa sera gli Architecture In Helsinki arriveranno in concerto all'Estragon di Bologna. Sapete dove trovarci.
Nella redazione di polaroid regna un'eccitazione indecorosa. Si dice che la versione barocca, bulimica e intelligente dell'indiepop messa in piedi dal collettivo australiano abbia dal vivo effetti trascinanti e contagiosi, e noi non aspettiamo altro che vederli stringersi tutti sul palco, sfoderare i loro sorrisi migliori e lanciarsi nelle danze.
Gli Architecture In Helsinki hanno pubblicato quest'anno un (altro) disco meraviglioso, e chi ci ha ascoltato qualche volta in radio sa che quasi ogni settimana lo abbiamo suonato un po'. Come un incantesimo dal quale non vogliamo uscire.
Qualche mese fa, sulle pagine di Losing Today La Laura scrisse queste parole per tentare di descriverlo:

 Architecture In Helsinki, 'In Case We Dire' «Basterebbe dare un'occhiata al loro sito per innamorarsi istantaneamente degli Architecture in Helsinki. In Case We Die è un disco che ti lascia senza parole. Nel senso, dopo quaranta minuti sei talmente stordito che proprio non ti senti di aggiungere altro. Verrebbe da dire che questo super gruppo di Melbourne deve aver tenuto le dita ben incrociate, come recitava il titolo del loro precedente album (cosa peraltro non semplice, se si considera che, per quanto numerosi, gli strumenti che suonano e i pulsanti che pigiano sono ben di più), per dare a un progetto tanto rischioso un esito così felice.
L'indiepop di In Case We Die è una biglia in un flipper con l'immagine di Beck Hansen sul display, e il dubbio può anche sorgere: hanno imparato la lezione così bene che possono ripeterla al contrario e a testa in giù e con il raffreddore, o semplicemente non hanno capito un accidente? A questo proposito una veloce occhiata all'umorismo nero e alla secca autoironia dei testi (un disco indiepop che ha per tema la morte!) potrebbe essere rivelatrice.
"The most I have to say isn't really that revealing at all" dicono loro, ma è qualcosa di troppo divertente per essere taciuto».

martedì 15 novembre 2005

Huggy chi?

 Huggy Bear A conferma del fatto che proprio nulla è più in grado di emozionarci, è passata del tutto sotto silenzio la notizia (data fra le righe anche dall'NME) che torna a circolare, seppur brevemente, il nome degli Huggy Bear.

Jon Slade, chitarrista della storica band britannica di primi Anni Novanta, collaborerà a una b-side del prossimo singolo del giovane trio The Cribs.
Ironia della sorte, il lato A vedrà la partecipazione di Bernard Butler, già negli Suede. Negli anni d'oro, gli Huggy Bear rifiutarono una proposta di contratto dalla Nude Records, la quale, dissero, sarebbe stata presa in considerazione come etichetta soltanto se avesse scaricato gli Suede. Altri tempi.
Scout Niblett @ Murato

 Scout Niblett Agli albori di polaroid, Scout Niblett era la tipica cantautrice che La Laura vi suonava in radio tutte le settimane.
Questa sera Scout Niblett è a Bologna per Murato ma La Laura se ne va al concerto dei Coldplay insieme a Ms. Elisa Graci (le riconoscerete dalle parrucche biondo platino e dalla piastra per stirare i capelli sempre nella borsetta).
Eh, come passa il tempo.

Tra l'altro questa settimana la rassegna Murato cade eccezionalmente di martedì e sarà ospitata dal Covo.
Ma le sorprese della serata non si fermano qui.
Ad accompagnare la cantautrice di Nottingham e le sue canzoni un po' Polly Jean Harvey un po' Cat Power c'è Todd Trainer, già batterista dei seminali Shellac, mentre ad aprire il concerto arriva direttamente da San Francisco il quartetto rock'n'roll degli Hank IV (sono amici di Kyle dei Fuck, c'è da fidarsi?)

Maggiori info e mp3 qui.
Ai primi 40 spettatori sarà data in omaggio la compilation Sunset:false .

lunedì 14 novembre 2005

Musica Per AperiTweevi

 Sesto Senso Ogni lunedì il Circolo Sesto Senso, in via Petroni 9/c, ospita i dj di Città del Capo Radio Metropolitana.
Questa sera è il mio turno, e se siete in giro per il centro all'ora dell'aperitivo, ci si vede come di consueto a banco.
Lì comincia verso le sei e mezza e poi si va avanti tra spritz, birrette e negroni fino a quando non finiscono i dischi.

venerdì 11 novembre 2005

Tra la Via Emilia e il Midwest

  Midwest  Sabato sera al Calamita di Cavriago (Reggio Emilia) finalmente vedrò dal vivo i Midwest.
Su quanto sia piaciuto a me, che normalmente ascolto cose abbastanza diverse, il loro ultimo album Whatever You Bring We Sing ho già scritto su Losing Today qualche numero fa.
Ma è soprattutto dal vivo che l'impatto sonoro delle canzoni dei Midwest, mi dicono, si fa davvero emozionante.
Coincidenze e combinazioni hanno sempre rimandato il mio incontro con la band di Varese, e domani per me è un'occasione speciale perché non solo li vedrò in concerto, ma perché avrò anche l'onore di proseguire la serata con un "so-called dj set" a sei mani in compagnia di Arturo Compagnoni e Lucio Pellacani.
Saremo lontani da casa, perderemo la rotta, ci sarà un tempo da lupi. Ma ci guideranno la musica dei Midwest e il baule dei dischi buoni che ci portiamo sempre dietro. Stringetevi a noi e facciamo una festa.
Una montagna di pancake per gli indie kids

 Ted Leo @ Pancake Mountain

Si parlava l'altro giorno degli Evens. Forse non tutti sanno che una delle prime canzoni scritte da Ian MacKaye e Amy Farina assieme, un paio d'anni fa, fu una canzone per bambini che parlava di lettere dell'alfabeto.
Il brano contribuì a lanciare definitivamente un programma per bambini trasmesso una tv via cavo dell'area di Washington e che da quel momento sarebbe partito alla conquista del mondo dell'indie rock.

Pancake Mountain nasce da un'idea di Scott Stuckey, videomaker già attivo con Fugazi e Minor Threat, il quale era da sempre appassionato di tv locali, show fatti in casa e ovviamente rock.
La sua idea era quella di realizare uno show capace di intrattenere i bambini senza bombardarli di pubblicità, e dove potessero anche ascoltare buona musica.
Ha cominciato nel migliore dei modi, dato che il Pancake Mountain Theme che fa da sigla al programma è stato scritto dal batterista dei Fugazi Brendan Canty.

Quando il passaparola ha cominciato a diffondersi, e si sono occupati di Pancake Mountain anche la CNN, Spin e il Washington Post, sono state le band a cominciare a scrivere a Stuckey per chiedere di partecipare al suo spettacolo.
In poche puntate, sul piccolo palco dei Monkey Studios sono passati nomi come Arcade Fire, Shonen Knife, George Clinton, Henry Rollins, Kaiser Chiefs e Fiery Furnaces.
È una meraviglia vedere un pupazzo di pezza intervistare alla perfezione i Scissor Sister o i bambini invadere il palco per le canzoni di Ted Leo. Io sto ancora sorridendo.

giovedì 10 novembre 2005

Affittasi ubiquità
Overwhelmed edition

Avete presente quando ci sono talmente tante cose da fare che non avete più il tempo di fare il calendario delle cose da fare?

Si comincia questa sera, quando al Covo arriva Sam Prekop, già frontman dei The Sea and Cake, a presentare il suo nuovo album su Trill Jockey Who´s your new professor?
Al Bar Wolf di Via Massarenti c'è Alessandro Grazian, cantautore padovano che ha di recente pubblicato il suo album di esordio Caduto (Trovarobato/Macaco/Audioglobe). Grazian sarà accompagnato dal vivo da membri dei Mariposa.
Stasera a Forlì, al Bar Machamba dovrebbe esserci un concerto gratuito degli Old Time Relijun. Inizio ore 20. In rete non ho trovato altre conferme che qui.
La proposta dell'Estragon è orientata sui suoni in levare made in Jamaica di Black Chiney.
Infine, al PalaMalaguti di Casalecchio (BO) ci sarebbe Bob Dylan.

Domani, all the way from Olympia, Washington, arrivano al Covo le Gossip a presentare il loro ultimo album su Kill Rock Stars Standing in the Way of Control. A seguire il sottoscritto avrà l'onore di mettere un po' di dischi per voi insieme a L'Uomo Dell'Anno.
Non so bene come, ma al TPO c'è Max Gazzè in concerto. Il cantautore romano festeggia con un tour i dieci anni dall'uscita del suo primo album.
All'Estragon una cruenta serata metallara con Deicide, Visceral Bleeding e Prostitute Disfigurement.
A Villa Serena si balla: al piano di sotto con una roba di tarantelle e vino novello, al piano di sopra con il nostro FedeMC e l'avvolgente sound di Città del Capo Radio Metropolitana.
Chi va fuori città può andare al Calamita di Cavriago (RE) dove arriva il quartetto post-rock giapponese dei Mono. Saranno preceduti dai connazionali World's End Girlfriend.
Invece al Vox di Nonantola sono di scena gli Offlaga Disco Pax.

Sabato 12 novembre è il solito casino. Al Link fanno la loro apparizione i danesi Who Made Who, rivelazione dell'ultimo Sonar e imbazzatissimi tra collaborazioni e remix con il giro DFA, Soulwax e Rapture. Dai, avete capito.
Al Covo c'è il punk-rock dei Forty Winks, mentre a Villa Serena si va un po' più sull'hard gli Small Jackets.
Al Velvet di Rimini fanno tappa i britannici Kaiser Chiefs, reduci dal successo (come si suol dire) del loro album d'esordio Employment.
Al Bronson di Ravenna ritroviamo il suono del vento dei giapponesi Mono, come sempre accompagnati dai World's End Girlfriend, mentre sul versante più occidentale della pianura ci si può dirigere all'Ekidna, dove sono di scena gli statunitensi Old Time Relijun supportati dai Vessels (mathrock mantovano) e dagli ExAequo (postrock da Carpi). Serata a 4 euro e fanno anche il crem caramel.
Oppure si può andare al Calamita di Cavriago, dove c'è un piccolo evento al quale tengo in maniera particolare e al cui dedicherò due righe a parte.
Infine, l'ultimo evento da segnalare sono i Need New Body all'Aquaragia di Mirandola (MO) domenica pomeriggio alle 5.

Per tutto quello che dimentico ci sono i commenti (da usare con garbo) o, ancora meglio, la Italy Gig List.
Come al solito, ci si vede a banco.

mercoledì 9 novembre 2005

Perché lui legge

Mark Stewart del Times ascolta il disco dei Babyshambles e ne scrive una buona recensione.
Ma il motivo per cui ve la segnalo è contenuto nel paragrafo iniziale, semplicemente meraviglioso.

«There's a song on the new Babyshambles album, Down in Albion, called A Rebours. It is named after the 1884 novel by Joris-Karl Huysmans (translated as Against the Grain, or Against Nature). This tells us several things about Pete Doherty. First, it reminds us that, as well as the drug-addled ne'er-do-well who inhabits the tabloids, Doherty is a clever, widely read young man who immerses himself in aspects of culture that most rock'n'rollers never encounter.
Then, should you read the novel, you will encounter a chilling analogy for Doherty's own life. Huysmans tells the tale of a man so appalled by contemporary life that he retreats to an isolated house where he sees nobody and fashions an elaborate alternative world, because "he believed that the imagination could provide a more-than-adequate substitute for the vulgar reality of actual experience"».

(Si ringrazia La Laura per la segnalazione)
Akron/Family @ Murato

 Akron/Family Se Akron, Ohio, vi richiama alla mente soltanto i Devo è tempo di aggiungere un'altra voce al vostro dizionario musicale.
Gli Akron/Family in realtà non provengono dalla città che ha dato i natali a Chrissie Hynde e Jim Jarmusch, né dallo Stato dei campi di grano, e nonostante facciano da tempo base a Brooklyn hanno comunque quello che si potrebbe descrivere come una forte impronta rurale.
La loro musica "ricca di suggestioni folk macchiate da field recordings ed elettronica" è raccolta nell'omonimo album di debutto, pubblicato nei primi mesi di quest'anno dalla Young God Records di Michael Gira.
Per molti sarà fra i dischi dell'anno. Per sapere qualcosa di più su di loro segnalo questa intervista non recente ma molto spontanea e interessante su Tiny Mixtapes (hanno registrato su Fruity Loops?!).
Gli Akron/Family saranno in concerto questa sera al Covo di Viale Zagabria 1 a Bologna, all'interno della rassegna Murato.
Ad aprire per loro ci sarà Egle Sommacal: il chitarrista ex Massimo Volume eseguirà i brani del suo album solista di prossima uscita su unhip records.
A scaldare i cuori prima dei live, la selezione musicale di Michele Restuccia, come sempre raffinatissima.

