mercoledì 4 novembre 2009

Girls



Quasi ogni recensione di Album, il magnifico esordio dei Girls, non manca di citare le somiglianze tra la voce di Christopher Owens e quella di Elvis Costello. L'accostamento è appropriato, anche per via di una certa patina vintage nel suono della band di San Francisco.
Ma non è stato quello a colpirmi la prima volta che ho sentito i Girls e mi sono lasciato travolgere. Ho pensato piuttosto a quanto quella voce suoni infantile, in totale contrasto con quanto sta cantando (amori spezzati, vite da inventare daccapo, le solite cose) e a come lo sta cantando, lasciando incerto il confine tra l'ironia e il tormento.
La musica d'altra parte si offre aperta e accessibile, quasi avesse abbandonato ogni pretesa di risolvere questioni troppo complicate. Non si sforza nemmeno di diventare lo-fi fino in fondo, e il suono libero risale le sue correnti fino ai Sixties.
Così facendo, le canzoni dei Girls raggiungono una limpidezza nuova, in cui la pura semplicità non è ottenuta per sottrazione ma è lì, immediata e necessaria. Sentimenti custoditi in forma di pop e tre minuti.

La seconda cosa che mi ha colpito di questo disco è stato il libretto. A ogni pagina corrisponde la fotografia del viso di una ragazza. Sotto la fotografia, il titolo di una canzone. E non sai bene se sono le ragazze ad avere ispirato la musica, o se sono le canzoni stesse a essere diventate le ragazze. E in questo caso, da che parte stanno le storie che raccontano?
Ma del resto, con le loro interviste/confessioni, con le istantanee delle loro feste sparpagliate ovunque in rete, con i video girati nella propria camera (e a volte con gli amici improvvisati attori porno), sono stati gli stessi Girls a costruire un immaginario trasparente e torbido tutto assieme, dove l'eccesso non è solo quello di droghe e sesso ma anche quello di una piccola poesia stucchevole.
Tutto è a portata di mano dentro questa musica (e forse anche dentro i Girls): la vita come un continuo set fotografico di Vice Magazine e la vita come i pomeriggi di un post-adolescente sfigato senza compagnia. Album è un disco che gioca a carte scoperte. Come scrivono nelle note di copertina, "Album was not recorded in any studio". Come se questo disco, in fondo, fosse loro stessi. E forse è così.

>>>(mp3): Girls - Lust For Life

(photo by Sandy Kim)

3 commenti:

onan ha detto...

Bene. Mi hai convinto. Lo compero originale.

Nanna ha detto...

Io mi ci sono imbattuta per la prima volta proprio qui, quando hai postato il loro video di Hellhole ratrace, quindi..grazie? :) Mha, io semplicemente li adoro e, sì, ora hai fatto venir voglia di comprare il loro cd anche a me :) Ma più di ogni altra cosa, banalmente, mi piacerebbe vederli live..

d ha detto...

mah io un po' me lo aspettavo il libretto di ragazze, sarà per il nome del gruppo? :-)