venerdì 1 dicembre 2017

So heavenly

BURNT PALMS

Le band si sciolgono, non si trova più nessuno che ti aggiusti un giradischi e oramai è impossibile ascoltare cassette sulle automobili nuove. Le band si sciolgono e per un po’ è difficile capire se ne valeva la pena. Per un po’ non sai dove andare, o come trovare posto a tutte quelle scatole. A volte le band si sciolgono perché avevano detto tutto quello che volevano dire. A volte, quando siamo fortunati, ci rimane in tasca una storia, ci resta addosso, fatta di dischi, fotografie, magliette che puzzano di fumo. Una storia quasi mai perfetta, ma comunque importante. Una storia fatta di musica e di parole, esattamente come siamo fatti noi.
Christina Riley è cresciuta ascoltando le Hole, le Breeders e i Built To Spill: lo puoi capire dal primo accordo della sua chitarra o dalle prime note della sua voce. Quando ha incontrato la batterista Clara Nieto è stato come se tutto quello che aveva sempre cercato di dire con la musica trovasse una ragione. Insieme al bassista Brian Dela Cruz e alla seconda di chitarra di Joshua Vazquez hanno dato vita ai Burnt Palms e hanno inciso quattro album e una manciata di split tape e singoli. Indie rock californiano che era capace di rivelare una sensibilità indie-pop agrodolce e travolgente. 02​/​18​/​17 è la registrazione di un live tenutosi in quella data a Santa Ana. La registrazione del loro ultimo live, per la precisione. Avrebbero dovuto entrare in studio poco dopo, a preparare le prime tracce di un nuovo album, ma spesso le cose cambiano in fretta e quella stessa notte la band si sciolse. Fortunatamente alcuni inediti sono stati catturati in questa cassetta. Quella data segnò la chiusura del progetto Burnt Palms, ma la loro storia, con queste canzoni irrequiete, ruvide e malinconiche, ci rimane ancora addosso.

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