martedì 8 novembre 2005

Polaroids From The Web
"Everybody wants to feel the machine" version

- Se lo chiede Loser ma la cosa sta a cuore anche a me: tutti i remix tres tres cool che ci scarichiamo e di cui parliamo qui intorno, funzionano (trovano posto) nel mondo reale, ovvero sulle piste da ballo?

- Gaudio! Oggi esce il nuovo album di Comet Gain!

- E largo ai giovani: tornano anche Primal Scream (nuovo album a febbraio) e, per la terza volta (?) si riuniscono gli Stone Roses.

- Oggi pomeriggio parte "And The Radio Plays", nuova folle trasmissione di Città del Capo Radio Metropolitana inventata da Francesco Locane (e si può ascoltare anche su Radionation).

- I ragazzi di 7Sundays stanno organizzando quello che loro chiamano "un CD-Swap più dinamico e incasinato" e voi potete partecipare con i vostri cd-nastroni. Tutte le info qui.

- MySpace diventa un'etichetta discografica e lancia la sua prima compilation. Dentro ci saranno anche gli Weezer.

- Gold Sounds: un gruppo di jazzisti (tra cui il sassofonista James Carter) reinterpreta le canzoni dei Pavement.

- Daniele è andato a vedere gli Amari al QBe di Roma.

- Ma dai! Gli Shout Out Louds sono nel nuovo volume della compilation Music From The OC.
E casomai ve lo foste dimenticato, gli Shout Out Louds arriveranno in Italia il prossimo 16 dicembre al Covo!

- Non ne ho mai parlato qui, ma in radio li passiamo spesso: andiamo a conoscere meglio You Say Party! We Say Die! (a mio parere band name of the year) con questa intervista su Fake DIY.

- A propisito, come già si diceva, per addetti ai lavori e appassionati si avvicina il tempo delle classifiche di fine anno. Sono andato anch'io a riguardare gli album ascoltati nel 2005, ho conisderato cosa sta per uscire nelle prossime settimane, e mi è venuto in mente che questa volta, più che quella degli album, avrei voglia di fare una mia classifica dei singoli.

lunedì 7 novembre 2005

The Brunettes su Sub Pop!

  The Brunettes  E chi se lo aspettava. Le Brunettes (la band neozelandese di Holding Hands, Feeding Ducks che ascoltavamo quest'estate) hanno firmato un contratto con l'etichetta di Seattle Sub Pop.
È prevista l'uscita di un nuovo album per la fine dell'estate 2006. Al momento Jonathan e Heather sono a New York per comporre le nuove canzoni, poi a gennaio torneranno a casa per fare da supporto ad alcuni concerti australiani degli Shins. Faranno il botto anche loro?

domenica 6 novembre 2005

"It's a punk song... Well, thery're all punk songs"
(The Evens live @ Barchessone Vecchio - S.Martino Spino)

A un certo punto, Ian MacKaye ha pronunciato queste parole per introdurre All These Governors, canzone tratta dal nuovo album degli Evens.
Credo che in quel momento tutte le ragazze e i ragazzi stipati nel Barchessone Vecchio siano stati accarezzati dallo stesso brivido.

 Il Barchessone Vecchio  Majirelle apre il concerto degli Evens (la sagoma sulla destra è Ian MacKaye
 people @ Barchessone Vecchio, 6/11/2005   The Evens live @ Barchessone Vecchio
 The Evens live @ Barchessone Vecchio  una foto di Ian MacKaye che vende i cd a fine concerto uguale a quella di Calvin Johnson la scorsa estate

sabato 5 novembre 2005

Errata corrige

Ieri sera in radio ho commesso due errori, me ne scuso con ascoltatori e lettori.
Per prima cosa, ho sbagliato le indicazioni per il concerto degli Evens di domenica.
Mentre questa sera Ian Mackaye e Amy Farina saranno a Bologna, al Circolo Pavese in Via Del Pratello (pare che cominci presto e che il posto sia piccolo, ma forse c'è la possibilità di un "secondo spettacolo" verso mezzanotte), domani si esibiranno nella suggestiva cornice del Barchessone Vecchio a San Martino Spino, in provincia di Modena.
Il concerto comincia alle 5 del pomeriggio e in apertura c'è Majirelle. Info line 328 0536037 oppure fooltribe.com.

Il secondo errore è stato consigliare di andare a sentire gli Animal Collective. Certo, sono io che non capisco niente di musica, e il sold-out del Covo era lì a ricordarmelo. Eppure la parola che ho sentito ripetere più spesso ieri sera, pure da fonti autorevoli, è stata "inconcludente".
Fino a The Purple Bottle, gran finale della prima parte del loro set, che ha mostrato quanto il quartetto newyorkese sarebbe capace di organizzare con forza la propria follia, fino a quel momento non ho capito assolutamente cosa stessero facendo su quel palco e soprattuto perché.
Per non sembrare troppo superficiale, tralascio di riportare le sagaci battute di chi mi stava intorno e della cui opinione vi fidereste anche voi, ma alla fine dei conti, dei novanta psichedelici minuti in compagnia di Animal Collective mi resta ben poco.

venerdì 4 novembre 2005

But I was there

  Losing My Badge #1

Alla prima serata di Losing My Badge ci siamo divertiti tantissimo. Grazie ancora a tutti quelli che c'erano, a chi ha ballato, brindato, sorriso e scattato queste meravigliose fotografie.
Polaroids from the Web
"One week of hangover" edition

- I Radio Dept. non hanno ancora un sito ma qualcuno ha aperto un Forum dedicato a loro.

- Io resto off line qualche giorno e nessuno mi dice che i Belle & Sebastian stanno per pubblicare un nuovo album.

- "Playing music is great, but it's totally ephemeral": venerdì scorso in radio La Laura segnalava questa davvero bella intervista a John Vanderslice su PopMatters.

- Come nota Loser, per qualcuno è già tempo di bilanci di fine anno. Del resto i mensili di dicembre vanno in stampa fra poco, e il massimo del dibattito suppongo sia se considerare Stars, Arcade Fire e Shout Out Louds dischi del 2005. Jukka Reverberi, invece, spiega perché quest'anno non farà classifiche.

- A proposito di Shout Out Louds (che, ricordo, finalmente vedremo in Italia il 16 dicembre al Covo) sul New York Times c'è una recensione molto positiva (quasi affettuosa) del loro ultimo concerto nella Grande Mela.

- Da Bologna, ogni tanto, arriva anche qualche notizia non troppo negativa: l'Estragon ha ottenuto una proroga alla scadenza entro la quale dovrà lasciare la storica sede di Via Calzoni. Almeno fino alla primavera dovrebbe farcela, ma resta aperto il problema della nuova sede.

- Su Emmebi una interessante discussione che parte dal "nuovo" mensile XL.

- È una mia impressione o il già esile Vice Italia sta vistosamente svanendo?

- The Clientele hanno da poco pubblicato Strange Geometry, album che in casa polaroid si ascolta parecchio, soprattuto in questa stagione di brume. Per promuovere l'acquisto della versione in vinile, la band ha deciso di inserire in ogni copia del disco un codice che permette il download della versione digitale, con una brillante mossa di marketing che guarda al passato e al futuro della musica allo stesso tempo.

- La Mara delle Black Candy è ritornata on air su Radio Antenna Uno e ha di nuovo un forum tutto suo.

- La più incomprensibile recensione di un live di David Berman.

- L'Ekidna sta preparando la seconda edizione del festival femminile LA ROTTURA DELLE ACQUE: "Se siete femmine e avete voglia di suonare al festival o avete qualche gruppo da consigliare scrivete qui: kiari@kyuzz.org, oppure passate ad ekidna una delle sere e parlate con noi".

- "Staff vivrà per sempre, come amore ed acne e la mia borsa di studio": "Don" Geoff Soule (Staff / Fuck) intervistato in italiano (?) da Indiezone.