mercoledì 27 ottobre 2004

polaroid alla radio (e anche in mp3)

Qui non si butta via niente.
Per chi si fosse perso la prima puntata del "Thermos con le polaroid dentro", in onda venerdì scorso alle ventuno su Radio Città del Capo, abbiamo finalmente messo in piedi la pagina dei suoni con l'archivio di mp3.

Si ringraziano Paolo per la fase di post produzione e FedeMC per l'assistenza in regia.

martedì 26 ottobre 2004

Suonando Teenage Kicks per tutto il cielo

JOHN PEEL 1939 - 2004

Shout Out Louder!

Il sottoscritto ogni tanto perde gli occhiali e la testa mentre balla.
Quest'uomo alza le braccia e lancia il suo C'MON!
Musicisti ubriachi di cui non sai nemmeno il nome ti abbracciano felici dopo un concerto.
Sono alcuni dei segni di cui abbiamo imparato a tenere conto, perché a volte c'è qualcosa sotto. Sono promesse.

Vi ricordate degli Shout Out Louds?
In radio li passiamo da qualche mese. Hanno pubblicato un album nel 2003 (Howl howl gaff gaff, Bud Fox Records) e quest'anno un ep con tre pezzi nuovi (Oh, sweetheart, stessa etichetta).
Dal vivo ci hanno fatto una grandissima impressione perché sono stati capaci di scatenare un marasma che neanche gli Strokes nel 2001. Nel frattempo sono andati in tour in America già qualche volta e noi stiamo tenendo le dita incrociate per vederli dalle nostre parti a dicembre.

La notizia, di recente postata da un blog newyorkese e poi confermata dai diretti interessati, è che ora la band svedese ha firmato con una major.

"It´s true that Shout Out Louds signed with Capitol Records in the US.
So the record will be out next year in Italy.
The album that will be released internationally will include the new EP tracks, but also some other tracklisting changes comapred to the album we released in Scandinavia last year. Will be an even better album now. Probably also will have some new mixes on a few tracks. And yes, most probably the album will be re-released here in Scandinavia also later on".


(grazie a Lucio per la segnalazione)
Futureheads in my head

Sulla scia degli ascolti compulsivi di questa plumbea giornata, mi lascio andare al secondo post consecutivo dedicato al mio gruppo del momento (ormai c'è bisogno di un cronometro).
Il fatto è che The Futureheads sembrano non sbagliare un colpo, nemmeno quando si tratta di canzoni di altri.
Nell'album è presente un'eccellente cover tutta spigoli di Hounds of love di Kate Bush. Nell'ep dell'anno scorso 1-2-3 Null si sono cimentati con successo con un classico come A picture of dorian gray dei Television Personalities (e non era facile), mentre a giugno hanno murato di chitarre e cori Fit but you know it di The Streets.
Tutte molto adatte alla pista del vostro indie rock club preferito.
Separati alla nascita

Moving Units - 'Dangerous Dreams' - The Futureheads - 'Futureheads '


Affinità non solo musicali tra Moving Units (alla vostra sinistra) e Futureheads (sulla destra), due dischi che da queste parti stiamo ascoltando sempre più spesso.
Il comune riferimento a suoni e atmosfere a cavallo tra Settanta e Ottanta (pur rimanendo chiaro che le due band provengono da sponde opposte dell'Oceano) è messo bene in mostra anche dalle scelte grafiche, smaccatamente Nuova Onda.

lunedì 25 ottobre 2004

In the union of wine

Proprio mentre Rough Trade dà alle stampe l'inno I Believe in the Good of Life, primo singolo estratto dal loro meraviglioso Mississauga Goddam, vengono rese note nuove date per il tour europeo di Hidden Cameras: quelle di sabato 27 novembre a Monaco e sabato 11 a Vienna (che però coincide con l'Homesleep Weekend al Covo qui a Bologna) sono una vera tentazione: che dite, scaldo la blogmobile?
E la "nuova formula"?

Prove tecniche di trasmissione (o almeno mi auguro) sul sito di Rumore (sottotitolo della pagina: "New Style").
Al momento c'è solo l'immagine della copertina dell'ultimo numero (ancora con i crocini di stampa), il sommario (non cliccabile) e la mail.
"Reinventing the wheel"

"Stavo cazzeggiando con un giro di basso che poteva suonare come se l'avesse fatto Peter Hook all'epoca dei Joy Division. Lo registrai, ci misi sopra una batteria elettronica, un po' di chitarre, e appena lo sentirono gli altri era fatta. Quella canzone, Between Us & Them, fu davvero la genesi del sound dei Moving Units".

Tratto da un'intervista a Blake Miller, chitarrista del trio di Los Angeles.

(Detto tra noi, ascoltando il loro album di debutto Dangerous Dreams non pare che da allora abbiano fatto molti progressi, ma qui e là funzionano bene).
Scuotimi

Da un pezzo non leggevo una recensione di Pitchfork fino in fondo.
Non m'importa se questa parla mediamente male del nuovo album di Ted Leo (che qui a polaroid invece apprezziamo parecchio).
Questa non è più bella di altre, ma va da sé che la domanda dell'ascoltatore perplesso "Is it you that changed, or is it Ted? Or perhaps, more accurately, has Ted not changed enough?" la stavo rivolgendo in quel momento io stesso a Pitchfork.
Talkin' 'bout my generation

... e se guardiamo alle "giovani generazioni" del passato, ci accorgiamo facilmente che esse destavano molto più panico di quelle attuali, pur consumando molto meno (e forse divertendosi di più).
Sì, d'accordo, avranno i pantaloni a vita bassa, il piercing e tutto quanto: ma non si fanno più in vena, non gridano più slogan incomprensibili, non prospettano più rivoluzioni. Tutto sommato hanno il ruolo in un sistema un po' più grande, che si basa anche sui loro consumi futili
.

(Leonardo)

venerdì 22 ottobre 2004

Il thermos con le polaroid

Il thermos con le polaroidDopo una settimana e un giorno torna polaroid, il vostro blog alla radio preferito.
Enzo e La Laura inaugurano questa sera la nuova conduzione del loro sconclusionato programma di musica, aperitivi e istantanee dagli studi di Via Berretta Rossa.

Sulle frequenze di Radio Città del Capo a Bologna già da tempo ascoltate davvero molti dei vostri amici di internet e non solo.
Ad accoglierci ci sarà il confortevole e caldo abbraccio del Thermos, il contenitore musicale della prima serata nonché del sabato pomeriggio, giorno in cui arriva lui, il vostro unico e inimitabile UDAS.

Questa sera, dalle ventuno alle ventidue e trenta, sui 94.7 e 96.250 Mhz per Bologna, Modena e Ferrara, oppure in streaming, oppure in differita dagli archivi in mp3 nei prossimi giorni (è una promessa).
Non mancate!

giovedì 21 ottobre 2004

Sorridi, sei sul Foglio

Emmebi segnala un articolo di Stefano Pistolini sul Foglio di oggi.
Nell'articolo tre dischi americani importanti (REM, Brian Wilson e Tom Waits) usciti di recente vengono messi in relazione con le imminenti elezioni presidenziali.

Mi sta bene il tentativo di collegare cultura pop e sentire politico, il cercare di intravedere uno zeitgeist in quelle cose semplici e dal funzionamento misterioso che sono le canzoni e i dischi.
Però le stronzate che ha scritto Stefano Pistolini a proposito di Smile mi fanno venire voglia di alzarmi compostamente dalla scrivania, prendere la sedia e sbatterla a ripetizione contro il muro.

"I tre cd, neppure fossero parte di un progetto coordinato d'addolcimento dello scazzo elettorale, si posano ciascuno su uno spigolo di questo triangolo USA di fine 2004, raccontandolo a modo proprio".
Non conosco il disco dei REM e quello di Waits, e non posso parlare per quelli, ma dopo aver letto l'articolo sono sicuro che Pistolini non ha ascoltato Smile per più di cinque minuti, e lo ha fatto tenendo un occhio al comunicato stampa e l'altro al televisore.

"Il suono da attribuire alla campagna elettorale di George W. viene infatti dal più spudorato repertorio del postmoderno e si chiama Smile".
Qui di spudorato ci sono solo insulsaggini imbarazzanti come queste.
Sono discorsi avvilenti, tanto nei confronti del disco (un'opera concepita nel 1967, un progetto che va oltre il contesto storico nel quale vede ufficialmente la luce), quanto nei confronti di chi legge, al quale si offre un'immagine ridotta e riduttiva (ma di forte presa e quindi "utile") di qualcosa di complesso e che meriterebbe ben altre forme di comprensione.
Yellow is the new black

Pare aver trovato casa il primo album dei Disco Drive, i "punk-rockin' soul boys" da Torino che ci hanno fatto ballare e sudare già molte volte. Uscirà finalmente per un'etichetta bolognese... no, non quella che pensate, una molto più unhip...
Rock'n'roll fever

Era tutto pronto per questa sera: giacca di pelle e occhiali neri, ma Anto' dei The Tunas si è ammalato e la loro data al Covo salta.
Verrà recuperata più avanti: del loro garage rock da party abbiamo assoluto bisogno!
Non mancherà però il loro nuovo merchandise: magliette, spilloni, mutande.

La buona notizia è che a sostituirli all'ultimo minuto saranno le Black Candy: clima da festa assicurato, quindi.
Dopo il concerto metterà i dischi Frabbo, "con selezioni bubblegum pop, garageheavy, hard60's, beatfever".

Tra le altre news delle nostre beniamine modenesi, segnaliamo i prossimi concerti:
giovedì 28 ottobre, Fano @ Bachelor
mercoledì 1 dicembre Bologna @ atlantide - con False Nation e J. CHURCH (USA)

Intanto Candinista! è stato ristampato: circolano ora 100 copie nuove e addirittura impacchettate ("con la carta trasparente intorno, quella che fa bestemmiare perchè non si riesce mai ad aprire un cd se non dopo 5 ore che uno ci prova e perse tutte le unghie") e presto sarà disponibile anche il 7 pollici in split con Majirelle, annunciato da tempo su Fooltribe.
Fuck George W. Hitler!

I nostri amati Fuck stanno per tornare in tour in Europa! Ecco le date delle tappe italiane:
5 Novembre, Bologna @ Covo
6 Novembre, Schio @ CSC
8 Novembre, Faenza @ Il Clandestino
19 Novembre, Genova @ Milk
20 Novembre, Brescia @ Freemuzik

Intanto è disponibile l'mp3 della loro inedita "election song" George W. Hitler (e nella sezione video c'è anche un delirante filmato girato in una scuola).

(Se vi state chiedendo chi sono i Fuck, sul Plan B Magazine di Everett True c'è una recente intervista, sul sito della Homesleep una più vecchia ma più completa, oppure c'è sempre la solita biografia sulla All Music Guide.)
Conoscerete la nostra velocità

... of course short songs played fast become very short.
We saw that the speed worked.


Sul Village Voice di oggi c'è una bella intervista a Marky e Tommy Ramones, battersti storici della punk band newyorkese, oggi impegnati tra musical e DVD commemorativi.

mercoledì 20 ottobre 2004

Altrochè "Diario di un downloader"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

... oramai il mio standard umorale è simile all'entusiasmo che accompagna le uscite discografiche: la mattina nello stereo della macchina disco dell'anno, il pomeriggio in coda sulla tangenziale, arrivati alla traccia 9, comincia ad annoiarmi, a sera davanti alla tv a vedere la registrazione di un telefilm USA (e getta) già mi sono dimenticato il nome del gruppo.
Ma tanto la notte parte Soulseek con altri 3-4 dischi dell'anno pronti ad essere ascoltati la mattina dopo...

martedì 19 ottobre 2004

Back to 1977

Un racconto di Bologna che raccogliesse tutti coloro che l'hanno raccontata sarebbe una storia di cui la città si dovrebbe vergognare, perché la fanno più ricca di quanto sia stata capace di meritarsi.

(Luigi Bernardi, Macchie di rosso)


Se non si torna al 1977 almeno una volta a settimana, qui a Bologna si sta male. O così sembra.
Non lo dico tanto per il film Lavorare con lentezza, che pure mi è piaciuto. Né per la lodevole retrospettiva di documentari allestita dalla Cineteca, che ho seguito con molto divertimento. Né per le altre iniziative analoghe che puntualmente ricompaiono, più o meno da che ho ricordi di questa città.

E' che ogni tanto faccio davvero fatica a comprendere la dimensione delle distanze, anche perché me le trovo appiattite di continuo, vuoi per pigra nostalgia, vuoi per sincera fame di conoscenza.
In sala la gente era vestita uguale a quella dentro i commoventi filmati dei Dodo Brothers, con la differenza che allora si parlava di Marx e Guattari anche da fumati, mentre oggi sento parlare di fumo e basta.
Frequentiamo apparentemente gli stessi luoghi (Bologna è piccola), abbiamo studiato le stesse cose, ma continuiamo a guardare a quella loro vita, invece che fare delle cose nella nostra.
Ogni tanto mi chiedo quale spazio resti ancora a noi per "fare qualcosa" ora.


(e il post qui sotto era banalmente anche un modo per chiedermi, dopo tutto questo tempo, cosa fare e perché di questo piccolo mezzo privato che è un blog, adesso)
Scusate, è solo l'autunno

- Ciao, ho ascoltato il disco di **** di cui parlano tutti.
- Mh... sentito anch'io... beh, non sempre all'altezza dell'hype.
- Sì, come un po' tutto ultimamente...
[attimo di silenzio]
- Direi, da quando ci sono i blog...

Qui una volta era tutto un parlare di musica, link, dischi, mp3.
Poi, col tempo, ognuno si è fatto il suo giro su internet, i feed, gli m-blog...
Avrebbe ancora senso segnalare qualcosa che conoscono già tutti? Avrebbe senso fare a gara per scoprire quello che non conosce nessuno? Oppure bisognerebbe produrre qualcosa di personale?

In questi giorni sento un po' di sfiducia e stanchezza intorno.
Del resto, questi sono i giorni della "vita bassa", come scrive Marco Lodoli, e basse sono le nostre aspettative, contrariamente alla nostra modestia.

Parliamo troppo, troppo a lungo, mentre l'entusiasmo dura sempre di meno (è tollerato sempre di meno). Di solito basta che ricordi a noi e agli altri quello provato più di dieci anni fa.
Non capiamo più niente di noi stessi attraverso la musica: ci basta capire dentro quale parte della musica che abbiamo già conosciuto infilare un disco. Poi passare a quello successivo.

A cicli regolari ricado dentro questo umore, non fateci caso.
Stavo cercando quel passo di Douglas Coupland (da La vita dopo Dio) dove dice che i ricordi dopo i trent'anni sono come acqua che trabocca da un bicchiere già pieno, ma credo d'averlo già ricopiato qui gli anni scorsi.

lunedì 18 ottobre 2004

Juta Reading!!!

Domani alle nove e mezza ricominciano i reading dello Juta Cafè di Modena (via Taglio 94), quelli di cui anche Polaroid è stato più volte protagonista. Per Modena è una notizia perché non si vedeva da mai un posto capace di organizzare con continuità incontri in cui si parla di letteratura. Qui sono quasi due anni. Abbiamo fatto più serate noi del festivàl-filosofia! saranno stati gli ettolitri di Negroni? Comunque: tutti i martedì fino al 14 dicembre. Nell'ordine: Davide Bregola, Giuseppe Caliceti, Cosimo Argentina, Giulio Mozzi, Alessandra Buschi, Tatiana Carelli, Davide Tessari, Marco Pedone e Parviz Parvizyan. La formula è sempre la stessa: loro vengono a presentare l'ultimo libro e noi li mettiamo in difficoltà con citazioni, domande, allusioni e un certo tono blasè.

Mi ricordo una delle più belle giornate della mia vita, anche di quella che verrà. Sarà stato il 1999, d'estate. Vivevo ancora con i miei. Ho chiesto alla cuoca di farmi due etti di spaghetti col parmigiano e poi sono partito in bicicletta. Da Modena a Casumaro, dove abitava Enzo. Non avevo mai fatto 60 km in una volta e mi sentivo una specie di eroe. Il piano prevedeva una doccia e poi la serata a Ferrara. A 10 km dal paese, puntuale, la mia ragazza mi supera in Panda. Entro a Casumaro e penso "un bel posto per scappare". I genitori di Enzo hanno montato una di quelle doccie spaziali con rubinetti e bocchettoni e io mi godo l'idromassaggio. Alle otto siamo in centro a Ferrara. La Laura scende da uno straordinario scalone mitteleuropeo: suo padre ha prenoatato un tavolo per noi, sotto falso nome, alla Marfisa, il club dove Bassani giocava a tennis con Longhi e Antonioni. A noi resta solo da infiltrarci. Semplice. I vecchi club esclusivi sono tutti uguali: il cancelletto è sempre aperto, perché tanto chi passa di lì deve già sapere chi entra e chi no. Costeggiamo il campo in terra rossa e ci sediamo. Ovviamente menù fisso, deciso dal club. Parliamo di qualsiasi cosa a voce alta, compreso L'airone, Harold Bloom e Clelia Trotti. "Penseranno che siamo figli di qualcuno". Al momento di pagare stiamo discutendo di "risorse umane", non mi ricordo se il film di Cantet o la filosofia degli uffici personale. Al ritorno sbaglio anche strada e mi ritrovo a Sorbara, sul Canaletto, davanti a casa di Leonardo. Me lo ricordo come fosse adesso perché Alessia sonnecchiava e io guardavo una grande Gru piegata davanti al capannone. Penso di suonare a Leo ma sono le due passate.
Con Enzo poi ci saremmo rivisti per caso un anno dopo, nell'inferno di Piazza Aldrovandi. Mi ricordo che io leggevo il Paradiso e che lui ha buttato in terra la bicicletta. Penso cercasse casa in città. Per me cominciava lo sprofondo nell'indifferenza di un dottorato (un consiglio per la vita: rifiutatelo un dottorato).

Davide Bregola crede molto alla provincia: domani riusciremo a fargli cambiare idea?

venerdì 15 ottobre 2004

L'Accademia della Polaroid

Ok, io non scrivo mai. E quindi dovrei avere il pudore di tenere un atteggiamento quantomeno deferente, se non ossequioso nei confronti di chi scrive e legge su internet. Ecco: questo dovrei fare.
E invece, è un po' che ci penso, e quindi.
Oggi ho mangiato una piadina davanti al pici perché non leggo mai internet e allora ho magiato questa piadina davvero gustosa con il prosciutto cotto. Ora, su molti siti internet e weblog ci sono scritte cose dannatamente belle e interessanti. Gli autori di internet rivelano possedere personalità multiple e soprattutto molto più tempo di quanto concesso al personaggio comune, banale utente passivo di internet. Fanno cose, sanno cose e soprattuto: riflettono sulle cose. Mangiavo la mia piadina e pensavo: caspita! E poi: è gratis! E poi: resisti alla tentazione di comprare tutto quello che vedi! (Io ad esempio adesso vorrei comprare blogger, oppure un programma di gestione automatica di blog e un'altra piadina). Dicevo, belle cose ma, purtroppo, la scrittura di internet è figlia delle correzioni automatiche di Word e della scrittura automatica del cellulare t9. Anche io uso Word (se proprio non posso evitare) e anche io userei il t9 se solo mi ricordassi dove ho messo il carica batteria, infatti anche io scrivo milioni di stupidaggini. Questo è analfabetismo di ritorno. E' un problema? Ovviamente no. Non è che parlar male significhi pensar male, sarei un dinosauro a a pensarlo, un brutto dinosauro obsoleto con la pelle piena di terribili squame (solo immaginarlo mi fa davvero orrore!), ma, dicevo, dalla base: su qui quo qua l'accento non va, nemmeno su su e su so. Nemmeno su po', che invece ha l'apostrofo che è la lacrima di poco essendogli cascata per terra la coda, appunto co. Ortodossia del fine settimana, poi, da domani sbaglierò tutto di nuovo. Ma nel frattempo, ecco, ho fissato le idee.

giovedì 14 ottobre 2004

A presto

Radio Città 103La puntata di polaroid di questa sera sarà l'ultima sulle frequenze del confortevole mono di Radio Città 103 (che da qualche settimana è diventata Radio Città Fujiko).

Ci piace qui ringraziare tutti quelli che in questi anni ci hanno aiutato: in primo luogo Arturo, che ci coinvolse in radio e assieme a Fabio ci insegnò come condurre, divertendosi, un programma musicale. La loro ricetta fu preziosa e gli ingredienti, se si eccettua la dose di attitudine indie e di vino imbottigliato a mano e con cura, restano ancora un segreto quasi-professionale.

Radio Città FujikoPoi Francesca, Alfredo e Andrea, che hanno creduto in noi anche quando ridevamo al microfono per un'ora ed eravamo così poco seri. Ci hanno fatto capire che una certa ortodossia è il presupposto fondamentale per la serietà.
E poi Ginka e Alberto la cui selezione musicale resta ancora, dopo tanto tempo, da antologia, e poi il principe Pierantornio Pezzinga e il Maestro Pier Tosi. E gli infaticabili di Airbag per averci lasciato credere che anche noi possiamo costruire qualcosa!
E tutti gli altri che abbiamo incontrato solo qualche volta negli studi di Via Masi 2.

Non che volessimo lusingare nessuno o abusare di retorica, ma stasera è l'ultima puntata di polaroid su RC103 ed è comunque un piccolo cambiamento che merita il tempo di spendere due parole e mettere un disco.
Radio Città Del CapoNei prossimi giorni inizierà una nuova avventura su Radio Città Del Capo. Ma questa è un'altra storia, e oggi è giovedì. E il giovedì è il giorno di polaroid.
E polaroid augura in bocca al lupo a tutti quelli citati sopra. Augura in bocca al lupo alla sua prima stazione radio, che la fusione riesca come il migliore dei cocktail (si veda a questo proposito la rubrica de La Laura).
Questa sera, i conduttori faranno un piccolo brindisi per l'ultima puntata. Siete i benvenuti, sulle frequenze di Radio Città Fujiko e nello scantinato consueto, puntuali alle venti.

mercoledì 13 ottobre 2004

A prestito

- "Ho una buona notizia: i '90 sono finiti. Non c'è più niente da sdoganare: è tutto perfettamente regolare, ora, tutto meravigliosamente borghese.
E quindi, ora, possiamo ricominciare a spaccare tutto con rinnovato rigore".

(Leonardo, prima parte - seconda parte)


- "...un altro vostro antenato ha fondato il Partito Socialista in Svizzera..."

Violetta sta elencando i suoi "ferri del mestiere"


- "Siete delle merde".

(Italy Gig List fa un discorsino alle major discografiche)


- "... sto facendo i conti col piacere di scrivere e con le mie cattive abitudini. Una di queste è lo smodato uso di immagini per descrivere la musica. Non dico che sia sbagliato, ma è un trucco che rende tutto più facile e che a volte ci allontana dalla musica, se non ci rende ridicoli. Per questo quando mi verrà in mente un'immagine con cui potrei descrivere un suono la getterò via, la brucerò come una fotografia".

(Maxcar)

giovedì 7 ottobre 2004

Clicca, stampa e diffondi

Riotmaker Night - venerdì 8 ottobre 2004 - Covo Club, Bologna - powered by Trattoria Del Rosso (BO)


(e dopo ci siamo anche noi a mettere i dischi...)

mercoledì 6 ottobre 2004

Crea dipendenza

Spero che i ragazzi del Covo abbiano previsto abbonamenti settimanali.
Nei prossimi giorni, infatti, ci si troverà spesso a salire le scale del numero 1 di Viale Zagabria.
Si comincia questa sera i Black Forest / Black Sea, duo statunitense di avant-folk, accompagnati da Christina Carter dei Charalambides. La data, solo per il fatto di essere organizzata dalla unhip records, non può proprio essere saltata.
Tra l'altro, potrete anche vedere i musicisti in azione per uno showcase gratuito a partire dalle 18 nei rinnovati locali dell'Underground Records in via petroni 27 (negozio di dischi che qui in città ha il suo piccolo e meritatissimo culto).

Domani sera è la volta del rock'n'roll rumoroso e selvaggio di The Hunches (anche se so che voi sarete tutti a passarvi fazzoletti durante Cocorosie e Devendra Banhart a Ferrara), venerdì tocca alle follie di casa Riotmaker (con il sottoscritto a mettere dischi insieme all'Uomo Dell'Anno nell'altra sala) e sabato infine, imperdibile l'appuntamento con due tra le band italiane più interessanti del momento: Pecksniff e Offlaga Disco Pax.
Ci vuole proprio un abbonamento.
L'importante è farsi capire

"Tu non capisci.
Sei come polaroid:
non capisci."

Jukka Reverberi (in conversation).

lunedì 4 ottobre 2004

Cos'è questo Rumore?

Questo post, un po' lungo e un po' noioso, parla di riviste musicali italiane. Posso capire che non sentiate la necessità di leggerlo e vi rimando quindi alle altre news.
E' uscito in questi giorni Rumore, il secondo della "nuova formula" inaugurata il mese scorso con un cambio di grafica e toni. Visto che Il Blog Della Domenica non ha dato seguito alla sua puntuale ma un po' sterile opera di notomizzazione, e che il "sito ufficiale" tace (più o meno da sempre), prendo la parola e spendo i miei due cents.

Premetto che non posso e non ho voglia di essere obiettivo per diversi motivi abbastanza contrastanti: collaboro con un'altra testata ma il giornalismo non è il mio mestiere, sulle pagine di Rumore questo blog è stato citato già alcune volte (vedi post qui sotto), seguo la rivista dalla sua nascita, alcune firme le ho conosciute di persona ecc.
Comunque, anche se so già che qualcuno mi accuserà di essere il solito semplicione, devo ammettere che il nuovo Rumore mi piace.
Trovo che il nuovo corso sia apprezzabile, nonostante qualche abbaglio che può essere corretto in corso d'opera.

La grafica finalmente è decente, quanto meno in media con le altre riviste italiane; il "movimento" della sezione iniziale è stato incanalato senza perdere in dinamicità; la striscia in cima alle pagine ha trovato coerenza ed è utile.

I contenuti: non so quale target dovrebbe avere in mente Rumore. I sedicenni di oggi? O quelli che erano sedicenni quando nacque la rivista, forse rimasti i soli a leggerla?
A me sembra che Rumore, tra un colpo al blog e uno alla tradizione, tenti una strada sua, tutto sommato viva e propositiva, non esente da cantonate ma anche lontana dai toni di chi pretende di essere il depositario della conoscenza.
Insomma, visto che ormai certe prodezze degli albori (sfogliate oggi i numeri del periodo 92-95...) non si possono ripetere più, io oggi la trovo una rivista "user friendly".

Poi, per entrare nel dettaglio, a raffica: nella prima parte c'è questo tentativo di "narrativizzare" (che non è una novità e appartiene alla storia della testata) la materia musicale.
Se l'idea è condivisibile, gli esiti di certi esperimenti lasciano invece un po' perplessi. Per esempio, se proprio si voleva pescare da questo benedetto mondo dei blog, noncicapisco.splinder.com, che non conoscevo prima di queste pagine, non si può certo dire che sia l'esemplare migliore della categoria.
Stesso discorso per il "Diario di un downloader", poco più avanti: francamente imbarazzante, una roba che neanche nel 1996. Eppure questo secondo episodio le avrebbe delle cose da dire (le magagne di iTunes): seppellite in quella forma, chi è arrivato alla fine dell'articolo?
Maurizio Blatto ha aggiustato il tiro dal primo al secondo numero e quindi si resta in attesa del prossimo. La playlist dei "personaggi famosi" ci può stare, ma è una scommessa, e dipende da chi si chiama (vedi la differenza tra Marco Ponti e, oggesù... Paolo Nori).
La striscia dei fumetti, messa lì così, quasi non la si nota, merita più spazio: ai suoi tempi Prof. Bad Trip ne aveva il doppio (si potrebbe togliere il Juke Box).

In questa sezione ci sono anche aspetti positivi. La leggerezza del team Riotmaker sembra aver trovato da subito una chiave per raccontare l'ossessione dello stile e dell'effimero propria del vivere la musica oggi. Più curioso (e più rischioso) è quello che costruisce Marco Philopat lavorando di cut up, ma di lui ci si può fidare. Vittore Baroni, infine, è una certezza e la sua galleria di outsider difficilmente sarà mai meno che interessante.

Noto di passaggio che la sezione delle news (a cui però va sommata la sezione "Lavori In Corso", spostata oscuramente in fondo) è ridotta all'osso: si è deciso che ormai non aveva più senso per un mensile cercare di stare al passo con il flusso di internet? E quando fra quindici anni cercherò di capire cosa succedeva all'inizio del nuovo secolo che farò? Spero che funzioni ancora Google?

"Facce Nuove": 3 pagine invece di 2, ottimo. Mi sta anche bene che si parli pure di non musicisti, ma allora mettiamone di più, non lasciamo l'ambiguità.

La sezione dei concerti e quella delle recensioni risentono dell'eccessiva concisione (se devi scrivere solo 800 battute tanto vale fare una foto). Evidentemente anche i giornalisti soffrono questa impostazione.
Almeno si è fatto un po' di ordine e ora i dischi sono in ordine alfabetico (seppure ancora rischiosamente suddivisi in categorie tipo rock, pop, punk ecc...)

Purtroppo esiste ancora la sezione "Demokrazia". Mi chiedo che senso abbia fatta in quel modo. Non vi piace che la gente vi mandi dei dischi? Ditelo. Non vi piace la musica che vi mandano? Parlate solo di ciò che merita se c'è.
Ricordo tra parentesi che su Rumore i Massimo Volume furono "scoperti" da Alberto Campo proprio in un angolo demo.

Non entro nel dettaglio della sezione articoli, perché non avrebbe senso. Secondo me Lo Mele, Campo, De Luca, Pomini, Frazzi, Nazzaro è gente che ne sa, anche quando prendono delle cantonate.
Poi voi potete anche andare a disquisire solo d'avanguardia e prendere tre righe di una recensione e mettervi a ridere. Ma la musica non è un problema di fisica, e una recensione non ha una soluzione scientifica.
Una rivista musicale è un insieme di parole che dovrebbe tentare di raccontare qualcosa che con le parole ha a che fare solo di striscio.
C'è o dovrebbe esserci molta retorica e molta sincerità, molte cose scritte in maniera sentimentale e allusiva, molta suggestione, molta voglia di far sentire a qualcun altro distante qualcosa che si prova fisicamente (discorsi su pubblicità, press release copiate e incollate e marchette varie un'altra volta, prego). E in questo momento mi va di giudicare una rivista per quello.
Cos'è questo Rumore? (2)
Losing remix

Ancora a proposito di Rumore: questo mese c'è' un'intervista di Fabio De Luca (giornalista per il quale da queste parti non si sono mai risparmiati complimenti) ai Radio Dept. (gruppo svedese di cui ci innamorammo a prima vista e per il quale ci siamo sbattuti).
A fianco, c'è una pagina curata da Rossano Lo Mele che presenta il mondo dell'etichetta Labrador.
De Luca è così gentile da citare proprio questo blog e Johan dei Radio Dept. è così simpatico da dire che "a Bologna è stato come essere a casa!".
Piccole soddisfazioni tutte nostre, d'accordo.
Però.

Però in questi stessi giorni in edicola c'è anche il secondo numero di Losing Today, con un lungo articolo, piuttosto sentimentale (com'è giusto che sia) nel quale La Laura e io raccontiamo di come fu organizzato il primo concerto italiano dei Radio Dept.

E mi piace come qui tutto si mette insieme. Da un lato i blog, che le cose le raccontano, e dall'altro il giornalista che le fa capire.
Abbiamo fatto tredici
In Canada c'è il Totocalcio?

Venerdì scorso qui a Bologna ha riaperto il Covo e noi c'eravamo già quasi tutti.
Un po' per i Redworm's Farm (come sempre monumentali e come sempre alle prese con sfighe tecniche), un po' per i Paperchase (di cui non ho capito niente, però voci autorevoli me ne parlano bene e quindi taccio), e un po' per noi soliti quattro o cinque, lì a banco a brindare alla nuova stagione.
Il posto è sempre quello, e per quello ci piace. Una piccola e divertente sorpresa è stata la lavagna luminosa del Totocalcio, stile vecchio Bar Sport, appesa a fianco dell'entrata.
A colori fluorescenti riportava le date del calendario di concerti che giocheremo nelle prossime settimane, ovviamente tutti in casa.
E in fondo, aggiunto all'ultimo minuto e finalmente confermato, l'incontro più atteso di questa prima parte di campionato: giovedì 25 novembre, Broken Social Scene a Bologna.
Mi scrive quello dal salotto

"...questa piacevole sensazione che stiamo evidentemente dando ai forestieri di una Bologna DIY e radicalmente indie polleggiata nei salotti mansardati del centro storico dove la giovane intellighenzia blogghettara si incontra con i vecchi punk bevendo negroni e dissertando di twee pop..."
Radio Alice e dintorni

A ideale preparazione o prosecuzione del film Lavorare con lentezza nelle sale in questi giorni, la Cineteca di Bologna ha organizzato una rassegna intitolata "Radio Alice e dintorni", che prenderà il via domani sera nella sala Officinema di Via Pietralata.
Tra gli altri appuntamenti segnalo:
- Martedì 5 ottobre, ore, 20, Alice è in paradiso (2002) di Guido Chiesa. Al termine, incontro con Guido Chiesa e Wu Ming.
- Giovedì 7, ore 21, Il trasloco di Renato De Maria (1991) Al termine incontro con Franco "Bifo" Berardi.
- Mercoledì 13, ore 20, Skiantos alla Camera, Macondo svendita del '68 e Ciao mamma, ciao papà, tre cortometraggi del 1977 a firma Dodo Brothers (andatevi a rileggere Non disperdetevi di Oderso Rubini e Andrea Tinti per sapere chi sono stati). Alla serata parteciperanno Freak Antoni, Andrea Ruggeri e Giancarlo Ambrogio Vitali.
Modena in da house

Se le informazioni in mio possesso corrispondono al vero, prevedo ulteriori disagi nel traffico sulla A1 in uscita da Bologna in direzione Milano.
Il calendario del QASI Club di Modena presenta alcuni nomi di assoluto richiamo, e se si aggiunge che l'ingresso delle serate è gratuito fino alle 23 (poi costa 5 euro), il gioco è fatto.
A inaugurare la stagione ci sarà Francesco Farfa il 6 ottobre, ma già la settimana successiva toccherà agli 808 State (13/10) e poi alle Chicks On Speed (20/10), tanto per farsi un'idea.
Apice della programmazione (ho capito bene?) i Primal Scream feat. Mani il 24 novembre.
Ma saranno solo dj set oppure ci sarà qualcosa di più?
Indie kids

Ho appena visto uno spot di Cartoon Network con Take Me Out dei Franz Ferdinand come colonna sonora?