lunedì 1 luglio 2019

Language is a city (let me out!)

Vanishing Twin - The Age of Immunology

We need a language
That both of us speak
Gestures shared in the air
Between you and me

Qualcuno di voi forse ricorderà il nome di Cathy Lucas tra quelli dei componenti dei Fanfarlo, una delle migliori e più sorprendenti band indiepop dei primi Duemila, passata anche dalle nostre parti (al Mattatoio di Carpi uno dei concerti della vita, ma è un'altra storia). Negli anni successivi allo scioglimento dei Fanfarlo, Cathy Lucas si è poi orientata verso un canturato sofisticato e sperimentale, spesso virato verso l’elettronica, con il suo progetto solista Orlando. A mano a mano che le collaborazioni di Orlando si accumulavano, hanno preso forma i Vanishing Twin che, pur facendo base a Londra, alla fine vedono riuniti musicisti (ma anche film maker e artisti) provenienti da Belgio, Giappone, Francia e anche dall’Italia, rappresentata dalla batterista Valentina Magaletti, già al lavoro con Bat For Lashes e i Neon Neon di Gruff Rhys. Tutto questo, sottolineano varie recensioni, alla faccia della Brexit.
Il lavoro dei Vanishing Twin si muove su suoni dilatati e ovattati, nei quali è evidente l’influenza, della ricerca di Stereolab e Broadcast, con un linguaggio che ha fatto propria la lezione del Krautorck e della psichedelia, ma anche di certi languidi paesaggi cosmici alla Sun Ra, una sensualità cerebrale ed eterea, tra Nico e la più contemporanea Cate LeBon, e certe atmosfere degne di Ennio Morricone.

Right now, right now
All around you
The invisible world calls
Calls you closer to who you really are

The Age Of Immunology, il secondo album dei Vanishing Twin, prende il titolo da un saggio di David Napier del 2003, che cerca di spiegare come l’assunto medico che si possa sopravvivere soltanto eliminando e rigettando tutto ciò che è estraneo a noi, tutto ciò che “non è IO”, nell’era moderna si è diffuso dalla medicina all’intera società, con conseguenze catastrofiche per il mondo contemporaneo, tanto a livello politico che culturali. Ed è proprio assecondando questa suggestione che la musica dei Vanishing Twin, in qualche modo sospesa tra modernariato e magia, cerca di inglobare quante più soluzioni disparate possibili, sia sintetiche sia acustiche, con risultati affascinanti che a volte possono finire per sembrare quasi fantascientifici, come in Cryonic Suspension May Save Your Life o Planète Sauvage.
Non è un caso che il disco venga pubblicizzato con uno slogan che a qualcuno ricorderà all’istante un certo immaginario che aveva avuto grande fortuna negli Anni Novanta: “la colonna sonora ideale per le sale d’attesa di stazioni spaziali internazionali che devono ancora essere progettate e costruite”.
In mezzo a tutto questo, fluttuano assolute hit estive di qualche universo parallelo, come Language Is A City (come chiameranno certi suoni "tropicali" su altri pianeti?), oppure Magician’s Success, deliziosamente ottimista e utopica, quanto mai necessaria di questi tempi: "il rumore della speranza fa un gran chiasso nel mio cuore"!







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