lunedì 31 maggio 2004

Fronte del palco

Pare non esserci tregua a questa stagione di concerti.
Dopo il fragoroso weekend di Musica Nelle Valli (fatemi ripigliare e vi racconto com'è andata), e anche tralasciando i megafestival a cui ancora non ho ancora deciso se vale la pena andare, sembra proprio che quest'estate, anche senza spostarsi troppo fuori regione, non smetteremo di trovarci nelle vicinanze di qualche palco dove si suona la musica che ci piace.

Si comincia questo giovedì 3 giugno, con la festa di chiusura del Covo insieme a El Guapo e CUT.
Poi bisogna vedere se è confermato che il 10 giugno (dopo la festa di chiusura quindi?) sempre al Covo arrivano anche Blackalicious, cosa non ancora confermata dal sito del Covo, che però non fa sempre testo.

Inoltre, quelli del Covo quest'anno avranno la gestione di alcune serate a Vicolo Bolognetti, storico cortile in pieno centro a Bologna. In programma:
18/6 El Muniria (ingresso gratuito)
25/6 Frida X
26/6 Ms. John Soda
9/7 !!! (Chick-chik-chik)
11/7 Arab Strap
16/7 Black Candy (ingresso gratuito)
27/8 CUT (ingresso gratuito)

(tra parentesi: perché non mandiamo tutti una bella mail a quelli del Covo suggerendo di invitare i Pecksniff a suonare di spalla a Black Candy e creare così una serata perfetta?)

Ultima anticipazione, e abbastanza ghiotta, per quanto riguarda il locale di Viale Zagabria: la riapertura della nuova stagione sarà affidata a Isobel Campbell, il 24 settembre.

Ma per tornare alle scedenze più imminenti:
- questa sera i Velma sono al Clandestino di Faenza: recuperateli se non li avete ancora visti
- primo giugno a Finale Emilia (MO) chiusura in grande stile per Solidarock (la manifestazione che ha ospitato Musica Nelle Valli nelle ultime due edizioni) con Sodastream e il nostro Bob Corn
- il 12 giugno se non andate al Flippaut ci sono gli Against Me! i Laghetto e i Sumo all'Atlantide, nonché quello che rimane di Giovanni Gandolfi che mette i dischi al Raum
- il 30 giugno trasferta a Varese Bergamo per Television e Broken Social Scene (che fanno da spalla a... Muse!!)
- accoppiata dell'anno: Belle & Sebastian + The Rapture, il 7 luglio a Ferrara
- 9 luglio a Correggio (RE) i Karate
- 10 e 11 luglio, di nuovo su a Varese, ai Giardini Estensi, per il Ghost Day Festival: con 16 Horse Power, Sophia, Karate, Grand Transmitter, One Dimensional Man, Zu, Merci Miss Monroe e altri
- 11 luglio, dentro il Rimini Rock Festival (organizzato da Velvet Club e Qualcosina Party) Yuppie Flu + Pecksniff a ingresso gratuito e bar imposto a 3 euro (!)
- 15 luglio Tortoise a Ferrara
- 19 luglio, sempre a Ferrara, i Lambchop

e poi chissà che altro (è ancora in fase di definizione l'Homesleep Weekend ad Ancona, primo o secondo fine settimana di agosto), in un continuum inarrestabile di concerti in pratica fino all'autunno...
Incrociare tutte queste date sarà un'impresa. Ci vorrebbero proprio delle vacanze... ah no, per quelle saremo al festival di Emmaboda.

Comunque per informazioni più affidabili e aggiornate (noi saremo probabilmente collassati in qualche backstage) rivolgersi con fiducia a Italy Gig List.

giovedì 27 maggio 2004

Musica Nelle Valli
Festival di musica indipendente, 29 e 30 maggio 2004

Musica Nelle Valli 2004

Per cominciare a capire lo spirito di un festival come Musica Nelle Valli, giunto ormai alla nona edizione, forse basta dare uno sguardo alla locandina di quest´anno.
Ci sono la Giulia la Giorgia la Giovanna e le altre, insomma le solite ragazze che vediamo sempre ai concerti, e stanno con i loro vestiti meravigliosi tutte dentro una specie di fotoromanzo dove fanno cose tipo stendere i panni, piegare la tovaglia, preparare la colazione, dare l´acqua ai fiori, prendere il sole dietro casa, mettere su i dischi in salotto e ballare assieme mentre le note le avvolgono e si diffondono nell´aria.

Dentro le nuvole dei fumetti, le ragazze non pronunciano battute, ma si scambiano i nomi dei gruppi in cartellone quest´anno. Nell´ultimo fotogramma hanno gli occhi che ridono e stanno tutte saltando, e la musica che ci piace è questo, è tutto qui, e se non lo capite guardando la locandina di Musica Nelle Valli 2004 forse non lo capireste neanche a sentire i concerti, non vi divertireste e lasciate stare.
Ma fossi in voi farei lo sforzo di venire, perché il festival organizzato da Fooltribe è uno di quegli appuntamenti capaci (a volte) di dare un senso a tutte le passioni musicali che vi portate dentro da una vita.

E poi vi basti sapere che quest´anno in due giorni ci sono: Kelvin, Majirelle, A Modern Safari, Pecksniff, Edible Woman, Caboto, Black Candy, Discodrive, Franklin Delano, Fine Before You Came, Rosolina Mar, Altro, With Love, Winter Beach Disco, Lillayell, La Quiete, Aerodynamics, Ex-Otago, Satellite Inn, Three in One Gentleman Suit, G.I.Joe, Anatrofobia, The Rippers, Noxgat, Velma e Laghetto. Mentre gli ospiti stranieri sono El Guapo e The Chinese Stars.
Il biglietto costa dieci euro ogni giornata e campeggio libero, fate voi.
Tutte le info su come arrivare a Musica Nelle Valli le trovate su www.fooltribe.com

(tratto da Zero In Condotta)
Meglio di Brand New

Questa sera a polaroid un'ora di musica, chiacchiere e birrette insieme a Damir Ivic (metto solo il link del Mucchio per comodità, ma se fate un giro su google trovate di tutto. E quando dico di tutto, intendo anche l'intervista con foto su GQ...).

Non mancate, a partire dalle venti, sulle confortevoli centotre punto cento modulazioni di frequenza di Radio Città 103: se non siete a Bologna c'è lo streaming, e se arrivate in ritardo c'è l'archivio mp3.

A seguire c'è un calendario fittissimo: si va a Faenza per le Cocorosie aggratiz? Si va all'Estragon per gli International Noise Conspiracy? Si resta in radio dove Arturo Compagnoni in conduzione solitaria (ma non è da escludere la telefonata all'inviato Fabio Merighi) ci regalerà una playlist che farebbe commuovere Alan McGee?

mercoledì 26 maggio 2004

Yes, we are the quarries

Morrissey - 'You are the quarry'Stavo già biasimando questo lunatico maggio bolognese, queste sue piogge marzoline e questo suo vento da aquiloni d´aprile, per avermi rubato l´odore dei tigli e le conseguenti passeggiate svagate, quando ho realizzato che la primavera stava rallentando il passo solo per permetterci di accogliere il nuovo disco di Morrissey con addosso ancora una felpetta almeno, un maglioncino blu, anche di cotone.

E così, finalmente, mi sono affacciato alla finestra aperta sull´imbrunire limpido per far ascoltare "You are the quarry" alla città di sotto anche se avevo freddo. E con la voce di Steven Patrick, mi chiedevo se questa primavera che non vuole finire soltanto per aspettare un disco non assomigli un po´ a questa nostra adolescenza, e che tutto il chiasso intorno a questo disco non sia parte della faccenda, non sia insomma un diversivo.

Potremmo tagliare corto, e dire che Morrissey non ha fatto alcun disco nuovo, oppure potremmo stare a parlare per ore e ore (lo desidero ardentemente) di come "You are the quarry" continui a far splendere la stella dell´ex cantante degli Smiths.
Davvero Morrissey aveva ragione in quell´intervista su NME: lui è rimasto dove è da sempre, ed è stato piuttosto il (buffo, ai suoi occhi) mondo della musica che ha fatto tutto il giro ed è ritornato da lui.
Le canzoni di Morrissey, infatti, sembrano tutte uscire dallo stesso imprecisato periodo che, anche a voler indicare delle date (1989-1994), si fa fatica a mettere a fuoco. Ne risulta una sorta di pop classico che mal si sopporterebbe addosso a qualunque altra band, mentre nel suo caso suona (all´orecchio amante) semplicemente senza tempo, rassicurante come la sua voce.

Che dire, quindi, di un disco che comincia con una sdegnata denuncia della politica statunitense e britannica, e si chiude con il verso "but oh, the squalor of the mind"?
Senza dubbio che si tratta di Morrissey puro al 100%, ovvero qualcosa che fa costantemente a gara con il proprio pubblico, che lo sfida su posizioni sempre meno difendibili.
Prendi la copertina, per esempio: c´è qualcosa di più attuale e di meno presentabile di un distinto signore di mezza età che imbraccia con eleganza un mitra?

No, Morrissey non è cambiato, tanto che la sua discografia potrebbe essere ricombinata e ricostruita per linee verticali: così la nuova America is not the world fa parte di quella serie di canzoni che riconducono ad At Amber o a The more you ignore me; il bel singolo Irish blood English Heart si aggrega a You´re gonna need someone on your side; Back to Camden rivive l´epica di I know it´s gonna happen someday... e così via, fino alla divertente I Like You che riecheggia (e qualcosa di più) Interesting drug.

In fondo, Morrissey è ancora qui a cantarci "it´s so shameful of me" (e a questo punto, chiunque possieda almeno una vecchia cassetta degli Smiths, ripete mentalmente "tipically me / tipically me" ecc.)
Ma tra gli altri brani brilla The first of the gang to die, e brilla proprio come una canzone già amata tanto tempo fa (forse The last of the famous international playboy?), uno dei momenti in cui Morrissey riesce a parlare anche di qualcos´altro oltre che di sé, e dove il suo sguardo vetero-britannico si posa sul mondo degli ispano-americani di Los Angeles, attualmente sua patria adottiva.

Molte le canzoni lente in scaletta, cosa che può rischiare di far perdere un po´ di coesione a tutto il discorso. E´ però da tenere anche presente che l´over 40 Morrissey quest´estate dovrà reggere i palchi dei megafestival di mezzo mondo.
Noi siamo semplicemente contenti che sia tornato: questo disco, come gli ultimi, non conquisterà nessun nuovo fan, ma d´altra parte nessuno dei vecchi nemmeno lo abbandonerà. Stasera qui si ascolta volentieri Morrissey, da domani si torna a parlare di musica.

martedì 25 maggio 2004

Le Electrelane sopra e dietro il palco

"Credo che la sezione ritmica e soprattutto le tastiere sovrastassero un po' la chitarra come volume, e che al contempo la chitarrista non portasse il reggiseno".
Una bella recensione di un live del quartetto di Brighton scritta da Benty.
Ready made per camerette: lettere dalla via emilia

E' stato il fine settimana di Maria che ritorna a San Luca e degli angioletti che scesi per fare la pipì, immantinente se ne dimenticarono.

Bologna era un era un carillon che suonava il giro di do.
Un carillon vivente in cui ballavano ballerine cinquantenni, o orto botanico gigante o parco tematico (senza dubbio panico), con le sue Flore Faune e Serenelle che portano seco rose canine in carta da pacchi.
Che, manco a dirlo, a casa rintocchi di singhiozzi per il pan di spagna non riuscito, povere marierose con le uova nel cestino di vimini e angioletti a grappoli attaccati alle gonne, appesi ai collant.

I collant di quella consistenza e del bagno della filanca che piaceva tanto a Salvatore Sampieri in quella ruggente Catania, così tanto che solo il Grande Storaro c'aveva la qualifica per fare le foto alla Laura Antonelli, quelle stesse lunghe calze che Adolf Loos odiava al punto di aggirarsi per Vienna al grido di ornamento e delitto! brandendo i suoi marmi italiani, marmi di damocle sulle teste di Otto Wagner e della sua crew di re mida e goldfinger di fine secolo, manipolatori sapienti di quella biancheria del colore che sulla carne del suo color si finge.

Anche a Modena c'erano i fiori nei giardini, ma quelli li dovevi comprare. E a Modena la donne erano più ninfe, con jeans senza tempo da cui spuntano malleoli a punta e sopra al collo lo scalpo insubordinato, Golino e Magliette, ragazze coi tulipani modelle di pittori della domenica, nella Delft di noialtri, fiancheggiatrici d'accademia con il rosaio di rose selvagge e la pesante borsa shopping.

David Hockney - 'Sam Who Walked Alone by Night' (1961)Alla galleria civica il danno è stato fatto, tanto tempo fa, accidenti! a quel Marcel Duchamp, che per spassarsela fece un'uccelliera con dentro le uova per via che preferiva l'uovo alla gallina e noi ancora tutti alla caccia del sanitario sbeccato e a smontare biciclette arrugginite.

Ritaglia Incolla Smalta!

I nostri armadietti con le foto di bibì e gli angioletti che scesero dal cielo e si dimenticarono di fare la pipì, e gli uomini che scelgono le bionde anche in bianco e nero: le Kim Novak e Shirley Maclaine le dolci, ostinate nel metter mascara anche se amano uomini sposati.
In mostra gli ex voto dei Pavese che aspettano nella pioggia il loro amore ballerina.

E alla fine ti sorpende il coraggio di questo David Hockney che dipinge secondi amori, ultimi inglesi e Sam che passeggia da solo di notte pensando a lei che però ha in testa qualcun altro e passeggia dell'una alle sei nei Giardini di Mirò della Fondazione Maeght a Saint Paul de Vence che è possibile avrebbe ridisegnato Emanuele Luzzati da giovane avendo bene in testa la scena dell'oiseau de feu di Stravinskij pitturata da quel pittore russo una volta cacciato dal circo di futuri gattopardi.

Ehi: Emilia is my wonderland!

lunedì 24 maggio 2004

Una domenica post moderna

Se non ci fossero stati Enzo alla guida della leggendaria blogmobile e l'indigeno Lucio seduto alla sua destra a scandire con abilità indicazioni logistiche appropriate, all'Ekidna ieri sera non ci saremmo mai arrivati, Fabrizio ed io.
Soprattutto dopo aver speso energie fisiche e mentali in un intero pomeriggio impiegato a vagare più o meno sensatamente tra una mostra sulla Pop Art inglese e le strade di Modena, culminando l'escursione in un aperitivo molto poseur consumato tra le mura del trend bar Juta, e soprattutto nello scavallamento sotterraneo della stazione ferroviaria locale, districandosi tra i ricordi di un concerto di Fugazi assistito al Condor dirimpetto, l'8 di giugno del '92.

EkidnaMigliarina di Carpi non so dove diavolo sia. Non lo sapevo prima di ieri, non ne ho idea nemmeno oggi, dopo esserci stato.
L'Ekidna è una scuola, nemmeno troppo vecchia, parzialmente riadattata a laboratorio culturale, teatro e musica, la sede di una associazione eco culturale, come si definiscono.
Insomma il solito fantastico posto, inteso proprio nel senso di prodotto della fantasia senza necessari rispondenza nella realtà dei fatti, dove quel piccolo miracolo chiamato Fooltribe organizza certe serate che sembrano inventate apposta per scoraggiare ed allontanare chiunque non sia realmente e seriamente interessato alla musica, alla loro musica quanto meno, che ovviamente è anche la nostra.

L'Ekidna è lì, in mezzo al buio, tra il nulla e la campagna. Attorno nessun segnale che possa indicarne la presenza, ma proprio nessuno, nemmeno una freccia di cartone vergata a pennarello. Solo il solito piccolo crocchio di automobili, giurerei essere sempre le stesse, come le persone che affollano discretamente le due stanze al piano di sopra, facce che sembra di conoscere da sempre.
Delle due stanze una è allestita a sala bar, dagli altoparlanti esce la musica che sta dentro a Rio, secondo album di Duran Duran, scelta al guado tra snobismo e incoscienza.
L'altra stanza, quella più piccola, è destinata ai concerti: niente palco, un telo nero e quattro fari sono la scenografia. Alle pareti un poster di un concerto americano di White Stripes e la locandina del primo Kill Bill.

La serata è inaugurata da un breve set di tale Dinasty Handbag, ragazza tosta ed un pizzico squilibrata. Il suo abbigliamento è curato probabilmente dallo stesso stilista che si occupa dell'immagine di Peaches, turchese catarifrangente su mini short e ciabatta infradito. Accende un i-pod da cui partono schegge di elettro dance minimale ed autoironiche frasi in italiano, sopra lei urla a tempo.
Esserci è meno peggio che raccontarlo. L'ultima canzone in particolare è una autobiografia assai divertente, una di quelle canzoni che da sole potrebbero giustificare l'esistenza stessa del personaggio.

Numbers 'In My Mind All the Time'I Numbers sono in tre, vengono da San Francisco ed attaccano con una versione da manicomio del loro manifesto programmatico, We're Numbers. Poi si distendono su ritmi punk funk, sclerotici ma pur sempre ritmi. Cantano in tre, a sinistra un tipo che pigia i tasti di un moog, al centro la batterista, una bruna lunga e magra, molto giovane, faccia simpatica ed una certa singolare somiglianza con quella ex commessa di quel negozio di libri e cd al centro di Bologna, o per semplificare con la Catpower Chan Marshall. A destra c'è il chitarrista.
Il ruolo decisivo è quello assegnato al moog. Se oggi avessi una band vorrei assolutamente smanettare un moog, che oltre a suonare così anni 80 sembra essere ad occhio anche lo strumento più semplice da manipolare, e visto che non ho la benché minima idea di come si suoni qualunque strumento musicale, il particolare della semplicità mi pare tuttaltro che trascurabile.

Concerto divertente ed adrenalinico il giusto, 20 canzoni infilate in 45 minuti, secondo più secondo meno.
Ci si vede tutti sabato a Musica nelle Valli, alle 3 del pomeriggio.
Brevi dal weekend

- Premio miglior battuta da aperitivo della stagione:
"Ho un debole per le patatine".

- Zero In Condotta è tornato per le strade di Bologna. Il nuovo formato cartaceo conta quattro pagine, è settimanale ed è distribuito gratuitamente in varie zone della città.

- In un noto negozio del centro ho visto una pila alta così di Rock Action dei Mogwai (all'epoca prese quattro stelle e mezzo sulla All Music Guide) a 5 euro e 90.

- Se ancora comprate dischi, i soldi per l'edizione dvd dell'ultimo di Morrissey potete risparmiarli, ma quelli per il disco spendeteli pure.

- La cosa più supercool da appendere in cameretta è la locandina di Musica Nelle Valli 2004.

- Mi sa che giovedì scorso in radio confondevo gli Ex Models con i Numbers. Chiedo scusa. Il giudizio però non cambia: i dischi forse sono un po' ostici per i miei gusti, ma quando come ieri sera passano a suonare da queste parti non me li perdo.

venerdì 21 maggio 2004

La felicità è una rivista calda

Graham Coxon - 'Happiness in magazine'Chi conosce la persona dietro il blog Inkiostro, si sarà stupito quanto me nel sentirlo addirittura urlare "rock'n'roll!!" per presentare una canzone alla radio. Il pezzo era Freakin'Out, energico singolo che porta la firma di Graham Coxon.
Così, preso dalla curiosità di vedere cosa mai avesse caricato a tal punto il buon Fabrizio, anche il sottoscritto si è procurato Happiness in magazine, il nuovo album dell'ex Blur, suo quarto quinto da solista e primo dopo l'espulsione dalla band inglese.

Piacevole sorpresa: come ogni anno, quando arriva il caldo e arrivano anche le chitarre, si sta bene, si sorride e non c'è più bisogno di pontificare su quanto ci sentiamo (ancora) pop, o chiedersi da che parte gira il tempo e se siamo mai usciti con la testa dagli anni Novanta.
Del resto è innegabile che pezzi come Bitterwseet bundle of misery, Hopeless friend o Don't be a stranger li ho già sentiti (mi pare fosse il primo anno che abbiamo fatto l'inter-rail), e che enumerate le influenze Beatles-Kinks ecc. non resta molto altro a cui aggrapparsi (se non, come nota Fabio De Luca, un certo senso di rivalsa nei confronti della sua ex band imbolsita).

Ma non mi fregate intellettuali, ha ragione Ink: rock'n'roll!, anche se è tutta leggerezza, e solo perché brit-pop! non suona forte uguale.

God it takes you so long just to think
You're ordinary and I ain't laughing
Your brain's so dead it's starting to stink
It's dreaming of your body, and full nights
tonight

Light yourself a cigarette fix yourself a drink
Dont be a stranger! dont be stranger!
La mia Meccanica

Colei che ama del mondo i fenomeni microscopici a stento legge delle cose il meccanismo generale e di continuo si addolora per la prosa del finito lineare, perduta e per sempre commossa nel geroglifico bizantino della teoria infinitesima.
O così pare mentre osserva incredula la neve che si scioglie e il pendio che rammolisce, l'acciaio che incrude e risuona sotto il carico di autoveicoli sospesi rigonfi di storie, fino al residuo di forza che perse le chiavi fa esplodere gli armadi scappando ogni dove babau e gatti di polvere nell'aria inquieta della notte che segue il tranquillo giorno che fu.
Qua e là e di quando in quando viene alla luce e presto scompare una mangiatrice di rose e cicoria, creatrice di nulla, in punta di piedi su fili col piombo.
Se prestate l'orecchio potete udirne il passaggio nell'eco lontana di lunghi singhiozzi per l'energia che costante essa dissipa tra i rovi del contingente cacciando lamponi.
Perpetua assente sul presente, non senza una certa fierezza, essa mette in scena ogni giorno l'amaro dramma del trascorso, vibrante l'aria delle infinite frecce, da lei scagliate a caso, geometria complessa e senza ritorno di perdute illusioni e disattese speranze.

Così, mi andava di dirlo: lights, squares, a detail fakes the whole.
Fa così no?
Catch the abstract!

mercoledì 19 maggio 2004

Waiting Room: quelli che aspettano Musica Nelle ValliAspettando Musica Nelle Valli

Anche a Bologna, dopo anni di concerti, il nome della Fooltribe finalmente è entrato in testa a tutti, e fa piacere notare che molti cominciano a mettere il naso fuori dalle mura e si accorgono che esiste un gran bel festival come Musica Nelle Valli.
Così, non possiamo che supportare ed essere felici per l'iniziativa dei cugini di Radio Città Città Del Capo: venerdì 21 maggio, dalle 16 e 30 in avanti, al Circolo ARCI Sesto Senso ci sarà un'antemprima in versione acustica delle band che vedremo alla nona edizione di Musica Nelle Valli.
In scaletta: Majirelle (che ricordiamo per l'appassionato live prima di Mirah di quest'inverno), Three In One Gentlemen Suit, Satellite Inn, Rosolina Mar e Bob Corn in persona.
Oltre ai concertini, recita il comunicato, ci saranno svariati dj set dei gruppi che che in acustico non possono suonare, nonché le proiezioni video di Inguine.
Mi fermo in ufficio ancora un po'

Questa sera, a partire dalle 20 (ora della BBC) Morrissey sarà ospite di Zane Lowe per un live e un'intervista in studio.
Pare che poi, dalle 22, sarà ospite anche di John Peel, ma il dubbio è lecito, viste le curiose incomprensioni che ci sarebbero state tra il Moz, l'etichetta e il Gandolfi britannico.
(grazie a Benty per la segnalazione)

martedì 18 maggio 2004

A MarinaP (dove P sta per Party)

Provate voi a preparare un nastrone per una festa dove sapete che ci saranno il Paso, Valido, Inkiostro, Fio, NinComPop, La Fagotta (in incognito?), Lucio e chissà quanti altri pronti a farsi beffe della vostra banale selection...
Dove fino a un attimo prima dell'irruzione della Guardia Di Finanza che ti squadra e chiede "chi è qui che vende le drink card?" sta mettendo i dischi FedeMc e fa sfracelli, e state sudando felici e stretti tra un It's not unusual citazionista e un Liars d'annata, e tutte le volte che sentite quella cover di This Charming Man diventate dementi...
Dove soprattutto la padrona di casa è MarinaP, aka "questo disco mi fa proprio cagare"...

Non è facile.
Non è per niente facile.
Il meglio che potete inventare è un cd per il privé della cucina, per il warm up prima delle danze, per quando il frigo è ancora pieno di tremila birre (e due banane morte).
Grazie Marina, bella festa davvero (anche se forse incontrare "i suoi studenti" non gioverà alla credibilità accademica de La Laura).


primavera polaroid per MarinaP:

01 - Black Candy - intro (feat. The Black Candy Choir)
02 - King Harvest - dancing in the moonlight
03 - Dealership - toujours ta fille
04 - Last Days Of April - do for two
05 - 14 iced bears - balloon song
06 - The Breeeders - huffer
07 - Black Candy - straight to your hands
08 - The Ponys - little friends
09 - Electrelane - on parade
10 - Hefner - hello kitten
11 - The Parcels - jessica pancakes
12 - Happy Supply - theme song
13 - Urusei Yatsura - hello tiger
14 - The Happy Birthdays - every week
15 - Baskervilles - day one, amanda year
16 - Maulies - rude limey
17 - Azure Ray - new resolution (Postal Service remix)
18 - These Bones - toxic
19 - The Lucksmiths - frisbee
20 - The Radio Dept. - i don't need love i've got my band
21 - ghost track, baci e firma

lunedì 17 maggio 2004

Licensed to age

Aspettando che Fabio ci racconti di questo, il nuovo singolo dei Beatie Boys "Ch-Check It Out" (qui il video) passa sotto i ferri di Pitchfork, strappando appena un "while it's nothing too spectacular, it still sounds great".

sabato 15 maggio 2004

‘A Micio, dacce er martellone
Mice Parade live in Bologna, 14 maggio 2004

Questi ultimi concerti della stagione al Covo mi piacciono sempre molto, tranquilli, nelle sale già semivuote, dove quelle trenta persone e almeno la metà blog parlano senza fretta, e dove musicisti e giornalisti si abbeverano fianco a fianco con serenità.
Anche i ragazzi del locale sono, nonostante tutto, più rilassati: ieri sera dietro il bancone del bar, cosa mai vista, Max ballava un pezzo dei Gene che l’Uomo Dell’Anno stava suonando prima dell’inizio del concerto. Daniele aveva addirittura il tempo di stare ad ascoltare le prime canzoni insieme a Sean (Quickspace), e le bariste più carine del solito non lesinavano quel sorso di rum aggiuntivo che dà morale alla squadra già sazia di risultati.

La musica è quella dei Mice Parade, che arrivati di corsa dal pomeriggio di Cannes e con la polizia alle costole si erano precipitati ad affollare di strumenti il piccolo palco (ma niente laptop) e avevano lasciato un chitarrista di guardia, armato di Saudade e Portogallo.
Quando l’anagramma di Adam Pierce ha cominciato a suonare è stato subito tutto un rincorrersi lungo la scala a chiocciola del vibrafono, mentre scivolavano giù per la ringhiera gli arpeggi delle due chitarre, e il tastierista con la maglia degli HiM faceva gli scalini a due alla volta. Un volume della All Music Guide cadeva e si apriva alla voce S: forse Stereolab, forse Seefel.

Nota a margine: nonostante la signorina Valtysdottir e i suoi Múm fossero a Ferrara la sera prima, a Bologna non è andato in onda l’auspicato Carramba Che Sorpresa, e così la voce in “Two Three Fall”, a differenza dell’album, è stata affidata alla seconda tastierista che da lontano sembrava giapponese e che stava seduta sullo sgabello a fumare. Non sono nemmeno tanto sicuro che la canzone fosse “Two Three Fall”.

Mancava il basso (quanti gruppi abbiamo già visto negli ultimi due tre anni senza basso?) ma diciamo che nella sezione ritmica l’uomo dietro la batteria (forse lo stesso Doug Scharin?) non lasciava spazio per nessun altro.
Tecnicamente monumentale per quindici venti minuti nel sostenere il crescendo continuo che è l’essenza del post rock equo solidale dei Mice Parade (quando decidono di darsi una mossa), in seguito ha po’ sfrangiato tutti, continuando a spazzolare frazioni di semibiscrome, sussulti prolissi rilevabili praticamente solo da un sismografo.
Quando un tempo sincopato si frantuma e si contrae in mille altri, senza risolversi mai (va bene il crescendo, ma poi quando le cose lievitano devi metterle in forno), a un certo punto non reggi più e ti viene proprio voglia di un bel pezzone con dentro la cassa dritta in quattro. Eccheccazzo Micio: ogni tanto, dacce er martellone!

Tutto ciò porta inevitabilmente ai bonghi.
Perché sì, belle anche le percussioni nei Mice Parade, quegli squarci totalmente liberi dentro una musica che a momenti pare proprio organizzata per condurre alla trance.
Però dopo una maratona di percussioni che neanche a un afro raduno, pure Lucio ha dato segni di cedimento e si è lasciato andare al commento migliore della serata: “Tra i Tortoise e il Collettivo SoleLuna”.
This is an unpopular website

Unpopular RecordsAlistair Fitchet, uno dei giornalisti che prendiamo più spesso a riferimento da queste parti (anche se ammettiamo di capire appena la metà di quello che scrive, e di conoscere forse un decimo della musica che cita) ha aperto una sua etichetta discografica, ovviamente votata unicamente ai 7 pollici, i cari vecchi 45 giri di vinile.
Il numero 1 nel catalogo della Unpopular Music è ad opera dei già classici Clientele, mentre il numero 2, curiosamente pubblicato per primo, porta la firma dei Lovejoy (vecchia conoscenza proveniente dalla Matinée Recordings), tra l'altro alle prese con Someone To Share My Life With, cover dei Television Personalities di recente riproposta anche da Jens Lekman.
E sempre a proposito dei TP, entro l'estate dovrebbe uscire su Unpopular pure un sette pollici di The Legend, ovvero Everett True, storico giornalista musicale e fanzinaro inglese (se non lo conoscete, potete cominciare a farvi un'idea di chi sia leggendo questa intervista di Magnet o dagli articoli che lui stesso ha scritto per il sito della Domino. Inoltre, True ha un blog dove racconta come sta andando il suo nuovo progetto editoriale Plan B e quali sono i suoi ultimi ascolti musicali).
Infine, nella sezione Shop del sito della Unpopular Music sono in vendita anche i materiali raccolti da Fitchet su I wish I was unpopular, sito dedicato a fanzine, fotografie e cd di country-folk-pop made in Sweden.
Come un uccello in gabbia

Cristo santo! Pete Doherty si è fatto tre settimane in galera e adesso è il nuovo Johnny Cash! Suppongo che allora io dovrei essere il nuovo James Brown, Albert Lee e Brian Wilson tutti assieme!

Per chi si fosse chiesto che fine ha fatto Daniel Treacy, fondatore dei Television Personalities, sempre il buon Alistair Fitchet pubblica sul suo blog una lettera parecchio triste.

venerdì 14 maggio 2004

Di primavera

1° BoSound FestivalSembra proprio che questo fine settimana lo passerò in un modo o nell'altro ai Giardini Margherita di Bologna.
Tanto vale portarsi dietro tenda e sacco a pelo.
Domani, nel tardo pomeriggio, intorno alle 19 comincia l'evento conclusivo del Bo Sound Festival: guest star i Fantomas di Mike Patton e King Buzz.
In apertura suoneranno svariate giovani band, tra cui (se fanno in tempo a tornare da Londra) i nostri Settlefish. Altrimenti, in supplenza, i Mersenne, che rivedrò molto volentieri sperando di mettere le mani sul loro demo.

BLOGPARK - Giardini Margherita, Bologna, 16 maggio Domenica pomeriggio, poi, c'è il BlogPark, un raduno di blog che non si vuol definire tale ma piuttosto "una festa alla buona" (e non possiamo che esserne contenti). Successivamente, serata in pizzeria dato che non si può sempre finire alla Trattoria del Rosso in ottanta.
Se il tempo regge (ma anche se no) noi magari portiamo il frisbee.

giovedì 13 maggio 2004

e dopo 200 birre siamo tutti fratelli

Visto che adesso i blog sono tutti dei trend-setter, questa sera noi non si va a vedere i Múm a Ferrara. Troppo facile.
Questa sera a polaroid avremo l'onore di ospitare i Lomas, che presenteranno il loro ultimo album.
Sì, quei Lomas. Quelli di Modena.
Sì, hanno fatto ancora un disco.
Non conosco nemmeno il titolo, ma so già che mi piacerà.
Non mancate, alle venti, sul confortevole ex mono dei centotre punto cento in frequenza modulata di Radio Città 103 (streaming e archivio mp3 a piacere).
Tossica

Simona solleva un polverone sdoganando Britney Spears e noi ci divertiamo.
Se però non vi sognereste mai di suonare Toxic nel vostro locale rock preferito, vi segnaliamo la cover forse fin troppo fedele ma abbastanza divertente fatta dai These Bones, la solita band di New York che piace ai blog di New York.

venerdì 7 maggio 2004

Ho perso te
ma ho trovato la musica country
ho trovato la musica country
che mi abbraccia e mi consola
come facevi tu

e mi manchi
ma per fortuna c'è la musica
per fortuna c'è la musica
che mi fa tirare avanti

e penso a te
ogni giorno della mia vita
e ogni giorno sento la tua mancanza
e cerco di immaginarmi e mi domando
che musica stai ascoltando adesso tu

ogni giorno sento la tua mancanza
e cerco di immaginarmi e mi domando
che musica stai ascoltando adesso tu


[Ballboy, "I lost you, but i found country music"]


Domani sera al Covo ci sono Ballboy e Ant, due set acustici impossibili da mancare.
Nuovi pacchetti

Il terzo singolo tratto dall'album Dear Catastrophe Waitress dei Belle And Sebastian sarà Wrapped Up In Books e conterrà altre due canzoni: Your Cover's Blown, della durata di 6 minuti, e Your Secrets.
L'intero lavoro porterà il titolo di Books e dovrebbe contenere anche vari video e extras. La data di uscita non è ancora stata annunciata.
Fatelo riposare

Pete Doherty, il lungagnone dei Libertines, fa troppe cose e i lavori per il nuovo album della band inglese si prolungano almeno fino alla fine dell'estate (intanto è stato mandato via Bernard Butler e nel ruolo di produttore è tornato Mick Jones).
Sono mille i suoi progetti paralleli, primo fra tutti i Babyshambles, ormai non si contano più i suoi concerti a sorpresa (a volte direttamente in casa (!) dei suoi fans), per non dire delle collaborazioni con i personaggi più disparati (vedi Wolfman).
Da ultimo, ieri sera in radio mi è capitato in mano il nuovo singolo di Client, duo femminile che propina una dance electro piuttosto all'acqua di rose: bene, la traccia n.2 dall'originale titolo Down To The Underground vede la partecipazione di Pete alla voce. Sabato dovrebbe essere a Cesenatico con un'orchestra di liscio.
The world is not a place

Quest'uomo (june panic) si presenta in rete in due versioni. A me piace questa.



Del resto si sa, l'han detto anche gli svedesi, è l'anno della Secretly (non è un caso se zazie indossava quella maglia là).
Try!
And what is this?

Dimenticavi:



Anche io del resto leggo polaroid!
Giant Drag: e chi non li conosce!

Una discreta parte del mio privato jet set provinciale si tiene aggiornata sui blog di alcuni ragazzi di New York.
Loro hanno una decina di anni di meno e raccontano di come si sono infilati all'after-party dopo un concerto, i loro amici suonano in una band che ha avuto un trafiletto sul Village Voice, i locali li invitano a mettere i dischi solo perché leggono il loro blog e gli piace la musica che ascoltano (e sicuramente pensano sia un buon buzz)...

E così, se una di queste tipe di Manhattan smette per un secondo di parlare di sé e dei suoi amici e scrive in due righe che i Giant Drag sono unbelievable, holy fuck, io ci credo e corro subito a cercarli anche se non ho mai sentito prima il loro nome.
Poi arrivo e non è che trovo tutto questo miracolo. Anche se pare che questo duo californiano canti un pezzo intitolato You Fuck Like My Dad, e anche se in fondo This isn't it non è male, non direi che sono così "incredibili".
Ma tanto lo so che questi indie kids di New York con me hanno sempre gioco facile.
"Guided by Voices were a reassuring nod to the misfit inside every rock geek"

Per chi si fosse perso qualche puntata, una paio di settimane fa si sono sciolti i Guided By Voices.
A questo proposito, Robert Pollard, fondatore dei GBV ha dichiarato: "I'm getting too old to be a gang leader. There's a sense of maturity, and even integrity, I think, in continuing as one's own self".
E' da escludere, quindi, che Pollard si ritiri a vita privata e smetta di scrivere canzoni.
La webzine Black Table dedica ai Guided By Voices una biografia scritta col cuore.
Come una pietra che rotola

Dopo aver fatto pubblicità a una marca di biancheria intima, pare che Bob Dylan ora intenda fare il giudice nello show televisivo American Idol, praticamente la versione americana di quel reality show con Maria De Filippi per aspiranti cantanti e ballerine.
Franz Ferdinand Live!

Come molti, anche noi siamo rimasti maggiormente impressionati dal live dei Franz Ferdinand piuttosto che dal loro album di debutto. Qui potete scaricare il concerto tenuto a La Cigale di Parigi lo scorso 22 aprile.
Ogni tanto mi preoccupo

La Polaroid ha fatto causa a un cantautore americano, tale Ben Glover, perché il suo gruppo si chiamava Bipolaroid.
Nonostante si tratti di una band locale, sostiene il portavoce della multinazionale, non era difficile trovarla su internet: "We maintain an active, ongoing search for use of Polaroid, done in everything from database searches to anecdotal type things".
Il povero Glover ha pensato bene di cambiare subito nome (TELE-visionaries, capirai) ma intanto la causa va avanti.
Dopodiché sono passato anch'io su Google, e non mi ha fatto molto piacere scoprire questo...
Pop goes the world

Me l'ero perso, ma sull'Observer di domenica Sean O'Hagan (già in membro di High Llamas e Stereolab) provava a tracciare la storia di cinquant'anni di musica pop in 50 tappe dalla "profonda valenza culturale": dal momento in cui un bianco ragazzo del Sud degli Stati Uniti si appropriava di tutta l'energia black del rock'n'roll cantando "That's All Right Mama", al giorno dell'ottobre 2003 in cui la Top Ten americana è stata per la prima volta interamente dominata da dieci cantanti di colore.
Come ogni lista, anche questa è discutibile, ma la simpatia di O'Hagan alleggerisce parecchio.

L'articolo sulla storia del pop mi ricorda che dobbiamo andare al più presto a Modena a vedere la mostra Pop Art UK: British Pop Art 1956-1972, retrospettiva sull'arte britannica degli anni Cinquanta/Settanta, in pratica la golden age del Pop.
Delicious vinyl

Un gruppo di ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory in California sta sperimentando un modo per trasferire musica dai vecchi dischi al formato digitale senza usare le puntine dei giradischi.
In pratica, viene passato uno scanner sulle vecchie registrazioni in vinile e cera, solco dopo solco (senza entrare in contatto con il disco), "fotografando" la superficie che la puntina avrebbe toccato e ricreandola su software, con la possibilità così di eliminare graffi e depositi di polvere.

giovedì 6 maggio 2004

The Diskettes

The DiskettesUn gruppo che tra le date del suo "potenziale tour" inserisce anche una giornata passata a Vancouver "proabably not playing a show - just hanging out!" entra subito nei nostri cuori.
Un gruppo che mette in giro un tale video merita tutta l'attenzione di polaroid.

Se aggiungete che lo consigliano Arturo Compagnoni e Alistair Fitchet, e che il primo paragone che viene in mente sono i Beat Happening, potete segnarvi subito il nome a occhi chiusi: signore e signori, The Diskettes!
Black Candy bring you the spring!

Novità in casa Black Candy: il nostro amato trio ha infatti registrato 3 pezzi nuovi per un 7 pollici in split con Majirelle che uscirà prossimamente su Fooltribe Records.
I titoli sono Red skirt issue, Critical mess e Beat communiquè.

Nel frattempo, il mondo si sta giustamente accorgendo di loro e appaiono altre recensioni di Candinista: Post-it-rock, Sodapop e Kronic.

Le Black Candy suoneranno sabato 8 maggio allo spazio sociale LIBERA (Marzaglia - Modena), insieme a False Nation (punk - Bo), Tunas (garagepunk - Bo), e Da Capo.
A fine mese saranno nel cartellone dell'imperdibile Festival Musica Nelle Valli.
New kid on the blog

"...when i listen to Mazzy Star all i can think about is the way we could lye in bed for hours without speaking one word or doing anything sexual and just fit perfectly together without wanting anything in the world but to be together..."

Hey Valido, avevi già visto il blog Fred Durst?
The Night Of The Living Dead Picture Show

Una notizia che forse interesserà i ragazzi di Seconda Visione: George Romero è al lavoro con Richard Hartley, già compositore per il Rocky Horror Picture Show.
Il progetto si intitola provvisoriamente The Diamond Dead e sarebbe la storia di una rock band che ritorna dal regno dei morti per ammazzare più gente possibile. Tra i musicisti contattati David Bowie e Gwen Stefani, mentre il ruolo di Gesù Cristo è al vaglio di Marilyn Manson.
La casa di produzione è la Scott Free Productions, di Ridley e Tony Scott. Le riprese dovrebbero iniziare in estate.

mercoledì 5 maggio 2004

Non so se vi ho già parlato di un gruppo chiamato The Radio Dept.

Salvatore ha scritto una bella recensione del concerto del Covo.
Fabrizio ancora in pieno trip da paracetamolo ci regala un frammento sincero e appassionato di autobiografia indie.
Gecco sta raccogliendo le foto, e anche su FFWD ce ne sono di molto belle, qui, qui e qui (se volete spedirci un cd con le vostre poi lo mandiamo agli svedesi insieme a qualche compilation di indie italico che gli abbiamo promesso).
Zazie ci consola, e noi la ringraziamo di cuore, perché senza di lei e senza il Colas, senza Romina e senza Giulia, non so in quali condizioni saremmo tornati dalla trasferta romana, e come ci ricorderemmo oggi del nostro strepitoso week-end da "entusiasti incompetenti".
Irish Blood, English Heart, American Star

Pare che i primi due spettacoli dei cinque previsti per Morrissey all'Apollo Theatre di New York lo abbiano visto in forma come non mai nonostante l'influenza.
Un set di quasi novanta minuti, equamente diviso tra nuove canzoni (l'album You are the quarry è in usicta il 17 maggio) e vecchi successi anche provenienti dall'epoca Smiths, quali A Rush And A Push And The Land Is Ours o Headmaster Ritual, e addirittura veri e propri classici come There Is A Light That Never Goes Out e Hand In Glove.
Non sono mancati i fiori infilati nei jeans e il lancio della maglietta a fine concerto (gesto che ha scandalizzato l'inviato del NY Post).
L'angolo della posta di polaroid

> ...che mi dici delle 7 (sette) pagine
> che Rumore ha dedicato a Morrissey?


Gentile Lettore,
non so se sarai d'accordo con me, ma questa volta pare proprio che la redazione del mensile di Pavia abbia tenuto le orecchie ben aperte. Il ritorno del cantante degli Smiths (la voce di una generazione?) sembra una cosa oggettivamente buona in un momento in cui dalla musica abbiamo poche certezze, molto cinismo e raramente bellezza. E tutto troppo, troppo in fretta.

L'accoglienza per il nuovo disco di Morrissey sembra andare al di là del lavoro degli uffici stampa (vedi invece le copertine di Rumore e Blow Up questo mese, oltre sicuramente a qualche Mucchio in queste settimane). Dai più attenti blog americani alle webzine inglesi più di nicchia se ne parla da mesi. Giusto quindi che un mensile musicale italiano con la storia e la sensibilità di Rumore riflettesse quanto stava succedendo.

L'intervista tradotta da Radio QROC di Los Angeles è simpatica ("sono sempre, sfortunatamente, me stesso": ma quanto è di morrisseyano!), e l'articolo di Rossano Lo Mele è adeguatamente analitico, tra citazioni di Tondelli e discografie inesauribili.
Poi c'è un racconto di Francesco Bianconi, voce dei Baustelle, intitolato 1988, così personale che in qualche momento della nostra vita avremmo potuto scriverlo tutti noi (magari limando un po' sulla lingua). E infine c'è una pagina occupata da parole di Simone Lenzi, cantante dei Virginiana Miller. Non conosco le sue canzoni ma da come scrive non ho molta voglia di farlo presto.

Insomma, c'era bisogno di dare spazio a qualcosa di estremamente sentimentale e la recensione dell'album scritta da De Luca lo spiega bene. Rimane però un interrogativo: se questo è sempre lo stesso Morrissey, cosa c'è di diverso che rende questo disco tanto atteso?
Forse la nostra nostalgia per un tempo in cui passavamo pomeriggi interi stesi sul letto a imparare le parole delle canzoni e avevamo soltanto quelle?
Pro Fondo Rosso

Sono usciti i numeri della lotteria di autofinanziamento di Radio Città 103 e né noi né i biglietti venduti da noi hanno vinto nulla, nemmeno la Macchina per i Pop Corn o il Set Bicchieri Rum.
Se avete comprato un biglietto da noi, e se avete molta pazienza, potremmo provare a mettere in palio un cd di polaroid...

lunedì 3 maggio 2004

In Barsuk memoriam

Barsuk RecordsSe ne è andato Barsuk, il cane che diede il nome all'etichetta discografica di Seattle, casa di Death cab for cutie, Nada surf e They might be giants.
"A very happy and brave dog, who had many adventures while he was with us".
Pac-Manhattan

Pac-Manhattan
Sì, è proprio quello che pensate: Pac-Man, il leggendario videogioco degli anni Ottanta, viene giocato per le strade di New York.
Non si tratta di un gruppo di goliardi o di nerd nostalgici, ma di ricercatori della NYU.
Se volete partecipare, vestendo i panni della pallina gialla o del fantasma, il prossimo appuntamento è per l'otto maggio.
Dall'archivio magnetico del signor Alex B.

Non ho quasi la forza di tenere gli occhi aperti eppure sono sicuro che non si tratta di un'allucinazione: ho appena visto il blog di Enrico Brizzi, si chiama Archivio Magnetico e forse qualcuno coglierà la citazione nel titolo.
Aggiornate i vostri link.
Musica Nelle Valli 2004!

E' stato finalmente definito il programma dell'edizione 2004 del festival Musica Nelle Valli, imperdibile appuntamento live organizzato dalla infaticabile Fooltribe: El Guapo, Chinese Stars, Altro, Rosolina Mar, Three In One Gentleman Suit e Pecksniff tra i nomi in cartellone. E non potevano mancare le nostre amate Black Candy.

A lato, una piccola comunicazione di servizio: grazie di cuore a tutti quelli che erano ai concerti dei Radio Dept. a Bologna e Roma (c'è chi ha fatto davvero un sacco di strada!), e grazie a tutti quelli che hanno sostenuto l'iniziativa (anche economicamente).
Siamo tornati sani e salvi. Ora prendiamo fiato per un po', poi si ricomincia, e in radio ci attendono novità.

ps: Se avete foto delle due serate (digitali o meno) scriveteci!