venerdì 30 ottobre 2009

Profumo di carta


Questa sera da Zuni, a Ferrara, Youthless Fanzine celebra i suoi primi tre anni di attività con una mostra che raccoglie in 27 tavole tutte le copertine realizzate da artisti come Alessandro Baronciani, Luca Lumaca, Jon Carling, Enrico Fontanelli e molti altri.
A completare il programma, ci sarà il live set degli Schonwald (ricordate Alessandra Gismondi e i suoi Pitch?), che presenteranno il loro ultimo lavoro Amplified Nature.
Ingresso gratuito con tessera Arci.

>>>(mp3): Schonwald - Our Revolution

mercoledì 28 ottobre 2009

La reunion delle Black Candy

Black Candy
Ci sarebbero tante cose di cui parlare, tanti dischi e gruppi che meriterebbero di sicuro tante segnalazioni, ma non c'è tempo e l'unica cosa davvero importante per me oggi è questa:


Qui trovate il vecchio blog della punk band modenese, dove potete anche scaricarvi la discografia completa.
Qui invece c'è una mia lettera d'amore, abbastanza imbarazzante oggi come allora, ma che voglio ricordare come un'istantanea colma d'euforia. Ce ne fossero ancora di imbarazzi così.
Io non so come farò ad aspettare.

>>>(mp3): Black Candy - Straight To Your Hands
>>>(mp3): The Tunas - Revolution Winter (Black Candy cover - acoustic live @ polaroid)

martedì 27 ottobre 2009

Progress, not perfection


Ci ho messo qualche mese ma ora sono caduto nella trappola dei Mantles e il loro omonimo album di debutto è diventato una droga. Il quartetto di San Francisco deve essere inciampato in qualche paradosso temporale perché lo sporchissimo suono di queste loro dieci canzoni arriva dritto dritto da un'epoca in cui la psichedelia e il garage rock non erano affatto un revival.
Ma questo è davvero l'anno della bassa fedeltà, della difficile arte di cavare fuori la bellezza da un grumo rozzo di energia e di sogno. A parte che Look Away funziona anche come magnifica ninnananna, provate a sentire il modo in cui Dont' Lie ripiega su sé stessa: è qualcosa di inestricabile. O come Tiny Reminder chiude il discorso mandando tutto all'aria.
C'è un pesante strato di polvere su queste chitarre, e il ritmo potrebbe essere ricavato sbattendo contro dei bauli in una cantina buia, ma il modo in cui la depravazione delle voci si solleva e si redime nelle melodie non lascia dubbi: questo è un grande disco. E chi se ne frega se è roba di cent'anni fa.

>>>(mp3): The Mantles - James
>>>(mp3): Ascolta il nuovo singolo Bad Design

lunedì 26 ottobre 2009

We'd dance through fields, through lands of sadness

Tra le cose da ricordare alla fine di questo decennio in musica, c'è di sicuro anche l'avventura di una delle principali etichette indipendenti italiane, la Homesleep, che in questi giorni chiude i battenti con una gigantesca svendita ormai agli sgoccioli.
Andrea raccoglie una bella intervista con uno dei suoi fondatori, Daniele Rumori, e anche se le domande sarebbero ancora tante, si avverte l'intenzione da parte di chi ha lavorato a questo progetto di non pubblicizzare troppo l'evento, e la rispettiamo.
Devo però ammettere che mi ha colpito leggere "fondamentalmente siamo dei vecchi caproni, abbiamo preferito smettere piuttosto che snaturarci", detto da chi aveva sempre saputo muoversi un passo avanti rispetto al proprio tempo. C'è da augurarsi che si tratti di una pausa di riflessione, in attesa di capire che forma assumerà il mercato della musica. Dopotutto, se quest'anno si sono riformati perfino i Pavement, uno dei numi tutelari della label bolognese...

In ogni caso, continuate a tenere d'occhio il sito Homesleep: "gira voce che ci sarà qualche sorpresa finale negli ultimissimi giorni di vendita".

>>>(mp3): Yuppie Flu - Give It a Day (Pavement cover)
Electroclash Folktronica New Rock Revolution

Più divertente e interessante di molte delle classifiche di fine decennio che si leggono e si leggeranno ovunque in questi mesi, il blog inglese Sweeping The Nation ripercorre questi curiosi Anni Zero non attraverso una Top Ten di dischi ma con una piccola storia dei generi musicali che la stampa musicale si è inventata e persa per strada.

>>>(mp3): Broken Social Scene - Major Label Debut (Fast)

domenica 25 ottobre 2009

Sogna Jurij, sogna

Crimea X
Qualcuno in vena di scherzi potrebbe anche dire che non è casuale il concerto dei Crimea X nella città del segretario Franceschini proprio nel giorno delle primarie del PD. Chissà se il duo formato da Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò e Dj Rocca, resident del "fu" Maffia Club, con le sue canzoni intrise di immaginario marxista e disco cosmica, lancerà un forte e necessario segnale politico. Visti i personaggi non è difficile aspettarsi qualche mozione straordinaria.
Conosceremo l'esito degli exit poll alle 19.30 da Zuni, ingresso gratuito con tessera Arci.

Avevamo intervistato Crimea X all'inizio dell'anno, al principio della loro avventura sonora. Nel frattempo è uscito il loro debutto Phoros EP (qui la rece di Drowned in Sound e qui un download su RCRDLBL) e la settimana prossima al Cargo di Londra ci sarà il release party del nuovo Chorne More.
Grazie a Hell Yeah Records possiamo ascoltarne un'anticipazione più un remix per l'ormai lanciatissimo Banjo Or Freakout.
Compagni, scaricate.

>>>(mp3): Crimea X - Jurij (radio edit)
>>>(mp3): Banjo or Freakout - Upside Down (Crimea X remix)

sabato 24 ottobre 2009

You can have a cell phone that's ok but not me





Questa sera, Jonathan Richman in concerto al Bronson di Ravenna.

>>>(mp3): Roadrunner (*)

venerdì 23 ottobre 2009

Musica in vetrina


Segnalo quest'ottima iniziativa nella vicina Faenza, se non altro perché ci ricorda che esistono ancora luoghi belli e pieni di cose interessanti chiamati negozi di dischi.
Showindow è piccola rassegna che si inserisce nel calendario di Faenza Centro Vivo: quattro concerti più un dj-set. Tra le band coinvolte: Musica Da Cucina, De La Vega featuring Jenny Adejayan, Stars Like Fleas e Jessie Evans with Toby Dammit.
Tutti i concerti sono a ingresso gratuito, info presso la Casa del Disco in Corso Mazzini 38 a Faenza.

>>>(mp3): Musica Da Cucina - Una luce dalla dispensa
>>>(mp3): Stars Like Fleas - I Was Only Dancing
Lust for Lego

Iggy Pop - Lego Rock Band
Sono sempre stato piuttosto negato con i videogiochi, e fenomeni recenti come Guitar Hero, DJ Hero o Rock Band non mi hanno molto appassionato, nemmeno dopo lo scandalo dell'avatar di Kurt Cobain. Quando ho letto che stava per uscire Lego Rock Band ho pensato che fosse un po' surreale ma niente di più. Poi mi è capitato di vedere il personaggio di Iggy Pop, e mi ha fatto abbastanza paura. Non mi importa se i Blur non sono per niente somiglianti, o se David Bowie è ridicolo. Iggy Lego è davvero una delle cose più brutte mai viste, roba da mettersi a boicottare i nostri mattoncini preferiti.

>>>(mo3): Iggy Pop - The Passenger

mercoledì 21 ottobre 2009

FFFFFFFFUUUUUUUUCCCCCCCCCCKKKKKKKKKK!


Al contrario di svariate persone con cui ho parlato l'altra sera al Locomotiv prima e dopo il concerto dei Fuck Buttons, il loro nuovo album Tarot Sport era stato il motivo per cui avevo deciso di venirli a vedere dal vivo. E nonostante ciò, ho capito comunque di essere lì per il motivo sbagliato.
Forse mi ero fatto suggestionare da tutte le cose che avevo letto sulla produzione di Andrew Weatherhall, ma mi aspettavo un approccio diverso al live da parte del duo di Bristol.
Con la musica elettronica puoi dilatare le atmosfere in molti modi, per esempio andando verso il dub o spingendo al massimo la ripetitività. Oppure, ed è quello che mi pare facciano spesso i Fuck Buttons, stratificando i suoni. Dentro Tarot Sport ci sono cose che mi hanno fatto venire in mente la parola "shoegaze".
Ma è un problema mio, e l'ho pure messo da parte in fretta, perché quando sono saliti sul palco e hanno attaccato con Surf Solar, con la cassa a spingere e tutti i suoni frammentati e taglienti, si è capito subito che la serata sarebbe andata da un'altra parte.
È stato come trovarsi a un rave post-rock. C'erano momenti di puro assalto sonoro, arrembante e dissoluto, che subito dopo proiettavano ombre reticenti, come se i Fuck Buttons avessero avuto un ripensamento. C'erano miraggi tribali (i tamburi, le urla nel microfono giocattolo) che venivano poi sgretolati a colpi di synth. C'era soprattutto un'idea di musica poderosa, epica senza trionfalismi, capace di farti sentire in fondo a quella stanza come in una galleria del vento, con tutta una sere di ricordi che scivolavano via dalla testa.
Per quel che potevo capire, suonavano parecchio e cercavano di avere un impatto fisico, non era il genere di concerto "chinato sul laptop". E anche questo mi ha colpito in maniera positiva. Come hanno dichiarato loro stessi in un'intervista a Drowned In Sound "our approach to these objects is naive, but I do think our sensibility is pronounced".
La gente reagiva nei modi più disparati: chi sembrava concentrato come a un live dei Mogwai, chi scioglieva le mani in aria quasi fosse a una festa Goa-trance, chi si allontanava stravolto dal volume.
Olympians dal vivo è stata quasi commovente, un mare di pathos su cui stavamo tutti galleggiando; durante Bright Tomorrow si sono alzate urla come per una serata techno e il gran finale di Flight of the Feathered Serpent (o almeno mi pare sia stata quella), troncata con violenza dopo un climax formidabile e trascinante, ha lasciato tutti di sasso, come se ci fossimo risvegliati all'improvviso.

>>>(mp3): Fuck Buttons - Sweet Love for Planet Earth (Andrew Weatherall remix)
>>>(mp3): Fuck Buttons - Surf Solar (7'' edit)
"We start with the tradition with folk with italian elements"


Abbastanza straniante vedere i nostri Ex-Otago intervistati da Vice TV, mentre se ne vanno in giro per fattorie e colline, e tornano sulla spiaggia che aveva già fatto da scenografia al loro memorabile video di The Rhythm of the Night. Il giornalista svedese non sembra proprio a suo agio.

In altre news legate alla band genovese, come avrete ormai letto in ogni dove, prosegue l'iniziativa "Anche Io produco gli Ex-Otago" (io pure), con cui i ragazzi invitano alla sottoscrizione popolare per far uscire il loro prossimo disco.
Il titolo dell'album ancora non c'è, ma i lavori procedono e domani finiranno le sessioni di missaggio a Bergen, in Norvegia, dove gli Ex-Otago hanno registrato insieme a Davide Bertolini, bassista e produttore dei Kings of Convenience. Il primo singolo si intitolerà Marco Corre, e a quanto pare sarà «un omaggio al "corridore" Marco Olmo e alle sue incredibili, meravigliose imprese».

>>>(mp3): Ex-Otago - The Rhythm Of The Night (Corona cover)

sabato 17 ottobre 2009

Rough Trade Shops Indiepop 2009
"è questo che siamo?"

Rough Trade Shops Indiepop 2009Cinque anni dopo la storica prima compilation dedicata all'indiepop (qui la recensione di Indiepop.it e qui un'intervista al curatore Sean Forbes), la Rough Trade pubblica un nuovo volume dedicato al nostro sound preferito. Diverse le novità: la tracklist viene compressa a un unico cd "to reflect the financial restrictions that the current recession dictates" (?), e la selezione di nomi stavolta non ripercorre la storia del genere ma riflette lo stato dell'arte degli ultimi anni, o addirittura mesi, includendo band come Pains Of Being Pure At Heart, Los Campesinos!, Cause Co-Motion! e Love Is All. Per gli appassionati di statistica segnalo anche la presenza di Girls, Vivian Girls e Dum Dum Girls.
È facile notare che Rough Trade Shops Indiepop 2009 fotografa una scena parecchio influenzata dalla "bassa fedeltà" e da un approccio molto più punk e garage di quanto di solito si pensi. Qualcuno forse storcerà il naso.
Altra considerazione da fare: oggi, ancora meno rispetto al 2004, è difficile capire se il pubblico avverte davvero il bisogno di una organizzazione sistematica di un genere. Molti di questi gruppi finora hanno stampato solo una manciata di dischi, vinili a 45 giri in tiratura limitata. Al tempo stesso sono tutti, anche i più oscuri, facilmente reperibili in Rete, tra free download e P2P. Quali sono dunque i pro e i contro di una compilation così pensata?
Ancora non si sa nulla dell'apparato critico e del booklet che l'accompagna (quello della prima era curato a meraviglia, con contributi di Everett True e Alistair Fitchett fra gli altri), per cui sospendo il giudizio e aspetto che il cd arrivi nei negozi, il prossimo 9 novembre.

>>>(mp3): Dum Dum Girls - Longhair
>>>(mp3): Cause Co-Motion! - You Lose
>>>(mp3): Pocketbooks - Fleeting Moments
>>>(mp3): The Manhattan Love Suicides - Clusterfuck

venerdì 16 ottobre 2009

Radio Città del Capo compie 22 anni!


Domani sera Città del Capo Radio Metropolitana compie 22 anni, e decide di farlo riflettendo su un tema purtroppo sempre più pressante: "Ventidue anni di libera informazione: ancora per quanto?".
Come recita il comunicato ufficiale, «quest'anno abbiamo deciso di festeggiare il nostro compleanno con musica e balli, ma non solo. Sabato 17 ottobre dalle 21.30, al Locomotiv Club di via Serlio 25/2, ci confronteremo con importanti giornalisti, artisti e scrittori per cercare, assieme a loro, di rispondere ad un'urgente e più che mai attuale domanda: quando l'informazione non è più libera?»

All'incontro parteciperanno Angela Baraldi (attrice), Luca Bottura (autore tv), Milena Gabanelli (Report), Antonella Mascali (Radio Popolare e il Fatto quotidiano), Michele Serra (La Repubblica), Emilio Marrese (Il Venerdì).
Modera Lucia Manassi (Città del Capo – Radio Metropolitana). Introduce il dibattito il direttore delle testate giornalistiche di Città del Capo – Radio Metropolitana, Paolo Soglia.
Presenteremo anche due inediti: un video di Alessandro Bergonzoni e una vignetta di Elle Kappa.

Alla fine dell'incontro, intorno alle undici e mezza, si spengono le candeline, si fanno un botto di brindisi e si balla: a mettere un po' di dischi ci saremo Morra Mc, Francesco Locane e io. Ingresso 5 euro con tessera Arci: ci si vede a banco!
A Classic Elegance


Con tutta la mia invidia, stanno per partire alla volta di New York gli A Classic Education. Sono stati infatti invitati al celebre CMJ Music Marathon (altri italiani presenti, gli infuocati Tiger! Shit! Tiger! Tiger!) e sono riusciti a impacchettare 5 concerti in 5 giorni, finendo anche nel calendario curato da BrooklynVegan, in club come il Piano's e in compagnia di nomi del calibro di Pete & The Pirates, My Teenage Stride e Surfer Blood.
Polaroid ha già sguinzagliato i suoi inviati nella Grande Mela e nelle prossime settimane vi racconteremo in radio com'è andata.
Piccola nota curiosa: gli ACE sono anche tra i consigli delle band da tenere d'occhio sul blog musicale di Ralph Lauren!

>>>(mp3): A Classic Education - Best Regards

giovedì 15 ottobre 2009

Danneggiato carino


Arriva davvero a proposito il MAP di questo mese, pubblicato qui sotto. Infatti proprio questa sera al Locomotiv Club di Bologna ci sarà il release party di Crippled Cute, secondo album dei Damien*, pubblicato da Suiteside.
Rispetto a tanti dischi con i jeans stretti, compresi molti che ci arrivano anche dagli UK, ai Damien stavolta sembra calzare a pennello una certa eleganza new wave. Immancabili i toni scuri (Courtship), a volte pure troppo dark, con repentine vampate glam à la Franz Ferdinand (Twisted Realm).
Ma la cosa migliore mi pare la maniera in cui i Damien* indossano quasi con noncuranza costumi che non saprei definire altro che brit-pop, come nel dirompente singolo Confidants. E ascoltate quel pa-pa-pa alla fine di Softcore o Storyboard, che sembra citare addirittura i Menswear.
Chissà però che penserebbe di questi ultimi paragoni il buon Bruno Germano dei nostri Settlefish, insieme a cui i Damien* hanno registrato l'album, come raccontano in questo bel mini-documentario.



>>>(mp3): Damien* - Confidants

MAP - Music Alliance Pact #13

 MAP - Music Alliance Pact
Il progetto internazionale MAP - Map Music Alliance compie un anno e continua a crescere: questo mese ben 34 (!) blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una band emergente e interessante del proprio Paese e ve la fanno ascoltare.
Per chi volesse capire di che si sta parlando, queste sono le puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7 / 8 / 9 / 10 / 11 / 12.
Nel frattempo qui in Italia Radio Etropia ha cominciato a trasmettere un programma con una selezione dei MAP degli ultimi mesi: grazie Ettore!
Questa è la playlist di ottobre, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.
A un primo ascolto, mi sono piaciute e mi hanno incuriosito, tra le altre, diverse cose orientali: i giapponesi Henrytennis (post rock molto colorato), l'impalpabile Inch Chua, da Singapore, gli enigmatici cinesi Silkfloss e l'indiepop super classico dei sud-coreani Julia Hart. E ovviamente voglio citare anche i trascinanti svedesi Leaving Mornington Crescent. Insomma, ancora una volta, roba che non capita di sentire tutti i giorni sui soliti blog.
Gli italiani a questo giro sono i giovani pesaresi Damien*, che con il loro secondo album Crippled Cute si confermano una band capace di distinguersi nell'affollato territorio dell'indie rock a tinte new wave. Confidants è davvero un singolo tirato e divertente, da mettere subito in pista.

mercoledì 14 ottobre 2009

The colour of a man

giulia_mazza_-_paul_p.jpg

(ps: non riesco a farmi piacere il nuovo disco degli Hidden Cameras e un po' mi dispiace, perché gli voglio bene, ma stavolta mi pare che alla musica di Joel Gibb manchi quella forza che trascinava in alto. Solo in un paio di canzoni, come questa o in He Falls To Me lo riconosco davvero e tutto sembra rinascere.)

(photo by Giulia Mazza)

martedì 13 ottobre 2009

Polaroids From the Web
"Unread items" is the new sense of guilt

- È arrivato Google Wave e mentre Rob Horning su PopMatters raccoglie un po' di critiche intorno alla piattaforma, Music Ally considera quali potranno essere gli sviluppi per i musicisti.

- Ascoltate / scaricate la session dei WOODS dal vivo a Daytrotter. Se siete già di umore autunnale è quello che fa per voi.
>>>(mp3): WOODS - Suffering Season (unreleased)

- Che sta facendo ora Darren Hayman? Un pratico riassunto chez Fede.

- E sempre grazie a Fede, ho trovato questa interessante analisi delle Luci Della Centrale Elettrica: "mi stupisce che non esista ancora un generatore automatico di versi di Vasco Brondi".

- Una laurea ad honorem per Jarvis Cocker, ex frontman dei Pulp.

- "At the end of the day I felt like I’d done a hard day’s work at the warehouse or on a building site or something": su Fader un bel pezzo in cui Andrew Weatherall racconta com'è stato lavorare a Tarot Sport dei Fuck Buttons, uno dei dischi dell'anno.

- Vi avevo parlato qualche giorno fa dei Tutankamon: qui suonano una versione acustica del loro singolo di debutto Have You ever Been in Love per la TV svedese PSL.

- "One of the influences that Spike brought to me initially was the Langley Schools Music Project": Karen O degli Yeah Yeah Yeahs parla con il New York Magazine della colonna sonora di Where The Wild Things Are.

- "It was exciting, and mildly scary, playing to so big a crowd and getting a good reaction. I also liked having the kids there, handing out Tender Trap stickers": una bella intervista ad Amelia Fletcher e Rob Pursey, per chi ancora sta dietro a questa roba da vecchiazze.

- Non ha forse più molto senso linkare Pitchfork, dato che ormai lo leggono già un po' tutti, ma non posso fare a meno di segnalare che, proprio mentre è ormai diventato ufficiale che i Pavement cureranno il prossimo ATP, fino a domenica si può vedere on line il magnifico documentario Slow Century per intero.

- Stanno per tornare con un nuovo album The Calorifer Is Very Hot! (ma qualcuno si ricorderà del WWNBB Collective?) e da lunedì in anteprima su Rockit girerà il video del nuovo singolo Lester. Nell'attesa un inquietante trailer:

venerdì 9 ottobre 2009

Come crescere

My Awesome Mixtape
Su questo blog mi è capitato di seguire i My Awesome Mixtape sin dai primi passi. Ricordo la sensazione tra l'incredulità e l'euforia per una giovane band che nasceva davanti ai nostri occhi, per quello che erano capaci di creare già dai loro primi concerti. Non importavano le incertezze, era la scelta della direzione a colpire. Sembrava una storia solo bolognese, ancora piccola, e al tempo stesso capivi che aveva già dentro lo spazio per diventare grande, per girare il mondo e parlare altre lingue che non erano la tua.
Una volta ho anche avuto la fortuna di guidare per loro, portandoli a un concerto dall'altra parte d'Italia. Oggi i My Awesome Mixtape sono cresciuti e se ne vanno tranquilli in tour in Europa, facendo sapere a casa come vanno le cose aggiornando tutti i social network possibili.

Per altri impegni mi è capitato di seguire un po' da lontano cosa succedeva in questi ultimi mesi intorno al loro atteso secondo album, How Could A Village Turn Into A Town. Maolo e soci erano chiamati a tenere testa alle ottuse schiere dei pigri commentatori da forum, ma invece di confezionare un album di fotocopie della formidabile Me & The Washing Machine, che già ballavamo da un paio d'anni e che qui è stata recuperata con un vestito nuovo, hanno deciso di proseguire per la loro strada.
L'insistere in qualche modo sul formato del "concept album", se all'inizio poteva sembrare un vezzo, ho capito che rappresenta l'idea dei My Awesome Mixtape di dare corpo alla loro storia, di formare il loro carattere. E quasi fosse la cosa più facile del mondo, "l'idea dei My Awesome Mixtape" si riflette in queste canzoni raccogliendo i suoni più disparati (percussioni, fiati e archi avvolgono l'elettronica originaria), parlando di come si cresce in una città che cresce a sua volta, ovvero di come si arriva a riconoscere il proprio posto sulla scena del mondo. È stato bello sentire nell'intervista su Rockit un timbro nella voce di Maolo che ancora non conoscevo.

Non so se questo sia "il disco della maturità", come qualcuno ha detto: io mi auguro di no. Questioni anagrafiche a parte, non voglio che i MAM siano già "maturi" così.
Anche se i consueti riferimenti citati per descrivere il loro suono sono ancora presenti (Anticon, TV On The Radio, Why?, Kill The Vultures, Postal Service ecc.), mi pare che nella cura di questo disco (tutti quei mesi in studio con Bruno Germano) e nel suo misurato eclettismo si mostri la determinazione di crescere, di un "andare verso" quella maturità, piuttosto che averla già data per acquisita.
Insomma: voglio che i My Awesome Mixtape domani ci raccontino di altri villaggi che diventano città, e di piccoli pesci che diventano calamari giganti, e come i sogni da cameretta diventano canzoni a spasso per il mondo, e come si cresce in mezzo a tutto questo, come si riesce, all'improvviso, a poco a poco, un giorno, a diventare chi siamo.

I My Awesome Mixtape presenteranno ufficialmente How Could A Village Turn Into A Town questa sera al Locomotiv Club (Via Serlio 25, Bologna) con un vero e proprio party: aperitivo dalle 21 + presentazione in anteprima del video ufficiale di Hearts To Lend + support act: What Contemporay Means + dj set di Teppa Bros + diretta in livestreaming su Rockit + t-shirt in edizione limitata My Awesome Mixtees + "misterioso omaggio" per tutti i presenti. Ci si vede a banco.


>>>(mp3): My Awesome Mixtape - How The Feet Touch The Ground

domenica 4 ottobre 2009

Waiting for Shout Out Louds


Gli Shout Out Louds mi mettono addosso un bel po' di agitazione per il prossimo disco. Ted Malmros, bassista della band svedese, ci lascia intravedere qualche immagine delle sessioni di registrazione che si sono tenute a Seattle insieme a Phil Ek, uomo già dietro ai dischi di Built To Spill, Fleet Foxes, Shins, Band Of Horses e molti altri (tutte band di casa Sub Pop, vorrà dire qualcosa?). Non vedo l'ora di sentire qualcosa di più.

>>>(mp3): Shout Out Louds - The Comeback

venerdì 2 ottobre 2009

She said don't be afraid of what you hear

«In 1991 to 1992, as a 16-year-old in Hampshire I could get hold of acid more easily than booze, we never got carded by drug dealers! So of course that led to lots of unexpectedly huge doses and comedy bad trips, and much later it seemed to trigger schizophrenic episodes in a couple of people I knew, who ended up being hospitalized. But we saw ourselves as sort of oneironauts, based in the lonely suburban countryside, and we wanted to reflect that, it was all very adolescent but something about the music we made was really haunting to me, it stayed in my imagination. I came back to that with the songs on this album, as a sadder, wiser man.»

Ecco l'Alasdair MacLean che non ti aspetti. In un'intervista a Exclaim, il cantante dei Clientele racconta l'ultimo album Bonfire On the Heat e quale posto occupa nella ormai lunga carriera della band inglese.
È ovvio a chiunque presti orecchio che certo pop psichedelico ha una grande influenza nel sound soffuso di sogno e sensualità dei Clientele, ma non mi aspettavo un tale coinvolgimento anche a questo livello.
Nel nuovo disco, accanto alle consuete brume e tenerezze, in effetti si contano anche episodi introversi come Harvest Time e Sketch, ma anche a questo i Clientele ci avevano abituato. Più di tutto credo siano certi testi, in cui spesso si affacciano ombre che non danno risposta e dove le figure sembrano non raggiungere mai altra consistenza che quella di spiriti, a conferire al disco la leggerezza dei sogni e al tempo stesso un'inquieta, a volte troppo inquieta, incertezza di fondo.

Per un'intervista più "tradizionale", su Rock Sellout la bionda Mel Draisey spiega il suo punto di vista, mentre sul sito della Converse (?) trovate una performance acustica della title track del nuovo album.

>>>(mp3): The Clientele - Never Anyone But You
>>>(mp3): The Clientele - I Wonder Who We Are
"I look at my books as being sculptures of books" *


I video promozionali di Generation A, il nuovo romanzo di Douglas Coupland, sono magnifici e un po' inquietanti.
Li ha curati Crush Inc.
(segnalati da Contemporary Standard)

giovedì 1 ottobre 2009

Death in Bologna


Come qualcuno forse ha già letto, purtroppo Banjo Or Freakout sabato non aprirà il concerto dei Fiery Furnaces al Covo Club, dato che ha annullato l'intero tour. Pare proprio che Alessio abbia una maledizione con l'Italia.
La buona notizia, almeno per me, è che a sostituirlo all'ultimo minuto è stato chiamato Death In Plains, ovvero il progetto solista di Enrico Boccioletti, già voce dei Damien (di cui riparleremo presto, visto l'imminente nuovo album).
Su queste pagine ne ho già scritto svariate volte e non mi ripeterò: il ragazzo ha talento e sembra non stare fermo un attimo. Ora, dopo le cover (Liars, Good Shoes, Wavves...), cominciano ad arrivare anche i remix. Sono davvero curioso di vedere come tradurrà il suo suono iper-stratificato dal vivo su un palco, e speriamo di averlo presto anche ospite in radio.

>>>(mp3): Death In Plains - Take Care
>>>(mp3): Damien* - Confidants (DEATH IN PLAINs Borderlining Self Remix)