giovedì 27 dicembre 2007

Slagsmålsklubben in Italia!

Finite le feste, passato il Natale-con-i-tuoi, basta con le cover indie di stagione e le compilation da scaricare: è tempo di lanciarsi nei riti pagani per il trapasso dell'anno. E per me non c'è modo migliore di propiziarli che nella baraonda nordica portata dagli Slagsmålsklubben, in tour in questi giorni in Italia e in arrivo al Bronson di Ravenna sabato 29 dicembre.
La band, che si divide tra Malmö e Berlino, prende il nome dalla traduzione svedese di "Fight Club" ed è composta (più o meno) da sei elementi e un numero incalcolabile di synth analogici, drum machine, consolle per videogiochi e birre.
Suonano quell'elettronica di solito definita 8bit o bitpop ma in realtà, soprattutto dal vivo, diventano qualcosa che si spinge parecchio oltre, verso la techno, il coro da stadio, il punk e la polka.
Slagsmalsklubben - Boss For LeaderGli SMK sono in giro dal 2001 e per dire quanto sono legato a questi sciabolati che suonano blip blip, uno dei loro innumerevoli progetti paralleli, i 50 Hertz, quelli con l'impeccabile "look da tennista Anni Settanta", furono il primo gruppo che vidi sul palco alla mia prima edizione di Emmaboda. E la gente intorno era totalmente impazzita.
Se volete farvi un'idea di cosa accadrà sabato al Bronson, qui trovate in download una live session registrata lo scorso aprile per la radio di Göteborg SRP3, qui potete vedere com'è stato il release party per l'ultimo album Boss For Leader al Debaser di Stoccolma, mentre qui c'è il video dove lo spilungone Frej collassa durante un'intervista.

Ad aprire la serata, arriverà il nostro Calorifer Is Very Hot, per presentare il debutto Marzipan In Zurich, e a seguire ci sarò anch'io a mettere un po' di dischi.
Ci si vede a banco!

>>>(mp3): Malmö Beach Night Party
>>>(mp3): Övningsköra
>>>(video): His Morning Promenade


(pic by tinamaria)

venerdì 21 dicembre 2007

"It feels like Christmas once again"

Già vedo le luci colorate tutte intorno al mixer, le stelle appese ai microfoni, i calici colmi, il panettone e il Pan di Natale, tutti i nostri dischi sparpagliati...
Questa sera a partire dalle nove, sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (anche in streaming), la classica ultima puntata dell'anno di polaroid: canzoni natalizie, amici lontani che telefonano per fare gli auguri, amici che vengono a trovarci negli studi di Via Berretta Rossa e si raccolgono vicino al camino acceso per guardare ancora una volta la videocassetta di Harry ti presento Sally.

Vi ricordo anche un po' di appuntamenti per i prossimi giorni: domani arrivano le Plastiscines al Bronson, domenica 23 c'è la festa per The Calorifer Is Very Hot al Mattatoyo Club, e la sera del 26 dicembre tornano gli Igloo Party (la mappa è qui), questa volta con il sottoscritto a mettere dischi dopo i concerti, anche se credo che il meglio arriverà dalle cucine, dove supereroi indie e jet set della Bassa si cimenteranno in epiche imprese gastronomiche.

Visto che Natale ci ricorda, fra le altre cose, che "l'Amore è tutto", vi saluto con un pezzo dal prossimo album di remix dei Love Is All, per nulla di stagione ma che probabilmente consumerò durante le feste, quando mi augurerò di essere proprio "busy doing nothing". Se poi volete qualcosa di ancora più corposo, vi consiglio il Fare$oldi Christmas Mix.
Buon Natale a tutti!


>>>(mp3) Harry Connick Jr., It Had To Be You (Instrumental Trio)
>>>(mp3) Love Is All - Busy Doing Nothing (Tapedecic Remix)
>>>(mp3) His Clancyness - Buying Pine Scents

giovedì 20 dicembre 2007

O Holy Night

Per chi ha bisogno di un poco di quiete in questi frenetici giorni prima di Natale, tra le decine di canzoni di stagione che compaiono ogni minuto in rete (la Filthy Little Angels come al solito esagera e spara una tripla compilation con 60 tracce in free download), posso consigliare due cover del classico brano O Holy Night.

La prima è a cura di Theoretical Girl, curioso progetto solista di una elegante fanciulla britannica che ha mostrato sia una propensione per una sorta di folk da cameretta, sia per un'elettronica abbastanza dark e fai-da-te.
Questa sua rilettura di O Holy Night è quanto di più tradizionale e soave ci si potrebbe aspettare.

La seconda versione è del trio svedese dei Detektivbyrån, al momento alle prese con le registrazioni dell'album di debutto (come documenta questo fantastico video).
Il loro sound, in bilico tra Yann Tiersen e un glitch capace di dilatazioni post-rock, qui si fa ancora più minuto e rarefatto, e si dissolve in una ninna nanna di campanelli e fiocchi di neve.

>>>(mp3) Theoretical Girl - O Holy Night
>>>(mp3) Detektivbyrån - O Helga Natt


ps: e non dimenticate che l'ultimo sette pollici dei Detektivbyrån (in split con gli Hemstad) lo trovate su Black Kitten Records!

martedì 18 dicembre 2007

Single is the new together

Look See ProofCerti giorni, mentre lavori da solo chiuso dentro le tue cuffie, tutto quello di cui hai voglia è soltanto un'altra band veloce, con chitarre affilate e jeans stretti, melodie dispiegate in cori à la Futureheads e cardigan del nonno d'ordinanza.
Tutto sommato la musica fa buona compagnia e tu, in fondo, vorresti distrattamente essere un po' come loro.
Quelli di oggi si chiamano Look See Proof, provengono dalla contea dell'Hertfordshire, nel sud della Gran Bretagna, e si sono formati nemmeno due anni fa. Hanno all'attivo un paio di singoli su Tigertrap e uno su Weekender, etichetta che pubblicherà anche il loro album d'esordio nei primi mesi dell'anno prossimo.
Hanno diviso palchi con Gossip e Foals, si sono guadagnati un'apparizione all'ultimo Glastonbury e Steve Lamacq della BBC li ha già invitati per un live negli storici studi di Maida Vale.
Potrebbero piacere parecchio ai fan di Wombats e Fratellis. Secondo me sono abbastanza divertenti, hanno quei tre quattro pezzi che varrebbe la pena provare in pista, e almeno un titolo buono da scrivere sulle magliette.


>>>(mp3) Casualty
>>>(mp3) Single Is the New Together

lunedì 17 dicembre 2007

A polaroid for Christmas
(bonus track #1)

"...and I don't need a car, I just walk till the bar..."

venerdì 14 dicembre 2007

giovedì 13 dicembre 2007

A polaroid for Christmas


A polaroid for Christmas
La mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Quest'anno anche polaroid ha deciso di entrare subito nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo.
Ho chiamato un po' di amici e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutte le band e i musicisti che hanno partecipato, qui sotto trovate i link, sono stati fantastici. Grazie anche a Valido, che ha preparato un artwork davvero appropriato.
Lo zip completo con l'ep e le copertine lo trovate qui.
Spero che vi piaccia. È una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.


1. Le Man Avec Les Lunettes - In All the Christmas Trees
2. Stars In Coma - Holiday Breakdown
3. My Awesome Mixtape - London Bridge at Christmas Time
4. Indurain - If I Had A Film
5. Banjo Or Freakout - Blue Christmas
6. His Clancyness - Buying Pine Scents

La nostra Classifica dei Dischi del 2007

L'altra sera, in radio, mi è venuto in mente che le classifiche dei dischi dell'anno stanno all'epoca dei blog un po' come i vecchi "nastroni" agli anni dell'adolescenza.
Ci sono dentro piccole e consolanti ritualità, c'è il desiderio di specchiarsi in un ritratto, e al tempo stesso c'è la voglia di trasmettere qualcosa che pretendiamo essere originale e di coinvolgere qualcuno in qualcosa che ci piace.
Qui a polaroid le classifiche sono sempre state un piccolo diario abbastanza personale, non certo la smania di dare giudizi su tutto ciò che è uscito nel corso dell'anno. Assomigliano a una scusa per andare a ritrovarsi negli archivi, per vedere cosa abbiamo dimenticato di noi stessi, recuperando imbarazzi e sorrisi.
Qui sotto c'è la classifica dei due conduttori: entrando, sulla sinistra LaFagotta e, proprio di fronte, il sottoscritto.
La puntata in cui l'abbiamo suonata e brindata alla radio è qui.


