mercoledì 16 maggio 2018

"The internet is a disaggregation machine"

Quella vecchia rubrica che una volta si chiamava "Polaroids From The Web" [*]

 STEPHEN MALKMUS

► «The internet is a disaggregation machine. Across all content types, users want to consume only what they want, when they want and in the format they want»: interessante articolo su Forbes che immagina come, dopo la dissoluzione dell'idea di album dai tempi di Napster in avanti, e la riconfigurazione nelle playlist sulle piattaforme di streaming, la prossima frontiera sarà rappresentata dalla scomposizione stessa delle canzoni nelle varie tracce e nei campionamenti che la costituiscono.

► «"Passion project”: that’s what you call it when it doesn’t sell. As soon as I saw it referred to as a “passion project” I knew it was, like, over. [Laughs] Sad that passion means death in entertainment»: una bella intervista a Stephen Malkmus sul New York Times. Ma l'ex voce dei Pavement alla vigilia dell'uscita del suo nuovo album Sparkle Hard, sta facendo tutto il giro, e nelle ultime settimane è passato su Pitchfork, su Stereogum, su Rolling Stone, su The Ringer e pure su GQ, tanto per segnalare solo quelle che ho letto io - e spesso con delle foto abbastanza strepitose.

(mp3) Stephen Malkmus And The Jicks - Middle America

► «So that’s kind of what the “rock’n’roll” scene has always been about—who’s the most crazy dude, who does the wildest stuff? Its kind of disparaging and I’ve thought about that when mingling with these people. Why am I involved in this music world at all? All these people want to do is get stupid fucked up, talk about some dude that they know somewhere that is real important, kind of like the L.A. scene»: bella intervista a Oliver Ackermann degli A Place to Bury Strangers su RealClear, non solo intorno al nuovo album Pinned.




► «'Superfans' buy more than two-thirds of all vinyl»: ovvero scoprire l'acqua calda, ma con il conforto dei numeri. Nel mercato UK oltre il 72% delle vendite di vinili va ai cosiddetti "big spender", cioè quelli che dedicano ai dischi almeno 400 sterline l'anno.  La cosiddetta "rinascita" del vinile è, come in fondo si sa da tempo, una questione di nicchia. Facoltosa forse, ma pur sempre nicchia.

► Altri numeri, altri pretesti di lamentarsi: "Music Downloads Had A Short And Unhappy Life" (via Hypebot).

► «Often these minorities are discouraged from becoming musicians (or pretty much any other thing) from a young age because they don’t see people like them doing it at a visible level. Representation is key to encourage the next generation of artists»: "The Silence Is So Loud: Are Music Festivals Finally Committing to Equality?" (su CLASH).

► Ivan Carozzi su CheFare, con la scusa di parlare di trap, Sfera Ebbasta e Concertone del Primo Maggio, mette molta carne al fuoco di una complessa discussione intorno alla contemporaneità, non solo musicale: "Lo spettro di Sfera Ebbasta. Oltre l’ostentazione del gioco".

► In questi giorni ovviamente sono usciti molti articoli per ricordare la cruciale figura di Glenn Branca, da poco scomparso. Quelli che mi sembra più interessante segnalare qui sono:
- "The Resonate: Reflecting on the work of avant-garde pioneer Glenn Branca" (di Lawrence English su FACT)
- "Glenn Branca: Remembering the Guitar Hero Who Linked the Symphony to Punk Rock" (Marc Masters su Rolling Stone)
- un profilo abbastanza esaustivo sul New York Times, insieme all'approfondimento "Remembering Glenn Branca: Hear 10 of His Essential Works";
- pezzo simile anche di Daniel Martin-McCormick su Pitchfork, "5 Crucial Works from Avant-Garde Icon Glenn Branca";
- oltre alla consueta rassegna di tweet e messaggi raccolta da Brooklyn Vegan.

Nessun commento: