mercoledì 28 agosto 2019

It's alright to feel strange

BLUE OCEAN - OAKLAND

Come forse si poteva intuire dal fatto che aprissero il nastrone dell'estate, sono completamente innamorato dei Blue Ocean, band di Oakland di cui, a parte il nome, non sembra possibile sapere quasi nulla. Non si trova una scassata pagina web, una recensione in giro, un tweet o qualche hashtag disperso. Come se non bastasse, il nome stesso è praticamente impossibile da googlare.
Mi resta soltanto la loro musica, un'unica foto poco decifrabile e una fugace apparizione sulla nuova notevolissima compilation della Rocks In Your Head di Sonny Smith (tra l'altro con una versione alternativa di Love): ma sapete una cosa? Mi basta, davvero. Le quattro tracce del loro secondo EP Summer Of Hands (uscito in cassetta autoprodotta) non durano nemmeno una quarto d'ora e mi costringono ad ascoltarle e riascoltarle di continuo. Un indie rock ruvido che sembra ereditare le cose migliori dei Terry Malts. Ma dove la band di casa Slumberland traduceva la lezione punk veloce e spigolosa di band come Wipers o Buzzcocks, nei Blue Ocean e nei loro feedback più distesi, in quella voce quasi smarrita contro il rimbombo dei bassi, sento un'ombra di malinconia diversa, quasi verso certi Sonic Youth più clementi, quasi degli Hüsker Dü indiepop. I testi sono paesaggi surreali ("words are falling from my mouth / light the fuse in my life / and burn it out") dentro cui è facile dimenticare la direzione che stavamo cercando, ma mentre le canzoni scorrono mi accorgo di non volerla più ricordare.
Non so in quale squat della Bay Area i Blue Ocean stiano suonando stasera, non so se ne parlerà mai qualcuno o se ne saprò mai più di così. Mi importa soltanto che in qualche modo la loro musica arrivi ancora qui, in questa strana e sconcertante "estate di mani", perché io possa dire "I still like it".





UPDATE: Grazie alla detective Claudia, aggiungo qualche altro pezzetto al puzzle. Dave Stringi, voce e chitarra dei Blue Ocean, aveva in precedenza un progetto solista a nome Hummus Boy, molto più punk e a bassa fedeltà. Inoltre, si dedica con risultati interessanti anche alla pittura e alle illustrazioni, e in particolare ha una graphic nove in progress intitolata Crazy World che mi sembra decisamente affascinante. Infine, i Blue Ocean sono anche su Instagram, follow immediato!


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