giovedì 30 dicembre 2004

Melinda & me

Quando esci dal cinema dopo aver visto un film di Woody Allen hai diritto a un bonus di circa quindici minuti in cui ogni cosa che dici sembra pronunciata al tavolo di un ristorante di Manhattan, mentre tutti reggono calici di vino e discutono degli ultimi lavori che stanno scrivendo per il teatro.
Ieri sera, per esempio, infilandosi il cappotto La Laura ha affermato che in realtà l'unico motivo che Allen aveva per fare questo film era mettere in bocca a Chloe Sevigny la notevole battuta "ho avuto un solo uomo in vita mia".
Io me la sono cavata gigioneggiando l'imitazione della scena della discoteca in Provaci ancora Sam lungo tutta Via Nosadella.
Credo di aver detto anche qualcosa di smodatamente brillante, ma me lo sono dimenticato subito dopo.

Aveva forse a che fare con l'immagine di tutti noi che anno dopo anno torniamo a vedere i suoi film e usciamo con la stessa espressione sulla faccia e diciamo le stesse cose più o meno simpatiche, e tutto sommato siamo contenti così.
È una specie di transumanza culturale.

Sono giunto alla conclusione che per me contano solo due film nella carriera di Woody Allen: Io e Annie e Harry a pezzi.
Nel primo c'è tutto quello che Allen sa dire magnificamente. Il secondo invece mostra come funziona quello che dice. I due livelli sono di frequente confusi e ricombinati.

Ieri sera, mentre l'Upper East Side svaniva in trasparenza contro Piazza Santo Stefano, mi è venuto in mente che verso i film di Woody Allen provo ormai quello che Allen dice di provare nei confronti delle donne in quella celebre battuta alla fine di Io e Annie.
Guardandoli e tornando a guardarli mi rendo contro che non sono molto maturato negli ultimi quindici anni (livello Io e Annnie), eppure non voglio farne a meno proprio perché intuisco come e perché mi piacciono (livello Harry a pezzi).
E alla fine, resta la macchina da presa ferma dentro il bar, sul luogo di quell'ultimo incontro, mentre fuori loro si salutano per strada e vanno via.

mercoledì 29 dicembre 2004

Addio alla Torre

Questa è la polaroid di una casa vuota, in cima ai tetti di Bologna.
È piena di scatole e sedie in mezzo alla stanza, poster arrotolati in piedi contro il muro, pile di piatti avvolti nella carta da giornale appoggiate per terra, giacche ammucchiate dagli anni passati che nessuno metterebbe più. Dietro la porta, dentro un secchio giallo, detersivi e un flacone di alcol.
Ma nonostante il disordine la casa è già vuota, sta per essere chiusa, e sulla tua faccia (perché nella foto non poteva mancare la tua faccia che guarda fuori dalla finestra) è disegnata la preoccupazione che chi arriverà dopo di te sappia prendersi cura dei fragili infissi, dei gradini zoppi e dell'acqua che piove dal solaio.

Avere cura della città che si vede dalla propria finestra.

Hai notato anche tu che conosciamo soltanto gente che abita all'ultimo piano?

E poi sei preoccupato per gli odori che hai lasciato in giro. Malgrado ogni tua premura, il frigorifero sembra abitato da un perenne produmo di melone, e l'odore dei tuoi capelli sembra essere l'ultima cosa che vuole rimanere di te dopo che hai cambiato aria per tutto il giorno.
Ma l'ultima preoccupazione sul tuo volto è per il disco che hai in mano, per quell'azzurro sbiadito che ti eri promesso di tenere lontano, almeno per questa volta. E invece lo stai facendo, eccolo lì, e stai salutando la vecchia casa.

giovedì 23 dicembre 2004

L'mprescindibile post con gli auguri di Natale

- La cosa più natalizia che mi viene in mente adesso è l'ouverture di Maple Leaves, la versione dell'ep omonimo.

- Sì, coi campanellini e tutto il resto... Non te lo volevo dire ma la prima volta che l'ho sentita mi aveva ricordato tutto quello che desidero per Natale sei tu di Mariah Carey.

- Pensavo: se ci fosse tempo farei una compilation di Natale. Maple Leaves la metterei per prima.

- Come facevamo gli altri anni, tutti quei regali in mp3, prima che arrivassero gli m-blog, ti ricordi? E poi, dopo il cenone dai parenti, ci connettevamo con un modem a 56k e i led lampeggiavano a tempo con le luci dell'albero. E invece stavolta non c'è stato tempo per fare le cassette e i regali...

- Nemmeno un bagno schiuma tipo Miss Milky per sentirsi adolescenti rosee, neppure per La buona novella come successe l'anno scorso. Anche se, devo dire, Ratti ha insistito con il suo enorme fiocco, per celebrare degnamente il Natale dei piccioni, e al Calice le fidanzate hanno ancora le sportine di Mister Gal nonostante, grazie al cielo, i jeans di Richmond sembrino caduti nell'oblio (i dondup, almeno non li riconosci).

- In una libreria ho visto una fila talmente lunga che finiva davanti alla cassa di un'altra libreria. Le commesse non sapevano più a chi fare i pacchetti.

- E alla messa delle otto di mattina a Santa Maria della Vita che tutta ridonda di marmi e di ori con il sacerdote che legge le letture sbagliate e poi si scusa, e la preghiera dei fedeli per illuminare la ricerca e i ricercatori, sembrava davvero un mattina festiva di un giorno feriale (e la ricerca ovviamente ha avuto un picco).

- Il centro di Bologna oggi era così pieno di gente che correva per i regali dell'ultimo minuto che per attraversare la strada dovevi provare con lo stage diving.

- Ma la cosa più natalizia di questo Natale è stato mangiare i passatelli in trattoria, guardare la cupola di Santa Maria della Vita dalla finestra, tra i vapori di freddo e le luci arancioni, e il nostro clap hand sulla traccia numero tre del Cwistmas Twee album (è arrivato anche a noi!).

Buon Natale, a tutti. Ci sentiamo tra qualche giorno.
A very rock'n'roll Christmas

Questa sera, ultimo imperdibile appuntamento prima della pausa natalizia.
Nella Casa Coi Graffiti a Idice (BO) in concerto:
Ex-Otago (da Genova, very happy indie-keys-pop),
Black Candy (da Modena, non hanno più bisogno di presentazioni),
The Pope Mobile (metà Tunas + metà Black Candy, totale rock'n'roll).

La festa servirà a raccogliere fondi per la colonia felina Oasi Felix di Medicina (BO).
I folli Ex-Otago ce li ricordiamo dall'ultima edizione di Musica Nelle Valli e non vedevamo l'ora di incontrarli di nuovo. Il loro inno After August, September, tratto dall'ultimo album "The chestnuts time", è stata una delle canzoni della nostra estate.
Le Black Candy presenteranno finalmente il nuovo sette pollici split con Majirelle uscito su Fooltribe, l'unico regalo di Natale che aspetto da mesi.

Il tutto comincia intorno alle novemmezza, il biglietto costa 1 euro. Prima e dopo i concerti dj-set garage'n'soul by Dj Amarezza & Cool Face. Qui trovate le indicazioni per raggiungere la Casa Coi Graffiti.
L'Amico Immaginario

È nata una nuova etichetta, I Dischi De L'Amico Immaginario.
Con l'aiuto dei Fratelli Drezzezze (ovvero Maurizio Borgna e Cristiano Lo Mele), Giasone, l'amico immaginario (che ha pure un blog), "intende pubblicare i dischi che già esistono nella bacheca dell'amico immaginario e che non godono dell'attenzione che meriterebbero".
L'Amico Immaginario ha la propria base operativa a Leuman (immaginario paese compresso alle porte di Torino) e si avvale della distribuzione Audioglobe.

I primi due titoli in catalogo, in uscita nei primi mesi del 2005, porteranno la firma dei Northpole, gruppo veneto attivo da oltre dieci anni, e quello degli Zen Circus, band pisana che ben conosciamo anche da queste parti.

Va segnalato anche il lodevole tentativo di Giasone di contenere i costi: i dischi infatti usciranno al prezzo di 15 euro, "non un centesimo in più (al limite qualcuno in meno)".
C'è però anche un altro modo per entrare in possesso dei Dischi De L'Amico Immaginario ed è quello di aderire alla campagna "diventa immaginario", in pratica associarsi all'etichetta. La tessera dura un anno solare e permette di ricevere tutti i dischi usciti in quel periodo, nonché ottenere altri vantaggi.
Se volete saperne di più scrivete un'email a giasone@lamicoimmaginario.it.

mercoledì 22 dicembre 2004

Regali per noi

Questo post parla di regali. Regali che a volte ci hanno fatto gruppi che ascoltiamo, altre volte gente che neppure conoscevamo.
Trovo ancora fantastico che qualcuno decida di dare proprio a noi un cd con la musica che ha messo insieme. In questi anni di blog e di radio ce ne hanno regalati alcuni, e io non sempre sapevo come ringraziare. Non siamo giornalisti, né siamo nel business. Questa volta provo allora con un post.

Atomic Loosers- The Atomic Loosers, s/t - Sono i primi a venirmi in mente. Ho scoperto che esistono ancora e che me li sono persi poco tempo fa dal vivo a Villa Serena. Andrea, il chitarrista, mi passò un loro cd con otto pezzi ai tempi di Zero In Condotta, più di un anno fa, e io non gli scrissi mai, nemmeno una mail di due righe. Perché faccio così?
Eppure i numeri ci sono. Sotto una robusta pelle punk, nascondono un'anima garage, ed è quella forse più interessante, soprattutto grazie alla convincente voce. A tratti, riecheggiano gli Stooges, altrove li si vorrebbe più apertamente stonesiani. Prometto che andrò a vederli in concerto.

Interflug (particolare)- Interflug, My Casio scripts / Cheap music for cheap people - Il nome degli Skoda me lo ricordavo da una compilation della Ouzel Records. Di quel duo è rimasto Giacomo Botta, nel frattempo migrato a Helsinki, che con il moniker Interflug continua a suonare elettropop, spesso e volentieri mescolato a episodi acustici. Immaginate una specie di versione lo-fi di Postal Service (tanto per fare un nome noto), dove però la facilità delle melodie viene in qualche modo sempre sfasata da un uso dell'elettronica molto più naif e meno diretto, e da una voce timida e sperduta.
C'è una tremenda malinconia (soprattuto quando chitarra e voce restano nude) che mi lascia in testa poche parole di qualche canzone e non me ne libero per giorni. Cose sconnesse e apparentemente insignificanti, il corrispondente sonoro di un inverno qualunque e di tutte le cose a caso che ci capitano dentro (perdere una sciarpa, aggiornare il sistema operativo, scendere alla rosticceria cinese).
Menzione d'onore per i piccoli, delicati e "inutili" inni generazionali di nessuno che sono alcuni dei pezzi in italiano, come Gioventù colossale e La vita da studente (mi sta uccidendo).
Interflug sarebbe molto bello vederlo l'anno prossimo a Murato.
(mp3: My Casio Scripts)

Mersenne - 'Fishes say blu blu'- Mersenne, Fishes say blu blu - I Mersenne li conoscevo per averli seguiti in almeno un paio di occasioni dal vivo, divertendomi sempre molto, anche se i loro pezzi durano a volte quel minuto di troppo.
Le influenze indie rock sono ben chiare ma al tempo stesso mai invadenti, e la band trova da subito la propria strada con sicurezza. In pezzi tirati come Clerks o Teenage c'è tutto il meglio degli Anni Novanta che sono piaciuti a noi, belli frammentati e al tempo stesso epici. In altri momenti dilatano e si allontanano da quell'asciuttezza che la formazione a trio permette loro.
Senza dubbio, però, quello dei Mersenne è un nome da tenere a mente per i prossimi dodici mesi.

Lello Voce - 'Fast blood'- Lello Voce, Fast blood - Sì, d'accordo, Lello Voce non è certo una band né un cantautore agli esordi, ma visto che l'operosa Proserpina sta promuovendo il cd via blog mi sembra giusto parlarne in questa sede.
Ammetto di conoscere Lello Voce più per le sue inchieste sul G8 di Genova che per le sue poesie. Finalmente lo sento all'opera con questo disco che raccoglie suoi spoken words su musiche di Frank Nemola. I testi hanno la forma di una recitazione molto calda, quasi rap (tutto l'opposto della secchezza di un Emidio Clementi, per dire, il quale pure viene in mente dopo pochi secondi d'ascolto), mentre le musiche sono un jazz elettronico e fluido, algido ed elegante.
Ecco, se posso trovare un difetto a questo lavoro, almeno dal punto di vista musicale (da quello letterario o politico mi pare si possa obiettare ben poco), mi aspettavo maggiore interazione tra i due elementi. Si è fatto tanto per realizzare ques'opera, e la consapevolezza che la sostiene è ampiamente illustrata nel libretto che l'accompagna, e poi alla fine tutto quello che si ha è Lello Voce che legge benissimo cose davvero notevoli sopra musiche molto belle. Resta quasi l'impressione che avrebbero potuto essere altre.
L'esperienza dell'ascolto rimane in ogni caso molto forte, e la lunga serie di spettacoli con i quali Voce ha portato in giro Fast Blood lo testimonia.
Forced eccentricity isn't art

Il loro album è una delle uscite più attese del 2005. Prepariamoci con questa lunga e molto bella intervista a James Murphy di LCD Soundsystem (da The Wire del mese prossimo).

"I just don't like scenes, it's just like high school".

(qui intanto si può ascoltare Daft Punk Is Playing In My House)

"The band was designed to be a band that people didn't like".
Christmas is cancelled this year

La canzone preferita da Everett True per questo Natale 2004 è Christmas Is Cancelled dei The Long Blondes.

martedì 21 dicembre 2004

Epigrammi ed epitaffi

Violetta Beauregarde chiude il suo blog con una citazione da Marziale?
Peccato, non scopriremo mai "quanti indie rockers ci vogliono per avvitare una lampadina".
Era cinque minuti che non ne parlavamo

«2004 is being considered by some publications to be the year that "indie" ceased to be shorthand for "independent"...»

Dopo la classifica delle ristampe (in rispettoso ordine alfabetico), Pitchfork oggi compila quella dei singoli, giudicata quanto mai importante nell'epoca in cui "as iPods continue to gain prominence, our self-determined playlists-- increasingly consisting of recommendations by friends, websites, message boards, and MP3 blogs-- offer what commercial radio never could".
A domani per quella degli album.

ps: come segnalato già da più parti, anche quest'anno tutte le classifiche vengono raccolte su Fimoculous.
L'Avvenire alle nostre spalle

Scopro da Max solo ora che qualche mese fa il qui presente blog, insieme ad altri, era finito addirittura sulle pagine dell'Avvenire. Si ringrazia Riccardo Spagnolo.

lunedì 20 dicembre 2004

Cwistmas Twee

Cwistmas TweeL'etichetta di Boston Total Gaylord Records l'avevamo conosciuta alcuni mesi fa con gli Shumai e ci eravamo subito presi in simpatia.

Ora Salvatore segnala questa nuova compilation tutta natalizia dal geniale titolo Cwistmas Twee (che contiene, tra le altre, canzoni di Colin Clary, The Icicles, The Smittens, degli stessi Shumai e dei nostri cari Diskettes).
E aggiunge anche un po' di mp3 a tema in regalo.

"Pezzi che non diventeranno mai classici al di fuori di qualche cameretta che so io, ma che riescono lo stesso a creare il perfetto clima di festa".
La playlist romanzata

Su Rumore il paginone dei dischi dell'anno non ha mai commenti, presentazioni o qualcosa di carino dentro o intorno.
Ogni anno mi chiedo perché viene sprecato così qualcosa su cui, magari anche a ragione, si continua a puntare.
Per fortuna ci sono i blog (si capirà l'ironia?): per esempio, su quello dei Perturbazione, Rossano Lo Mele si lascia andare un po' di più, e anche questa volta ci racconta la sua "playlist romanzata".
Future Free Festival

I ragazzi di Seconda Visione mettono in palio 5 accrediti per il Future Film Festival 2005, in programma a Bologna dal 19 al 23 gennaio.
Tutte le istruzioni le trovate qui.
Jente di un certo successo

Si vede che quest'anno ci siamo impegnati poco, ma un award di Delio siamo riusciti a vincerlo pure noi.
Ex aequo con Inkiostro, per il concerto dei Radio Dept. del primo maggio scorso al Covo.

la spilletta degli indieblog awards
Miglior indieprogetto collettivo che ha avuto successo

Bottura docet

E' stupefacente ogni volta osservare come i livelli di realtà si sovrappongano anche nelle situazioni più semplici. La rosa di causali questa volta l'ha fatta un professionista del genere. Quel tanto, anzi quel quanto di erotia, ce l'ha messo una ragazza di nome Alessia abbordata malamente da un tipo che ha chiesto al suo moroso di presentargliela (sic.) Poi c'erano una matta in verde, il mio medico curante, un maestro di tennis battutto in doppio tanti anni fa, un'attuale cliente con marito e le adidas Chile '62 che stavano per rompermi una gamba non meno di 9 mesi fa, su una botola in Camargue, a Borme les mimosas, giusto sopra al Lavandou di De Stael, (e poi dicono che non ti muovi mai).

Al centro della tavola, e quindi a fare il punto di depressione ciclonica, ma se preferite il gomitolo o lo gnocco del caso, un Edoardo Raspelli (pare tennista pure lui) unto da figure ambigue, (editor zerbino e mitomane locale), che non si è accorto di essere solo un capro espiatorio, insomma una scusa, un'ombra, un'attesa, un aldilà. Eravamo tutti lì, nella saletta Feltrinelli, per il bicchiere di tortellini, anzi bisogna dire il bicchierino, con giusto stillicidio di vezzeggiativi.

Ironia vuole che il carnefice (Bottura) stesse in un angolo zitto, in bianco, con un sorrisino tirato, e in attesa ansiosa dei ventesimi (cioè i voti) dati dal capro (saranno addirittura 17). L'arma in mano: un bicchierino a bolla, uno chinoise e i tortellini. I tortellini in un bicchiere non sono in sé un'idea. Ne abbiamo mangiati due infilzandoli col pungolino in legno verde e poi mi esalto. Dico a Lucio che secondo me il piatto andrebbe bevuto. Mmh... Chiedo a Bottura se a berlo faccio un'eresia. Guarda fisso la pentola e dice: "In effetti tengo la crema di grana sui 50-60 gradi perché così rimane di una consistenza giusta per stare sul tortellino, senza scivolare via. Bevendolo l'effetto deve essere quello di un cucchiaio di tortellini in brodo con la crema. Uso un brodo molto pesante e non lo scolo del tutto. Il ripieno è bagnato, il di fuori asciutto". Ha sovrapposto due ricette: tortellini in brodo e alla panna, pardon, crema di grana. L'effetto è stranamente tradizionale.

Se vi ho fatto perdere tempo con questo stupido post è perché Bottura, quarant'anni, magro, una crestina di capelli, è il primo chef da due stelle Michelin con cui parlo e mai parlerò. Mi ha stupito la sua passione da non professionista. A me ha ricordato quei musicisti veri, quelli che suonano quasi tutte le sere. Come quando chiesi a un batterista, il meno famoso del gruppo, tutto circondato di fan, Christian Meyer, dove entrava il rullante in Lo stato A lo stato B. Ho visto nei suoi occhi l'unica vera felicità: "Entra in battere!", mi ha gridato, e poi si è messo lì, smollando le grupie dietro alla transenna, a solfeggiarmi il pezzo. "Milza invece è un'avventura tutte le sere". Ormai eravamo amici, era ovvio. Per lui non potevo non sapere che Milza era un pezzo in tredici.

Che dire. Rock'n Roll.

venerdì 17 dicembre 2004

Radio e giocattoli sotto l'albero

Questa sera ultima puntata del 2004 per polaroid/thermos (o "il thermos con le polaroid dentro", come preferite).
Tra aperitivi, regali e novità, tenteremo un po' di riepilogo dell'anno ormai concluso, ma per la Top Ten vera e propria bisognerà aspettare il primo appuntamento del 2005, il 7 gennaio.
Ci si vede alle nove, sulle frequenze di Radio Città del Capo (o in streaming, oppure tra un paio di giorni nell'archivio).

A Toys Orchestra - 'Cuckoo boohoo'A seguire, tutti di corsa al Covo, dove gli A Toys Orchestra presentano il loro ultimo album Cuckoo boohoo, ottimo lo-fi rock in bilico tra Pavement, dEUS e Blonde Redhead.
E dove il sottoscritto avrà il piacere di mettere un po' di dischi per voi.

A Toys Orchestra mp3:
Peter Pan Syndrome
Modern Lucky Man
I regali di Natale

Black Candy / Majirelle - split 7''

Losing Today t-shirt

Rough Trade Shops - Indiepop 1

Riotmaker t-shirt: Sigmund Freud All Stars

Murato reloaded
Fooltribe version

Chi come il raffreddato sottoscritto avesse perso Dean Roberts l'altra sera a Murato, o chi volesse tornare a vederlo, può recuperare domenica pomeriggio all'Aquaragia di Mirandola (MO).
E in più ci saranno di spalla i nostri Three in One Gentleman Suit e i Miranda.
Il tutto a partire dalle 17.

giovedì 16 dicembre 2004

Helsinki, Australia

Architecture in Helsinki - 'Fingers Crossed'Per caso, vi abbiamo già detto che l'Australia sarà the place to be nel 2005? Alcuni segnali si potevano avvertire già quest'anno, bastava prestare maggiore attenzione.
Uno di questi, per esempio, era certamente l'album di debutto degli Architecture In Helsinki, che a dispetto del nome provengono dai sobborghi di Melbourne, e per la precisione dalla cittadina di Fitzroy.

Il disco, intitolato Fingers Crossed, è la cosa più sfuggente che si possa ascoltare in materia di pop. Nenie che ricordano certi quadretti di Aphex Twin accanto ad aperte melodie in stile Bacharach, clap hands di puro twee e glitch freschi d'Islanda, voci femminili degne di qualche amica carina che vi è stata presentata da Isobel Campbel e sguaiati cori di bambini come in un sogno di Brian Wilson.
Trombe, tromboni, campanelli, drumbeats interrotti, arpeggi di chitarra delicati, qualcosa che arriva, suona e se ne va. Non mancano il Giappone, gli Anni Ottanta e il futuro.

Fingers Crossed affascina come se fosse sperimentale, coinvolge come il migliore indiepop e non vi fa mancare la vostra dose di malinconia.
Ascoltate The howls go.
Natale con i tuoi?

Sons and Daughters - 'Love The Cup'Mi aveva messo la pulce nell'orecchio già qualche mese fa Franz sulle pagine di Losing Today, in radio li avevo sentiti distrattamente diverse volte, ora ci scrive anche Momo da Glasgow, che li ha visti dal vivo e ne è rimasto folgorato.
E così Love the cup di Sons And Daughters arriva sul mio lettore praticamente a Natale, dopo mesi di inutile hype (qualcuno mi spiega come funziona ancora?)
Di natalizio non ha nulla. Anzi, quelle canzoni che mescolano in modo enigmatico suoni quasi country e atmosfere tutte spigoli diventano presto ossessive.
Disco molto adatto alle notti d'inverno buie e gelate, illuminate da luci colorate sugli alberi e nei giardini, diventate improvvisamente sinistre.


ps: l'amabile scozzese d'adozione tra l'altro ci scrive: "Da notare che qui vengono distribuiti cd pieni di indie locale... sui quotidiani! Altro che le riviste specializzate per quattro gatti".
Teenage Dreams So Hard To Beat

Questa sera, a partire dalle 19 ora di Londra, BBC Radio 1 trasmetterà uno show di tributo a John Peel.
Diverse band suoneranno dal vivo negli storici Maida Vale Studios (tra le altre, Wedding Present, Stuart Murdoch dei Belle & Sebastian, Gorky's Zygotic Mynci e Graham Coxon).
Per l'occasione, e per una sola notte, si riformeranno gli Hefner.
Con i migliori propositi

Consueto clima da riassunto di fine anno, classifiche, riepiloghi dei dischi usciti nel 2004 e tante belle cose.
Provo allora a buttare lì qualche data già da segnare sull'agenda per i primi mesi dell'anno prossimo:

17 gennaio: Hood, Outside Closer
19 gennaio: The Radio Dept., This past week ep
25 gennaio: Mercury Rev, Secret migration; L'Altra, Bring on happiness, The Chemical Brothers Push The Button; Low, The Great Destroyer; M83 Before the Dawn Heals Us; e ben due album per Bright Eyes, Digital Ash In A Digital Urn e I'm Wide Awake It's Morning
25 gennaio (USA) / 28 febbraio (Eu): Stereo Total, Do the Bambi
Attesi a gennaio anche i nuovi album di LCD Soundsystem e ...And You Will Know Us By the Trail of Dead
? febbraio: Mercury Rev, The Secret Migration
14 febbraio: Bloc Party, Silent alarm
8 marzo: Adam Green, Gemstones. Il piccolo folletto darà alle stampe anche "Adam Green: Magazine", raccolta di scritti pubblicati in tedesco e inglese da Suhrkamp Verlag.
15 marzo: The Wedding Present Take Fountain
22 marzo: The Decemberists, Picaresque
28 marzo: New Order, titolo ancora sconosciuto

Tra le date ancora non rese note (ma tutte entro primavera): Beck, Notwist, Grandaddy, Weezer, Sleater Kinney, Hot Hot Heat e Stephen Malkmus.
Tra febbraio e marzo, tre uscite italiane molto attese: Franklin Delano, Disco Drive e Settlefish.
E chissà quanti altri mi dimentico.
"We are our own wannabes"

Annoiarsi e fare filosofia giocando a un videogioco dove il personaggio gioca a un videogioco: un brillante saggio su Sims 2 (attenzione: contiene Platone, Proust, Eco e Baudrillard).

mercoledì 15 dicembre 2004

Murato raffinato

Dean RobertsMurato ribadisce la propria fama di rassegna colta ospitando questa sera quel bel ragazzo di Dean Roberts, chitarrista neozelandese con base a Vienna.

Roberts approda al cantautorato partendo da premesse di sperimentazione elettronica e di improvvisazione elettroacustica, e se vi chiedete cosa sto dicendo vi rispondo che sto soltanto traducendo un comunicato che mi ha passato Mr. unhip, e che per Roberts garantisce lui.

Inoltre, vi posso segnalare l'elegantissima copertina del suo ultimo album Be Mine Tonight e che qui trovate altre info e qualche sample mp3.
L'appuntamento è a partire dalle 21, al Club74 in Via della Grada 10. Prima e dopo il concerto dj set di Morra MC.
"The indiepop mafia"

Finalmente Salvatore pubblica il resoconto del Mon Galà Papillons, la due giorni londinese organizzata da Chickfactor che ha visto sul palco nomi come Television Personalities, Jens Lekman, Stevie Jackson (Belle & Sebastian), Stuart Moxham (Young Marble Giants) e parecchi altri.
E anche il resto del namedropping è davvero eccezionale.

martedì 14 dicembre 2004

Nelle città del mondo

Gli amici

Nell'anno '51 li ricordi
la Giuliana e il Giancarlo
ballerini e acrobati com'erano
con vocazione di poveri
di cui sarà il mondo domani,
salute gioventù fierezza scatto.
E oggi? In una torpida
mattina del '60? O di essi e dei figli
con intatta vocazione di poveri
ancora può essere il mondo
domani
per la decima estate non si orna
di nuovo la bocca del Magra?
Che tempi - mormori - sempre più confusi
che trambusto di scafi e di motori
che assortita fauna sul mare.
Non lasciatemi qui solo
- stai
per gridare - ritornate...
Ma ecco dietro uno scoglio
sempre forte sui remi
spuntare in soccorso il Giancarlo.

E ti sembra un miracolo.

(Vittorio Sereni, da Gli strumenti umani)


Il Giancarlo di questa poesia leggera di Sereni è poi l'architetto Giancarlo De Carlo, e mi andava di dedicare questo post a lui, visto che domani il Politecnico di Milano gli conferirà la laurea ad honorem.

Non so nulla di architettura e non ricordo perché mi sono affezionato alla figura di questo vecchio anarchico (forse Glauco, forse Jonathan), in un certo senso abbastanza perdente e mai à la page come altri suoi contemporanei.

da sinistra: Giovanni Pintori, Elio Vittorini, Vittorio Sereni, Giancarlo De Carlo nel 1964 a Milano (foto di Cesare Colombo)

Domenica scorsa, nell'inserto del Sole 24 Ore, c'era la foto qui sopra (uno scatto di Cesare Colombo). Ve la copio anche se la scansione da quotidiano viene male.
Ma voglio metterla lo stesso perché se penso a cosa stava facendo quella gente all'epoca la trovo totalmente rock'n'roll, e forte come le immagini dei primi Velvet Underground o del CBGB delle origini.
Era il 1964, e da sinistra si vedono Giovanni Pintori (storico grafico di casa Olivetti), Elio Vittorini, Vittorio Sereni e Giancarlo De Carlo.

lunedì 13 dicembre 2004

Love song

The Blow è prima di tutto un progetto di Kahela Marichic, in secondo luogo l'epitome dell'indipendenza. Quella concessa a chi ha una cameretta per ascoltare lo smart pop da camerette, è carino abbastanza da potersi colorare i capelli come preferisce o non colorarli affatto.
E balla nella sua cameretta anni settanta mentre si colora i capelli, o regge la cornetta di un telefono di plastica anch'essa colorata, e dall'altra parte della cornetta, dall'altra parte del mondo, magari a Tokyo, ha un'amica che sta ballando infilando collant colorati, fotografando il mondo fuori. Il mondo fuori sembra un fumetto ed è lo stesso mondo qui e là, come un fiume sotterraneo, che sfocia alla foce di cornette colorate.
Il mondo fuori è sempre una polaroid digitale, dove le foglie gialle, le piastrelle azzurre, i fermacapelli rosa ingombrano i monitor di still life post-qualcosa, immemori di qualcosa d'altro.
E loro si struggono con gentilezza gli uni appesi alla cornetta dell'altra dell'amore scappato, andato, fuggito, caduto nel vulcano: knowing the things that I know.
Championship Vinyl

[mini]marketing è un blog che si occupa, come dice il nome, di marketing e affini.
In poco tempo s'era fatto una buona reputazione e ora mi sento quasi in colpa per avergli dato un suggerimento così frivolo.
Comunque, qui trovate "Il [mini]marketing del negozio di dischi (in via di estinzione)".
(geniale l'idea del negozio dove andare a fare il pieno all'Ipod!)

update: da Fidelio un'interessante osservazione sul campo.
Videomusic fai da te

Ottima idea di Inkiostro: dopo gli m-blog, aggregare un po' di video (Bloc Party, The Go!Team, Morrissey, Broken Social Scene tra gli altri).

giovedì 9 dicembre 2004

B-Losing my edge

Ho sentito dire che tu e quelli del tuo giro avevate lasciato perdere i forum ed eravate dentro i blog.
Ho sentito dire che tu e quelli del tuo giro avete chiuso con i blog e frequentate tutti i forum...
Voglio pagare il college ai miei figli

Un insolitamente loquace (e maturo ) Frank Black intervistato dal Village Voice.
Pausa

«... parliamo troppo. scarichiamo troppo. scriviamo un sacco di cazzate. ne leggiamo altrettante.
siamo abbastanza intelligenti da scherzare sulla nostra indie-spocchia, ma a volte l'ironia si perde per strada.
e succede davvero che indie diventa quella parola "che adesso ti tirano dietro anche quando ti compri le arance al supermercato".
e stiamo un po' zitti, va.»

(Nin-Com-Pop)
Homesleep Weekend - part III

L'ultima volta fu una mattanza. Ora ritorna e noi ci faremo trovare pronti, al banco del bar, con le spillette lucidate.
Comincia questa e sera e si concluderà sabato la terza edizione dell'Homesleep Weekend, organizzato dall'omonima etichetta e dal Covo Club di Bologna. Tre giorni di concerti e dj set nel posto dove preferiamo perdere gli occhiali ballando.

- Giovedì 9 (in collaborazione con Fooltribe):
Q AND NOT U (Washington DC, USA - Dischord) - mp3: Wonderful People dall'ultimo album "Power".
+ special guest 31 KNOTS (Portland, USA - Own) - mp3: Welcome To Stop dall'ultimo ep "The Curse of The Longest Day".
A seguire:
Gate I : Dj Kozmic Dancer (Covo Club / Cut) + Dj Jonathan (Settlefish)
Gate II: Djs Arturo & Fabio (Glamorama/Città Fujiko/Rumore) + Enzo (polaroid blog)

- Venerdì 10:
THE DELGADOS (Glasgow, Sco - Chemikal Underground) - mp3: Sink or Swim dal nuovo album "Universal Audio".
+ special guest MICECARS (Roma, Ita -Homesleep) - sul loro sito si può scaricare l'intero primo demo "Gewgaw tunes".
A seguire:
Gate I: Dj ODA (Unhip) + Populous (Morr Music)
Gate II: Dj Ben Ayres (Cornershop) + Richard Deeney (The Toes)

- Sabato 11:
MALCOLM MIDDLETON, già membro di ARAB STRAP (Glasgow, Sco - Chemikal Underground) - mp3: Best In Me, dall'album di debutto "5:14 Fluoxytine Seagull Alcohol John Nicotine".
+ special guest MIDWEST (Varese, Ita - Homesleep).
A seguire:
Gate I: Dj Yanez + Dedu (Covo Club)
Gate II: Dj Gary Powell (The Libertines)

L'apertura porte è alle 22, i concerti iniziano una mezz'oretta dopo. I biglietti alle singole serate costano 12 euro (post concerto 5 euro). Gli abbonamenti a tutto il Weekend (30 euro) saranno in vendita questa sera alla cassa del Covo.
Per info: 329 0798053.
Poi non vi lamentate se ci prendono in giro...

indieblog awards 2005

Tornano gli Indieblog Awards 2005.

martedì 7 dicembre 2004

Bossa nova

Solo a sentirle le parole in francese, ti fanno venir voglia di agguantare un calice e liquidare tutto in un attimo tra rumore di ghiaccio e frangette e borsette. Nouvelle vague vuol dire New wave e Camille aveva i piedi nudi sul palco e un vestito di tulle e slippini neri. Nouvelle Vague Marina Celeste è bionda ha i tacchi a spillo e questo assurdo pallore trasparente. Sembra un night club con dentro Michelle Pfeiffer che fa la sciantosa, sembra una tenda di velluto, sembra un pubblicità di Dior con il whiskey versato su stole di struzzo. Sembra una sera portoghese in un night francese, in cui le femmine cantano vecchie canzoni in inglese. E Camille scalcia mentre Marina tra-balla. E mentre si bagnano con la peggior birra tedesca, di Marc Collin e Olivier Libaux non gliene importa un bel niente a nessuno. Di John Lydon, nessuno sembra curarsi. This is not a love song.
Murato: è tutto intorno a te

La rassegna più unhip in città prosegue e non si ferma nemmeno per le feste comandate.
Domani sera, mercoledì 8 dicembre, al Club74 (in Via della grada 10) sarà di scena l'elettronica sperimentale dei 3/4 Had Been Eliminated, trio composto da Stefano Pilia (acoustic and electric instruments, loops, live electronics, objects), Claudio Rocchetti (turntables, cd players, live electronics, objects), e Valerio Tricoli (tape loops, acustic and electric instruments, live electronics, vocals).

Se arrivate sul presto, verso le nove, ci sono anche i sottoscritti polaroidi che mettono un po' di dischi uso aperitivo. Nonché dopo il concerto, a coronamento di una splendida serata.
Non mancate.
Musica per il ballo di fine anno

saturday looks good to me - 'every night'"Il 1968 è stato l'anno di prova della distruzione del mondo. Ma prima abbiamo vissuto un'epoca in cui l'armonia (i Beach Boys), la bellezza (Diana Ross), e la potenza (Phil Spector) hanno prodotto una musica senza tempo..."
Si potrebbe parafrasare "Bianca" di Moretti per introdurre il nuovo album dei Saturday Looks Good To Me, Every Night. Ennesima prova del collettivo guidato da Fred Thomas ed ennesima conferma dell'amore sconfinato che quest'uomo nutre per quell'epoca in cui il pop viveva un'eleganza che oggi sembra quasi impossibile capire senza filtri di nostalgia o, peggio, ironia.

La sezione di fiati in smoking si alza per il ritornello, il chitarrista si allenta la cravatta, nella sala piena di luci l'esile voce della cantante rimbomba sopra l'organo, il batterista vi strizza l'occhio e chi vi accompagna vi stringe la mano.
Per il vostro ballo di fine anno, tenete vicino questo disco.
Disco Bravo 2004

[disco bravo 2004]

Anche quest'anno Gecco ha messo in piedi l'aggregatore delle classifiche di fine anno.
Ho caricato come prova quella di Arturo apparsa sull'ultimo Rumore: pare funzionare tutto, basta non usare le maiuscole, non mettere gli articoli davanti ai nomi dei gruppi e altre raccomandazioni che quel pigrone di Gecco non ha voglia di sistemare.
Il Disco Bravo 2004 ha come eccezionali testimonial i Dinosaur Jr.

lunedì 6 dicembre 2004

Luminaria
una polaroid alla radio (3 dicembre 2004)

Bologna, Due Torri, dicembre 2004


Quando scatta la polaroid una vaga nebbia è scesa anche sulla notte del centro di Bologna, avanzata dalle campagne dalla parte di Modena e Ferrara, conquistando casa dopo casa a uno scenario sonnolento e confuso.
Lì, in Piazza della Mercanzia, voi, risaliti dal Circolo sotterraneo del Biliardo, indovinando le scale non senza fatica, sul palato gli anni invecchiati del puro malto, siete venuti a prendere gli schiaffi in faccia dell'aria gelata e umida sperando vi scuotessero, mentre giravate i pugni nelle tasche dei jeans.
E poi, finalmente, avete sollevato gli occhi imbambolati, e siete rimasti zitti, perché tutto quell'oro riverberava nella nebbia e la notte sembrava più soffice.
Nella foto si vede solo questo, la vostra faccia stupita, interrotta dopo tanto parlare e bere, e nient'altro. Il lampo dell'istantanea ha fatto riflesso contro la foschia insinuata sotto i portici, ma non importa.
Avevano finito di montare le luci di Natale, quella notte, e tutte le file di lampadine che dalla base alla cima avvolgevano le due Torri valevano soltanto per quel vostro attimo di meraviglia intatta, come senza più difese.

Bologna, Due Torri, dicembre 2004

Il Dipartimento delle Canzoni Dimenticate

Jens Lekman e i suoi compari d'oltre oceano alla Secretly Canadian hanno messo in piedi una pagina intitolata "At the dept. of forgotten songs"
Qui ogni due settimane saranno postati tre mp3 di canzoni inedite o rare del nostro cantautore svedese preferito.
Tra le prime c'è anche Pocketful of money, traccia presente solo nell'edizione scandinava dell'ep "Maple Leaves" e che contiene una piccola sorpresa per tutti i fans di Beat Happening.
Wittgenstein
(no, non il blog)

In questo post di Miic si manda a quel paese Dave Eggers.
Fin qui niente di male.
La cosa grandiosa, però, è che nei commenti questo genio riassume così una delle opere fondamentali della storia della filosofia (su cui ho passato anni preziosi, non ricordo più perché), facendomi ridere fino alle lacrime:

Miic: e poi magari mi dici anche come va a finire il Tractatus...
Otezap: Il Tractatus finisce con la vittoria della cupola degli Omertosi sul clan dei Metafisici. Spledide le scene dello sterminio finale con gli inseguimenti dentro al cantiere, tra le scale e i calcinacci.

domenica 5 dicembre 2004

EIGHTEEN IN THE EIGHTIES

Rumore di dicembre (# 155) ospita un intervento di Joe Giovanardi, cantante di La Crus.
Argomento: la musica al principio degli anni 80.
Considerato il fatto che negli ultimi 12 mesi abbondanti, buona parte di ciò che abbiamo ascoltato e stiamo tuttora ascoltando (diciamo da Rapture in poi, tanto per semplificare) ha notevoli attinenze con quegli anni, mi pare interessante riflettere su alcune delle cose che Giovanardi ha scritto e che per inciso, avendo io vissuto come lui quegli anni, mi trovo a condividere appieno:
"Se c'è un fattore che contraddistingue la stagione 1977-1984 è la percezione che ogni disco che si ascoltava non era assimilabile a niente di quanto era stato fatto prima. I primi album di Joy Division, Banshees, Cure, Gang of Four, Virgin Prunes, a cosa erano paragonabili? Potevi fare riferimento forse a qualcosa sentita in passato?
Sicuramente no.
Questa è stata la vera spinta propulsiva di quel periodo.
E le case discografiche indipendenti, nate proprio in quei giorni l'avevano capito in pieno. Cercare di mettere sotto contratto i gruppi più originali, che non somigliassero a niente e nessuno. Diciamo che la musica era un po' più vicina all'arte di quanto sia ora.
Delle tre grandi rivoluzioni musicali degli ultimi 40 anni (1965-1977-1990) quella di mezzo rimane unica contenendo due fattori fondamentali: quello culturale, spinto dall'urgenza di esprimere la propria rabbia e un modo di essere e sentirsi vivi al di là di ogni appartenenza, e quello musicale, animato da uno spirito rivoluzionario non riferibile a nulla di quanto sino ad allora accaduto.
Ha un senso oggi il recupero di quegli anni, quando i presupposti di fondo sono - da un punto di vista filosofico - esattamente opposti a quelli da cui tutto è partito, con un orizzonte inevitabilmente ridotto all'aspetto estetico?
E' solamente mancanza di idee, o la voglia di ricreare un periodo che si ama ma che non si è mai vissuto?"

mercoledì 1 dicembre 2004

Gli Impossibili

The ImpossiblesI ragazzi di Seconda Visione ieri sera in radio ne hanno cantato le lodi per mezz'ora e alla fine mi hanno convinto: sabato pomeriggio porterò mio nipote al cinema a vedere Gli Incredibili. Del resto, siamo sotto Natale.

A Luca Sofri il film della Pixar ha fatto tornate in mente Vip - Mio Fratello Superuomo di Bruno Bozzetto.
A me invece il titolo ha ricordato subito quello di un cartone animato degli anni Sessanta, prodotto da Hanna & Barbera, e a cui ero molto affezionato: Gli Impossibili.

Gli Impossibili erano un gruppo rock (dove però mancava stranamente il batterista) dietro cui si celavano tre supereroi: Coilman, che poteva trasformarsi in molla, Fluidman, che poteva liquefarsi, e Multiman, che poteva moltiplicarsi all'infinito.

The ImpossiblesGli episodi degli Impossibili cominciavano e finivano sempre con un concerto piuttosto fricchettone, o con una jam session in studio. In mezzo, i nostri eroi andavano in tour per il mondo sulla loro automobile volante, incontravano un cattivo a caso, e a turno utilizzavano i loro superpoteri. Almeno uno dei tre aveva sempre quello che serviva a risolvere la situazione.
Qui trovate il filmato della sigla originale (quella italiana proclamava "Gli Impossibili paladini della giustizia!"), mentre qui vendevano le statuette in plastica dei personaggi, ma ormai sono sold out.
Era un cartone talmente sfigato che dopo due stagioni (1966-1967) finì. Che io sappia non è mai stato ristampato in DVD, e le videocassette in rete hanno prezzi da collezionisti.

Senza rendermene conto, Gli Impossibili probabilmente sono stati l'idea di gruppo rock con la quale sono cresciuto, insieme agli Archies.
Ma questa magari ve la racconto un'altra volta.