lunedì 30 novembre 2009

Light she was and like a fairy


Lunedì mattina di pigro scirocco sopra Bologna, sole pallido, nuvole grigie basse e veloci. Non è facile indovinare subito la colonna sonora per una giornata così. Trovo nella mail questo video delle Taxi Taxi!, giovane duo composto dalle gemelle Miriam e Johanna Eriksson Berhan, da Stoccolma, che avevamo già conosciuto e apprezzato negli anni di Indiepop.it e di Emmaboda.
È una cover della classica ballata folk Oh My Darling, Clementine, e se la scelta può sembrare a prima vista stucchevole, vincete la pigrizia e premete play. Le due fatine svedesi hanno davvero il dono di trasformare qualsiasi canzone in una piccola magia.
Dopo due ep, le Taxi Taxi! hanno da poco pubblicato il loro primo album vero e proprio, Still Standing At Your Back Door (Rumraket / Fierce Panda).

>>>(mp3): Taxi Taxi! - Oh My Darling, Clementine

venerdì 27 novembre 2009

You gotta figure out a way of letting go

A Classic Education - What My Life Could Have Been
A volte pieghi la testa al passato, ti rimane un'amore tra le mani e lo guardi senza sapere bene che fare. Parte una nota bassa di violino, crepita un riverbero incerto, ma subito incalza la batteria a scandire una risalita. Lo sventolare del mandolino sembra una domanda seria fatta con la faccia più ingenua del mondo. Cosa avrebbe potuto essere la mia vita? La melodia corre su e giù. La chitarra redime le pene dei puri di cuore. Puntare troppo in alto, arrendersi, bruciare tutti gli ideali? Stupido, la domanda che alla fine trovi la grazia di fare è: cosa sarebbe stata la mia vita senza di te?

Avevo parlato della Holiday Records giusto alla fine dell'estate. Sarà per la cura che mettono in ogni uscita, sarà perché pur essendo un progetto piccolo mostra una consapevolezza e una ricerca non comuni, ma la net-label di Jacob Graham e dei suoi amici, pubblicando più o meno ogni settimana un singolo in free download solo per il piacere di farlo, si è conquistata in pochi mesi un posto nel cuore di ogni indiepop fan.
Potete immaginare la mia sorpresa quando ho letto che nelle prossime uscite ci sarebbero stati proprio i nostri A Classic Education, e per di più con una delle loro migliori canzoni di sempre. Quella frenetica ed entusiasmante What My Life Could Have Been che avevamo scoperto all'inizio di quest'anno (tra parentesi: quanto sembra strano a volte ritrovare a distanza di tempo momenti memorabili della propria vita su YouTube?).
Questa versione è stata registrata a Londra insieme a Paul Jones della Stolen Recordings, la b-side è la cover di Toi di Gilbert Bécaud, mentre la copertina porta la firma della tastierista degli ACE, la fotografa Giulia Mazza.
Cosa si può volere di più? Oggi finalmente è arrivata, non metto l'mp3, scaricatela qui così vi fate anche un giro sul sito dell'etichetta.

giovedì 26 novembre 2009

Sometimes things are better left unsaid

Stricken City
Stricken City
Stricken City
Con una band come gli Stricken City va così: è quasi più divertente e funziona meglio mettere delle immagini che scriverne. Hanno quella grafica un po' naif un po' scuola di moda, piena di fenicotteri e pappagalli. Hanno quelle facce giuste da magazine giusto. Hanno quella cantante bella non solo in foto con una voce adatta allo scopo. Hanno pubblicato un ep (con dvd incluso) per Pure Groove e hanno trovato un buon titolo: Songs About People I Know. I riferimenti più citati sono Orange Juice, Sugarcubes e Young Marble Giants (ma a volte possono sembrare dei Long Blondes più introversi) e qui trovate le loro "10 principali influenze non musicali".
Ma a me la cosa che piace di più è questa canzone, forse nemmeno una delle loro migliori, perché in qualche modo mi ricorda i Life Without Buildings, che forse non saranno delle pietre miliari della storia dell'indie rock, però riescono sempre ad avvinghiarmi.

>>>(mp3): Stricken City - P.S.

mercoledì 25 novembre 2009

"Inebriato dal potere e da una vocazione messianica un po' hard degna dei pre-Matia Bazar"

La discussione intorno alla copertina di Rolling Stone mi sembra abbastanza mortificante. Si può dire che ci sono tutte le ragioni per indignarsi, così come si può dire che in realtà quell'immagine è già dissacrante di per sé; si possono sottolineare i passaggi più ironici dei vari editoriali impegnati a sostenere la paradossale tesi che Berlusconi sia la rockstar dell'anno (firmati da nomi quali Vincenzo Cerami, Silvia Ballestra, Stefano Pistolini, Alberto Piccinini e Francesco Bonami, oltre a quello del direttore Carlo Antonelli), così come si può notare quanto sappia di stantio l'intera faccenda.
Preso atto di tutto, lette le varie voci, e sperando di cogliere il messaggio in maniera meno grossolana di quella di un lettore del Giornale (e non solo), mi resta ancora la domanda: "perché?".
Per far parlare di sé? Per vendere più copie? Sarebbe una strategia di così breve respiro che non è possibile credere l'abbiano pensata.
E quindi? Era solo una battuta o si vuole sul serio utilizzare una forma di cultura popolare come metro per misurare il disastro di questo Paese? E a che scopo?
A un certo punto la Ballestra scrive di provare "nausea per l'invadenza nelle nostre vite di un certo tipino fino che continua a spuntare dai posti inaspettati". Leggendola non ho potuto fare a meno di pensare proprio al numero di Rolling Stone che avevo tra le mani, il quale sembra giocare la mossa della "denuncia" di tale invadenza e poi la asseconda con clamore.

update: Una bella analisi su Buoni Presagi.
update 2: Il commento di Fabio De Luca

lunedì 23 novembre 2009

The hard times of our adolescence


Teenage Parties End In Tears è una delle mie canzoni preferite di How Could a Village Turn Into a Town, l'ultimo album dei My Awesome Mixtape. Ne avevo anche pubblicato una prima embrionale versione giusto due anni fa. Mi piaceva il suo rimbalzare di gomma, l'uso del vocoder e l'incedere suadente della melodia. Su disco è poi diventata una cosa diversa, più ampia, complessa e orchestrale. La nostalgia delle adolescenze perdute mostra i suoi chiaroscuri, è meno autoindulgente.
Ora grazie a Mancho, bassista dei MAM, scopro questa cover per ukulele rosa realizzata dal sedicente Paco Garrayo, e tutto cambia ancora. All'inizio sembra uno scherzo, tra cimeli da festa delle medie e gli occhialoni a forma di cuore, il personaggio della canzone si trasforma in una marionetta ma alla fine scopre di essere triste per davvero. Il colpo di genio è l'attaccapanni di peluche in primo piano, di certo arrivato lì con una macchina del tempo, da cui scendono lacrime di stelle filanti.

>>>(mp3): My Awesome Mixtape - Teenage Parties End In Tears
>>>(mp3): My Awesome Mixtape - I've Dropped My 13th Party (demo)

In altre news legate ai My Awesome Mixtape è da segnalare il nuovo video di Hearts To Lend, ottimo lavoro realizzato da Opificio Ciclope che proietta la band in un contesto urbano, tra cemento e graffiti giganti, con tutto il modernariato delle C60 e dei vecchi tasti Rec & Play, e che soprattutto riesce nell'impresa di tenere fermo Maolo davanti a una telecamera. Ah, quante volte anch'io avrò ballato seduto per terra davanti allo stereo, a registrare cassette e a scrivere copertine.

mercoledì 18 novembre 2009

"Ogni canzone è ancora così eccitante"
Intervista ai Girls

Girls
Ormai è un anno che seguiamo ogni passo dei Girls, da quando siamo stati travolti da quella gioia pura che è Lust For Life. Il loro debutto, Album, è uno dei miei dischi preferiti di questo 2009 ed è quindi con immenso piacere che pubblico qui l'intervista con il cantante Cristopher Owens realizzata per MAPS da Jonathan Clancy, che ringrazio. L'intervista andrà in onda oggi pomeriggio dalle 15.30 sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana e potete anche ascoltarla in streaming qui (sia in versione originale che tradotta in italiano).


Una delle qualità di Album è la sua purezza cristallina, la sua immediatezza e la facilità con cui si insinua nel corpo. Com'è portare un disco e delle canzoni del genere in tour? Hai mai paura che dopo un po' la sua potenza e l'efficacia si spengano, la forza si affievolisca quasi come un fiore che sta perdendo i petali?
È vero che tutto cambia dopo aver suonato i pezzi per molto tempo "on the road", ma non so, è ancora una cosa così nuova ed eccitante per noi che non siamo arrivati a quel punto. Non ci ho nemmeno ancora pensato, mi sto divertendo così tanto a suonare i pezzi, proprio non ci penso.

So che scrivi musica e canzoni costantemente, e già quest'anno avete fatto sentire come b-sides e in session radiofoniche un sacco di pezzi finora inediti. Ti sembra cambiata la scrittura in questo periodo? Scrivi con uno stato mentale diverso o ne sei rimasto impermeabile? I testi parlano di storie diverse?
In realtà, non è cambiato niente, ho lo stesso approccio. Scrivo sempre di come mi sento esattamente in quel momento, non penso mai ai testi, le parole mi vengono fuori casualmente tutte in una volta. Se sto avendo difficoltà mi fermo, lascio perdere per un attimo la canzone. Sì, le nuove sono diverse, per forza di cose, parlo di come mi sento adesso.

Una delle cose forse sottostimate di Album è il perfetto fluire dei pezzi, la sequenza delle canzoni. Il disco è stato il nostro "album della settimana" e ci siamo accorti che ha veramente un tocco magico nel suo incedere: è un'opera del 2009 ma ha quel "sentire" da disco evergreen, classico, senza tempo. Ogni canzone è posizionata perfettamente. Avete lavorato molto all'ordine dei brani?
Non abbiamo impiegato molto tempo a decidere: ci siamo seduti ed in dieci minuti avevamo le idee chiare. Alcune scelte erano per noi abbastanza ovvie. Io e JR ci siamo trovati subito d'accordo sul dove posizionare le canzoni. Alcune già dovevano avere un posto preciso, come
Lust For Life (per prima) e Darling (ultima). Volevamo mantenere il disco sempre interessante, mai troppo lento, un flusso costante. È stato un lavoro facile quando ci siamo seduti nello studio di mastering.

Quando avete registrato il disco c'era già l'intento di mantenere una certa crudezza, di non smussare troppo gli angoli?
Sì, assolutamente: in parte questo c'è, ma volevamo anche registrare ogni tipo di canzone che ci andasse di registrare. Non ci interessava avere un suono unico. Tutte le canzoni andavano bene, anche se erano diverse tra loro. Abbiamo così tante influenze e volevamo comprimerle tutte nel disco. Volevamo renderlo coeso solo dal semplice fatto che siamo noi a suonarlo.

Qual è la canzone più vecchia che hai scritto sul disco e quale la più recente?
La prima canzone è stata
Headache, l'avevo scritta per il mio vecchio gruppo Curls. Quella, insieme alla canzone intitolata proprio Curls, sono le più vecchie. Le ho scritte nel 2006, mentre il resto del disco è datato 2007.

Headache è una canzone abbastanza diversa dalle altre: è una delle mie preferite, a volte ci sento quasi degli strani echi alla Pulp, ovviamente più storti...
Sì (
ride), a volte mi dicono anche Chris Isaak!

C'è una canzone in particolare a cui ti senti veramente legato, che ti sei veramente divertito a registrare?
Tutte!
Ghost Mouth è una delle mie preferite, sia per come è stata scritta, sia per la registrazione: amo la produzione di quel pezzo, siamo riusciti a fare delle cose interessanti. Ma sai, è comunque la prima volta che ho la possibilità di far uscire un disco e quindi sono emozionato per tutte le canzoni. Ogni canzone è ancora così eccitante per me.

Molte b-side ora edite, come Solitude o Life In San Francisco, sono al livello del disco: non le avete messe semplicemente perché sono arrivate dopo?
Sì, sono state registrate solo di recente. Volevamo 12 canzoni per il disco e c'erano già. Purtroppo (
ride) siamo arrivati tardi con quelle!

Solitude è veramente strepitosa...
Grazie, secondo me va a dimostrare che stiamo ancora imparando, stiamo migliorando piano piano.

Citi spesso Ariel Pink e Holy Shit come influenze molto importanti per te. Che cosa ti hanno dato?
L'idea molto semplice di suonare musica, ad un livello alto, dedicare a questo tutta la vita. Matt e Ariel vivono per scrivere e suonare musica, sembra una cosa ovvia ma è incredibile quando vedi qualcuno che ne è ossessionato come loro. Quando ho iniziato a suonare con loro mi sentivo così e mi hanno influenzato, mi hanno dato ispirazione, mi hanno spinto a perseguire i miei obiettivi con la musica. Come dicevo prima, noi volevamo registrare qualsiasi tipo di canzone, saltare tra i vari generi e questa è una cosa che ho imparato da Ariel Pink.

Questo amore e questa ossessione per la musica immagino tu l'abbia trovati anche in JR? Sembrate veramente un duo?
Sì, certo, appena abbiamo iniziato a lavorare assieme ce ne siamo resi conto. Ognuno dei due ha dei compiti ben precisi, io faccio quello che devo fare io e lui fa quello che deve fare lui.

C'è stata molta attenzione al tuo background... È una cosa che dopo un po' ti ha dato fastidio?
Un po' sì, la gente si sta fissando su questa cosa. Capisco perché sia interessante e che sia molto importante conoscere chi hai davanti, però ora il livello di attenzione è un po' troppo esagerato, mi dà un po' fastidio. Mi sembra già di aver raccontato da dove provengo, quanto ne devo parlare ancora? Non c'è molto altro che abbia voglia di raccontare.

L'unica cosa che ti voglio chiedere è se nei tuoi tanti viaggi da adolescente sei mai capitato in Italia.
Sì, nel periodo in cui ho abitato a Lubiana, prendevo il treno per andare a Trieste per suonare, suonavo tantissimo. Andavo in Austria oppure andavo a Trieste con il treno, è l'unico posto che ho visitato. Suonavo per strada, nei bar e nei ristoranti.

San Francisco è finalmente un posto che puoi chiamare "casa"?
Si, non riesco ad immaginarmi nessun altro posto dove potrei abitare.

Nei vostri artwork avete scelto di usare sempre visi di ragazze, a volte sembrano quasi delle foto sentimentali, nostalgiche. Dall'altra parte avete un immaginario nei video vicino al porno, pieno di promiscuità, con una forte presenza di droghe, insomma un lato più eccessivo. Questi due aspetti fanno parte della personalità della band?
Sì. Le foto le faccio tutte io, ritraggono ragazze mie amiche. Mi piacciono, sono sentimentali, sono tutte persone vicine a me. La scena a San Francisco è così, siamo una famiglia, tutti vicini, è bello e divertente. La realtà è anche l'altro lato, rispecchia la nostra vita, siamo così. C'è un focus sul cercare di rendere queste situazioni "belle", questa è la nostra estetica. Tutti i nostri amici sono legati a quello che stiamo facendo, c'è una bella comunità qua, un bel feeling e ci piace farlo vedere nei nostri video, nelle copertine, eccetera.

So che vi portate spesso in giro la vostra amica fotografa Sandy Kim. Le sue foto e le tue foto hanno decisamente dato una identità ed uno spirito alla band.
Si, lei è una fotografa da tanto tempo, aveva iniziato a passare da casa nostra tanto tempo fa, prima che fossimo una band, faceva tutte queste foto e le metteva sul suo blog, faceva le foto ai nostri amici, eccetera. E così le abbiamo chiesto se potevamo usarle, è una tipa in gamba, divertente, l'abbiamo anche portata in tour, ci piace averla intorno e fa delle foto meravigliose.

Volevo chiederti qualcosa su ciò che ti ha influenzato nello stile vocale, in particolare i cantanti che ti hanno ispirato. Questa mattina ascoltavo Like Flies on Sherbert di Alex Chilton e mi sei venuto in mente, per il modo crudo e diretto con cui canti.
Eh, non che io sappia, non è una mia influenza. Io amo i testi e la voce di David Bowie, mi piace il fatto che abbia mille tipi di voce, ha quella voce da crooner, poi cambia e diventa subito irriverente e quasi punk, ha tantissimi registri. Io cerco di fare così. Ariel Pink è un'altra grande influenza, anche Billy Corgan a volte. Non so, da una canzone all'altra cerco quasi sempre di copiare qualcuno. In alcuni pezzi nuovi mi ispiro ad Elvis.

Quali sono i dischi che ti porteresti sempre su un'isola deserta?
Il disco di Ariel Pink (
ride), il mio disco, Mellon Collie And The Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins, un disco di Michael Jackson, un album di Randy Newman, uno di Elvis Presley e uno degli Suede.

Quale disco degli Suede?
Non so è dura, li adoro tutti, forse Dog Man Star oppure Trash.

È vero che sei un grande fan dei Felt?
Si sono un loro grandissimo fan. Ho conosciuto Lawrence qualche giorno fa ad un nostro concerto a Londra. È stato incredibile, ero ultra nervoso ma è un tipo proprio in gamba.


>>>(mp3): Girls - Headache
>>>(mp3): Alex Chilton - Girl After Girl
Skin like paper holding a vapour

Veronica Falls
Ogni tanto, con una certa regolarità, spuntano nomi di nuove band che in un modo o nell'altro sono legate ai Royal We, "la più fugace apparizione indiepop del 2007". Puntualmente io ci ricasco.
Dopo i Sexy Kids, i Correcto e gli Your Twenties, da qualche mese a Londra gira parecchio il nome dei Veronica Falls. Non a caso, hanno un dodici pollici in uscita sulla immancabile Captured Tracks.
Un'estetica un po' cimiteriale, un suono jangling pop che si vena di tinte gotiche e foschi riverberi. Pare che dal vivo l'approccio sia più aggressivo e punk (ma bisognerebbe domandare a His Clancyness, insieme a cui hanno suonato pochi giorni fa).
La voce di Roxanne Clifford mi piace tantissimo, quasi quanto la luce nei suoi occhi.

>>>(mp3): Veronica Falls - Beachy Head
>>>(mp3): Veronica Falls - Found Love in a Graveyard
Polaroids From the Web
"In some countries, they think indie is a genre" edition

- Ieri Fede aveva raccontato l'assurda aggressione subita da Darren Hayman dopo un concerto a Nottingham, circostanza resa ancora più agghiacciante da un suo casuale twit di poche ore prima. Oggi finalmente sul sito ufficiale dell'ex cantante degli Hefner è comparso un messaggio che ci rassicura un po' sulle sue condizioni di salute.

- Per chi come me si è purtroppo perso l'ultimo concerto di Evan Dando qui in città, c'è una bella recensione su Bastonate.

- Stanno per tornare i neozelandesi Brunettes (non più su Sub Pop) con l'album Paper Dolls: su Mess&Noise c'è un'interessante intervista con il cantante Jonathan Bree.
>>>(mp3): The Brunettes - In Colours

- Il decennio dei barbuti, secondo Simon Reynolds.

- "The Role Of The Record Label": formidabile tavola rotonda con rappresentanti di Kill Rock Stars, Matador, Merge, Saddle Creek e Jagjaguwar/Secretly Canadian/Dead Oceans (via Marina)

- La Slumberland negli ultimi due tre anni non ha sbagliato quasi nessuna uscita discografica, lasciando un'impronta forte sulla piccola scena indiepop. Non dimentichiamo però che la label di Michael Schulman ha vent'anni di carriera alle spalle. Per celebrare l'anniversario su Self-Titled Mag c'è un ricco speciale (con playlist annessa) in cui gli stessi musicisti di casa scelgono le loro canzoni preferite dall'intero catalogo (via Nur).

- Periodo fitto di nuovi dischi e anteprime in mp3:

martedì 17 novembre 2009

I Good Shoes tornano in Italia


I Good Shoes hanno annunciato i primi dettagli del loro prossimo album No Hope, No Future (data prevista: 18 gennaio 2010) e del tour europeo che lo supporterà. Due date anche in Italia: venerdì 5 febbraio al Milano e sabato 6 al Covo Club di Bologna.
Questo è il video in puro stile Anni Ottanta del primo singolo Under Control, più compatto e dritto rispetto agli spigolosi esordi.

>>>(mp3): Good Shoes - Under Control

lunedì 16 novembre 2009

MAP - Music Alliance Pact #14

 MAP - Music Alliance Pact
Prosegue il progetto internazionale MAP - Map Music Alliance: anche questo mese 34 blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una band emergente e interessante del proprio Paese e ve la fanno ascoltare.
Per chi volesse capire di che si sta parlando, queste sono le puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7 / 8 / 9 / 10 / 11 / 12 / 13.
Gli italiani che ho scelto questo mese sono gli Annie Hall, che con il nuovo album Carousel si confermano una band dalla scrittura delicata e di talento.
Questa è la playlist di novembre, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.

>>>(mp3): Annie Hall - Morning News

sabato 14 novembre 2009

Caloriferi all'asta!

The Calorifer Is Very Hot!
Io in questo disco ci ho messo dei soldi. E ancora non me ne hanno fatto vedere una copia. Per prenderla mi tocca andare questa sera al release party di Evolution on Stand-By al Mattatoio Club.

Se invece siete più pigri di me, chiamate la band direttamente a casa vostra: The Calorifer Is Very Hot si mettono all'asta su eBay.

venerdì 13 novembre 2009

Real Estate in Italia


Se confermata, la notizia sarebbe davvero notevole: arriveranno il prossimo 10 febbraio, per una data unica in Italia al Diagonal Club di Forlì, i Real Estate, quartetto del New Jersey che nell'ultimo anno ha fatto parte di quella leva di band molto chiacchierate come Girls, Smith Westerns e Vivian Girls.
Stanno per pubblicare un album d'esordio omonimo sulla ottima Woodsist e si può descrivere il loro sound come pop psichedelico e sognante, parecchio soleggiato, con evidenti influenze di Velvet Underground e Clean, ma la migliore definizione l'ha indovinata il Village Voice:
The quartet evokes the sort of sun-soaked suburbia wherein you hoard your post-wisdom-teeth-extraction Vicodin and snort it all at once on a perfect July afternoon while riding your bicycle and listening to songs full of jangling guitars and weird, reverb-heavy good vibrations. [...] Real Estate is the perfect soundtrack for an economy in collapse...

>>>(mp3): Real Estate - Suburban Dogs

giovedì 12 novembre 2009

Wild Honey



Una piccola canzone che parla del ritrovare vecchie fotografie, del sentirsi coinvolti e commossi da quelle immagini, e al tempo stesso rassicurati da come tutto quello che rappresentano sia ormai passato e lontano.
L'album di debutto di Wild Honey è in free download sulla sua pagina Bandcamp, ma si può anche comprare (cd+LP a 12 euro) sul suo sito.
Wild Honey è il progetto dello spagnolo Guillermo Farré e il suono si muove tra Beach Boys fai-da-te, acquerelli folk e bossanove da caminetto, con una certa grazia leggera e senso dell'umorismo in filigrana nei testi.

mercoledì 11 novembre 2009

Time for dancing


Questa sera fa tappa all'OFF di Modena il lungo tour con cui i Did stanno presentando il loro primo album Kumar Solarium. Su queste pagine li seguiamo sin dagli esordi (con tanto di remix illustri) e il disco conferma quanto di buono già si intuiva anche dai live: quando le due anime della band torinese, quella più schiettamente punk funk e quella più votata all'elettronica, si scontrano e si abbracciano tutto fila a meraviglia e le loro canzoni sono in grado di reggere qualunque dancefloor. Pur mostrando senza equivoci che stanno seguendo la linea che dai Liquid Liquid scende fino alla DFA, i Did riescono a smarcarsi dalla ripetitività del genere suonando divertenti e convincenti, soprattutto quando si abbandonano alla pura divagazione e sperimentano forme più dissolte. Viene da pensare che il prossimo album potrebbe essere un megamix.

>>>(mp3): Saturday Night
>>>(video): Time for Shopping
Il mondo è rotondo


Mi scrive Marco degli Amycanbe per segnalarmi questo nuovo progetto della band ravennate e a mia volta ve la giro volentieri:
"Lo scorso agosto abbiamo registrato al Teatro Petrella di Longiano parte del nuovo disco, più cinque brani che andranno a far parte di The World Is Round, un cofanetto (libro più cd) in uscita ad aprile 2010 per NdA Press / Interno 4 Records. Si tratta di una collaborazione nuova che ruota intorno ad una fiaba di Gertrude Stein, e la presenteremo in anteprima il 5 dicembre sempre nel prestigioso Teatro Petrella".
Dal comunicato stampa che annuncia l'evento si legge anche che "Francesca Amati, voce del gruppo, ha tradotto e ridipinto i testi da cui nascerà il music book".
Io mi sono già segnato la data in agenda.

>>>(mp3): Amycanbe - 24 Hours (Yellowtail with Bedford Stuyvesant Youth Orchestra re-edit)

lunedì 9 novembre 2009

Novembre-gazing

Alle due del pomeriggio è già così buio che se non accendi la luce sembra di stare in un biopic ambientato a Manchester nel 1979.
Qui sono giornate di musica soltanto in sottofondo. Da un certo punto di vista mi viene da pensare "purtroppo", perché certi nuovi ascolti meriterebbero più attenzione. Ma d'altra parte, a volte a novembre si sta bene anche così, avvolti da canzoni con cui ci si trova a proprio agio, senza l'ansia di rincorrere l'attualità a ogni costo.
Va da sé che finisco spesso per privilegiare suoni stratificati, ritmi dimessi e melodie seppellite dai feedback, ottimo contrappunto per i cieli bassi e pesanti e per le piogge che inzuppano la città in questi giorni.

