Video première: Flyin' Zebra - "Dakota"!


Un viaggio acido, l'ombra di un sogno, spiriti dei boschi, una cascata per purificarsi, qualche antico semidio del rock'n'roll che si nasconde dietro una maschera o che forse siamo noi stessi nello specchio. Lasciatevi portare in fondo a questa nube di suono: troverete i Flyin’ Zebra pronti ad accogliervi a braccia aperte e a regalarvi una invitante Death By Shaokao.
Il nuovo EP, arrivato un anno e mezzo dopo l’esordio su cassetta DEMO, colpisce per la maggiore aggressività delle chitarre, la coesione e l’intensità che i Flyin’ Zebra hanno messo a punto in tutti questi mesi di concerti, e che ora finalmente sono riusciti a fissare anche in studio.
Come spiega Germana Bargoni, voce e chitarra dei Flyin’ Zebra, «quando sei al primo disco hai sempre un’idea fissa di dover far capire il genere a cui fai riferimento, cosa stai citando, qual è l’immagine di te che vuoi trasmettere. Invece, con questo nuovo lavoro, credo sia evidente che ci siamo scrollati di dosso certi filtri volontari. È successo in maniera naturale: suonando – soprattutto live – ci siamo conosciuti meglio e abbiamo trovato un luogo-linguaggio comune che mette tutti d’accordo».
Le canzoni di Death By Shaokao infatti nascono principalmente in studio, in maniera più collettiva e dinamica rispetto al passato. Le melodie iniziali vengono spesso smontate e fatte a pezzi, sconvolte sotto chitarre più acide che in passato. «Crediamo che il risultato di queste cinque canzoni rifletta un approccio più “di gruppo” rispetto al passato, quello che siamo diventati, assieme».
A rinforzare questa idea molto fisica che i Flyin’ Zebra riescono a innestare nella loro musica, Death By Shaokao è stato registrato in presa diretta (su registratore a otto tracce insieme a Devid Ongaro e alla band dei Dead Horses), e basta scorrere titoli come Swarm Blood o Bruise per intuire l’energia che lo attraversa.
Oggi qui su "polaroid - un blog alla radio" abbiamo il piacere di ospitare la première del video di Dakota, girato da Tamara Gasparini, traccia al centro dell'EP e che nelle sue due parti mi pare rispecchi un po' le due anime stesse della band, tra psichedelia folk più sognante e accelerazioni elettriche piene di nervi e muscoli.

PS: Lunedì prossimo 2 luglio, i Flyin' Zebra saranno ospiti dal vivo in radio (credo poco unplugged, ma vedremo) per la puntata finale della diciassettesima stagione! Appuntamento alle 22.45 su Radio Città del Capo, in FM e streaming!


PPS: Se poi vi state chiedendo da dove diavolo arrivi il singolare nome della raccolta (pubblicata dalla etichetta francese Helzapoppin Records), sappiate solo che è il ricordo di un misterioso cibo di strada cinese, venduto di notte da venditori ambulanti su certi improbabili carretti per le strade di Pechino, e al quale la formazione dei Flyin’ Zebra è sopravvissuta solo grazie alla propria attitudine parecchio rock’n’roll.


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