mercoledì 30 giugno 2004

Incasino Fest

Questa sera a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia prende il via la rassegna INCASINO Fest.
Le date sono quattro, tutte di mercoledì:
30 giugno - Black Candy + Bob Corn
7 luglio - Altro + Il Giorno Del Pou
21 luglio - Pecksniff + Cut
28 luglio - G.I. Joe + Three In One Gentlemen Suit.

I concerti si terranno all'aperto presso la Pizzeria "Barcone" in via Garibaldi 10.
Per info credo si possano contattare direttamente Il Giorno Del Pou, che tra l'altro hanno appena completato il loro primo disco, Thick and Long, totalmente autoprodotto.
Chissà se fa anche le polaroid

Non manca mai ai migliori concerti, la si vede sempre sotto il palco, vestita in maniera impeccabile e con la macchina fotografica perennemente al collo.
Non sapevo che avesse anche un sito e ora che l'ho scoperto ve lo segnalo volentieri: www.giuliamazza.com.
Ubik-Azione a Bologna

Coninuiamo a dare conto di quanto si muove in città: sarà il caldo, ma pare che Bologna sia in ebollizione.

Il collettivo Ubik presenta oggi in Largo Respighi (dove confluiscono Via Zamboni e Via Belle Arti dietro il Teatro Comunale) un lavoro di microanalisi territoriale della zona universitaria.
L'evento dovrebbe aver preso il via già questa mattina e proseguirà fino alle 22. Ubik-azione manipolerà l'ambiente, creerà una caccia al tesoro per bimbe e bimbi, allestirà proiezioni video, musica dal vivo e dj set, writing e fumetti, mentre la tv di strada Orfeo TV trasmetterà il tutto nella zona circostante.
La giornata è organizzata in collaborazione con il Comitato Piazza Verdi, i Giardini del Guasto, Sesto Senso, TVOrfeo, Oveja Negra, Quartiere S.Vitale.
Per info: ubikazione@hotmail.com

martedì 29 giugno 2004

Stasera cinema

Questa sera a partire dalle 20, sulle frequenze cugine di Radio Città Del Capo, andrà in onda il Gran Galà che chiude la stagione radiofonica di Seconda Visione.
Fate come me: comprate le birrette, staccate il telefono e tenete Google a portata di mano.

Subito dopo, si torna a Vicolo Bolognetti per una serata dedicata a Jan Svankmajer.
Scrittore, pittore, scultore, "puparo" e costruttore di "opere tattili", Svankmajer ha prodotto film d'animazione che sfruttano tutte le tecniche tranne quella del cartone animato. Protagonisti sono - con pari dignità - le cose e le persone, di cui la pratica dello stop motion accentua la frammentazione dei movimenti (privilegiando non di rado proprio gli oggetti sugli esseri umani).

Verranno proiettati I cospiratori del piacere del 1996, insieme al corto Buio-luce-buio (1989), le diapositive delle sue macchine, delle sue carte geografiche e dei suoi animali.
Presenteranno la serata Davide Turrini (critico cinematografico di "Liberazione" e "Segno Cinema") e Silvia Staderoli (aiuto regista di Svankmajer).
I read the news today, oh boy

Phair Play - Anteprime di crisi di mezza età per la trentasettenne Liz Phair, in passato conosciuta come cantautrice, oggi in guepiere.

La prossima Britney Spears? - Valido esulta: sarà la figlia di Hulk Hogan.

Lividi - Restyling per Pitchfork: non mi pare molto riuscito. Colori freddi per combattere l'afa?

Vecchio Doposcuola - Si è detto che l'ultimo disco dei Beastie Boys è decisamente legato alla Vecchia Scuola e al suono hip-hop degli anni Ottanta, ok: ma ora non si esagera con il videogioco alla Frogger?

All together now - E a proposito di videogiochi: quanto ci mettete a riunire i componenti dei Polyphonic Spree per ascoltarli cantare tutti assieme?

Absolution - Il padre del batterista dei Muse Dominic Howard è morto poco dopo la loro esibizione a Glastonbury. La data italiana di Bergamo di questa sera (insieme a Television e Broken Social Scene) è stata di conseguenza annullata.
There is always something there to remind me

Da queste parti si apprezza abbastanza The End of the World, il nuovo singolo dei Cure, forse perché ci ricorda parecchio i Pavement (tanto per continuare a perderci nel nostro Ritorno Al Futuro musicale).
Io ci trovo qualcosa di In the mouth a desert, mentre La Laura sente di più Gold Sounds.
E secondo me non ci prende nessuno dei due.

E che dire poi di Found in the ground dei carinissimi Girls In Hawaii? Non potreste cantarci sopra quasi tutta Half a person degli Smiths?

Ho paura che il post potrebbe continuare un bel pezzo.

lunedì 28 giugno 2004

Case history
episodi di vita vissuta

i. Oggi a radiotre raccontavano che qualche famoso compositore sosteneva che il vino italiano è ispiratore delle canzonette a differenza di quello francese che bene si adatta alle grandi opere.
E' ovvio che quel compositore non aveva mai sentito i Death of Anna Karina suonare dal vivo.

ii. Ho incontrato una vecchia cara amica in profumeria (ero andata all'ipermercato solo per comprare l'olio per il motorino ma poi c'erano tutti quegli scaffali con le creme al 40% e l'olio del motorino, ecco, non è esattamente come una crema da corpo di estee lauder) e quindi mi sono ricordata che un amico comune, con cui si guardavano le videocassette certi ferragosto che non si andava in vacanza oppure si cercava di vedere rassegne di bergman en plein air tra le zanzare e proiettori ronzanti, coperti di autan, ha aperto un grazioso blog di belle speranze in omaggio ad un film dell'anno scorso.
E dato che Matteo è uno che le cose le fa come si deve ha scelto livejournal. Try.

iii. Anche l'Anna e Marco l'hanno fatto. Loro vengono sempre ai concerti, a scatola semichiusa, direi. Ma parlano di architettura e, ehm, di noi.
Try again, lettore.

Poi magari, quando imparo l'accatiemmelle, aggiorno la colonnina di mercury link.
Ricordi di un cielo liquido

 Liquid Sky (1982) - Directed by Slava TsukermanQuesta sera continuerò a guardarmi indietro.
Nel cortile del pozzetto di Vicolo Bolognetti, qui a Bologna, proiettano Liquid Sky, film statunitense datato 1982, per la regia di Slava Tsukerman.
La trama, per quel che vale riassumerla, si può condensare così: una punk frigida ma desiderata da maschi e femmine diventa complice inconsapevole di alcuni minuscoli alieni che si nutrono della molecola sintetizzata dal cervello durante l'orgasmo.

Considerato all'epoca "the definitive New Wave Sci-Fi film", Liquid Sky è sì uno dei più bizzarri reperti della new wave prodotti nella Grande Mela, con alcune trovate brillanti e un perverso senso dell'umorismo, ma soprattutto mi pare decisamente interessante perché rappresenta bene quel generale atteggiamento "artsy" che spesso ritroviamo in molte produzioni musicali uscite da New York, allora come oggi.

venerdì 25 giugno 2004

Sciabolation Summer Camp Fest!!!

C'è chi crede che arrivata l'estate ci si possa prendere una pausa e riposare: in realtà il lavoro di scenester non conosce soste.
Questo fine settimana siete tutti invitati allo Sciabolation Summer Camp Fest.

