giovedì 18 marzo 2004

If you're feeling scenester

Se Stuart Murdoch che balla in maniera cosi terribile è fighissimo lo stesso, allora c'è una speranza per tutti noi perdenti.
Ieri sera al Rolling Stone di Milano i Belle & Sebastian hanno lasciato l'impressione che ormai possano permettersi di fare un concerto di due ore senza suonare il singolo dell'ultimo album, per esempio, e la gente uscirà dal locale ugualmente soddisfatta.
Non che I'm a cuckoo mi sia mancata, lo ammetto, però If she wants me sì. E al posto di un paio di canzoni da intervallo durante lezioni di salsa e merengue si poteva mettere qualche risaputa hit.

Tolto questo trascurabile sassolino dalla scarpa, inchiniamoci di fronte alla band scozzese, probabilmente quanto di più vicino la nostra generazione possa sperare di arrivare a figure classiche come Burt Bacharach, Beach Boys e The Smiths.
E ammiriamo la capacità con cui tirano fuori il meglio dal loro pubblico: tutti avevano voglia di battere le mani, di schioccare le dita quando richiesto, di cantare strofe e ritornelli imparati ormai tanti anni fa. E tutto immancabilmente sorridendo.
Chi non avrebbe voluto essere Paola con la maglietta verde, chiamata sul palco dalle prime file a cantare Roy Walker (e lei che gli sussurra sfacciata "I think you're a really good dancer...").

Ad ogni buon conto, abbiamo assistito a un set fin troppo raffinato, cosa che è finita per sembrare un ossimoro se si pensa alla loro cristallina semplicità pop. Questo l'ho sentito dire da chi mi stava a fianco, non certo da quelli dietro, che non hanno mai smesso di limonare. Su Fox in the snow, poi, vi lascio immaginare.
Se fossi più in forma spenderei due parole sulla cornice fatta di perfettissime pieghe di capelli e orecchini vintage in plastica e ingresso omaggi alle tipe sotto i cinquanta chili. Ma si sa: Milano capitale della moda, l'ha detto pure Stuart, non certo dell'indie.
Nel complesso un'ottima serata, anche senza celebrità avvistate (il migliore era il giovanotto che ha scritto la recensione per Blow Up).
Ah: abbiamo anche conosciuto Max.
Finalmente.

Nessun commento: