domenica 29 aprile 2007

Handmade Indie Festival


Ricordo una sera, giravo in macchina con Jonathan Clancy dei Settlefish e si chiacchierava del suo Canada. Raccontandomi di come aveva conosciuto gli Arcade Fire, Jonathan mi parlava del suo amore per certo pop orchestrale, per come si riesce a racchiudere qualcosa di potente ed epico in un gesto musicale, senza che suoni retorico o ridondante.
Qualche tempo dopo mi passò un cd, raccomandandosi di non metterlo in Rete perché si trattava ancora un esperimento. Sopra c'era scritto A Classic Education. Lo infilai nello stereo e cominciò Stay, Son. Rimasi senza parole e mi venne la pelle d'oca. Catturava precisa quegli spazi vasti nel modo che Jonathan aveva descritto. Era soltanto l'inizio.

Gli A Classic Education sono un progetto abbastanza unico, davvero poco "indie all'italiana". Non a caso il primo che ne ha parlato è stato Sir Alistair Fitchet (twice!), poi gli ACE sono finiti nella playlist di Indie-Mp3 e menzionati da blog sparsi un po' per tutto il mondo.
L'esperimento intanto è diventato qualcosa di più, e prima di volare negli UK gli A Classic Education faranno il loro "first concert ever" martedì primo maggio all'Handmade Indie Festival, un bell'evento messo in piedi in provincia di Reggio Emilia dai ragazzi di The Cleb. Il cartellone è davvero notevole (segnalo i Disco Drive freschi di registrazioni del nuovo album), e tra un concerto e l'altro metteremo pure un po' di dischi FedeMC, LeCasio e io.
Ci si vede a banco!

venerdì 27 aprile 2007

Ho bisogno di una samba energetica

 Signorine Tuytituc @ Murato
Con questa adorabile locandina si chiude questa sera la stagione indoor di Murato a Villa Serena.
Domani ci saranno gli Akron/Family in trasferta al Bronson di Ravenna, mentre nei prossimi giorni si sapranno nomi e date del calendario estivo (Disco Drive e A Toys Orchestra già annunciati).
Intanto oggi si celebra il rock'n'roll nel modo migliore, con le Signorine Taytituc, dirompente trio cittadino tutto al femminile. La prima volta che le vidi dividevano il palco con i Tunas e mi divertii un casino:
Le Signorine Taytituc descrivono la loro musica come "samba energetica" e citano tra le loro influenze i Descendents. Sono un trio di ragazze in sottoveste che sembra intenzionato a resuscitare i Ramones a colpi di tre accordi e botte secche sui tamburi. Il tutto, ovviamente, alla maggiore velocità possibile. Ognuna ci mette la voce, e giocano anche bene a ripartirsi i ruoli sulla scena. Alla batteria c'è Erica A-Go-Go, la ballerina dei Tunas. Storie di boyfriend ed estati, quel che posso capire delle canzoni, dato il fragore con cui ce le sbattono addosso. Sorpresa finale, una cover di 'Mongoloid' suonata come se le All Girl Summer Fun Band si vestissero di pelle nera e maneggiassero fruste.

Kech live @ polaroid

 Kech La settimana scorsa sono stati ospiti dal vivo a polaroid i Kech, in città per aprire l'intenso concerto degli svedesi Amandine all'interno della rassegna Murato (davvero una bella serata).
I Kech hanno da poco pubblicato Good Night For A Fight, loro terzo album, uscito per l'etichetta fiorentina Black Candy Records, e così tra una chiacchiera e l'altra, la banda di Monza ci ha regalato anche un paio di canzoni unplugged (mentre qui trovate la puntata intera):

giovedì 26 aprile 2007

Polaroids From The Web
Blogbore!

- Fenomeno del momento in UK pare essere questo Dan Le Sac VS Scroobius Pip, con l'anthem Thou Shalt Always Kill (per seguire il sermone, qui c'è il testo). Non so, direi che in Italia gente come Uochi Toki ci ha abituato a ben altro nichilismo.