A partire dalle ore 15 (puntuali!) suoneranno:

- Cut (Bologna: bare bones r'n'roll)
- Prague (Londra: melodie pigre-intimismo)
- The Death Of Anna Karina (Carpi: wavescreamolegends)
- The Juniper Band (Bologna: elettricità-psichedelia)
- Settlefish (Bologna: broken van indie rock)
- La Quiete (Forlì: urlatoemoaccacì)
- Skrjabin Hc2 (Livorno: prodigio basso-batteria da scoprire)
- Laghetto (Bologna: carmelo bene noise)
- Bob Corn (S.Martino Spino: barbapapà con chitarra acustica)
- Gay Camionero (Treviso: chitarra+batteria=??)
- Sumo (Bologna: 85revolution summer tra di noi)
- The Tunas (Bologna: r'n'r garage punk finest)
- Violetta Beauregarde (Bergamo: smashing piano bar)
- Non Compliant Cardia (Bologna: teenage prog breakdown)

Cambi Palco sonorizzati dai djs:
- FEDEmc (radio città del capo, nerd e infradito)
- Giovanni Gandolfi (radio città del capo, unhip records, uda)
- Michele suona i suoi dischi (radio città del capo, sesto senso)


P.S. Distro ovviamente benvenute, però portatevi dei tavoli perchè sono carenti.
P.P.S. Cibo vegan e non, bere alcoolico e non, si tenta di accontentare tutti.

Info su come arrivare: www.settlefish.com/popup.htm
Canzoni per gli esausti

 Naked Lunch - 'Songs For The Exhausted' Tutti bravi, voi, a fare gli indieblogger con l'iPod, Google e il peer to peer.
Chi si azzarderebbe, oggi, a macinare quasi mille chilometri in un weekend per andare a sentire un gruppo di ormai quarantenni che non ha nemmeno lo straccio di una pagina sulla All Music Guide?

Per fortuna da queste parti c'è Fabio Merighi (su Glamorama, il giovedì sera dopo polaroid, in compagnia di Arturo Compagnoni), da sempre innamorato della musica proveniente dalla mitteleuropa, coltiva da anni una passione mai svanita per gli austriaci Naked Lunch.

Per chi non conosce il tedesco sarà un po' complicato documentarsi in rete: qui trovate una loro succinta biografia.
Ma lo scopo di questo post è segnalarvi l'intervista pubblicata su Zero In Condotta che il nostro Fabio è riuscito a realizzare dopo un caldissimo concerto a Innsbruck, e che concludendosi con un "Forza Bologna!" proclamato dal cantante Oliver Welter lascia intendere quanto tutti fossero sobri.

Già che ci siete, cercate di procurarvi anche Songs For The Exhausted, l'ultimo album dei Naked Lunch passato incredibilmente sotto silenzio dalle nostre parti. Consigliato a tutti gli amanti di un suono alla Notwist ancora più scarno e di ballate commoventi fino alle lacrime.
Il giochino dello sciabolato

Sembra fatto apposta per l'Uomo dell'Anno (che pure gli assomiglia in maniera inquietante) il simpatico giochino in cui lo sciabolato non si regge in piedi.

http://www.wagenschenke.ch

(Si ringrazia per la segnalazione l'efficiente Studio gradoZero)
There's a party!

Ci sono un mucchio di feste questo fine settimana, e io mi sto attrezzando per non perderne nessuna.
Per chi si vuole preparare adeguatamente, il numero di giugno di Vice Magazine è dedicato alla non così comune arte di festeggiare.
Tra i titoli: frustini, combattere il dopo-sbronza, nuove droghe, chirurgia fai da te, sbarazzarsi del mito del dj, gare di birra, whisky e cocaina, nonché un'intervista rifiutata bruscamente dai Beastie Boys.

giovedì 24 giugno 2004

Il Kit del Piccolo Critico Musicale

Loren Jan Wilson è un genio.
La faccio breve, così avete più tempo per andare a sfogliare il suo ampio sito (che le è pure valso una laurea in Interdisciplinary Studies in the Humanities all'Università di Chicago).

Avete presente quella webzine che aprite ogni giorno, dove calcolate i decimi di voto in più o in meno dati a dischi che non ascolterete mai (o che, pur ascoltandoli, non comprerete mai)?
Sì, stiamo parlando proprio dello snobbissimo Pitchfork.
Bene, la piccola Loren ha cominciato a prendere tutte le recensioni di dischi, e per un anno le ha sminuzzate dentro un software (scritto da lei stessa) di analisi statistica dei testi, il quale alla fine le ha detto quali sono gli ingredienti essenziali per fare una buona canzone.
E per concludere, mossa che ha davvero del perfido, Loren ha cominciato a scrivere canzoni seguendo i risultati che la ricerca le aveva fornito (e a mio avviso non le sono nemmeno venute male).
Signore e signori: i critici musicali, perfino quelli più snob, stanno tutti dentro una Pitchformula.
We Love The Silence

controller.controller - 'History ep' Torna a farsi sentire dopo quasi sei mesi di silenzio We Love The City, un blog che sulla sua assenza ha costruito un piccolo seguito.
E lo fa con una segnalazione decisamente interessante: i controller.controller, quintetto proveniente da Toronto che ha pubblicato questo History ep su etichetta Paper Bag (già casa di Broken Social Scene e Stars). E ora che ci penso, era da un po' che non si parlava più di gruppetti canadesi.
Per cominciare a inquadrare questa nuova band si potrebbe pensare a una specie di Interpol con voce femminile arrabbiata quanto basta, ma molto più orientata su ritmi ballabili. Personalmente mi hanno ricordato i Metric, altra formazione made in Canada che quest'inverno avevamo suonato parecchio.
Sul sito dei controller.controller si trovano anche un paio di consigliabili canzoni d'assaggio in mp3 (e Silent Seven cita addirittura un frammento di Somebody's watching me di Rockwell + Michael Jackson, anno 1984!).

mercoledì 23 giugno 2004

It's so shameful

John Lamond è l'International Sales Manager della Wykeham Farrance una ditta inglese molto famosa nel campo delle attrezzature geotecniche.
Forse non la più famosa ma comunque la più sborona, giacchè lavora con l'Imperial College di Londra e altre cose simili.
Ieri gli ho mandato una mail nella quale avevo riposto ogni premura ad esser formale, e mi ero impegnata orribilmente a chiedere tutte le specifiche tecniche su un apparecchio che misura la resistenza a taglio residua delle terre che costa solo 30.000 sterline: dear sir, ..., yours faithfully, per intenderci, un campione di educazione.
Il sir ha risposto tempestivo ed esauriente: dear Laura, ..., I look forward to hearing from you. Sorry about your early exit from Euro 2004.
Black Candy international

Come ricordava Arturo, dopo quel concerto di febbraio all'Aquaragia, i Party Of One non la smettevano più di ringraziare le Black Candy.
Ora Eric Fifteen, chitarrista e cantante del gruppo di Minneapolis, dedica ai nostri beniamini modenesi e al loro disco d'esordio Candinista una davvero lusighiera pagina dei suoi Recent Favorites Listenings:
"...one of the all-time great bands. They could end now and have one 23-minute CD that will go down in history for the few of us..."
L'hai detto, Eric.
Ch-Check it out!

Per tutti quelli che avessero problemi con il "copy control" dell'ultimo grandissimo disco dei Beastie Boys, e per quelli poco pratici di file sharing, la webzine AudioJunkes mette a dispozione per il download To The 5 Boroughs in versione integrale e gratuita.


ps: non so e non m'interessa neanche troppo sapere cosa sia successo davvero tra i Beastie Boys e Pitchfork (che fino a ieri si apriva con questa pagina di scuse), ma Brent DiCrescenzo conclude la sua recensione a To The 5 Boroughs (o quello che ne rimane on line) con quello che ha tutta l'aria di essere un addio al suo lavoro di giornalista musicale.
Condivido parte delle emozioni contenute nelle sue parole di commiato, e so di non essere l'unico.

martedì 22 giugno 2004

Passiamo al Piano B

E' finalmente uscito Plan B, il nuovo magazine curato dal leggendario giornalista britannico Everett True, già ideatore di "Careless Talk Costs Lives".
Sul sito sono presenti anche i blog di tutti i redattori, con le cronache e i retroscena della costruzione della nuova rivista.
L.A. confidential

Grandissimo articolo sul L.A. Weekly: "The bands that are saving L.A.'s music scene" (un po' lungo, ma ne vale la pena), dove si parla di ragazzini con meno di vent'anni e del loro amore per la musica.
Tra i sostenitori della scena, Cali DeWitt, all'epoca nel giro Nirvana, Seattle ecc., che ora con la sua micro etichetta True Love Records sta facendo di tutto per far conoscere questi nomi: The Fuse, The Rolling Blackouts, The Mean Reds, Hello Fever, Dutch Dub, Future Pigeon, Wires on Fire, Miko Maki e chissà che altro.
Splendido il paragrafo finale sul club The Smell.
The sound of silence
Prova a scaricarmi questo!