10. JUSTICE, †
Semplicemente il disco più tamarro dell'anno, opera di recupero indiscriminato, una valanga di bassi grassi e con un inconfondibile French Touch.

9.
BAND OF HORSES, Cease to Begin
I Band Of Horses sono tristi e banali, come la vita. E per questo li amo, incondizionatamente. A marzo saranno in tour in Europa. Imperdibili.

8.
THE CLIENTELE, God Save the Clientele
Le crepuscolari canzoni dei Clientele si muovono in un'atmosfera sospesa tra realtà e sogno, come le giornate di sole e salsedine che hanno accarezzato la mia estate.

7.
BEIRUT, The Flying Club Cup
La musica dei Beirut lascia in molti perplessi. Poi arrivano i valzer, gocce di pioggia parigina, cerchi di vino sul legno dei tavoli, il cantato solenne di Zach Condon e ogni dubbio svanisce. Talento puro.

6.
ISABEL AT SUNSET, Meet The Gang!
Lo spassionato ed esplicito tributo ad una delle band più infuenti degli Anni Novanta. Da Parma, un disco pensato con tutto l'amore per la musica dei Pavement.

5.
FEIST, The Reminder
Il caldo timbro di Feist racconta del gioco dei sentimenti. Per chi ha amato
Let It Die, la conferma di un delicato intimismo.

4.
JENS LEKMAN, Night Falls Over Kortedala
Uno che scrive canzoni così vorresti averlo come amico, più che nelle cuffie del tuo lettore. Per giocare con ironia sulle proprie melancolie e sorridere a ogni inciampo.

3.
WILCO, Sky Blue Sky
Un disco dalla sincerità disarmante, che racconta una quiete solo apparente. Amarezza, rimpianti e fallimenti che scuotono ad ogni ascolto, anche senza le genialate di Jim O'Rourke.

2.
SHOUT OUT LOUDS, Our Ill Wills
Il disco più cantato dell'anno. Canzoni dirette come schiaffi ben assestati, Cure come se piovesse e le gambe che non smettono di ballare dall'inizio alla fine.

1.
ANDREW BIRD, Armchair Apocrypha
Uscito a marzo, è il primo colpo di fulmine dell'anno. Questo disco è la manifestazione evidente di una classe infinita.
Scythian Empire la fischietterò da qui all'eternità.

10. MY AWESOME MIXTAPE, My Lonely and Sad Waterloo
Impossibile per me chiudere l'anno senza ricordare con un sorriso questa band che abbiamo visto crescere sotto i nostri occhi. Il 2007 è una promessa da mantenere. (link + mp3 live 1, 2)

9. LUCKY SOUL - The Great Unwanted
L'eleganza smagliante di Ali Howard e dei suoi amici in cravatta, per la mia festa ideale, tra Northern Soul e Phil Spector. (link: 1, 2)

8. OF MONTREAL, Hissing Fauna, Are You the Destroyer?
Il mio disco filosofico del 2007: psichedelia, glam, riflessioni sulla depressione e pungente disincanto pop.

7. PANTS YELL!, Allison Statton
Enigmatici appunti mentali su tristezza e solitudine sulle consuete e scarne jangling guitars del trio di Boston, condite da occasionali arrangiamenti di fiati. Perfetto.

6. SETTLEFISH, Oh Dear!
"Oh Dear! non è solo il disco più Pop dei Settlefish, è anche il loro disco più luminoso..." (link + mp3 live: 1, 2)

5. THE CLIENTELE, God Save the Clientele
"In queste quattordici canzoni si respira un'aria di rinascita come non mai, [...]
un album che riconcilia con il mondo". (link)

4. CATS ON FIRE, The Province Complains
Il disco più smithsiano dell'anno. Malinconico e tirato, pieno di scintillanti melodie da cantare anche fuori dalle proverbiali camerette.

3. EX-OTAGO, Tanti saluti
Dire che è stato "il disco dell'estate" sarebbe riduttivo. La delirante genialità del quartetto genovese esprime qui finalmente tutte le sue potenzialità. E poi c'è Amato, il più improbabile dance floor anthem mai sentito dalle nostre parti. (link + mp3 live: 1, 2)

2. SHOUT OUT LOUDS, Our Ill Wills
"Le canzoni di Our Ill Wills catturano un inestricabile groviglio di sentimenti. Non sono soltanto malinconiche. Trattengono un senso di perdita e distanza, ma lo mettono a fuoco nel momento successivo al puro e semplice dolore, quando le cose tornano a essere affrontate, nel loro dovere e nel loro peso". (link: 1, 2)

1. JENS LEKMAN,
Night Falls Over Kortedala

L'epigrafe migliore a tutto il mio 2007: "What's broken can always be fixed / what's fixed will always be broken / You put your arms around me". (link: 1, 2)


lunedì 10 dicembre 2007

It's a long way to the Top Ten of the year

Con la lunga diretta di sabato notte, curata da MAPS, Seconda Visione e da un manipolo di valorosi sciabolati, Città del Capo Radio Metropolitana è ufficialmente entrata nella campagna abbonamenti 2008.
Per tutta la settimana, tra giochi a premi e maratone musicali, l'intero palinsesto sarà messo a soqquadro, fino a culminare nella Festa per i 20 Anni della Radio di domenica 16 dicembre.

Anche noi di polaroid faremo la nostra parte, e invece di andare in onda venerdì, come di consueto, condurremo una puntata speciale di due ore e mezzo questa sera a partire dalle 20.
Sarà l'occasione per liberarci della nostra discutibile, trascurabile, e imprescindibile Classifica dei Dischi dell'Anno.
Stay tuned!
Rinviato il concerto degli Amycanbe

Pare che Paolo, trombettista e chitarrista degli Amycanbe, si sia rotto un braccio sulle piste da sci e quindi il concerto di giovedì al Locomotiv è rimandato. In bocca al lupo a Paolo e speriamo che la band riesca a recuperare presto la data.
Confermata invece la presenza dei Trabant, a questo punto headliner della serata, con un guest da annunciare.
Put the days together, and they start to do some damage

Una generazione passa giornate a compulsare Pitchfork, e quando a meno di un'ora di macchina arrivano i newyorkesi Bishop Allen, tipico esempio di "band da blog", ti trovi davanti un pubblico di neanche quaranta persone.
Lode al Mattatoyo Club di Carpi, in provincia di Modena, che porta avanti una programmazione raffinata e coraggiosa. E lode anche ai Bishop Allen, che dal vivo si sono rivelati molto più asciutti, diretti e tirati rispetto a quanto sentito su disco. Quasi una specie di Band Of Horses più pop, oppure degli Okkervil River senza tormenti.
Coinvolgenti, simpatici e disponibili, non hanno risparmiato le chiacchiere al banchetto del merchandising dopo il concerto. Qui era possibile acquistare, in un colpo solo, tutti e dodici gli ep che nel 2006 la band aveva pubblicato mensilmente sul proprio sito, e che hanno poi costituito l'ossatura dell'ultimo album The Broken String.
Mi sono permesso di scambiare una battuta con il chitarrista Christian Rudder a proposito di hype e di mp3. Con un sorriso, ha risposto circa "sono tutte cose molto belle e utili, ma vedi: questo è vero, ed è meglio". Stava stringendo con una mano la camicia sudata e con l'altra aperta indicava la gente nel locale. Ho mosso il calice a mimare un brindisi e ho ritenuto di non dover aggiungere nulla.

>>>(mp3) Bishop Allen - Middle Management

venerdì 7 dicembre 2007

Trabant live in Bologna!

Per una serie di fortunate coincidenze, la band triestina dei Trabant si è aggiunta in extremis alla serata di giovedì 13 dicembre al Locomotiv Club, che già vedeva in programma gli Amycanbe.
D'accordo, è il double bill più eterogeneo che ci sia, ma non si poteva proprio dire di no alla prima apparizione in città degli autori di Waste of Time.
Entrambe le band hanno pubblicato il loro album d'esordio quest'anno e lo presenteranno in un doppio concerto che per il sottoscritto è già imperdibile.
Dei Trabant avevamo già parlato qui e qui (a suo tempo Inkiostro raccontò il loro "viral marketing", e qualche giorno fa IndieForBunnies li ha intervistati), mentre degli Amycanbe ricordo almeno l'emozionante session acustica in radio che ci avevano regalato giusto un anno fa.
Come sempre, ci si vede a banco.

giovedì 6 dicembre 2007

Benvenuti a bordo!