- Rolling Stone compie 40 anni: "we can't honestly say it's aged very well".

- Lo recensiva qualche settimana fa Indiepop.it e ne ha scritto anche Enver: uno dei titoli dell'anno è senza dubbio Krautcore VS. Blogbore dei genovesi Blown Paper Bags. Chissà di che parla il testo.

- Vedi alla voce "festival meravigliosi che mi perderò": Rip It Up!

- Non ho chiaro se è davvero una roba da geek, ruolo per il quale non ho le competenze, ma vorrei troppo partecipare al PodCamp Europe di Stoccolma. La mia relazione si intitolerebbe "How to introduce yourself to drunk strangers in the swedish woods talking about podcasts".

- Gli UFO, uno zoo in delirio e i Flaming Lips.

- Shitdisco play Prodigy. Geez...

- Mi era sfuggito che i validi canadesi You Say Party! We Say Die! avessero fatto un nuovo album. Ci sono arrivato grazie a questo remix di Monster curato da RAC, bombetta che finisce per farli assomigliare a certe cose danzerecce tra Tender Forever e i Figurine di Tamborello, davvero niente male. Subito da provare in pista per l'estate che arriva.
>>>(mp3): You Say Party! We Say Die! - Monster (RAC remix)

- Amazon Go Indie...

- Da queste parti di solito non si parla di politica, ma un post come "Del perdere le cose" di Jukka lo si legge sempre con molto interesse e lo si segnala volentieri.
"Tell me, please, tell me..."

 Those Dancing Days Live @ Studio Virtanen

martedì 24 aprile 2007

Canzoni per la primavera (2)

The OrchidsTredici anni dopo la loro ultima uscita discografica, tornano in pista The Orchids, band proveniente da Glasgow che "ai bei tempi" pubblicò tre album e una manciata di singoli per la leggendaria Sarah Records.
Il nuovo lavoro, intitolato Good To Be A Stranger, esce invece per la spagnola Siesta e racchiude dieci canzoni di scintillante pop dimesso e malinconico, confezionato con classe da maestri. Ballate oramai troppo eleganti per cedere alla nostalgia. Chitarre cristalline, melodie distese e arrangiamenti misurati: da qui si vede, per esempio, come fu spianata la strada a gruppi come i Belle & Sebastian.
Non si tratta però di un ritorno al passato, e quella degli Orchids non è una delle frequenti reunion di "band seminali" che passano all'incasso. L'amore, assolutamente a fondo perduto, che possono suscitare ora queste canzoni è lo stesso di vent'anni fa: del tutto marginale ma profondo, ininfluente per la storia (della musica), consapevole del proprio limite e nonostante ciò determinato a restare, e a far sentire la propria voce ancora oggi.

Su Indiepop.it trovate una recensione fatta come si deve e una discografia ragionata e cattiva quanto basta.
Di Good To Be A Stranger ha ovviamente parlato anche Alistair Fitchet su Tangents.
Qui c'è un video del ritorno sul palco degli Orchids dopo dodici anni.

>>>(mp3): Good To Be A Stranger
>>>(mp3): I Need You To Believe In Me
Your Father

Lucio mi segnala questo post di It's A Trap dove si legge:
Radio Dept. is hard at work on their new album, but will be slowed in coming months as Martin and ex-bassist Lisa are expecting their first child any day now.
Faccio le mie congratulazioni ai ragazzi e mando loro un lungo abbraccio, anzi un "kram". Il nuovo disco può anche aspettare.

>>>(mp3): The Radio Dept. - You And Me Then?
Canadians competition

Max Fiorio ha riaperto il suo blog e lancia "la competition". Chiede infatti a tutti i fan dei Canadians di disegnare la copertina del loro prossimo album, intitolato A Sky With No Stars.
A differenza dei soliti concorsi "user generated" molto in voga di questi tempi, stavolta oltre alla gratificazione personale c'è in palio un iPod nano da 4 gb.

lunedì 23 aprile 2007

Canzoni per la primavera (1)

In un anno dalle numerose uscite discografiche importanti e di peso, ogni tanto fa piacere anche ascoltare qualche disco pop senza troppe pretese, adatto alla stagione leggera per eccellenza, almeno in teoria.
Nelle ultime settimane, per esempio, da queste parti hanno trovato spazio gli ascolti degli esordi sulla lunga distanza di Wombats e Polytechnic.

The WombatsThe Wombats provengono da Liverpool e sono un giovane trio che, come diverse band britanniche nelle recenti stagioni, punta parecchio sugli intrecci vocali (anche con brani a cappella), ritornelli a presa rapida, chitarre spedite e ritmi danzerecci in levare. Di sicuro non hanno perso troppo tempo a scrivere i testi.
Però il gioco funziona, si scuote la testa e si batte il piede, e se siete nei pressi di qualche pista da ballo non sarà difficile lasciarsi trascinare.
Le recensioni chiamano in causa Supergrass, Futureheads e Franz Ferdinand. I blogger oltreoceano sono già innamorati di loro, grazie anche al passaggio al recente SXSW. Il tempo dirà se gli Wombats meritano tutto questo hype. Intanto pare abbiano un enorme seguito in Cina, mentre il loro album d'esordio, intitolato Girls, Boys and Marsupials, è stato pubblicato alla fine dell'anno scorso soltanto in Giappone. I singoli inglesi invece hanno già avuto tutti passaggi radiofonici che contano.

>> Backfire At The Disco (mp3 / video)
>> Moving To New York (mp3 / video)


 Polytechnic Avevo già inserito i primi due singoli dei Polytechnic in qualche playlist dell'anno scorso e il nome della band di Manchester mi sembrava abbastanza promettente. Ora esce questo Down 'til Dawn, pubblicato da Shatterproof Records, e devo dire che con un respiro più ampio la musica dei Polytechnic esce leggermente diversa da quello che mi aspettavo. Nonostante siano britannici, suonano quasi come una risposta "americana" e meno genialoide ai pur americani Spinto Band. A tratti mi hanno fatto tornare in mente addirittura i Thrills. Sarà per quel brillante pianoforte che non manca mai di fare da sfondo alle chitarre, o per quei falsetti che rendono più spigliate le melodie.
Gli episodi più lenti suonano un po' interlocutori, ma non si può chiedere troppo a questi ragazzi, e del resto la formula dei singoli funziona a meraviglia anche in replica. Non a caso i Polytechnic hanno già aperto concerti per gli Strokes, sono tra i favoriti di Steve Lamacq e del Guardian, e gli Shins li hanno ospitati con una cover in una b-side del loro ultimo singolo Australia. Niente male per degli esordienti.

>> Won't You Come Around (mp3 / video)
>> Cold Hearted Business (mp3 / video)

sabato 21 aprile 2007

A Minor Place festival

Quest'anno non ci sarà Musica Nelle Valli. Però domani pomeriggio, domenica 22 aprile, in giardino da Tiziano è come se un po' lo fosse.

A Minor Place festival
ore 15:00 > 20:00
Tizio's garden – San Martino Spino (MO)

BOB CORN > SAME OLD SONG > COMANECI > FATHER MURPHY > RISING APPALACHIA (usa) > EYESORSE (usa) > SJ ESAU (uk)...

Gnocchi fritti e lambrusco

www.fooltribe.com
Mamma Ram

Ha un paio d'anni ma l'ho scoperta solo qualche settimana fa grazie a FedeMC. È la risposta geek a Mamma Roma di Remo Remotti, curata dai Recycle per il progetto Electroma (niente a che vedere coi Daft Punk). In questi giorni è anche in rotazione su Qoob.



>>>(mp3): Recycle feat. Eloquens - Mamma Ram

mercoledì 18 aprile 2007

My Awesome Mixtape F.C.

 My Awesome Mixtape - (photo by Licio) Questa sera la meglio gioventù musicale della città si dà appuntamento al Millenium (Via Riva di Reno 77/A - ingresso gratuito con tessera Arci) per un nuovo live dei My Awesome Mixtape. I ragazzi però hanno pensato bene di stravolgere una volta ancora le carte in tavola e questa volta si presenteranno in formazione calcistica. Undici elementi sul palco, ad arricchire le fondamenta elettroniche delle canzoni della band bolognese dell'anno con trombe, chitarre, violoncelli, ukulele e solo il cielo sa che altro. Pare anche che l'happy hour tiri fino a mezzanotte.
Ci si vede a banco. Io non vedo l'ora di sentire dal vivo questa loro ultima bombetta primaverile:

Polaroids From The Web
Dreaming of white peacocks

- Non sapevo che anche i Cansei De Ser Sexy si fossero messi a fare There's No Limit dal vivo.

- Il nuovo album di Pelle Carlberg, In A Nutshell, non cambierà la vita di nessuno, ma è bello e pieno di classe come tutte le sue produzioni. Scorrendo la tracklist, il titolo I Touched You At The Soundcheck mi aveva fatto sobbalzare il cuore per l'evidente citazione smithsiana. La canzone, affettuosa ma disincantata, racconta un incontro con Mike Joyce, storico batterista degli Smiths. Qui c'è un piccolo thread con le reazioni dei fan di Morrissey & Marr.
>>>(mp3): Pelle Carlberg - I Touched You At The Soundcheck

- Immagino succeda a sempre più blogger di ricevere comunicati stampa come fossero una qualsiasi redazione. Buona parte finisce cestinata. La "Guida in dieci punti al rapporto con i blogger per uffici stampa 1.0" di Gianluca credo possa essere molto utile anche a etichette discografiche, distributori ecc.
Da parte dei blogger, a volte meno supponenza non guasterebbe.

- L'Independent si domanda come mai le band più interessanti in circolazione oggi siano così tanto influenzate da Bruce Springsteen, ma dimentica di citare The National.

- Tempi duri per le radio via internet.

- E per finire, in pausa pranzo mi sono fatto un giro nello studio di Jimmy Tamborello

lunedì 16 aprile 2007

Come another night
Frida Hyvönen in Italia

 Frida Hyvönen Oramai è un un paio d'anni che vado dicendo, su queste pagine ma anche altrove, quanto sono innamorato di Frida Hyvönen. Così, per non ripetermi, oggi che la cantautrice svedese arriva finalmente in Italia per due date (questa sera al Teatro Rasi di Ravenna e mercoledì all'Hiroshima Mon Amour di Torino), lascio le parole per presentarla a Marina, anche lei folgorata da Frida sulla via di Austin.
Questa sera a Ravenna avrò l'onore di mettere un po' di musica prima e dopo il concerto. Non azzardo previsioni sull'afterparty. Ci si vede a banco.

>>>(video) Frida Hyvönen - Cricket Song (live)
Bob Corn live @ polaroid!

 Bob Corn Non sono il tipo che ha l'abitudine di ascoltare cantautori che si ispirano a Will Oldham, eppure ho già visto Bob Corn in concerto decine di volte. Anche venerdì scorso ero lì a Murato, seduto sotto il palco, a tenere le gambe tra le braccia.
Sarà perché un poco conosco la strada che ha portato Tizio a imbracciare la chitarra e a sedersi davanti a un microfono, da quando aveva cominciato a organizzare concerti nella Bassa modenese intorno alla metà degli Anni Novanta, e poi pubblicando con la Fooltribe alcuni preziosi dischi in maniera del tutto Do It Yourself, arrivando a costruire uno dei pochi veri eventi della musica indipendente italiana, quel meraviglioso festival di Musica Nelle Valli che quest'anno, purtroppo, non si farà più.
Avere Bob Corn ospite in radio venerdì scorso è stato un desiderio esaudito dopo tanto tempo, praticamente da quando era nato polaroid. Abbiamo fatto un po' di chiacchiere schiette, nonostante il vino non fosse dei migliori, e poi Tizio ci ha regalato un paio di brani dal vivo: un inedito che si trova nell'ep in vendita solo in questo tour e la sua emozionante e immancabile cover di Majirelle. Qui trovate la puntata intera.

Standing In The Way Of Connection

È da una settimana che cerco di trovare un attimo per mettere su questa canzone, quella con cui avevo aperto sabato scorso al Bronson.
Non so se nel casino se ne è accorto qualcuno, stavano piovendo palloncini e coriandoli e i flash saettavano, ma spacca da paura e indovina la giusta via di mezzo tra la legna e l'ironia. A futura memoria, la lascio qui.
Questo post è dedicato a Len & Pullo.



  uno straccio di laicità'

mercoledì 11 aprile 2007

Unpublished

- È stato un weekend lungo e intenso, tra Bronson e Hana-Bi. Ringrazio e abbraccio tutti e tutte. Qui è rimasta una piccola polaroid.

- Back to the Nineties pt.1: gli Halo Benders sono tornati a fare concerti! Santo cielo! Foto! E gira voce che ci sia un album in arrivo!

- Back to the Nineties pt.2: stanno per ritornare anche i Tullycraft! Ecco il video di un pezzo nuovo dal vivo.

- Esce oggi il nuovo album dei Billie The Vision & The Dancers, si intitola Where the Ocean Meets My Hand e, da quanto pare di capire, non sarà in free download sul loro sito come i precedenti due. In compenso, si può già ordinare qui. La prima impressione è che il collettivo svedese non abbia nessuna intenzione di modificare la propria formula magica a base di pop à la Belle & Sebastian mescolato a influenze "mariachi". Tra chitarre e trombette, sopra ogni cosa, continuano a impervesare le storie di Lars con tutti i loro spettri, da Pablo Diablo a Lily, le sue personali vicissitudini di amori e sbronze. Per esempio, questa canzone-diario (che suonavano dal vivo già l'estate scorsa) racconta com'è stato andarsene in tour per la Scandinavia insieme alle Pipettes:
- A proposito: qualcuno forse troverà utile SwedeTab.

- Domani sera saranno in concerto al Covo qui a Bologna i Merci Miss Monroe, che hanno da poco pubblicato il loro buon secondo album Some Minor Crimes. Negli ultimi tempi ho visto girare parecchio il video di questa tirata Gang Of Blondes.

- OMG! The Sound Of Young Scotland: The Documentary.

- Ho scoperto solo oggi che esiste questa specie di televisione on line di Vice Magazine.

- Si intitola Water & Whiskey il secondo video dei Pecksniff tratto dall'ultimo album Honey, you're murdering me. Questa volta hanno fatto tutto da soli, protagonisti la Patti e un eccezionale special guest: Bob Corn.

- Un saluto a C., che ha telefonato in radio venerdì scorso dopo la puntata. Ecco un piccolo regalo per ricambiare, spero piaccia come il resto della musica:

venerdì 6 aprile 2007

Le sorprese di Pasqua

 ...A Toys Orchestra - Technicolor Dreams La prima cosa che mi aveva colpito di Technicolor Dreams, nuovo album dei campani ...A Toys Orchestra, erano state un paio di ballate, cosa poco consueta per il sottoscritto. Di fronte però a una dolente e delicata Letter To Myself e a un omaggio ai Beatles come Powder On The Words anche io cedo.
Nel suo complesso, mi era sembrato che l'eterogeneo album puntasse abbastanza in alto, forse sull'onda dell'entusiasmo di avere in regia Dustin O'Halloran dei Devics, ma che a tratti non fosse in grado di mantenere tutte le promesse. Per esempio, da quel che leggo in giro (recensioni davvero altisonanti), mi sa che sono l'unico a cui non piace Mrs Macabrette, o a cui sembra che certi episodi di pretesa intensità (le tracce finali, per dire) tergiversino un po' troppo.
I momenti in cui gli ...A Toys Orchestra spremono più grinta dalle loro canzoni, come in Cornice Dance, con i suoi graffi à la Modest Mouse, o nel pop di Amnesy International (bel titolo!), sono quelli che sorreggono l'archietettura di Technicolor Dreams, insieme alle ballate più sincere e a una piccola perla come Ease Off The Bit che, con un minimo edit, potrebbe finire tranquillamente sulla pista da ballo.
E a questo proposito: sabato sera gli ...A Toys Orchestra saranno in concerto al Bronson di Ravenna, e a seguire avrò il piacere di mettere un po' di dischi in ottima compagnia. Ci si vede a banco!

>>>(mp3): Cornice Dance
>>>(mp3): Ease Off The Bit


 Mi And L'Au Questa sera invece si va a inseguire conigli pasquali nel parco di Villa Serena dove, all'interno di Murato, tornano Mi And L'Au, per la terza volta sul palco della rassegna bolognese di culto. Tra l'altro, l'atmosfera dovrebbe essere abbastanza magica, visto che la sala sarà allestita per con tappeti, puff e cuscini. Consigliabile ricordarsi di spegnere i cellulari prima di entrare. Ad aprire per il duo franco - norvegese finlandese benedetto da Devendra Banhart ci saranno i Galactus, progetto parallelo dei Julie's Haircut, dedito ad elettronica avvolgente e siderale, che dal vivo si avvale di proiezioni da grandi classici sci-fi. Ingresso a 4 euro, ma con l'omaggio (fino ad esaurimento) dell'ultimo numero di Rockit Magazine con compilation allegata.

>>>(mp3): Mi And L'Au - Older

Sabato, invece, ingresso libero e rimti decisamente più frenetici. A Murato infatti arrivano i Sumo, alfieri della scena hardcore cittadina dal 1999, e fautori fra gli altri di quella bella avventura che è l'Atlantide Occupata di Porta S.Stefano.


 My Summer As A Salvation Soldier Infine, per Pasquetta gita fuori porta: tutti al Circolo Fermata23 a Camposanto, in provincia di Modena (info: visionnaire@gmail.com). Saranno in concerto gli islandesi My Summer As A Salvation Soldier preceduti dai nostri Comaneci. E visto che organizza il buon Tiziano, in apertura non mancherà Bob Corn.

>>>(mp3): My Summer As A Salvation Soldier - Canada, oh Canada
>>>(mp3): Comaneci - I Didn't Think The Same
Disco infiltrator

Più interessante delle intercettazioni di Moggi e Corona, questa night out con Steve Aoki (vedi alla voce Dim Mak e Weird Science) e Junior Sanchez, nella trascrizione di Last Night Party, dove si arriva a tenere insieme Tarzan Boy e la Ed Banger, mentre ci si scambia mp3 e i ricordi si fanno via via più confusi.
Il mio passaggio preferito è «I got kicked out of Pacha and Ibiza for playing The Faint six years ago».
Quello di Fabio De Luca è «You know how it's edits now? Back then it was disco loops. Everybody just fucking disco looped».


>>> mp3: Peaches - Boys Wanna Be Her (Weird Science Remix)
>>> Bonus track: Resonator - audio interview with Steve Aoki
L'ultimo cocktail sulla terra

"A volte mi chiedo se sono l'unica persona al mondo ad apprezzare il seguente drink: mezzo martini, mezzo succo di pompelmo, ghiaccio.

In tempi più difficili, poteva fare le veci del martini il vermouth più scadente: quello con la bandiera italiana che si trova anche nei discount francesi. Viceversa attenti al pompelmo, che ha da esser denso e aspro; lo dico perché ultimamente cercano di addolcirlo per le papille delle massaie italiane; ma quello della coop è ancora abbastanza acido. Se vi sentite giovani e maledetti e ve ne fottete (giustamente) del fegato, potete rabboccare con tutta la vodka che volete.

Poi, quando si beve, bisognerebbe masticarlo, come spiega il personaggio buffo del Fascino Discreto della Borghesia. Secondo me il pompelmo e il martini si sposano bene, ma chi lo sa? Mica me ne intendo. In ogni caso quando torna l'Ora Solare e i pomeriggi si allungano languidamente io ho solo voglia di questo beverone.

Fu molti anni fa, troppi: so la data esatta perché quel mattino mi ero laureato. Ero al Wienna (si scriveva così), alle 3 aM, e dissi alla barista: mi fai un Martini con del pompelmo? E me lo fece. Quindi non doveva essere una richiesta così strana. Non ho mai visto nessuno berne a parte me, ma vedo sempre meno gente, così per favore aiutatemi: lo conoscete? Sapete come si chiama? O è una follia il solo parlarne? Qualunque umiliazione sarà sempre meglio di questo bere in solitudine".

giovedì 5 aprile 2007

Pulling our weight
The weight of being "indie" today

Ok per la Sofia Coppola ma, cacchio, adesso anche Gucci!



>>> The Radio Dept. - Pulling Our Weight (mp3 - video)

mercoledì 4 aprile 2007

Julian Nation

 Julian Nation L'anno scorso, dopo aver visto Erik Hallden (twice!) e l'ottimo Agent Simple dal vivo, mentre Parker Lewis mi mandava le sue prime canzoni e Juni Järvi pubblicava il suo debutto, mi era venuto in mente che bisognava proprio scrivere un post dedicato a tutti i possibili "eredi" della musica di Jens Lekman.
C'era chi faceva un uso dei campionamenti à la Black Cab, chi si presentava sul palco solo ukulele e storie tipo A Man Walks Into A Bar, chi riprendeva lo stesso malinconico sense of humour.... Poi, ovvio, mia pigrizia e poco tempo, il draft si perse tra gli altri.

In queste ultime settimane randagie, però, ho avuto a farmi compagnia in cuffia un ragazzino che, se non avessi letto nulla in giro, avrei scommesso fosse svedese. Trae in inganno anche un titolo geniale e citato da tutti come Lost Swedish Penpals ("For our three-page relationship, well, we both had our weaknesses: mine was broken promises, yours was broken English").
Lui si chiama Julian Nation, non è nemmeno ventenne e proviene da Melbourne, Australia. Dichiara di aver cominciato a comporre a sedici anni, tornando da un concerto dei Lucksmiths, e nelle recensioni questo è il nome che ricorre più spesso, assieme a quello dei Belle & Sebastian e, appunto, di Lekman.
Ma tutto qui resta sospeso nella leggerezza di un lo-fi da cameretta ("Julian's bedroom and the St.Marcs community centre in Fitzroy"), con gli immancabili campanellini, e canzoni che non superano quasi mai i due minuti, mentre l'album We Are All Writers non arriva ai diciannove.
Dio mio, che titolo. Gesti sfacciati che ci si può permettere solo a quell'età, suppongo.
Come una sciarpa portata sopra la maglietta, come una bicicletta inforcata anche se sta per cominciare a piovere, Julian Nation ha la grazia della primavera che comincia, e quando fa la voce profonda e canta la fine di ogni romanticismo fa venire quei sorrisi da occhi lucidi.

>>> mp3:
- Press Gang Kids
- No, You're Not
- 1992
- Lost Swedish Penpals