venerdì 31 agosto 2007

Weekend a 33 giri

3 set in 3 giorni per saltare a piè pari il weekend del doppio 3.
Ci si vede a banco!

 Juta Cafè
 Come Back, September  Bye Bye Baywatch

Info:
> venerdì 31/8: "I don't wanna feel like it's an end of a summer" @ Juta Cafè, Modena
> sabato 1/9: "Come Back, September!" @ Open Space, Milano
> domenica 2/9: "Bye Bye Baywatch Festival" @ Casumaro (Ferrara)
Trent'anni che non ci vediamo

Amari - Scimmie d'amoreQuesta sera non c'è niente da fare. Questa sera stiamo io e te a parlare e ad ascoltare il nuovo disco degli Amari. Preparo la cena, verso da bere. "Sono trent'anni che non ci vediamo". Eppure, quando cominciamo a parlare qualcosa non ingrana. "Le parole vere in un mondo vero non suonano più". Chissà perché ci succede. Non abbiamo da rimproverarci nulla, nemmeno delle "gite fuori porta". Siamo noi, siamo qui, ti ricordi dove sono i miei occhi?

Per rompere il silenzio ti racconto che il comunicato stampa di Scimmie d'amore dice una cosa tipo "E poi le ragazze scriveranno le frasi sui myspace, e i ragazzi guarderanno un minuto nel vuoto pensandoci (ma come al solito non penseranno a nulla)". E ci fa sorridere come gli Amari riescano sempre a leggere certi piccoli passaggi. Noi all'epoca c'eravamo scambiati un diario. E non stavamo giocando.

Sai, sono andato a cercare la prima volta che avevo scritto qualcosa sugli Amari, quanti anni fa, e se fossimo già alla fine della bottiglia potrei dichiarare che questo nuovo disco suona come tutto il tempo che è passato da allora, come guardarsi da qui e fare la differenza.
Però voglio farti un regalo e provare a parlare meno di me, e allora discutiamo su quanto sia opportuna l'etichetta di "pop serio" per questo gruppo che continua a cantare in italiano, e insiste a cercare nuovi magnifici disaccordi fra le parole.
Per un po' scherziamo se il ritornello "perché ti devi far odiare" non sia invece "perché ti devi parodiare", ma poi ci fa piacere concludere che una delle cose più belle di Scimmie d'amore sia che non è guastato dall'autoironia che non serve.
Come quando si facevano quei grandi dischi italiani negli Anni Settanta, sostiene un mio amico. E poi sopra la title-track canta Com'è profondo il mare.

Ci credi che 30 anni che non ci vediamo a me fa pensare a come potrebbe suonare tra le mani dei Perturbazione? E poi senti Arpegginlove, scritta in quella prima persona femminile: ha la grazia di chi si è appena innamorato. Chi direbbe mai che sono gli stessi ragazzi che cantavano Accipicchia appena l'altro ieri.
In mezzo hanno attraversato un Campo Minato, e noi con loro. Non credo torneremo più indietro.

Al massimo si può aspettare che gli altri ci raggiungano.
Da questo punto di vista, Scimmie d'amore non è un disco così "facile" o disponibile. Non mi pare sia quello che ci si aspettava se si dava per scontato che gli Amari volessero finire al Festivalbar.
Certo, è un disco "più suonato", con più chitarre, e ci sono ritornelli che restano meglio in testa (Le gite fuori porta oppure Manager nella nebbia). Ma non mi si venga a dire che "Nessuno di noi avrà più camicie stirate" (con il coro dei bambini!) è uno slogan alla portata di tutti.
Sono sempre i nostri Amari, ci piacciono così, sono cresciuti con noi. Noi, che alla fine ci guardiamo, e niente, noi due siamo Scimmie d'amore, e cadiamo giù.

>>>(mp3) Amari - 30 anni che non ci vediamo

martedì 28 agosto 2007

It's (not) a long way to the top

Disco DriveFare la lista delle cose da fare oggi è la prima cosa sulla lista delle cose da fare oggi. Mi succede sempre così: eccedo in digressioni, divago, entro in loop e perdo tempo.
Invece Things To Do Today, il nuovo album dei Disco Drive, va diritto al punto e il tempo lo pesta bene. Nell'affollato scenario internazionale di band post-punk, i Disco Drive hanno saputo farsi spazio a suon di live micidiali e trascinanti. E proprio nei concerti degli ultimi mesi avevamo potuto ascoltare alcune anticipazioni da questo nuovo lavoro: l'apertura tra i vapori di Grow Up, l'ostinata What Are You Talking About, And Why Are You Talking About It? e soprattutto l'espolosiva It's a Long Way to the Top. Una di quelle canzoni da infilare in playlist a occhi chiusi, magari tra Gossip e Yeah Yeah Yeahs, avendo la certezza che la pista seguirà con l'indice puntato al cielo e muovendo tutto il resto.
Il nuovo album affina le armi che conoscevamo in dotazione al trio tornese, ma c'è di più. Sulla travolgente sezione ritmica sempre in primo piano, e sulle chitarre grattuggiate, straziate e lancinanti, si innestano misurati ed efficaci elementi elettronici, come il synth di Goodbye o la drum machine dell'inizio glaciale di Fingers and Nails.
Anche quando i Disco Drive si fanno prendere la mano dalla voglia di sperimentare (Find Me Animal, o alcuni finali che deragliano), Things To Do Today resta un lavoro straordinariamente compatto e serrato, da ascoltare in blocco a ripetizione.
Merito anche degli interventi in fase di registrazione e mixaggio di Bruno Germano (Settlefish) e Steve Revitte, il quale non a caso ha già lavorato con Liars, LCD Soundsystem e Rapture.
Una menzione d'onore, infine, anche per l'ipercolorato artwork, curato dal Nous Vous Collective, del tutto in sintonia con il fragoroso sound dei Disco Drive.
Things To Do Today, come linkato già da più parti, si può ascoltare in streaming integrale sul myspace della band.


>>>(mp3) It's a Long Way To The Top
>>>(mp3) Out Of Sound (Dariellandia Remix)

domenica 26 agosto 2007

giovedì 23 agosto 2007

Is there a hand to take hold of the scene?
I dischi dell'estate di polaroid (5)

Da quando sono rientrato a Bologna il cielo sembra ottobre. Prima che si chiuda il capitolo Estate 2007, però, voglio conservare ancora un paio di piccole istantanee dei dischi che mi hanno fatto compagnia in queste settimane.

 Okkervil River - 'The Stage Names' Mentre ero via, una delle prime cose che ho pensato ascoltando The Stage Names, quarto album dei texani Okkervil River, era che non vedevo l'ora di ritrovarmi presto in qualche locale di quelli buoni, dove sarebbe successo il finimondo appena risuonava l'attacco di basso e batteria di A Hand to Take Hold of the Scene. Lo so, non è un pensiero molto profondo, né una recensione illuminata, ma stavo già scalpitando e battendo le mani mentre guidavo, e non ero nemmeno arrivato alla seconda strofa. Poi sono arrivati anche i fiati e si è spalancato tutto.
Nella voce di Will Sheff (uno che i testi li scrive in prosa e con le parentesi!) vibra una tale passione che mi si accappona la pelle a ogni verso. Canzoni che grondano così tante parole e storie da far sembrare gli Shins dei poeti ermetici. Non voglio descrivere gli Okkervil River altro che come una grande band "classica", non soltanto rock o folk, in grado di alzarsi sopra il proprio tempo e creare qualcosa di potente. Chi li ha visti dal vivo negli ultimi passaggi dalle nostre parti sa di cosa sono capaci.
[Da segnalare come Pitchfork approfondisca il "concept" alla base dell'album, su vita del musicista e rapporto vita/arte.]

>>>(mp3): A Hand To Take Hold of The Scene


 Architecture in Helsinki - 'Places Like This' Un disco da ascoltare abbronzati. Dopo non so.
Non si può certo dire che Places Like This, il nuovo album degli Architecture In Helsinki, sia del tutto riuscito. L'esuberanza del precedente In Case We Die continua a sembrarmi qui dissolta in un marasma senza capo né coda. Per non parlare delle recenti esibizioni dal vivo (Barcellona, Pukkelpop), di cui si leggono in rete peste e corna.
Eppure ho cominciato a entrare sempre più in sintonia con il funk contaminato che pervade queste dieci tracce a mano a mano che il colore della mia pelle si faceva più bruno e il sole si levava alto sullo zenith.
Nessuno ce l'ha detto, ma la band australiana è stata sostituita da una squadra di Umpa Lumpa che esegue cover dei Talking Heads sotto l'effetto di pesanti allucinogeni e gas esilarante, correndo a perdifiato nel cuore della foresta equatoriale. Non ci si sta dietro, ma è parecchio divertente e ogni tanto fa bene ritrovarsi così selvaggi.
Il video di Hold Music e qualche altro mp3 li avevo messi qui.

mercoledì 22 agosto 2007

Polaroids From The Web
Da qualche parte bisogna pur cominciare

- L'altro ieri è uscito il nuovo 7 pollici degli scardinatissimi Bearsuit, si intitola More Soul Than Wigan Casino, proprio come lo slogan della Fortuna POP. Il singolo precede l'album OH:IO che sarà pubblicato dalla Fantastic Plastic il prossimo 10 settembre
>>>(mp3): Jupiter Force [recruitment video]
>>>(video): More Soul Than Wigan Casino

- Lo hanno già scritto tutti ma la notizia merita di essere diffusa il più possibile: il 16 e 17 novembre arriveranno per la prima volta in Italia i Los Campesinos!, per due date a Venezia e Milano (more info soon). Da queste parti li si attende da un bel po' e non mancheremo all'evento.
Sul loro blog, intanto, si può leggere il diario delle sessioni di registrazione dell'album tenute insieme a David Newfeld dei Broken Social Scene.

- Vogliamo parlare di quanto c'è da innamorarsi delle Those Dancing Days a guardare Hitten, il loro primo video?

- Doing It Right, il nuovo video al sapore Anni Settanta dei Go! Team ha totalizzato oltre quindicimila visite su youtube in poco più di una settimana.
Non "ufficiale", ma girato dalla stessa band insieme al regista Bob Jaroc, è on line anche il video della bella traccia strumentale My World.
Inoltre, qui è in free download l'inedita Bull In The Heather.

- Joe Lean and The Jing Jang Jong saranno i prossimi Babyshambles? Trascinano un bel po' e pare siano già sotto contratto per una major.

- Fervono i lavori in casa Labrador: è uscito By Your Side, il nuovo singolo "balneare" per gli Irene, che anticipa il prossimo album tutto in technicolor, Long Gone Since Last Summer, atteso per novembre.
Si fanno sentire di nuovo anche i Sambassadeur, che nello stesso mese daranno alle stampe un album dal titolo ancora ignoto, ma del quale si conosce per ora questo primo estratto, Subtle Changes, in uscita il 29 agosto, con certi archi che hanno evocato tanto gli Abba quanto una Raffaella Carrà d'annata.
>>>(mp3): Irene - By Your Side
>>>(mp3): Sambassadeur - Subtle Changes

- La lubrica etichetta Filthy Little Angels sta cercando ragazze che vogliano finire sulla copertina di un disco intitolato "GIRLS ON TOP in reference to the cowgirl position".

- Secondo il Times, il cardigan prenderà il posto del cappuccio nel guardaroba indie. A me sembra di averli sempre visti in giro, ma boh (via LHB).

- E per finire, la notizia più bella: è tornata Zazie!

martedì 21 agosto 2007

Looking forward

«Le cose cambiano, vanno a pezzi, svaniscono.
Un altro anno, qualche altro spostamento, un tipo duro al quale non gliene frega un cazzo, una noia talmente abissale che mi paralizza, progetti così vaghi fatti da chissà chi. E mi rendo conto che da ognuno di noi si esige la perdita di ogni senso della realtà per delle aspettative così irragionevoli che si finisce per diventare fatalisti anche se, in realtà, ce la si potrebbe fare.
»

(Bret Easton Ellis)


Fino a pochi mesi fa immaginavo di chiudere radio e blog quest'estate con questa vecchia citazione (il migliore paragrafo di Easton Ellis, tratto dal suo libro peggiore). Polaroid aveva concluso la sesta stagione, dopo tre anni sulle frequenze di Radio Città 103 e tre su quelle di Radio Città del Capo, due tra le radio storiche dell'underground nazionale e le migliori emittenti di Bologna. Da dilettante dell'etere e della musica, ammetto che ne ero abbastanza orgoglioso, ma mi pareva comunque che potesse anche finire qui. Quello che dovevamo fare l'avevamo fatto.
Erano cambiate parecchie cose, dentro e fuori, da quando avevamo mandato in onda per la prima volta quel "Good evening, ladies and gentlemen" della sigla di Animals On Wheels e avevamo scritto il primo post a quattro mani. Non ero nemmeno convinto di aggrapparmi ancora a quell'incipit di Douglas Coupland: "le cose successe anche solo la settimana scorsa" potranno sembrare "roba di dieci anni fa", ma era pur vero che le cose di dieci anni fa sembravano sempre più appartenere a una differente era geologica.
E poi? Poi è passata una manciata di giorni lontani da tutto, dalla scena, dall'agenda e dai link, in cui pensavo di non avere più programmi, in cui volevo riposare e basta. Staccare, come si suol dire. E, invece, a poco a poco mi sono ritrovato a immaginare cose nuove da fare per la prossima stagione, ad aspettare e sognare irrequieto a occhi aperti, a pensare che è bello suonare canzoni per qualcuno, a scoprire di non vedere l'ora di tornare e riprovarci e ripartire.
Allora ho pensato che in inglese "non vedere l'ora" si dice "to look forward", e questa è la cosa che io ho più bisogno di fare adesso.
Bentornati su queste frequenze.


>>>(mp3): Jens Lekman - Radio NRJ - (*)