Il pianista si siede e quando il brano comincia non tocca nessun tasto per 4 minuti e 33 secondi.
Usa un cronometro per calcolare il tempo.
In pratica, il brano è costituito da silenzi. Per la precisione, da silenzi di diversa lunghezza.
Non si può sbagliare tempo.
Non si può sbagliare nota.
Solo ascoltare il silenzio.
E ciò che si ascolta, quando si ascolta il silenzio, non è stato scritto dal compositore.

Stiamo parlando del famoso 4'33'' di John Cage.
Se volete, qui potete scaricare il brano in diversi formati.
Tutto scorre

Domani fanno 3 mesi che Bruno non aggiorna più il suo Giornale Di Cantiere.
Se non lo conoscete, ci sono due anni di archivi che meritano una bella lettura.

lunedì 21 giugno 2004

Visita Bologna in Mongolfiera

Zero in condotta
presenta
questa sera, a partire dalle 21,30
Vicolo Bolognetti 2, Bologna

Da Bologna (Mongolfiera) a Bologna (Zero in condotta):
Venti anni di giornalismo senza una lira


Aneddoti, passioni, smacchi, successi, intuizioni, ricordi e sogni dalla voce di chi ha creato e attraversato un'esperienza editoriale unica.

Tra i tanti e disparati ospiti: Pino Cacucci, Luigi Bernardi, Gemelli Ruggeri, Vito, Fernando Pellerano, Giovanni Egidio, Francesco Freyrie, forse anche Patrizio Roversi, Milena Gabanelli, Eva Robin's, Bifo...
e ovviamente Valerio Monteventi.

DJ set: FEDEmc (Radio Città del Capo) / Enzo e La Laura (Polaroid - Radio Città 103).
Satira politica (ma su Repubblica scrivono "live graphic") a cura di Tuono Pettinato, Filo e Paolo Parisi

E già che ci siete fate due passi anche per la mostra fotografica allestita da Sergio Palladini e Davide Turrini nel quadriportico (magari fatevi accompagnare da loro): un vero e proprio viaggio nella Bologna degli ultimi vent'anni.

domenica 20 giugno 2004

Musica per Bastardi Perdenti (2)

Loser:Re-LoginSu queste pagine non si è mai parlato tanto di bastard-pop, più che altro per questioni di tempo. A volte mi chiedo che senso abbia stare dietro a gente che taglia e cuce dieci canzoni al giorno, le mette su internet e in poche ore queste canzoni sono già diventate cento.
E poi ho scoperto che il bastard-pop è uno di quei fenomeni che trovo divertente "subire", in cui finire consapevolmente passivo e goderne. Come quando i Notwist hanno chiuso il loro concerto a Urbino nel 2003 mettendo su il disco di Loo & Placido che li canzona in maniera amabile.

Detto questo e della nostra pigrizia, ecco arrivare Mr. Loser Andrea Girolami che prova a stare al passo con i tempi, e tenta di tenere a galla l?azzardata impresa di una radio su internet (con il patrocinio di una multinazionale della comunicazione) buttandosi sul fenomeno del momento.
Le annuali compilation mp3 gratuite "Loser, my religion" erano ormai diventate un appuntamento fisso per gruppi italiani (sconosciuti o meno) e pubblico (di amici o meno), per mettere in luce i gioielli della scena locale, e tanto bastava.

Questo quarto appuntamento, invece, confonde le carte in tavola, a cominciare dal titolo (che, tra parentesi, nemmeno Girolami in radio sa bene come pronunciare). La serie di mp3 da scaricare, infatti, sono denominate "Loser:Re-Login" o forse "re-boot-leg music", da cui si evince che il bastard-pop è stato applicato in tutta tranquillità anche a sintassi e punteggiatura.
La compilation rappresenta il tentativo di raccogliere nomi di richiamo del bastard-pop internazionale, qui invitati a rimpastare liberamente i materiali sonori dei precedenti tre volumi.

Viene in mente che tutte queste cosiddette star abbiano rifilato scarti e avanzi. Non si spiega altrimenti l'apertura di scaletta assolutamente senza alcun tiro o appeal affidata a DazAutomatic. Né si segnala per originalità il cut&paste infarcito di echi, riverberi e poco altro compiuto da Dj DeNeo. Quanto a Jools FM, godrà pure "di una posizione di prestigio nella scena" ma il suo brano di oltre sei minuti potrebbe durare tranquillamente la metà. Mentre i due minuti e 39 secondi di Mouse And Sequencers sembrano trascinarsi almeno il doppio. Per non parlare della beffa di Dsico That No-Talent Hack: una demo di Fruity Loops pari pari spacciata per genialata electro. Unica menzione d'onore ai Giardini di Mirò, che remixano i Perturbazione. La loro "re:sample & c:loser" suona come le migliori cose pop di casa Morr Music, struggente ed epica.

Questa compilation di presunto bastard-pop applicato alla musica indie italiana soffre la mancanza di uno degli elementi di forza tipico del genere: quel sapere andare a trovare (o mettere) dentro brani più o meno noti collegamenti ad altri brani più o meno noti (esempio classico, le sovrapposzioni di Strokes e Christina Aguilera, oppure Jay-Z e Pavement), mostrandoci come in parte la musica resti ancora un grande gioco di combinazioni e incastri. A "Loser: Re-Login", purtroppo, con tutta la buona volontà, mancava la materia prima.
Where is my mind?
Pixies live in Imola, 19 giugno 2004

Avrà più di quarant'anni,
e certi applausi ormai
sono dovuti per amore.
No, non incontrarlo mai.

(Paolo Conte)


Ho chiuso gli occhi, ho fissato un punto molto alto nel cielo, ho lasciato che il coro gridasse e stracciasse la musica senza muovere un muscolo.
I am un chien.
Andalusia.
Parole incise nella mia memoria molto tempo fa. Ho trattenuto il respiro e sono tornato a guardare: ero a Imola, estate 2004, nell'autodromo che ospitava un megafestival sponsorizzato da una nota marca di birra. Piuttosto distanti da me, stavano suonando i riuniti Pixies.
Erano pesanti, sudati, fermi in mezzo al palco enorme. C'era una bella luce, un fresco crepuscolo pieno di vento, anche se non sono stato davvero capace di saltare convinto sulle note di Debaser con quel sole.

Le mie orecchie intanto avevano fatto un viaggio indietro nel tempo e nulla di quello che sentivano corrispondeva a quello che vedevo. Il suono stava arrivando direttamente dal 1989, un frastuono ruvido e potente, forse appena meno grezzo. Le mie orecchie stavano pompando sangue al cuore e un nodo in gola era pronto a sciogliersi. Ma lo spettacolo davanti agli occhi non era altrettanto toccante. Non sono abituato ai megafestival, non so come si vive la musica in quelle situazioni. Folla e distanze mi pareva rendessero inutile ogni desiderio o riflessione.

Sui maxischermi l'immagine degli occhi di Kim Deal, impassibili e opachi, veniva rapidamente sostituita da un dettaglio della chitarra di Santiago, e poi tornava a campeggiare il primo piano di Frank Black, sfatto, sudato e urlante ma senza il minimo segno di cedimento.
Hanno suonato quasi tutto quello che si poteva sperare in un set di un'ora e mezza, e l'hanno suonato con una grandezza da stenderti, e questo ha fatto solo aumentare la mia tristezza.

E quando alla fine di Where is my mind sono venuti tutti lì davanti, a inchinarsi al pubblico, qualcosa che i gruppi rock non fanno quasi più, e David Lovering si è pure fatto scattare la foto con tutti noi alle spalle da una Kim Deal finalmente sorridente e divertita, ecco: quello mi è sembrato una specie di addio.
Ma io, chi stavo salutando?

sabato 19 giugno 2004

Musica per Bastardi Perdenti

Loser:Re-LoginSu queste pagine non si è mai parlato tanto di bastard-pop, più che altro per questioni di tempo. Come faccio a stare dietro a gente che taglia e cuce dieci canzoni al giorno, le mette su internet e in poche ore queste canzoni sono già diventate cento?
E poi ho scoperto che il bastard-pop è uno di quei fenomeni che trovo divertente "subire", in cui finire consapevolmente passivo e goderne. Come quando i Notwist hanno chiuso il loro concerto a Urbino nel 2003 mettendo su il disco di Loo & Placido che li canzona in maniera amabile.

Detto questo e della nostra pigrizia, interviene a stuzzicarci Mr. Loser Andrea Girolami, potente stimolatore culturale della scena musicale sotterranea italiana, che da anni, dalla sua cameretta, diffonde in rete ottima musica, sempre attento ai fenomeni indipendenti di casa nostra, ma anche a tutto ciò che si muove (e fa muovere) all'estero.
A coronamento di tale attività, le annuali compilation mp3 gratuite "Loser, my religion" sono ormai diventate sono un appuntamento fisso per artisti e pubblico, per tirare le somme della scena locale e per fare nuove scoperte.

Questo quarto appuntamento si intitola "Loser:Re-Login" e cambia un po' le carte in tavola: chiama a raccolta nomi di primo piano del bastard-pop internazionale e li invita a rimpastare liberamente i materiali sonori dei precedenti tre volumi.
Accadono cose strane, tipo i Perturbazione che si trasformano in house rapita e trasognata nelle mani dei Pinktronix, o Mixmaster che tira fuori dei Primal Scream di ottima qualità dai Joe Leaman, o i Subsonica resi irriconoscibili sotto la colata electro cui li sottopone Dsico That No-Talent Hack.
Chiude la selezione una vera perla: i Giardini di Mirò che remixano (di nuovo) i Perturbazione. La loro "re:sample & c:loser" suona come le migliori cose pop di casa Morr Music, struggente ed epica.
Consigli per gli acquisti (in nice price)

Ho visto che da MEL Book a Bologna, nel reparto metà prezzo, c'è una pila di "La vita dopo Dio" di Douglas Coupland, nella prima edizione del 1996, Marco Tropea Editore.
Il mio consiglio è di procurarselo, se già non l'avete.

giovedì 17 giugno 2004

Foto di gruppo

Questa sera a polaroid verranno a trovarci un po' di amici, e noi andremo avanti a mettere dischi fino alle 22 circa.
Paso, Inkiostro, Fio, Valido, MarinaP e forse anche Girolami (se promette di non parlare di Loser Re:Login)... in radio c'è posto per tutti, basta portare una birretta e una canzone.

Non mancate quindi, a partire dalle 20, sulla confortevole modulazione di frequenza dei centotre punto cento di Radio Città 103 per Bologna e provincia, o come sempre in streaming e in archivio mp3.
La nuova coppia d'oro dell'indie rock?

Ma perché nessuno mi aveva detto che Spike Jonze (che ha disegnato l'incredibile scenografia per gli Yeah Yeah Yeahs agli ultimi MTV Movie Awards) esce con Karen O?
Con le orecchie a nord (2)

Il nuovo singolo degli Hives Walk idiot walk è un macigno: qui potete sentirlo e qui potete vedere il video.

Buone notizie per Valido: It's A Trap riporta che gli Europe sono al lavoro su un nuovo album. Titolo provvisorio: Start From the Dark, in uscita forse a settembre.

I Sounds like violence, che vedremo in azione al festival di Emmaboda, sono sati Disco Della Settimana sulla webzine Delusion Of Adequacy, che nella recensione del loro Pistol EP (uscito per Deep Elm) cita Pixies, Archers of Loaf e Sebadoh.

Voglia di ballare? Scissor Sisters e Duran Duran come numi tutelari? Fatevi allora sotto con Melody Club, formazione svedese "disco-rock". Secondo Q Magazine sono " unashamedly cheesy" ma la loro musica "remining of ABBA at their peak".
Fair play

Scusate, ma è una mia impressione o gli europei di quest'anno sono davvero deprimenti?

Ieri avrei voluto linkare il pezzo di Leonardo sui Weather Prophets, poi tra frustrazioni varie non ho avuto tempo neanche di aprire Blogger.
Oggi Leo mette su un pezzo ancora più bello.
Quindi insomma il consiglio è di leggersi Leonardo "un po' sempre": vi passa anche quell'incazzatura che per comodità attribuite a una partita di calcio.

martedì 15 giugno 2004

Con le orecchie a nord

Nel numero del New Musical Express in edicola questa settimana, e che arriverà da noi presumibilmente giovedì o venerdì, il singolo della settimana è Why Won't You Talk About It? dei nostri cari Radio Dept.
Il cd contiene anche I Don't Need Love I've Got My Band, Liebling e We Would Fall Against The Tide (recuperando così i due pezzi apparsi lo scorso anno su 7'' della Rex Records) ed è uscito ieri in Gran Bretagna su XL Recordings, etichetta che pubblicherà anche l'album Lesser Matters il prossimo 16 agosto.
(grazie a Lucio per la segnalazione)

Inoltre, i dischi dei Radio Dept. e di tutta la loro casa, l'adorabile svedese Labrador, ora sono disponibili anche in Italia, via Goodfellas.

(tra parentesi: pochi dubbi sul fatto che il calcio espresso dalla nazionale svedese ieri sera sia stato ampiamente superiore a quello messo in campo - per usare un eufemismo - dagli italiani. Il 18 giugno ci sarà da ridere, e ho paura a pensare quale regalo possano fare a La Laura...)
Love. Bang. Crash. Wakka, wakka, Bam Thwok!

Si intitola Bam Thwok! ed è disponibile già da qualche ora per il download a pagamento via iTunes: è la prima canzone scritta dai Pixies in 13 anni.
Alla voce Kim Deal, mentre Frank Black fa i cori, ritmo sostenuto e spazio anche a un inserto di organo registrato anni fa dal padre di Joey Santiago, missionario nelle Filippine.
La reunion comincia a dare i primi frutti, oltre ai sold out di nostalgia in mezzo mondo? Si direbbe di sì, a giudicare dal tiro allegro del brano (un po' alla B-52's).
Si attendono sviluppi.


update: qui il testo e qui l'mp3!
Con l'estate si squagliano tutti

O Gecco, Where Art Thou?

domenica 13 giugno 2004

It's so shameful of me, I like you
Morrissey live in Bologna, 13 giugno 2004

Caro Morrissey,
sarà possibile essere ancora innamorati di te, dopo tutti questi anni? Non sarà pigro, debole o sconveniente? Non sarà troppo accondiscendente?
Sai, devo confessartelo, la prima impressione che ho avuto quando sei apparso sul palco di Bologna è stata addirittura peggiore di quella di Modena nel '99. Ho pensato, mio dio, un vecchio attore; proprio uno di quegli attori consumati e appesantiti che interpretano solo Shakespeare tutta la vita e invecchiano come vecchi attori. Con quella sobria giacca blu, una camicia rossa, degli eleganti jeans non più attillati, mentre in cintura, dei fiori di una volta, restavano solo pochi gambi tagliati che non hai mancato di gettare.

Ma è sempre così, vero? Con te ci vuole un po' a scaldare le cose, ad addomesticare palco e pubblico. Giurerei che servono proprio a questo scopo tutti quei tuoi gesti enfatici di frusta con il filo del microfono.
Intanto, una bella sparatoria in apertura, per sollevare un po' di polvere dal pantano di Parco Nord (First of the gang to die), e poi altro fuoco e fiamme (Hairdresser on fire). E quando qualcosa non è del tutto sotto controllo lo si getta via (Headmasters rituals interrotta senza tanti complimenti).

Ma ti sei accorto che eravamo già caduti prede ancora prima che iniziasse il tuo concerto? Ci era bastato osservare quell'avvicendarsi sotto il palco: via i quindicenni contenti dei Rasmus e dei Jet (così inutili che ora ho dovuto controllare il biglietto per ricordarmi il loro nome) e avanti noi, forse in fondo adolescenti quanto loro.
Avranno vagamente capito che le parole di Rubber ring erano anche per loro? Anche per quella fila di ragazzine contro le transenne, già appostate per i Muse, assurdamente dopo di te nella scaletta?

Temo che quando hai scimmiottato il coretto MU-SE-MU-SE, quando hai fatto le linguacce e hai mostrato benevolo il medio ("oh, you know, I'm very clever"), possa esssere sfuggito loro che bastava guardare alle tue spalle quelle lettere alte tre metri tipo Hollywood circondate di lampadine da musical anni '50, e che componevano ovviamente il nome M O R R I S S E Y, per accorgersi dell'ironia e del gusto per la contraddizione che, al solito, animavano ogni tuo gesto.

E nonostante tutto, dentro ognuno di questi, bruciava ancora una passione che non mi aspettavo, che andava oltre il tuo stile e la tua classe, oltre il semplice fatto che avresti potuto essere padre di buona parte dei presenti sopra e sotto il palco di questo festival.
Bastava guardarti mentre continuavi a cantare, appoggiavi un piede alla cassa, distendevi il braccio sinistro con il palmo della mano rivolto verso l'alto, piegavi il capo all'indietro e sollevavi il microfono, ed eccola lì, l'aggraziata silohuette degli Smiths, intatta sotto il tempo che era passato, e colpiva il cuore.

E' stato bello vedere i fratelli maggiori commuoversi per davvero, sinceri e sorpresi; è stato bello vedere i ragazzini intorno cantare le parole (tanto di Irish blood, English hearth quanto di Everyday is like sunday); è stato bello scoprire che neppure io le avevo dimenticate tutte.
Ed è stato qualcosa di definitivo (dopo tutto questo tempo, chi l'avrebbe detto?) lanciare le braccia al cielo in quella pioggia leggera, unire le voci e aspettare ancora una volta l'arrivo di quell'autobus a due piani, sempre lo stesso, insieme a te: "the pleasure and the privilege is mine".

Morrissey, live in Bologna, 13/06/2004 - foto by Arturo

(Grazie ad Arturo e Fabio per il regalo, e a Flavia per gli occhi)

sabato 12 giugno 2004

Tutte Ragazze Estate Divertimento Banda!

La notizia è di quelle elettrizzanti, almeno per chi vi scrive: le All Girl Summer Fun Band, gruppo indiepop tutto femminile della scena di Portland che incide per la storica etichetta K Records, arriverà per la prima volta in Europa.
Già stiamo sbroccando e cercando di capire come poterle raggiungere.
Già stiamo sperando che i ragazzi del Covo scovino un improbabile day off del fitto tour e ce le portino a Vicolo Bolognetti.

Ecco intanto le date:
European Tour June 20-July 2, 2004

Sunday, June 20th - Utrecht, Netherlands @ DB´s
Monday, June 21st - Nancy, France @ Washington Bar
Tuesday, June 22nd - Lyon, France @ KiKiKaiKai
Wednesday, June 23rd - München, Germany @ Atomic Café
Thursday, June 24th - Freiburg, Germany @ KTS
Friday, June 25th - Kaiserslautern, Germany @ ASTA-Sommerfest / Uni-Campus
Saturday, June 26th - Münster, Germany @ Gleis 22
Sunday, June 27th - Berlin, Germany @ Magnet
Monday, June 28th - Hamburg, Germany @ Molotow
Tuesday, June 29th - Rotterdam, Netherlands @ Rotown
Wednesday, June 30th - Groningen, Netherlands @ Vera

Il primo luglio, infine, saranno a Parigi per il K PARTY al Festival Mo'Fo, insieme a C.O.C.O, The Blow, Kimya Dawson.
Info: www.mainsdoeuvres.org
Quasi il paradiso

Una notte d'inizio estate, le finestre aperte, dopo una bottiglia di ottimo vino bianco e siculo, addormentarsi con lo stereo acceso su Pale Blue Eyes dei Velvet Underground.

venerdì 11 giugno 2004

Fresco di giornata

Il concerto di Badly Drawn Boy del 7 giugno a BBC Radio 2.
Giornata dell'anno

Giornata di lavoro straordinario per l'Uomo Dell'Anno quella di domani.
Prima, nel pomeriggio, per celebrare il ritorno in Italia dei Pixies sabato prossimo a Imola, dedicherà alla band di Boston l'intera puntata di Thermos (a partire dalle 15,35 su Radio Città Del Capo - ascoltabile anche on line).
Sarà ritrasmesso per intero il concerto tenuto al Capolinea di Bologna il 27 maggio del 1989, e si potranno riascoltare documenti storici come l'intervista di Amedeo Bruni a Black Francis.
Interverranno telefonicamente testimoni dell'epoca, come lo stesso Amedeo, Nevio Bencivenni, Michele Pompei e Arturo Compagnoni.

In sera, poi, il nostro UDA si trasferirà al Raum per la maratona "Archivi personali" che chiude la stagione del locale di Via Ca' Selvatica.
La serata prevede, tra gli altri, selezioni musicali di Daniele Rumori, Michele Di Stefano, Massimo Carozzi e Gino Dal Soler.

mercoledì 9 giugno 2004

Che cosa ascoltiamo quando ascoltiamo la musica

!!! - 'Louden Up Now'Magari sono l'ultimo ad accorgermene ma ho scoperto che se digiti tre punti esclamativi su Google non ottieni nulla.
Devi proprio tradurre "chk chk chk" per arrivare direttamente alla pagina dei !!!, dove nella biografia si contemplano pronunce alternative come "chicchicchic, powpowpow, uhuhuh"...

Questo per dire che Louden Up Now, il loro secondo album uscito lunedì, è un po' sulla bocca di tutti e al tempo stesso sfugge: sorte che mi pare tocchi a sempre più dischi ultimamente.
Me lo faceva notare ieri inkiostro: "a me i !!! piacciono, [...] però non so, ho come idea che questo cd sul mio lettore non durerà ancora per molto".

Segnalava poi una recensione apparsa sulla webzine I-Dbox nella quale si sostiene che "sentiremo presto parlare di loro. Le riviste di musica li incenseranno con lodi trionfalistiche [...] Louden Up Now è bellissimo, esaltante, unico", e che però concludeva dicendo che "Ogni nuova uscita discografica oggi lascia il tempo che trova e vedrete che, come è successo per i Rapture, tempo tre o quattro mesi e probabilmente non l'ascolterete più".

Come ho già scritto nei commenti al suo post, non mi pare tanto questione di cinismo o meno, come sostiene Ink. Trovo la recensione tutto sommato accettabile perché mi pare colga in qualche modo una certa stanchezza, che avverto anche io certi giorni.
A differenza dei fratelli maggiori, noi abbiamo la possibilità di ascoltare davvero tanta, troppa musica (noi che, oltretutto, facciamo altro di mestiere).
Abbiamo accesso a una quantità di informazioni (così, per hobby) che semplicemente paralizza.

Tra le altre conseguenze di questa situazione, capita che riusciamo a "emozionarci" davvero poche volte ormai, e anche quando succede dura un tempo molto più breve, senza memoria.
E anche quando succede, resta sempre un gusto fasullo in bocca, o peggio, la paura di sembrare fasulli.

Ad esempio, un altro disco parecchio citato ultimamente è il nuovo di Morrissey: in un certo senso hanno tutti ragione a tirare in ballo storie di vent'anni fa, ma facendo così è evidente che si allude anche alla nostalgia per un'epoca in cui ascoltare era un'esperienza molto più totalizzante (non mi vengono altri sinonimi, scusate), un'epoca nella quale se incontravi la musica che cercavi ti poteva cambiare.
Ora l'esperienza dell'ascolto è a un altissimo livello di frammentazione e di velocità (e in un certo senso è anche più competitiva). E ascoltare non significa più la stessa cosa (no meglio, no peggio).

Ecco: mi pare che da tutta questa specie di disillusione per le condizioni in cui ascoltiamo musica oggi (condizioni che poi, in certi giorni in cui sono di umore migliore, potrei anche definire "fortunatamente fertili") credo nasca una recensione come quella che Inkiostro cita.
E il cinismo da quattro soldi di cui siamo capaci non è più pesante di un mp3.

martedì 8 giugno 2004

Umore metallico

Poca musica e poche parole, per me, in questi giorni (e anche quelle poche, le sento di troppo).
Oggi infliggo ai colleghi d'ufficio Metal Machine Music.

- part 1
- part 2
- part 3
- part 4

"Well, anyone who gets to side four is dumber than I am" (Lou Reed).
Four Tet live in Copenhagen, 30 marzo 2004

E' disponibile in download, per un tempo limitato, direttamente dal sito della Domino Records:

Four Tet Live in Copenhagen (1)
Four Tet Live in Copenhagen (2)
Four Tet Live in Copenhagen (3)
Four Tet Live in Copenhagen (4)
Four Tet Live in Copenhagen (5)
Four Tet Live in Copenhagen (6)
Four Tet Live in Copenhagen (7)
It was all bits and pieces
(guarda come ti piazzo lì il messaggio subliminale sulla nuova compilation)

Interesserà forse a Mr. Loser questa intervista a Chuck D e Hank Shocklee dei Public Enemy, dove si parla di come le leggi sul copyright hanno influenzato l'evoluzione del rap, e dove tra l'altro si promuove a pieni voti il bastard pop nato spontaneamente nel peer to peer.
Why use a lot of words when fuck off will do?

Inkiostro segnala una davvero bella stroncatura di Popmatters al nuovo disco di Morrissey.

In qualche modo, gli fa eco una altrettanto interessante (filologica e per nulla nostalgica) intervista del Guardian a Johnny Marr.
Eloquentemente elusiva.

Come la pensiamo a polaroid l'abbiamo già scritto qui, e non ci facciamo troppi problemi.

sabato 5 giugno 2004

I Wish It Could Be 1984 (Again)
In the beginning, there was rhythm

Blurt, 23 Skidoo, James Chance & the Contortions, This Heat, Bush Tetras, A Certain Ratio, Talking Heads, Gang of Four, Palais Schaumburg, Maximum Joy, Liquid Liquid, Delta 5, Fire Engines, ESG, Pop Group, Pig Bag, Defunkt, Rip Rig & Panic, Lizzy Mercier Descloux.

Tanto per dire.
E' che fa un certo effetto sentire i giovani d'oggi disquisire di punk (white) funk. Ma la storia, si sa, è destinata sempre a ripetere se stessa.

Poi ascoltiamoci pure Louden Up Now di !!!, che in effetti è un gran bel dischetto.

venerdì 4 giugno 2004

Vecchia scuola

...c'è che i Beastie Boys hanno fatto un disco di tributo al (loro e nostro) passato, e gli è riuscito molto bene. Un disco nel quale non dicono nulla di nuovo se non la loro gigantesca, titanica, smisurata bravura nell'essere sé stessi. Il che ha un evidente limite: a "fare i Beastie Boys" e a rappare di Star Trek e di Star Wars e "microphone" che fa rima con "provolone" si rischia di restare Bevis & Butthead forever. E un po' è così, certo. Questo è il lato più spaventoso e al tempo stesso affascinante di "To The 5 Boroughs": l'evidente trasformazione dell'adolescenza in un lavoro a tempo pieno per i tre quasi-quarantenni Beastie, ormai specialisti nella scienza del negare - un po' per scherzo e un po' no - il tempo che passa.

Fabio De Luca, Rumore n.149, giugno 2004
How punk are you? Free test!

Nella balotta dei blog musicali, forse non tutti conoscono o frequentano Leonardo. Peccato.
Polaroid, per quel che vale, ve lo consiglia caldamente. Non starò a elencare ragioni: non troverei parole migliori di quelle contenute nei suoi quattro anni di archivi.
Inoltre, Leonardo ne sa a pacchi anche di musica, nonostante non ne parli quasi mai (e nonostante su queste pagine ormai non abbia più tanto tempo di scrivere).

Quello che scrive oggi, per esempio, si potrebbe anche intendere come un consiglio musicale: domani a Modena c'è un concerto della Paolino Paperino Band, storico gruppo punk attivo a cavallo degli anni 80-90. Non suonavano assieme da dieci anni.
Mmh, carino, direte voi. Però di reunion di vecchi gruppi ormai non se ne può più, pensate. E col cavolo che sabato pomeriggio vado a Modena. Con tutto quello che ho da fare.
Ma il bello di Leonardo è che le cose lui te le spiega sempre bene, e spesso ti mostra quello che non avresti visto da solo.

Per esempio, io avrei detto: suonano per sostenere il Centro Sociale Libera. E basta. Al limite avrei aggiunto: il Comune lo vuole chiudere.
Ma sai quanti ne aprono e chiudono di centri sociali. Ma cosa vuoi mai che sia, uno in più, uno in meno. Gli daranno un altro posto, no? Se lo troveranno da soli, quelli lì.
No. Questa volte è un po' diverso. Questa volta ci siete un po' in mezzo anche voi, e dico a soprattutto a voi, giovani emiliani che incontro a tutti i concerti, che vi ascoltate i dischi "penk" in cameretta, e che fate gli indie solo sui blog.
Fare lo sforzo di capire le cose una per una è una decisione politica. E a volte andare a un concerto è una decisione politica. E il perché, ve lo spiega Leonardo.

Summer beans

Le Black Candy fanno autocritica e sul loro blog ragionano sul perché il concerto a Musica Nelle Valli è andato storto (ma quante band conscete che lo farebbero?).
Noi ce ne freghiamo e supportiamo Mara, Alice e Amarezza forever.
Intanto il Candinista Tour tocca la Romagna: questa sera le nostre beniamine suoneranno al Cineclub Kamikazen di Alfonsine (Ravenna).
La trasferta sarebbe interessante anche perché ho notato che oggi e domani al Cineclub è in programma una serata "Lamù VS. Candy Candy" e un concorso di cortometraggi a tema bondage-sadomaso-fetish.

E quest'estate niente vacanze per le Black Candy: domenica 11 luglio saliranno sul palco della Festa dell'Unità di Correggio, mentre il 16 luglio, come già anticipato, saranno di scena a Bologna, nell'estivo di Vicolo Bolognetti (a ingresso gratuito).

Tra i progetti futuri, in attesa dell'uscita del 7 pollici in split con Majirelle, avrà luogo quella che è già stata definita "la sfida del secolo": THE BORTOLOTTI EATERS CONTEST.
Frabbo dei Tunas e DJ Amarezza si sfideranno a chi mangia più fagioli, in un'epica contesa che neanche Bud Spencer e Terence Hill.
Per loro scelta, ad accompagnare i piatti di legumi, "la bevanda che più piace a noi ggiovani: il chinotto!"

giovedì 3 giugno 2004

Più 1 punto scena

Musica Nelle Valli 2004 - collage


Dovevo mettermi in pari con Gecco.
Cut Your Hair
o mi monto la testa

Bisogna convenire che a Musica Nelle Valli si diventa tutti più fotogenici.

(grazie a Miss Fashion Nuggets)
Dove finiscono le storie (2)

Di nuovo brutte notizie in casa Libertines. La band britannica ha dovuto infatti cancellare già una data e sono in serio pericolo le prossime presenze ai festival estivi: Pete Doherty è tornato in un centro di disintossicazione (questa volta in Francia). Pare addiruttura per una dipendenza da crack.
Il sito ufficiale è chiuso e sui forum più vicini al gruppo si avvicendano messaggi rassicuranti a dimostrazioni di incredulità.
Dove finiscono le storie

Oddio, no: Giulia che hai fatto?

martedì 1 giugno 2004

Back from Musica Nelle Valli 2004
un post lungo più o meno il doppio del festival

Prologo: inquadratura del sottoscritto, trent'anni a settembre, seduto sul letto un assolato dopopranzo di fine primavera intento ad attaccare spillette sulle tasche dei pantaloni...

Flash forward: dopo otto ore di concerti cominci ad avere le visioni come Fantozzi e riconosci San Pietro che dalla cima delle casse a lato del palco benedice la folla.
La stanchezza mi ha alleggerito le gambe durante lo scomposto e travolgente set degli Altro, fasci di luci bianche orizzontali che puntavano dal gruppo a tutti noi, li giù nella polvere, e mi sono sentito sollevare.

Musica Nelle Valli 2004 - il tendone (foto by Arturo)


Musica Nelle Valli 2004 è un tendone da circo rosso e bianco in mezzo alla campagna verde. Lo vedi dall'alto, arrivando sulla strada stretta che da Finale Emilia porta a Santa Bianca sull'argine del fiume Panaro, e quasi non ci credi, fa ridere quel tendone, e poi pensi che MNV non è mai stato così grande. Accanto si vede già qualche tenda montata, e immagini quando il prato dietro sarà pieno di macchine.

Ogni anno mi piace arrivare presto, ambientarmi, anche solo bevendo una birretta e salutando con un cenno chi sta finendo di preparare l'impianto. Musica Nelle Valli è un festival che ancora puoi sentire mentre si fa.
Incrocio Tiziano, principale artefice di quella strana e formidabile creatura che risponde al nome di Fooltribe: sta portando in spalla dei tavoli dove più tardi si sistemeranno i venditori di dischi, magliette e fanzine. A fine serata, a notte ormai fonda, lo stesso Tiziano con una torcia in mano farà le veci del posteggiatore. Tanto per dire quanto si sbatte quest'uomo.

Degli oltre 20 concerti non ricorderò tutto, colpa della gustosa birra cruda alla spina, delle chiacchiere fatte sdraiati al sole, e della quantità di band che abbiamo visto in un tempo davvero condensato.
Apre le danze Majirelle, sola con la sua chitarra e la sua splendida voce, sembra ancora più piccola su quel palco. Emozionantissima, con gli occhi cerca i volti amici tra il poco pubblico. Si è rivelata una gran bella idea lasciare inaugurare alle sue ballate questo infuocato pomeriggio. Non mi perdono di essermi poi distratto e di non aver comprato il suo demo: spero ci saranno presto altre occasioni.

Musica Nelle Valli 2004 - Pecksniff (foto by Arturo)


I Pecksniff, lo immaginerete già, con me hanno avuta vittoria facile. E' bastato vedere il loro sole di polistirolo giallo e le nuvole di cartone azzurro e la giraffa che spuntava dal monitor per capire che uno sbarbo twee come me li avrebbe subito eletti rivelazione della giornata e gruppo più adorabile tra quelli visti nell'intero festival.
Indossavano tutti una maglietta bianca dove ognuno aveva disegnato a pennarello una versione a fumetti di altre band tipo Bob Corn o Black Candy o Disco Drive. Tutti tranne Patrizia, che era elegantissima, con una gonna lunga color vaniglia e un corpetto tutto lacci e ricami.
I Pecksniff avevano questo baule di vimini proprio lì davanti e tiravano fuori in continuazione dei giocattoli e li usavano come strumenti, mentre Stefano alla chitarra cantava e quasi gli scappava da ridere, e Patrizia dimostrava di avere una delle più belle voci da indiepop mai sentite in Italia. Ed erano assolutamente coinvolgenti quando invitavano al clap hands, ed erano assolutamente credibili quando cantavano "pa-pa-pa-pa" e "sha-la-la-la". Insomma, il loro "Elementary Watson" è entrato dritto nel mio stereo e non ne è ancora uscito. Aspettiamo con ansia il prossimo "The Book of Stanley Creep" in uscita a settembre.

Ai banchetti del merchandising intanto si segnala l'arrivo di Dave Kulp. Insieme a Jukka dei GDM porta alcuni scatoloni: tra poche settimane Dave partirà per due anni negli States e ha deciso di liberarsi della sua discografia. Contribuisco a finanziare il suo soggiorno a San Francisco acquistando un vecchio 7'' delle Aislers Set, il primo 45 targato Track & Field (regalato ad Arturo), e l'album di Jane Weaver per La Laura.

Three In One Gentleman Suit li rivedo sempre volentieri, ormai mi sento di casa ai loro concerti. So dove mi porteranno, tra le loro canzoni e me c'è una perfetta intesa fisica. La foto sul loro poster (che devo avere!) le rappresenta benissimo: un campo grigio di nebbia, l'orizzonte chiuso da un filare di pioppi, qualcosa di malinconico e qualcosa che cova e si agita sotto l'apparente immobilità. E infatti quando si scatenano i TIOGS entrano davvero di prepotenza tra il cuore e lo stomaco. Uno dei set più apprezzati anche dal pubblico "colto" del festival.

Musica Nelle Valli 2004 - Amarezza / Black Candy (foto by Arturo)


Mentre sotto il tendone si alza sempre più polvere, la Mara distribuisce adesivi con scritto "I'm a Black Candy supporter", dichiarazione che abbiamo orgogliosamente portato addosso per tutto il festival. Non fosse altro che avevo una maglietta preparata per l'occasione, con una polaroid (eh eh) di Amarezza negli studi RC103.

Il set delle Black Candy però è riuscito solo nella seconda parte, quando l'evidente tensione (in fondo, "giocavano in casa") si è un poco sciolta. Inconvenienti tecnici al principio, la solita chitarra scordata, forse il peso di un po' troppe aspettative alle spalle, un imbecille che senza nessun motivo, nel silenzio generale, urla un insulto davvero fuori dal mondo (unico episodio del genere nella due giorni: ma dico proprio con le BC devono prendersela? I ragazzi più pacifici di tutta la presuntuosa scena?), sono fattori che hanno lasciato l'idea che qualcosa non andasse per il verso giusto.
Le canzoni nuove sembrano avere una vena amara, inedita per il trio modenese, o forse era solo il clima. Comunque tutto si scioglie nel finale con intermezzo hip hop e con Fab che sale sul palco a dare un contributo di stabilità per la hit "Straight to your hands".

I Disco Drive, pochi cazzi, sono la casa regnante del punk funk made in Italy (e mentre muovi le gambe le loro melodie ti si conficcano nella nuca). Non ho ancora sentito nessuno oggi in Italia far ballare a questa maniera, con questo suono, con questa lucidità, con questo controllo (mai un urlo di troppo, eh giovanotti?), non ho sentito nessun gruppo durante tutto Musica Nelle Valli 2004 dire qualcosa più di grazie dopo un pezzo, oppure "i nostri cd sono in vendita là", mentre Pomini non ha avuto problemi a presentarsi con un "mi vergogno di abitare in un paese dove Fabrizio Quattrocchi è un eroe, mentre Carlo Giuliani uno che se l'è cercata".
E poi hanno distribuito i foglietti con i testi, un gesto talmente semplice e diretto oggi per un gruppo (per giunta "punk") che meriterebbero totale fiducia solo per questo.

A questo punto il mio bloc-notes va a farsi benedire, forse troppe birrette, forse troppe ragazze carine con le magliette a righe orizzontali, forse la luce del tramonto sull'orizzonte sconfinato della Bassa. Se ti guardi intorno ti rendi conto che siamo proprio in mezzo al niente e ti accorgi dal tuo sorriso che si sta bene, qui, con la musica, noi, non manca niente, nessuno.

Agli Altro sembra stare stretto anche il grande palco di quest'anno. O forse è proprio il fatto di essere troppo distanti tra di loro e dal pubblico. C'è qualcosa di incontenibile in loro, qualcosa che scuote la loro musica e che semplicemente non riesce a stare dentro un concerto, un disco, un pezzo. Sarà per la precisione coreografica del batterista, sarà per le loro strofe lamentose e convulse, sarà per il jack della chitarra che si stacca in continuazione creando strani vuoti e improvvisi pieni dentro le loro canzoni, sarà per la gente che alza le braccia e vuole cantare, o sarà come ho detto prima per la mia stanchezza: gli Altro mi fanno venire la pelle d'oca e li guardo dal fondo affascinato.

La fine della notte è tutta per gli El Guapo, che hanno fatto un set totalmente differente da quello presentato quest'inverno al Covo. Canzoni vecchie rivisitate? Canzoni totalmente nuove? Non lo so, di certo l'innesto di un batterista ha lasciato campo libero a Justin che tra il basso il microfono le occhiatacce al pubblico l'acqua spruzzata sulle prime file i continui salti e scosse e fremiti sembra reincarnare abbastanza bene un John Lydon in versione più dance.
La cosa che mi colpisce di più è che gli El Guapo "mixano" le loro canzoni, come fossero dj: non le stravolgono, semplicemente quasi ogni passaggio è immediato, uno scarto di drum machine e tutti si riassestano sul nuovo pezzo.

La gente balla, ne ha voglia, mi ritrovo accanto i Red Worms' Farm completamente sciabolati e molesti che pigliano in mezzo Amarezza, sono incontenibili. Due bis per il gruppo di Washington: finalone con Underground. Ed è quello che siamo. Me ne vado a casa dopo interminabili saluti e abbracci a tutti. Sono stravolto: dieci ore di concerti sono più di un lavoro. E domani ne abbiamo ancora. E Rumore e Blow Up e il Mucchio nemmeno mi pagano.

Musica Nelle Valli 2004 - l'Uomo Dell'Anno Giovanni Gandolfi esibisce la sua tracolla con spillette (foto by Arturo)


Domenica è smagliante di primavera, finalmente fa più caldo, abbiamo tutti le facce stanche ma chi ha dormito in tenda di più. Tra l'altro questa notte nel campeggio hanno rubato le scarpe ad Amarezza e a Emilio dei Settlefish: scherzi idioti dei soliti invidiosi?
C'è meno gente, e meno ragazze. Buona parte del pomeriggio passa in fretta tra un giro ai banchetti per gli ultimi acquisti, un Gandolfi già sulla via dell'mmancabile crollo e le foto digitali che si fanno un po' tutti. Ma Musica Nelle Valli è anche questo, incontrare amici che non vedi da un sacco, accompagnare i loro figli a vedere le anatre nello stagno, cercare di ricordare i nomi delle fidanzate, parlare di dischi, di radio, addirittura di blog.
Suonano i nostri amici del biliardo i Laghetto, che con la solita sfrontatezza conquistano un calorosissimo seguito di pubblico. Io sollevo un calice di dissetante birra cruda e mi fiondo nella mischia, nella polvere che imperversa.

Ci sono un sacco di gruppi di cui non parlo. E' perché non ho niente da dire. Ma per i La Quiete mi azzardo a spendere due parole. Io davvero non so che cosa sia la musica che fanno, ed è colpa mia se sono ignorante. Però quei due cantanti, perdonatemi, visti "da fuori" non erano credibili neanche un secondo. Tipo che salgono, forse nemmeno si presentano, attacca un pezzo incasinatissimo e sono già lì a flagellarsi, a torcersi le braccia e le mani, giù a strepitare come bestie al macello, a svenarsi di dolore, così in un attimo, da un momento all'altro. Quello dei due che fuori dal palco porta gli occhiali è sfrombolato a terra dopo un minuto netto, contorcendosi con il filo del microfono, disperato, neanche gli avessero comunicato che un carro attrezzi stava rimuovendo la sua macchina dal parcheggio.
Io capisco voler comunicare disagio, malessere e quel che ti pare, però cristo, non è che basta urlare e far vedere che soffri, poi finisce il pezzo e tac, lì in piedi a rimettersi a posto la maglietta nera, poi un altro pezzo, di nuovo giù a fustigarsi. Perché non mi convince?

Musica Nelle Valli 2004 - Ex-Otago (foto by Arturo)


Ad esempio, gli Ex-Otago, seconda rivelazione per me a questo Musica Nelle Valli, dietro un'apparenza di allegri cazzoni mi è parso che in poche mosse abbiano fatto una bella parodia di tutto quel modo di atteggiarsi sul palco. I genovesi si sono presentati con due tastiere tipo Casio, chitarra acustica e batteria (che sul disco - più "serio" - manca), gonne e parrucche, e hanno combinato di tutto, dalla cover di "Save a prayer" al lancio di caramelle, passando per una hit estiva clamorosa come potrebbe essere "After August, September" e una serie di pezzi talmente accattivanti e ammiccanti da far venire voglia di tentare una trasferta in Liguria quanto prima.
Si dimenavano come tarantolati per il palco, si scontravano, battevano le mani lontano dal microfono, e hanno finito per mimare addirittura uno stage diving che abbiamo supportato in quattro gatti. Con questo non voglio dire che siano un gruppo di comici, ma che mi sembra abbiano l'approccio giusto (o quello che io sento più affine) alla musica.

Dopo quella breve apparizione dei Rosolina Mar al Sesto Senso una decina di giorni fa mi aspettavo decisamente di più dal loro live: le influenze blues e Seventies, talmente esibite e prolungate, mi sono risultate un po' pesanti, ma dal consenso che hanno raccolto era solo un problema mio. Comunque set caldissimo.

Dei G.I.Joe mi rammarico molto di aver dovuto perdere buona parte del concerto: quel poco che ho sentito mi ha convinto a comprare il loro cd e nonostante sia decisamente più pesante della roba che gira di solito da queste parti (per intenderci: sono in due, basso e batteria) al primo ascolto si sono guadagnati subito un repeat, soprattutto la conclusiva title track "Clito's angels".

Musica Nelle Valli 2004 - The Rippers (foto by Arturo)


Degli scatenati garage rockers dalla Sardegna vestiti in completo puro 1965 che rispondono al nome di The Rippers dirò solo una cosa: in un festival del genere, dove una considerevole fetta di pubblico è composta dai componenti degli altri trenta gruppi che suonano prima o dopo di te, riuscire a farli ballare tutti rappresenta già una vittoria morale.
Certo, la formula forse è un po' statica, ma quando imbroccano il binario giusto, non c'è modo di tenere ferme le gambe.

L'ultimo gruppo che sono riuscito a vedere sono stati gli svizzeri Velma, che a dire il vero si sono aggirati per tutto il giorno vistosamente a disagio nel polveroso e "ruvido" ambiente di Musica Nelle Valli, scenario che forse si adattava male ai loro maglioni a rombi senza maniche (100 euro nel merchandising, dove però con 2 prendevi il frisbee o altri gadgets talmente strani che sembrava più lo stand di una compagnia aerea).
Il loro spettacolo mi ha lasciato senza parole, un crescendo continuo dove non abbiamo capito niente fino alla fine, quando abbiamo realizzato che tutto era sincronizzato con le proiezioni (rigorosamente in pellicola) disseminate per il palco.
I Velma lavorano spesso per il teatro e il respiro largo della loro musica lo fa capire bene. A MNV da principio non abbiamo capito, qualcuno si è distratto, poi chi ha resistito si è lasciato irretire dagli ipnotici loop di video, batterie e chitarra, dove sottilmente si insinuava il degrado dei materiali (visivi) e la scomposizione (sonora) in un crescendo spesso troncato di colpo, con precisione matematica.
Alla fine eravamo stremati, e senza più tante parole (vi rimando più saggiamente a quelle di Max), mi sono perso i Chinese Stars e non mi sento in colpa.

L'ultima riga è per la Fooltribe, che oggi è capace di mettere in piedi una cosa del genere, e di farlo con lo spirito giusto, quel misto di passione e determinazione (direi ostinazione contadina, data la provenienza che ci accomuna), che per i risultati che produce rende un'iniziativa spontanea qualcosa che convince, aggrega, crea un seguito e si fa amare.
Grazie di tutto ragazzi, ci si vede al prossimo concerto.