mercoledì 18 novembre 2009

"Ogni canzone è ancora così eccitante"
Intervista ai Girls

Girls
Ormai è un anno che seguiamo ogni passo dei Girls, da quando siamo stati travolti da quella gioia pura che è Lust For Life. Il loro debutto, Album, è uno dei miei dischi preferiti di questo 2009 ed è quindi con immenso piacere che pubblico qui l'intervista con il cantante Cristopher Owens realizzata per MAPS da Jonathan Clancy, che ringrazio. L'intervista andrà in onda oggi pomeriggio dalle 15.30 sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana e potete anche ascoltarla in streaming qui (sia in versione originale che tradotta in italiano).


Una delle qualità di Album è la sua purezza cristallina, la sua immediatezza e la facilità con cui si insinua nel corpo. Com'è portare un disco e delle canzoni del genere in tour? Hai mai paura che dopo un po' la sua potenza e l'efficacia si spengano, la forza si affievolisca quasi come un fiore che sta perdendo i petali?
È vero che tutto cambia dopo aver suonato i pezzi per molto tempo "on the road", ma non so, è ancora una cosa così nuova ed eccitante per noi che non siamo arrivati a quel punto. Non ci ho nemmeno ancora pensato, mi sto divertendo così tanto a suonare i pezzi, proprio non ci penso.

So che scrivi musica e canzoni costantemente, e già quest'anno avete fatto sentire come b-sides e in session radiofoniche un sacco di pezzi finora inediti. Ti sembra cambiata la scrittura in questo periodo? Scrivi con uno stato mentale diverso o ne sei rimasto impermeabile? I testi parlano di storie diverse?
In realtà, non è cambiato niente, ho lo stesso approccio. Scrivo sempre di come mi sento esattamente in quel momento, non penso mai ai testi, le parole mi vengono fuori casualmente tutte in una volta. Se sto avendo difficoltà mi fermo, lascio perdere per un attimo la canzone. Sì, le nuove sono diverse, per forza di cose, parlo di come mi sento adesso.

Una delle cose forse sottostimate di Album è il perfetto fluire dei pezzi, la sequenza delle canzoni. Il disco è stato il nostro "album della settimana" e ci siamo accorti che ha veramente un tocco magico nel suo incedere: è un'opera del 2009 ma ha quel "sentire" da disco evergreen, classico, senza tempo. Ogni canzone è posizionata perfettamente. Avete lavorato molto all'ordine dei brani?
Non abbiamo impiegato molto tempo a decidere: ci siamo seduti ed in dieci minuti avevamo le idee chiare. Alcune scelte erano per noi abbastanza ovvie. Io e JR ci siamo trovati subito d'accordo sul dove posizionare le canzoni. Alcune già dovevano avere un posto preciso, come
Lust For Life (per prima) e Darling (ultima). Volevamo mantenere il disco sempre interessante, mai troppo lento, un flusso costante. È stato un lavoro facile quando ci siamo seduti nello studio di mastering.

Quando avete registrato il disco c'era già l'intento di mantenere una certa crudezza, di non smussare troppo gli angoli?
Sì, assolutamente: in parte questo c'è, ma volevamo anche registrare ogni tipo di canzone che ci andasse di registrare. Non ci interessava avere un suono unico. Tutte le canzoni andavano bene, anche se erano diverse tra loro. Abbiamo così tante influenze e volevamo comprimerle tutte nel disco. Volevamo renderlo coeso solo dal semplice fatto che siamo noi a suonarlo.

Qual è la canzone più vecchia che hai scritto sul disco e quale la più recente?
La prima canzone è stata
Headache, l'avevo scritta per il mio vecchio gruppo Curls. Quella, insieme alla canzone intitolata proprio Curls, sono le più vecchie. Le ho scritte nel 2006, mentre il resto del disco è datato 2007.

Headache è una canzone abbastanza diversa dalle altre: è una delle mie preferite, a volte ci sento quasi degli strani echi alla Pulp, ovviamente più storti...
Sì (
ride), a volte mi dicono anche Chris Isaak!

C'è una canzone in particolare a cui ti senti veramente legato, che ti sei veramente divertito a registrare?
Tutte!
Ghost Mouth è una delle mie preferite, sia per come è stata scritta, sia per la registrazione: amo la produzione di quel pezzo, siamo riusciti a fare delle cose interessanti. Ma sai, è comunque la prima volta che ho la possibilità di far uscire un disco e quindi sono emozionato per tutte le canzoni. Ogni canzone è ancora così eccitante per me.

Molte b-side ora edite, come Solitude o Life In San Francisco, sono al livello del disco: non le avete messe semplicemente perché sono arrivate dopo?
Sì, sono state registrate solo di recente. Volevamo 12 canzoni per il disco e c'erano già. Purtroppo (
ride) siamo arrivati tardi con quelle!

Solitude è veramente strepitosa...
Grazie, secondo me va a dimostrare che stiamo ancora imparando, stiamo migliorando piano piano.

Citi spesso Ariel Pink e Holy Shit come influenze molto importanti per te. Che cosa ti hanno dato?
L'idea molto semplice di suonare musica, ad un livello alto, dedicare a questo tutta la vita. Matt e Ariel vivono per scrivere e suonare musica, sembra una cosa ovvia ma è incredibile quando vedi qualcuno che ne è ossessionato come loro. Quando ho iniziato a suonare con loro mi sentivo così e mi hanno influenzato, mi hanno dato ispirazione, mi hanno spinto a perseguire i miei obiettivi con la musica. Come dicevo prima, noi volevamo registrare qualsiasi tipo di canzone, saltare tra i vari generi e questa è una cosa che ho imparato da Ariel Pink.

Questo amore e questa ossessione per la musica immagino tu l'abbia trovati anche in JR? Sembrate veramente un duo?
Sì, certo, appena abbiamo iniziato a lavorare assieme ce ne siamo resi conto. Ognuno dei due ha dei compiti ben precisi, io faccio quello che devo fare io e lui fa quello che deve fare lui.

C'è stata molta attenzione al tuo background... È una cosa che dopo un po' ti ha dato fastidio?
Un po' sì, la gente si sta fissando su questa cosa. Capisco perché sia interessante e che sia molto importante conoscere chi hai davanti, però ora il livello di attenzione è un po' troppo esagerato, mi dà un po' fastidio. Mi sembra già di aver raccontato da dove provengo, quanto ne devo parlare ancora? Non c'è molto altro che abbia voglia di raccontare.

L'unica cosa che ti voglio chiedere è se nei tuoi tanti viaggi da adolescente sei mai capitato in Italia.
Sì, nel periodo in cui ho abitato a Lubiana, prendevo il treno per andare a Trieste per suonare, suonavo tantissimo. Andavo in Austria oppure andavo a Trieste con il treno, è l'unico posto che ho visitato. Suonavo per strada, nei bar e nei ristoranti.

San Francisco è finalmente un posto che puoi chiamare "casa"?
Si, non riesco ad immaginarmi nessun altro posto dove potrei abitare.

Nei vostri artwork avete scelto di usare sempre visi di ragazze, a volte sembrano quasi delle foto sentimentali, nostalgiche. Dall'altra parte avete un immaginario nei video vicino al porno, pieno di promiscuità, con una forte presenza di droghe, insomma un lato più eccessivo. Questi due aspetti fanno parte della personalità della band?
Sì. Le foto le faccio tutte io, ritraggono ragazze mie amiche. Mi piacciono, sono sentimentali, sono tutte persone vicine a me. La scena a San Francisco è così, siamo una famiglia, tutti vicini, è bello e divertente. La realtà è anche l'altro lato, rispecchia la nostra vita, siamo così. C'è un focus sul cercare di rendere queste situazioni "belle", questa è la nostra estetica. Tutti i nostri amici sono legati a quello che stiamo facendo, c'è una bella comunità qua, un bel feeling e ci piace farlo vedere nei nostri video, nelle copertine, eccetera.

So che vi portate spesso in giro la vostra amica fotografa Sandy Kim. Le sue foto e le tue foto hanno decisamente dato una identità ed uno spirito alla band.
Si, lei è una fotografa da tanto tempo, aveva iniziato a passare da casa nostra tanto tempo fa, prima che fossimo una band, faceva tutte queste foto e le metteva sul suo blog, faceva le foto ai nostri amici, eccetera. E così le abbiamo chiesto se potevamo usarle, è una tipa in gamba, divertente, l'abbiamo anche portata in tour, ci piace averla intorno e fa delle foto meravigliose.

Volevo chiederti qualcosa su ciò che ti ha influenzato nello stile vocale, in particolare i cantanti che ti hanno ispirato. Questa mattina ascoltavo Like Flies on Sherbert di Alex Chilton e mi sei venuto in mente, per il modo crudo e diretto con cui canti.
Eh, non che io sappia, non è una mia influenza. Io amo i testi e la voce di David Bowie, mi piace il fatto che abbia mille tipi di voce, ha quella voce da crooner, poi cambia e diventa subito irriverente e quasi punk, ha tantissimi registri. Io cerco di fare così. Ariel Pink è un'altra grande influenza, anche Billy Corgan a volte. Non so, da una canzone all'altra cerco quasi sempre di copiare qualcuno. In alcuni pezzi nuovi mi ispiro ad Elvis.

Quali sono i dischi che ti porteresti sempre su un'isola deserta?
Il disco di Ariel Pink (
ride), il mio disco, Mellon Collie And The Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins, un disco di Michael Jackson, un album di Randy Newman, uno di Elvis Presley e uno degli Suede.

Quale disco degli Suede?
Non so è dura, li adoro tutti, forse Dog Man Star oppure Trash.

È vero che sei un grande fan dei Felt?
Si sono un loro grandissimo fan. Ho conosciuto Lawrence qualche giorno fa ad un nostro concerto a Londra. È stato incredibile, ero ultra nervoso ma è un tipo proprio in gamba.


>>>(mp3): Girls - Headache
>>>(mp3): Alex Chilton - Girl After Girl

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