- Letting Up Despite Great Faults
La prima segnalazione arriva grazie a Colas, che per presentare questa band californiana tira in ballo un paragone importante con i Radio Dept., nome di fronte al quale non posso opporre nessuna difesa. Le coordinate infatti sono quelle, anche se la malinconia viene trattata con meno apparente freddezza, una decisa propensione all'electropop e un maggiore utilizzo di glitch. L'esordio autoprodotto dei Letting Up Despite Great Faults mi ha fatto tornare in mente, tra le altre cose, i Dealership del primo disco (archeologia effimera di questo decennio), e sono sempre bei ricordi.

- Electric Assembly
Mi aveva scritto tempo fa Amos Memon, già batterista dei Fanfarlo, per segnalarmi questo suo progetto parallelo, gli Electric Assembly e mi aveva preso alla sprovvista. Tanto è solare e coinvolgente la sua band più nota, tanto riescono a essere notturni questi altri Electric Assembly. Allo shoegaze puro e semplice, il quartetto londinese aggiunge un colore post-rock molto dilatato e non di rado anche abbastanza cupo. Hanno da poco pubblicato un nuovo ep che vede al suo interno la cosmica 11:43, lunga una ventina di minuti: "it was recorded in one take - in fact it was a jam and that recording was the first time we ever played it".

- Magpie
Magnificamente autunnale e desolato sin dalla copertina, Noir or Several Murders In Sleepless Nights è il debutto dei Magpie, creatura di Daniele Carretti, già chitarrista negli Offlaga Disco Pax e qui anche alla voce. Suoni abbandonati, gonfi di nebbie, che omaggiano i classici Slowdive e Ride. Undici rarefatte canzoni che vedono anche la collaborazione di Donatella Tenchio (Fou) e Nicola Manzan (Bologna Violenta) e che riescono a trovare nuove palpitanti sfumature dentro la parola spleen.

>>>(mp3): Letting Up Despite Great Faults - Folding Under Stories Told
>>>(mp3): Electric Assembly - Worn Out Photos (24.10.09)
>>>(mp3): Magpie - Now You Love Me?

venerdì 6 novembre 2009

Gecco goes to CMJ



Il nostro buon Gecco, meglio conosciuto nella scena con lo pseudonimo di DJ Minaccia, è volato a New York per partecipare all'ultima edizione del CMJ, maratona musicale che ogni anno investe la Grande Mela con centinaia di concerti. Qui trovate le sue foto e questo qui sotto è il suo personalissimo diario (con un po' di canzoni da scaricare):
Un giorno Luca (il capo di To Lose La Track) mi fa "vuoi venire a New York coi Tiger Shit Tiger Tiger?" e io "ovvio che si", quindi alla fine ci siamo andati.
Il viaggio d'andata è durato tipo 26 ore: in macchina da Fano a Foligno, in treno da Foligno a Roma e in aereo prima fino a Madrid e poi fino a New York. Diego mi ha anche chiesto se avevo una custodia rigida per la chitarra da prestargli, io ce ne ho una ma è stata usata prima dall'innominabile (intendo Paul Chain ma tutti pensano che porti sfiga per cui non lo nominano). Nell'aereo, forse sarà stata la stanchezza, ma ho visto la Principessa Leila... oppure una tizia con un'acconciatura discutibile. Inoltre, essendo la compagnia aerea spagnola, la hostess spiegava le misure di sicurezza dell'aereo in spagnolo, e mi ricordava troppo quando il tizio dei Goonies traduce in spagnolo alla donna delle pulizie...


>>>(mp3): Tiger! Shit! Tiger! Tiger! - Crime Wave
>>>(mp3): Male Bonding - Rehearsal Song
>>>(mp3): Headlights - Get Going
>>>(mp3): Renminbi - Portland

mercoledì 4 novembre 2009

Girls



Quasi ogni recensione di Album, il magnifico esordio dei Girls, non manca di citare le somiglianze tra la voce di Christopher Owens e quella di Elvis Costello. L'accostamento è appropriato, anche per via di una certa patina vintage nel suono della band di San Francisco.
Ma non è stato quello a colpirmi la prima volta che ho sentito i Girls e mi sono lasciato travolgere. Ho pensato piuttosto a quanto quella voce suoni infantile, in totale contrasto con quanto sta cantando (amori spezzati, vite da inventare daccapo, le solite cose) e a come lo sta cantando, lasciando incerto il confine tra l'ironia e il tormento.
La musica d'altra parte si offre aperta e accessibile, quasi avesse abbandonato ogni pretesa di risolvere questioni troppo complicate. Non si sforza nemmeno di diventare lo-fi fino in fondo, e il suono libero risale le sue correnti fino ai Sixties.
Così facendo, le canzoni dei Girls raggiungono una limpidezza nuova, in cui la pura semplicità non è ottenuta per sottrazione ma è lì, immediata e necessaria. Sentimenti custoditi in forma di pop e tre minuti.

La seconda cosa che mi ha colpito di questo disco è stato il libretto. A ogni pagina corrisponde la fotografia del viso di una ragazza. Sotto la fotografia, il titolo di una canzone. E non sai bene se sono le ragazze ad avere ispirato la musica, o se sono le canzoni stesse a essere diventate le ragazze. E in questo caso, da che parte stanno le storie che raccontano?
Ma del resto, con le loro interviste/confessioni, con le istantanee delle loro feste sparpagliate ovunque in rete, con i video girati nella propria camera (e a volte con gli amici improvvisati attori porno), sono stati gli stessi Girls a costruire un immaginario trasparente e torbido tutto assieme, dove l'eccesso non è solo quello di droghe e sesso ma anche quello di una piccola poesia stucchevole.
Tutto è a portata di mano dentro questa musica (e forse anche dentro i Girls): la vita come un continuo set fotografico di Vice Magazine e la vita come i pomeriggi di un post-adolescente sfigato senza compagnia. Album è un disco che gioca a carte scoperte. Come scrivono nelle note di copertina, "Album was not recorded in any studio". Come se questo disco, in fondo, fosse loro stessi. E forse è così.

>>>(mp3): Girls - Lust For Life

(photo by Sandy Kim)

martedì 3 novembre 2009

Diverting Duo


Questa sera, intorno alle sette, i Diverting Duo saranno in concerto alla libreria Modo Infoshop (Via Mascarella 24b).
Chi come me purtroppo non potrà esserci, può recuperare la band sarda ospite dal vivo negli studi di MAPS, sulle frequenze di Città del Capi Radio Metropolitana, tra una mezz'oretta.

>>>(mp3): Diverting Duo - Against Electricity

lunedì 2 novembre 2009

I can't get anything


I Can't Get Anything era uno dei brani più atipici dell'ultimo lavoro dei Le Man Avec Les Lunettes, Plaskaplaskabombelibom, uscito l'anno scorso per MyHoney/Zahr.
C'era Francesca Amati (degli Amycanbe e dei Comaneci) a metterci la sua voce così speciale, e tutto aveva un'aria serena e al tempo stesso dolente. La sospensione di un'attesa e la rassegnazione di un commiato.
Ora ne è uscito un piccolo video (in anteprima su Rolling Stone), diretto da Luca Lumaca, che spiazza proprio quando sembra sul punto di non avere più nulla da dire. Lascia tutte le domande senza risposta, e se ne va senza rumore, facendoci credere che le domande non fossero nemmeno necessarie.

>>>(mp3): Le Man Avec Les Lunettes - I Can't Get Anything
Looking forward to some sweet sweet calzones!

[photo by Giulia Mazza]

In attesa di vederli la settimana prossima dal vivo in Italia per quattro date, Frigopop ha realizzato un'intervista con gli inglesi Let's Wrestle.

Il loro album di debutto è uno dei miei dischi preferiti di quest'anno, e anche dal vivo sono una potenza, ma meglio di tutti li ha raccontati Valido.
Non perdeteli.

>>>(mp3): Let's Wrestle - I'm Ok, You're Ok
Tutti i piaceri del mondo


Su Big Stereo scopro che esiste un inaspettato remix dei Crayon Fields, band indiepop che quest'anno ha pubblicato il suo secondo album, All the Pleasures of the World (trovate qui una recensione su Vitaminic).
Questo Dan Block non so bene chi sia, e non ho recuperato molte info nemmeno a un primo giro su Google, però senza esagerare è riuscito a dare un certo timbro molleggiato (un po' alla Whitest Boy Alive) al suono a volte fin troppo morbido del quartetto neozelandese.
Ma forse, è per via di quel che dichiara, con grande sincerità, il frontman Geoffrey O'Connor:
We write these songs about people we're quite fond of, in order to attract someone else. It's quite a bizarre way to live. One good thing about writing love songs is that they give the impression that you're way more romantically successful than you are.

>>>(mp3): All the Pleasures of the World (Dan Block remix)
>>>(mp3): All the Pleasures of the World (radio edit)