giovedì 24 gennaio 2019

Baby, isn’t this the afterlife?

Rosie Tucker

If you told me that we’d died
And gone to the gay bar
I woulda said “that seems right”


Quasi un secolo dopo l'intramontabile classico degli Electric Six, una nuova canzone torna ad accompagnarmi a una memorabile festa in un gay bar. Stavolta la guida è una fanciulla e si chiama Rosie Tucker, giovane cantautrice di Los Angeles. All'epoca del suo esordio Lowlight si era fatta conoscere per un folk acustico asciutto, risoluto ma poetico. Ora, a distanza di oltre tre anni, sta per tornare con un nuovo album intitolato Never Not Never Not Never Not, in cui scopriamo che il progetto si è trasformato in una vera band (con l'ingresso di Anna Arboles alla chitarra e Jessica Reed alla batteria). Questo primo singolo rivela che la sua musica, per usare la semplice ma efficace definizione del produttore Wolfy, è diventata un indie rock "with music for the heart and lyrics for the brain". Se amate l'indiepop di Frankie Cosmos o una band come Girlpool qui dovreste sentirvi abbastanza a casa.
La storia dentro Gay Bar è semplice: "having a good time at a cowboy gay bar in the Valley, celebrating the incredible spectrum of characters dressed to impress at your average regional queer watering hole. I’m aiming for innocence and bliss here — the joy of looking really good and dancing with people who already like you a lot".
Qualcosa che sarebbe bello riuscissimo tutti a fare più spesso.

1 commento:

Clipping Path ha detto...

Absolutely fantastic job you have done here. And Thank you for sharing with us