Quando l'avete visto la primavera scorsa al Motron Festival di Modena lo volevate menare, tanto la sua esibizione era stata imbarazzante.
Adesso Kalle J, giovane produttore di Göteborg, finisce su Pitchfork. Qualcosa non mi torna.
Poco importa: When You See Me è la canzone perfetta per l'ultima notte dell'anno più Yatch che si sia mai visto.
Un pezzo con la permanente. Scintillante disco con palloncini colorati, gonna di tulle e calze di nylon. L'orchestra si alza in piedi mentre noi entriamo in pista e scende una pioggia di coriandoli.
I più attenti riconosceranno Parker Lewis a fare il coro. Gopher, Doc, Isaac, il Capitano e Judy stanno già ballando.

>>>(mp3) Kalle J - When You See Me
L'aria misteriosa
Artemoltobuffa questa sera in concerto al Locomotiv Club

L'inverno non sembra lasciarci più alcuno scampo. La nebbia avvolge le giornate finché non si schiudono al sole, per poi lasciarle ripiombare sotto la stessa trapunta di foschia, poche ore dopo. Ma questa sera al Locomotiv Club di via Serlio siamo pressoché certi che il freddo resterà alla porta. Per la prima volta arriva in città Artemoltobuffa, a presentarci le canzoni lievi e malinconiche su cui molti di noi hanno passato un'estate intera a struggersi. Sì, perché i quadri che Alberto dipinge sulle note sono degli acquerelli dai tratti delicati, a volte dalle linee teneramente goffe e che non nascondono nulla, nemmeno il gioco e l'ironia. Se il precedente lavoro, "Stanotte/Stamattina", sempre per Aiuola Dischi, aveva catapultato i registri della tradizione autorale italiana nei corridoi disordinati di un indie pop sghembo e orientato verso oltre oceano, "L'Aria Misteriosa" abbraccia un concetto di pop un po' più lato e quasi classico, grazie anche alla produzione di Fabio De Min dei Non Voglio Che Clara.
Capita perciò di ritrovarsi a passeggiare, con l'immaginazione, in Piazza San Marco e di sentire nelle orecchie gli echi di Liverpool. Chissà se anche dal palco del Locomotiv si alzeranno "le scintille".


>>>(mp3) Artemoltobuffa - Dove lei passa

mercoledì 5 dicembre 2007

"Quello che hai preso, che hai perso, che sei"

Altro - Aspetto Bob Corn
Mi sarebbe piaciuto trovare il tempo in questi giorni per parlare di due dischi importanti, molto diversi fra loro ma entrambi italiani (ancora! È stata forse una buona annata per la musica di casa nostra?), che sono usciti in queste settimane e che mi hanno fatto davvero buona compagnia.
Li accomuna anche il fatto di essere un terzo lavoro: Aspetto della band marchigiana degli Altro e We Don't Need The Outside del cantautore emiliano Bob Corn.
Poi, quasi contemporaneamente, sono comparse due belle interviste: su Rockit Enver ha incontrato "Tizio", mentre Vitaminic ha pubblicato una conversazione tra Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò e Alessandro Baronciani, e ho pensato che in questo caso le parole migliori per presentare i due album, la consapevolezza di questi gesti musicali, fossero proprio quelle degli stessi autori.
(Ancora sugli Altro: qui, dopo un'intro di Andrea Pomini, c'è un commento traccia per traccia dello stesso Baronciani.)

>>>(mp3):
Altro - Quadro A
Bob Corn - The Hottest Autumn Ever

martedì 4 dicembre 2007

Oh Dear!
Nella puntata di polaroid di venerdì scorso ci sono alcuni momenti vuoti, scambi che si perdono, per nulla radiofonici, che me la rendono ancora più cara. Io ero distratto, dimenticavo tutto, restavo con il bicchiere sollevato a mezz'aria e sorridevo.
Ma dall'altra parte del vetro c'erano i Settlefish, arrivati negli studi di Via Berretta Rossa al gran completo e persino armati di contrabbasso, per fare quattro chiacchiere, brindare al nuovo tour e soprattutto per suonare in versione acustica alcune canzoni dall'ultimo eccezionale album Oh Dear!, presentato ufficialmente la sera dopo con un glorioso concerto da sold out al Locomotiv Club.
Nell'album dei ricordi di questi anni di radio fai da te, venerdì scorso è una pagina speciale.
Un ringraziamento alla band per la disponibilità e alla Fagotta che ha girato questo prezioso video.
Qui trovate la puntata intera (in mp3 e streaming), mentre queste sono le canzoni unplugged che ci hanno regalato: