giovedì 19 luglio 2018

Promise it won’t happen again. Until it does.

YOUNG SCUM

I forgot to make your mixtape
Now these songs are floating around you
They mean something
I just don’t know what

Quanto è presuntuosa l’arte di perdere tempo: come se potessi perdere davvero ciò che non fa altro che sfuggirti dalle mani. Quanta presunzione a vent’anni, e ancora di più quando comincia la discesa nella seconda metà dei venti. “Was I naive to think at 25 I’d have, at least, one thing figured out?” cantano gli Young Scum nella canzone che apre il loro album d’esordio, e la risposta non può che essere: “without a doubt”. Il leitmotiv del disco è proprio il continuo rimbalzare tra lo sconforto per tutto il tempo sprecato e l’incapacità di reagire; una timidezza e un abbandono che finiscono per farci perdere ulteriore tempo. Il tempo che ti scorre addosso, e quel sottile piacere nel non far nulla per trattenerlo, per potersi così trovare nella posizione, tutto sommato conveniente, di dire “Another year I’m still the same / Another year’s worth of bad days”.
L’amore secondo la band di Richmond, Virginia, è una variabile di difficile interpretazione: a volte ci salva e ci porta via da tutto questo (“If I’m with you it doesn't matter / Weekends on our own / We turn off our phones”), altre volte rappresenta il colpo di grazia del rimpianto (“I never thought I’d kiss you / Now I miss you all the time”). Restano sempre sullo sfondo, quasi mai affrontate davvero, certe differenze, certi gesti che sembrano tagliarci fuori proprio da quelli che vorremmo più vicini: “I scroll to remember, you scroll to forget”.
La voce morbida di Chris Smith ha esattamente quel colore da fine domenica pomeriggio, quando il senso del dovere torna a presentarci il conto di tutta la nostra inadeguatezza. Ma una cosa che mi piace molto degli Young Scum è che a contrastare tutta questa inarrestabile ansia arrivano chitarre scintillanti e agrodolci, al servizio di una scrittura degna delle migliori uscite di Lucksmiths, Field Mice o Brighter, per darvi un’idea delle atmosfere. Insomma jangle pop di primissima qualità.
Era davvero tutto tempo sprecato, se ti ha fatto scrivere musica come questa?

[in cassetta su Citrus City, vinile su Pretty Olivia]

Nessun commento: