martedì 3 giugno 2008

Case vuote sulla spiaggia

No KidsMi accorgo ora che qui sul blog non abbiamo mai segnalato il disco d'esordio dei No Kids (dov'è la rubrica dei Fagottismi quando ne hai bisogno?), nonostante lo avessimo suonato diverse volte in radio lo scorso inverno, magari per scaldarci un po', visto quanto Come Into My House trabocca di ritmi baleari e strumenti caraibici.
Recuperiamo oggi al volo, in occasione del concerto che la band di Vancouver terrà questa sera all'Hana-bi di Marina di Ravenna. E davvero non riesco a immaginare location migliore di una spiaggia per presentare questo lavoro che riesce a tenere insieme indiepop e influenze di R'n'B contemporaneo, con un bel gusto per spazi vuoti, falsetti e melodie tanto felici quanto pallide da finire per diventare quasi trasparenti.
Il side project di tre membri dei P:ANO raccoglie dentro piccole cornici di misurata solitudine canzoni che mostrano sia l'impalpabilità degli ultimi Architecture in Helsinki (ma senza nessuna follia), sia la malinconia orchestrale di certi Beach Boys. Un pianoforte sgocciola sotto la veranda. Fanfare sbagliate fanno eco dietro una duna. Tutto resta sospeso in un'aria elegante da "fuori stagione". Il vento sparpaglia arrangiamenti di archi dove l'orizzonte mescola mare e cielo, e quando arrivano i raggi di sole a scaldare la pelle li si confonde quasi con i ricordi.

>>>(mp3): Prisoner of Desire (from the Mount Eerie tour split 7'')
>>>(mp3): The Beaches All Closed

4 commenti:

gigi ha detto...

beati a voi che ve li vedete! °_°
il disco dei no kids è una delle novità che mi stanno piacendo di più in questo 2008...
canada! ;-)

Francescog ha detto...

visti a padova.
lui sembra supermen quando non è superman, quando è klar kent insomma.. non so se si scrive cosi, vabbe.
per il resto davvero un bel concerto.

e. ha detto...

e invece Gigi devo dirti che purtroppo dal vivo è stata una gran delusione. tutto quello che c'è di buono nel disco, dal vivo si è si è ispessito e come immobilizzato. ciò che nelle canzoni dei No Kids era sfuggente, elusivo, a tratti se vuoi anche sensuale, si è trasformato in una specie di cover band di Donald Fagen composta da adolescenti alle prime armi (non a caso a metà scaletta hanno piazzato l'omaggio a Joe Jackson). e la scelta di una formazione con piano elettrico, tastiere (dai suoni pure discutibili) e batteria non ha aiutato troppo. non so, forse non è un disco da live, forse loro non avevano tiro o molta voglia di divertirsi stasera, magari era solo giornata no, ma se ti piace l'album, tieni buono quello.
(parere a caldo, appena rientrato dalla trasferta, magari domani cambio idea eh...)
ciao,
e.

e. ha detto...

Francescog: ho visto il tuo commento solo dopo aver postato la risposta a Gigi, sorry.
Sì in effetti c'era una certa somiglianza :)
Sul live, vabè, forse sono andato un po' giù pesante, ora ci dormo su.
ciao,
e.